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La nascita e lo sviluppo della televisione italiana attraverso i programmi e le strategie utilizzate dalla RAI e Mediaset negli anni '70 e '80. Vengono presentati i primi programmi televisivi, come 'Senza rete' e 'Canzonissima', e le strategie di programmazione utilizzate per distinguersi dalla concorrenza, come la creazione di formule e format, la puntazione su volti noti e la riduzione del rischio economico. Vengono inoltre descritti i vari tipi di programmi, come quelli in diretta, in studio e registrati, e i diversi tipi di contenuti, come quelli a utilità ripetuta e a utilità istantanea.
Tipologia: Sintesi del corso
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3 gennaio 1954 nasce la televisione. LA TELEVISIONE IN ITALIA Quando parliamo di Tv oggi intendiamo quello che accade nella tv che abbiamo in cucina, ma anche quello che succede nei cellulari, nei pc. Quindi, che si sviluppa anche attraverso il digitale, streaming. La tv non è quindi una cosa sola, ha una grande capacità di adattarsi ai tempi. Nel nostro paese la tv è sempre stata considerata la sorella povera del cinema, non ha mai avuto un'ottima fama, ed è stata considerata banale, semplice, stupida. Per togliersi di dosso questa etichetta non sono bastati gli 80 anni, infatti, ancora oggi viene considerata un mezzo di comunicazione di serie B rispetto al cinema. Ma a differenza dello sviluppo tecnologico del cinema, la tv è stata molto più aderente al suo tempo. Negli ultimi 15 anni cinema e tv si sono avvicinati molto, come ad esempio le serie tv, con il linguaggio. Ma la tv svolge nella nostra cultura, nel nostro paese, un ruolo ancora estremamente importante. La grande differenza tra il mezzo della TV e gli altri mezzi audiovisivi è la modalità di fruizione. La tv la guardiamo in casa in una situazione di relax, a nostro agio. Al cinema invece facciamo un'azione volontaria, cioè uscire di casa ed entrare in un altro luogo. Una sala buia, dove si sta in silenzio, dove c'è un’aura. Una sorta di sacralità. Guardare la tv, quindi, è una cosa che si fa distrattamente, che si fa quando non si è troppo concentrati, che si fa anche facendo altro. Allo stesso tempo guardare i contenuti televisivi è molto semplice durante la giornata. Come al telefono, al pc, al tablet ecc… La tv è SEMPRE CON NOI. Proprio perché la tv ha una fruizione quotidiana, il suo linguaggio deve essere semplice. Quindi comparare tv e cinema è stupido perché sono due mezzi diversi. Utilizzano due linguaggi diversi, due modi di fruizione diversi. Ci viene difficile affermare di guardare la tv, in particolare certi programmi ritenuti di basso livello. La televisione è un'industria ricchissima che influenza anche le altre forme di comunicazione mediale, ed è un sistema produttivo industriale che funziona benissimo. Oggi si manifesta in almeno 3 modalità: (^) tv tradizionale , televisione generalista. Si occupa di tutto in maniera trasversale. La più diffusa, la più semplice. Come i programmi Rai. Programmi in chiaro, che si vedono senza pagare. (^) Tv a pagamento. Ci si deve abbonare per vederne i contenuti, perché vengono proposti come contenuti più pregiati per il quale vale la pena pagare. Come Sky che nasce per il calcio e il cinema. (^) Tv in streaming. Forme di tv over the top. Netflix, Prime video ecc… Si paga un abbonamento. Dentro c'è un tipo di contenuto che sembra avvicinare di più tv e cinema, ma non del tutto. Queste forme oggi sono tutte presenti contemporaneamente.
L’idea della serialità è tipica della televisione. È tipica dei palinsesti e della fruizione quotidiana: serializzazione dei contenuti in modo verticale (serialità nell’arco della giornata) e in modo orizzontale (arco della settimana). La serialità funziona perché è un processo produttivo che permette di costruire un prodotto culturale che costa poco, ma che rende moltissimo. LE TRE ERE DELLA TV Ci sono 3 momenti della storia della tv.
