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Appunti integrati con libro di cost accounting e key account management
Tipologia: Appunti
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L’azienda B2B deve avere un forte orientamento al mercato in quanto suo vero patrimonio sono i clienti soddisfatti e fedeli nel tempo. Tramite un servizio di qualità posso generare customer satisfaction, la quale funge da prerequisito fondamentale per la customer retention → obiettivo fare sì che l’acquisto reiterato sia meglio che il cambio di fornitore. Con il termine Key Account Management intendiamo l’insieme degli strumenti di marketing e vendita per la gestione personalizzata del rapporto di fornitura con i grandi clienti. Si basa sulla convinzione che sia opportuno offrire un trattamento speciale ad alcuni clienti, tramite uno sforzo organizzativo che richiede di:
L’obiettivo finale della vendita è concludere la stessa, mentre nel KAM si vuole diventare fornitori preferiti per far sì che sia il cliente stesso a tornare. L’obiettivo del venditore è quindi quello di gestire una relazione, piuttosto che chiudere una singola vendita. Nella vendita classica si ha una relazione breve e intermittente, mentre nel KAM essa è lunga e intensa; il cliente deve conoscere molto bene il suo KAM. Le competenze dei venditori, infine, dipendono dalla capacità di chiudere l’ordine nella vendita classica, mentre nel KAM coincidono con la capacità di creare fiducia e fornire alti livelli di servizio. KAM è quindi aiutare il cliente nella sua strategia e in quanti più aspetti possibili della sua attività → obiettivo fargli scegliere quasi sempre me al momento dell’acquisto. Se non si è nella testa del cliente fin dal momento in cui essi sviluppano un bisogno si è tagliati fuori. Vantaggi del KAM:
La figura del KAM nasce per un B2B tra grandi organizzazioni. Egli ha diverse funzioni:
All’interno di un processo di comunicazione, si definisce entropia comunicativa quella differenza che c’è tra ciò che l’emittente vuole dire e ciò che il ricevente riesce a recepire. es. voglio dire 100 ma riesco a dire solo 80, il ricevente sente 50, capisce 30 ma addirittura ricorda solo 15. È evidente che risulta fondamentale comunicare in modo che ciò che si dice penetri nella memoria di lungo periodo. Come si fa? Comunicare ≠ trasmettere → con il secondo termine si intende un semplice passaggio di informazioni. Per comunicare, invece, serve condivisione, interazione, trovare qualcosa in comune. Conoscere la comunicazione è fondamentale in quanto come esseri umani comunichiamo di continuo; l’obiettivo è quindi comunicare in modo consapevole, aumentando l’efficacia e riuscendo a leggere la comunicazione involontaria dei nostri interlocutori. Inoltre, conoscere la comunicazione significa saperla progettare per fare in modo che rimangano le cose che a noi interessano. La comunicazione si suddivide in digitale (il contenuto, che cosa dico) e analogica (la relazione, come lo dico). È necessaria innanzitutto una completa preparazione dal punto di vista del contenuto → solo successivamente si può lavorare alla parte relazionale. Comunicare è un’azione complessa e l’abuso delle nuove tecnologie o di gerghi e tecnicismi può influenzare e disturbare la codifica e la ricezione del messaggio; bisogna infatti essere impattanti su chi ci ascolta in poco tempo:
L’ascolto è una fondamentale forma di rispetto: è importante che sia consapevole, reale e che miri al senso centrale. Esso deve essere anche applicato al non-verbale e rappresentato fisicamente; esiste inoltre una particolare forma d’ascolto che mira ai “segnali deboli”. L’ascolto è quindi fondamentale se si vuole continuare a servire soluzioni piuttosto che prodotti. Altrettanto importante è l’empatia: si tratta di stabilire il “rapport”, cioè entrare in sintonia con l’interlocutore assumendo il suo punto di vista e interpretando positivamente i messaggi trasmessi senza lasciarsi risucchiare in situazioni personali. Possiamo quindi definire l’approccio persuasivo come qualcosa che si ottiene tenendo conto del punto di vista dell’altra persona e permettendo all’interlocutore di partecipare attivamente alla proposta di vendita, coinvolgendolo e facendolo sentire importante. L’argomentazione di vendita deve trarre ispirazione dalla regola delle 3A → argomentazione (i desideri del cliente, ciò che può influenzarlo positivamente), assicurazione (promessa che il prodotto soddisfa i desideri) e azione (conseguenza logica delle precedenti). Come prepararsi? Occorre predisporre la scheda cliente → inserendo tutte le informazioni utili ai fini della vendita (“entrata” del cliente e strategia ad hoc). Uno strumento utile può essere il vendogramma: schema a colonne → quelle verticali rappresentano l’entrata dei clienti, i loro bisogni e motivazioni. Quelle orizzontali sono l’entrata dei fornitori, cioè l’offerta, l’assicurazione. L’intersezione tra le due sono le zone d’azione, il vantaggio che il cliente trae dalla proposta. In base agli incroci si ottengono quattro stili di comportamento:
I valori sono solidità, persone, internazionalità e innovazione. Offrono formazione professionale per avere tecnici sempre più specializzati relativamente alle macchine utilizzate. La gamma di prodotti è molto ampia e si rivolge dal piccolo artigiano fino alle macchine industriale; offrono una serie di servizi come installazione, training, manutenzione e digital. Key account significa clienti più importanti, il 20% dei clienti che genera l’80% delle revenues; si tratta di clienti sia esistenti che prospects. SCM ha definito KA quei clienti finali che hanno elevato potere d’acquisto e rappresentano un business potenziale in termine di macchine e impianti, ricambi e service. I clienti sono stati filtrati per:
Azienda famigliare ormai divenuta internazionale → 500 milioni di fatturato Marchesini lavora nel mondo farmaceutico per il 90%, 8% nel mondo cosmetico e una restante parte in food, tabacco e altro. I clienti principali sono le case farmaceutiche (pfizer, gsk, j&j ecc.), coloro che producono per conto delle stesse case farmaceutiche e clienti generici come unilever, mondelez e p&g. Organizzazione commerciale:
supplier, regolamenta i rapporti tra le parti (aspetti commerciali e giuridici), permette forniture di impianti standardizzati e ripetitive. Gli account non son per forza internazionali, ma si tratta di clienti “chiave”; essi sono diversi mercato per mercato. Sono naturalmente presenti anche account costituiti da multinazionali globali. Come si identificano i KA? Serve una strategia precisa che parta dalla direzione generale → si individuano organizzazioni solide con prospettive di crescita e sviluppo nel medio lungo termine; esse devono naturalmente avere necessità compatibili con l’offerta e devono essere in grado di accompagnare Marchesini nelle innovazioni tecnologiche. Infine, non per importanza, devono garantire un certo volume di vendita ma soprattutto redditività. I KA vengono divisi in: KA attivi → seguiti in maniera mirata → rapporti continuativi e contratti di fornitura, KA target → collaborazioni → rapporti non ancora consolidati, l’azienda vorrebbe mantenere i rapporti e KA work in progress → importanti dal punto di vista globale, ma marginali per Marchesini → tenuti in osservazione per capire se essere promossi a target. Il KAM deve: avere un’ottima conoscenza dell’azienda, sapersi relazionare con tutti i reparti aziendali, condividere e sviluppare strategia con le organizzazioni aziendali, essere riconosciuto come “consulente” dell’Account, conoscere le persone chiave dell’Account, perseguire una visione e gestione a medio-lungo, essere sponsor dell’Account all’interno dell’azienda
Software house di Bologna. Hanno diverse partnership con aziende e università; hanno ricevuto diversi premi e certificazioni GCloud. Si occupano di data management, machine learning, cloud transformation, app modernization, work transformation. Più di 500 clienti, alcuni dei quali sono seguiti da KAM → si tratta di grossi gruppi di cui bisogna capire bene i bisogni e gestirli per arrivare a concludere la vendita. Entrare in relazione e porsi come utile per il suo lavoro. KAM in genere non è prima esperienza lavorativa, serve esperienza, se con chi parlo non mi reputa all’altezza lo perdo per sempre. È infatti uno di quelli che porta più valore all’azienda, quindi anche uno dei più pagati, esclusi i dirigenti. Max 5 clienti per ogni KAM.
Analizzando a livello economico l’ultimo grafico visto nel primo parziale, osserviamo che fino a un certo livello di sinergia il risultato economico è negativo e che il grosso dello sviluppo avviene tra la seconda e la terza fase. È quindi importante avere un sistema informativo funzionante → dati hard e soft, generali e specifici. Si può quindi impostare un processo di pianificazione:
riducendo quelli in cui si è deboli, attraverso un processo di superamento, ridefinizione, scambio e creazione delle alternative.
