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Appunti di diritto pubblico, Dispense di Diritto Pubblico

Appunti/dispensa di Diritto pubblico. CONTENUTI: - Elementi di teoria generale del diritto - Le fonti dell’ordinamento giuridico italiano - Lo Stato - Le forme di Stato e di governo - Gli organi costituzionali (Parlamento; Governo; Presidente della Repubblica; Corte costituzionale) - La magistratura - Diritti e libertà

Tipologia: Dispense

2021/2022

In vendita dal 04/01/2025

Ila.longa
Ila.longa 🇮🇹

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15 documenti

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LE FONTI DEL DIRITTO
Atti o fatti abilitati a porre (creare) norme giuridiche
-Fonti atto: manifestazioni di volontà consapevolmente espresse dirette a produrre
norme giuridiche
-Fonti fatto: comportamenti sociali a cui l’ordinamento riconduce la produzione di norma
giuridica
NORME GIURIDICHE regole di comportamento prescrittive, generali ed astratte e coercibili
Regole di comportamento: regolano dei comportamenti umani
Prescrittive: sono ultrattive, cioè descrivono dei comportamenti da tenere in futuro (dopo
l’entrata in vigore della legge)
Generali ed astratte: sono rivolte ad un numero indeterminato di persone e possono
essere applicate a un numero indeterminato di casi, un numero indeterminato di volte.
Coercibili: le norme giuridiche possono anche essere fatte rispettare con la forza
(dall’apparato statale coattivo) e devono prevedere una sanzione per chi non le rispetta.
Il diritto viene, però, applicato a casi concreti. Per questo motivo è fondamentale
l’INTERPRETAZIONE attività intellettuale di un soggetto (interprete) volta a comprendere il
significato della norma per capire se e come questa può essere applicata al caso concreto.
L’interpretazione si distingue:
A) A seconda di chi la effettua in:
oGiudiziale: effettuata dal giudice nel corso di un processo ed è vincolante solo per
le parti. L’insieme delle interpretazioni giudiziali forma la giurisprudenza.
Esempio interpretazione giuridica: art. 59 Cost. << il presidente della repubblica può nominare
senatori a vita cinque cittadini…>>. Sulla base di questa norma abbiamo avuto 2 interpretazioni
diverse:
1. Il PDR (come carica) può nominare al massimo 5 senatori a vita se io oggi vengo
eletto PDR ma 5 cittadini ancora in vita sono già stati nominati senatori a vita in passato,
io non ne posso nominare altri (dunque ci possono essere max 5 senatori a vita nello
stesso momento)
2. Ogni PDR (cioè ogni persona fisica che si incardina nel ruolo di PDR) può nominare 5
senatori a vita.
Dunque c’è chi ha interpretato il ruolo di PDR sia come carica sia come PF. Oggi questo dubbio
interpretativo è stato risolto con il referendum del 2020 1. Cost. n. 1 del 2020 con questa
legge è stata presa per giusta la prima interpretazione, per la quale ci possono essere
contemporaneamente al max 5 senatori a vita.
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LE FONTI DEL DIRITTO

Atti o fatti abilitati a porre (creare) norme giuridiche

  • Fonti – atto : manifestazioni di volontà consapevolmente espresse dirette a produrre norme giuridiche
  • Fonti – fatto : comportamenti sociali a cui l’ordinamento riconduce la produzione di norma giuridica

NORME GIURIDICHE  regole di comportamento prescrittive, generali ed astratte e coercibili

  • Regole di comportamento : regolano dei comportamenti umani
  • Prescrittive : sono ultrattive, cioè descrivono dei comportamenti da tenere in futuro (dopo l’entrata in vigore della legge)
  • Generali ed astratte : sono rivolte ad un numero indeterminato di persone e possono essere applicate a un numero indeterminato di casi, un numero indeterminato di volte.
  • Coercibili : le norme giuridiche possono anche essere fatte rispettare con la forza (dall’apparato statale coattivo) e devono prevedere una sanzione per chi non le rispetta.

Il diritto viene, però, applicato a casi concreti. Per questo motivo è fondamentale l’INTERPRETAZIONE  attività intellettuale di un soggetto (interprete) volta a comprendere il significato della norma per capire se e come questa può essere applicata al caso concreto.

L’interpretazione si distingue:

A) A seconda di chi la effettua in: o Giudiziale : effettuata dal giudice nel corso di un processo ed è vincolante solo per le parti. L’insieme delle interpretazioni giudiziali forma la giurisprudenza.

