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Scarica appunti Antonio Canova e più Appunti in PDF di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche solo su Docsity!
Maggior esponente per quanto riguarda il neoclassicismo. Il padre, scalpellino muore e Antonio cresce con il nonno scalpellino. Il nonno,data la bravura, lo manda a studiare nella bottega del Bernardi. Mentre il nonno lavorava per i Falier, ricca famiglia veneziana, costruendo lo scalone di accesso alla villa dopo la rottura di un centro tavola di vetro, secondo la leggenda, pare Antonio avesse preso un panetto di burro e in questo avesse scolpito un leone alato (ci permette di capire in che modo Canova arriva a Venezia) | Felier portano così Canova a studiare a Venezia. Nel 1775 apre uno studio a Venezia e nel 1779 si trasferisce a Roma, centro più importante dell’arte neoclassica che permetterà a Canova di osservare l’arte antica e le collezioni pontificie. Sarà supportato dall’ambasciatore veneziano Zulian, che gli commissiona la prima opera romana. Canova diventa un artista conosciuto e apprezzato in molte corti d’Europa, riflette l’arte del tempo. Apprezzato dallo stesso Napoleone tanto che gli chiede di rimanere in Francia come suo artista, ruolo che Canova rifiuta. Nel 1802 viene nominato Ispettore Generale delle Belle Arti, si occupa di catalogare tutte le opere ritrovate durante gli scavi. Canova riteneva che l’opera d’arte dovesse rimanere nel luogo in cui essa veniva concepita. Dopo il Congresso di Vienna si reca in Francia in veste di ambasciatore papale per ottenere delle la restituzione delle opere d’arte sottratte da Napoleone. (Lord Elgin porta i marmi del Partenone e nasce il British Museum) Canova muore a Venezia nel 1822. DEDALO E ICARO 1779, marmo, h 182 cm. Venezia, Museo Correr Una delle opere giovanili di Canova La figura di Dedalo è troppo anziana per rappresentare il padre di Icaro, l’opera in realtà è un’omaggio al nonno Pasino. Ai piedi sono rappresentati un martello ed uno scalpellino. Il gruppo è un chiaro esempio di contrapposto canoviano: Canova flette i due corpi in direzione opposte, lasciando volutamente uno spazio vuoto al centro. TESEO SUL MINOTAURO 1781 - 1783. marmo, h 145 cm Prima opera che Canova realizza a Roma Commissionata dall’ambasciatore veneziano Zulian Il soggetto e il modo in cui viene proposto indicano quanto Canova sia vicino alle teorie di Winckelmann nel 55. Raffigurato il momento dopo l’uccisione di Teseo. Il soggetto mostra un’animo calmo e posato, non mostra alcuno sforzo. Compare il contrapposto canoviano dalle due linee divergenti che formano i due corpi. Si ispira a due opere HERMES INRIPOSO rinvenuta da poco dagli scavi Ercolani riprende la posa del Teseo ARES LUDOVISI N Questa è l’ultima opera che realizza da solo. A causa delle innumerevoli committente viene aiutato da dei collaboratori. Il processo creativo di Canova: 1. l’idea diventa disegno 2. disegna un piccolo bozzetto in argilla, materiale economico, serviva per essere mostrato al committente 3. (modellino in gesso) 4. modello in argilla,diviso in parti, a grandezza reale 5. forma 6. modello in gesso a grandezza reale, a cui venivano aggiunge le repere, chiodini in bronzo, per prendere le distanze che veivano riportate poi sulla scultura in marmo 7. produzione della scultura in marmo 8. ultima mano data da Canova stesso 9. passava uno strato sottile di cera d’api rosata, per dare un colore più vero al marmo Con questo metodo poteva realizzare delle copie della sua scultura, possedeva un catalogo. Nella gipsoteca a Possagno sono custoditi i suoi gessi, nata inseguito alla sua morte. Giambattista Sartori, fratellastro di Canova, trasferisce i gessi dello studio Romano perchè allievi ne approfittavano. PAOLINA BORGHESE COME VENERE VINCITRICE 1804 - 1808. marmo, h 160 cm. galleria Borghese Paolina cognome da nubile Bonaparte, sorella di Napoleone. Rimasta vedova giovane passa a seconde nozze con Camillo Borghese, principe romano, che commissiona a Canova la scultura. La nudità femminile suscitava scandalo. Canova si ispira agli artisti veneziani cinquecenteschi Tiziano Vecellio (che utilizza un’escamotage simile) e Giorgione da Castelfranco. 