Va in onda tutti i giorni dal lun al ven nella fascia preserale, prima del tg, per permettere alle persone adulte analfabete che tornavano dal lavoro, di andare a scuola. Queste persone andavano a scuola per prendere la licenza elementare. 484 puntate. In collaborazione con il Ministero dell'istruzione. Non c'erano le scuole e le persone lavoratrici non potevano andare a scuola negli orari di lavoro. Il programma abbassa l'analfabetismo in Italia e più di un milione in mezzo consegue la licenza elementare. Ebbe oltre 72 versioni internazionali Remake nel 2004 con Gianni Ippoliti Creano una fiction sulla figura nel maestro Manzi con Claudio Santamaria e regia di Giacomo Campiotti. (^) "LASCIA O RADDOPPIA” Adattamento italiano di un programma di quiz americano, a sua volta adattamento di un programma francese. Era un programma a quiz che andava in onda il giovedì sera. L'Italia il giovedì sera si ritrovava per provare a giocare insieme ai concorrenti. È stato il programma che ha fatto scoprire la televisione agli italiani. Nell'Italia che si affacciava al periodo del boom economico, il messaggio era chiaro: per vincere, dovevi essere preparato, dovevi studiare, dovevi sapere. Il concorrente era un personaggio da ammirare, di cultura superiore rispetto al pubblico a casa. "CAROSELLO" Non esiste niente del genere come questo prodotto. È un prodotto originale e forse la forma di espressione migliore in Italia. Dura per 20 anni, dal '57 al '77. La nascita e la fine di Carosello segnano un'epoca. Va in onda tutti i giorni alle 20:50, dopo il tg. Cattura fin da subito l'attenzione delle famiglie e soprattutto dei bambini, contribuendo fortemente a trasformare la Tv da oggetto di consumo occasionale, collettivo e limitato, in un medium di massa. I contenuti di carosello sono rivolti ad un pubblico di bambini. Diventa più di ogni altro programma un momento rituale della serata italiana che segna un momento preciso della giornata che è quello della chiusura dell'attività dei bambini, i quali poi dopo andavano a dormire. → "E dopo Carosello , tutti a dormire". Segna i tempi della giornata degli italiani. La ritualità della televisione si vede anche nei generi che ogni sera si alternano nella serata principale. Ad esempio, il giovedì c’era il telequiz, il sabato era la serata del varietà, la domenica c’era lo sceneggiato, il mercoledì era dedicato allo sport. Nelle serate si parla di genere ma nella striscia quotidiana la ritualità è scandita dal carosello, il cui obiettivo è pubblicizzare un prodotto senza metterlo troppo in mostra. La pubblicità negli 50 svolgeva un ruolo diverso, aveva una sorta di pudore nel sollecitare l'acquisto dei prodotti. Allo stesso tempo però all'inizio degli anni '60 si ha il boom economico e il sistema Italia riparte. Il Carosello avverte questo passaggio, infatti, all'inizio quasi nasconde il prodotto e occupava gli ultimi 30 secondi della puntata. Andando avanti
invece ingloba sempre di più il prodotto all'interno del racconto rendendolo protagonista. Il carosello è la prima forma breve del linguaggio audiovisivo italiano. IL FORMATO DI CAROSELLO: ogni filmato dura (a seconda del periodo) da 1 minuto e 45 secondi a 2 minuti e 15 secondi Di questo periodo, solo i 35 sec finali possono essere dedicati alla pubblicità vera e propria (si chiamava il codino) Il resto del tempo è occupato da una scenetta, un filmato, un cartone animato o altro che deve essere assolutamente slegato dal prodotto pubblicitario. Esempi:
è stato marginale per decenni. Le voci e i volti sono quasi sempre stati maschili. C'erano giornalisti chiamati "mezzi busti" perché di vedevano solo dalla vita in su. Il ruolo dell'informazione era molto concentrato sulla politica. Nel 1969, si ha lo sbarco sulla Luna. Tutta l'Italia si ferma per guardare il primo uomo che mette piede sulla luna. (Neil Armstrong). In quel momento come giornalista c'era Tito Stagno. LE DONNE NELLA PALEOTELEVISIONE Raffaella Carrà- ma che musica maestro: scandaloso è il fatto che si veda il suo ombelico. Siamo in un'epoca in cui il corpo femminile viene mostrato, ma l'ombelico non era mai stato mostrato da nessuno. Il ruolo delle donne nella paleotelevisione:
All'epoca era una forma di tv innovativa.
