Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Appunti cezanne lezione, Appunti di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

appunti lezione e libro di cezanne

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 15/05/2026

j7jwb7mgp2
j7jwb7mgp2 🇮🇹

1 documento

1 / 2

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
PAUL CEZANNE
LA CASA DELL’IMPICCATO
È del 1872/1873 La casa dell’impiccato a Auvers-sur-Oise , uno dei due dipinti che Cézanne espose alla
prima mostra degli Impressionisti. La scelta del plein air e i piccoli tocchi di colore con i numerosi chiari
fanno di questo dipinto un’opera impressionista. Tuttavia vi sono degli elementi che mostrano già la
tendenza dell’artista ad andare oltre:
il paesaggio è senza alcuna presenza umana;
il paese risulta quasi incastonato nel cuneo, fra i due grandi edifici in primo piano che fungono da quinte laterali
la vallata profondissima è limitata dal cielo che da un tenue color lilla prende corpo trasformandosi in un azzurro
deciso;
lo scarso olio impiegato nel diluire i pigmenti colorati conferisce alla superficie una rugosità e una corposità
inusuale negli Impressionisti.
Secondo Cézanne «nella pittura ci sono due cose: l’occhio e il cervello, ed entrambe devono aiutarsi tra loro».
Dunque, la lettura semplicemente percettiva della natura
(considerata, cioè, solo quale appare, come si mostra ai sensi)
non è sufficiente. Esiste, infatti, un secondo livello di lettura,
quello intellettivo.
L’intelligenza deve spronare il pittore a indagare più a fondo la
realtà per scoprirne l’essenza, la verità nascosta dalle
apparenze che la rivestono. È pertanto la geometria, che
permea tutte le cose e a cui tutto può essere ricondotto, la
verità a cui Cézanne tende.
Grazie alla geometria, infatti, le sue figure, pur nell’essenzialità
delle forme, acquistano una maggiore monumentalità e una
reale potenza architettonica, mentre l’uso costruttivo del colore
determina piani, curve, spigoli, mutamenti d’inclinazione,
differenze di luce, come in una scultura di creta appena
abbozzata, ma che già mostra il modellato finale.
Grazie alla geometria, infatti, le sue figure, pur nell’essenzialità
delle forme, acquistano una maggiore monumentalità e una
reale potenza architettonica, mentre l’uso costruttivo del colore determina piani, curve, spigoli, mutamenti
d’inclinazione, differenze di luce, come in una scultura di creta appena abbozzata, ma che già mostra il modellato
finale.
I GIOCATORI DI CARTE
I giocatori di carte , risale, invece, al 1898. Due uomini in un’osteria di paese stanno giocando a carte davanti a
uno specchio. Potrebbe sembrare un tema tipicamente impressionista:
basti ricordare Il bar delle Folies Bergère di Manet o L’assenzio di Degas.
Ma non c’è più nulla di impressionista in questo dipinto.
Lo specchio, per esempio, è quasi opaco e sembra far parte della
boiserie, cioè del rivestimento ligneo, per cui l’attenzione di Cézanne è
tutta per il tavolo e per i due giocatori.
Il modo in cui essi sono rappresentati li avvicina a dei manichini inanimati.
Ma è proprio questo che importa, l’aver isolato i puri volumi, la geometria
basilare dei corpi tridimensionali.
Alla forma emisferica del cappello del giocatore di destra corrisponde il
cilindro concluso da una lieve calotta sferica del cappello di quello di
sinistra, mentre i volumi cilindrici e
tronco-conici delle maniche si
congiungono alla gran massa squadrata
e pesante delle giacche. A queste figure
solide si uniscono il cilindro della bottiglia di vino posta fra i due giocatori, i
parallelepipedi che formano il tavolino, la tovaglia i cui risvolti rigidi, quasi
metallici, configurano anch’essi delle superfici geometriche semplici.
Il colore, soprattutto nei toni del verde e dei bruni, contribuisce alla resa
volumetrica disponendosi per pezzature sulle superfici, quasi colpi d’ascia su un
tronco da scolpire.
pf2

Anteprima parziale del testo

Scarica Appunti cezanne lezione e più Appunti in PDF di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche solo su Docsity!

PAUL CEZANNE

LA CASA DELL’IMPICCATO

È del 1872/1873 La casa dell’impiccato a Auvers-sur-Oise , uno dei due dipinti che Cézanne espose alla

prima mostra degli Impressionisti. La scelta del plein air e i piccoli tocchi di colore con i numerosi chiari

fanno di questo dipinto un’opera impressionista. Tuttavia vi sono degli elementi che mostrano già la

tendenza dell’artista ad andare oltre:

  • il paesaggio è senza alcuna presenza umana;
  • il paese risulta quasi incastonato nel cuneo, fra i due grandi edifici in primo piano che fungono da quinte laterali
  • la vallata profondissima è limitata dal cielo che da un tenue color lilla prende corpo trasformandosi in un azzurro deciso;
  • lo scarso olio impiegato nel diluire i pigmenti colorati conferisce alla superficie una rugosità e una corposità inusuale negli Impressionisti. Secondo Cézanne «nella pittura ci sono due cose: l’occhio e il cervello, ed entrambe devono aiutarsi tra loro». Dunque, la lettura semplicemente percettiva della natura (considerata, cioè, solo quale appare, come si mostra ai sensi) non è sufficiente. Esiste, infatti, un secondo livello di lettura, quello intellettivo. L’intelligenza deve spronare il pittore a indagare più a fondo la realtà per scoprirne l’essenza, la verità nascosta dalle apparenze che la rivestono. È pertanto la geometria, che permea tutte le cose e a cui tutto può essere ricondotto, la verità a cui Cézanne tende. Grazie alla geometria, infatti, le sue figure, pur nell’essenzialità delle forme, acquistano una maggiore monumentalità e una reale potenza architettonica, mentre l’uso costruttivo del colore determina piani, curve, spigoli, mutamenti d’inclinazione, differenze di luce, come in una scultura di creta appena abbozzata, ma che già mostra il modellato finale. Grazie alla geometria, infatti, le sue figure, pur nell’essenzialità delle forme, acquistano una maggiore monumentalità e una reale potenza architettonica, mentre l’uso costruttivo del colore determina piani, curve, spigoli, mutamenti d’inclinazione, differenze di luce, come in una scultura di creta appena abbozzata, ma che già mostra il modellato finale.

I GIOCATORI DI CARTE

I giocatori di carte , risale, invece, al 1898. Due uomini in un’osteria di paese stanno giocando a carte davanti a uno specchio. Potrebbe sembrare un tema tipicamente impressionista: basti ricordare Il bar delle Folies Bergère di Manet o L’assenzio di Degas. Ma non c’è più nulla di impressionista in questo dipinto. Lo specchio, per esempio, è quasi opaco e sembra far parte della boiserie , cioè del rivestimento ligneo, per cui l’attenzione di Cézanne è tutta per il tavolo e per i due giocatori. Il modo in cui essi sono rappresentati li avvicina a dei manichini inanimati. Ma è proprio questo che importa, l’aver isolato i puri volumi, la geometria basilare dei corpi tridimensionali. Alla forma emisferica del cappello del giocatore di destra corrisponde il cilindro concluso da una lieve calotta sferica del cappello di quello di sinistra, mentre i volumi cilindrici e tronco-conici delle maniche si congiungono alla gran massa squadrata e pesante delle giacche. A queste figure solide si uniscono il cilindro della bottiglia di vino posta fra i due giocatori, i parallelepipedi che formano il tavolino, la tovaglia i cui risvolti rigidi, quasi metallici, configurano anch’essi delle superfici geometriche semplici. Il colore, soprattutto nei toni del verde e dei bruni, contribuisce alla resa volumetrica disponendosi per pezzature sulle superfici, quasi colpi d’ascia su un tronco da scolpire.

LA MONTAGNA SAINTE-VICTOIRE DAI LAUVES

Negli ultimi anni della sua vita Cézanne fu affascinato e quasi ossessionato dal paesaggio che era abituato a vedere sin da bambino: quello dominato dalla montagna Sainte-Victoire, un massiccio calcareo alto poco più di 1000 metri, posto a Est della cittadina natia di Aix-en-Provence. L’artista lo avrebbe dipinto innumerevoli volte e sempre in modo diverso. Nella tela di Filadelfia, il paesaggio naturale e quello antropizzato sono stati dapprima scomposti in essenzialità (cioè in geometria solida), quindi ricomposti mediante l’accostamento di superfici di colore. Al colore si deve anche la ricerca della profondità prescindendo dalla prospettiva geometrica. Sono lo spessore e la corposità dell’aria che Cézanne intende mostrare nella profondissima valle chiusa dal profilo conico del monte. E l’aria e il cielo assumono anche i colori delle case e degli alberi: il verde, infatti, è pure nel cielo, che solo un tenue contorno azzurrino separa dalla montagna, tanto i loro colori sono simili e li confondono l’uno nell’altra. La profondità è tutta lì, in quel cielo unito alla montagna dall’aria palpabile che si interpone fra il pittore e l’oggetto ritratto.Cézanne non poteva creare nulla di più diverso da un dipinto impressionista. Basta confrontare la sua con la tela di Renoir, il più gioioso e solare degli Impressionisti, avente lo stesso soggetto. Renoir dipinge un paesaggio carezzevole e limpido. Un dipinto che riconcilia l’uomo con la natura, una visione paradisiaca in cui le case sono piccole macchie cullate dalle fronde e dove l’erba ingiallita dal sole, le chiome degli alberi di svariati colori, le colline rosate, il monte lontano e il cielo sembrano come pettinati dal pennello e pronti a dare gioia all’osservatore. Non a caso (e non senza ironia) Cézanne diceva che i paesaggi dell’amico Renoir erano «cotonati».