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Appunti di Civiltà greca, Appunti di Letteratura Greca

Appunti e riassunti di civiltà greca dell’anno 2018

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 14/03/2019

giocamera97
giocamera97 🇮🇹

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CIVILTA’ GRECA
13/02/18
INTRODUZIONE
-Dai testi letterari emerge tantissimo la civiltà
-Letteratura greca antica qualcosa di non tanto omogeneo:
a) ESTENSIONE TERRITORIALE la Grecia era molto + grande di ora (per esempio
comprendeva la Macedonia, la Bulgaria, Egitto, sud Italia, Ponto Eusino etc) questa
enorme estensione porta a FRAMMENTAZIONE a livello:
POLITICO
SOCIALE/CULTURALE
LINGUISTICO non sono lingue , ma coloriture DIALEKTOI LINGUE (i
dialetti) normalmente oggi da noi a scuola si insegna il dialetto IONICO-
ATTICO del 5’-4’ sec. a.C. ha dato le basi x costruzione di lingua comune
KOINE’ DIALEKTOS, che si inizia a creare a partire dall’età ellenistica sulla
base dell’attico privato dei suoi aspetti tipici
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c’erano tanti dialetti :
Ionico
Dorico
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Arcadico
Attico
Settentrionali e Nord Occidentali
Ci sono però elementi comuni anche che danno la consapevolezza di essere il
POPOLO GRECO, quindi rispetto agli altri questi “ALTRI” venivano chiamati
BARBARI x via della lingua (= quelli che parlano facendo suoni sconnessi, bar bar)
chi è greco sa parlare in modo comprensibile, mentre chi non lo è fa dei versi
B) ESTENSIONE CRONOLOGICA
ETA ARCAICA (dalle origini al 6’ sec. a.C.) dai poemi omerici, che sono la +
antica forma di letteratura greca in nostro possesso (8’-7’ sec. a.C.)
ETA CLASSICA (5’-4’ sec. a.C.) da fine delle guerre persiane (480-479 a.C.)
a tutto il secolo successivo periodo da cui vengono tutti i + grandi capolavori
però bisogna fare attenzione alla terminologia, xk classico ci fa pensare che sia
il punto di riferimento ma non è così, non è una valutazione di merito
ETA ELLENISTICA (3’-1’ sec. a.C.) da morte di Alessandro Magno a
conquista romana dell’Egitto, 30 a.C. dopo Alessandro si sono innestati vari
regni ellenistici (es. i Tolomei si insediano in Egitto) ora c’è cultura
multicentrica (oltre ad Atene, ci sono per es. Alessandria e Rodi) esplosione
culturale ad Alessandria dove gli studiosi di vari ambiti collaborano insieme e
spesso uno studioso si occupa di più campi (es. Eratostene calcolò la lunghezza
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CIVILTA’ GRECA

INTRODUZIONE

-Dai testi letterari emerge tantissimo la civiltà -Letteratura greca antica qualcosa di non tanto omogeneo: a) ESTENSIONE TERRITORIALE la Grecia era molto + grande di ora (per esempio comprendeva la Macedonia, la Bulgaria, Egitto, sud Italia, Ponto Eusino etc) questa enorme estensione porta a FRAMMENTAZIONE a livello:

  • POLITICO
  • SOCIALE/CULTURALE
  • LINGUISTICO non sono lingue ≠, ma coloriture ≠ DIALEKTOI LINGUE (i dialetti) normalmente oggi da noi a scuola si insegna il dialetto IONICO- ATTICO del 5’-4’ sec. a.C. ha dato le basi x costruzione di lingua comune KOINE’ DIALEKTOS, che si inizia a creare a partire dall’età ellenistica sulla base dell’attico privato dei suoi aspetti tipici 2 19 8 c’erano tanti dialetti ≠:
  • Ionico
  • Dorico
  • Eolico
  • Arcadico
  • Attico
  • Settentrionali e Nord Occidentali Ci sono però elementi comuni anche che danno la consapevolezza di essere il POPOLO GRECO, quindi ≠ rispetto agli altri questi “ALTRI” venivano chiamati BARBARI x via della lingua (= quelli che parlano facendo suoni sconnessi, bar bar) chi è greco sa parlare in modo comprensibile, mentre chi non lo è fa dei versi

B) ESTENSIONE CRONOLOGICA ▲ ETA’ ARCAICA (dalle origini al 6’ sec. a.C.) dai poemi omerici, che sono la + antica forma di letteratura greca in nostro possesso (8’-7’ sec. a.C.) ▲ ETA’ CLASSICA (5’-4’ sec. a.C.) da fine delle guerre persiane (480-479 a.C.) a tutto il secolo successivo periodo da cui vengono tutti i + grandi capolavori però bisogna fare attenzione alla terminologia, xk classico ci fa pensare che sia il punto di riferimento ma non è così, non è una valutazione di merito ▲ ETA’ ELLENISTICA (3’-1’ sec. a.C.) da morte di Alessandro Magno a conquista romana dell’Egitto, 30 a.C. dopo Alessandro si sono innestati vari regni ellenistici (es. i Tolomei si insediano in Egitto) ora c’è cultura multicentrica (oltre ad Atene, ci sono per es. Alessandria e Rodi) esplosione culturale ad Alessandria dove gli studiosi di vari ambiti collaborano insieme e spesso uno studioso si occupa di più campi (es. Eratostene calcolò la lunghezza

della terra, ma era anche un poeta, filologo, si occupava di miti etc.) qui nasce la concezione del sapere a tutto tondo ▲ ETA’ IMPERIALE (1’-6 sec. d.C.) fino alla chiusura delle scuole filosofiche ad Atene (529) ▲ ETA’ BIZANTINA (da Giustiniano, 527-565 d.C., a caduta di Costantinopoli,