Si ha una rottura del modello della tv monopolistica della RAI perché nel 1975 si ha la legge n.103 di riforma della RAI.
ETA DELLA CONCORRENZA, tra emittente locale ed emittente pubblica. (^) Evoluzione tecnologica (colore, telecomando, VCR o videoregistratore). Il cambiamento della tv avviene sempre con l'evoluzione tecnologica. Il telecomando è necessario quando c'è qualcosa da scegliere. Quando iniziano ad esserci più canali è necessario. Nella paleotelevisione non c'era concorrenza quindi l'inizio del programma della seconda rete veniva segnalato sull'altra rete. Con la neotelevisione inizia ad accedere che la tv non comunica più e l'ambito privato e pubblico inizia a competere tra di loro. Il VCR permette di svincolarti dalla rigidità del palinsesto. Permette di poter vedere le cose che vuoi, quando vuoi. (^) Fine del monopolio (^) Palinsesto a flusso, che diventa uno strumento di competizione , strategico. Non si segnalano più gli altri programmi sulle altri reti, di conseguenza il palinsesto inizia ad occupare più spazio nella giornata televisiva. Si allungano i tempi delle trasmissioni occupando gli spazi vuoti. In particolare, di mattina. Raffaella Carrà inventa il "Mezzogiorno televisivo". Il palinsesto a flusso non ha tempi morti, non ha vuoti. Un programma trascina l'altro e si cerca di essere sempre presenti per impedire che altri possano esserlo a nostro svantaggio. (^) Pubblicità diffusa. Non c'è più solo Carosello, anzi viene eliminato. La pubblicità diventa l'arma della concorrenza, sia per RAI che per le emittenti locali. Il prodotto non viene più nascosto ma viene messo in primo piano. Ora la pubblicità viene inserita in tutto il palinsesto, e non più solo di sera. Ancora non si ha la tv 24h su 24, però fin da subito la pubblicità si espande ed assume una caratteristica diversa da quella che aveva prima. (^) Generi ibridi. Con la paleotelevisione si avevano solo 3 generi, ora invece si hanno più generi proprio perché si ha un'espansione dei programmi.
Le Tv Private: si affermano come una realtà concreta nel panorama televisivo italiano. Nei primi anni '80 si afferma la Finivest, di Silvio Berlusconi La RAI : amplia e rafforza l'offerta. Aumenta il numero di programmi nei 3 canali e migliora la tecnologia, seppure con dieci anni di ritardo rispetto all'Europa. Nel 1977 adotta finalmente il colore.
Raymond Williams scrive un brano inglese in cui racconta la sua esperienza nella televisione statunitense.
(^) Ridurre il rischio di insuccesso economico , usando formule e programmi già andati in onda con successo in altri Paesi (nasce una prima idea di FORMAT). (^) Accentuare la componente spettacolare , sia in termini di intrattenimento leggero, sia enfatizzando i toni drammatici ed emotivi per attirare l'attenzione dello spettatore. (^) Rispecchiare i valori medi della società , puntando sui buoni sentimenti, sulla facilità di coinvolgimento, sul senso comune. (^) Costruire una chiara identità di rete , per distinguersi dalla concorrenza, e per questo puntare su volti noti, personaggi amati dal pubblico, contenuti e toni riconoscibili. (^) Fare tesoro degli errori della concorrenza, ricorrendo a tattiche e strategie di palinsesto (^) Puntare moltissimo sul prime time , l'orario di maggiori ascolti che diventa la fascia più pregiata per gli inserzionisti e dove si scatena la concorrenza più agguerrita tra i canali
qualcosa sul proprio conto, nella TELEFONATA parla CON RAFFAELLA proprio in MODO AMICHEVOLE; lo STUDIO di “Pronto Raffella” è caratterizzato da DIVANI BIANCHI in cui si siedono lei e gli ospiti, che da allora diventano il SIMBOLO della CHIACCHIERA TELEVISIVA.
