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La nascita della televisione italiana: i programmi e le strategie della paleotelevisione, Sintesi del corso di Teorie E Tecniche Del Linguaggio Televisivo

La nascita e lo sviluppo della televisione italiana attraverso i programmi e le strategie utilizzate dalla RAI e Mediaset negli anni '70 e '80. Vengono presentati i primi programmi televisivi, come 'Senza rete' e 'Canzonissima', e le strategie di programmazione utilizzate per distinguersi dalla concorrenza, come la creazione di formule e format, la puntazione su volti noti e la riduzione del rischio economico. Vengono inoltre descritti i vari tipi di programmi, come quelli in diretta, in studio e registrati, e i diversi tipi di contenuti, come quelli a utilità ripetuta e a utilità istantanea.

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 09/02/2022

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LINGU AGGI DELLA TV
3 gennaio 1954 nasce la televisione.
LA TELEVISIONE IN ITALIA
Quando parliamo di Tv oggi intendiamo quello che accade nella tv che abbiamo in
cucina, ma anche quello che succede nei cellulari, nei pc. Quindi, che si sviluppa
anche attraverso il digitale, streaming.
La tv non è quindi una cosa sola, ha una grande capacità di adattarsi ai tempi.
!
Nel nostro paese la tv è sempre stata considerata la sorella povera del cinema, non ha
mai avuto un'ottima fama, ed è stata considerata banale, semplice, stupida.
Per togliersi di dosso questa etichetta non sono bastati gli 80 anni, infatti, ancora oggi
viene considerata un mezzo di comunicazione di serie B rispetto al cinema. Ma a
differenza dello sviluppo tecnologico del cinema, la tv è stata molto più aderente al
suo tempo.
Negli ultimi 15 anni cinema e tv si sono avvicinati molto, come ad esempio le serie tv,
con il linguaggio.
Ma la tv svolge nella nostra cultura, nel nostro paese, un ruolo ancora estremamente
importante.
La grande differenza tra il mezzo della TV e gli altri mezzi audiovisivi è la
modalità di fruizione.
La tv la guardiamo in casa in una situazione di relax, a nostro agio.
Al cinema invece facciamo un'azione volontaria, cioè uscire di casa ed entrare in un
altro luogo. Una sala buia, dove si sta in silenzio, dove c'è un’aura. Una sorta di
sacralità.
Guardare la tv, quindi, è una cosa che si fa distrattamente, che si fa quando non si è
troppo concentrati, che si fa anche facendo altro.
Allo stesso tempo guardare i contenuti televisivi è molto semplice durante la giornata.
Come al telefono, al pc, al tablet ecc…
La tv è SEMPRE CON NOI. Proprio perché la tv ha una fruizione quotidiana, il suo
linguaggio deve essere semplice.
Quindi comparare tv e cinema è stupido perché sono due mezzi diversi. Utilizzano due
linguaggi diversi, due modi di fruizione diversi.
!
Ci viene difficile affermare di guardare la tv, in particolare certi programmi ritenuti di
basso livello.
La televisione è un'industria ricchissima che influenza anche le altre forme di
comunicazione mediale, ed è un sistema produttivo industriale che funziona
benissimo.
Oggi si manifesta in almeno 3 modalità:
tv tradizionale, televisione generalista. Si occupa di tutto in maniera
trasversale. La più diffusa, la più semplice. Come i programmi Rai. Programmi in
chiaro, che si vedono senza pagare.
Tv a pagamento. Ci si deve abbonare per vederne i contenuti, perché vengono
proposti come contenuti più pregiati per il quale vale la pena pagare. Come Sky
che nasce per il calcio e il cinema.
Tv in streaming. Forme di tv over the top. Netflix, Prime video ecc… Si paga
un abbonamento. Dentro c'è un tipo di contenuto che sembra avvicinare di più
tv e cinema, ma non del tutto.
Queste forme oggi sono tutte presenti contemporaneamente.
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Scarica La nascita della televisione italiana: i programmi e le strategie della paleotelevisione e più Sintesi del corso in PDF di Teorie E Tecniche Del Linguaggio Televisivo solo su Docsity!

