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APPUNTI ARISTOFANE E PLUTARCO, Appunti di Letteratura Greca

Il document contiene la conclusione della lezione su Aristofane e l'inizio di quella di Plutarco

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 08/07/2024

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In questa commedia è evidente l’arte menandrea ossia la sensibilità di Menandro. Il finale si
caratterizza in naturale sbocco dell’ itinerario psicologico dei due sposi perché la
riconciliazione finale ha le sue premesse nell’amore reciproco nonostante i due si siano
separati. L’affetto tra i due è tale che Carisio non ha rapporti con Abrotono e Pandora rifiuta
di tornare alla casa paterna. Lo scioglimento della trama si prospetta quando Carisio
apprende che ha violentato Abrotono e ha concepito un figlio da lei. In quel momento Carisio
si pente della sua precedente cecità, si rende conto che non ha capito la sofferenza della
moglie vittima di una situazione analoga a quella in cui lui aveva assunto il ruolo di
aggressore. C’è una notevole capacità di analizzare l’έτος dei personaggi-> Panfila è definita
πορνη=meretrice ma che non corrisponde alla meretrice perfida e ingannatrice. Abrotono
potrebbe essere moglie di Carisio ma essendo onesta si sacrifica e rivela che Carisio ha
violentato Panfile che poi ha sposato. Panfila per paura del marito non gli rivela la violenza
subita, è innamorata del marito e ne attende il ritorno resistendo alle pressioni del padre che
vorrebbe il divorzio. Carisio è il personaggio che subisce un mutamento psicologico forte. Ha
una crisi di coscienza. Anche un personaggio minore come il cuoco ha un suo
approfondimento perché come gli schiavi preoccupato per se stesso ma sinceramente devoto
al padrone. Il messaggio della commedia è un invito al perdono reciproco che può rendere
meno difficile la vita-> reso conto la simpatia che menandro ha per l’uomo. I personaggi
trovano una fine alle loro pene perché i sentimenti giustificano questa conclusione. Il ritorno
a una condizione di serenità è possibile solo agli uomini che cercano di determinare la
propria esistenza. L’eroe menandreo è un uomo come tanti normale ma impronta la sua
esistenza alla tolleranza, ha una razionalità equilibrata che permette di superare le difficoltà,
cerca di determinare la sua esistenza e in qualche modo trovano una sanzione nella sorte
benigna. Panfila grazie alla τύχη e grazie a una prostituta sensibile da ταλαίνα=infelice a
μακαρια= felice.
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stile medio lontano dall’ invettiva verbale di Aristofane. Uno stile colloquiale che riproduce la
lingua del pubblico che è beneducato abituato ad esprimersi nell’attivo di città. È realistico
nella misura in cui si adatta al carattere di ogni personaggio, capace di rappresentare e
rendere le sfumature caratteriali del personaggio e sa esprimere le specificità linguistiche
dello strato sociale. È comunque un teatro di natura elevata che invita alla riflessione non
alla grossolana risata.
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In questa commedia è evidente l’arte menandrea ossia la sensibilità di Menandro. Il finale si caratterizza in naturale sbocco dell’ itinerario psicologico dei due sposi perché la riconciliazione finale ha le sue premesse nell’amore reciproco nonostante i due si siano separati. L’affetto tra i due è tale che Carisio non ha rapporti con Abrotono e Pandora rifiuta di tornare alla casa paterna. Lo scioglimento della trama si prospetta quando Carisio apprende che ha violentato Abrotono e ha concepito un figlio da lei. In quel momento Carisio si pente della sua precedente cecità, si rende conto che non ha capito la sofferenza della moglie vittima di una situazione analoga a quella in cui lui aveva assunto il ruolo di aggressore. C’è una notevole capacità di analizzare l’έτος dei personaggi-> Panfila è definita πορνη =meretrice ma che non corrisponde alla meretrice perfida e ingannatrice. Abrotono potrebbe essere moglie di Carisio ma essendo onesta si sacrifica e rivela che Carisio ha violentato Panfile che poi ha sposato. Panfila per paura del marito non gli rivela la violenza subita, è innamorata del marito e ne attende il ritorno resistendo alle pressioni del padre che vorrebbe il divorzio. Carisio è il personaggio che subisce un mutamento psicologico forte. Ha una crisi di coscienza. Anche un personaggio minore come il cuoco ha un suo approfondimento perché come gli schiavi preoccupato per se stesso ma sinceramente devoto al padrone. Il messaggio della commedia è un invito al perdono reciproco che può rendere meno difficile la vita-> reso conto la simpatia che menandro ha per l’uomo. I personaggi trovano una fine alle loro pene perché i sentimenti giustificano questa conclusione. Il ritorno a una condizione di serenità è possibile solo agli uomini che cercano di determinare la propria esistenza. L’eroe menandreo è un uomo come tanti normale ma impronta la sua esistenza alla tolleranza, ha una razionalità equilibrata che permette di superare le difficoltà, cerca di determinare la sua esistenza e in qualche modo trovano una sanzione nella sorte benigna. Panfila grazie alla τύχη e grazie a una prostituta sensibile da ταλαίνα =infelice a μακαρια = felice. STILE stile medio lontano dall’ invettiva verbale di Aristofane. Uno stile colloquiale che riproduce la lingua del pubblico che è beneducato abituato ad esprimersi nell’attivo di città. È realistico nella misura in cui si adatta al carattere di ogni personaggio, capace di rappresentare e rendere le sfumature caratteriali del personaggio e sa esprimere le specificità linguistiche dello strato sociale. È comunque un teatro di natura elevata che invita alla riflessione non alla grossolana risata.