La comicità della TELEVISIONE COMMERCIALE deve essere SEMPLICE, senza grandi pensieri dietro, che sia una COMICITÀ IMMEDIATA, di pancia, e molto spesso anche VOLGARE — ad esempio con i commenti piuttosto fastidiosi a cui ci si riferisce per il CORPO della DONNA; MEDIASET HA UN PUBBLICO DIVERSO RISPETTO A QUELLO RAI — si cerca di costruire un consenso con contenuti facili per poter riempire di pubblicità il palinsesto. DRIVE IN (1983), Italia1: da questo programma nascono moltissimi COMICI, Greggio e D’Angelo, che andranno a popolare i palinsesti della Mediaset; affermare la TELEVISIONE COMMERCIALE che FACCIA DIVERTIRE, senza troppi pensieri, che spinga le persone a sintonizzarsi su quel canale perché trovano un TONO POPOLARE (che nella Rai non c’è). L’ideatore è Ricci, ed è proprio da “Drive-In” che nasce la COMICITÀ di MEDIASET, come “Striscia la Notizia” e “Zelig”, con l’unione di tanti sketch uniti da un conduttore, con la presenza anche di un pubblico in sala che ride, o con risate preregistrate che punteggiano le battute; si creano dei veri e propri PERSONAGGI DIVERTENTI, anche sciocchi, ma che a volte spingevano i limiti del lecito di ciò che si accettava, questo caratterizza la Fininvest, l’IDEA di essere SEMPLICE ma RIVOLUZIONARIO, IRRIVERENTE e PROVOCATORE, ma che spesso si gioca sul filo del buon gusto, con un linguaggio alle volte poco carino in cui si ricerca quello che noi oggi chiamano “trash”; ROBERTO BENIGNI e LA POLTRONA IMBARAZZANTE (1978), Rai: Benigni è un personaggio stralunato e FUORI DAGLI SCHEMI. Renzo Arbore lo porta nel suo programma Rai, chiedendogli di fare la parte del CRITICO CINEMATOGRAFICO; usano una COMICITÀ che la televisione non aveva mai praticato, e si sfonda anche la barriera della prima serata, arrivano fino a DOPO la MEZZANOTTE sono CONTENUTI STUDIATI e INTELLIGENTI, senza essere troppo rigidi.
questo periodo la RAI cerca di RINNOVARSI, di creare NUOVI CONTENUTI, attraverso anche la TV VERITÀ; TELEFONO GIALLO (1987), Rai: ideato da Corrado Augias, in cui si parlava di FATTI di CRONACA RISOLTI o IRRISOLTI, in cui si mettevano in evidenza indizi, si cercava di rispondere a delle domande, si telefonava alle persone coinvolte e le si intervistava, per cercare di FAR SALTARE FUORI la VERITÀ; (è un po’ l’antenato di “Chi l’ha visto?” e “Storie Maledette”, di Franca Leosini).
avviene la LEGITTIMAZIONE dell’EMITTENZA PRIVATA , nel 1990 con la Legge Mammì; il PALINSESTO è COMPETITIVO , diventa un campo di battaglia in cui Rai e Mediaset si c contrastano con contenuti spesso uguali, proponendo quasi le stesse cose, e cercando di portarsi a casa un maggior numero possibile di abbonati; ci sono 3 MODELLI di RAPPORTO ECONOMICO — canone, pubblicità, pay per view; importanza dei GENERI IBRIDI , per portare sempre nuovi contenuti; viene ancora utilizzato l’INDICE di ASCOLTO e l’AUDITEL Legge Mammì È una legge del 1990. Sancisce la legalizzazione del DUOPOLIO, infatti fino al 1990 la MEDIASET non aveva DIRETTA e TELEGIORNALI, e la RAI era l’unica rete ad avere i TG, e la DIRETTA sia nell’INFORMAZIONE che nell’INTRATTENIMENTO, facendo sì che potesse mantenere il suo primato proprio per questi motivi;
maliziosamente e interpreta una canzone che fa riferimenti ad un amore adulto e sessuale.
