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appunti discorsivi del corso di Sfera pubblica e comunicazione prof. Valerio Fabrizi.
Tipologia: Appunti
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C’è una differenza sostanziale tra comunicare e deliberare. Comunicare significa dare informazioni, non aspettandosi alcun tipo di dibattito. È una trasmissione di informazioni da un mittente ad un destinatario attraverso un certo tipo di linguaggio. Il termine DELIBERAZIONE è un termine filosofico-politico, poiché deliberare significa dibattere tra perone libere ed eguali in un contesto di discussione democratica. La deliberazione non è una mera comunicazione e trasferimento di fatti, ma deliberando diventa un processo di decisione collettiva. DEMOCRAZIA DELIBERATIVA : è una delle tante accezioni o derivazioni della teoria democratica moderna e contemporanea. La teoria deliberativa della democrazia, a differenza di altre teorie democratiche, si fonda su una specifica ragion d’essere, il fatto che secondo i teorici deliberativi, la democraticità del processo politico e della decisione legislativa si fonda sul principio del discorso. QUALSIASI DECISIONE POLITICA È LEGITTIMA SE È PRESA ALLA FINE DI UN PROCESSO DELIBERATIVO. I teorici della democrazia deliberativa sono liberali e normativi, quest’ultima è sorella della democrazia liberale. La deliberazione è un processo collettivo, ma avviene tra individui. Come raccomanda il liberalismo politico contemporaneo i diritti dell’individuo contribuiscono ai diritti della collettività; quindi, la deliberazione si può avere solo tra individui liberi ed eguali con gli stessi diritti. Nelle società contemporanee, come afferma Rawls , società complesse, caratterizzate dal pluralismo ragionevole impone il riconoscimento di idee diverse. La nostra società oggi è una società della comunicazione, noi comunichiamo in ogni istante in vari ambiti della nostra vita. Questo implica che la nostra società democratica è una società della comunicazione, e lo è sempre stato fin dai tempi di Platone. I social, ad esempio sono un mezzo di comunicazione politica. Habermas , ha pubblicato un piccolo volume “ IL NUOVO MUTAMENTO DELLA SFERA PUBBLICA E POLITICA DELIBERATIVA ”. La sfera pubblica, ovvero lo spazio di deliberazione pubblico collettivo, quella che Rawls chiama Ragione pubblica, non è sempre uguale a sé stessa, ma cambia in base al mezzo con cui comunichiamo.
Lippmann è uno dei prima a parlare di opinione pubblica, ovvero il pubblico che riceve informazioni dai media, le fa proprie e le rielabora nella sfera pubblica. La sfera pubblica è lo spazio, l’opinione pubblica è il contenuto, quell’entità che da senso alla sfera pubblica. L’opinione pubblica così come la sfera pubblica evolve in base al mezzo. La svolta si è avuta negli anni ’90 – primi 2000, fino all’avvento di computer, cellulari ed internet, la comunicazione era diversa. La comunicazione politica avveniva ancora secondo mezzi tradizionali e l’opinione pubblica si formava attraverso i mezzi tradizionali, mentre ora quest’ultima si forma e si trasforma attraverso altri mezzi di comunicazione, e questo influenza anche il modo in cui la democrazia parlamentare si trasforma. Oggi la democrazia è di per sé stessa deliberativa. Rousseau è il primo a parlare di deliberazione pubblica, la volontà generale di Rousseau è una forma di deliberazione pubblica a senso unico che non ammetteva disaccordo, poiché quest’ultima è assoluta, incorruttibile e non puoi opporti ad essa. Ma la volontà generale di Rousseau è una volontà deliberativa, decisionale. Rousseau è il primo a pensare che l’opinione pubblica ha un potere di decidere su sé stessa e sulla propria vita, prima di lui nessuno avrebbe pensato al collettivo superiore all’individuo. ~La Democrazia contemporanea è una democrazia di per sé deliberativa , che comunica. Se fossimo privati del nostro diritto di informarci ed essere informati, avremmo una percezione immediata di minore democrazia. Ciò che distingue una democrazia compiuta da una pseudo democrazia è il sistema dell’informazione, non basta il consenso dei governati, ma serve il dissenso dei governati. LA DEMORAZIA COMPIUTA È TALE SE MI CONCEDE IL DIRITTO DI DISSENTIRE PUBBLICAMENTE E LIBERAMENTE. La Democrazia deve garantire il diritto al dissenso. La democrazia contemporanea non può più fondarsi solo sulle procedure, non basta poter eleggere un leader per poter definire quel sistema politico democratico. La democrazia per essere tale deve essere fondata sul principio di consenso e dissenso, quello che Rawls chiama disaccordo ragionevole ; il fatto che in un contesto plurale la diversità delle idee ci porta ad un confronto tra pari, ed il prodotto di quella decisione finale è una decisione legittima, poiché figlia di una deliberazione democratica. La democrazia deliberativa è relativamente giovane, il punto zero della nascita, la sistematizzazione ed il nome ufficiale è del 1982. Sua madre è la democrazia partecipativa, un modello teorico democratico, l’idea che le decisioni politiche
questione di giustizia ovunque, poiché non distingue ragionevole e razionale. Una delle critiche che muoverà a Rawls sarà proprio questa distinzione tra ragionevole e razionale, la ragione pubblica di Rawls è la ragione degli esseri ragionevoli. Habermas dirà che noi siamo banalmente razionali, decidiamo secondo un principio razionale, per cui è giusto ciò che per noi è buono, perché Habermas si definisce un Kantiano, ha un’impostazione puramente Kantiana della razionalità, ciò che è razionale è giusto e non può essere ostacolato. Rawls attraversa due fasi : in teoria della giustizia ha un’idea embrionale di democrazia deliberativa, perché la posizione originaria di Rawls è uno strumento deliberativo, con cui gli individui prendono decisioni collettive da un punto di vista di eguaglianza sostanziale. Quando devo decidere dei principi di giustizia, non lo faccio imponendo una visione razionale delle cose, ma lo faccio concependomi uguale a qualunque altro. In liberalismo politico dirà che non possiamo essere razionali, ma ragionevoli, cioè decidere non perché ci. Conviene, ma perché è giusto, perché i principi di giustizia non sono principi di utilità personale, ma di giustizia collettiva. Habermas dirà che è una posizione metafisica che non ha nessun senso logico. Dira che quando decido un principio di giustizia, non posso decidere che quel principio di giustizia è giusto di per sé, ma decido che è giusto perché per me è giusto. Ma se per gli altri è sbagliato, se ne deve discutere, deliberare e proceduralmente stabilire quale principio di giustizia è razionalmente più adatto. La democrazia deliberativa si può riassumere in 5 punti chiave che definiscono un’idea deliberativa della democrazia: HABERMAS dice ciò
miglior compromesso possibile, razionalmente parlando. Rawls su questo non è d’accordo, poiché pur riconoscendo gli oneri del giudizio, il fatto che tutti noi siamo in disaccordo legittimamente su molte cose, il primo obiettivo è sempre quello di cercare un accordo di principio. Se devo decidere su una questione di giustizia devo cercare un consenso profondo ed ampio, e quelli che non son d’accordo non partecipano alla deliberazione. Rawls crede che chi si pone contro la cooperazione sia fuori dalla deliberazione. Habermas dirà che non puoi tirar fuori i razionali dalla deliberazione pubblica.
esiste concretamente, ma è uno status mentale degli individui, in cui sono in totale eguaglianza. È quel momento precedente ad un’assemblea costituente, in cui gli individui non sono ancora membri di una società politica, ma la immaginano e decidono di costruirla, e per costruirla sanno di aver bisogno di un livello di eguaglianza totale, perché devono deliberare sui principi di giustizia che caratterizzeranno quella società. È per questo che la posizione originaria è un modello deliberativo. Questa deliberazione è resa possibile poiché` gli individui non hanno nessuna conoscenza del futuro, non sanno che tipo di società potranno creare, né che tipo di posizione sociale potranno avere, e non lo sanno perché la loro percezione è impedita dal VELO DI IGNORANZA. Questo è un limite alla deliberazione, perché ti costringe razionalmente a deliberare per il meglio. In “LIBERALISMO POLITICO” Rawls dirà che questa sua iniziale idea che i principi di giustizia si scelgono razionalmente era sbagliata, ed introdurrà un elemento deliberativo importante, ovvero l’essere ragionevoli, si delibera non perché ci conviene, ma perché è giusto. Habermas dirà ognuno di noi decide per quello che gli conviene, accuserà Rawls di essere utopico ed immaginare una condizione di ragionevolezza che in realtà non esiste. Questa idea Rawlsiana per cui noi dobbiamo discutere dei principi di giustizia e non prenderli così come sono, ci porta a dover scegliere 2 principi di giustizia:
Anche chi proviene da condizioni sociali difficili, deve avere l’opportunità di emergere alle cariche sociali politiche più elevate, in una condizione di equa eguaglianza delle opportunità. La democrazia deliberativa viene definita da Rawls COOPERATIVA , il principio che tiene insieme la società è un principio di cooperazione. La deliberazione a differenza della comunicazione presuppone il pluralismo. Deliberare significa accettare il fatto che ci siamo idee diverse. La democrazia deliberativa presuppone il pluralismo, che Rawls chiama PLURALISMO RAGIONEVOLE DI DOTTRINE COMPRENSIVE RAGIONEVOLI. Queste dottrine comprensive sono gli elementi della deliberazione, sono ragionevoli perché non sono chiuse in sé stesse; Io propongo le mie visioni del mondo, ma l’essere ragionevole fa si che sia disposto a metterle in discussione. Se mi accorgo che la dottrina comprensiva di qualcun altro in una certa situazione è migliore, oppure più adatta a trovare un consenso, io in quanto essere ragionevole sono disposto a fare un passo indietro. L’esistenza di questo pluralismo è una delle risposte che Rawls fornisce ad una domanda che si pone e ci pone in apertura delle prime pagine di “liberalismo politico”: come è possibile che viva nel tempo una società giusta e stabile caratterizzata dalla presenza di dottrine comprensive diverse e spesso incompatibili? La risposta è il fatto che non usciamo dallo stato di natura perché abbiamo paura della morte, ma noi stiamo nella società democratica perché crediamo che quella sia la società migliore possibile, e deliberare e discutere liberamente tra individui sia meglio che sottostare ad un potere. Esistono tante visioni del mondo, che per stare insieme devono riconoscersi e rispettarsi, altrimenti la società democratica non esiste più. I due momenti deliberativi della democrazia deliberativa sono: la posizione originaria e la ragione pubblica. 28/02/ LIBERALISMO POLITICO - La peculiarità dell’ aggettivo politico vicino a liberalismo, sta a significare due cose:
qualcuno che la pensa diversamente da sé. Quindi deliberare non significa per forza andare d’accordo. La differenza tra la teoria deliberativa di Habermas e di Rawls, è che Habermas resta sul versante del razionale, dice che è normale che noi discutiamo razionalmente e non si può pensare di spingere gli individui a rinunciare ai propri interessi; quindi, per Habermas l’unico modo per deliberare e superare il disaccordo è quello di confrontarsi e di prendere una decisione che sia quella più condivisa. Rawls contrappone questa idea, non basta un compromesso più o meno adeguato, serve una convinzione di principio, serve il fatto che io sono disposto anche a rinunciare alla mia visione piuttosto che veder fallire la discussione. Questo perché Rawls riconosce dentro la democrazia deliberativa un principio che è tipico del ragionevole, l’idea degli oneri del giudizio. Dobbiamo essere consapevoli che discutere e deliberare ha un onere, un obbligo morale verso gli altri. Gli oneri del giudizio sono un elenco di 6 motivazioni legittime che giustificano il disaccordo:
possibile, ed il più adatto a rispondere al progetto democratico di un popolo di governarsi in un certo modo. Ogni popolo ha il suo ragionevole, ed ogni popolo produce una sua costituzione che è la più ragionevole per quel popolo. Non esiste la verità, ma una ragionevole verità che è un po`un’intersezione di verità particolari che, anche quelle più lontane condividono sempre qualcosa, ed è su quel qualcosa che si costruisce la democrazia. A differenza della ragione pubblica, le ragioni non pubbliche hanno una sola verità. Possiamo avere dentro di noi tante verità diverse su tanti temi diversi, ma ciò che rimane comune sono i nostri elementi costituzionali essenziali, il fatto di riconoscersi a vicenda come cittadini membri della stessa comunità politica democratica. La ragione pubblica è un ideale. Habermas dirà che la sfera pubblica non è soltanto un ideale di deliberazione collettiva, ma è anche un vero e proprio strumento politico di decisione. L’ideale della ragione pubblica quando viene applicato ha un suo spazio reale, IL FORO POLITICO PUBBLICO , lo spazio reale in cui noi possiamo dar vita all’ideale della ragione pubblica. La sfera pubblica di Habermas invece si applica in qualsiasi spazio collettivo. Il foro politico pubblico si definisce in 3 specifici luoghi:
È colui che ha sistematizzato e focalizzato i suoi studi sull’idea per cui le società complesse sono fondate su un principio discorsivo, di confronto e scambio di idee ed informazioni. La sua prima grande opera per cui è conosciuto è un’opera uscita in tedesco nel ‘62 STORIA E CRITICA DELL’OPINIONE PUBBLICA , la sua tesi di abilitazione all’insegnamento universitario. Habermas è uno degli esponenti della seconda generazione della SCUOLA DI FRANCOFORTE , nota per essere una vera e propria scuola universitaria, un gruppo di studiosi di storia del pensiero e di filosofia, fondata da Adorno, Marcus, Horkheimer ed altri. Habermas è allievo di Adorno, diventa poi il padre della scuola di Francoforte. Cresce intellettualmente in questo ambito di intellettuali, studiosi, tutti di area post- Marxista, Egheliana. Nel corso degli anni si allontanerà dalle posizioni radicalmente Marxiste, o social democratiche, per avvicinarsi ad un’idea liberale democratica della società. STORIA E CRITICA DELL’OPINIONE PUBBLICA , è una vera e propria storia in cui Habermas descrive la nascita e l’evoluzione dell’opinione pubblica. Non è il primo a parlarne, perché Lippmann nel ‘22 pubblica L’OPINIONE PUBBLICA , ed anticipa quello che Habermas riprenderà. Lippmann aveva capito che le istituzioni democratiche per funzionare dovevano plasmare l’opinione del pubblico, e senza il controllo dell’opinione pubblica non si ha il controllo dello stato. Lippmann sosteneva che l’opinione pubblica la plasma attraverso 2 elementi fondamentali:
nello stesso momento. Il diritto in quanto stato ed i diritti in quando principi trovano la loro legittimità nella procedura discorsiva. Le norme giuridiche fondamentali non sono legittime perché rispondono a diritti naturali o una costituzione sacralizzata, ma perché sono il prodotto di una volontà ed opinione pubblica, che si esprime in un discorso pubblico istituzionalizzato. Per Habermas l’istituzione non è tanto il luogo, ma il contenuto, ciò su cui discutiamo. Un altro aspetto di Habermas è che la sfera pubblica, quindi l’opinione pubblica, non è un’espressione di ragionevolezza, non siamo tenuti ad essere ragionevoli. Per Habermas i discorsi sono razionali, l’agire collettivo è sempre un’azione razionale, perché pur nella cooperazione, partecipiamo alla discussione pubblica al fine di perseguire i nostri interessi e dare valore e difendere le nostre idee personali. La deliberazione che avviene dentro la sfera pubblica avviene in uno spazio che è sia istituzionale che informale. C’è una sfera pubblica istituzionale, in cui i discorsi sono prettamente politici, ma la sfera pubblica si sviluppa e si applica anche in contesti non istituzionali. Questo spazio, in cui i cittadini sono protagonisti, non è ideale, ma è una vera e propria procedura democratica. Questa democrazia è una democrazia anti-elitaria ed antimaggioritaria , perché Habermas parte dal presupposto che non basa la volontà della maggioranza per dare legittimità. Se una decisione presa per la maggioranza non è stata frutto di una deliberazione pubblica, è illegale e illegittima, perché ha mancato una procedura di base. Habermas sostiene che la regola della maggioranza può dare legalità, ma non è per forza segno di legittimità. La democrazia per Habermas è da un lato ideale, ma è anche un modello e un sistema politico realistico, basato su una procedura discorsiva di scelta razionale, che garantisce legittimità alle norme giuridiche e politiche. L’obiettivo di quella discussione è di dare legittimità concreta ad una norma. ELEMENTO CHIAVE Questa scelta razionale avviene nei fori, non c’è un foro politico pubblico, ma esistono tanti spazi egualmente validi di deliberazione razionale in cui i cittadini possono discutere e scambiarsi opinioni su questioni pubbliche e politiche. Per Habermas in tutti i luoghi posso fare discorsi politici, a differenza di Rawls. Habermas distingue tra sfera pubblica (che comprende tutto) e privata. In Habermas questa sfera pubblica equivale a una forma di autogoverno, o autodeterminazione, io cittadino o popolo, decido che tipo di regole darmi e a quali regole dare il mio consenso.
Habermas e Rawls sono entrambi antirepubblicani. Il repubblicanesimo è una dottrina filosofico politica grande avversaria del liberalismo, che lascia meno spazio al ruolo della democrazia deliberativa. Habermas definisce un modello universale, la democrazia deliberativa si applica a livello nazionale ma anche globale. Habermas non è normativo al 100% come Rawls, che insite nel trovare il modo in cui la società deve essere giusta, egli invece si accontenta del fatto che la norma finale sia il prodotto di una deliberazione, al di là del fatto che sia ragionevole o meno, o se abbia un consenso ampio o un compromesso di interessi. La qualità della democrazia non si misura solo da alcune essenziali condizioni politiche, ma dalla qualità di discorsi pubblici che accompagnano le decisioni istituzionali. 07/03/ L’idea dell’opinione pubblica come opinione sovrana è parte integrante della democrazia discorsiva. Habermas pur formandosi in un ambiente di aerea socialista, negli anni giunge a posizioni liberali, legate ad un’idea di liberalismo politico. Ma non è un liberale puro , non condivide molti dei presupposti del liberalismo. Egli tende a respingere l’idea del liberalismo per cui antepone i bisogni e i diritti dell’individuo alle prerogative della collettività. Allo stesso tempo non è neanche un repubblicano , non è uno di quelli che sostiene che la partecipazione attiva dei cittadini è un obbligo. Nella sfera pubblica per Habermas non siamo obbligati a partecipare, ma siamo portati a parteciparvi perché quel momento deliberativo fa parte della nostra vita collettiva, ma non c’è nessuna volontà generale che ci obbliga a partecipare, partecipiamo è nostro interesse razionale partecipare alla deliberazione pubblica. Questa idea di deliberazione pubblica è un modello politico che assume i presupposti sia liberali che repubblicani, il nostro deliberare pubblicamente non è solo un nostro diritto, ma anche assume un vincolo all’esercizio del potere politico. Habermas sostiene che la discussione pubblica funge da limite e da vincolo normativo alla legittimità del potere politico, che non è legittimo se non è messo alla prova della deliberazione pubblica.