Esempio interpretazione giuridica: art. 59 Cost. << il presidente della repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini…>>. Sulla base di questa norma abbiamo avuto 2 interpretazioni diverse:

  1. Il PDR ( come carica ) può nominare al massimo 5 senatori a vita  se io oggi vengo eletto PDR ma 5 cittadini ancora in vita sono già stati nominati senatori a vita in passato, io non ne posso nominare altri (dunque ci possono essere max 5 senatori a vita nello stesso momento)
  2. Ogni PDR (cioè ogni persona fisica che si incardina nel ruolo di PDR) può nominare 5 senatori a vita. Dunque c’è chi ha interpretato il ruolo di PDR sia come carica sia come PF. Oggi questo dubbio interpretativo è stato risolto con il referendum del 2020 1. Cost. n. 1 del 2020  con questa legge è stata presa per giusta la prima interpretazione, per la quale ci possono essere contemporaneamente al max 5 senatori a vita.

o Dottrinale : effettuata dai giuristi nei loro scritti e non è vincolante (può però essere presa in considerazione dai giudici se ritenuta corretta). L’insieme delle interpretazioni dei giuristi forma la dottrina. o Autentica : effettuata dal legislatore stesso il quale, tramite un’altra legge, specifica il significato della precedente.

B) A seconda dei mezzi che utilizza per compierla: o Letterale : il significato stesso delle parole o Non letterale : studio di altri elementi (come la ratio e i lavori preparatori) per comprendere il significato della legge stessa

C) Ricorso alle analogie qualora ci si trovi di fronte a una lacuna del diritto (mancanza di una legge che regola il caso specifico): o Analogia legis : al caso concreto viene applicata la disciplina che è stata applicata a un altro caso simile o Analogia iuris : se manca anche la disciplina di un caso simile, vengono applicati al caso i principi generali dell’ordinamento giuridico

DIRITTO (oggettivo)  insieme sistematico delle norme che compongono l’ordinamento

giuridico di uno Stato (considera solo le leggi vigenti in un certo momento).

È sistematico perché:

  • È prestabilito chi e in che modo può produrre norme giuridiche
  • Esistono dei criteri per risolvere le antinomie giuridiche (quando due leggi sono in contrasto tra loro)

1. CRITERIO GERARCHICO

La prima cosa da controllare in caso di antinomia giuridica è chi ha adottato le leggi e a che livello sono nella gerarchia delle fonti. Se i due soggetti sono posti su due livelli differenti, la norma adottata dal soggetto al livello più alto abroga la norma adottata dal soggetto posto al livello inferiore.

Se i due soggetti sono posti allo stesso livello si passa al criterio successivo

2. CRITERIO DI COMPETENZA

Con questo criterio si controlla chi, dei due soggetti che hanno adottato le norme, avesse la competenza a regolare quella materia. In questo caso la norma del soggetto competente abroga la norma del soggetto che non era competente ad adottarla.

Se i due soggetti sono entrambi competenti oppure le norme sono state adottate dal medesimo soggetto, si passa al criterio successivo.

LA COSTITUZIONE

Atto normativo fondamentale che regge la collettività politica e la sua organizzazione

È una fonte – atto che è al vertice della gerarchia delle fonti. Questo è dimostrato dal fatto che ci sia un controllo di costituzionalità, effettuato da un organo (Corte Costituzionale) che ha il potere di annullare le legge in contrasto con la Costituzione, e un articolo (al suo interno: art. 138) che regola le modifiche alla Costituzione.

È importante distinguere tra la Costituzione documentale e quella vivente.

  • Documentale : è il documento che è stato approvato dall’Assemblea Costituente il 22/12/1947, che è stato promulgato e pubblicato il 27/12/1947 ed è entrato in vigore il 1/01/1948.
  • Vivente : è la Costituzione che “vive” oggi nel nostro ordinamento, che tiene conto di o 17 modifiche apportate alla Costituzione o Inattuazioni, cioè cose previste ma che non vengono attuate o Interpretazioni differenti

CARATTERI DELLA COSTITUZIONE

o Disegna, in ogni suo articolo, una forma di stato sociale e una forma di governo parlamentare o È rigida : per modificarlo occorre una procedura aggravata rispetto a quella di approvazione delle leggi ordinarie o È programmatica : la Costituzione pone degli obiettivi da raggiungere e dei programmi che lo Stato e il popolo dovranno perseguire o È compromissoria : è nata da dei compromessi tra tutti i partiti presenti nella Costituente