LINGUAGGI DELLA TV

3 gennaio 1954 nasce la televisione. LA TELEVISIONE IN ITALIA Quando parliamo di Tv oggi intendiamo quello che accade nella tv che abbiamo in cucina, ma anche quello che succede nei cellulari, nei pc. Quindi, che si sviluppa anche attraverso il digitale, streaming. La tv non è quindi una cosa sola, ha una grande capacità di adattarsi ai tempi. Nel nostro paese la tv è sempre stata considerata la sorella povera del cinema, non ha mai avuto un'ottima fama, ed è stata considerata banale, semplice, stupida. Per togliersi di dosso questa etichetta non sono bastati gli 80 anni, infatti, ancora oggi viene considerata un mezzo di comunicazione di serie B rispetto al cinema. Ma a differenza dello sviluppo tecnologico del cinema, la tv è stata molto più aderente al suo tempo. Negli ultimi 15 anni cinema e tv si sono avvicinati molto, come ad esempio le serie tv, con il linguaggio. Ma la tv svolge nella nostra cultura, nel nostro paese, un ruolo ancora estremamente importante. La grande differenza tra il mezzo della TV e gli altri mezzi audiovisivi è la modalità di fruizione. La tv la guardiamo in casa in una situazione di relax, a nostro agio. Al cinema invece facciamo un'azione volontaria, cioè uscire di casa ed entrare in un altro luogo. Una sala buia, dove si sta in silenzio, dove c'è un’aura. Una sorta di sacralità. Guardare la tv, quindi, è una cosa che si fa distrattamente, che si fa quando non si è troppo concentrati, che si fa anche facendo altro. Allo stesso tempo guardare i contenuti televisivi è molto semplice durante la giornata. Come al telefono, al pc, al tablet ecc… La tv è SEMPRE CON NOI. Proprio perché la tv ha una fruizione quotidiana, il suo linguaggio deve essere semplice. Quindi comparare tv e cinema è stupido perché sono due mezzi diversi. Utilizzano due linguaggi diversi, due modi di fruizione diversi. Ci viene difficile affermare di guardare la tv, in particolare certi programmi ritenuti di basso livello. La televisione è un'industria ricchissima che influenza anche le altre forme di comunicazione mediale, ed è un sistema produttivo industriale che funziona benissimo. Oggi si manifesta in almeno 3 modalità:  (^) tv tradizionale , televisione generalista. Si occupa di tutto in maniera trasversale. La più diffusa, la più semplice. Come i programmi Rai. Programmi in chiaro, che si vedono senza pagare.  (^) Tv a pagamento. Ci si deve abbonare per vederne i contenuti, perché vengono proposti come contenuti più pregiati per il quale vale la pena pagare. Come Sky che nasce per il calcio e il cinema.  (^) Tv in streaming. Forme di tv over the top. Netflix, Prime video ecc… Si paga un abbonamento. Dentro c'è un tipo di contenuto che sembra avvicinare di più tv e cinema, ma non del tutto. Queste forme oggi sono tutte presenti contemporaneamente.

L’idea della serialità è tipica della televisione. È tipica dei palinsesti e della fruizione quotidiana: serializzazione dei contenuti in modo verticale (serialità nell’arco della giornata) e in modo orizzontale (arco della settimana). La serialità funziona perché è un processo produttivo che permette di costruire un prodotto culturale che costa poco, ma che rende moltissimo. LE TRE ERE DELLA TV Ci sono 3 momenti della storia della tv.

  • La paleotelevisone 1954- - La neotelevisione 1975-fine anni '
  • Le nuove forme (pay tv, ott) anni 2000 →1929: GRAN BRETAGNA. Viene mandato in onda il primo programma sperimentale. (c'è anche crollo della borsa di wall street) → 1936: La BBC inizia le trasmissioni pubbliche in UK. È la tv pubblica inglese, quindi finanziata dallo stato. → 1936: GERMANIA. Trasmissione delle Olimpiadi di Berlino. Nello stesso anno ci sono le leggi raziali. Quindi è propaganda. → 1939: USA Inizio delle trasmissioni sperimentali → 1939: ITALIA. Avvio della fase sperimentale in area urbana, ma l'inizio effettivo delle trasmissioni avviene solo nel 1954. Diffusione La Seconda guerra mondiale ferma la sperimentazione della tecnologia, e dopo la fine del conflitto, si verifica una veloce e massiccia diffusione degli apparecchi televisivi. Negli Stati uniti nel 1946 le famiglie che possiedono un televisore sono lo 0.02%; nel 1955 sono il 78%. In Italia, nel 1954 son attivi 88.000 abbonamenti RAI; nel 1964 sono diventati 4.300. Due modelli di sviluppo Due modelli di broadcasting , derivati dalla radio; due direzioni diverse dal punto di vista tecnologico strutturale e socioculturale. (il broadcasting è una forma di trasmissione di un segnale audio e visivo che va da una emittente a molti. Solitamente questa modalità di trasmissione non è bidimensionale. Chi riceve il segnale non può interagire con l'emittente.)
  • Modello commerciale : USA. Si basano sulla raccolta pubblicitaria, intrattenimento
  • Modello statale : UK, ma anche resto Europa come Italia. Servizio pubblico (canone), finalità pedagogica.

Va in onda tutti i giorni dal lun al ven nella fascia preserale, prima del tg, per permettere alle persone adulte analfabete che tornavano dal lavoro, di andare a scuola. Queste persone andavano a scuola per prendere la licenza elementare. 484 puntate. In collaborazione con il Ministero dell'istruzione. Non c'erano le scuole e le persone lavoratrici non potevano andare a scuola negli orari di lavoro. Il programma abbassa l'analfabetismo in Italia e più di un milione in mezzo consegue la licenza elementare. Ebbe oltre 72 versioni internazionali Remake nel 2004 con Gianni Ippoliti Creano una fiction sulla figura nel maestro Manzi con Claudio Santamaria e regia di Giacomo Campiotti.  (^) "LASCIA O RADDOPPIA” Adattamento italiano di un programma di quiz americano, a sua volta adattamento di un programma francese. Era un programma a quiz che andava in onda il giovedì sera. L'Italia il giovedì sera si ritrovava per provare a giocare insieme ai concorrenti. È stato il programma che ha fatto scoprire la televisione agli italiani. Nell'Italia che si affacciava al periodo del boom economico, il messaggio era chiaro: per vincere, dovevi essere preparato, dovevi studiare, dovevi sapere. Il concorrente era un personaggio da ammirare, di cultura superiore rispetto al pubblico a casa.  "CAROSELLO" Non esiste niente del genere come questo prodotto. È un prodotto originale e forse la forma di espressione migliore in Italia. Dura per 20 anni, dal '57 al '77. La nascita e la fine di Carosello segnano un'epoca. Va in onda tutti i giorni alle 20:50, dopo il tg. Cattura fin da subito l'attenzione delle famiglie e soprattutto dei bambini, contribuendo fortemente a trasformare la Tv da oggetto di consumo occasionale, collettivo e limitato, in un medium di massa. I contenuti di carosello sono rivolti ad un pubblico di bambini. Diventa più di ogni altro programma un momento rituale della serata italiana che segna un momento preciso della giornata che è quello della chiusura dell'attività dei bambini, i quali poi dopo andavano a dormire. → "E dopo Carosello , tutti a dormire". Segna i tempi della giornata degli italiani. La ritualità della televisione si vede anche nei generi che ogni sera si alternano nella serata principale. Ad esempio, il giovedì c’era il telequiz, il sabato era la serata del varietà, la domenica c’era lo sceneggiato, il mercoledì era dedicato allo sport. Nelle serate si parla di genere ma nella striscia quotidiana la ritualità è scandita dal carosello, il cui obiettivo è pubblicizzare un prodotto senza metterlo troppo in mostra. La pubblicità negli 50 svolgeva un ruolo diverso, aveva una sorta di pudore nel sollecitare l'acquisto dei prodotti. Allo stesso tempo però all'inizio degli anni '60 si ha il boom economico e il sistema Italia riparte. Il Carosello avverte questo passaggio, infatti, all'inizio quasi nasconde il prodotto e occupava gli ultimi 30 secondi della puntata. Andando avanti

