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Appunti Design (Keywords design), Appunti di Design

Appunti integrati alle slide e alle immagini del corso di Design del modulo di Keywords design.

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 20/01/2024

beatrice-bortoluzzi
beatrice-bortoluzzi 🇮🇹

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LEZ. 1
FUNZIONE – FORMA - SIGNIFICATO – VALORE
Il Design è oggi un campo professionale che si sviluppa principalmente su due percorsi:
il design del prodotto d’uso e di comunicazione (bi o tridimensionale, analogico o virtuale)
Il design del servizio, di processo e strategico (progettare le relazioni tra sistemi di persone,
aziende, istituzioni)
DEFINIZIONE DI DESIGN DEL PRODOTTO: è un’attività di progetto che risponde ad un bisogno
attraverso un artefatto bi o tridimensionale, definito da una funzione a cui segue una forma che è
portatrice di un «valore aggiunto» in termini di significato e di valore. Il Design del prodotto mette «l’uomo
al centro del progetto», preoccupandosi che l’artefatto sia accessibile, sicuro, sostenibile per l’ambiente
ed espressivo.
FUNZIONE: Soddisfare un bisogno, un’esigenza sentita da qualcuno (l’utente) che può essere:
• Esplicito (espresso dall’individuo o dal gruppo)
• Latente (nuovo bisogno non ancora identificato)
FORMA: l’«identità» del prodotto. Gli strumenti disponibili per costruire l’identità del prodotto sono:
Forma (volume e superfici);
Materiale (per la sua costruzione)
Finitura (come appare attraverso le superfici e il loro colore)
SIGNIFICATO: Il significato è il riconoscimento nella forma di riferimenti culturali tangibili (funzionalità,
ergonomia, sicurezza) e intangibili (antropologici, storici, territoriali).
VALORE: misura del progresso apportato dal prodotto, attraverso l’impatto sull’ambito:
culturale (promozionale alla cultura storica, territoriale, materiale)
sociale (accessibile al maggior numero di persone con caratteristiche diverse e che aumenta la
coscienza)
economico (accessibile al maggior numero di consumatori di quella determinata fascia di mercato e
creatore di ricchezza economica)
ambientale (che ha il minor impatto energetico e di scarti)
Esempio: Saponetta fessura, 1994, D.Damberto e A. Di Zilo,
Johnson&Johnson
Funzione:
esplicita → lavarsi le mani
latente → risparmiare il materiale (la saponetta vecchia)
Forma:
Shape: volume ergonomico e archetipo (standard)
materiale: sapone neutro
finitura: colore naturale del sapone neutro
Significato:
tangibile: la fessura può accogliere lo scarto della saponetta vecchia
intangibile: ciclo continuo (le 3R, ridurre, risparmiare, riciclare)
Valore:
culturale: archetipo della saponetta
ambientale: risparmio
sociale: didattico per la sostenibilità ambientale
Progetto bidimensionale (visual design, grafica).
Esempio: cartellone per Parco del Ticino di Italo Lupi, 1980
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LEZ. 1

FUNZIONE – FORMA - SIGNIFICATO – VALORE

Il Design è oggi un campo professionale che si sviluppa principalmente su due percorsi:

  • il design del prodotto d’uso e di comunicazione (bi o tridimensionale, analogico o virtuale)
  • Il design del servizio, di processo e strategico (progettare le relazioni tra sistemi di persone, aziende, istituzioni) DEFINIZIONE DI DESIGN DEL PRODOTTO: è un’attività di progetto che risponde ad un bisogno attraverso un artefatto bi o tridimensionale, definito da una funzione a cui segue una forma che è portatrice di un «valore aggiunto» in termini di significato e di valore. Il Design del prodotto mette «l’uomo al centro del progetto», preoccupandosi che l’artefatto sia accessibile, sicuro, sostenibile per l’ambiente ed espressivo.

FUNZIONE : Soddisfare un bisogno, un’esigenza sentita da qualcuno (l’utente) che può essere:

  • Esplicito (espresso dall’individuo o dal gruppo)
  • Latente (nuovo bisogno non ancora identificato)

FORMA : l’«identità» del prodotto. Gli strumenti disponibili per costruire l’identità del prodotto sono:

  • Forma (volume e superfici);
  • Materiale (per la sua costruzione)
  • Finitura (come appare attraverso le superfici e il loro colore)

SIGNIFICATO : Il significato è il riconoscimento nella forma di riferimenti culturali tangibili (funzionalità, ergonomia, sicurezza) e intangibili (antropologici, storici, territoriali).

