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APPUNTI COMPLETI DI RAGIONERIA GENERALE CON INDICE DEGLI ARGOMENTI VOTO ESAME 28
Tipologia: Appunti
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reddito è la variazione del patrimonio. Si ha dunque il patrimonio iniziale e quello finale e in mezzo vi sono i flussi di costi e ricavi ossia il reddito.
conto si riferisce all’intestare (dare un nome al conto tipo Rossi oppure suddividerlo in categorie tipo Europa), accendere (si verifica al primo movimento sul conto), addebitare (mettere un valore a destra Dare), accreditare (mettere un valore a sinistra Avere), chiudere (fare il saldo ad una data), spegnere (azzerare il conto). La struttura del conto è dato da sezioni divise accostate con evidenza del saldo e da altre strutture (sezioni sovrapposte ecc). Il piano dei conti raggruppa i conti a cui vogliamo accedere per rilevare le operazioni di gestione. La struttura del conto si può formalizzare in uno schema che fornisce informazioni aggiuntive come il tipo diverso di conto, l’oggetto, il numero dell’operazione, la data, la causale del movimento, gli importi in dare e in avere e il saldo in dare e in avere. Se in un conto troviamo una causale di una certa fattura non si può dire con certezza che tale fattura sia dell’importo espresso nel conto in quanto noi stiamo seguendo solo l’oggetto del conto ma potrebbe riferirsi anche ad altri oggetti (clienti). Per scoprire l’intero importo della fattura bisogna seguire i conti generici “crediti” e “cassa”. L’utilità di seguire l’andamento dei conti singoli la ha il curatore di un fallimento, la messa in atto di operazioni straordinarie. Il debito o credito può essere finanziario (se c’è una transazione sotto) o commerciale (vendita). Nel caso di vendita a dilazione si ha una grandezza che sostituisce l’entrata quindi un credito (commerciale) e nella parte economica un ricavo. Il capitale netto dell’azienda è costituito dal capitale sociale, riserve, utili non distribuiti. Metodo di registrazione: Partiamo dall’ipotesi che si segue il sistema del reddito ossia la contabilità generale che rileva le operazioni esterne. Altrimenti si seguirebbe il metodo patrimoniale che prende in considerazione anche i processi di produzione interna (usato nel mondo anglosassone).
considerazione la somma dare e la somma avere dei conti (mastrini) e non i saldi. Quando invece si verifica l’uguaglianza tra saldi dare e saldi avere si prende in considerazione il saldo del conto (mastrino). Da notare che il conto cassa non può mai avere saldo avere perché al massimo sarebbe a 0 invece in banca si può avere il saldo avere perché ci può essere lo scoperto di conto. Piano dei conti: Esso è il sistema dei conti e delle norme che ne regolano il funzionamento. Si ha un’articolazione gerarchica su più livelli con codici numerici. È predisposto secondo le scelte aziendali, ha dei sistemi informativi (codifica dei conti) ed è vincolato al collegamento con gli schemi rigidi di bilancio. Ciò permette di avere informazioni specifiche su conti soggetti oppure su raggruppamenti e categorie. Rilevazione cronologica : Il libro giornale è un libro dove vengono accolte in ordine cronologico le scritture relative a ogni operazione o a ogni gruppo di operazione. Ogni conto ha un suo codice particolare.