PLUTARCO

C’è un famoso storico Bowersock definisce Plutarco l’incarnazione della grecità poiché plutarco è un intellettuale che ci ha trasmesso la maggior quantità di informazioni sull’età classica e in generale sulla grecità. Ha aiutato il pensiero cristiano a riconoscere una continuità con quello antico in modo analogo a Seneca con i latini. La terminologia della religione cristiana è greca grazie a lui. Leggere Plutarco significa fare i conti con l’immagine che la cultura europea ha coltivato della grecità per almeno 4 secoli grazie alle biografie di grandi personaggi greci e romani e grazie alla folta raccolta di testi dagli interessi più vari etici filosofici politici educativi che passa con il nome di Moralia. Plutarco è un autore che trasmette amore per il sapere, per il passato e per la virtù e vuole trasmettere questo alle generazioni successive. Non ha la potenza intellettuale di un tucidide ma un interesse per il carattere e la psicologia dei personaggi che la grande storiografia non conosce ma molto vicina alla sensibilità moderna. È un intellettuale che vive in un mondo dominato dalla potenza di roma ma ripropone la tradizione con una notevole apertura fondata sul concetto di φιλαντροπια =amore per l’umanità. VITA pag 638 riceve dall’imperatore Traiano una serie di onori tra cui legatus della grecia Sappiamo che rimane a Cherone perché lui dice di essere rimasto per prestare la sua opera al bene della sua gente. Scherzando dice perché “Cheronea con la sua assenza non diventasse più piccola”. Nella sua vita come nella sua attività culturale plutarco abbraccia ampi spazi ma è conscio dei limiti della sua natura. Mantenendosi entro questi limiti cerca di dare il meglio di sé senza grandi ambizioni politiche o di carriera o progetti culturali troppi vasti per questo rimane legato alla sua città famiglia e tradizioni. L’incarico di sacerdote a Delfi è dovuto alla sua particolare devozione all’Apollo Delfico. Plutarco vede il declino del mondo antico rappresentato dal silenzio degli oracoli “de defectum oracolorum”, della latitanza delle antiche divinità, consapevole del dilagare di nuovi culti tra cui il cristianesimo che nega la sua visione etico-religiosa e plutarco sa che il crisyianesimo è un temibile avversario del mondo antico. Fece il sacerdote per 20 anni si pone come custode di una tradizione religiosa millenaria che sente che sta tramontando: la religione olimpica sopravviverà soltanto come rozza superstizione popolare tra gli incolti abitanti delle zone agresti pagus: etimologia coloro che vivono nei borghi agresti-> pagani quindi è un termine dispregiativo perché i pagani non sono illuminati dalla religione cristiana. Sposa Timossena con chi condivide passioni culturali. Plutarco antepone i problemi concreti alle concezioni astratte Corpus delle opere: designato col nome catalogo di Lampria Il catalogo fu compilato in epoca successiva a quelle in cui visse l’autore è comprende 227 titoli a cui ne mancano 18 giunti fino a noi per cui sappiamo che ne abbiamo 260. è una produzione smisurata che è attivata in due gruppi distinti “Vite parallele” e “Moralia”