VALORE : misura del progresso apportato dal prodotto, attraverso l’impatto sull’ambito:

  • culturale (promozionale alla cultura storica, territoriale, materiale)
  • sociale (accessibile al maggior numero di persone con caratteristiche diverse e che aumenta la coscienza)
  • economico (accessibile al maggior numero di consumatori di quella determinata fascia di mercato e creatore di ricchezza economica)
  • ambientale (che ha il minor impatto energetico e di scarti)

Esempio: Saponetta fessura, 1994, D.Damberto e A. Di Zilo, Johnson&Johnson Funzione:

  • esplicita → lavarsi le mani
  • latente → risparmiare il materiale (la saponetta vecchia) Forma:
  • Shape: volume ergonomico e archetipo (standard)
  • materiale: sapone neutro
  • finitura: colore naturale del sapone neutro Significato:
  • tangibile: la fessura può accogliere lo scarto della saponetta vecchia
  • intangibile: ciclo continuo (le 3R, ridurre, risparmiare, riciclare) Valore:
  • culturale: archetipo della saponetta
  • ambientale: risparmio
  • sociale: didattico per la sostenibilità ambientale

Progetto bidimensionale (visual design, grafica). Esempio: cartellone per Parco del Ticino di Italo Lupi, 1980

Funzione:

  • esplicita: informare sulle prescrizioni
  • implicita: messaggio comprensibile a tutti grazie al linguaggio familiare (immagine chiara, frase informale dando del tu, colori) Forma:
  • shape: composizione
  • finitura: cromie codificate (rosso divieto, verde giusto), testi familiari Significato:
  • tangibile: riferimento al contesto territoriale
  • intangibile: comunica sia gli aspetti negativi che positivi Valore:
  • culturale: il messaggio come racconto illustrato
  • sociale: linguaggio accessibile a tutti
  • ambientale: la conservazione dell’ecosistema

DESIGN: CULTURA DI PROGETTO Design: azione di sintesi tra attività per dare risposta ad una funzione attraverso una forma, che possiede un significato e assume un valore. Passaggio dalla funzione alla forma grazie alle conscenze di tecnologia/ingegneria e simoli prodotti da arte/creatività. Grazie al contributo delle humanities (antropologia, storia, sociologia, psicologia) può incidere sul sistema culturale, sociale, ambientale e anceh su l’economia e la gestione.

  1. DESIGN E FORMA PUNTO, LINEA E SUPERFICIE → la grafica bidimensional esiste anceh senza il bisogno del colore Kandinsky → nel suo saggio “Punto, linea, superficie” psicologia delle percezione “ciò che percepiamo non corrisponde a ciò che esiste effettivamente nella realtà” Sensazione : i 5 sensi raccolgo gli stimoli esterni e li inviano al nostro cervello, più fisica. Un campo più oggettivo. Percezione : processo attraverso il quale le informazioni sensoriali sono interpretate dal nostro cervello. È influenzata dal soggetto stesso → processo che media tra esperienza vissuta in un certo momento (sensoriale) e memoria. teoria della GESTALT ”l’insieme di ciò che percepiamo è maggiore della somma delle sue parti” → è l’insieme il nucleo fondante Gestalt: dal tedesco significa “sistema unitario”, corrente psicologica che nasce negli anni Venti a Berlino → fondatori Max Wrtheimer, Wolfgang Kholer, Kurt Koffka Studiano come la nostra mente raggruppa le informazioni → principi di unificazione formale (regole oggettive):

Legge della chiusura → una figura si legge chiusa anche se le linee non sono continue, noi riempiamo le parti mancanti. (Illusione di Kanizsa)

Legge della vicinanza: uniamo gli elementi in continuità, i quadrati neri e quelli grigi Legge dell’esperienza precedente: uniamo elementi che la nostra esperienza passata è abituata ad associare

LEZ.

Alighiero Boetti, “Niente da vedere”. Artista torinese tra i protagonisti del movimento dell’Arte Povera degli anni ‘60. Si interroga sui concetti di ripetitività e serialità dell’opera d’arte. Il quadretto è il modulo della sua composizione → guardandola la prima cosa che percepiamo è un’esplosione di colori e lettere senza regole, solo dopo ci accorgiamo che le lettere hanno un senso di lettura.

