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Approfondimento sulla devolution scozzese per l'esonero da frequentanti dell'esame di diritto pubblico angloamericano
Tipologia: Appunti
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La devolution scozzese è un processo in continua evoluzione, ha inizio nel 1998 con l’approvazione del primo Scotland Act, e proseguito con il conferimento di sempre maggiori autonomie alle istituzioni scozzesi, per poi sfociare nel referendum per l’indipendenza del 2014, dove il NO ha ottenuto una maggioranza del 55,3% vincendo il referendum. Dopo questo risultato sono state conferite nuove autonomie fiscali alla Scozia e la questione indipendentista è stata messa momentaneamente da parte, ma negli ultimi anni, a seguito del referendum per la Brexit e del recesso del Regno Unito dall’UE, che dovrebbe divenire effettivo alla fine del 2020, con il termine del processo di transizione, sono riemerse le istanze indipendentiste scozzesi. Per comprendere meglio le istanze autonomistiche e indipendentiste della Scozia bisogna inquadrare i rapporti tra le due nazioni in un contesto storico più ampio.
1603: Giacomo VI aveva ereditato il trono di Scozia da Maria Stuarda e, nel 1603, alla morte di Elisabetta I, eredita anche il trono di Inghilterra, realizzando l’unione dei due regni nella sua persona. Tuttavia, le istituzioni dei due regni rimarranno separati per tutto il Seicento, nonostante alcuni tentativi nel 1606, nel 1667 e nel 1689 e la fusione dei due legislativi avverrà solo nel 1707 con l’act of union. Act of union 1707: sancisce la fusione dei due parlamenti nel parlamento unitario di Westminster e realizza la “union by incorporation”. La natura di questo atto è stata oggetto di dibattito in dottrina, infatti alcuni sostengono che questo atto sia stato imposto dal parlamento di Londra, mentre altri che si tratti di un trattato concordato dai due parlamenti. Inoltre, alcuni sostengono che esso abbia creato una nuova entità statale, e altri che esso abbia prodotto solo un’incorporazione della Scozia all’Inghilterra. La Scozia mantiene la chiesa presbiteriana e il suo assetto giuridico-istituzionale.
1885: il SECRETARY FOR SCOTLAND ACT 1885, istituisce lo Scottish Office presieduto da un Secretary, che sarà incaricato di rappresentare l’Inghilterra in Scozia e le istanze scozzesi a Londra. 1886: nasce la SCOTTISH HOME RULE ASSOCIATION e nel 1889 viene presentata la prima mozione per richiedere delle autonomie per la Scozia e per avanzare una politica di home rule, ma non viene attuata. 1894: nasce lo SCOTTISH GRAND COMMITTEE 1919: CONFERENCE ON DEVOLUTION alla Camera dei Comuni, presieduta dallo speaker, per esaminare le possibilità di devoluzione ai parlamenti territoriali 1920: la SCOTTISH HOME RULE ASSOCIATION approva un progetto per la creazione di un parlamento unicamerale scozzese e nel 1924 presenta il bill alle camere, ma questo viene respinto. 1926: lo SCOTTISH SECRETARY viene elevato al rango di ministro, SECRETARY FOR STATE OF SCOTLAND.
1934: viene fondato lo SCOTTISH NATIONAL PARTY e nel 1945 riesce ad eleggere il primo rappresentante ai comuni. Alle elezioni successive perde il seggio e lo riacquista solo nel 1967.
Mackintosh, “Devolution of power”: pubblica degli scritti in cui propone un sistema più democratico e indipendente dall’autorità centrale, con la creazione di assemblee territoriali basati su diversi modelli di governo regionale. 1969: Wilson istituisce la ROYAL COMMISSION ON THE CONSTITUTION per proporre delle riforme e rivede l’assetto amministrativo del regno, con dei focus sulle autonomie territoriali, che in parte verranno recepite nei white papers di Wilson.