  1. ad essa è dedicata disciplina specifica

Prima dell’età arcaica cosa c’è però? MONDO MICENEO (16’-11’ sec. a.C.) civiltà micenea, da città di MICENE (uno dei centri + fiorenti) in questa fase la struttura è quella dei PALAZZI c’è ARISTOCRAZIA GUERRIERA C’è un RE 2 19 8 il miceneo è forma di greco molto antico noi lo conosciamo tramite la

SCRITTURA LINEARE B (c’era la A ma era dell’epoca MINOICA e non è stata tradotta) è SILLABARIO ogni grafema corrisponde a una sillaba questa scrittura la abbiamo trovata sui cocci provenienti da archivi questa tavolette sono registrazioni, conti etc. ci parlano del mondo, non della letteratura però una forma di letteratura orale doveva esistere È però dall’alfabeto fenicio che i greci hanno ricavato il loro alfabeto

MEDIOEVO ELLENICO

Non abbiamo una perfetta continuità tra l’età Micenea e quella Arcaica già dal 13’ sec. a.C. comincia a declinare il Miceneo e dall’11’ sec. a.C. non ne abbiamo più traccia si vedono i resti di distruzione di città etc, ma non si sa a cosa è stata dovuta questa distruzione (la tradizione letteraria fa riferimenti a movimenti di popoli, classificati come INVASIONE/IMMIGRAZIONE DORICA invasione di popolazioni parlanti greco che avrebbero determinato un declino di questa civiltà non ci sono grandi certezze su questo, ma di sicuro qualcosa è cambiato, poiché nulla è stato ricostruito e ciò attesta che questa società era già in declino) in mezzo (11’ sec. a.C.- 9’-8’ sec. a.C.) c’è il MEDIOEVO ELLENICO/SECOLI BUI etichettato così perché era caratterizzato da notevole declino rispetto alla civiltà micenea (forse in questo periodo era sparito l’uso della scrittura) questo periodo ha diverse accezioni:

  • Medioevo Ellenico “medioevo” inteso come periodo di decadenza
  • Secoli Bui ”bui” nel senso che non ne sappiamo niente, sconosciuti
  • Alto Arcaismo periodo più antico dell’Arcaismo In questo periodo però si sviluppa l’articolazione politica sociale della Grecia storica periodo oscuro in cui c’è stata una rinascita etc qui per esempio affondano le radici i Poemi Omerici

LA LINGUA LETTERARIA -La lingua letteraria non coincide con quella di uso quotidiano la lingua si colora di caratteristiche interessanti ad esempio la coloritura dialettale diventa una

Generazione degli DEI ci sono più versioni dei miti una fonte autorevole è la Teogonia di Esiodo (opera in esametri in cui viene raccontato come è nato il Cosmo e come si è andato originando questo sistema) queste storie mitologiche sono PATRIMONIO CONDIVISO a cui i poeti attingono

CONSERVAZIONE E TRASMISSIONE DEI TESTI L’opera letteraria come testo scritto è il formato con cui queste opere si sono conservate fino a noi queste opere venivano eseguite accompagnate da musica, danza etc, ma a noi sono arrivate solo in forma scritta e spesso sono anche frammentarie abbiamo perso tutto questo (x esempio non sappiamo riprodurre perfettamente la dizione metrica antica l’esametro, che è una sequenza ordinata di sillabe lunghe e brevi, noi non riusciamo a percepirlo come ritmo poiché il nostro sistema si basa invece sugli accenti e infatti sappiamo leggere quelli come ritmo infatti la metrica greca produce sorta di cantilena, cantilena che veniva accompagnata da strumento, la cetra) tutto ciò lo sappiamo da documentazioni iconografiche e da Poemi Omerici (ad es. nell’”Odissea” ci sono dei cantori di palazzo che vengono descritti mentre fanno il loro lavoro) Noi non abbiamo l’originale dei testi scritti in quell’età in più quello che abbiamo è poco rispetto a quello che è stato scritto (forse circa il 10%) quello che è sopravvissuto era quello che piaceva di più ai tempi i testi che ci sono giunti sono sopravvissuti perché sono stati RICOPIATI A MANO i TESTIMONI che ci hanno tramandato i testi sono:

  • TRADIZIONE DIRETTA testimoni scritti concepiti e destinati a conservare quell’opera - Tradizione antica sono + i frammenti (di ROTOLI, CODICI in papiro o pergamena) - Tradizione medievale CODICI interi nella maggior parte di pergamena o carta
  • TRADIZIONE INDIRETTA testimoni che non sono destinati a tramandare quell’opera es. le citazioni, i commenti, le imitazioni etc. gli autori greci avevano l’abitudine di citare altri autori e i loro lavori nelle loro opere spesso lo facevano a memoria, perciò dobbiamo stare attenti e tener conto che potrebbero esserci degli errori (come anche per il caso della copiatura dei testi)

-Il ROTOLO forma del libro + antica può essere di PAPIRO (+ frequente) o di PERGAMENA (usata però + x i codici): il rotolo di papiro (pianta) è costituito da singoli fogli congiunti raggiunge lunghezza di svariati metri le fibre corrono in modo diverso (orizzontale e verticale) e perciò per scrivere veniva usata la prima faccia, ossia quella interna La PERGAMENA ricavata da pelle di animali c’erano 2 Lati, il LATO CARNE e il LATO PELO si scriveva sul lato carne

15/02/

nel rotolo la scrittura è divisa in colonne e si leggeva srotolandolo in orizzontale cosa complicata, con ulteriore complicazione, ossia la scrittura la scrittura era MAIUSCOLA, senza spazi tra le parole (scripta continua) e priva di segni che normalmente ci sono e che agevolano la lettura il lato esterno non veniva scritto normalmente (casi rari OPISTOGRAFI) Non è normale trovare rotolo intero noi abbiamo dei pezzetti quando vengono trovati questi pezzi spesso su un lato c’è scritto una cosa e sull’altro una cosa che non c’entra nulla questo accadeva perché quando uno non voleva più un rotolo, non lo buttava via, ma lo riutilizzava poiché i materiali scrittori erano materiali preziosi il caso + tipico del riutilizzo è quello x documenti in questi documenti si metteva spesso la DATA ce ne sono giunti molti con la data e questo ci aiuta nel stabilire l’età delle opere che ci sono dietro, ossia che risalgono a periodo precedente rispetto al documento può succedere anche il contrario cioè che i documenti vegano riciclati x scrivere opere letterarie e quindi si sa che queste risalgono dopo Altri modi x risalire all’età dei rotoli sono per esempio la STRATIGRAFIA metodo raro perché spesso non si riesce a fare

  • Luoghi in cui vengono ritrovati: 1)SPECIFICI
  • Spesso questi libri furono trovati nelle DISCARICHE fra l’’800 e il ‘ c’erano gli archeologi che individuavano ad occhio le antiche discariche (qui la stratigrafia x es. non si può fare)
  • A volte si trovano nelle TOMBE come corredo funebre
  • A volte venivano usati come carta pesta x costruire l’INVOLUCRO delle mummie
  • A volte li ritroviamo “in situ”, ossia nei luoghi dove erano conservati (case, archivi) 2)GEOGRAFICI
  • Vengono dall’EGITTO x ragioni climatiche il papiro viene distrutto dall’umidità e perciò si conserva bene nel deserto sono stati ritrovati in Egitto poiché era uno dei regni Tolemaici regno grecizzato e rimasto tale fino all’età imperiale la cultura greca viene vista come la chiave x dare scalata a livelli sociali (caratteristica culturale e sociale dei livelli + alti della popolazione)
  • Vengono da contesti particolari papiri carbonizzati da incendio PAPIRI DI ERCOLANO che facevano parte di una biblioteca (eruzione del 79 d.C.) ciò ha evitato il deterioramento

-La forma del libro come la conosciamo noi è il CODICE si afferma a un certo punto e soppianta il rotolo il periodo è incerto perché ciò è stato passaggio graduale e complesso il codice a un certo punto si identifica come simbolo della civiltà cristiana (≠ il rotolo è simbolo di società pagana) il libro fatto a codice è + comodo da

  • Esiodo, “Opere e Giorni” si nota che ci sono dei segni sulle parole e che la scrittura è MINUSCOLA, dotata di spazi tra le parole e di segni di lettura cambiamento epocale
  • Senofonte (14’ sec.)
  • Isocrate (15’ sec.) secolo in cui viene inventata la stampa
  • Omero, Iliade 1’ edizione a stampa di Demetrio Chalcondylas (Firenze 1488) EDITIO PRINCEPS è momento in cui si reintroduce il fatto che serie di intellettuali greci migrano verso occidente (caduta di Bisanzio) e reintroducono la conoscenza del greco antico

LA SCRITTURA Spesso abbiamo + testimoni x la stessa opera letteraria le opere non sono uguali ogni volta che si copia si fanno degli errori (x errore in FILOLOGIA, ossia la scienza che si occupa di ciò, si intende ogni deviazione dal modello) gli errori possono dipendere da tanti fattori: -errori meccanici (lingua, scrittura etc) -errori che dipendono dallo strumento utilizzato -errori che dipendono dal modo in cui è scritto il modello