Il colore è:

  • Fisica e Ottica: per ciò che avviene all’esterno del sistema visivo.
  • Percezione: ciò che viene all’interno del sistema visivo
  • Psicologia: interpretazione dei segnali nervosi, ossia percezione e tassonomia (classificazione) del colore
  • Matematica: sviluppo dei modelli che rappresentano la visione del colore
  • Filosofia: Goethe e Wittgenstein
  • Antropologia: colore come ragione culturale e etnografica

Colore: luce riflessa dagli oggetti , ognuno in modo diverso → le sue caratteristiche fisiche che permettono di assorbire più o meno le lunghezze d’onda della luce. Colore visibile tra i 380 e i 780 nanometri. Minor lunghezza d’onda, colore violetto-blu (poi ultravioletto) → luce con temperatura più alta (sui 7000k) Maggior lunghezza d’onda, colore rosso (poi ultrarosso) → luce con temperatura più bassa (sui 3000k) Bianco riflette tutta la lunghezza d’onda, nero la assorbe. (Le onde elettromagnetiche responsabili della trasmissione del calore sono quelle con una frequenza più bassa) Teorie sul colore:

  • Newton : la luce è combinazione di colori diversi, esperimento del prisma triangolare divide la luce in 7 colori che formano lo spettro
  • Goethe : i colori sono influenzati da quello che gli sta intorno e sottolinea l’importanza del nero per la percezione → parla di una percezione soggettiva (quadri di Monet dei covoni)
  • Itten : sistematizza i colori in una ruota e identifica colori primari, secondari e terziari.

Colori complementari: colori opposti nel cerchio cromatico.

  • Vicino danno il massimo contrasto (e luminosità raffrozata)
  • se quello più luminoso si trova al centro di quello meno luminoso il primo sembra più ampio di quanto è
  • effetto astigmatico → scritta e sfondo, la scritta sembra tremolare, effetto di instabilità
  • contrasto simultaneo : vengono percepiti diversamente a seconda dei colori che li affiancano
  • contrasto consecutivo : dovuto al fenomeno di permanenza delle immagini sula retina (se osserviamo per tanto il colore rosso e poi guardiamo sul bianco ci apparirà del suo colore complementare, verdastro)
  • adattamento : passando dalla luce al buio ci vuole più tempo per adattarsi che passando dal buio alla luce Si pensa che l’occhio umano possa distinguere almeno 350 000 variazioni di colore.

Colori neutri : contengono parti uguali dei tre colori primari e sono nero, grigio, bianco e talvolta marrone. Se aggiungiamo ad un colore neutro un altro colore cambia la sua luminosità. Per cambiarne la tinta occorre aggiungerne un’altra. Sensazioni visive:

  • cromatiche : di luminosità colorata
  • acromatiche : di luminosità bianca. Consiste nella differenza di chiarezza tra il bianco e il nero (un colore chiaro sembrerà più chiaro su uno sfondo scuro e viceversa)

Saturazione : relazione tra la pienezza del colore e la sua quantità di luce (brillanza del colore). Colore puro è saturo al 100%. A livello visivo la saturazione influenza la la vivacità del colore. La chiarezza (luminosità) è la quantità totale di luce percepita rispetto alla brillanza di un elemento perfettamente bianco. L’insieme dei colori è una struttura tridimensionale → sistema di Munsell utilizza tre dimensioni:

  • Hue (tinta)
  • Chroma (saturazione)
  • Value (luminosità)

Sintesi sottrattiva - mescolanza fisica: ogni componente cromatica viene aggiunta al bianco per ricreare qualsiasi colore → sistema CMYK (cyan, magenta, yellow e black) Sintesi additiva → mescolanza di luce (digitale) → ciascuna componente cromatica viene aggiunta la nero per ricreare qualsiasi colore fino al bianco → sistema RGB ( bianco è la somma dei colori e nero l’assenza).

