Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Appunti del corso SFERA PUBBLICA E COMUNICAZIONE, Appunti di Filosofia Politica

appunti discorsivi del corso di Sfera pubblica e comunicazione prof. Valerio Fabrizi.

Tipologia: Appunti

2024/2025

In vendita dal 07/04/2025

alessia-croce-4
alessia-croce-4 🇮🇹

2 documenti

1 / 50

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
SFERA PUBBLICA E COMUNICAZIONE
24/02/2025
C’è una differenza sostanziale tra comunicare e deliberare.
Comunicare significa dare informazioni, non aspettandosi alcun tipo di dibattito. È
una trasmissione di informazioni da un mittente ad un destinatario attraverso un
certo tipo di linguaggio.
Il termine DELIBERAZIONE è un termine filosofico-politico, poiché deliberare significa
dibattere tra perone libere ed eguali in un contesto di discussione democratica. La
deliberazione non è una mera comunicazione e trasferimento di fatti, ma deliberando
diventa un processo di decisione collettiva.
DEMOCRAZIA DELIBERATIVA: è una delle tante accezioni o derivazioni della teoria
democratica moderna e contemporanea. La teoria deliberativa della democrazia, a
differenza di altre teorie democratiche, si fonda su una specifica ragion d’essere, il
fatto che secondo i teorici deliberativi, la democraticità del processo politico e della
decisione legislativa si fonda sul principio del discorso. QUALSIASI DECISIONE
POLITICA È LEGITTIMA SE È PRESA ALLA FINE DI UN PROCESSO DELIBERATIVO.
I teorici della democrazia deliberativa sono liberali e normativi, quest’ultima è sorella
della democrazia liberale.
La deliberazione è un processo collettivo, ma avviene tra individui. Come raccomanda
il liberalismo politico contemporaneo i diritti dell’individuo contribuiscono ai diritti
della collettività; quindi, la deliberazione si può avere solo tra individui liberi ed eguali
con gli stessi diritti.
Nelle società contemporanee, come afferma Rawls, società complesse, caratterizzate
dal pluralismo ragionevole impone il riconoscimento di idee diverse.
La nostra società oggi è una società della comunicazione, noi comunichiamo in ogni
istante in vari ambiti della nostra vita. Questo implica che la nostra società
democratica è una società della comunicazione, e lo è sempre stato fin dai tempi di
Platone. I social, ad esempio sono un mezzo di comunicazione politica.
Habermas, ha pubblicato un piccolo volume “IL NUOVO MUTAMENTO DELLA SFERA
PUBBLICA E POLITICA DELIBERATIVA”. La sfera pubblica, ovvero lo spazio di
deliberazione pubblico collettivo, quella che Rawls chiama Ragione pubblica, non è
sempre uguale a sé stessa, ma cambia in base al mezzo con cui comunichiamo.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32

Anteprima parziale del testo

Scarica Appunti del corso SFERA PUBBLICA E COMUNICAZIONE e più Appunti in PDF di Filosofia Politica solo su Docsity!

SFERA PUBBLICA E COMUNICAZIONE

C’è una differenza sostanziale tra comunicare e deliberare. Comunicare significa dare informazioni, non aspettandosi alcun tipo di dibattito. È una trasmissione di informazioni da un mittente ad un destinatario attraverso un certo tipo di linguaggio. Il termine DELIBERAZIONE è un termine filosofico-politico, poiché deliberare significa dibattere tra perone libere ed eguali in un contesto di discussione democratica. La deliberazione non è una mera comunicazione e trasferimento di fatti, ma deliberando diventa un processo di decisione collettiva. DEMOCRAZIA DELIBERATIVA : è una delle tante accezioni o derivazioni della teoria democratica moderna e contemporanea. La teoria deliberativa della democrazia, a differenza di altre teorie democratiche, si fonda su una specifica ragion d’essere, il fatto che secondo i teorici deliberativi, la democraticità del processo politico e della decisione legislativa si fonda sul principio del discorso. QUALSIASI DECISIONE POLITICA È LEGITTIMA SE È PRESA ALLA FINE DI UN PROCESSO DELIBERATIVO. I teorici della democrazia deliberativa sono liberali e normativi, quest’ultima è sorella della democrazia liberale. La deliberazione è un processo collettivo, ma avviene tra individui. Come raccomanda il liberalismo politico contemporaneo i diritti dell’individuo contribuiscono ai diritti della collettività; quindi, la deliberazione si può avere solo tra individui liberi ed eguali con gli stessi diritti. Nelle società contemporanee, come afferma Rawls , società complesse, caratterizzate dal pluralismo ragionevole impone il riconoscimento di idee diverse. La nostra società oggi è una società della comunicazione, noi comunichiamo in ogni istante in vari ambiti della nostra vita. Questo implica che la nostra società democratica è una società della comunicazione, e lo è sempre stato fin dai tempi di Platone. I social, ad esempio sono un mezzo di comunicazione politica. Habermas , ha pubblicato un piccolo volume “ IL NUOVO MUTAMENTO DELLA SFERA PUBBLICA E POLITICA DELIBERATIVA ”. La sfera pubblica, ovvero lo spazio di deliberazione pubblico collettivo, quella che Rawls chiama Ragione pubblica, non è sempre uguale a sé stessa, ma cambia in base al mezzo con cui comunichiamo.