1863 rappresentata per la prima volta una donna nuda Paolina tiene nella sua mano sinistra il pomo della discordia, ecco perché vincitrice. Riferimento mitologico: al matrimonio di Teti e Peleo, genitori di Achille; avevano invitato tutti gli dei tranne Eris, la dea della discordia, che lancia una mela sulla tavola con scritto alla più bella. Venere, Era, Atena litigano, interpellano Zeus (Era moglie Atena figlia e Venere amante) che incarica Paride, re di troia, della scelta. Atena promette saggeza Era promette potere Venere promette la donna più bella, Elena, sposata con Menelao Canova cerca di nascondere il nudo. La scultura realizzata per essere conservata nel loro palazzo, le voci si propagano e Camillo approfitta della situazione e fa pagare un biglietto per l'osservazione. Scultura non è federe alla realtà, Paolina viene idealizzata, e la rappresenta seguendo la moda romana. ideale di bellezza di Canova Non è presente un vero e proprio contrapposto canoviano, ma il corpo va a formare una linea curva. La struttura sottostante è in legno, sorta di triclinio chiamata agrippina. Canova aveva architettato un meccanismo che permetteva di far ruotare la scultura. Il gesso custodito nella gipsoteca di Possagno, bombardata durate la prima guerra mondiale, fu rovinato. Si decise di andare a ricostruire il volto e la mano rifacendosi alla scultura in marmo. MONUMENTO FUNEBRE A MARTA CRISTINA D'AUSTRIA 1798 - 1805. marmo, h 574 cm, Augustinerkirche Commissionato da Alberto di Sassonia, duca di Vienna, per rendere omaggio alla defunta moglie. Si tratta di un cenotafio, non vi è conservato il corpo della defunta ma è un momento in ricordo. In quegli stessi anni Foscolo pubblicava «Dei sepolcri» editto di Saint Cloud del 1804 La tomba serviva per tenere in vita il ricordo del defunto, per far in modo che diventasse immortale. Canova riflette sull’importanza della tomba e del monumento funebre. La classica forma del monumento funebre: al vertice i defunti, scendendo una sorta di sarcofago, elementi che simboleggiavano le virtù del defunto Nasce questa nuova forma di monumento funebre, piramide come sepoltura (campagne napoleoniche in Egitto) prende spunto dalla Piramide di Caio Cestio, architettura romana La base radicata a terra che man mano che sale va a scomparire sta indicare il collegamento tra il mondo terreno e mondo divino. AI vertice della piramide vi è un medaglione che raffigura la defunta che prende posto alla scultura a tutto tondo, si ispira a quelli romani — rimando all’antico. Serpente uroboro che si morde la coda rappresenta l’infinito, il ricordo è eterno la felicità celeste è la donna che sta portando in cielo il medaglione Sull’architrave della porta buia, che simboleggia il passaggio dal mondo dei vivi al mondo dei morti il colore nero simboleggia l’ignoto vi è una dedica del marito alla moglie “Alberto alla sua ottima moglie” partecipa al progetto Personaggi simboleggiano un corteo funebre, ragazza tiene in mano un’anfora che simboleggia le ceneri. collegamento tra mondo dei vivi e mondo dei morti - telo e ghirlanda Lo stesso Alberto sceglie quali personaggi inserire per rappresentare le virtù: a sottolineare il carattere altruista e caritatevole troviamo la donna che sorregge l’anziano cieco. La figura alata, genio alato è il protettore della famiglia che veglia sulla defunta. Non rappresenta una virtù della donna ma il marito. Il leone simbolo della forza morale.