  1. Ispirazione cattolico – democratica:  Principio personalista  Famiglia = società naturale fondata sul matrimonio  Lo Stato e la chiesa sono indipendenti e sovrani, mentre le altre religioni sono ugualmente libere di fronte alla legge
  2. Ispirazione social – comunista:  Principio lavorista  Uguaglianza sostanziale: la Repubblica deve rimuovere ogni tipo di ostacolo per permettere lo sviluppo dei singoli individui e garantire ai cittadini pari opportunità
  3. Ispirazione liberale:  La si trova in alcuni principi che sono nati con lo stato liberale e sono stati considerati ancora efficaci per uno stato moderno Il principio compromissorio è un punto di forza della nostra Costituzione perché permette e chiunque di riconoscersi in almeno una piccola parte di essa o È polemica verso il passato
  1. Divieto di ricostituire il partito nazionale fascista o un altro partito della medesima ideologia
  2. Giudizio negativo verso i Savoia, ai quali per anni è stato vietato di tornare sul territorio italiano
  3. Divieto di modificare la forma repubblicana, in quanto fu scelta dal popolo

STRUTTURA DELLA COSTITUZIONE

  • 139 articoli: o 12 principi fondamentali o I parte: diritti e doveri dei cittadini o II parte: organizzazione della Repubblica
  • 18 disposizioni transitorie e finali: regolarono la transizione dal vecchio al nuovo ordinamento

Nonostante i primi 12 articoli siano definiti “principi fondamentali” è errato dire che essi contengano tutti e solo i principi fondamentali della nostra Costituzione!

Esempio: contengono il colore della bandiera (principio importante ma non fondamentale, dunque in eccesso), non vi sono articoli riguardanti alcuni diritti e libertà.

Per questo motivo il giurista Mortati , membro dell’Assemblea Costituente, definì quelli che per lui erano i principi fondamentali della Costituzione Italiana:

A) Principio personalista : importanza data al singolo in quanto tale (i nostri diritti esistono in quanto persone e non perché ce li conferisce lo Stato) B) Principio pluralista : importanza data alle organizzazioni intermedie (associazioni tra Stato e cittadini). Da questo nascono poi 3 aspetti principali:

  1. Libertà di associarsi (e di non farlo)
  2. Libertà delle associazioni  le associazioni hanno dei diritti e delle libertà costituzionali
  3. Libertà nelle associazioni  nelle associazioni i singoli componenti hanno dei diritti e delle libertà costituzionali C) Principio lavorista : importanza che la Costituzione dà al lavoro, in quanto dovere sociale di contribuire allo sviluppo della società e diritto della persona che gli permette di realizzarsi D) Principio democratico : affinché uno Stato sia definibile democratico devono necessariamente coesistere 2 punti:
  4. Il potere dei governanti deve derivare dal consenso dei governati (popolo)
  5. Necessità di istituti di garanzia delle minoranze, dunque il potere dei governanti deve agire nel rispetto della Costituzione (è infatti previsto un organo garante del rispetto costituzionale che è la Corte Costituzionale)

UNIONE EUROPEA

1952: CECA (comunità europea del carbone e dell’acciaio)

1957: CEE (comunità economica europea)

1992: trattato di Maastricht  Unione Europea (2009: Lisbona  modifica più importante del trattato di Maastricht)

Oggi l’UE, dopo la Brexit (gennaio 2020), conta 27 stati aderenti (ultimo stato aderente: Croazia nel luglio 2013)

Organi principali dell’UE:

  • Consiglio europeo
    • Composizione: presidente del consiglio europeo, presidente della commissione europea, capi di stato o di governo degli stati membri (dipende da chi decide la politica di governo)  29 soggetti
    • Organo non permanente (si riunisce quando serve qualche volta all’anno), è il più importante sul piano politico (decide le strategie e la politica dell’UE)
  • Consiglio (dei ministri) dell’UE
    • Composizione: un membro del governo per ciascuno degli stati dell’UE designato di volta in volta (a seconda della competenza. Esempio: Ecofin)
    • Organo non permanente (si riuniscono quando serve ed è a composizione variabile, in base alla materia trattata), ma è il più importante sul piano normativo (adotta i regolamenti)
  • Commissione europea
    • Composizione: un commissario per ciascuno stato membro compreso il presidente. I commissari sono nominati dai Governi degli Stati previa approvazione del Parlamento Europeo
    • Organo permanente (i soggetti che la compongano sono stabili), rappresenta l’UE e ne dirige l’apparato amministrativo
  • Parlamento europeo
    • Eletto a suffragio universale (sistemi elettorali diversi: la legge elettorale varia a seconda degli stati  non c’è una legge elettorale unica) ed è composto da 705 membri (Italia: 76) Il numero di parlamentari di ciascuno stato è proporzionato alla popolazione dello stato stesso
    • È unicamerale
    • Tra le funzioni principali:  Concorre all’adozione dei regolamenti  Approva il bilancio  Può esprimere una mozione di censura verso la Commissione