invece ingloba sempre di più il prodotto all'interno del racconto rendendolo protagonista. Il carosello è la prima forma breve del linguaggio audiovisivo italiano. IL FORMATO DI CAROSELLO:  ogni filmato dura (a seconda del periodo) da 1 minuto e 45 secondi a 2 minuti e 15 secondi  Di questo periodo, solo i 35 sec finali possono essere dedicati alla pubblicità vera e propria (si chiamava il codino)  Il resto del tempo è occupato da una scenetta, un filmato, un cartone animato o altro che deve essere assolutamente slegato dal prodotto pubblicitario. Esempi:

  • Lavatrice: le prime lavatrici che arrivano dagli stati uniti sono chiuse, senza il globo. Le famiglie borghesi che si potevano permettere di comprarle vedono che sulla lavatrice le donne hanno una resistenza e diffidenza forti. Quando entravano le lenzuola del corredo (dote, ovvero la potenza economica della famiglia, di ogni ragazza che si sposava e che si metteva dopo tanti sacrifici), nella lavatrice le donne si preoccupavano. Per le donne lavatrice era una macchina pericolosa che non piaceva perché esse non sapevano cosa succedesse e c’erano rumori strani. Per questo venne messo il globo. Necessità di mettere globo = necessità di controllare macchina. L’uomo degli anni 50 si chiedeva cosa facesse la donna mentre andava la lavatrice o altri elettrodomestici. Per l’uomo gli elettrodomestici faceva perdere il controllo sulla donna.
  • Pure detersivo: (era in polvere, qualcosa di chimico che è qualcosa di moderno per quei tempi) non era subito visto bene. Infatti, nella pubblicità del Calimero la donna fa vedere che oltre ad essere pulita la camicia non si rovina e rimane intatta. Varietà nella paleotelevisione È il grande riassunto dei generi che hanno creato la televisione in Italia, il cinema, il teatro e la musica - con i balletti, le scenografie, la conduzione. Il varietà è il momento in cui la tv fa festa.Il pubblico in sala è elegantissimo, si veste bene. Antonello Falqui decide di mostrare le attrezzature tecniche (luci, telecamere, fili) in diretta, non le nasconde. Questo per dimostrare la modernità della televisione. La differenza tra il varietà contemporaneo e della paleotelevisione sta nella funzione del varietà per il pubblico. Prima il varietà fungeva da passatempo il sabato sera, in una dimensione festiva. Quella serata era sacra. Ciò spiega un certo tipo di immagine dello studio, del conduttore, dell'ospite. All'ospite veniva chiesto di fare qualcosa non per forza legato al suo mestiere; quindi, magari ad un cantante veniva chiesto di recitare ecc…

è stato marginale per decenni. Le voci e i volti sono quasi sempre stati maschili. C'erano giornalisti chiamati "mezzi busti" perché di vedevano solo dalla vita in su. Il ruolo dell'informazione era molto concentrato sulla politica. Nel 1969, si ha lo sbarco sulla Luna. Tutta l'Italia si ferma per guardare il primo uomo che mette piede sulla luna. (Neil Armstrong). In quel momento come giornalista c'era Tito Stagno. LE DONNE NELLA PALEOTELEVISIONE Raffaella Carrà- ma che musica maestro: scandaloso è il fatto che si veda il suo ombelico. Siamo in un'epoca in cui il corpo femminile viene mostrato, ma l'ombelico non era mai stato mostrato da nessuno. Il ruolo delle donne nella paleotelevisione:

  1. Annunciatrice (Signorina Buonasera ): l'inizio delle trasmissioni della RAI, gennaio 1954. FULVIA COLOMBO. Lei da inizio al ruolo dell'annunciatrice. Aveva il compito di elencare e scandire i programmi che sarebbero andati in onda nel corso della giornata all'interno del palinsesto.
  2. Valletta: Mario Riva definisce la sua valletta come "assistente muta". Infatti, il suo compito è solo quello di presenziare ben vestita, non deve parlare. Sabina Ciuffini è la valletta ufficiale di Mike Buongiorno. 3. Attrice : Molto casta e pulita. Poco truccata e che subisce un po' le azioni dell'uomo.
  3. Attrici comiche: Franca Valeri con il personaggio sella signorina snob, della ragazza milanese altolocata. Sandra Mondaini in Studio Uno si scontra con quello che sarà poi il marito. Nel momento in cui iniziano a lavorare insieme, lei perde un po' di quella autonomia.
  4. Co-Conduttrici: Come Mina e Giorgio Gaber in cui Mina non ha un ruolo da protagonista. Invece con Gaber e Caterina Caselli si ha un cambio. La sua figura femminile sembra invece maschile, ha un abito da uomo.
  5. Soubrette/Showgirl : si esibiscono in coreografie molto eleganti all'interno del Varietà. Raffaella Carrà - Canzonissima : alla fine del programma doveva esserci il tuca tuca, ma vedendo le prove la RAI ha deciso di censurarla. Raffaella Carrà- ma che musica maestro: scandaloso è il fatto che si veda il suo ombelico. Siamo in un'epoca in cui il corpo femminile viene mostrato, ma l'ombelico non era mai stato mostrato da nessuno.

LA NEOTELEVISIONE

All'epoca era una forma di tv innovativa.

Si ha una rottura del modello della tv monopolistica della RAI perché nel 1975 si ha la legge n.103 di riforma della RAI.

  1. Nel 1975 il monopolio della RAI viene ribadito, però il controllo della RAI passa dal governo al parlamento. Le forze politiche governano il paese, comprendono all'interno del controllo della RAI anche le forze politiche che non sono della RAI. Tendono verso il pluralismo.
  2. 1 976 viene istituita la terza rete RAI , con relativo telegiornale, che si va ad affiancare alla prima rete (1954) e seconda (1962).
  3. 1976: La sentenza della Corte Costituzionale n.202 dichiara il monopolio pubblico ancora legittimo per quanto riguarda le trasmissioni radiotelevisione a livello nazional e, ma afferma il principio della libertà di impresa radiotelevisiva a livello locale. Contente quindi, anche ai privati di trasmettere a livello locale. Sono gli anni delle radio libere , in cui la voce delle radio locali diventa fortissima. Insieme ad esse fioriscono anche le tv locali , con fenomeni pittoreschi perché la realtà locale è prova di censure e limiti, ma anche divertenti e creativi.

Caratteristiche

ETA DELLA CONCORRENZA, tra emittente locale ed emittente pubblica.  (^) Evoluzione tecnologica (colore, telecomando, VCR o videoregistratore). Il cambiamento della tv avviene sempre con l'evoluzione tecnologica. Il telecomando è necessario quando c'è qualcosa da scegliere. Quando iniziano ad esserci più canali è necessario. Nella paleotelevisione non c'era concorrenza quindi l'inizio del programma della seconda rete veniva segnalato sull'altra rete. Con la neotelevisione inizia ad accedere che la tv non comunica più e l'ambito privato e pubblico inizia a competere tra di loro. Il VCR permette di svincolarti dalla rigidità del palinsesto. Permette di poter vedere le cose che vuoi, quando vuoi.  (^) Fine del monopolio  (^) Palinsesto a flusso, che diventa uno strumento di competizione , strategico. Non si segnalano più gli altri programmi sulle altri reti, di conseguenza il palinsesto inizia ad occupare più spazio nella giornata televisiva. Si allungano i tempi delle trasmissioni occupando gli spazi vuoti. In particolare, di mattina. Raffaella Carrà inventa il "Mezzogiorno televisivo". Il palinsesto a flusso non ha tempi morti, non ha vuoti. Un programma trascina l'altro e si cerca di essere sempre presenti per impedire che altri possano esserlo a nostro svantaggio.  (^) Pubblicità diffusa. Non c'è più solo Carosello, anzi viene eliminato. La pubblicità diventa l'arma della concorrenza, sia per RAI che per le emittenti locali. Il prodotto non viene più nascosto ma viene messo in primo piano. Ora la pubblicità viene inserita in tutto il palinsesto, e non più solo di sera. Ancora non si ha la tv 24h su 24, però fin da subito la pubblicità si espande ed assume una caratteristica diversa da quella che aveva prima.  (^) Generi ibridi. Con la paleotelevisione si avevano solo 3 generi, ora invece si hanno più generi proprio perché si ha un'espansione dei programmi.

Le Tv Private: si affermano come una realtà concreta nel panorama televisivo italiano. Nei primi anni '80 si afferma la Finivest, di Silvio Berlusconi  La RAI : amplia e rafforza l'offerta. Aumenta il numero di programmi nei 3 canali e migliora la tecnologia, seppure con dieci anni di ritardo rispetto all'Europa. Nel 1977 adotta finalmente il colore.

L’idea di flusso

Raymond Williams scrive un brano inglese in cui racconta la sua esperienza nella televisione statunitense.

Strategie della neotelevisione

 (^) Ridurre il rischio di insuccesso economico , usando formule e programmi già andati in onda con successo in altri Paesi (nasce una prima idea di FORMAT).  (^) Accentuare la componente spettacolare , sia in termini di intrattenimento leggero, sia enfatizzando i toni drammatici ed emotivi per attirare l'attenzione dello spettatore.  (^) Rispecchiare i valori medi della società , puntando sui buoni sentimenti, sulla facilità di coinvolgimento, sul senso comune.  (^) Costruire una chiara identità di rete , per distinguersi dalla concorrenza, e per questo puntare su volti noti, personaggi amati dal pubblico, contenuti e toni riconoscibili.  (^) Fare tesoro degli errori della concorrenza, ricorrendo a tattiche e strategie di palinsesto  (^) Puntare moltissimo sul prime time , l'orario di maggiori ascolti che diventa la fascia più pregiata per gli inserzionisti e dove si scatena la concorrenza più agguerrita tra i canali

Programmi

  • "Non lo sapessi ma lo so" - Boldi e Teocoli (1982): Antenna 3 Lombardia. c'è il no sense, comicità, un certo tipo di linguaggio.
  • "Portobello": rai. è un genere che non esisteva, è totalmente nuovo. Viene chiamato il mercatino del venerdì, ed è condotto da Enzo Tortora. È l'idea di utilizzare la televisione come mezzo di scambio tra persone comuni, e permette di "rompere" lo schermo, attraverso il telefono, così le persone a casa entrano con la loro voce in diretta in tv. Questo programma ha creato tutti i generi e sottogeneri della televisione di oggi.
  • "Quelli della notte" RAI: Renzo Arbore inventa una TELEVISIONE di INTRATTENIMENTO della SECONDA SERATA, usando un linguaggio che fa la storia della TELEVISIONE, musica, ironia, personaggi tutt’ora molto noti,nel programma tutti i personaggi facevano quello che volevano, e Arbore essenzialmente “dirigeva il traffico” di persone che passavano da li.
  • "Pronto Raffaella" - Raffaella Carrà - RAI: La Carrà ha inventato il mezzogiorno italiano, prova a colonizzare una fasci oraria, estremamente importante per quanto riguarda la pubblicità, in cui abbiamo un target di donne casalinghe, ragazzini che tornano a casa da scuola, o gli anziani che rimangono a casa, per i quali ancora non ci sono contenuti. La Carrà insieme a Gianni Boncompagni inventano questo programma, in cui il protagonista era l'uso del telefono, che permette di far accorciare la distanza tra la televisione e il suo pubblico. La televisione diventa così una macchina per raccontare storie mostruose. Il PUBBLICO CHIAMA, dice da dove viene e

qualcosa sul proprio conto, nella TELEFONATA parla CON RAFFAELLA proprio in MODO AMICHEVOLE; lo STUDIO di “Pronto Raffella” è caratterizzato da DIVANI BIANCHI in cui si siedono lei e gli ospiti, che da allora diventano il SIMBOLO della CHIACCHIERA TELEVISIVA.

La comicità

La comicità della TELEVISIONE COMMERCIALE deve essere SEMPLICE, senza grandi pensieri dietro, che sia una COMICITÀ IMMEDIATA, di pancia, e molto spesso anche VOLGARE — ad esempio con i commenti piuttosto fastidiosi a cui ci si riferisce per il CORPO della DONNA; MEDIASET HA UN PUBBLICO DIVERSO RISPETTO A QUELLO RAI — si cerca di costruire un consenso con contenuti facili per poter riempire di pubblicità il palinsesto. DRIVE IN (1983), Italia1: da questo programma nascono moltissimi COMICI, Greggio e D’Angelo, che andranno a popolare i palinsesti della Mediaset; affermare la TELEVISIONE COMMERCIALE che FACCIA DIVERTIRE, senza troppi pensieri, che spinga le persone a sintonizzarsi su quel canale perché trovano un TONO POPOLARE (che nella Rai non c’è). L’ideatore è Ricci, ed è proprio da “Drive-In” che nasce la COMICITÀ di MEDIASET, come “Striscia la Notizia” e “Zelig”, con l’unione di tanti sketch uniti da un conduttore, con la presenza anche di un pubblico in sala che ride, o con risate preregistrate che punteggiano le battute; si creano dei veri e propri PERSONAGGI DIVERTENTI, anche sciocchi, ma che a volte spingevano i limiti del lecito di ciò che si accettava, questo caratterizza la Fininvest, l’IDEA di essere SEMPLICE ma RIVOLUZIONARIO, IRRIVERENTE e PROVOCATORE, ma che spesso si gioca sul filo del buon gusto, con un linguaggio alle volte poco carino in cui si ricerca quello che noi oggi chiamano “trash”; ROBERTO BENIGNI e LA POLTRONA IMBARAZZANTE (1978), Rai: Benigni è un personaggio stralunato e FUORI DAGLI SCHEMI. Renzo Arbore lo porta nel suo programma Rai, chiedendogli di fare la parte del CRITICO CINEMATOGRAFICO; usano una COMICITÀ che la televisione non aveva mai praticato, e si sfonda anche la barriera della prima serata, arrivano fino a DOPO la MEZZANOTTE sono CONTENUTI STUDIATI e INTELLIGENTI, senza essere troppo rigidi.

La tv verità

La TV VERITÀ è un genere nuovo, che si appoggia alle RETI RAI, così si inserisce la

CRONACA all’interno di un NUOVO GENERE, a metà fra il talk show e l’informazione. In

questo periodo la RAI cerca di RINNOVARSI, di creare NUOVI CONTENUTI, attraverso anche la TV VERITÀ; TELEFONO GIALLO (1987), Rai: ideato da Corrado Augias, in cui si parlava di FATTI di CRONACA RISOLTI o IRRISOLTI, in cui si mettevano in evidenza indizi, si cercava di rispondere a delle domande, si telefonava alle persone coinvolte e le si intervistava, per cercare di FAR SALTARE FUORI la VERITÀ; (è un po’ l’antenato di “Chi l’ha visto?” e “Storie Maledette”, di Franca Leosini).

 avviene la LEGITTIMAZIONE dell’EMITTENZA PRIVATA , nel 1990 con la Legge Mammì;  il PALINSESTO è COMPETITIVO , diventa un campo di battaglia in cui Rai e Mediaset si c contrastano con contenuti spesso uguali, proponendo quasi le stesse cose, e cercando di portarsi a casa un maggior numero possibile di abbonati;  ci sono 3 MODELLI di RAPPORTO ECONOMICO — canone, pubblicità, pay per view;  importanza dei GENERI IBRIDI , per portare sempre nuovi contenuti;  viene ancora utilizzato l’INDICE di ASCOLTO e l’AUDITEL Legge Mammì È una legge del 1990. Sancisce la legalizzazione del DUOPOLIO, infatti fino al 1990 la MEDIASET non aveva DIRETTA e TELEGIORNALI, e la RAI era l’unica rete ad avere i TG, e la DIRETTA sia nell’INFORMAZIONE che nell’INTRATTENIMENTO, facendo sì che potesse mantenere il suo primato proprio per questi motivi;

  • Rai e Fininvest possono possedere 3 RETI CIASCUNA;
  • chi è proprietario di tre reti non può possedere quotidiani, per EVITARE il MONOPOLIO dell’INFORMAZIONE;
  • tutte le reti che hanno la possibilità di TRASMETTERE a LIVELLO NAZIONALE, e necessariamente TRASMETTERE ANCHE il TELEGIORNALE;
  • anche le RETI COMMERCIALI possono TRASMETTERE in DIRETTA;
  • viene stabilito un TETTO MASSIMO per la PUBBLICITÀ, per la RAI era del 12% ogni ora, per la Fininvest il 18%; La LEGGE MAMMÌ porta all’UGUAGLIANZA tra MEDIASET e RAI Gli effetti della legge Mammì
  • LA DIRETTA le RETI di BERLUSCONI si fondano soprattutto sul MARKETING e sulla PUBBLICITÀ, e cerca di portarsi via tutti i grandi intrattenitori della Rai, pagandoli profumatamente, così molti contenuti cambiano e se ne creano di NUOVI, perché la situazione lo richiede e Berlusconi ha i mezzi per poterlo fare. NON È LA RAI (1991), Rete 4 (Mediaset). È un programma a cura di Boncompagni, che in maniera provocatoria gli da’ questo nome, e mette al centro delle RAGAZZINE; è al limite del buon gusto. (Ad oggi non si potrebbe di certo creare una cosa del genere). La CONDUTTRICE è Enrica Bonaccorti , che garantisce un po’ di ordine, e la PROTAGONISTA è la 15ENNE AMBRA ANGIOLINI, che aveva un AURICOLARE in cui parlava Boncompagni che le diceva cosa fare — era pieno di AMMICCAMENTI, nonostante andasse in onda di pomeriggio, riuscendo a “stimolare” i desideri di uomini anche adulti; la CANZONE SIMBOLO di Ambra Angiolini, “T’appartengo” fu uno SCANDALO per essere il 1994, una ragazzina con la minigonna che si muove

maliziosamente e interpreta una canzone che fa riferimenti ad un amore adulto e sessuale.

  • IL NOTIZIARIO Il primo primato dell’informazione per la rete FINIVEST è l’annuncio al TG di Emilio Fede dell’attacco della guerra del golfo. 1991: Nasce Studio Aperto 1992: Nasce TG 1992: Nasce il TG5 diretto da Enrico Mentana 1992: Emilio Fede passa da Studio Aperto al TG 1996: Fininvest diventa Mediaset e si quota in Borsa

Programmi simbolo degli anni ‘

- MARIA DE FILIPPI: “Amici di Maria De Filippi”, 1992: È un programma nuovo dove la De Filippi, all'ora sconosciuta, inventa un programma per giovani nel pomeriggio in cui lei si confonde con i ragazzi, sta seduta in mezzo a loro e dirige i turni di parola. Interviene in maniera discreta e gestisce i turni di parola, spostandosi da una sedia all’altra. I ragazzi parlano di sé, della loro vita, difficoltà ecc… Capisce che il talk show è fatto dai suoi protagonisti, e che il talk show è una finestra fondamentale per gli adolescenti, che in quel periodo non avevano voce. Nel 1990 nasce il primo teen drama, Beverly Hills. Non è un caso che in quello stesso periodo la tv in Italia decida di mettere in scena un programma dedicato ai giovani. Prima non c'erano programmi per adolescenti, c'erano per bambini e adulti solo. La De Filippi coglie un'esigenza e la racconta con uno stile totalmente nuovo. "Amici di sera": c'era già uno spinoff del programma di Amici di oggi. Va in onda la sera dove avviene un confronto tra genitori e figli, che Maria gestisce. In questo spin off ci sono tutti i programmi che poi Maria creerà e che vediamo oggi (C'è posta per te ecc). Maria apparentemente si nasconde dietro i suoi protagonisti, come fa anche oggi, ma solo da qualche anno ha assunto una posizione più visibile come in "Tu si que Vales". Il suo stile però è sempre stato di mescolarsi con i suoi personaggi. La sua postura anche indica questo suo atteggiamento, non si fa mai vedere in primo piano, e questo ha inventato un linguaggio, uno stile. Maria De Filippi è un punto fermo del linguaggio televisivo italiano, ha inventato da zero dei generi e soprattutto nel periodo del suo esordio lei inventò uno stile di comunicazione che attirò delle critiche ma che ha funzionato benissimo. Lavora sulla sottrazione, togliere anziché enfatizzare, a cominciare dalla sua presenza scenica, dalla sua voce, dal linguaggio che usa, dal modo che ha di intervenire e di rivolgersi ai suoi ospiti. C'è Posta per te: è un riassunto del linguaggio televisivo. Dentro ha tutto l'intrattenimento dal punto di vista dei contenuti, generi, toni e ritmi. E la figura di Maria De Filippi si vede nel modo più evidente.

La televisione tematica e la pay per view

Diventano modelli complementari alla TV generalista

La TV MUSICALE

1984: Videomusic

Quasi un plagio di MTV; diventa poi TeleMontecarlo nell'esperienza di

Telemontecarlo 2, fino al 2002.

La tv tematica si identifica con la tv musicale.

LA PAY TV

1990-91: Telepiù (cinema e calcio)

Tv a pagamento, nasce prima di Sky nel 1990-91 con Telepiù.

1998: Stream: telepiù cambia nome in stream. (Mediaset, Grande Fratello), poi

acquistata da Murdoch

Qui si potrà vedere 24h su 24 il GF.

2003: TELEPIU' + STREAM: nasce SKY ITALIA.

GLI ANNI 2000

Il punto di svolta del panorama televisivo coincide con il 2000- anno spartiacque,

perché arriva una rivoluzione. Il Grande Fratello. La tv ha una fisionomia simile a

quella che conosciamo adesso.

DUE MOMENTI FONDAMENTALI

1. Grande Fratello : contenuto nuovo, totalmente diverso da quello di oggi.

2. La caduta delle Torri Gemelle , 11 Settembre 2001. Il mondo è

completamente vulnerabile, e la tv è lì a farci vedere questa tragedia

Caratteristiche TV anni 00

-La generalista si impoverisce nei suoi generi di punta, FILM e SPORT, e risponde con gli eventi ("one man show") e le grandi serate del sabato. -Esplosione del talk show politico (bassi costi, buoni ascolti e presa sulla quotidianità). Il periodo storico richiede una riflessione sull'attualità. Si fa in studio.

2004: LEGGE GASPARRI

Periodo chiamato Switch off. Dovevano essere spente tutte le frequenze analogiche per passare al digitale entro il

  1. In realtà il processo si è completato nel 2012. Nascono così altre tv a

pagamento (Mediaset Premium, Infinity, Rai 4, Rai 5). Nasce in parallelo anche il

problema dei contenuti.

Gli anni ZERO in sintesi:

Negli anni Duemila si moltiplicano le piattaforme, i contenuti e le possibilità di accesso, le tipologie di palinsesto e le logiche che li regolano, le modalità della fruizione televisiva. Auditel inizia a rilevare anche l'ascolto differito oltre a quello live. Ma le date chiave, che sintetizzano e concludono il decennio, sono il 2012 (lo switch off) e il 2013 (il decennale di Sky).

OGGI La TV non sta morendo, ma negli anni cambiano le modalità di fruizione, le modalità di misurazione del pubblico, il modo di fare tv. GRANDE FRATELLO Fu una rivoluzione nei primi anni della sua nascita. Totalmente un’altra cosa da quello che è diventato oggi.

IL PALINSESTO

È uno strumento fondamentale nella storia della tv, in tutti i modelli di tv. Ha tante funzioni e svolge tanti ruoli. PALINSESTO: manoscritto (pergamena) in cui la scrittura primitiva viene raschiata e sostituita da un'altra. Correzioni, cancellature, sostituzioni perché il contenuto non è dato una volta per tutte ma subisce continuamente aggiustamenti e riscritture. Occuparsi di palinsesto significa avere tutta l'offerta televisiva giornaliera, o settimanale, o mensile. Il palinsesto è un oggetto instabile, multiforme e contraddittorio. Lavora su 3 livelli:  (^) Dimensione sintattica : è legata alla disposizione dei contenuti in un ordine che segue regole e strategie. Ha a che fare con la dimensione dell'ordine nel quale gli elementi vengono sistemati  (^) Semantica: ha a che fare con il fatto che la disposizione degli elementi che la compongono influenza il senso, il significato dei contenuti. Cioè costruire una sequenza di palinsesto vuol dire anche che un programma posizionato in un determinato punto o un altro, può acquisire significato differente  (^) Pragmatica: Gli elementi devono stabilire e mantenere un contatto con gli spettatori. IL PALINSESTO è un elemento di grande complessità:  (^) Macrotesto : mette insieme una quantità di testi più ridotti. Contiene e trascende i testi-programmi.  (^) Mosaico: mette insieme dei contenuti molto diversi gli uni dagli altri  (^) Principio ordinatore: regola il caos di testi diversi.  (^) Catalogo : un elenco ordinato di possibilità tra cui lo spettatore può scegliere.  (^) Discorso: una forma di enunciazione che trasforma elementi eterogenei in aggregati dotati di senso. Mette insieme degli elementi talmente diversi tra loro facendoli dialogare tra loro, fa sì che acquisiscano un senso.  (^) Strategia : uno strumento capace di rendere stabile il legame con gli spettatori.  (^) Manuale di istruzioni: è una mappa che orienta lo spettatore nell'offerta  (^) Supermercato: concorrenza, varietà, esposizione  (^) Strumento: oggetto operativo sia per l'emittente, sia per il pubblico  (^) Arma: permette di operare scelte tattiche e/o strategiche  (^) Gioco: come una scacchiera rispetto alla concorrenza  (^) Drammaturgia: con personaggi, ruoli, racconti, rituali  (^) Forme di potere: forse il luogo principale dove in tv si manifesta il potere

Il palinsesto è diviso in tre grandi fasce: -Mattina -Mezzogiorno -Pomeriggio -Sera La giornata televisiva è mimata dal palinsesto. Il palinsesto replica, riproduce, e a volte replica, il nostro tempo quotidiano. Il punto in cui viene posizionato un programma nel palinsesto, serve soprattutto a costruire il proprio pubblico. "Chi vuol essere milionario": è un programma in cui poter entrare in qualunque momento e si ha sempre l'esatta percezione di quello che sta accadendo. Grazie alle grafiche ecc.. Si entra subito nel programma. Nel palinsesto ci sono degli elementi invarianti (telegiornali). Quello che cambia è il confronto tra una rete all'altra anche giornalmente, che varia in base all'andamento degli ascolti. AUDIENCE : numero totale delle persone che in quel momento stanno guardando quel programma. SHARE: percentuale di spettatori che stanno guardando quel programma in quel particolare momento, sul totale della fascia oraria. Il 100 sono le persone che avevano la tv accesa e il 21 sono coloro che stavano guardando lo specifico programma, Ad esempio il GFVIP ha fatto il 21% di share. Come viene venduto il palinsesto?

  1. Più o meno a giugno e settembre le reti presentano agli inserzionisti, i loro palinsesti. Questo perché gli inserzionisti devono comprare gli spazi pubblicitari, ed il costo è determinato dalla share e dalla audience prevista per un programma.
  2. Le reti presentano i loro programmi di punta, come ad esempio Sanremo, presentando le persone che la comporranno.
  3. Il costo può variare in base allo share e audience del programma, e in base alla concorrenza. Ovviamente si parla di quando poi il programma va in onda e si vede se lo share/audience è stato come previsto. La metà dei giornali è costituito dai palinsesti. - Nel palinsesto della pay tv avviene la possibilità di avere un contenuto che si ripete nell'arco della puntata. -La durata dei programmi durano più o meno 50 minuti. E per farle durare di più vengono messe due puntate, una dopo l'altra. Questo anche per provare che è possibile far ruotare i programmi nell'arco della giornata. -La tv a pagamento è una multinazionale, e i contenuti di Sky sono condivisivi con gli altri Sky presenti nel mondo. Ciò significa che solo qui in Italia le prime serate durano 1 ora e mezza e passa. I contenuti di Sky, quindi, durano 50 minuti standard perché si devono adattare anche agli altri Paesi in cui vanno in onda. Di conseguenze utilizzano il back to back per l'Italia, quindi le due puntate. -Quindi programmi come "4 ristoranti" vanno perché possono essere replicate; quindi, più si va avanti con le stagioni più si hanno puntate di poter rimandare in onda.

-Questo tipo di formula non piò funzionare con le tv generaliste che non seguono questo tipo di logica. -Il palinsesto delle piattaforme ovviamente è del tutto diverso Non c'è un palinsesto orario, mancano dei generi, non c'è vincolo di giorni. Ma c'è la necessità di avere un catalogo il più possibile fresco. Si gioca sui contenuti, sulla rotazione dei programmi. Le piattaforme di diverso dalle altre forme di tv hanno eliminato la distribuzione. Netflix, ad esempio, ha iniziato questo modello per cui l'emittente (quindi Netflix stessa) produce e manda in onda i suoi contenuti senza comprarli da nessun altro. Ci sono dei titoli acquistati da Netflix, come ad es le serie vecchie, ma servono per fare da catalogo. Friends, ad esempio, è un tipo di titolo vecchio che viene posta sempre al rewatch, viene sempre voglia di rivederlo. È una forma di scrittura del tempo, si scrive la temporalità, il mese, la giornata. Esso si articola su diverse dimensioni:

  • durata del singolo contenuto
  • collocazione oraria
  • sequenza degli elementi che lo seguono e lo precedono
  • frequenza Con il palinsesto si scandisce il tempo: 1. LE STAGIONI Periodi di garanzia: il pubblico è più numeroso e perciò consentono di calcolare i prezzi di vendita degli spazi pubblicitari. Vi sono ben due stagioni:
  • La stagione autunnale (settembre-dicembre)
  • La stagione primaverile (gennaio/febbraio-maggio) Periodo fuori garanzia: il pubblico è poco numeroso, soprattutto durante le feste, poiché poche persone stanno in casa. Dicembre-gennaio: periodo cuscinetto, vacanza (si testano i programmi nuovi) Giugno-settembre: bassa stagione, pausa estiva 2. SETTIMANE E GIORNI All’interno del palinsesto si trova anche la programmazione settimanale che si divide in FERIALE (lunedìvenerdì) e FESTIVA (sabato-domenica).
  • Daytime : Fascia mattutina → risveglio, fascia meridiana (cucina, tg); Fascia pomeridiana→ lifestyle, fiction; preserale (da 18:30 in su) Preserale→ il game show (riesci ad ascoltare, non bisogna per forza seguirlo perfettamente), la fiction, si chiude con il Tg
  • Prime time: Access prime time → game show, fiction, Striscia; Prime time→ fascia + pregiata (si presume che ci sia tanta gente davanti alla tv) - Night time: Seconda terza serata →tempo fa in questa fascia si sperimentavano nuovi programmi, ora molo meno; Notturna