Lippmann è uno dei prima a parlare di opinione pubblica, ovvero il pubblico che riceve informazioni dai media, le fa proprie e le rielabora nella sfera pubblica. La sfera pubblica è lo spazio, l’opinione pubblica è il contenuto, quell’entità che da senso alla sfera pubblica. L’opinione pubblica così come la sfera pubblica evolve in base al mezzo. La svolta si è avuta negli anni ’90 – primi 2000, fino all’avvento di computer, cellulari ed internet, la comunicazione era diversa. La comunicazione politica avveniva ancora secondo mezzi tradizionali e l’opinione pubblica si formava attraverso i mezzi tradizionali, mentre ora quest’ultima si forma e si trasforma attraverso altri mezzi di comunicazione, e questo influenza anche il modo in cui la democrazia parlamentare si trasforma. Oggi la democrazia è di per sé stessa deliberativa. Rousseau è il primo a parlare di deliberazione pubblica, la volontà generale di Rousseau è una forma di deliberazione pubblica a senso unico che non ammetteva disaccordo, poiché quest’ultima è assoluta, incorruttibile e non puoi opporti ad essa. Ma la volontà generale di Rousseau è una volontà deliberativa, decisionale. Rousseau è il primo a pensare che l’opinione pubblica ha un potere di decidere su sé stessa e sulla propria vita, prima di lui nessuno avrebbe pensato al collettivo superiore all’individuo. ~La Democrazia contemporanea è una democrazia di per sé deliberativa , che comunica. Se fossimo privati del nostro diritto di informarci ed essere informati, avremmo una percezione immediata di minore democrazia. Ciò che distingue una democrazia compiuta da una pseudo democrazia è il sistema dell’informazione, non basta il consenso dei governati, ma serve il dissenso dei governati. LA DEMORAZIA COMPIUTA È TALE SE MI CONCEDE IL DIRITTO DI DISSENTIRE PUBBLICAMENTE E LIBERAMENTE. La Democrazia deve garantire il diritto al dissenso. La democrazia contemporanea non può più fondarsi solo sulle procedure, non basta poter eleggere un leader per poter definire quel sistema politico democratico. La democrazia per essere tale deve essere fondata sul principio di consenso e dissenso, quello che Rawls chiama disaccordo ragionevole ; il fatto che in un contesto plurale la diversità delle idee ci porta ad un confronto tra pari, ed il prodotto di quella decisione finale è una decisione legittima, poiché figlia di una deliberazione democratica. La democrazia deliberativa è relativamente giovane, il punto zero della nascita, la sistematizzazione ed il nome ufficiale è del 1982. Sua madre è la democrazia partecipativa, un modello teorico democratico, l’idea che le decisioni politiche

questione di giustizia ovunque, poiché non distingue ragionevole e razionale. Una delle critiche che muoverà a Rawls sarà proprio questa distinzione tra ragionevole e razionale, la ragione pubblica di Rawls è la ragione degli esseri ragionevoli. Habermas dirà che noi siamo banalmente razionali, decidiamo secondo un principio razionale, per cui è giusto ciò che per noi è buono, perché Habermas si definisce un Kantiano, ha un’impostazione puramente Kantiana della razionalità, ciò che è razionale è giusto e non può essere ostacolato. Rawls attraversa due fasi : in teoria della giustizia ha un’idea embrionale di democrazia deliberativa, perché la posizione originaria di Rawls è uno strumento deliberativo, con cui gli individui prendono decisioni collettive da un punto di vista di eguaglianza sostanziale. Quando devo decidere dei principi di giustizia, non lo faccio imponendo una visione razionale delle cose, ma lo faccio concependomi uguale a qualunque altro. In liberalismo politico dirà che non possiamo essere razionali, ma ragionevoli, cioè decidere non perché ci. Conviene, ma perché è giusto, perché i principi di giustizia non sono principi di utilità personale, ma di giustizia collettiva. Habermas dirà che è una posizione metafisica che non ha nessun senso logico. Dira che quando decido un principio di giustizia, non posso decidere che quel principio di giustizia è giusto di per sé, ma decido che è giusto perché per me è giusto. Ma se per gli altri è sbagliato, se ne deve discutere, deliberare e proceduralmente stabilire quale principio di giustizia è razionalmente più adatto. La democrazia deliberativa si può riassumere in 5 punti chiave che definiscono un’idea deliberativa della democrazia: HABERMAS dice ciò