REGOLAMENTI COMUNITARI

Atti normativi che entrano direttamente in vigore nei singoli stati membri e che sono diretti a tutti i cittadini

Sono atti che non necessitano di ratifica per entrare in vigore, dunque si comportano come una qualunque altra legge statale

Altri atti che vengono adottati dall’UE sono:

  • Direttive : prescrizioni che l’UE rivolge ai suoi stati membri affinché raggiungano dei risultati obbligatori, tramite l’utilizzo dei mezzi che ritengono più opportuni (obbligatorietà del risultato!) L’Italia normalmente utilizza le leggi europee (modificano o abrogano direttamente le leggi italiane per adattare l’ordinamento agli obblighi europei) e le leggi di delegazione europea (leggi con le quali il Parlamento delega il Governo ad attuare le direttive tramite l’adozione di regolamenti governativi)
  • Raccomandazioni : atti politici che invitano i singoli stati membri a fare/decidere qualcosa (non c’è obbligatorietà nemmeno nel risultato)

ADOZIONE DEI REGOLAMENTI dell’UE

o Procedura ordinaria : il Parlamento congiuntamente al Consiglio dell’UE votano il testo. Se uno dei due non lo approva, i trattati di Lisbona prevedono una “fase di conciliazione” nella quale si riuniscono alcuni membri dei due organi con lo scopo di trovare un compromesso affinchè il testo venga approvato da entrambi o Procedura speciale : il Consiglio dell’UE adotta il regolamento individualmente, ma deve prima chiedere il parere del Parlamento (parare obbligatorio ma non vincolante)

I regolamenti possono anche essere adottati da altri organi, quali la Commissione Europea o la BCE, solamente nelle materie di loro competenza, ma sono regolamenti subordinati agli altri.

Di norma i regolamenti entrano in vigore 20 giorni dopo la loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (salvo altra tempistica prevista del regolamento stesso).

I regolamenti possono essere adottati solo nelle materie di competenza dell’UE , che sono stabilite da:

  • Trattati
  • Secondo il principio della sussidiarietà verticale: l’UE può anche intervenire nelle materie in cui sono competenti gli stati membri quando gli Stati stessi non sono in grado di raggiungere da soli gli obiettivi prefissati.

Se un giudice italiano ritiene competente un regolamento dell’UE a scapito di una legge italiana, può applicare il regolamento disapplicando la legge italiana. Se però ritiene competente la legge italiana invece che il regolamento dell’UE, deve sollevare la questione davanti alla Corte di Giustizia dell’UE

Nella gerarchia delle fonti : Costituzione

Leggi costituzionali

Regolamenti Comunitari

ORDINARIO

2. ISTRUTTORIA

Questa seconda fase avviene all’interno di una commissione in sede referente (è una commissione parlamentare permanente specializzata sulla materia trattata dal d.d.l.), la quale si occupa di:

a) Esaminare il d.d.l. b) Raccogliere informazioni e documenti riguardo l’argomento trattato dal d.d.l. c) Eseguire audizioni, che consistono nel porre domande a esperti in materia d) Scrivere il testo base del d.d.l. (che verrà poi inviato alla seconda camera) e) Scrivere la relazione di accompagnamento (per riferire all’assemblea tutte le informazioni raccolte)

3. DECISIONALE Successivamente poi il d.d.l. passa nelle mani dell’assemblea, la quale:

a) Discute il d.d.l. b) Vota il d.d.l. in ogni suo articolo c) Vota il d.d.l. nel suo complesso

SPECIALE

Se la scelta ricade sul procedimento speciale, sia la fase istruttori sia quella decisionale avvengono in una commissione (che è sempre una commissione parlamentare permanente) in sede deliberante. Questo procedimento è più rapido ma minor trasparente, motivo per cui non può essere utilizzato per l’approvazione di determinate categorie di leggi (elencate all’art. 72, Cost) e deve essere necessariamente interrotto (per passare al procedimento ordinario) qualora lo richieda:

  • Il Governo
  • ⅕ della commissione deliberante dell’assemblea

La votazione del d.d.l. avviene sempre a maggioranza semplice

Una volta che la prima camera ha approvato il d.d.l. lo invia alla seconda camera, che sceglie quale procedimento seguire (indipendentemente da quello scelto dalla prima camera) e può:

o Respingere il d.d.l.  il procedimento si interrompe o Approvare il d.d.l. sullo stesso testo o Emendare il d.d.l.  “navetta” = il d.d.l. modificato torna alla prima camera la quale potrà, a sua volta, approvare, respingere o emendare il d.d.l.

