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appunti data analytics, Appunti di Management Analysis And Systems

appynti delle lezioni del prof fondi

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 13/12/2024

giulia-sironi
giulia-sironi 🇮🇹

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5.3.6- ANALISI DEL CONTENUTO COME INCHIESTA
E’ uno degli approcci più utilizzati per i testi multimediali e per testi molti specifici. Alla content
analysis tradizionale si è affiancata un’analisi del piano formale (format analysis) che studia
prominence
(collocazione, dimensione e inquadramento del testo) e
packaging
(formato, attori,
presentati, fonti citate) della storia.
Le forme più avanzate di ibridazione e incontro tra analisi del contenuto, analisi del discorso e
frame analysis hanno radicalmente mutato la vecchia tecnica lasswelliana, trasformandola però in
un potente strumento per la ricerca sociale e politica.
CAPITOLO 6 – I METODI DIGITALI
Se la tecnologia non ha uno sviluppo predeterminato ma è sempre l’esito di una relazione sociale
tra diversi attori, allora è possibile studiare le società contemporanee attraverso l’analisi delle
configurazioni e degli oggetti che esse sedimentano in rete.
Internet exceptionalism= internet come spazio a sè stante completamente separato dalla realtà
sociale con caratteristiche e processi che non possono essere generalizzati alle società offline.
Questa prospettiva vede come unità di analisi oggetti digitali come i siti web, le pagine dei
risultati dei motori di ricerca, i newsfeeds di Facebook, la ricerca per hashtag di Twitter ecc.
Questo approccio si chiama
digital methods
.
6.1- LA DIGITAL METHODS INITIATIVE
La DMI è un progetto di ricerca avviato da Rogers nel 2007 presso l’università di Amsterdam che
ha prodotto uno specifico approccio metodologico allo studio della rete con 4 principi
fondamentali:
1. Methods of the medium: i digital methods hanno l’obiettivo di analizzare i metodi specifici
con cui i media digitali organizzano l’informazione;
2. Digital objectis: i digital methods prevedono la mappatura degli oggetti disponibili in un
particolare medium
3. Dominant devices: i digital methods si concentrano sugli oggetti più dominanti cioè quelli
più largamente usati in una determinata società;
4. Grounding site (luogo di fondazione).
6.2- DISPOSITIVI, FONTI E SFERE
6.2.1- SPHERICAL E CROSS-SPHERICAL ANALYSIS
Esistono numerosi modi di organizzare le informazioni del web. Obiettivo dei digital methods è
comprendere come questi dispoitivi (siti, social, ecc) funzionino, come danno ordine
all’informazione diventando “sistemi di raccomandazione” e come sia possibile dirottarne le
funzionalità verso finalità di ricerca sociale. I dispositivi demarcano particolari spazi nel web, detti
sfere (spheres), che sono costituiti dall’insieme delle fonti (sources) organizzate dal dispositivo
stesso.
Tra le diverse fonti di una sfera alcune sono centrali, altre periferiche. La distanza di una fonte dal
vertice di una sfera è detta source distance ed è misura della rilevanza della fonte. Su questa
misura si basa l’analisi sferica (
spherical analysis
), un metodo per misurare la source distance per
trarre inferenze dalla distanza riscontrata tra le fonti di una sfera. L’analisi della source distance di
una medesima fonte in diverse sfere o l’analisi delle fonti centrali per una medesima issue in sfere
differenti rappresentano, invece, tecniche per l’analisi cross-sferica (
cross-spherical analysis
).
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5.3.6- ANALISI DEL CONTENUTO COME INCHIESTA

E’ uno degli approcci più utilizzati per i testi multimediali e per testi molti specifici. Alla content analysis tradizionale si è affiancata un’analisi del piano formale (format analysis) che studia prominence (collocazione, dimensione e inquadramento del testo) e packaging (formato, attori, presentati, fonti citate) della storia. Le forme più avanzate di ibridazione e incontro tra analisi del contenuto, analisi del discorso e frame analysis hanno radicalmente mutato la vecchia tecnica lasswelliana, trasformandola però in un potente strumento per la ricerca sociale e politica.