IVA : è un’imposta che colpisce il consumo (indiretta, non sui redditi) ma che viene versata all’erario dalle imprese produttrici. L’IVA si applica sul prezzo di vendita. Per l’azienda l’incasso sarà composto da ricavo di vendita e da IVA dovuta all’erario (debito). L’IVA incassata dall’azienda è un debito verso l’erario. L’azienda che compra a un fornitore avrà un’IVA a credito verso l’erario, lo stesso bene venduto dall’azienda al cliente costituisce per la parte dell’IVA un debito verso l’erario. L’azienda dovrà versare la differenza tra IVA a credito e a debito. I requisiti per l’assoggettamento dell’IVA sono tre e sono quelli oggettivo (cessione di beni o prestazioni di servizi svolgendo in modo abituale l’attività di impresa), soggettivo (operazioni effettuate nell’esercizio di imprese o di arti e professioni) e territoriali (operazioni effettuate all’interno del territorio statale e quindi non per le operazioni con soggetti stranieri). Si possono classificare varie situazioni riguardo le operazioni IVA ossia si possono avere operazioni imponibili (tutti e tre requisiti devono essere soddisfatti, vi è l’obbligo di registrare fatture emesse e ricevute in appositi registri IVA, l’IVA sugli acquisti è detraibile), non imponibili (il requisito territoriale non è soddisfatto, vi è comunque l’obbligo di rilevare sul registro fatture emesse la transazione anche se senza IVA ma indicando la ragione della non imponibilità, l’IVA rimane detraibile sugli acquisti in quanto l’IVA sugli acquisti che ho pagato per realizzare il prodotto che ho venduto all’estero risulta comunque detraibile ossia si avranno posizioni a credito se l’IVA su vendite è maggiore di quella a debito verso l’erario), esenti (dettato da previsione normativa, si ha comunque l’obbligo di registrare la transazione con fattura, non si ha detraibilità dell’IVA su acquisti) e operazioni escluse da regime IVA (uno dei tre requisiti non è soddisfatto o per legge, non vi è obbligo di formalizzare e non è detraibile l’IVA su acquisti). La base imponibile è l’importo su cui si deve applicare l’IVA costituito dall’ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti al cedente o prestatore secondo condizioni contrattuali. Le aliquote di imposta sono quella
ordinaria (21%), quelle ridotte (10% e 4%) per operazioni particolari. Gli obblighi dei contribuenti sono quello di fatturare le operazioni, registrare le operazioni (fatture emesse entro 15 giorni se immediata, corrispettivi, acquisti), effettuare liquidazione e versamenti e presentare comunicazioni e dichiarazioni annuali. I versamenti periodici sono indicati nella comunicazione annuale dei dati IVA. La posizione IVA debitoria prevede contribuzione mensile entro il 16 del mese successivo o una contribuzione triennale entro il 16 del 2° mese successivo ai primi tre trimestri e il 16 marzo dell’anno successivo (maggiorato di interessi è fatto coincidere con i versamenti annuali). La pozione IVA creditoria prevede che il credito sia rinviato di regola al periodo di imposta successivo. È necessario effettuare l’acconto IVA entro il 27 dicembre di ogni anno. I versamenti annuali sono indicati nella dichiarazione annuale e prevedono posizioni IVA debitoria (entro il 16 marzo dell’anno successivo) e posizione IVA creditoria (possibilità di rimborso). Il saldo di posizioni IVA se a debito si traduce in versamento. Fattura : La fattura è un documento emesso dal venditore che attesta l’avvenuta esecuzione di un contratto di compravendita e il diritto del venditore a riscuoterne il prezzo. è obbligatoria per le operazioni imponibili, non imponibili ed esenti se compiuta tra soggetti con partita IVA. Documenta la vendita, quantifica l’importo dovuto all’erario dal venditore, notifica al compratore il suo debito complessivo nei confronti del venditore e riepiloga l’oggetto del contratto di compravendita e le relative clausole. In fattura devono essere indicati i soggetti emittente e ricevente, il numero progressivo, la data, se c’è il documento di trasporto relativo, quantità, prezzo unitario, aliquota IVA e base imponibile dopo di che spese documentate di trasporto (fuori da base imponibile perché il trasportato ha già fatto la fattura a noi venditori e gli stiamo addebitando al cliente l’importo complessivo già comprensivo di IVA, se l’imballaggio è a rendere è esente o non imponibile e va specificato l’articolo di legge che lo rende tale) e totale fattura. La fattura può essere immediata (deve essere emessa lo stesso giorno in cui l’operazione viene effettuata ossia alla spedizione o consegna) oppure differita (riguarda solo beni precedentemente consegnati o spediti con