Petrolio nel Mare del Nord: l’SNP fa una campagna con lo slogan “it’s our oil” per sensibilizzare gli scozzesi rispetto al tema nazionalista, puntando sull’aumento di ricchezza di cui potrebbero godere con una gestione autonoma. Elezioni 1974: l’SNP ottiene 11 seggi a Westminster White papers Wilson 1974: riprendono i progetti della ROYAL COMMISSION ON THE CONSTITUTION, che prevedono il conferimento di una potestà legislativa limitata all’assemblea scozzese su materie espressamente indicate e una riserva di intervento per “pubblico interesse” da parte delle istituzioni centrali. Due principi fondamentali Rispetto sovranità parlamentare Westminster Rispetto unità del regno I white papers prevedono assemblea senza sovranità con poteri molto limitati e un esecutivo con competenza delegata dallo Scottish office. Lo SCOTLAND AND WALES BILL del 1976 non viene approvato perché i laburisti hanno maggioranza debole e l’opposizione fa ostruzionismo. 1977: vengono approvati due progetti distinti per Scozia e Galles, la cui entrata in vigore è vincolata a due referendum in cui deve essere raggiunto un quorum del 40%, così da scaricare la responsabilità dal governo Callaghan, molto debole, e coinvolgere la popolazione. 2 marzo 1979: vince il sì con il 51,6% dei voti ma non viene raggiunto il quorum (vota solo il 32,85% degli aventi diritto).
La Thatcher archivia il discorso sulla devolution ma i laburisti, primo partito in Scozia, continuano a impegnarsi al riguardo e anche i liberali si interessano della questione scozzese. 1988: rapporto “A CLAIM OF RIGHT FOR SCOTLAND” propone di indire una CONSTITUTIONAL CONVENTION per la Scozia e dichiara che la sovranità della Scozia spetta agli scozzesi, aspetto che verrà ripreso dallo Scotland Act. 1989 SCOTTISH CONSTITUTIONAL CONVENTION: partecipano i partiti, le autorità locali e la società civile ad eccezione del partito conservatore e del SNP, che decide di non partecipare perché contrario alla home rule rimanendo all’interno del Regno Unito. La convention cerca di definire un progetto per un’assemblea scozzese e di sensibilizzare l’opinione pubblica. pubblicano dei report sull’autonomia finanziaria e il sistema elettorale, che verranno poi accolte da Blair.
competente a giudicare anche sui conflitti di attribuzione solo per quanto riguarda i bills scozzesi, dato che la sovranità di Westminster non può essere messa in discussione. Esecutivo scozzese: composto dal First minister, gli Scottish Ministers, il Lord Advocate e il Solicitor General for Scotland. First minister: nominato dalla corona tra i membri del parlamento. Deve dimettersi se per la fiducia. Viene designato dal PRESIDING OFFICER entro 28 giorni dalle elezioni, dalle dimissioni del primo ministro o se questi non è più un membro del parlamento. Se il termine non viene rispettato, si procede a nuove elezioni. Non c’è un legame tra il primo ministro e la maggioranza parlamentare, perché di solito ci sono governi di coalizione. Scottish ministers: nominati dal first minister con il consenso della corona. Sono responsabili collegialmente di fronte al parlamento. Autonomia fiscale: la Scozia ha un limitato potere di imposizione fiscale diretta sui cittadini, ma è vincolata alle scelte di Londra perché dipende dallo SCOTTISH CONSOLIDATED FUND, che è un capitolo di spesa del bilancio nazionale, alimentato dalle entrate del Regno Unito e stabilito ogni anno a Westminster. Differenze Holyrood/Westminster Parlamento monocamerale/bicamerale Sistema elettorale misto/ maggioritario plurality First minister eletto dal parlamento tra i suoi membri e nominato dalla corona/ prime minister nominato dalla corona nella figura del leader del partito che ottiene maggioranza assoluta alle elezioni. Materie residue Scozia/ materie elencate UK Diversa organizzazione dei lavori parlamentari Diverse modalità di approvazione delle leggi EMICICLO CONSENSO/ RETTANGOLARE MAGGIORANZA OPPOSIZIONE
Il partito laburista ottiene la maggioranza e si formano governi di coalizione con i liberal- democratici, in linea con la maggioranza nazionale dei governi Blair.