Un canale distributivo è il modo in cui il prodotto passa dall’azienda produttrice all’utilizzatore finale; esso può dividersi in tante sotto unità. Canale (Ipersuper) → supercentrali (Coop) → Centrali (Coop Italia) → gruppo (Coop Alleanza) → Insegna (Ipercoop). Modello del comportamento d’acquisto (modello delle 4 O) → serve crm e scheda cliente
Promozione → è fondamentale e viene svolta tramite svariate tecniche promozionali, che dipendono dalle richieste del grande commercio e del consumatore-utilizzatore. In particolare, nei settori dove c’è buona marginalità si spinge molto sulla promozione. Prima della promozione le vendite calano leggermente perché i consumatori preferiscono aspettare l’inizio della promozione stessa. Con l’inizio della promo le vendite schizzano per poi scendere gradualmente. Finito il volantino si torna in basso, addirittura sotto al livello originale per via dei consumatori occasionali e dell’effetto scorta; ci vorrà tempo per tornare ai livelli pre-promozione. È importante ricordare che la promozione genera vendite, ma NON un aumento di domanda. Inoltre, bisogna fare attenzione a non abituare troppo alla promozione altrimenti si rischia di non vendere quando non la si fa. Altri plus →
Periodo covid → grande crescita per loro Integrazione verticale es. produrre tavoli partendo dal creare una foresta, poi ricavando il legno fino ad arrivare al prodotto finale. Conviene? Dipende. Spesso in Italia le aziende terzializzano il più possibile. Comprendere → pianificare → eseguire e successivamente pianificare nuovamente per avere una comprensione migliore e ricominciare il ciclo. Meglio un approccio a spirale, posso fermarmi in qualunque punto e ho una figura completa, non è un approccio chiuso, ma continuo. L’imprenditore conosceva tutti i suoi clienti, ed era l’unico a decidere, così come chi acquistava. Oggi la complessità e le competenze specifiche sono aumentate e si arriva a decidere anche in sette persone. Verticali: clienti che hanno criteri di omogeneità, che comprano cose simili (es. studenti, operatori di telefonia) Cliente è al centro, subito intorno c’è il relationship manager e poi la sales execution, la technical expertise e infine il salesforce empowerment (marketing). I clienti vengono divisi in base alla loro importanza prima globale, poi geografia e infine nazionale e territoriale. Differenza tra venditore hunter (risultato immediato) e farmer (crescere il business e il risultato nel medio lungo senza scordare il breve)
Key Account deve avere leadership commerciale autorità e autorevolezza, anche se responsabilità attitudini e skills variano moltissimo a seconda dei clienti gestiti. Mettere a fuoco le esigenze nascoste.
Percorso di crescita gigantesco partito da Alba come negozietto; oggi è globale, e ha fatto acquisizioni anche se solo di recente. Giovanni Ferrero non è più CEO, ma solo Chairman → utilizza uno Strategic Staff Terzo gruppo nel mondo cioccolata nel mondo dopo Mars e Mondelez Valori chiave: loyalty & trust, rispetto, responsabilità, integrazione e moderazione, passione per la qualità, la ricerca e l’innovazione, spirito imprenditoriale, “work create donate”. Diversi progetti nel sociale (fondazione Ferrero, fabbriche sociali in tutto il mondo, progetto Kinder Joy of Moving) Strong USP (unique selling proposition): focus on product (freschezza e qualità), unicity (es. kinder sorpresa), innovation (tanta r&d e customer research) sono i concetti chiave. Posizionamento Kinder: piccoli momenti in famiglia tra adulto e bambino, si trovano in mezzo alla relazione pur non essendo l’elemento fondante Kinder sopresa si basa appunto sulla sorpresa, poi sul giocattolo e infine sul cioccolato ed è proprio l’emozione che dà valore aggiunto. Nutella (1964): prodotto fondamentale con pochi spin-off, primo brand di creme dolci spalmabili globale, anche se + di 60% delle vendite rimane in Europa Ferrero Premium Chocolate: Rocher, Poket Coffee, Giotto, Mon Cherie, primi pralinati al mondo. È un business molto stagionale, grande picco a Natale e nelle festività non estive. Tic Tac: oggi fa un po’ fatica perché fatto di zucchero e venduto nella plastica, è comunque il prodotto Ferrero più esportato. Ferrero nel processo industriale non esternalizza quasi nulla e molti dei macchinari sono sviluppati da ingegneri Ferrero → hanno tanti brevetti. Questo fa si che il processo sia molto ottimizzato: costi bassi e margini alti. D’altra parte, non è facile l’industrializzazione perché bisogna portare le linee produttive nei vari paesi. Trade Marketing: c’è una funzione centrale che vuole definire strategie globali per quanto riguarda i rapporti con il trade. Concetto base Triple-Win approach: devono essere contenti Ferrero, il consumatore, ma anche il retailer. 