1. Le zone termiche e i movimenti convettivi dell’aria
Si chiama equatore termico la linea che congiunge tutti i punti della Terra a temperatura più elevata
(questo non coincide con l’equatore grafico). In base alle temperature medie annue, sulla superficie
terrestre si possono distinguere cinque zone termiche:
a. Zona equatoriale torrida, con temperatura media annua superiore ai 20°C, quasi del tutto
prova di stagioni distinte.
b. Due zone temperate, una boreale nell’emisfero nord e una australe nell’emisfero sud, con
temperatura media annua tra i 20°C ed i 10°C, stagioni ben distinte.
c. Due zone polari, una artica ed una antartica, con temperatura media inferiore a 10°C nel
mese più caldo, inverno lungo e freddissimo.
I limiti delle zone termiche non coincidono con i paralleli, perché i valori delle temperature sono
influenzati non solo dalla latitudine, ma anche dalla distribuzione delle masse continentali e delle
aree oceaniche.
La zona equatoriale assorbe più calore di quanto ne perda e quindi il suo bilancio termico è positivo,
mentre le zone polari prendono più calore di quanto ne ricevano ed hanno un bilancio termico
negativo. Ciò nonostante, nel corso del tempo la regione equatoriale non diventa più calda, così
come quelle polari non diventano più fredde, perché tra le varie zone termiche del globo si crea un
trasferimento di calore, che avviene tramite lo spostamento delle grosse masse d’aria.
2. La pressione atmosferica
L’aria esercita una pressione su tutto ciò che sovrasta, detta pressione atmosferica. Si dice pressione
atmosferica normale il peso dell’aria secca pura su una superficie unitaria, misurata a livello del
mare. Per misurare il valore della pressione atmosferica si usa il barometro, mentre per ottenere una
registrazione continua delle variazioni di pressione, si usano i barografi. Utilizzando questo ultimo
oggetto, è possibile notare che in ogni luogo della Terra la pressione atmosferica è soggetta a
variazioni periodiche.
a. La pressione dipende dall’altitudine: la pressione diminuisce all’aumentare dell’altitudine. A
mano a mano che si sale di quota, decresce il peso della massa d’aria sovrastante. Questa
diminuzione non è costante.
b. La pressione dipende dalla temperatura: la pressione diminuisce con l’aumentare della
temperatura. Con il caldo l’aria si dilata e diventa meno densa, esercitando meno pressione.
c. La pressione dipende dall’umidità: la pressione diminuisce con l’aumentare dell’umidità.
3. Le isobare ed i centri di alta e bassa pressione
Se su una carta geografica si congiungono tutti i luoghi in cui la pressione atmosferica ha lo stesso
valore, si ottengono linee chiuse, dette isobare. In base all’andamento delle isobare si distinguono:
a. Aree cicloniche: caratterizzate da pressione minore rispetto a quelle circostanti e nelle quali
i valori della pressione diminuiscono dalle isobare più esterne a quelle interne.
b. Aree anticicloniche: caratterizzate da pressione maggiore rispetto alle aree circostanti e nelle
quali i valori aumentano dalle isobare più esterne a quelle più interne.
La distinzione tra aree cicloniche ed anticicloniche non si basa sui valori assoluti della pressione,
ma sul confronto tra i valori di pressioni di una massa d’aria e quelli misurati nelle aree circostanti.
Per capire meglio le dinamiche di queste due aree, bisogna conoscere il gradiente barico