- MARIA DE FILIPPI: “Amici di Maria De Filippi”, 1992: È un programma nuovo dove la De Filippi, all'ora sconosciuta, inventa un programma per giovani nel pomeriggio in cui lei si confonde con i ragazzi, sta seduta in mezzo a loro e dirige i turni di parola. Interviene in maniera discreta e gestisce i turni di parola, spostandosi da una sedia all’altra. I ragazzi parlano di sé, della loro vita, difficoltà ecc… Capisce che il talk show è fatto dai suoi protagonisti, e che il talk show è una finestra fondamentale per gli adolescenti, che in quel periodo non avevano voce. Nel 1990 nasce il primo teen drama, Beverly Hills. Non è un caso che in quello stesso periodo la tv in Italia decida di mettere in scena un programma dedicato ai giovani. Prima non c'erano programmi per adolescenti, c'erano per bambini e adulti solo. La De Filippi coglie un'esigenza e la racconta con uno stile totalmente nuovo. "Amici di sera": c'era già uno spinoff del programma di Amici di oggi. Va in onda la sera dove avviene un confronto tra genitori e figli, che Maria gestisce. In questo spin off ci sono tutti i programmi che poi Maria creerà e che vediamo oggi (C'è posta per te ecc). Maria apparentemente si nasconde dietro i suoi protagonisti, come fa anche oggi, ma solo da qualche anno ha assunto una posizione più visibile come in "Tu si que Vales". Il suo stile però è sempre stato di mescolarsi con i suoi personaggi. La sua postura anche indica questo suo atteggiamento, non si fa mai vedere in primo piano, e questo ha inventato un linguaggio, uno stile. Maria De Filippi è un punto fermo del linguaggio televisivo italiano, ha inventato da zero dei generi e soprattutto nel periodo del suo esordio lei inventò uno stile di comunicazione che attirò delle critiche ma che ha funzionato benissimo. Lavora sulla sottrazione, togliere anziché enfatizzare, a cominciare dalla sua presenza scenica, dalla sua voce, dal linguaggio che usa, dal modo che ha di intervenire e di rivolgersi ai suoi ospiti. C'è Posta per te: è un riassunto del linguaggio televisivo. Dentro ha tutto l'intrattenimento dal punto di vista dei contenuti, generi, toni e ritmi. E la figura di Maria De Filippi si vede nel modo più evidente.
Il punto di svolta del panorama televisivo coincide con il 2000- anno spartiacque,
-La generalista si impoverisce nei suoi generi di punta, FILM e SPORT, e risponde con gli eventi ("one man show") e le grandi serate del sabato. -Esplosione del talk show politico (bassi costi, buoni ascolti e presa sulla quotidianità). Il periodo storico richiede una riflessione sull'attualità. Si fa in studio.
Periodo chiamato Switch off. Dovevano essere spente tutte le frequenze analogiche per passare al digitale entro il
problema dei contenuti.
Negli anni Duemila si moltiplicano le piattaforme, i contenuti e le possibilità di accesso, le tipologie di palinsesto e le logiche che li regolano, le modalità della fruizione televisiva. Auditel inizia a rilevare anche l'ascolto differito oltre a quello live. Ma le date chiave, che sintetizzano e concludono il decennio, sono il 2012 (lo switch off) e il 2013 (il decennale di Sky).
OGGI La TV non sta morendo, ma negli anni cambiano le modalità di fruizione, le modalità di misurazione del pubblico, il modo di fare tv. GRANDE FRATELLO Fu una rivoluzione nei primi anni della sua nascita. Totalmente un’altra cosa da quello che è diventato oggi.