Colori digitali: RGB , tricromia additiva. Usa metodo esadecimale, codice di 6 cifre (due cifre per i valori di rosso, due per il verde e due per il blu) Colori fisici:

  • Pantone , standard internazionale per grafica e inchiostri da stampa (1144 originali)
  • RAL , nell’ambito delle vernici e dei rivestimenti

Spazio e colore: la percezione delle spazio può variare a seconda che usino tinte più omogenee o in contrasto. Varia anche in relazione all’utilizzo di segni dominanti rispetto al contesto (privo di segni). Questo può far percepire anche direzioni e dimensioni diverse. Principio del contrasto cromatico tra linee rette o curve è alla base dell’arte cinetica in cui la configurazione, se osservata per un certo tempo, comunica movimento.

Linee guida sui colori:

  • evitare l’uso contemporaneo di colori saturi agli astremi dellos pettro, difficoltà di messa a fucoo
  • non usare verde e rosso vicini, oltre al problema dei complementari, i daltonici non riuscirano a distinguerli
  • preferire giallo per gli sfondi, comunemente riconoscibile anche dai daltonici
  • preferire colori in contrasto come bianco e nero per favorire gli ipovedenti
  • stesso colore per raggruppare oggetti simili
  • usare colori a cui è associato un significato intuibile

Uso del colore: PSICOLOGICO: un colore può rappresentare un emozione precisa in base a come lo percepiamo e lo rivisitiamo sotto il piano psicologico. FUNZIONALE:

  • Tinta per evidenziare (es. torcia di un colore sgargiante) o mimetizzare
  • igiene (servizi igenici bianchi per vedere subito lo sporco) CULTURALE (universale):
  • i quattro elementi: rosso fuoco, bianco aria, marrone/verde terra e blu acqua

Sezione aurea nell’architettura: Tempio Malatestiano, Rimini, 1453, Leon Battista Alberti

Museo a crescita illimitata, Le Corbusier. Progetto che fa riferimento all’aspirale del Nautilus, ma mentre questo ha una spirale proporzionale, l’aspirale di Le Corbusier è logaritmica.

La Casa del Fascio di Como, Giuseppe Terragni, 1934

Gustave Theodore Fechner fece una serie di esperimento da cui dedusse che la maggior parte delle persone inconsciamente preferiscono il rettangolo aureo.

Leonardo Da Vinci anche cerca una proporzione “divina” per il corpo umano (nello spirito dell’umanesimo) → Uomo Vitruviano. Qui il corpo è inscritto in un cerchio e un quadrato. Il rettangolo aureo tagli di netto braccia egambe dell’uomo invece.

Le Corbusier pure segue la sequenza di Fobonacci per il suo Modulor.

LA COMPOSIZIONE Armonia ed equilibrio: la regola dei terzi. Immagine divisa in 9 riquadri 2 linee verticali e 2 orizzontali. Punti di intersezione rappresentano i vertici dei terzi che delimitano la parte centrale, la zona aurea. Per le impaginazioni con la regola dei terzi ci sono delle convenzioni.

Componenti che danno equilibrio o meno ad un’immagine: PESO:

  • Graphic design: nella prima ommagine la parte bassa scura suggerisce un principio di gravità e di equilibrio
  • nella seconda immagine le aree più pesanti rompono l’equilibrio e attraggono l’attenzione

Product design:

  • Equilibrio naturale (un tavolino)
  • equilibrio intuitivo (Lampada Arco)
  • Equilibrio perverso

SIMMETRIA: Graphic Design:

  • bilaterale: elementi disposti speculari rispetto ad un asse
  • lineare: motivo spostato in spazi successivi secondo una linea immaginaria
  • centrale o radiale: elementi disposti simmetricamente rispetto al punto nodale

bilaterale, Radionografo dei fratelli Castiglioni.

Su una simmetria possiamo avere un ritmo:

  • es simmetria centrale o radiale, product design. Vince Compasso d’Oro nel 1991 e fa parte della collezione stabile del Triennale Design Museum di Milano
  • Ritmo progressivo → Mafritte, La Giolconda. Equlibrio instabile e movimento sospeso.
  • Ritmo fluido
  • ritmo regolare

In product design:

  • movimento citazionale
  • movimento allusivo (Eclisse di Magistretti)
  • movimento illusorio → movimento generato da effetti ottici illusori

TESTO

  • Composizione: la gabbia, allineamenti
  • famiglie di caratteri: L’alfabeto ha delle forme e quindi degli stili formati principalmente dalle aste e dalle grazie. Serie: normale, stretto, strettissimo, largo …. (Light, light Italic, regular, regular italic, bold, bold italicDistanze:
  • spaziatura: tra i caratteri,
  • crenatura: riduzione di spazio tra coppie di lettere specifiche,
  • interlinea: spazio tra le righe Alcuni caratteri sono maggiormente comprensibili per i dislessici: Arial, Verdana, Trebuchet, Calibri, Century, Gothic.