Il d.d.l. deve essere approvato da entrambe le camere sullo stesso testo!

4. FASE INTEGRATIVA DELL’EFFICACIA

Dopo l’approvazione del d.d.l. da parte della seconda camera, il Presidente della Repubblica ha tempo 1 mese per promulgare o rinviare la legge

  • Promulgazione : dichiarazione solenne della legge, secondo una formula sacramentale, con la quale si da vita all’originale della legge stessa. Con la promulgazione la legge diventa una legge di tutto lo Stato (dunque deve essere rispettata da tutti) e il testo promulgato è il testo ufficiale della legge (prevale in caso di contrasti)
  • Rinvio : avviene quando il Presidente rinvia la legge alle camere per motivi che devono essere specificati. Questi motivi non sono però elencati dalla Costituzione. In linea di principio può avvenire per due motivi principali: a) Motivi di merito = la legge contrasta con l’ideologia politica del Presidente  molto raro perché il PdR è un organo super partes b) Motivi di legittimità = nel caso in cui la legge contrasti con la Costituzione  anch’essi rari perché è compito della Corte Costituzionale giudicare sulla legittimità delle leggi (di solito avviene, dunque, per gravi motivi di incostituzionalità)

In seguito a rinvio le camere possono:

  • Lasciar cadere la legge
  • Emendare la legge
  • Riapprovare la legge sullo stesso testo

Dopo la promulgazione la legge viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale ed entra in vigore con la vacatio legis (15 giorni dopo la pubblicazione, salvo un termine diverso previsto dalla legge stessa) Nella gerarchia delle fonti le leggi ordinarie sono subordinate:

Costituzione

Leggi costituzionali

Regolamenti Comunitari

Leggi ordinarie

In questi casi il PdR dovrà necessariamente promulgare la legge in quanto il rinvio può avvenire una sola volta

DECRETO LEGISLATIVO  d. lgs.

Nella pratica viene normalmente usato per l’approvazione dei d.d.l. molto complessi che andrebbero a rallentare l’attività del Parlamento. I d. lgs. Seguono un iter approvativo inverso rispetto a quello dei d.l.

La legge delega è una legge ordinaria con la quale il Parlamento delega il Governo ad esercitare la funzione legislativa. La legge delega deve prevedere un contenuto minimo:

  • Oggetto definito (materia su cui viene data la delega)
  • Principi e criteri direttivi (che il Governo deve seguire nell’adottare il d. lgs.)
  • Scadenza (termine entro il quale il Governo deve esercitare la delega) La delega può essere revocata in qualunque momento (fino al momento dell’esercizio della stessa), può riguardare solo materie di competenza statale e si esaurisce con il suo esercizio.

Cosa accade se il d. lgs. Non rispetta quanto contenuto nella legge delega?

Secondo l’art. 76 Cost il d. lgs. Deve rispettare la legge delega, dunque se non lo fa questo viola indirettamente la Costituzione e deve essere annullato da parte della Corte costituzionale

Nella gerarchia delle fonti, quindi:

Approvazione della legge delega Parlamen to

Approva zione del d. lgs. Cons iglio dei minis tri

Emanazione Presiden te della Repubblica

Pubblicazione Sulla Gazzetta Ufficiale

E ntrata in vigore Vacatio legis

Costituzione

Leggi costituzionali

Regolamenti Comunitari

Leggi ordinarie D.l. e d. lgs.

REFERENDUM ABROGATIVO

È risultato lo strumento più significativo di democrazia diretta

PARTECIPAZIONE = tutti i modi e le forme attraverso cui i cittadini prendono parte ai processi decisionali pubblici. o Democrazia rappresentativa : i cittadini eleggono dei rappresentanti che prenderanno le decisioni pubbliche o Democrazia diretta : il cittadino esprime direttamente la sua opinione

  • Petizioni: domanda fatta anche da 1 solo cittadino
  • Iniziativa popolare (50.000 firme)
  • