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Linguaggio e comunicazione Gli uomini possiedono e quotidianamente usano per comunicare ed esprimersi un sistema di segni straordinariamente ricco e creativo che va sotto il nome di linguaggio naturale o umano. Per accostarci al tema del nostro corso partiremo da alcune domande: «Che cos’è il linguaggio e che pertinenza ha con la comunicazione?»; «Quali sono le caratteristiche uniche del linguaggio umano?»; «Che cosa c’è alla base della nostra capacità di innovarci, di descriverci, di relazionarci, di comprendere e di comunicare i nostri sentimenti?». In una domanda: «cosa ci distingue dagli animali?» Gli studiosi attribuiscono alla struttura del linguaggio umano un carattere specifico. Se ci riferiamo, per esempio, al linguaggio degli animali – pensiamo alla vocalizzazione delle scimmie antropomorfe o a un tipo di codice come quello che è stato descritto per la danza delle api – non possiamo non considerarlo un sistema di comunicazione in quanto trasmette informazioni da un individuo a un altro, ovvero da un emittente a un ricevente (o destinatario) Il linguaggio può essere definito come un sistema di simboli e regole che ci permette di comunicare. Comunicazione è quello che accade quando viene trasmesso un messaggio da un soggetto (l’emittente) a un altro (il destinatario). Comunicazione è lo scambio di informazioni tra due o più entità che possono emettere e ricevere messaggi / segnali; la comunicazione è un processo interattivo in cui c’è un meccanismo di feedback o di retroazione. emittente → messaggio → destinatari Che cosa distingue il linguaggio umano da quello degli animali? In che cosa siamo diversi? Dobbiamo riconoscere che il linguaggio animale è uguale a quello umano nella funzione, ma si differenzia nella struttura: 1.la doppia articolazione: è una delle proprietà più significative del linguaggio, intuita già da Aristotele. Il linguaggio umano ha una natura articolata, ossia è scomponibile in unità minori. Mentre la comunicazione animale è strutturata in forme inarticolate e non analizzabili, il linguaggio verbale è un sistema riconducibile a dei costituenti minori. A un livello più alto, troviamo la prima articolazione, costituita da unità significative minime dotate ciascuna di una forma fonica e di un contenuto semantico, chiamate monemi: si tratta dei più piccoli costituenti muniti di senso che compongono le parole o le frasi (ad es. data la formazione verbale ricomprare si individuano come unità di prima articolazione il prefisso ri-, il lessema compr- e la desinenza verbale -are). A un livello inferiore si pone la seconda articolazione, formata da unità foniche non ulteriormente scomponibili denominate fonemi, ciascuno dei quali, privo in sé di significato, possiede unicamente un valore distintivo, lo stesso, per esempio, che oppone le consonanti bilabiali pani – mani (➜ Tullio De Mauro, Prima lezione sul linguaggio). 2.la discretezza: si intende la proprietà delle unità linguistiche di opporsi le une alle altre, di distinguersi tra loro senza gradazioni. Per esempio, dati i fonemi consonantici /t/ e /k/ di tane e rispettivamente di cane, il parlante italiano potrà realizzare o l’uno o l’altro, ma non sarà in grado di produrre un’esecuzione che stia a metà strada tra l’uno e l’altro (➜ F. Casadei, Breve dizionario di linguistica, s.v. continuo/discreto). 3.il meccanismo della ricorsività : è una prerogativa del linguaggio umano, estranea ai sistemi di comunicazione animale, che consente di applicare un numero illimitato di volte, in sequenza, la medesima regola, definita appunto ricorsiva. Sono ad esempio ricorsive le regole che prevedono l’aggiunta di un aggettivo al nome (possiamo dire “un amico leale, generoso, franco, disponibile, cordiale, allegro …”), l’utilizzo della coordinazione (“ieri alla festa ho visto Ludovica e Francesca e Stefania e Teresa e …”) o del pronome relativo (“ho comprato la macchina che era di quel mio cugino che aveva un cane che aveva morso il gatto che mangiava il cibo che …”). In definitiva la ricorsività consiste nel poter includere una frase nell’altra, iterando, in linea teorica, tale procedimento all’infinito” (➜ G. Berruto, M. Cerruti, La linguistica. Un corso introduttivo).
Il linguaggio umano è principalmente volontario e non è associato in modo esclusivo alle funzioni biologiche. Il linguaggio è al tempo stesso una forma di conoscenza e uno strumento di cui gli esseri umani si servono in modo creativo per un’infinità di scopi. I l linguaggio è al tempo stesso una forma di conoscenza e uno strumento di cui gli esseri umani si servono in modo creativo per un’infinità di scopi. Attraverso il linguaggio acquisiamo e usiamo conoscenze; costruiamo immagini di noi, degli altri, del mondo esterno; descriviamo eventi, oggetti, stati d’animo, emozioni; agiamo sulla realtà circostante e sugli altri. Attraverso il linguaggio si costituisce anche il senso della collettività: come scrive lo psicologo americano Merrill Garrett: «fa quasi parte del senso comune, ed è perfettamente corretto, considerare il linguaggio come una “colla” che tiene assieme la società umana, che connette il passato e il futuro nella tradizione istituzionale, sociale e intellettuale». (Merrill Garrett, psicologo americano)