ESIGENZA DI AVERE TESTO AFFIDABILE Qual è il testo vero di tutte le copie? il filologo mette a confronto tutti i testi e individua le cose ≠ non esiste perciò una sola copia buona e non se ne può scegliere una l’idea di prendere una copia che ci sembra la migliore e buttare via le altre non è buona poiché ci potrebbero essere comunque degli errori x un periodo c’è stata questa pratica, ossia la teoria del CODEX OPTIMUS poi si è capito che non era una grande idea 2 19 8 il filologo prova a capire quali info arrivano dai vari testimoni 2 testi che hanno lo

stesso errore hanno la probabilità di essere stati copiati dalla stessa persona e ciò è indizio importante l’errore è quello che ci guida e deve essere pesante/ significativo ci danno indizi su chi ha copiato da chi etc 2 19 8 a questo punto dobbiamo ricostruire il testo proviamo a scegliere tra le ≠ varianti

a disposizione e lo facciamo con dei criteri criteri in parte legati ai rapporti tra i testimoni che si è potuto determinare, in parte legati al fatto che copiando si può banalizzare un testo e criteri in parte interni al testo ( es se ho una versione che contrasta con l’autore e una + regolare con il suo modo di scrivere prediligerò quest’ultima USUS SCRIBENDI)

alla fine di tutto questo lavoro noi maneggiamo serie casuale di testimoni distanti secoli a questo punto il filologo interviene con EMENDAMENTI X CONGETTURA x cambiare il testo (si sostituisce una parte del testo, se ne aggiunge una etc) di ciò lascia traccia poiché si produce l’EDIZIONE CRITICA (i testi che abbiamo nei nostri libri riproducono la traduzione di un testo che viene da un’edizione critica) l’ediz. critica di solito non ha la traduzione in lingua moderna e

il testo è nella parte superiore della pagina, mentre sotto c’è l’APPARATO CRITICO dove ci sono gli interventi dei filologi è strumento potente perché ci permette di controllare l’azione dei filologi 2 19 8 la filologia è scienza che si basa sulla deduzione e sull’economia delle ipotesi noi

partiamo da quadro frammentario e cerchiamo di ricostruire quello che probabilmente si è verificato nella storia

Segni dei filologi: [ ] x cancellare dei pezzi/parole, ma è anche usato x indicare una lacuna del testo { } x cancellare dei pezzi/parole < > x aggiungere dei pezzi

20/02/

CONTESTO CULTURALE ▲ La letteratura di questo periodo si basa sui MYTHOI (RACCONTI da qui MITI) da questo bacino di info i poeti ricavano il proprio materiale l’elemento della fantasia si esercita ma non per tutto ▲ Letteratura fruita e composta oralmente ▲ Letteratura come fenomeno sociale ▲ Patrimonio narrativo consolidato nel corso di generazioni il punto era scoprire come il poeta si tira fuori da quella situazione, perché le storie si conoscevano già ▲ Occasioni e interazione tra poeta e pubblico ▲ Ruolo della scrittura per la composizione e la trasmissione

I GENERI LETTERARI DELL’ETA’ ARCAICA ▲ EPICA la letteratura greca parte con questa rappresentata principalmente da OMERO e ESIODO (con lui c’è l’inizio del POEMA DIDASCALICOpoema che ha intenti educativi, vuole insegnare ≠ x Omero la poesia è DILETTO, piacere e non esplicitamente insegna qualcosa) ▲ Prime forme di RIFLESSIONI FILOSOFICHE in forma poetica (Parmenide, Empedocle etc.) riflessioni su come è fatto il mondo ▲ POESIA LIRICA giambo-elegia-melica monodica e corale si impone nel 7’-6’ sec. a.C. e l’epica declina è lirico tutto ciò che non è epica e teatro ci sono contesti e modalità di esecuzioni ≠ ▲ PROSA LETTERARIA (riflessione filosofica e indagine storica) fase finale dell’età arcaica

OMERO

▲ La letteratura greca comincia con Omero comincia con lui perché non abbiamo testimonianze di altri poeti prima che probabilmente ci sono stati [es.

contraltare quasi perfetto del mondo degli uomini (l’unica ≠ è che sono immortali)

  • Inganno del Cavallo (guerra di Troia) non è raccontato nei poemi questo episodio, ma c’è solo in questo canto a questo punto si capisce che è Ulisse perché piange e il re gli chiede come mai e chi è etc. quando si parla dei cantori vengono fuori serie di info il cantore x es. viene messo alla pari degli artigiani ed è libero di cantare quello che vuole sia Demodoco che Femio cantano avvenimenti “recenti” a un certo punto Telemaco dice che al pubblico piace sentire “canti nuovi” Femio dice che la sua ispirazione viene dalla Musa ma lui è anche autodidatta l’esecuzione è basata su materiale tradizionale ma anche sulla capacità del poeta di reinventare la materia etc. oltre a questi 2 cantori compaiono altri personaggi mentre cantano e che non sono cantori es. Achille viene sorpreso mentre suona la cetra e canta le glorie degli uomini (lo fa x sé e x Patroclo); lo stesso Odisseo racconta le sue avventure con le stesse modalità di un cantore; anche le sirene cantano e il loro canto dà delle notizie (nel caso di Odisseo gli propongono di cantare le sue gesta gloriose) visione di poesia che ammalia, dà piacere non sono argomenti dilettevoli ma danno piacere perché è poesia ben fatta come diceva Aristotele la poesia ha scopo di imitare la realtà e se lo fa bene dà piacere se invece il pubblico è coinvolto nella materia del canto non si percepisce + la bellezza della poesia (es. di Ulisse che piange)

ILIADE

▲ Ca 16.000 versi ▲ Racconta un episodio del penultimo anno di guerra (meno di 2 mesi) ci sono 2 punti in cui si dice che si sta compiendo il 9’ anno ▲ Tema centrale: l’IRA di Achille lo si dice nell’incipit dove c’è l’invocazione alla Musa “Oh Musa canta l’ira di Achille” la 1’ parola è MENIN=IRA ▲ Molte allusioni alla caduta della città ma quando il poema finisce la presa di Ilio è ancora lontana (es. la morte di Ettore già preannuncia ciò)

Perché di tutto questo? Tutto ha inizio durante il banchetto nuziale di Teti e Peleo, padre del valoroso Achille, nonché re di Ftia, che invitarono tutti gli dei e le dee eccetto una: Discordia. Questa, sentendosi offesa, decise di vendicarsi lasciando cadere, su un tavolo imbandito, una mela d’oro, sulla quale era incisa la frase: “Alla più bella”. Era, Atena

e Afrodite, credendosi ognuna superiore in bellezza alle altre due, si contesero la mela, fino a quando Zeus, re degli dei, si recò da un giovane, famoso per il suo fascino e gli affidò la decisione: costui era Paride. Le dee, determinate ad ottenere la mela, offrirono doni differenti; Atena la saggezza, Era la potenza e Afrodite la donna più bella del mondo: Elena , moglie di Menelao, re di Sparta .Paride, preferendo quest’ultima offerta, consegnò il pomo ad Afrodite che mantenne la sua promessa. Il giovane, allora, non esitò a indurre la bella Elena alla fuga da Sparta e a condurla in patria, scatenando così la furia di Menelao, che si schierò con il fratello Agamennone, interessato all’espansione, contro Priamo e l’intera città di Troia. Trascorreranno, così, ben dieci anni prima che i Greci riescano a fare breccia nelle potenti mura di Ilio (Troia) e conquistarla.

ODISSEA

▲ Ca 12.000 versi ▲ Tema: RITORNO a casa di Odisseo nell’incipit la prima parola è “UOMO” e infatti il soggetto dell’opera è l’uomo Odisseo ▲ Inizio in media res linearità del tempo narrativo spezzata da flashbacks ▲ Forma archetipa del romanzo (elemento fiabesco e trama articolata, non regolare) L' Odissea narra il lungo viaggio (il nostos ) compiuto da Odisseo (Ulisse per i Latini) per ritornare in patria, a Itaca , dopo l’espugnazione della città di Troia. L’opera presenta anche le vicende successive alla morte di Ettore, con cui l’ Iliade si concludeva, come la conquista della città di Troia, avvenuta attraverso l’inganno del cavallo escogitato dal nostro protagonista. Il poema è costituito, come l’ Iliade , da 24 libri in esametri , raccolti in tre grandi nuclei tematici:

  • la Telemachia (libri I-IV): i primi quattro canti dell’ Odissea sono dedicati al figlio di Ulisse, Telemaco.
  • I viaggi di Odisseo (libri V -XII): narrano il naufragio di Ulisse a seguito della furia di Poseidone presso i Feaci , nell’isola di Scheria , e la sua permanenza sull’isola. Segue la narrazione di alcune sue imprese.
  • Il ritorno e la vendetta di Odisseo (libri XIII - XXIV): qui vengono trattati il ritorno ad Itaca di Ulisse e la sua vendetta contro i Proci.

Contenuto dell’opera

Proemio Come l’ Iliade , anche l’ Odissea si apre con un proemio costituito dall’ invocazione della musa ispiratrice e dalla protasi , in cui si sintetizza il contenuto dell’intera vicenda. In particolare viene descritto Ulisse, mettendo in evidenza le divergenze con Achille, protagonista dell’ Iliade : egli è una persona che soffre per la lontanza da casa, è intelligente, astuto, pronto a sfruttare ogni situazione ed insaziabilmente curioso.

addormenta. Atena appare in sogno a Nausicaa, figlia di Alcinoo, re dell’isola, e le consiglia di recarsi al fiume per lavare il corredo nuziale. Nausicaa , il mattino seguente, si reca al fiume dove gioca a palla con le ancelle, fino a svegliare Ulisse, che le chiede informazioni sul luogo in cui si trova. Spaventate, le serve si danno alla fuga: solo Nausicaa ascolta l’eroe e gli offre il suo aiuto, esortandolo a chiedere l’ospitalità ai genitori. Il giorno seguente è organizzato un banchetto in suo onore , e Demodoco, un cantore, racconta gli episodi riguardanti la caduta di Troia e dell’inganno del cavallo: Ulisse, nel sentire la storia della guerra, piange e Alcinoo lo invita a rivelare la sua identità. Odisseo rivela il suo nome e inizia a narrare il ritorno a partire dal termine della guerra. Incomincia qui il lungo flashback attraverso il quale si ripercorrono le vicende dell'eroe greco. Dopo la guerra, Ulisse sbarca nella terra dei Ciconi e saccheggia la città di Ismara, nella regione della Tracia. Costretto alla fuga (nella quale egli perde alcuni uomini), Ulisse approda all' isola dei Lotofagi , i "mangiatori di loto", un fiore che fa dimenticare il passato, e poi alla terra dei Ciclopi , dei mostruosi giganti pastori con un solo occhio. Qui l'eroe greco e i suoi compagni sono catturati da Polifemo, e Ulisse si salva ricorrendo alla sua proverbiale astuzia : dopo aver detto al mostro di chiamarsi "Nessuno", Odisseo fa ubriacare il ciclope e poi lo acceca con un palo rovente 1. Quando Polifemo urla che "Nessuno lo ha accecato", gli altri ciclopi credono semplicemente ch'egli abbia esagerato con il vino. Ulisse e i compagni, nascosti sotto alcune pecore, sfuggono poi al mostro che controlla i suoi animali tastandoli con le gigantesche mani. Ulisse si dirige poi da Eolo , dio dei venti, il quale dona loro un otre , racchiudente i venti contrari alla navigazione. Sfortunatamente, però, proprio nel momento in cui già appare all’orizzonte l’amata Itaca, i compagni, credendo che l’otre celi un tesoro , lo aprono, liberando i venti sfavorevoli che rispingono le navi di Ulisse in alto mare. Ulisse si reca nuovamente da Eolo per scusarsi e per implorare invano un’altra occasione. L'eroe approda poi nella terra dei Lestrigoni , dei giganti cannibali che fanno strage dell'equipaggio di Ulisse, che fugge con l'unica nave superstite verso l'isola di Eea. Qui la seducente maga Circe , invaghita del protagonista, trasforma il resto della truppa in maiali : Odisseo spezzerà l'incantesimo solo grazie ad un'erba magica donatagli da Ermes. Dopo un soggiorno di quasi un anno presso la maga, quest'ultima lo invia nel paese dei Cimmeri, da cui Ulisse potrà scendere nell'Ade. Qui egli incontra molti eroi greci, tra cui Agamennone, Achille ed Eracle e soprattutto l'indovino Tiresia, che gli predice la lotta contro i Proci , lo invita a prestare attenzione alle vacche del dio Iperione e gli annuncia una misteriosa morte lontano dalla patria. Ulisse torna da Circe e, seguendo i suoi consigli, riparte per mare. Incrociando le Sirene , egli tura le orecchie dei compagni con della cera e si lega all'albero della nave, per ascoltare il canto delle creature mitologiche senza cedervi (e quindi naufragare). Ulisse supera poi i mostri Scilla e Cariddi , posti all'altezza dello stretto di Messina, e approda in Trinacria, l'attuale Sicilia. Qui i compagni, stremati dal

lungo viaggio e dalla fame, si cibano delle vacche del dio Sole^2 provocando l’ira del dio, che si vendica con una tempesta non appena essi riprendono il mare. Unico superstite, Odisseo giunge all’ isola di Calipso , dove rimane per otto anni. Termina qui il racconto di Ulisse ai Feaci, che, commossi, lo riportano a Itaca.

Il ritorno e la vendetta (libri XIII-XXIV) Giunto alla spiaggia di Itaca, Ulisse, viene trasformato in un vecchio mendicante. In seguito Atena si reca a Sparta da Telemaco , per esortarlo a fare ritorno a casa, mentre Ulisse chiede ospitalità a Eumeo, un umile porcaro rimastogli fedele dopo tanti anni, venendo così a sapere della tirannia imposta dai proci alla moglie Penelope. Raggiunto dal figlio, cui svela la propria identità, Ulisse organizza il piano per attuare la vendetta. Odisseo, sempre con le sembianze di un misero mendicante, si reca alla reggia reale, dove ha modo di osservare la volgarità dei proci. Riconosciuto solo dal fedelissimo cane Argo , che muore subito dopo averlo rivisto, Ulisse ha un colloquio con la moglie, che non sa di trovarsi di fronte al marito. Ulisse, mantenendo l'incognito, le annuncia il suo futuro ritorno. In mezzo alle continue prepotenze dei proci, anche nei confronti dello stesso Ulisse (riconosciuto, per via di una cicatrice, dalla vecchia nutrice Euriclea , cui però l'eroe greco impone il silenzio), Penelope indice una gara con l'arco di Ulisse per scegliere un nuovo re. La donna sposerà chi saprà tendere l'arco e scoccare una freccia attraverso l'anello di dodici scuri. Mentre i proci falliscono miseramente, Ulisse supera facilmente la prova e, con l'aiuto di Telemaco, stermina gli avversari. Penelope pone al marito un'ultima prova: descrivere con tutti i dettagli il loro letto nuziale. Ulisse si reca poi dal padre Laerte, cui descrive con precisione un frutteto donatogli dal genitore. Placata con l'aiuto di Atena un'ultima rivolta interna, Ulisse, tornato re di Itaca, stila patti di pace e tranquilla convivenza.

-usi funerari nell’Iliade si usa l’incinerazione (uso + tardo), mentre l’uso del tempo era l’inumazione -gestione del potere nei poemi c’è monarchia ma non è assoluta quindi siamo nell’età vecchia o nella fase + recente? siamo in mezzo mondo poetico artificiale che non è mai esistito come tale

▲ RUOLO DEGLI SCAVI ARCHEOLOGICI: da Heinrich Schliemann (1822-1890) a oggi gli scavi archeologici hanno avuto impulso grazie alla figura di SCHLIEMANN (mercante appassionato di Omero) i primi scavi condotti non sono stati fatti tramite elementi scientifici, come la stratigrafia per es i suoi scavi sono stati proseguiti negli anni fino a KORFMANN

OMERO: IL RUOLO DEGLI DEI -Le divinità che compaiono in Omero sono quelle del PANTHEON tradizionale Lo storico Erodoto disse che Omero e Esiodo hanno insegnato tutto sugli dei (Esiodo scrisse la “Teogonia” opera in cui parla degli dei) Erodoto accomuna i 2 + antichi poeti in questo ruolo di aver stabilito i confini della mitologia del pantheon greco e ciò lo esprime in maniera neutra 2 19 8 ≠ x altri autori questo impatto è negativo es. Senofane dice che Omero ed Esiodo

hanno attribuito agli dei tutti gli aspetti + negativi degli uomini gli dei infatti sono lo specchio del mondo umano (tolto x l’immortalità) e x alcuni ciò è un difetto es. Zeus può essere ingannato nell’Iliade c’è parentesi in cui la moglie lo inganna seducendolo e lo fa addormentare, affinché gli altri dei possano rientrare in battaglia a favore dei loro protetti (cosa che era stata vietata x la richiesta di Teti x la questione di Achille) Zeus non è onnipotente ne onnisciente c’è elemento in mezzo, il DESTINO, cosa a cui sia gli uomini e gli dei si possono opporre già in un mondo in cui ci sono gli dei e il destino il discorso del libero arbitrio degli uomini è problematico problema della COLPA di chi è la colpa? in Omero si vede poco, mentre nei tragici greci di + -gli dei intervengono anche fisicamente (es. Atena che ferma Achille x i capelli; Afrodite che salva Paride) sono descrizioni poetiche dei sentimenti dell’uomo e soluzioni poetiche x intrecci (meccanismo poetico) questa idea di risolvere situazioni intrecciate con l’intervento divino avrà luogo anche a teatro DEUS EX MACHINA (meccanismo scenico)

OMERO: IL MONDO DELGI UOMINI concetto di CIVILTA’ DELLA VERGOGNA concetto antropologico creato x il mondo di Omero da Doods (studioso) x l’uomo omerico x essere tranquillo bisogna avere il riconoscimento della comunità/la pubblica stima (TIME’) AIDOS (vergogna) ciò vale x la classe aristocratica, guerriera, x gli eroi meccanismo x cui il timore x la sanzione impedisce già che qualcuno faccia qualcosa in contrasto con il proprio ruolo timore della NEMESIS

OMERO: LA LINGUA E IL METRO

-Passo di oratore, Dione di Prusa rende bene l’idea di come è fatta la lingua greca l’unico errore è che non ci sono elementi dorici ▲ ci sono elementi IONICI-EOLICI e ATENIESI (attici) VARIETA’ GEOGRAFICA ▲ sono mescolate forme + antiche e forme + recenti VARIETA’ DIACRONICA è lingua artificiale, lingua d’arte questa polimorfia non corrisponde a lingua davvero parlata, perché le lingue parlate tendono a economia perché devono essere pratiche tutte queste forme diverse sono sopravvissute perché il cantore doveva improvvisare rispettando un metro e quindi avere + possibilità x dire una stessa parola aiuta è lingua connessa con la metrica

OMERO: LO STILE E LA DIZIONE Come si è formata la poesia omerica? si tratta di POESIA ORALE ha avuto sia composizione che fruizione orale ▲ per quanto riguarda l’espressione STILE FORMULARE ▲ per quanto riguarda la costruzione SCENE TIPICHE Milman Parry (1902-1935) questo studioso si era accorto di una ricorrenza di formule/spezzoni di versi che si ripetevano uguali nelle stesse posizioni Parry studiò le coppie NOMI/EPITETI (epiteto formulare es. “Ettore dall’elmo scintillante”) questo è aiuto importante x l’aedo, è il materiale da costruzione 2 19 8 la formula x Parry è l’espressione regolarmente impiegata nelle stesse condizioni

metriche x esprimere una certa idea essenziale 2 19 8altri studi hanno dimostrato che le formule possono variare 2 19 8altro dubbio: può essere che ci siano espressioni che venivano usate spesso ma che

a noi sono giunte una volta sola questo elemento della formularità ha aperto la strada x la composizione orale dei poemi Walter Arend (anni ’30 del ‘900) ha condotto studi su ciò sono caratteristica x cui quando si verifica la necessità di descrivere qualcosa (es. il duello, il viaggio, la supplica etc.) il poeta non inventa questa descrizione, ma ha canovaccio che segue ogni volta e che può essere variato da particolari l’ossatura delle scene è la stessa, cambiano alcune cose MATERIALE TRADIZIONALE + SCENE TIPICHE poesie che erano nuove, perché irripetibili, e antiche perché si basavano su scene già fatte Parry seguito da altro studioso, Lord, non si accontenta di ciò insieme hanno cercato dei possibili confronti e li hanno trovati in Jugoslavia ci sono cantori analfabeti che improvvisano canti tradizionali sulla base di tradizioni note e canovacci semi preparati i CANTI SERBO-CROATI Lord nel 1960 ha pubblicato “Il cantore di storie” con allegato un cd con questi canti