5 pilastri sul perché sono importanti per i trade: top brand and innovation, alti investimenti in media (più del doppio del competitor), qualità (oltre che prodotti per tante occasioni di consumo diverse e per tante fasce d’età), valore per i clienti (ne vendono tanti e quindi possono garantire ai retailer un certo numero di vendite). Packaging: perché si fa? 3C → Care, cioè garantire che il prodotto sia sicuro sotto tutti i punti di vista, Carry, cioè il trasporto dalla fabbrica al magazzino fino al punto vendita, Communicate, perché viene fatta pubblicità anche sul packaging. > 1 billion di spesa in packaging, 4000 progetti l’anno con 146 specialists. Collegato vi è il discorso della sostenibilità: commitment 100% packaging riciclabile entro il 2025 → riutilizzabile, cioè utilizzato di nuovo per la stessa funzione originaria, riciclabile, cioè fare in modo che ciò che viene buttato abbia una buona vita, compostabile, cioè degradabile dalla natura in modo naturale senza lasciare rifiuti tossici. All’interno del discorso design di
Applicazione: i reparti frutta & verdura sono uno dei più importanti per un supermercato dieta mediterranea, attenzione al cibo sano e bio. 59% dei consumatori sceglie il supermercato in base al reparto F&V. Inoltre, è uno dei reparti che garantisce un’alta marginalità. Senza farci più caso, la frutta e la verdura vengono acquistate utilizzando guanti e sacchetti di plastica; HL Display vende prodotti d’arredo che aiutano l’esposizione di F&V sfusa in maniera più accattivante per fare in modo che aumenti l’acquisto da parte del consumatore. Applicazione 2: la vendita “zero waste” → si tratta della vendita sfusa della maggior parte degli articoli possibili per evitare il confezionamento primario, ma solo quello utile alla parte di prodotto che viene acquistata. Problemi → percezione di bassa qualità, margini ridotti, difficile comunicare il brand, difficile trovare lotto e scadenza. Oggi, tuttavia, questo trend sta ritornando soprattutto in tema sostenibilità (soprattutto in Francia). HL Display aiuta i retailer a sviluppare aree attrezzate e predisposte all’educazione del consumatore per la vendita sfusa.
Pizzoli è azienda tipica perché non si espande con acquisizioni per creare un gruppo, ma rimane concentrata sulle vendite di ogni tipo di patate. Rimane un’azienda padronale, anche se fortemente managerializzata. Fatturato circa 130 milioni di cui più del 50% è rappresentato dal segmento grocery delle patate surgelate. Pizzoli lavora con tutte le realtà del retail nazionali (coop, conad, esselunga, carrefour, lidl, eurospin ecc.) e con i principali grossisti nel segmento HoReCa e catering. Evoluzione del trade: dettaglio tradizionale (negozi di quartiere) → supermercati (per primo esselunga) → ipermercati → hard discounts → specialisti → e-commerce e soft discount. In Italia ci sono tantissime realtà distributive, molte più che all’estero. Inoltre, oggi i discount hanno assunto un peso quasi paritario ai retailer tradizionali. Pizzoli vanta una distribuzione ponderata pari a 98%. Contesto relazione industria-gdo: un primo grande cambiamento avviene nel 2008 quando la crisi obbliga le persone a rivalutare il loro comportamento d’acquisto. Oggi siamo in una situazione simile, dove c’è un cambiamento di driver di consumo e di criteri d’acquisto → crisi dei consumi. (es aumento quota private label rispetto a prodotto premium). C’è inoltre pressione sui prezzi; essa impone una crescente necessità di efficienza. Da una parte l’industria vuole una crescita sostenibile (P&L), sviluppare una quota di mercato e saper innovare. Dall’altra i retailer vogliono incrementare il traffico di consumatori e garantire volumi di vendita più alti, migliorando l’efficienza operative e riducendo i costi e le spese per potersi permettere prezzi più bassi. È importante avere un approccio di categoria, devo pensare al mio prodotto come qualcosa che servirà al retailer, che sarà un qualcosa di nuovo e che lo aiuti a fare più soldi. Per fare ciò, gli elementi fondamentali sono planogramma, listino, contratti e piano marketing. Gli obiettivi dell’azienda e del gdo si incrociano in un obiettivo comune che è la soddisfazione del consumatore. Il processo negoziale: si parte conoscendo te stesso (personal skills & company strategy) e poi il tuo prodotto (e la sua posizione nel mercato). Successivamente bisogna conoscere il potenziale partner: visione strategia, management, mercato. Spesso si vive di compromessi ma la negoziazione non può essere questo: la negoziazione vincente è win win per entrambi, un compromesso renderebbe entrambi mezzi contenti. Se non si trova uno spazio sovrapposto la negoziazione non si può fare, è inutile cercare un punto di incontro.
