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Appunti Atmosfera - scienze, Appunti di Scienze della Terra

Atmosfera nell'ambito scientifico

Tipologia: Appunti

2019/2020

In vendita dal 11/12/2020

fiammetta.farnetani
fiammetta.farnetani 🇮🇹

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1. Le zone termiche e i movimenti convettivi dell’aria
Si chiama equatore termico la linea che congiunge tutti i punti della Terra a temperatura più elevata
(questo non coincide con l’equatore grafico). In base alle temperature medie annue, sulla superficie
terrestre si possono distinguere cinque zone termiche:
a. Zona equatoriale torrida, con temperatura media annua superiore ai 20°C, quasi del tutto
prova di stagioni distinte.
b. Due zone temperate, una boreale nell’emisfero nord e una australe nell’emisfero sud, con
temperatura media annua tra i 20°C ed i 10°C, stagioni ben distinte.
c. Due zone polari, una artica ed una antartica, con temperatura media inferiore a 10°C nel
mese più caldo, inverno lungo e freddissimo.
I limiti delle zone termiche non coincidono con i paralleli, perché i valori delle temperature sono
influenzati non solo dalla latitudine, ma anche dalla distribuzione delle masse continentali e delle
aree oceaniche.
La zona equatoriale assorbe più calore di quanto ne perda e quindi il suo bilancio termico è positivo,
mentre le zone polari prendono più calore di quanto ne ricevano ed hanno un bilancio termico
negativo. Ciò nonostante, nel corso del tempo la regione equatoriale non diventa più calda, così
come quelle polari non diventano più fredde, perché tra le varie zone termiche del globo si crea un
trasferimento di calore, che avviene tramite lo spostamento delle grosse masse d’aria.
2. La pressione atmosferica
L’aria esercita una pressione su tutto ciò che sovrasta, detta pressione atmosferica. Si dice pressione
atmosferica normale il peso dell’aria secca pura su una superficie unitaria, misurata a livello del
mare. Per misurare il valore della pressione atmosferica si usa il barometro, mentre per ottenere una
registrazione continua delle variazioni di pressione, si usano i barografi. Utilizzando questo ultimo
oggetto, è possibile notare che in ogni luogo della Terra la pressione atmosferica è soggetta a
variazioni periodiche.
a. La pressione dipende dall’altitudine: la pressione diminuisce all’aumentare dell’altitudine. A
mano a mano che si sale di quota, decresce il peso della massa d’aria sovrastante. Questa
diminuzione non è costante.
b. La pressione dipende dalla temperatura: la pressione diminuisce con l’aumentare della
temperatura. Con il caldo l’aria si dilata e diventa meno densa, esercitando meno pressione.
c. La pressione dipende dall’umidità: la pressione diminuisce con l’aumentare dell’umidità.
3. Le isobare ed i centri di alta e bassa pressione
Se su una carta geografica si congiungono tutti i luoghi in cui la pressione atmosferica ha lo stesso
valore, si ottengono linee chiuse, dette isobare. In base all’andamento delle isobare si distinguono:
a. Aree cicloniche: caratterizzate da pressione minore rispetto a quelle circostanti e nelle quali
i valori della pressione diminuiscono dalle isobare più esterne a quelle interne.
b. Aree anticicloniche: caratterizzate da pressione maggiore rispetto alle aree circostanti e nelle
quali i valori aumentano dalle isobare più esterne a quelle più interne.
La distinzione tra aree cicloniche ed anticicloniche non si basa sui valori assoluti della pressione,
ma sul confronto tra i valori di pressioni di una massa d’aria e quelli misurati nelle aree circostanti.
Per capire meglio le dinamiche di queste due aree, bisogna conoscere il gradiente barico
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  1. Le zone termiche e i movimenti convettivi dell’aria Si chiama equatore termico la linea che congiunge tutti i punti della Terra a temperatura più elevata (questo non coincide con l’equatore grafico). In base alle temperature medie annue, sulla superficie terrestre si possono distinguere cinque zone termiche: a. Zona equatoriale torrida, con temperatura media annua superiore ai 20°C, quasi del tutto prova di stagioni distinte. b. Due zone temperate, una boreale nell’emisfero nord e una australe nell’emisfero sud, con temperatura media annua tra i 20°C ed i 10°C, stagioni ben distinte. c. Due zone polari, una artica ed una antartica, con temperatura media inferiore a 10°C nel mese più caldo, inverno lungo e freddissimo. I limiti delle zone termiche non coincidono con i paralleli, perché i valori delle temperature sono influenzati non solo dalla latitudine, ma anche dalla distribuzione delle masse continentali e delle aree oceaniche. La zona equatoriale assorbe più calore di quanto ne perda e quindi il suo bilancio termico è positivo, mentre le zone polari prendono più calore di quanto ne ricevano ed hanno un bilancio termico negativo. Ciò nonostante, nel corso del tempo la regione equatoriale non diventa più calda, così come quelle polari non diventano più fredde, perché tra le varie zone termiche del globo si crea un trasferimento di calore, che avviene tramite lo spostamento delle grosse masse d’aria.
  2. La pressione atmosferica L’aria esercita una pressione su tutto ciò che sovrasta, detta pressione atmosferica. Si dice pressione atmosferica normale il peso dell’aria secca pura su una superficie unitaria, misurata a livello del mare. Per misurare il valore della pressione atmosferica si usa il barometro, mentre per ottenere una registrazione continua delle variazioni di pressione, si usano i barografi. Utilizzando questo ultimo oggetto, è possibile notare che in ogni luogo della Terra la pressione atmosferica è soggetta a variazioni periodiche. a. La pressione dipende dall’altitudine: la pressione diminuisce all’aumentare dell’altitudine. A mano a mano che si sale di quota, decresce il peso della massa d’aria sovrastante. Questa diminuzione non è costante. b. La pressione dipende dalla temperatura: la pressione diminuisce con l’aumentare della temperatura. Con il caldo l’aria si dilata e diventa meno densa, esercitando meno pressione. c. La pressione dipende dall’umidità: la pressione diminuisce con l’aumentare dell’umidità.
  3. Le isobare ed i centri di alta e bassa pressione Se su una carta geografica si congiungono tutti i luoghi in cui la pressione atmosferica ha lo stesso valore, si ottengono linee chiuse, dette isobare. In base all’andamento delle isobare si distinguono: a. Aree cicloniche: caratterizzate da pressione minore rispetto a quelle circostanti e nelle quali i valori della pressione diminuiscono dalle isobare più esterne a quelle interne. b. Aree anticicloniche: caratterizzate da pressione maggiore rispetto alle aree circostanti e nelle quali i valori aumentano dalle isobare più esterne a quelle più interne. La distinzione tra aree cicloniche ed anticicloniche non si basa sui valori assoluti della pressione, ma sul confronto tra i valori di pressioni di una massa d’aria e quelli misurati nelle aree circostanti. Per capire meglio le dinamiche di queste due aree, bisogna conoscere il gradiente barico

orizzontale, ovvero il rapporto tra la differenza di pressione tra due punti, situati su due isobare diverse e con la distanza che li separa. In un’area ciclonica, l’aria è generalmente più calda e umida, rispetto alle aree circostanti. Nelle aree cicloniche ed anticicloniche si creano dei moti convettivi. Infatti, al centro l’aria è meno densa e tende a muoversi dal basso verso l’alto. In un’area ciclonica, l’aria converge verso il centro e sale. L’aria, salendo, si espande, si raffredda e viene spinta lateralmente dalla colonna ascendente. In un’area anticiclonica, l’aria si muove dall’alto verso il basso e dal centro verso l’esterno.

  1. Cicloni ed anticicloni stabili In molte regioni della bassa troposfera, cicloni ed anticicloni si alternano continuamente. Alcune zone sono infatti caratterizzate da aree cicloniche ed anticicloniche stabili: a. Una zona equatoriale di bassa pressione: area ciclonica permanente, dovuta al forte riscaldamento solare. b. Due zone subtropicali di alta pressione: distribuite in modo irregolare. c. Due zone temperate (o subpolari) di bassa pressione: in queste zone si incontrano aria calda proveniente dai tropici ed aria fredda proveniente dai poli. d. Due zone polari di alta pressione: aree anticicloniche permanenti caratterizzare da aria fredda e secca.
  2. L’umidità dell’aria Come la temperatura e la pressione anche l’umidità dell’aria è variabile (ovvero il suo contenuto in vapore acqueo). Il vapore acqueo contenuto nell’atmosfera proviene soprattutto dall’evaporazione delle grandi distese oceaniche, dal suolo e dalla traspirazione delle piante, soprattutto le foreste tropicali. La traspirazione è influenzata dal soleggiamento, ovvero il numero di ore, durante le quali, la superficie terrestre è colpita dalle radiazioni solari. Il vapore acqueo è concentrato quasi del tutto nella troposfera e la sua presenza si misura con uno strumento, chiamato igrometro.