CAPITOLO 6 – I METODI DIGITALI

Se la tecnologia non ha uno sviluppo predeterminato ma è sempre l’esito di una relazione sociale tra diversi attori, allora è possibile studiare le società contemporanee attraverso l’analisi delle configurazioni e degli oggetti che esse sedimentano in rete. Internet exceptionalism= internet come spazio a sè stante completamente separato dalla realtà sociale con caratteristiche e processi che non possono essere generalizzati alle società offline. Questa prospettiva vede come unità di analisi oggetti digitali come i siti web, le pagine dei risultati dei motori di ricerca, i newsfeeds di Facebook, la ricerca per hashtag di Twitter ecc. Questo approccio si chiama digital methods. 6.1- LA DIGITAL METHODS INITIATIVE La DMI è un progetto di ricerca avviato da Rogers nel 2007 presso l’università di Amsterdam che ha prodotto uno specifico approccio metodologico allo studio della rete con 4 principi fondamentali:

  1. Methods of the medium: i digital methods hanno l’obiettivo di analizzare i metodi specifici con cui i media digitali organizzano l’informazione;
  2. Digital objectis: i digital methods prevedono la mappatura degli oggetti disponibili in un particolare medium
  3. Dominant devices: i digital methods si concentrano sugli oggetti più dominanti cioè quelli più largamente usati in una determinata società;
  4. Grounding site (luogo di fondazione). 6.2- DISPOSITIVI, FONTI E SFERE 6.2.1- SPHERICAL E CROSS-SPHERICAL ANALYSIS Esistono numerosi modi di organizzare le informazioni del web. Obiettivo dei digital methods è comprendere come questi dispoitivi (siti, social, ecc) funzionino, come danno ordine all’informazione diventando “sistemi di raccomandazione” e come sia possibile dirottarne le funzionalità verso finalità di ricerca sociale. I dispositivi demarcano particolari spazi nel web, detti sfere (spheres), che sono costituiti dall’insieme delle fonti (sources) organizzate dal dispositivo stesso. Tra le diverse fonti di una sfera alcune sono centrali, altre periferiche. La distanza di una fonte dal vertice di una sfera è detta source distance ed è misura della rilevanza della fonte. Su questa misura si basa l’analisi sferica (spherical analysis), un metodo per misurare la source distance per trarre inferenze dalla distanza riscontrata tra le fonti di una sfera. L’analisi della source distance di una medesima fonte in diverse sfere o l’analisi delle fonti centrali per una medesima issue in sfere differenti rappresentano, invece, tecniche per l’analisi cross-sferica (cross-spherical analysis).

6.2.2- GOOGLE (SEARCH)

Google è il dispositivo dominante per la ricerca dei siti web. Le fonti della Google-sfera sono le risorse (pagine, documenti, video, immagini ecc.) identificate da un indirizzo url che il motore di ricerca ordina in una lista gerarchica per ogni parola chiave (keyword) o frase chiave digitata dall’utente (query). Google utilizza diversi metodi:

  • Crawling= scandaglia la rete alla ricerca di sempre più risorse seguendo i link tra un sito e l’altro;
  • Caching= raccoglie sui propri database una copia delle pagine trovate in rete;
  • (^) Sottopone ad analisi automatiche i contenuti delle pagine per comprendere per quali keyword esse siano pertinenti, e quanto i contenuti presenti siano attendibili e affidabili;
  • Analizza la struttura dei link in uscita e dei link in entrata, al fine di attribuire un punteggio di autorità e qualità alla pagina (Page Rank);
  • Indexing= indicizza le url per ogni keyword;
  • Produce elenchi gerarchici di risultati di ricerca restituendo una serie di SERP per ogni query dell’utente. Altri due metodi hanno trasformato fortemente la Google-sfera:
  • Il primo che ha segnato la svolta localizzatrice si basa sulle tecnologie geo-IP (geo-IP tracking) che consentono di localizzare l’utente e di personalizzare i contenuti proposti sulla base della sua localizzazione;
  • Un secondo metodo si basa sull’analisi del flusso di click dell’utente (click-stream analysis). In base a queste analisi, i risultati di ricerca visualizzati da un utente per una determinata query vengono influenzati dai suoi percorsi di navigazione pregressi. Google traccia molti percorsi di navigazione attraverso i cookies, applicazioni web che raccolgono informazioni sui click-stream degli utenti. Il caso di questi due nuovi metodi ci consente di sottolineare il carattere effimero dei dispositivi dominanti, che cambiano rapidamente, sfidando di continuo il ricercatore in un’incessante mappatura di nuovi dispositivi, nuove tecniche e nuovi oggetti. 6.2.3- ALTRE GOOGLE-SFERE Google non è solo ricerca di pagine web. Oltre alla ricerca generica, specifici strumenti di ricerca sono disponibili per specifici tipi di contenuto: immagini (Google Image), notizie (Google news), video, prodotti commerciali, voli, app, mappe, ecc. Ciascuno d questi motori specifici costituisce un dispositivo che demarca una particolare sfera di risorse web, ordinandole in liste gerarchiche sulla base di un insieme di metodi di trattamento dell’informazione simili a quelli che abbiamo visto in precedenza nel caso di google Search. 6.2.4- WIKIPEDIA E’ l’enciclopedia online che sfrutta il sistema dei wiki (pagine modificabili da più utenti) per produrre conoscenza attraverso un processo di elaborazione collettiva. Gli oggetti digitali più interessanti che troviamo su una wikipage sono gli edits, ovvero gli interventi dei singoli utenti per modificare la pagina. Essi spesso forniscono un resoconto molto dettagliato e preciso delle diverse opinioni su una particolare questione, del modo in cui gli utenti interagiscono, delle

6.3.3- OGGETTI INSTABILI

Così come i dispositivi, anche gli oggetti digitali sono caratterizzati da una forte instabilità: essi cambiano di continuo a seguito di circostanze che il ricercatore non può in alcun modo controllare, vecchi oggetti vengono dismessi e nuovi oggetti emergono dai dispositivi. L’introduzione di un nuovo criterio di indicizzazione da parte di un motore di ricerca, o di un nuovo emoticon per commentare i post sui blog o social può cambiare in maniera repentina gli scenari della ricerca. 6.4- Metodi e strumenti 6.4.1- CRAWLING E SCRAPING Sono alcuni metodi utilizzati dai principali dispositivi del web per organizzare e trattare l’informazione, e come l’approccio dei digital methods riutilizzi tali metodi per indagare gli oggetti digitali. Crawling= attività di scandagliamento del web che procede sistematicamente di link in link. Un web crawler è un software che, a partire da una lista di url iniziale, identifica tutti i link presenti sulle pagine, include le relative url nella lista, visita le nuove pagine, e su ciascuna riprende il ciclo di operazioni collezionando nuovi link. Web scraping (o harvesting)=il suo utilizzo è spesso associato a quello del crawling. Mentre un crawler si occupa di trovare nuove pagine passando di link in link, lo scraper cattura le informazioni contenute nelle pagine e le ordina secondo un modello prestabilito. 6.4.2- ISSUE CRAWLER Su questi emtodi di raccolta ed elaborazione dati si basano numerosi tools sviluppati dalla DMI per facilitare la raccolta e l’analisi delle informazioni presenti nel web. Tra questi c’è l’Issue crawler, un software che, combinando i metodi del crawling, dello scraping e della network analysis, è in grado di identificare e visualizzare i network di siti internet che si creano attorno a un tema pubblico (issue network). Data una lista di url esegue una co-link analysis delle pagine o dei siti web: svolge un primo crawling sulla lista fornita dal ricercatore visitando le pagine della lista iniziale (starting points), ne cattura i link in uscita, e aggiunge alla prima lista quelle nuove url che ricevono un link da almeno due starting points (co-link). L’intero procedimento può essere ripetuto fino a tre volte. 6.4.3- ALLIED TOOLS Alcuni strumenti sono detti alleati di Issue Crawler perchè le loro funzionalità sono sviluppate come complemento di quelle del sofware principale: Harvester, Google Scraper, Issue Geographer, Lippmannian Device, Issue Dramaturg, Actor Profiler e Censorship Explorer.