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La volontà di vivere: la manifestazione della volontà e la sofferenza secondo Schopenhauer, Appunti di Filosofia

La teoria di Schopenhauer sulla volontà di vivere, la sua relazione con il corpo e la sofferenza. Il filosofo tedesco afferma che il corpo è una manifestazione della volontà di vivere e che la volontà è libera e inconscia. La sofferenza è un aspetto ineluttabile della vita e la gioia è momentanea. L'autore discute anche l'importanza dell'arte e dell'ascesi come vie di liberazione dal dolore.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 26/04/2022

chiarala18
chiarala18 🇮🇹

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SCHOPENHAUER
filosofo di età romantica
+ contemporaneo di Hegel
1788 = nasce a Danzica
+ figlio di un banchiere e di una scrittrice di romanzi
+ passa una parte della sua giovinezza viaggiando
frequenta l’università
+ si laurea con tesi intitolata = “Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente”
+ ragion sufficiente = causalità (=testo che si occupa di questo principio)
1814-1818 = periodo di Dresda = si trasferisce
+ comincia a lavorare alle sue opere principali = “Il mondo come volontà
e rappresentazione” (1818)
1822-1825 = viene in Italia
+ fa il grand tour
torna in Germania
+ insegna all’università di Berlino fino al 1831 (=non ebbe molto successo perc la sua filosofia si
scontrava con quella di Hegel)
+ si trasferisce a Francoforte dove muore nel 1860
“Il mondo come volontà e rappresentazione”
mondo come rappresentazione = termine che richiama la filosofia di Kant (=il nostro intelletto
conosce solo la superficie del reale, il fenomeno + al di là si staglia
il noumeno che è inconoscibile)
per Schopenhauer è più o meno la stessa cosa
+ intelletto si trova a conoscere solo la superficie
+ al di sotto c’è il noumeno che però per un modo particolare
noi riusciamo a conoscere
mondo è la mia rappresentazione = Kant diceva che il mondo è la rappresentazione nel senso che
l’intelletto, attraverso le 12 categorie, riesce a conoscere la
realtà fenomenica
+ conoscenza = universale, uguale per tutti quanti poiché le
categorie sono universali, appartengono a tutti indistintamente
per Schopenhauer io del mondo ho una mia
rappresentazione, personale, non necessariamente
coincide con quella di un altro
+ conoscenza del fenomeno = paragonata a un sogno
+ categorie attraversano cui intelletto si rapporta al mondo
= solo 3 (≠in Kant ce ne sono 12)
- categoria di spazio
- categoria di tempo
- categoria di causalità, ragion sufficiente = principale
(=quando cerchiamo di conoscere un fenomeno
applichiamo sempre questa categoria)
es. per stabilire rapporti causali tra oggetti, fenomeni
la pandemia (=causa) ha prodotto disoccupazione
(=effetto)
es. per stabilire nesso tra motivazioni e azioni
vedo una persona aggredirne un’altra e cerco di
stabilire il nesso tra le motivazioni della persona e le
sue azioni, il suo agire
es. per istituire nesso tra premesse logiche e
conseguenze
se studierai prenderai un bel voto
uso una categoria dell’intelletto per ordinare i
fenomeni, stabilire nessi, connessioni
+ principio di causalità è fondamentale perché
ci permette di costruire certa rappresentazione
del mondo (=superficiale, non coglie l’essenza
profonda del reale ≠ per Kant la conoscenza
del fenomeno era attendibile, corretta)
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SCHOPENHAUER

 filosofo di età romantica

  • contemporaneo di Hegel  1788 = nasce a Danzica
  • figlio di un banchiere e di una scrittrice di romanzi
  • passa una parte della sua giovinezza viaggiando  frequenta l’università
  • si laurea con tesi intitolata = “Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente”
  • ragion sufficiente = causalità (=testo che si occupa di questo principio)  1814-1818 = periodo di Dresda = si trasferisce
  • comincia a lavorare alle sue opere principali = “Il mondo come volontà e rappresentazione” (1818)  1822-1825 = viene in Italia
  • fa il grand tour  torna in Germania
  • insegna all’università di Berlino fino al 1831 (=non ebbe molto successo perché la sua filosofia si scontrava con quella di Hegel)
  • si trasferisce a Francoforte dove muore nel 1860  “Il mondo come volontà e rappresentazione” mondo come rappresentazione = termine che richiama la filosofia di Kant (=il nostro intelletto conosce solo la superficie del reale, il fenomeno + al di là si staglia il noumeno che è inconoscibile) per Schopenhauer è più o meno la stessa cosa
  • intelletto si trova a conoscere solo la superficie
  • al di sotto c’è il noumeno che però per un modo particolare noi riusciamo a conoscere mondo è la mia rappresentazione = Kant diceva che il mondo è la rappresentazione nel senso che l’intelletto, attraverso le 12 categorie, riesce a conoscere la realtà fenomenica
  • conoscenza = universale, uguale per tutti quanti poiché le categorie sono universali, appartengono a tutti indistintamente per Schopenhauer io del mondo ho una mia rappresentazione, personale, non necessariamente coincide con quella di un altro
  • conoscenza del fenomeno = paragonata a un sogno
  • categorie attraversano cui intelletto si rapporta al mondo = solo 3 (≠in Kant ce ne sono 12)
  • categoria di spazio
  • categoria di tempo
  • categoria di causalità, ragion sufficiente = principale (=quando cerchiamo di conoscere un fenomeno applichiamo sempre questa categoria) es. per stabilire rapporti causali tra oggetti, fenomeni la pandemia (=causa) ha prodotto disoccupazione (=effetto) es. per stabilire nesso tra motivazioni e azioni vedo una persona aggredirne un’altra e cerco di stabilire il nesso tra le motivazioni della persona e le sue azioni, il suo agire es. per istituire nesso tra premesse logiche e conseguenze uso una categoria dell’intelletto per ordinare i se studierai prenderai un bel voto fenomeni, stabilire nessi, connessioni
  • principio di causalità è fondamentale perché ci permette di costruire certa rappresentazione del mondo (=superficiale, non coglie l’essenza profonda del reale ≠ per Kant la conoscenza del fenomeno era attendibile, corretta)

conoscenza del mondo = rappresentazione paragonata al sogno = ciascuno ha una propria rappresentazione nonostante si utilizzino le stesse categorie

  • noi siamo immersi in un sogno
  • conoscenza = illusoria (=paragonata a un sogno) altra dimensione = noumeno (=sottofondo del reale, sta al di sotto del reale)
  • rappresenta l’essenza più profonda
  • si può conoscere (≠Kant) riprendendo suggestioni / influssi della filosofia orientale = esiste un velo di Maya (=tratto dai testi di filosofia buddista, orientale, indiana)
  • Schopenhauer era cultore soprattutto del buddismo velo che separa la rappresentazione del fenomeno dal noumeno
  • normalmente ci impedisce di cogliere il noumeno dobbiamo strappare il velo per arrivare a capire cos’è il noumeno
  • possiamo arrivare a capire cos’è
  • lui stesso dice di aver strappato il velo ed essere riuscito a cogliere il noumeno, ciò che sta sotto, l’essenza, il profondo del reale è possibile strapparlo perché noi siamo corpo, l’uomo non è soltanto coscienza, intelletto
  • è il nostro essere corporei che ci consente di strappare il velo e cogliere cosa sta in profondità
  • lo consente perché il corpo è mosso dalla volontà (=quando osserviamo la nostra mano che si alza, in qualche modo possiamo capire che quella mano si è alzata perché c’è una volontà che vuole che la mano si alzi)
  • con l’introspezione possiamo capire cosa muove il corpo
  • osservando il nostro corpo, le nostre azioni riusciamo a capire il fondamento di queste azioni, nei movimenti del nostro corpo c’è la volontà svelato l’arcano = la volontà è l’essenza profonda del reale, la verità del mondo
  • al di sotto delle mie rappresentazioni, che però rappresentano un’illusione, un sogno c’è la verità
  • tutti gli individui di questo mondo vogliono
  • volontà = motore del mondo
  • è la voglia di vivere (=Wille zum Leben), persistere, rafforzare il proprio essere anche nel sogno utilizziamo le categorie della ragione
  • non c’è possibilità di distinguere tra ciò che è un sogno vero e tra ciò che è un sogno normale, costituito dalle nostre rappresentazioni (=in entrambi i casi utilizziamo il principio di ragion sufficiente) unico modo per capire se stiamo sognando o meno = momento del risveglio (=capiamo che si è interrotto il sogno della notte e entriamo i una modalità diversa) rappresentazione fenomenica = illusoria (=perché paragonata al sogno)
  • la mia rappresentazione è la mia rappresentazione del fenomeno, il mio sogno
  • può darsi che la mia rappresentazione di un sogno non coincida con il tuo vita = è un sogno
  • è fatta di apparenze (=rappresentazioni che non riescono a cogliere il reale) è presente in tutti gli enti viventi e non (=anche gli enti non animati hanno questa volontà di vivere) es. sasso = oppone resistenza alla propria disintegrazione
  • se un essere decide di volere così, puoi cercare dei motivi ma in realtà un motivo non c’è, ciascun essere interpreta in maniera soggettiva quella sua volontà di vivere
  • utilizzo del principio di ragion sufficiente = quando io mi rappresento un fenomeno es. correzione dei compiti = se un compito è fatto male vuol dire che il ragazzo non ha capito, non ha studiato
  • istituisco io un nesso, categoria logica prevede che io utilizzi il principio di ragion sufficiente
  • uso = vale solo per il fenomeno, superficie
  • non posso capire perché la volontà ha agito in quel modo perché è una volontà libera  quando cerchiamo di avere rappresentazione del nostro agire, in quel momento utilizziamo il principio di ragion sufficiente
  • l’azione è stata determinata da un tipo particolare di volontà
  • per noi è difficile capire anche su noi stessi (=volontà inconscia)
  • arriviamo a una soluzione se partiamo con la premessa che la volontà è volontà di vivere (=possiamo decifrare meglio i nostri atti, penetrazione della volontà) possibili 2 livelli di comprensione
  • superficiale, alla portata di tutti
  • più profondo = deve partire dal principio che la volontà è volontà di vivere per Schopenhauer TESTO 2  si parla del corpo come manifestazione della volontà di vivere  corpo = manifestazione, espressione della volontà di vivere es. denti, esofago, canale intestinale = fame oggettivata organi genitali = istinto sessuale oggettivato mani che afferrano = creare, prendere, acquisire, possedere piedi veloci = istinto di fronte al pericolo, fuga Domande testo 1
  1. moti del corpo = espressione della volontà
  • indicano l’atto volontario che li origina
  1. motivo = causa di un fenomeno
  2. motivo = rappresenta occasione dove la volontà si manifesta
  3. “volontà è fuori dalla legge di motivazione” = la risposta della volontà allo spirito è libera
  4. rappresentazione + fenomeno = considerati come correlati perché quando si rappresenta il fenomeno si utilizza il principio di ragion sufficiente
  • si ha una rappresentazione del mondo che è il fenomeno
  1. si riferisce a Kant Domande testo 2
  2. corpo = rappresenta manifestazione della volontà
  3. volontà di vivere = presente sia nell’uomo che negli altri esseri viventi e ciascuno la interpreta in modo soggettivo  principio che sta a fondo di tutto = volontà di vivere
  • è al fondo di tutto il mondo, di tutti gli esseri
  • noumeno = volontà
  • scoperta che ci immette nell’etica, cerniera con la metafisica  poiché ciascun essere non cessa di volere, desiderare = ciascun essere è immerso nel dolore, sofferenza (=tesi di Schopenhauer) volere, desiderare equivale a soffrire
  • inestinguibile (=si vuole continuamente qualcosa di nuovo, diverso e quando si ottiene quello che si desidera poi rinasce subito il desiderio)
  • siamo legati incessantemente a questa catena che ci trattiene = volontà, desiderio che ci fa soffrire
  • non possiamo sottrarci a questa catena
  • il mondo è caratterizzato da sofferenza e dolore in quanto tutti gli esseri viventi che sono legati alla catena soffrono dalle volontà reciproche nasce una sorta di lotta = scontro con altro essere che vuole la stessa cosa che vogliamo noi
  • lotta perpetua tra volontà che genera dolore  vita = assomiglia a un pendolo che oscilla
  • si muove tra dolore e noia (=dolore provocato dalla morsa della volontà, desiderio)
  • quando non c’è dolore c’è noia = si presenta quando la volontà, desiderio cessa per un momento
  • quando cessa = non sappiamo cosa fare
  • destino umano  esiste la gioia? = si ma è momentanea
  • momento in cui cessa il dolore della volontà di vivere ma che subito va via, è fugace
  • gioia va fatta coincidere con l’assenza di dolore
  • quando raggiungiamo dopo una lunga corsa l’oggetto del desiderio = si estingue il desiderio e provo gioia, momento in cui otteniamo il risultato
  • condizione normale = pendolo (=ci dibattiamo sempre tra due estremi, la sofferenza acuta dettata dalla volontà e dal desiderare e dall’altra parte la noia)
  • la condizione dell’uomo non è invidiabile ma non lo è neanche quella degli altri esseri che come noi sono caratterizzati dalla volontà pessimismo cosmico (~Leopardi tratta il tema del desiderio più o meno nello stesso modo)  peculiarità volontà e desiderio = la volontà di vivere non è un desiderare generico ma un voler vivere, una volontà di conservare la propria vita e di persistere nel proprio essere
  • volontà biologica, connaturata alla nostra biologia che come animali vogliamo vivere, conservarci  antipodi rispetto alla concezione dell’io come coscienza idealismo tedesco = io presentato come coscienza (=richiama alla mente l’idea di consapevolezza, autoconsapevolezza) ≠ io viene presentato in maniera diversa
  • la volontà è inconscia (=motiva l’uomo ma a sua insaputa) = coincidenza dell’io con l’inconscio
  • io di Schopenhauer = volontà + corpo (=non c’è netta distinzione tra volere e agire, quando c’è l’azione dobbiamo subito intenderla come espressione, manifestazione della volontà) + inconscio (= filosofo Umberto Galimberti ritiene che Schopenhauer sia stato l’iniziatore della psicoanalisi)
  • molto distante da Hegel per quanto riguarda l’interpretazione di cosa sia l’io  etica vie di liberazione dal dolore (=Schopenhauer ci dice come potremmo liberarci da questo dolore dopo una diagnosi di cosa sia la vita per gli esseri viventi ovvero la vita è sofferenza, dolore, pendolo tra sofferenza e noia)
  • ricette per liberarsi dal dolore risentono dell’influenza della filosofia orientale, buddista
  1. compassione / etica della pietà impegnarsi nel mondo a favore del prossimo
  • quando ci impegniamo per altri = smettiamo di rimanere agganciati alla morsa della volontà (=egoistica)
  • quando ci liberiamo dalla morsa attraverso la compassione, pietà, impegno per gli altri = smettiamo di soffrire (=poiché la volontà è egoistica)
  • pensiamo, occupiamo di altri e non pensiamo più a noi stessi
  • non è derivata dal cristianesimo ≠ pensa al buddismo (=predica la compassione)
  • tat tvam asi = espressione che viene riportata dalla lingua indiana
  • significa = tu sei come me (=quando riusciamo a vedere l’altro in questi termini, tu soffri come me, si instaura un legame di compatire, arrivo a sentire quello che sente l’altro, quando raggiungo questo grado di empatia mi sgancio dalla mia egoistica volontà di vita e mi metto in collegamento con l’altro e mi impegno in favore del prossimo)
  1. arte definita come conoscenza libera e disinteressata delle idee (=influenza platonica)
  • opera d’arte = incarnazione, rappresentazione di un’idea
  • l’arte ci rende liberi dal dolore es. Guernica di Picasso = rappresenta la guerra idea = brutalità, distruzione della guerra
  • quando lo guardo, contemplo l’idea della distruzione e della brutalità della guerra