È uno strumento fondamentale nella storia della tv, in tutti i modelli di tv. Ha tante funzioni e svolge tanti ruoli. PALINSESTO: manoscritto (pergamena) in cui la scrittura primitiva viene raschiata e sostituita da un'altra. Correzioni, cancellature, sostituzioni perché il contenuto non è dato una volta per tutte ma subisce continuamente aggiustamenti e riscritture. Occuparsi di palinsesto significa avere tutta l'offerta televisiva giornaliera, o settimanale, o mensile. Il palinsesto è un oggetto instabile, multiforme e contraddittorio. Lavora su 3 livelli: (^) Dimensione sintattica : è legata alla disposizione dei contenuti in un ordine che segue regole e strategie. Ha a che fare con la dimensione dell'ordine nel quale gli elementi vengono sistemati (^) Semantica: ha a che fare con il fatto che la disposizione degli elementi che la compongono influenza il senso, il significato dei contenuti. Cioè costruire una sequenza di palinsesto vuol dire anche che un programma posizionato in un determinato punto o un altro, può acquisire significato differente (^) Pragmatica: Gli elementi devono stabilire e mantenere un contatto con gli spettatori. IL PALINSESTO è un elemento di grande complessità: (^) Macrotesto : mette insieme una quantità di testi più ridotti. Contiene e trascende i testi-programmi. (^) Mosaico: mette insieme dei contenuti molto diversi gli uni dagli altri (^) Principio ordinatore: regola il caos di testi diversi. (^) Catalogo : un elenco ordinato di possibilità tra cui lo spettatore può scegliere. (^) Discorso: una forma di enunciazione che trasforma elementi eterogenei in aggregati dotati di senso. Mette insieme degli elementi talmente diversi tra loro facendoli dialogare tra loro, fa sì che acquisiscano un senso. (^) Strategia : uno strumento capace di rendere stabile il legame con gli spettatori. (^) Manuale di istruzioni: è una mappa che orienta lo spettatore nell'offerta (^) Supermercato: concorrenza, varietà, esposizione (^) Strumento: oggetto operativo sia per l'emittente, sia per il pubblico (^) Arma: permette di operare scelte tattiche e/o strategiche (^) Gioco: come una scacchiera rispetto alla concorrenza (^) Drammaturgia: con personaggi, ruoli, racconti, rituali (^) Forme di potere: forse il luogo principale dove in tv si manifesta il potere
Il palinsesto è diviso in tre grandi fasce: -Mattina -Mezzogiorno -Pomeriggio -Sera La giornata televisiva è mimata dal palinsesto. Il palinsesto replica, riproduce, e a volte replica, il nostro tempo quotidiano. Il punto in cui viene posizionato un programma nel palinsesto, serve soprattutto a costruire il proprio pubblico. "Chi vuol essere milionario": è un programma in cui poter entrare in qualunque momento e si ha sempre l'esatta percezione di quello che sta accadendo. Grazie alle grafiche ecc.. Si entra subito nel programma. Nel palinsesto ci sono degli elementi invarianti (telegiornali). Quello che cambia è il confronto tra una rete all'altra anche giornalmente, che varia in base all'andamento degli ascolti. AUDIENCE : numero totale delle persone che in quel momento stanno guardando quel programma. SHARE: percentuale di spettatori che stanno guardando quel programma in quel particolare momento, sul totale della fascia oraria. Il 100 sono le persone che avevano la tv accesa e il 21 sono coloro che stavano guardando lo specifico programma, Ad esempio il GFVIP ha fatto il 21% di share. Come viene venduto il palinsesto?
-Questo tipo di formula non piò funzionare con le tv generaliste che non seguono questo tipo di logica. -Il palinsesto delle piattaforme ovviamente è del tutto diverso Non c'è un palinsesto orario, mancano dei generi, non c'è vincolo di giorni. Ma c'è la necessità di avere un catalogo il più possibile fresco. Si gioca sui contenuti, sulla rotazione dei programmi. Le piattaforme di diverso dalle altre forme di tv hanno eliminato la distribuzione. Netflix, ad esempio, ha iniziato questo modello per cui l'emittente (quindi Netflix stessa) produce e manda in onda i suoi contenuti senza comprarli da nessun altro. Ci sono dei titoli acquistati da Netflix, come ad es le serie vecchie, ma servono per fare da catalogo. Friends, ad esempio, è un tipo di titolo vecchio che viene posta sempre al rewatch, viene sempre voglia di rivederlo. È una forma di scrittura del tempo, si scrive la temporalità, il mese, la giornata. Esso si articola su diverse dimensioni: