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appunti lezione e libro di cezanne
Tipologia: Appunti
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I giocatori di carte , risale, invece, al 1898. Due uomini in un’osteria di paese stanno giocando a carte davanti a uno specchio. Potrebbe sembrare un tema tipicamente impressionista: basti ricordare Il bar delle Folies Bergère di Manet o L’assenzio di Degas. Ma non c’è più nulla di impressionista in questo dipinto. Lo specchio, per esempio, è quasi opaco e sembra far parte della boiserie , cioè del rivestimento ligneo, per cui l’attenzione di Cézanne è tutta per il tavolo e per i due giocatori. Il modo in cui essi sono rappresentati li avvicina a dei manichini inanimati. Ma è proprio questo che importa, l’aver isolato i puri volumi, la geometria basilare dei corpi tridimensionali. Alla forma emisferica del cappello del giocatore di destra corrisponde il cilindro concluso da una lieve calotta sferica del cappello di quello di sinistra, mentre i volumi cilindrici e tronco-conici delle maniche si congiungono alla gran massa squadrata e pesante delle giacche. A queste figure solide si uniscono il cilindro della bottiglia di vino posta fra i due giocatori, i parallelepipedi che formano il tavolino, la tovaglia i cui risvolti rigidi, quasi metallici, configurano anch’essi delle superfici geometriche semplici. Il colore, soprattutto nei toni del verde e dei bruni, contribuisce alla resa volumetrica disponendosi per pezzature sulle superfici, quasi colpi d’ascia su un tronco da scolpire.
Negli ultimi anni della sua vita Cézanne fu affascinato e quasi ossessionato dal paesaggio che era abituato a vedere sin da bambino: quello dominato dalla montagna Sainte-Victoire, un massiccio calcareo alto poco più di 1000 metri, posto a Est della cittadina natia di Aix-en-Provence. L’artista lo avrebbe dipinto innumerevoli volte e sempre in modo diverso. Nella tela di Filadelfia, il paesaggio naturale e quello antropizzato sono stati dapprima scomposti in essenzialità (cioè in geometria solida), quindi ricomposti mediante l’accostamento di superfici di colore. Al colore si deve anche la ricerca della profondità prescindendo dalla prospettiva geometrica. Sono lo spessore e la corposità dell’aria che Cézanne intende mostrare nella profondissima valle chiusa dal profilo conico del monte. E l’aria e il cielo assumono anche i colori delle case e degli alberi: il verde, infatti, è pure nel cielo, che solo un tenue contorno azzurrino separa dalla montagna, tanto i loro colori sono simili e li confondono l’uno nell’altra. La profondità è tutta lì, in quel cielo unito alla montagna dall’aria palpabile che si interpone fra il pittore e l’oggetto ritratto.Cézanne non poteva creare nulla di più diverso da un dipinto impressionista. Basta confrontare la sua con la tela di Renoir, il più gioioso e solare degli Impressionisti, avente lo stesso soggetto. Renoir dipinge un paesaggio carezzevole e limpido. Un dipinto che riconcilia l’uomo con la natura, una visione paradisiaca in cui le case sono piccole macchie cullate dalle fronde e dove l’erba ingiallita dal sole, le chiome degli alberi di svariati colori, le colline rosate, il monte lontano e il cielo sembrano come pettinati dal pennello e pronti a dare gioia all’osservatore. Non a caso (e non senza ironia) Cézanne diceva che i paesaggi dell’amico Renoir erano «cotonati».