  1. Il momento deliberativo, la discussione pubblica tra liberi ed eguali, ha lo stesso valore democratico del momento elettorale o della votazione. È un potere politico pari a quello legislativo. La democrazia deliberativa è un modello normativo, non realistico, perché ci dice come dovrebbe essere il processo politico legittimo. Dovrebbe prevedere un momento deliberativo, che non solo non è secondo al momento legislativo, ma lo legittima.
  2. Non possiamo auto isolarci dalla deliberazione pubblica, con l’evoluzione dei media è impossibile tenersi fuori dalle informazioni, non puoi non sapere cosa accade nel mondo. Tutti noi siamo chiamati a partecipare alla discussione pubblica , portando una nostra opinione e visione dei fatti, che non è meno legittima di altre.
  3. Habermas dice che in democrazia si deve avere la consapevolezza che la deliberazione non sarà mai univoca e non porterà mai a condizioni totalmente condivise. Per questo il processo deliberativo deve condurre al

miglior compromesso possibile, razionalmente parlando. Rawls su questo non è d’accordo, poiché pur riconoscendo gli oneri del giudizio, il fatto che tutti noi siamo in disaccordo legittimamente su molte cose, il primo obiettivo è sempre quello di cercare un accordo di principio. Se devo decidere su una questione di giustizia devo cercare un consenso profondo ed ampio, e quelli che non son d’accordo non partecipano alla deliberazione. Rawls crede che chi si pone contro la cooperazione sia fuori dalla deliberazione. Habermas dirà che non puoi tirar fuori i razionali dalla deliberazione pubblica.

  1. Per Habermas nella deliberazione pubblica qualsiasi argomentazione, anche la più divisiva, ha spazio dentro la deliberazione pubblica. Saranno le idee buone a cercare di educare le idee cattive o a cercare di ottenere un ruolo predominante. Devo essere capace di persuadere quelli che hanno le idee peggiori a venire in contro razionalmente. Rawls invece dice che nella ragione pubblica le idee più divisive, che non sono compatibili con i principi di giustizia, non stanno dentro la ragione pubblica, gli elementi costituzionali essenziali non possono prevedere argomentazioni contrarie. Per Habermas invece anche le idee peggiori fanno parte della sfera pubblica, l’unico modo che abbiamo da democratici liberali è quello di convincere, o depotenziare le e più pericolose. La sua idea è che tenere fuori queste idee le rafforza soltanto, quindi tu indebolisci la sfera pubblica, perché non sei poi capace di contrastare le idee più pericolose quando queste si coalizzano e crescono.
  2. La deliberazione deve essere realmente democratica, nessuna idea della società può essere tanto giusta da essere giudice delle altre idee. Alla fine, le idee migliori, più giuste e democratiche, se sono più forti prevalgono sempre, anche senza dover escludere le altre idee. La democrazia deliberativa non è soltanto un metodo, ma un ideale normativo e liberale, perché da un lato legittima il metodo. Il processo decisionale legislativo parlamentare è il metodo, ma hai bisogno di qualcosa che legittimi quel metodo. Ciò che giustifica il fatto che il nostro potere politico è legittimo, è il fatto che risponde ad un ideale liberativo, di decisione pubblica tra liberi ed eguali. 27/02/ Rawls è un teorico deliberativo, ma non si definirà mai come tale a differenza di Habermas. Lo è nei fatti, perché la sua idea del liberalismo politico e della teoria della giustizia sono un paradigma filosofico-politico che si fonda sul principio della giustificazione pubblica (devo essere pronto e disposto a giustificare pubblicamente le mie idee, consapevole che anche gli altri hanno lo stesso diritto).

esiste concretamente, ma è uno status mentale degli individui, in cui sono in totale eguaglianza. È quel momento precedente ad un’assemblea costituente, in cui gli individui non sono ancora membri di una società politica, ma la immaginano e decidono di costruirla, e per costruirla sanno di aver bisogno di un livello di eguaglianza totale, perché devono deliberare sui principi di giustizia che caratterizzeranno quella società. È per questo che la posizione originaria è un modello deliberativo. Questa deliberazione è resa possibile poiché` gli individui non hanno nessuna conoscenza del futuro, non sanno che tipo di società potranno creare, né che tipo di posizione sociale potranno avere, e non lo sanno perché la loro percezione è impedita dal VELO DI IGNORANZA. Questo è un limite alla deliberazione, perché ti costringe razionalmente a deliberare per il meglio. In “LIBERALISMO POLITICO” Rawls dirà che questa sua iniziale idea che i principi di giustizia si scelgono razionalmente era sbagliata, ed introdurrà un elemento deliberativo importante, ovvero l’essere ragionevoli, si delibera non perché ci conviene, ma perché è giusto. Habermas dirà ognuno di noi decide per quello che gli conviene, accuserà Rawls di essere utopico ed immaginare una condizione di ragionevolezza che in realtà non esiste. Questa idea Rawlsiana per cui noi dobbiamo discutere dei principi di giustizia e non prenderli così come sono, ci porta a dover scegliere 2 principi di giustizia:

  1. PRINCIPIO DI LIBERTA` : Secondo cui ogni persona ha eguale diritto al più ampio sistema di eguali libertà fondamentali compatibilmente con il sistema di libertà degli altri individui. Non basta una libertà, ma abbiamo bisogno di un sistema diritti, poiché le società sono complesse e i bisogni degli individui sono complessi. 2. PRINCIPIO DI DIFFERENZA: Secondo cui le ineguaglianze economiche e sociali devono essere: per il più grande beneficio dei meno avvantaggiati, compatibilmente con il principio del giusto risparmio, e collegate a carico di posizioni politiche e sociali aperte a tutti in condizioni di equa eguaglianza delle opportunità. Non ci può essere qualcuno tanto povero da doversi vendere, quelli che stanno più in basso non possono stare totalmente in basso, la società deve garantire un benessere minimo. La società non può coalizzare le sue risorse nelle mani di pochi che gestiscono le ricchezze dei molti. Quelle ricchezze devono essere distribuite nel modo più giusto possibile. Antiutilitarista

Anche chi proviene da condizioni sociali difficili, deve avere l’opportunità di emergere alle cariche sociali politiche più elevate, in una condizione di equa eguaglianza delle opportunità. La democrazia deliberativa viene definita da Rawls COOPERATIVA , il principio che tiene insieme la società è un principio di cooperazione. La deliberazione a differenza della comunicazione presuppone il pluralismo. Deliberare significa accettare il fatto che ci siamo idee diverse. La democrazia deliberativa presuppone il pluralismo, che Rawls chiama PLURALISMO RAGIONEVOLE DI DOTTRINE COMPRENSIVE RAGIONEVOLI. Queste dottrine comprensive sono gli elementi della deliberazione, sono ragionevoli perché non sono chiuse in sé stesse; Io propongo le mie visioni del mondo, ma l’essere ragionevole fa si che sia disposto a metterle in discussione. Se mi accorgo che la dottrina comprensiva di qualcun altro in una certa situazione è migliore, oppure più adatta a trovare un consenso, io in quanto essere ragionevole sono disposto a fare un passo indietro. L’esistenza di questo pluralismo è una delle risposte che Rawls fornisce ad una domanda che si pone e ci pone in apertura delle prime pagine di “liberalismo politico”: come è possibile che viva nel tempo una società giusta e stabile caratterizzata dalla presenza di dottrine comprensive diverse e spesso incompatibili? La risposta è il fatto che non usciamo dallo stato di natura perché abbiamo paura della morte, ma noi stiamo nella società democratica perché crediamo che quella sia la società migliore possibile, e deliberare e discutere liberamente tra individui sia meglio che sottostare ad un potere. Esistono tante visioni del mondo, che per stare insieme devono riconoscersi e rispettarsi, altrimenti la società democratica non esiste più. I due momenti deliberativi della democrazia deliberativa sono: la posizione originaria e la ragione pubblica. 28/02/ LIBERALISMO POLITICO - La peculiarità dell’ aggettivo politico vicino a liberalismo, sta a significare due cose:

  1. Da un lato significa pubblico, collettivo, qualcosa che non interessa solo gli individui, ma la collettività. Rawls guarda alla collettività in quanto popolo, il fatto che uno o più individui singoli stiano bene, non definisce giusta la società.
  2. Da un altro lato significa deliberativo, discorsivo, è un liberalismo che si auto crea, in cui gli individui riconoscono le loro diversità. Rawls si definisce un

qualcuno che la pensa diversamente da sé. Quindi deliberare non significa per forza andare d’accordo. La differenza tra la teoria deliberativa di Habermas e di Rawls, è che Habermas resta sul versante del razionale, dice che è normale che noi discutiamo razionalmente e non si può pensare di spingere gli individui a rinunciare ai propri interessi; quindi, per Habermas l’unico modo per deliberare e superare il disaccordo è quello di confrontarsi e di prendere una decisione che sia quella più condivisa. Rawls contrappone questa idea, non basta un compromesso più o meno adeguato, serve una convinzione di principio, serve il fatto che io sono disposto anche a rinunciare alla mia visione piuttosto che veder fallire la discussione. Questo perché Rawls riconosce dentro la democrazia deliberativa un principio che è tipico del ragionevole, l’idea degli oneri del giudizio. Dobbiamo essere consapevoli che discutere e deliberare ha un onere, un obbligo morale verso gli altri. Gli oneri del giudizio sono un elenco di 6 motivazioni legittime che giustificano il disaccordo:

  1. Il primo motivo di disaccordo può essere il fatto che ciò che noi portiamo nella discussione , dati scientifici o empirici che riguardano qualcosa, sono spesso in contrasto e contestati. Ognuno di noi da ad un certo dato una valutazione diversa. È un legittimo esercizio della mia ragione che mi porta a sostenere che lo stesso dato che noi abbiamo può essere legittimamente interpretato in modo diverso.
  2. Il secondo aspetto è che quando noi valutiamo un dato e gli diamo lo stesso peso , può esserci una differenza sull’importanza che diamo a quel dato, il valore interpretativo e il peso che diamo a quello stesso dato può essere diverso.
  3. Quello che sappiamo di un qualcosa è estremamente vago, interpretiamo qualcosa, ma non lo sappiamo mai per certo. L’interpretazione di un fatto è sempre soggettiva, a meno che non abbiamo una giustificazione scientifica incontrovertibile.
  4. Le nostre interpretazioni non sono casuali, ma sono figlie di esperienze di vita personali, che sono sempre diverse. Il ragionevole non può mai mettere in discussione le esperienze di vita di qualcun altro, a differenza del razionale.
  5. Le nostre esperienze di vita ci danno un sistema di valori e considerazioni normative diverse. Rawls dice che la vita ci da un sistema di valori e normatività diversa e questo è parte fondamentale della deliberazione. Deliberare ragionevolmente significa accettare sistemi di valori diversi.
  1. L’ultimo onere di giudizio riguarda la scala di valori e di principi, sta nel fatto che le nostre istituzioni concepiscono come accettabili certi valori e non altri; quindi, se partecipo ad una deliberazione le argomentazioni che porto devono stare dentro un sistema di valori condivisi. Devo essere consapevole quindi, di rinunciare ai miei valori o principi più divisivi e lontani dallo schema di valori condivisi. Elementi che contribuiscono alla definizione della ragione pubblica di Rawls: principio liberale di legittimità ed il consenso per intersezione. Il principio liberale di legittimità , ci dice quando il potere politico è legittimo e non è esercitato in maniera oppressiva. È deliberativo perché il potere politico non si fonda su un potere divino, o acritico, ma il potere politico per Rawls è legittimo quando è frutto del consenso di coloro che ne sono sudditi. Creando una costituzione impongo dei principi che definiscono quando il potere politico è legittimo e quando non lo è. Quest’ultimo è legittimo quando riconosce e accetta che la società sia plurale. Rawls dice che NOI esercitiamo il potere politico , quel noi ha un senso deliberativo, noi esprimiamo la nostra volontà di governarci in un certo modo. Il potere politico non appartiene ad altro che al popolo, a coloro che volontariamente si danno una costituzione e delegano qualcuno a governarli. Noi esercitiamo il potere politico in modo pienamente corretto solo quando lo esercitiamo in armonia con una costituzione. La nostra deliberazione pubblica produce la COSTITUZIONE , caposaldo di qualsiasi ordinamento politico legittimo. Data una costituzione, mi posso ragionevolmente aspettare e accetto ragionevolmente che tutti i cittadini che hanno partecipato con me alla deliberazione pubblica, possano far propri e condividere gli elementi costituzionali essenziali. Quegli elementi che se vado a ridurre non ho più una democrazia. Ciò che permette la creazione di uno stato costituzionale è un consenso per intersezione , un consenso deliberativo, perché noi dobbiamo discutere con gli altri, è un consenso in cui c’è qualcosa si sovrappone, e sono le nostre dottrine comprensive. Nel consenso per intersezione accetto di discutere con gli altri, partendo dal presupposto che abbiamo dottrine comprensive diverse, ma abbiamo qualcosa che ci accomuna e ci mette d’accordo. Rawls dice di essere disposto su alcuni temi a porsi in una posizione di neutralità , di rinunciare alle mie idee più divisive, pur di giungere ad un consenso di principi.
  1. La ragione è pubblica perché il suo oggetto ed il suo obbiettivo è il bene pubblico, persegue l’interesse generale. Mentre le dottrine comprensive e le ragioni non pubbliche perseguono un interesse particolare.
  2. La ragione è pubblica perché la sua natura e il soggetto che la esprime è di natura pubblica. Si sviluppa solo nelle istituzioni pubbliche di base. La ragione pubblica rappresenta: “uno spazio deliberativo in cui i cittadini devono essere pronti e disposti a giustificare pubblicamente le loro idee ed i loro giudizi, accettando il principio di reciprocità discorsiva” La madre della ragione pubblica è quella che Rawls chiamava in “TEORIA DELLA GIUSTIZIA”, condizione di pubblicità. L’idea che ciò che riguarda la collettività, non può mai rimanere nascosto, se ho delle idee, degli argomenti che riguardano il pubblico, devo renderli pubblici, condividerli. La condizione di pubblicità aveva una giustificazione razionale: io rendo pubblici razionalmente i miei desideri, mostrando ciò che mi aspetto dalla società ed anche gli altri fanno altrettanto. La ragione pubblica invece non parte dal presupposto che io delibero in base ai miei interessi razionali, ma parte del presupposto che io devo essere ragionevolmente convinto che i valori che io porto possano essere condivisi dagli altri. Non è uno scontro tra interessi particolari, ma è una condivisione di valori politici, che io ragionevolmente mi aspetto che gli altri rispettino. Questi valori politici condivisi, oltre ad essere condivisi sono anche FREE STANDING , ovvero autonomi , indipendenti da qualsiasi concezione morale della società. I valori che porto nella discussione pubblica devono essere indipendenti dalle mie visioni private del mondo. Quando discuto democraticamente devo essere aperto mentalmente, questo significa essere ragionevoli, ovvero essere mentalmente aperti da poter rinunciare alle proprie visioni del mondo e produrre valori politici che siano indipendenti. L’essere ragionevole ha questa predisposizione al dovere di civiltà, che ci rende disponibili ad aspettare gli altri e ad accogliere ogni argomentazione che serve al progresso della società. La ragione pubblica di Rawls presuppone che non possiamo partecipare alla discussione pertenendo di avere la verità, la verità oggettiva non esiste, ma la verità che portiamo difronte alla deliberazione è una verità pluralista. Difronte a tante verità plurali, lo scopo della deliberazione pubblica non è quella di imporre una delle verità, ma trovare il consenso per intersezione tra queste verità che sia il più ragionevole per noi. Non per forza quello che piace alla maggioranza, ma quello che è più giusto