OMERO: IL SISTEMA FORMULARE -Tabella

omissioni, aggiunte..) ciò è imp. perché diedero l’idea che i poemi omerici hanno avuto evoluzione, storia ✓ Poco dopo la pubblicazione di Villoison si colloca quella de “I Prolegomena ad Homerum” (testi introduttivi) di Wolf (1795) scrive storia dei testi omerici e arriva alla conclusione che questi testi non possono essere stati composti da un unico autore e che erano canti separati composti da aedi diversi e poi riuniti insieme e fissati nel 6’ sec. a.C. certe caratteristiche dei poemi effettivamente hanno qualcosa di strano x essere il prodotto di un unico autore Wolf si è posto anche il problema di come si siano formati i poemi omerici ✓ ≠ è la critica dell’’800 e del ‘900 CRITICA ANALITICA si dedicò sulle varie parti tentativo di isolare i pezzi e vedere se stavano in piedi da soli: -secondo alcuni esistevano CANTI + PICCOLI che poi sono stati cuciti insieme (es. x l’Odissea si è pensato a 3 epiche viaggi di Telemaco- viaggi di Odisseo-fatti di Itaca solo in seguito un aedo li ha messi insieme) -un’altra visione pensa a esistenze di un NUCLEO CENTRALE a cui sono state aggiunte amplificazioni (es. x l’Iliade il nucleo era l’ira di Achille)

  • INTERPOLAZIONI nucleo centrale genuino + aggiunte spurie ✓ CRITICA UNITARIA (inizi del ‘900) mette in evidenza quali sono gli elementi di omogeneità, coerenza dei poemi ✓ NEOANALISI (‘900) UNITARISMO ANALITICO è mediazione tra le 2 precedenti critiche presta attenzione a entrambi gli aspetti si sforza di convertire in chiave unitaria dei metodi di ricerca usati dalla critica analitica si applica alle indagini sul pre-omerico, cerca di indagare sull’esistenza dei vari cicli mitici come fonti x i poemi ✓ TEORIA ORALE (‘900) si innesta in questo quadro della neoanalisi si pone il problema di come il poeta utilizzi forme a livello linguistico e scene a livello compositivo 2 19 8si capisce che dietro c’è un grande poeta, ma qualche elemento non uniformato nei poemi è rimasto e questo è sintomo della fase della composizione orale è difficile però pensare che chi abbia messo insieme i poemi non si sia aiutato con la scrittura

I LIBRI DEI POEMI ILIADE 24 ODISSEA 24

24 sono le lettere dell’alfabeto greco e infatti ogni libro dell’Iliade veniva identificato con una lettera dell’alfabeto maiuscola, mentre per l’Odissea si usano quelle minuscole Questa divisione in libri a quando risale? non c’è conclusione univoca, le prove sono incerte sicuramente non è originaria e questo si capisce perché ogni tanto questa divisione trancia a metà una sequenza narrativa è divisione successiva, però non si sa di più alcuni pensano che risalga a quando i poemi sono stati messi per iscritto x i canti delle Panatenee; altri la collocano non + indietro dell’epoca ellenistica

LETTURA TESTI ILIADE

LETTURA TESTI ODISSEA

ESIODO

▲ (^) 8’-7’ sec. siamo più o meno nel periodo coevo con Omero 2 19 8gli antichi avevano inventato leggenda di agone tra Omero e Esiodo (tra l’altro

tardo risale al 2’ sec d.C.) gli antichi li consideravano comunque come contemporanei e maestri del popolo greco ▲ Di Omero non sappiamo nulla, ≠ con Esiodo è la 1 volta che emerge l’individualità del poeta il poeta parla di sé e ci racconta alcune info sulla sua vita, e oltre a questo è interessante il fatto che lui stesso imponga la propria figura come poeta, guida morale etc Il poeta ci parla di sé, il 2’ dei suoi poemi prende proprio spunto da un fatto privato ▲ Fu esponente del genere DIDASCALICO (genere in cui l’istanza dell’istruzione del pubblico è centrale) tuttavia questa distinzione sarà operante non prima dell’età ellenistica (fine 4’, pieno 3’ sec. fino al 1’ sec) in cui si cominciò a fare riflessione dei generi letterari Esiodo era concepito come poeta epico, perché gli stessi sono i mezzi espressivi di Omero E. usa la stessa lingua di Omero (con stessa commistione di elementi dialettali e cronologici) e lo stesso metro in più in qualche modo in quella fase tutta la poesia veniva considerata didascalica 2 19 8non sono esattamente identiche, ci sono delle differenze tali x cui i critici hanno pensato che i poemi di Esiodo siano stati scritti con l’ausilio della scrittura è abbastanza sicuro invece che ancora la fruizione di questa poesia avvenisse oralmente