documento di trasporto o consegna DDT; deve essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di consegna o spedizione; può essere riepilogativa delle vendite effettuate allo stesso cliente nel mese solare). Per i commercianti al minuto e per chi svolge attività assimilabili è consentito sostituirla con una ricevuta o uno scontrino fiscale. È obbligatoria solo se esplicitamente richiesta dall’acquirente. Oneri accessori di acquisto, costi di trasporto: In una transazione di vendita vi possono essere costi accessori come le spese di trasporto. Franco vuol dire libero. Nel Franco Magazzino Compratore FMC il compratore è libero dalle spese di trasporto che sono a carico del venditore. Franco Magazzino Venditore indica che il venditore è libero dalle spese di trasporto che spettano al compratore. Il porto assegnato indica che il trasportatore verrà pagato a destinazione mentre con il porto affrancato il trasportatore verrà pagato alla
riconoscimento del premio) oppure di fedeltà (che sono cessioni di denaro escluse da disciplina IVA). Modalità di pagamento : vi è una distinzione in base alla forma tecnica che può essere per cassa, con emissione di assegni bancari, con girati di assegni bancari in portafoglio, con emissioni di assegni circolari (provvista per contanti o a valere sul c/c bancario), con giroconto bancario, con bonifico bancario, con carta di credito, girano cambiali attive (effetti attivi). Possono anche differenziarsi in base al tempo che può essere posticipato (regolamento in conto a dilazione, accettando cambiali tratte, emettendo cambiali pagherò) oppure anticipato. Gli anticipi a fornitori vanno fatturati e sono imponibili IVA. La base imponibile IVA è data dunque dal corrispettivo del bene/servizio più gli oneri accessori a carico dell’azienda, meno gli anticipi a fornitori e meno gli sconti incondizionati. Conti d’ordine : I conti d’ordine sono sistemi minore di scritture ossia rilevazione che non condizionano il CE ma serve solo per tenere a memoria certi fatti ma funzionano come la contabilità anche se non la influenzano. Riguardano beni nostri presso terzi (se mando a verniciare una lamiera che ho in magazzino in quel momento il magazzino diminuisce di valore e quindi devo usare i conti d’ordine per capire perché il suo valore è diminuito; quando la lamiera torna indietro verniciata mi arriverà la fattura e rilevo il costo del servizio), beni di terzi in nostro possesso (sono il verniciatore e ho un aumento del magazzino dopo rileverà il ricavo), rischi e impegni (garanzie). Per far nascere il conto d’ordine in Dare si mette l’oggetto che entra (bene di terzi, rischio, impegno) e in Avere vi è il soggetto collegato. Per chiudere tali conti si procede con lo storno. Il conto d’ordine è una cosa che non produce effetti contabili ma siccome è una sorta di allegato (note) si usa il metodo contabile di partita doppia per renderlo affine. Intermediazioni Commerciali : Sulle intermediazioni commerciali (provvigioni da rappresentanti) si devono calcolare contributi previdenziali nella misura del 13,5% di cui 6,75% a carico dell’azienda e 6,75% a carico dell’agente (trattenute sul compenso) da versare all’Enasarco trimestralmente. L’azienda al pagamento del rappresentante deve calcolare le ritenute erariali da trattenere al pagamento ossia il 4,6% (23% sul 20% dell’ammontare) se l’agente si avvale di ausiliari) oppure 11,5% (23% sul 50% dell’ammontare) se non si avvale di ausiliari. In alternativa si possono fare entrambe le aliquote sul totale dell’ammontare. I debiti verso agenti per l’azienda non sono il totale della retribuzione fatturata dall’agente ma quell’importo diminuito delle ritenute (ossia quelle previdenziali del 13,5% e la trattenuta erariale). Leasing : Il leasing finanziario e il leasing operativo si differenziano per i soggetti coinvolti. Gli aspetti contabili dell’operazione sono gli oneri di istruttoria, il maxicanone (2-6 canoni), canoni periodici e riscatto come opzione al termine. Nel leasing finanziario la durata e simile alla vita utile, l’azienda che dà il bene (società di leasing) non è la quella produttrice del bene quindi vi sono tre soggetti: azienda produttrice, società di leasing, utilizzatore. Nel leasing operativo
l’azienda che produce il bene lo cede in leasing direttamente quindi vi sono due soggetti ossia azienda produttrice che funge anche da società di leasing e utilizzatore. Si tratta di un costo sospeso che non partecipa al reddito ma che al momento dell’acquisto andrà nell’attivo nelle immobilizzazione. Il maxicanone è una serie di canoni anticipati. Bisogna spalmare il costo totale del leasing e avendo pagato il maxicanone noi abbiamo impiegato più costi in contabilità che non sono di competenza quindi vanno rinviati al futuro. Gli oneri di istruttoria vengono sostenuti prima di tutti i canoni per istruire la pratica con la società di leasing. Servizi resi da lavoratori autonomi : L’azienda può ricevere servizi da professionisti. I professionisti che sono iscritti ad albi devono rilevare in fattura il contributo previdenziale (4%) addebitato al cliente. La base imponibile IVA comprende il compenso comprensivo dei contribuiti previdenziali e dei rimborsi spese (escluse le anticipazioni in nome e per conto del cliente). La ritenuta va quindi calcolata sul compenso. Se il professionista non è iscritto ad alcun albo possono esercitare la rivalsa del 4% (assoggettandola ad IVA e ritenuta sui redditi) su aziende committenti per fronteggiare il contributo previdenziale INPS da essi dovuto (che non coinvolge contabilmente l’azienda). In pratica il professionista aumenta il suo prezzo facendo ricadere il contributo che deve comunque, sul cliente. La ritenuta sarà da calcolarsi nell’importo complessivo. Lavoro dipendente : I componenti del costo del lavoro sono la retribuzione diretta (paga base, annualità, indennità e bonus) la retribuzione indiretta (ferie, TFR, tredicesima) e gli oneri sociali (previdenza e assistenza, assicurazioni per infortuni sul lavoro ossia INPS e INAIL). Il rapporto con gli enti previdenziali prevede contributi per 2/3 a carico del datore di lavoro e per 1/3 a carico dell’azienda. Entro il 16 del mese successivo vanno liquidate le posizioni verso INPS ed erario tramite F24 telematico. I contributi assicurativi sono una percentuale degli stipendi che dipende dal tipo di attività. Vengono versati attualmente entro il 16 febbraio e si compone di acconto sull’anno in corso e saldo sull’anno precedente. Vi è la possibilità di pagamento dei contributi in 4 rate con interessi al 20/2 poi 31/5 poi 31/8 e 30/11. Le scritture di assestamento per il lavoro dipendente sono le ferie maturate e non godute. A partire dal 2007 i dipendenti hanno la possibilità di scegliere la destinazione del proprio TFR. Nelle aziende con meno di 50 dipendenti il TFR può essere gestito tradizionalmente tramite fondo oppure destinato a fondo pensione. Nelle aziende con più di 50 dipendenti vi è il TFR tradizionale tramite versamento all’INPS o la destinazione del TFR a fondo pensione. Alla fine del rapporto di lavoro il dipendente ha un ulteriore beneficio. Il calcolo della quota annua di accantonamento al fondo è dato dal monte salari/13,5 e dal 1,5%+75% indice ISTAT. Vi è l’obbligo da parte del datore di lavoro di versare periodicamente la quota TFR a favore del fondo tesoreria INPS. All’atto della cessazione del rapporto vi è l’effettuazione da parte dell’impresa della liquidazione e del versamento del TFR al dipendente. Il Rapporto impresa– INPS si attua mediante compensazione tra quote TFR di competenza del FondoTesoreria INPS e contributi periodici dovuti all’INPS dall’impresa.
presunto. Le scritture di assestamento riguardano le fatture da ricevere, le note di credito da ricevere, le rimanenze finali di materie, le fatture da emettere, le note di credito da emettere e le rimanenze finali di prodotti.
dell’esercizio se ne tiene conto solo se chiarisce la situazione esistente a fine esercizio. Oltre le rimanenze di materie e prodotti possono esservi rimanenze di produzione destinati a clienti con contratto di vendita stipulato con committente, durata normalmente ultraennale, realizzazione di opere risultanti da un unico progetto eseguito su ordinazione secondo le specifiche tecniche richieste dal committente. Per le aziende che producono navi avranno un utile pari a 0 se non in perdita per poi avere l’ultimo anno di produzione un picco di utile. È necessario spalare il margine sui tot anni di produzione e si può fare valutando di più la rimanenza finale in funzione dell’avanzamento lavori. I lavori in corso su ordinazione possono essere valutati sulla base dei corrispettivi maturati con ragionevole certezza. I due criteri alternativi di valutazione sono il metodo della commessa completata (al costo, in base a costi specifiche, scheda di commessa, usato in caso di incertezza e difficoltà a quantificare) e metodo della percentuale di completamento (valutazione in base alla quota di ricavo maturata nell’esercizio usato quando i dati sono attendibili). Per determinare lo stato di avanzamento in base al costo alle ore lavorate ad appropriate misurazione fisica. Il metodo della commessa completata è ammissibile in caso di inapplicabilità di quello della percentuale, per durata infraennale o scelte aziendali.
Tipologie : Le immobilizzazioni sono costituite da attività fisse, beni a fecondità ripetuta e competenze su più esercizi. Possono essere materiali (impianti, macchinari, attrezzature, fabbricati, terreni, mobili, automezzi), immateriali (beni immateriali come brevetti, marchi e software; oneri pluriennali come costi di ricerca e sviluppo e costi di pubblicità pluriennali. Gli elemnti patrimoniali destinati a essere utilizzati durevolmente devono essere iscritti tra le immobilizzazioni. Le immobilizzazioni sono iscritte al costo di acquisto o di produzione. Il costo di acquisto comprende anche gli oneri accessori. Il costo di produzione comprende tutti gli oneri direttamente imputabili al prodotto. Può comprendere anche altri costi per la quota ragionevolmente imputabile al prodotto, relativi al periodo di fabbricazione e fino al momento in cui il ben può essere usato. Gli oneri accessori di trasporto, impianto, collaudo, progetto, IVA indetraibile, assicurazione e spese notarili vanno inclusi (capitalizzati) nel costo dell’immobilizzazione. Capitalizzazioni : Si tratta dell’avvenuta costruzione interna di immobilizzazioni materiali o immateriali mediante l’impiego di fattori produttivi aziendali. Pertanto il costo di tali fattori non deve gravare sul reddito d’esercizio in quanto non ha contribuito alla realizzazione dei ricavi di competenza. Tale costo va capitalizzato ossia rinviato al futuro mediante iscrizione in SP. Ammortamento : La definizione del piano di ammortamento deve tenere conto del valore da ammortizzare, la residua possibilità di utilizzo (vita utile) e il criterio di ripartizione (quote costanti, quote crescenti, quote decrescenti). È una ripartizione del valore dell’immobilizzazione sugli anni di uso del bene. In pratica fornisce una stima della perdita anno per anno dell’utilità del bene. A fronte di costi come ammortamento il reddito si riduce (quindi non è distribuibile) e si mantiene in azienda la parte di ricavi associati alla quota di ammortamento consentendo di potenziare il capitale aziendale. Il costo delle immobilizzazioni materiali ed immateriali la cui utilizzazione è limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilità di utilizzazione. Eventuali modifiche dei criteri di ammortamento e dei coefficienti applicati devono essere motivate nella nota integrativa. Il costo è rappresentato dalla quota di consumo dell’anno chiamata ammortamento. Il fondo ammortamento va iscritto in SP passivo e rappresenta la differenza tra il valore del bene e l’ammortamento dell’anno in corso e degli anni passati. La rettifica avviene dunque in modo indiretto sottoforma di fondo. L’ammortamento va calcolato sul costo storico e non sul residuo. Nel caso avessi ricavi inferiori ai costi di ammortamento non potrei ammortizzare il bene. Vendita di immobilizzazioni : In caso di vendita di impianto occorre tenere conto del valore contabile (o valore di libro) del bene dato dalla differenza tra costo storico e fondo ammortamento. Il prezzo di vendita può essere maggiore, minore o uguale al valore contabile
(VC). Si deve chiudere il fondo ammortamento per la cifra ammortizzata (nulla di più anche se non totalmente ammortizzato). In tal caso si ha il prezzo di vendita uguale al valore contabile. Nel caso in cui il prezzo di vendita sia maggiore del valore contabile si ha una plusvalenza da cessione immobilizzazioni che è un ricavo. Il fondo va sempre chiuso prima della transazione. In caso il prezzo di vendita sia inferiore al valore contabile si ha una minusvalenza da cessione immobilizzazione che costituisce un costo. Permuta : La permuta prevede l’acquisto di una nuova immobilizzazione e il ritiro da parte del venditore della vecchia. Si deve rilevare la fattura di acquisto del nuovo macchinario. Chiudere il fondo del vecchio macchinario (per il valore ammortizzato nel fondo anche se non è totale). Fatturare e chiudere il conto del vecchio macchinario iscrivendo il VC come rettifica. Si ha il saldo della fattura tramite differenza della posizione a debito e della posizione a credito. La differenza viene pagata. Anche qui si può avere la situazione con prezzo uguale al VC oppure minore (minusvalenza) o superiore (plusvalenza). Svalutazioni e Rivalutazioni: Il valore delle immobilizzazioni può subire delle svalutazioni (operazioni che riducono il valore) o delle rivalutazioni (operazioni che aumentano il valore). L’immobilizzazione che alla chiusura dell’esercizio risulti durevolmente di valore inferiore a quello determinato deve essere iscritta a tale minor valore. Questo minor valore non può essere mantenuto nei successivi bilanci se sono venuti meno i motivi della rettifica effettuata. Si ha dunque una rivalutazione di ripristino che riporta il valore a quello di partenza. Ciò abbraccia il principio della prudenza. Quando si attua la rivalutazione di ripristino si iscrive una plusvalenza di ripristino per il valore del fondo che viene stornato. Se il bene si decide sia destinato alla vendita allora passa al circolante secondo prezzo di mercato e valutazione dei crediti. Un motivo di svalutazione è determinato dall’andamento negativo dell’azienda. La rivalutazione è solo una valutazione di ripristino del valore che si è svalutato preventivamente e non oltre il valore originario. Le rivalutazioni economiche sono in deroga alle disposizioni civilistiche, possono essere fatte solo in casi eccezionali e hanno riflessi sul bilancio. Le rivalutazioni monetarie vogliono limitare l’effetto dell’inflazione sul bilancio, è permessa solo con apposite leggi, prevedono il pagamento di un’imposta sostitutiva, solo per terreni edificabili e partecipazioni con possibilità di rivalutazione solo civilistiche. Tale maggior valore non va in CE ma in una riserva. Se, in casi eccezionali, l’applicazione di una disposizione è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta, la disposizione non deve essere applicata. La nota integrativa deve motivare la deroga e deve indicarne l’influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico. Gli eventuali utili derivanti dalla deroga devono essere iscritti in una riserva non distribuibile se non in misura corrispondente al valore recuperato. Immobilizzazioni in Bilancio : Per le immobilizzazioni immateriali valgono tutte le regole osservate per quelle materiale. I costi di ricerca e sviluppo, di impianto, ampliamento e di pubblicità vengono iscritti con il consenso del collegio sindacale; l’ammortamento al massimo dura 5 anni e gli utili non sono distribuibili fino al termine dell’ammortamento eccetto per riserve disponibili. Tali costi sono oneri pluriennali e sono facoltà degli amministratori iscriverli. L’avviamento è un’immobilizzazione immateriale e va iscritto con il consenso del collegio sindacale e va ammortizzato entro 5 anni salvo deroga eventuale motivata in nota
si sospende tramite costituzione riserva). Le immobilizzazioni materiali, immateriali e quelle finanziarie costituite da partecipazione, rilevate al costo in valuta devono essere iscritte al tasso di cambio al momento del loro acquisto o a quello inferiore alla data di chiusura dell’esercizio se la riduzione debba giudicarsi durevole. Per convertire le poste bisogna inviare a conto economico le differenze da conversione evitando la distribuzione di eventuali utili su cambi (nel rispetto del criterio della realizzazione). Si attua quindi la prevalenza della prudenza valutativa. Le immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie (escluse partecipazioni valutate a equity) sono valutate al costo: l’utile su cambi non ha nessuna contabilizzazione nemmeno nella nota integrativa; la perdita su cambi va analizzato se sia durevole (persistente, significativa) o che non lascia presagire inversioni di tendenza e va in ogni caso inviata in bilancio a conto economico alla voce utili/perdite su cambi. Se ho più operazioni in cambi si fa la differenza delle differenze e si iscrive in conto economico. Si inviano entrambe le differenze nella voce utili/perdite su cambi del CE (saldo e include anche differenze in cambi di esercizio ed eventuali perdite durevoli cambi di immobilizzazioni) allo scopo di evitare di distribuire tale evantuale utile. Se il saldo della differenza di conversione è negativo non va effettuato nessun accantonamento. Se il saldo è positivo e se l’esercizio chiude in perdita non si stanzia alcuna riserva specifica, se chiude in utile minore della differenza positiva bisogna accantonare a riserva specifica l’utile totale e se l’esercizio chiude con utile superiore della differenza positiva si accantona a riserva specifica solo l’importo della differenza confluente nello SP passivo. L’anno successivo potremmo già avere una riserva e vanno confrontati i risultati n+1 con la riserva precedente, se essa è insufficiente va integrata, se è uguale non si fa nulla, se è eccessiva va ridotta girandola a riserva disponibile. Il conto Differenze su Cambi accoglie sia quelle effettive che potenziali. Alla fine dell’esercizio n+1 si convertono nuovamente al cambio di fine anno x+1 le poste in valuta (diverse dalle immobilizzazioni specificate dalla norma) iscritte in contabilità. Si parte dal cambio di fine anno x se già esistenti a quella data o dal cambio della data di effettuazione dell’operazione se sorte durante x+1.