LEZ. 4 FORMA, MATERIALE E STRUTTURA Forma (form) rappresenta l’ identità dell’oggetto ( forma fisica (shape) + significato (meaning) ). Le forme riferite a figure semplici sono comunque sempre teoriche → nella traduzione ad oggetto di solito variano a causa dei processi di trasformazione (fabbricazione) del tipo di materiale utilizzato. Progettista conosce queste relazioni e limiti e li rende opportunità → progettare, dal latino pro-jèctus, gettare avanti, significa proprio creare ogni volta qualcosa di nuovo, anche di poco. La forma fisica può essere bi o tri dimensionale → quando tridimensionale

  • è fatta di volumi e superfici tra loro in relazione attraverso una struttura , con un certo materiale e una finitura superficiale
  • aggregazione di superfici e volumi più semplici (ricondotti alla geometria euclidea) o più complessiva Forma e materiale seguono il principio della convenienza , cioè concorrono con le loro caratteristiche alla realizzazione di una struttura: ogni materiale può assumere solo certe forme e ogni forma può essere realizzata solo con un certo materiale. La forma fisica può essere esaltata o negata dal colore e dalla texture. Progettare la forma fisica di un oggetto significa conoscere le regole basiche della configurazione del significato figurativo delle forme, del comportamento dei materiali, dei principi strutturali statici.

Molti oggetti di design nascono dalla ricerca fromale sui volumi semplici. Con l’introduzione del digitale nella progettazione si è passato allo studio e all’aggregazione di figure anche più complesse (non euclidee) con nuove lavorazioni e nuovi materiali.

Solo taglio → Elogio al tubolare, Enzo Mari. Tubo di PVC di diametro 250 mm per farlo diventare portabiti, mensola o porta ombrelli. Solo tagliare e indossare → Issey Miyake, 1970 produce abiti semplici e flessibili, teli di poissoir ceh pffrono infinite combinazioni. Tagliare e tirare → 132 5, sempre di miykae:

  • 1 pezzo unico di tessuto
  • 2 indica la bidimensionalità del tessuto
  • 3 la tridimensionalità del risultato
  • 5 riferito alla metamorfosi delle pieghe Da questo progetto nasce la serie di lampade per Artemide, Ei, origami luminosi di fibra rigenerata che deriva dalle bottiglie di PET.

Come si agisce su una superficie bidimensionale per trasformarla in tridimensionale, senza asportare materiale ma secondo necessità funzionali e espressive. Piegatura, curvatura, a volte relazionate al taglio ceh può prevedere sollevamento o asportazioni. 5 finalità progettuali alla piega:

  1. attribuire aspetti funzionali alla forma (la piega svolge una funzione) che possono derivare da 4 esigenze, ceh si articolano in requisiti:
    1. intervenire esteticamente sul linguaggio
    2. conferire proprietà meccaniceh alla struttura (irrigidire, sostenere il peso)
    3. gestire i volumi (diffusione, raccolyta)
    4. ottimizzare il numero di parti Irrigidire: es foglia, basta una piega centrale per irrigidire una superficie molto sottile e debole → lamiera ondulata, cartone ondulato. La stessa piega può avere anche la funzione di racocgliere/versare o cambiare direzione (le ali degli uccelli). Moviento: serpenti e bruchi Compattare: struttura di ombrelli e ventagli ispirata alle ali degli uccelli → ottimizzato il rapporto tra la l’empiezza durante l’utilizzo e a riposo. Piega per la funzione: Parentesi, Achille Castiglioni e Pio Manzù. La piegatura del tubolare metallico è strutturale e rende possibile lo sfruttamento dell’attrito tra i due materiali. Cubo, Munari. La lamina piegata all’interno del cubo svolge la funzione dell’oggetto, posacenere.

Azioni per passare da 2D a 3D: Flessione → piegature reversibile, si deforma per elasticità non oltre al limite di snervamento. Per conservare la forma ha bisogno di un fermo. Curvatura → piegatura permanente e distribuita. Ottenuta con dei rulli nel metalli (grandi raggi) , stampe e dime nel legno. Piega → deformazione più puntuale (piccoli raggi) e permanente. Ottenuta con dei coltelli.

Tagliare e piegare secondo le proprietà dei materiali: Tagliare → praticare cesature nel semilavoratp con attrezzi e difficoltà diverse a seconda del modulo elastico del materiale. Piegare → a partire da semilavorati, lastre o aste, a freddo o a caldo:

  • a freddo mantiene la memoria di forma, la capacità di tornare allo stato originale. Se si oltrepassa il limite si raggiunge lo stato plastico pemanente.
  • A caldo i processi sono ancora più tipici per ogni materiale

Legno: Curvatura a vapore:

  • asta → Thonet, piega su stampi di metallo aste di faggio utilizzando il vapore. 34 vantaggi:

◦ alta resistenza ◦ economia dle materiale ◦ tempo di lavorazione ridotto ◦ inoltre essendo i pezzi curvati nella stessa cassaforma sono tutti identici.

  • Lastra → vapore e compressione o pressatura di fogli tra loro incollati. Flessione senza fermo → a freddo, pannelli multistrati fresati, posizione garantita dalla gravità e dall’attrito Flessione con fermo → a freddo, taglio e flessione si sottili lastre di compensato

Metalli: Flessione con fermo → Stessa tecnica funziona anche per le lastre di policarbonato.

Curvatura senza fermo → portafrutta ispirato al nastro di moebius

Curvatura con fermo → la flessione supera il limite di deformazione elastica ed entra in campo plastico grazie alla curvatura impressa dalla calandra.

Piegatura di lastra → lastre sottili sono piegabili con coltelli per ottenere un processo permanente. Piegatura di asta → con rulli per un processo permanente Piega come irrigidimento → seduta realizzata con un’unica lamiera in alluminio sottoposta a 4 pieghe → conferisce irrigidimento e stabilità. Forature → aumentano la leggerezza visiva, l’attrito con il corpo e la traspirazione. La piega è utile per diminuire le connessioni che speso sono i punti critici nella realizzazione di un prodotto → in questo modo si possono realizzare prodotti monomaterici.

Tagliacarte: 1 piegatura con coltello, 2 piegatura con rulli, 3 flessione con fermo.

Curvatura a caldo → aste in acciaio per realizzare elementi decorativi e ferri ritorti

Materiali vitrei → processo di riscaldamento graduale a temp tra i 500° e i 600° e poi raffredda lentamente in uno stampo.

Materiali leggeri: lastre in plastica, carta e cartone → cordonatura

  • a caldo per materiali consistenti (plastiche)
  • a freddo per materiali pressabili (carta e cartone) Scanalatura Asportazione di un truciolo dal materiale per flettere o piegare il materiale lungo la linea di scanalatura. Cordonatura Realizzazione di un incavo a forma di linea per flettere o piegare il materiale lungo la linea di cordonatura. Può essere piena o cava
  1. per opposizione → componenti che vanno a contrasto tra di loro con una sorta di azione- reazione
  2. decorazione: contributo fornito dalla connessione a livello espressivo

Asolo, tavolo in marmo di Angelo Mangiarotti, 1973. Giunto che sfrutta la forza e la massa (per gravità). Lampada parentesi, Anchille Castiglioni e Pio Manzù, 1971. Progettando per giunti per forma si utilizzano meno componenti e si ha più azione progettuale. Reversibilità progettata → il designer non progetta solo l’oggetto finale, ma ciascun componente.

Gravità e incastro → modello 540, Gianfranco Frattini, libreria Gravità e opposizione → Eros, Mangiarotti. Lampada modello 606 di Gino Sarfatti. Libreria Totem. Gravità e opposizione con equilibrio di masse → tavolo eccentrico, Mangiarotti, 1979 Gravità e attrito → appendi borse. Attrito → lego Opposizione e attrito per scorrimento Attrito e opposizione Opposizione Per ortazione Opposizione per scorrimento Opposizione per incastro Compressione e attrito di materiale compressione e attrito per elasticità opposizione per alsticità Rotazione (cerniera) gravità e opposizione con culla. Opposizione con rotazione e fermo a baionetta opposizione per contenimento.