possibile, ed il più adatto a rispondere al progetto democratico di un popolo di governarsi in un certo modo. Ogni popolo ha il suo ragionevole, ed ogni popolo produce una sua costituzione che è la più ragionevole per quel popolo. Non esiste la verità, ma una ragionevole verità che è un po`un’intersezione di verità particolari che, anche quelle più lontane condividono sempre qualcosa, ed è su quel qualcosa che si costruisce la democrazia. A differenza della ragione pubblica, le ragioni non pubbliche hanno una sola verità. Possiamo avere dentro di noi tante verità diverse su tanti temi diversi, ma ciò che rimane comune sono i nostri elementi costituzionali essenziali, il fatto di riconoscersi a vicenda come cittadini membri della stessa comunità politica democratica. La ragione pubblica è un ideale. Habermas dirà che la sfera pubblica non è soltanto un ideale di deliberazione collettiva, ma è anche un vero e proprio strumento politico di decisione. L’ideale della ragione pubblica quando viene applicato ha un suo spazio reale, IL FORO POLITICO PUBBLICO , lo spazio reale in cui noi possiamo dar vita all’ideale della ragione pubblica. La sfera pubblica di Habermas invece si applica in qualsiasi spazio collettivo. Il foro politico pubblico si definisce in 3 specifici luoghi:

  1. Il parlamento , oppure qualsiasi istituzione democratica rappresentativa. Qualsiasi luogo fisico in cui si compie la democrazia rappresentativa, e qualsiasi discorso interno a quello spazio dovrebbe appellarsi esclusivamente alla ragione pubblica.
  2. I cittadini quando materialmente votano o discutono su questioni di giustizia , dovrebbero essere chiamati a discutere ragionevolmente partendo dalla ragione pubblica.
  3. Il luogo per eccellenza della ragione pubblica è il potere giudiziario costituzionale , la corte suprema non può non deliberare partendo dalla ragione pubblica. Non esiste una Corte costituzionale o suprema che possa decidere partendo da verità particolari. La Corte costituzionale o suprema è il paradigma della ragione pubblica , è la sua espressione diretta. Avendo come oggetto della sua deliberazione la costituzione, il giudice di una Corte costituzionale o suprema non possono decidere della costituzione partendo dalle proprie visioni morali del mondo, ma devono interpretarla ragionevolmente da quello che la costituzione stabilisce. Queste corti hanno un potere di REVISIONE GIUDIZIAR IA, di interpretare la costituzione e stabilire se un atto politico o parlamentare sia legittimo o meno in base a quello che
  1. Principio deliberativo , una costituzione democratica è una: “espressione conforme a principi dell’ideale politico di un popolo”. La costituzione è il risultato di un processo deliberativo di un popolo che decide di governarsi in un certo modo. La ragione pubblica è lo spazio deliberativo in cui questa volontà si manifesta.
  2. In questa visione deliberativa, quando noi approviamo una costituzione accompagnata da una dichiarazione dei diritti e dei doveri, i cittadini stabiliscono una volta per tutte una serie di elementi costituzionali essenziali che verranno posti all’interno della costituzione. Questi diritti e doveri non sono frutto di un’imposizione, ma sono il prodotto della volontà deliberativa dei cittadini che decidono liberamente di stabilire per sempre degli elementi costituzionali.
  3. Nonostante la corte suprema costituzionale abbia il potere di stabilire la legittimità costituzionale di un atto politico, in una democrazia costituzionale non esiste un potere che abbia un’autorità suprema sugli altri poteri. Esistono tre poteri che si bilanciano e si controllano a l’un l’altro e per essere legittimi devono rispondere a ciò che la costituzione stabilisce. Neanche il potere giudiziario costituzionale ha potere ultimo, il potere è sempre nelle mani del popolo, che può decidere di acconsentire ad una decisione politico giudiziaria, o attraverso gli strumenti che la costituzione concede di rinnegare una decisione politico o giudiziaria. Il potere costituente, che è il potere di darsi una costituzione, non è solo il potere di darsi una costituzione, ma è il potere di modificarla secondo le tegole che la costituzione stessa impone. Quindi la sfera pubblica in quanto tale, non si esercita solo nel momento di creare una costituzione, ma si esercita soprattutto al momento di doverla modificare. Per cambiare la costituzione c’è tutto un processo di discussione pubblica. La corte suprema e costituzionale è un istituto deliberativo, che deve giustificare pubblicamente le proprie interpretazioni della costituzione. 06/03/ Habermas è il più grande filosofo e sociologo contemporaneo, ha plasmato gran parte del pensiero sociale, politico e culturale Europeo degli ultimi 50 anni. Intellettuale di grande rilievo in Europa. Nel 2019, per i suoi 90 anni ha pubblicato un libro: UNA STORIA DELLA FILOSOFIA.

È colui che ha sistematizzato e focalizzato i suoi studi sull’idea per cui le società complesse sono fondate su un principio discorsivo, di confronto e scambio di idee ed informazioni. La sua prima grande opera per cui è conosciuto è un’opera uscita in tedesco nel ‘62 STORIA E CRITICA DELL’OPINIONE PUBBLICA , la sua tesi di abilitazione all’insegnamento universitario. Habermas è uno degli esponenti della seconda generazione della SCUOLA DI FRANCOFORTE , nota per essere una vera e propria scuola universitaria, un gruppo di studiosi di storia del pensiero e di filosofia, fondata da Adorno, Marcus, Horkheimer ed altri. Habermas è allievo di Adorno, diventa poi il padre della scuola di Francoforte. Cresce intellettualmente in questo ambito di intellettuali, studiosi, tutti di area post- Marxista, Egheliana. Nel corso degli anni si allontanerà dalle posizioni radicalmente Marxiste, o social democratiche, per avvicinarsi ad un’idea liberale democratica della società. STORIA E CRITICA DELL’OPINIONE PUBBLICA , è una vera e propria storia in cui Habermas descrive la nascita e l’evoluzione dell’opinione pubblica. Non è il primo a parlarne, perché Lippmann nel ‘22 pubblica L’OPINIONE PUBBLICA , ed anticipa quello che Habermas riprenderà. Lippmann aveva capito che le istituzioni democratiche per funzionare dovevano plasmare l’opinione del pubblico, e senza il controllo dell’opinione pubblica non si ha il controllo dello stato. Lippmann sosteneva che l’opinione pubblica la plasma attraverso 2 elementi fondamentali:

  1. Gli stereotipi , ti crei un’idea di una persona o di un evento tramite stereotipi, hai un’idea di qualcosa stereotipata.
  2. Oppure dalle immagini , mi faccio un’opinione se vedo un fatto, se io non vedo un fatto sono portato a pensare che quel fatto non esiste. Habermas parte dal presupposto che le istituzioni democratiche da sole non possono funzionare; l’opinione pubblica è un tratto delle democrazie. L’opinione pubblica prevede 3 elementi:
  3. L’informazione , poiché per potermi fare un’idea devo essere informato ed avere accesso alle informazioni.
  4. La libertà di discutere su quell’opinione.
  5. La possibilità di esprimere il proprio dissenso , la democrazia per essere tale non può basarsi solo sul consenso. Questo aspetto della deliberazione che è