Forme di finanziamento: I finanziamenti a breve termine si distinguono in apertura di credito in c/c (serve per coprire fabbisogni improvvisi e non prevedibili per il cliente, può andare in fido ossia sotto scoperto, se si è sempre in scoperto la banca può togliere il fido, quando si torna in positivo si è estinto il finanziamento e la banca può revocarlo in ogni momento, questi sono i caratteri che evidenziano il medio termine. ), sconto di cambiali passive finanziarie (il cliente dà un credito alla banca in cambio di uno sconto inferiore al valore del credito, se riesce a recuperare tutto il credito il residuo si salda alla fine, in pratica la banca emette un titolo verso il cliente in cambio dello sconto e in caso di non rimborso può agire in giudizio) e smobilizzo di crediti commerciali (sconto cambiario commerciale ove la banca ha una cambiale credito ceduta da un cliente in cambio di soldi liquidi minorati , anticipi salvo buon fine su effetti e ricevute in portafoglio, anticipi su fatture, factoring) e anticipazioni bancarie garantite. I finanziamenti a medio lungo termine si differenziano in mutui passivi e prestiti obbligazionari.
Apertura di credito in c/c : Vi è un massimo affidamento (fido) con scadenza spesso rinnovata. Vi è la massima flessibilità di uso con alternanza di salti. Gli interessi sono liquidati in via posticipata trimestralmente. Mutuo : La fase del mutuo si apre con la richiesta di mutuo verso la banca. Ciò comporta una serie di costi per l’azienda. Dopo di che si arriva alla sottoscrizione del contratto che porta il sorgere di un debito verso la banca e disponibilità liquide. Con una certa periodicità si dovrà rimborsare tramite quota capitale (riduzione del debito) e quota interessi (costo sul debito residuo). La quota capitale può essere costante, fissa, crescente o decrescente. Gli oneri di contrazione del mutuo non sono imponibili IVA. I costi quindi interessi e oneri devono essere spalmati sulla durata del mutuo quindi si hanno dei risconti pluriennali (va riscontata la parte di competenza e rinviata agli anni successivi il resto, poi dal resto si risconta di nuovo la parte di competenza e si rinvia e così via). Bisogna verificare la coerenza di tempi tra tasso e cadenza interessi. Obbligazioni : E’ uno strumento di raccolta fondi utilizzato specialmente da SPA (specie quotate). Sono strumenti a lungo termine. Vi sono due problemi legati al profilo fiscale e al disaggio di emissione. Le obbligazioni non fanno parte del capitale e possono essere emesse sotto la pari ossia il valore nominale è maggiore del prezzo d’acquisto dell’obbligazione e alla scadenza si rimborsa il valore nominale la cui differenza costituisce il disaggio di emissione che gli viene erogato oltre gli interessi e costituisce un incentivo per acquistare obbligazioni. L’obbligazione ha un tasso nominale di godimento (interessi) inferiore al tasso effettivo di rendimento (dato da interesse e disaggio). Per l’azienda emittente il disaggio è un onere che si rileva tutto al momento dell’emissione ma va considerato per l’intera durata del prestito.
Conferimento Iniziale: Le imprese individuali e le società di persone non hanno nessuna formalità. Le società di capitali hanno un limite minimo di capitale sociale e regole più rigide per i conferimenti. I conferimenti in denaro prevedono che il 25% sia versato prima della costituzione su c/c vincolato, le altre quote possono essere richiamate successivamente dagli amministratori. I conferimenti in natura prevedono il conferimento immediato e la valutazione soggetta a perizia entro sei mesi. I conferimenti costituiscono il capitale sociale e se le perdite lo erodono per più di 1/3 esso va ridotto. Si mira a garantire l’integrità del capitale. È necessario che vi sia una effettiva consistenza di capitale. Se l’atto costitutivo non prevede altrimenti, il conferimento va effettuato in denaro al fine di tutelare i terzi. Lo stato patrimoniale presenta come prima voce dell’attivo i crediti verso soci. Nel passivo la prima voce è il patrimonio netto. I terzi si possono rifare sul patrimonio al netto dei crediti verso soci (capitale sociale). Le prime voci sono le più importanti per i creditori. Quando si ha la voce azionisti c/sottoscrizione non si ha una tempistica di recupero mentre se si richiamano si dà una tempistica breve al credito. Il capitale sociale è una variazione economica perché è il fondo iniziale ed è correlato al risultato di esercizio che fa generare un patrimonio superiore