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Appunti su civiltà greca e polis
Tipologia: Appunti
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1. La civiltà greca e la politica – La polis Dalla parola polis deriva un termine, politeia , che tradotto in italiano significa costituzione, cioè insieme di norme, ma per gli antichi greci questa parola aveva un significato leggermente diverso in quanto comprendeva tutte le istituzioni mediante cui si organizza la vita della polis, con diretto riferimento al costume, alle consuetudini, alla morale, alla religione e alle forme di culto. Politeia, più propriamente, significa modo d'essere della polis. Da ciò deriva che, per la civiltà greca, la politica era la forma più alta di educazione dell'uomo; è la polis che deve formare l'individuo, in modo tale da renderlo capace di vivere la vita politica, cioè vivere nella polis. La caratteristica fondamentale della polis consiste nell'essere una comunità che si estende su un territorio ristretto, a misura d'uomo rispetto ai grandi imperi che si erano costituiti in Asia ed Egitto. La polis è il risultato di un lungo processo storico: la polis è costituita da molti villaggi che gravitavano intorno al castello fortificato. La comunità ha un'organizzazione politica fondata sul ghenos , cioè sul gruppo di più famiglie con un comune progenitore; il capo del gruppo è riconosciuto come re e l'alleanza e l'unione di più gruppi costituisce la polis. Il re, pur appartenendo al ghenos più forte, era il primo tra i pari; aveva il compito di interprete dei voleri delle divinità, in quanto la polis si fonda sulla religione, infatti le leggi sono tutte di origine divina, ed era sempre assistito dal consiglio, formato dai vari capi dei ghenos, nel prendere le decisioni più importanti. Come terza istituzione politica vi è l'assemblea, nella quale il popolo non ha alcuna iniziativa, ma ha il diritto di manifestare il suo consenso o il suo dissenso. La polis ha una struttura aristocratico-gentilizia, che esclude la massa del popolo da ogni forma di tutela giuridica e da ogni diritto politico; ciò porto a conflitti tra aristocrazia e popolo, volto a spezzare il controllo dei ghenos sulla comunità. Con la prima riforma della costituzione fu estesa la garanzia delle leggi anche al popolo attraverso la redazione delle leggi scritte; in questo modo la legge cessò di essere monopolio del ghenos, ma disponibile per tutti. 2. La costituzione di Sparta Sparta rimase sostanzialmente fedele agli ideali dell'antica costituzione aristocratico- gentilizia, fondata sul rispetto, dalle tradizioni patrie e sull'ideale di una vita dedita in tutto e per tutto alla polis. Vi erano presenti due gruppi etnici: gli spartiati e gli iloti, cioè la servitù della gleba. Lo spartiate invece doveva essere educato a vivere per la polis, fin da bambini si era sottratti alla famiglia per vivere con i coetanei, formandosi alla rigida disciplina della vita collettiva, che aveva come fine la formazione di un guerriero capace di sopportare ogni fatica e pronto a sacrificarsi per la polis. Quasi nulla era concesso alla vita privata: non si doveva preoccupare per il sostentamento, perché gli iloti lavoravano per ciò, la sua quota di proprietà gli veniva assegnata dalla comunità, la sua vita fino ai trent'anni era quella da soldato ed invece fino a sessant'anni si aveva l'obbligo del servizio militare. Era uno stato oplitico, basato cioè sull'esercito, ed il potere sovrano spettava all'assemblea alla quale partecipavano tutti i cittadini che facevano parte dell'esercito, mentre il governo era tenuto dal Consiglio degli anziani, cioè coloro che avevano terminato il servizio militare.
3. La costituzione di Atene Atene innovò invece le vecchie strutture aristocratico-gentilizie, per dare possibilità di espressione alle nuove forze sociali. Con un'economia fondata principalmente sull'agricoltura, si concentrò, all'interno della polis, la ricchezza nella classe aristocratica detentrice di vaste proprietà. Lo stato di guerra continuato provocò un indebitamento dei contadini, i cui campi finiscono per passare in proprietà degli aristocratici, mentre i vecchi proprietari si riducono al rango di servi. Da ciò deriva la prima riforma della costituzione promossa da Solone che comprendeva l'abolizione della pratica del prestare denaro pretendendo come garanzia la stessa libertà personale, il taglio dei debiti pubblici e la formazione di 4 classi sociali; alle prime due erano attribuite le cariche pubbliche, alle altre due invece è stata garantita la partecipazione all'assemblea, in questo modo è stata di molto rafforzata la posizione del popolo. Per Solone alla base di una sana convivenza vi era il principio di giustizia, da rispettare non tanto per le pene previste, facilmente eludibili dai ricchi, ma per evitare conseguenze negative che ricadranno sull'intera città. Le lotte sociali che rendono sempre più grave la miseria del popolo sono, per lui, la conseguenza della violazione della giustizia per avidità di ricchezza da parte dell'aristocrazia, ed è anche convinto che punisce sempre, prima o poi, chi l'ha violata. Nella polis le conseguenze del comportamento dei singoli finiscono poi per ricadere su tutti; i beni materiali che essa produce devono essere distribuiti fra i ricchi e i poveri, in modo che le diverse parti sociali si equilibrino fra di loro. Solone quindi limita la potenza dall'aristocrazia e dei ricchi e vieta che la libertà del povero possa essere soppressa dalla ricchezza; per evitare però ripercussioni da parte dell'aristocrazia, la costituzione garantisce loro la proprietà, ma senza che la massa possa distruggerli. Continuano però le lotte tra i ricchi e i poveri, si passa così al tirannide per cercare di trovare una soluzione; il tiranno assume il ruolo di capo di una famiglia che prende il potere da una rivolta spalleggiata del popolo. La loro politica si basava su provvedimenti volti a migliorare la condizione delle classi più umili. Esaurito però il loro programma, i tiranni scomparvero e furono sostituiti dalle aristocrazie, presto rimpiazzate dalla democrazia, introdotta grazie alle riforme di Clistene; fu spezzata così la struttura gentilizia di Atene, ponendo al centro il demos ai danni del ghenos. La popolazione fu divisa in 10 tribù, che non rappresentavano più i gruppi gentilizi, ma era una ripartizione puramente amministrativa. Il Consiglio era costituito da 50 membri per ogni tribù ed il potere era affidato a rotazione ad una di queste. Questa riforma portò la fine della struttura gentilizia e tentò di ricostruire l'armonia e l'unità dei cittadini della polis. 4. Guerra Persiana La guerra persiana oppose le varie poleis al grande impero persiano e diede coscienza alla Grecia del valore essenziale sul quale si basava il suo mondo politico, cioè la libertà. Se la libertà di Sparta è la consapevole partecipazione alla vita della polis, per Atene è la possibilità che ha l'individuo di realizzare la sua vita secondo quanto