nello stesso momento. Il diritto in quanto stato ed i diritti in quando principi trovano la loro legittimità nella procedura discorsiva. Le norme giuridiche fondamentali non sono legittime perché rispondono a diritti naturali o una costituzione sacralizzata, ma perché sono il prodotto di una volontà ed opinione pubblica, che si esprime in un discorso pubblico istituzionalizzato. Per Habermas l’istituzione non è tanto il luogo, ma il contenuto, ciò su cui discutiamo. Un altro aspetto di Habermas è che la sfera pubblica, quindi l’opinione pubblica, non è un’espressione di ragionevolezza, non siamo tenuti ad essere ragionevoli. Per Habermas i discorsi sono razionali, l’agire collettivo è sempre un’azione razionale, perché pur nella cooperazione, partecipiamo alla discussione pubblica al fine di perseguire i nostri interessi e dare valore e difendere le nostre idee personali. La deliberazione che avviene dentro la sfera pubblica avviene in uno spazio che è sia istituzionale che informale. C’è una sfera pubblica istituzionale, in cui i discorsi sono prettamente politici, ma la sfera pubblica si sviluppa e si applica anche in contesti non istituzionali. Questo spazio, in cui i cittadini sono protagonisti, non è ideale, ma è una vera e propria procedura democratica. Questa democrazia è una democrazia anti-elitaria ed antimaggioritaria , perché Habermas parte dal presupposto che non basa la volontà della maggioranza per dare legittimità. Se una decisione presa per la maggioranza non è stata frutto di una deliberazione pubblica, è illegale e illegittima, perché ha mancato una procedura di base. Habermas sostiene che la regola della maggioranza può dare legalità, ma non è per forza segno di legittimità. La democrazia per Habermas è da un lato ideale, ma è anche un modello e un sistema politico realistico, basato su una procedura discorsiva di scelta razionale, che garantisce legittimità alle norme giuridiche e politiche. L’obiettivo di quella discussione è di dare legittimità concreta ad una norma. ELEMENTO CHIAVE Questa scelta razionale avviene nei fori, non c’è un foro politico pubblico, ma esistono tanti spazi egualmente validi di deliberazione razionale in cui i cittadini possono discutere e scambiarsi opinioni su questioni pubbliche e politiche. Per Habermas in tutti i luoghi posso fare discorsi politici, a differenza di Rawls. Habermas distingue tra sfera pubblica (che comprende tutto) e privata. In Habermas questa sfera pubblica equivale a una forma di autogoverno, o autodeterminazione, io cittadino o popolo, decido che tipo di regole darmi e a quali regole dare il mio consenso.

Habermas e Rawls sono entrambi antirepubblicani. Il repubblicanesimo è una dottrina filosofico politica grande avversaria del liberalismo, che lascia meno spazio al ruolo della democrazia deliberativa. Habermas definisce un modello universale, la democrazia deliberativa si applica a livello nazionale ma anche globale. Habermas non è normativo al 100% come Rawls, che insite nel trovare il modo in cui la società deve essere giusta, egli invece si accontenta del fatto che la norma finale sia il prodotto di una deliberazione, al di là del fatto che sia ragionevole o meno, o se abbia un consenso ampio o un compromesso di interessi. La qualità della democrazia non si misura solo da alcune essenziali condizioni politiche, ma dalla qualità di discorsi pubblici che accompagnano le decisioni istituzionali. 07/03/ L’idea dell’opinione pubblica come opinione sovrana è parte integrante della democrazia discorsiva. Habermas pur formandosi in un ambiente di aerea socialista, negli anni giunge a posizioni liberali, legate ad un’idea di liberalismo politico. Ma non è un liberale puro , non condivide molti dei presupposti del liberalismo. Egli tende a respingere l’idea del liberalismo per cui antepone i bisogni e i diritti dell’individuo alle prerogative della collettività. Allo stesso tempo non è neanche un repubblicano , non è uno di quelli che sostiene che la partecipazione attiva dei cittadini è un obbligo. Nella sfera pubblica per Habermas non siamo obbligati a partecipare, ma siamo portati a parteciparvi perché quel momento deliberativo fa parte della nostra vita collettiva, ma non c’è nessuna volontà generale che ci obbliga a partecipare, partecipiamo è nostro interesse razionale partecipare alla deliberazione pubblica. Questa idea di deliberazione pubblica è un modello politico che assume i presupposti sia liberali che repubblicani, il nostro deliberare pubblicamente non è solo un nostro diritto, ma anche assume un vincolo all’esercizio del potere politico. Habermas sostiene che la discussione pubblica funge da limite e da vincolo normativo alla legittimità del potere politico, che non è legittimo se non è messo alla prova della deliberazione pubblica.