L’industria gestisce la relazione con la gdo tramite un approccio di Account management. Devo conoscere bene quali sono le regole, le abitudini, le caratteristiche di ogni cliente (gestione della relazione). Devo conoscere anche quali sono i clienti potenziali attraverso un’accurata analisi di mercato, in ottica di ampliamento portafoglio clienti. Un account manager deve essere bravo a comunicare, a spiegare i suoi bisogni, a chiedere le cose giuste. Serve ascolto e proattività, un forte orientamento alla marginalità e un grande approfondimento sul proprio prodotto/servizio. Dopo tanti livelli negoziali in diversi momenti di tempo, può esserci difficoltà nel capire in modo chiaro le condizioni finali di cessione Strategic planning: analisi swot e definizione degli obiettivi annuali → Action plan: piano listing e promozionale, negoziando in maniera aperta → Monitor & Review: aggiornamento mensile per prodotto → Shared with customer.
Maiora nasce nel 2012 grazie all’integrazione di Cannillo e Ipa Sud. Il 2021 è il primo anno in cui gli viene conferito il riconoscimento di insegna dell’anno, tramite la strategia di comunicazione sono riusciti ad ottenere diversi risultati: il presidente è su Forbes come uomo influente. La centralizzazione delle pescherie è importante perché avviano la loro gamma di servizi, prima gestita da terzi, ma soprattutto tutto quello che hanno fatto lo hanno comunicato. Nel 2022 per la seconda volta ricevono l’insegna dell’anno. Nel 2022 continua il programma di espansione ma vanno anche a consolidare la rete storica, progetti di restyling dei punti vendita a dettaglio ma anche di. Despar Italia, consorzio di sei aziende che gestiscono il brand, ognuno ha le proprie regioni di riferimento. Alcune regioni ancora non sono presiedute, ma l’ambizione è quella di raggiungere tutta Italia. La rete Maiora copre sette regioni. Producono un volantino diverso non solo per insegna ma anche per regione, quindi personalizzato perché il rapporto con i fornitori e quindi con il territorio è molto importante, all’interno di ogni volantino c’è una offerta molto regionale che va ad impattare sullo scontrino. Despar è pensato per una spesa quotidiana, come negozio di paese, Eurospar è pensato come spesa settimanale, Interspar massimo (1300 mq) con proposta allargata e presenza di no food (risposte in base ai trend in crescita di mercato). I criteri di valutazione: prezzo, informazione, servizio, competenza. Le parole che utilizzano per presentarsi: i loghi Despar e Maiora rappresentano un abete, vogliono associarsi a questa immagine di un albero con radici fitte e profonde, a simboleggiare una storia. Si parla di credibilità, responsabilità, amore e innovazione: cambia lo strumento di comunicazione ma rimangono coerenti, la storia rimane vera. L’infodemia è la diffusione di una quantità eccessiva di informazioni che molto spesso sono inesatte e rendono difficile orientarsi su un determinato argomento. La comunicazione insieme ai suoi strumenti hanno un impatto negativo se non utilizzata in maniera consapevole. Come si governa? Messaggi semplici e coerenti, coinvolgimento di terze parti autorevoli per rafforzare la credibilità dei messaggi, comunicando tempestivamente, riportando dati citando le fonti affidabili.