si sono comportati in modo sconsiderato nella gestione del potere e hanno dimostrato un’inclinazione al vizio. Plutarco così conferma il detto di Platone che le grandi nature producono grandi virtù ma anche grandi vizi. Plutarco sembra avere una concezione aristotelica del carattere: le virtù etiche non sono innate ma nascono nell’azione e si sviluppano come abitudini. L’έτος ha alla base la φύσις che può essere cambiata parzialmente dall’educazione ma la natura buona non riesce a svilupparsi pienamente se non è indirizzata dall’educazione. L ’έτος non spiega la vita di un uomo perché a indirizzare il corso delle azioni ci sono altri fattori: la presenza divina testimoniata da prodigi come nel caso della morte di Giulio Cesare o la presenza della τύχη. Il motivo della mutevolezza della fortuna è un elemento portante di numerose biografie: i bruschi cambiamenti della sorte rappresentano l’incertezza che avvolge l’esistenza degli uomini. Offrono spunti riflessione in linea con lo scopo morale delle vite e contribuiscono a delineare il carattere dei personaggi che rivelano la loro vera natura nel modo in cui reagiscono si capovolgimenti della sorte e si vede nelle descrizioni delle morti->la morte è il vertice tragico della vita dei personaggi. È il momento in cui rivelano la loro statura: tutta la biografia ha un taglio drammatico. Plutarco ha molto influenzato le tragedie di Shakespeare e Alfieri. Non c’è solo uno scopo morale anche se non viene espressamente citato in nessun proemio Plutarco vuole definire l’identità greca rispetto a Roma. Plutarco è convinto che greci e romani partecipino di una cultura affine: a unire i due popoli sono una serie di valori che costituiscono la civiltà umana è che sono stati elaborati soprattutto in grecia. Plutarco è consapevole della subordinazione politica dei greci ai romani ma vuole garantire al mondo greco un ruolo. Accostare un greco a un romano ha l’intento di avvicinare le due civiltà superando pregiudizi e favorendo una collaborazione sulla base di una stima reciproca. La grecia è forte del proprio passato e non intende recitare un ruolo marginale di potenza colonizzata. In un’ottica di collaborazione sostanziata Plutarco tenta di grecizzare il mondo romano ossia tradurlo in forme comprensibili alla civiltà greca. Il confronto tra le grandi figure dei due popoli condotto su basi paritarie ha il compito di far conoscere alla classe dirigente romana il glorioso passato della grecia TESTI MAIL le vite parlano di grandi uomini e per selezionarli plutarco adotta un criterio di fondo: non compara un filosofo a un poeta che non sia stato anche un uomo d’azione. La virtù per plutarco è virtù politica. I personaggi scelti sono un modello etico: gli eroi plutarchei hanno una forte individualità, per virtù passioni e vizi. Plutarco offre un panorama vario dell’agire umano nei frangenti più importanti della vita. TESTO PAG 651 preceduto da in serie di prodigi creando un’atmosfera di inquietudine: Cesare si sveglia di notte turbato dal sonno agitato della moglie e al mattino cede alle insistenze di calpurnia e chiede nuovi sacrifici che hanno tutti un esito negativo allora turbato pensa di rimandare la seduta del senato ma uno dei congiurati riesce a convincerlo a tornare sulla sua decisione perché Cesare ambiva alla corona e all’opportunità politica di non mancare di rispetto al senato fino all’idea di non presentarsi come schiavo delle paure di una donna. Cesare si avvia verso il senato e nel percorso ci sono due momenti che accrescono la tensione narrativa: prima uno schiavo cerca di parlare con lui senza riuscirci poi il dotto artemidoro gli consegna un libello che svela la congiura ma che Cesare non riesce a leggere. Plutarco dice che la vicenda è guidata da un δαιμόνος τίνο ς=qualche volontà divina perché la congiura è

davanti alla statua di pompeo. Il daimon è uno spirito di vendetta. Scena dell’uccisione: ha un ritmo teatrale da un lato ci sono i senatori ignari della congiura sbigottiti e incapaci di reazione dall’altra ci sono i congiurati che circondano cesare come in una caccia e tutti cercano di pugnalarlo come in un rito sacrificale. Cesare pur accerchiato reagisce vigorosamente fino a quando scorge bruto col pugnale, così rinuncia a difendersi. Svetonio ricorda la frase: tu quoque brute fili mei. Per Plutarco il silenzio di Cesare è più drammatico. Il fascino del passo della morte di cesare sta in una serie di elementi che la preparano. Tutto ciò che precede l’assassinio è allarmante carico di pericolo: i sinistri presagi fuochi celesti uomini indicati uccelli solitari incubo della moglie e cesare in una conversazione avesse detto che la morte migliore è quella in attesa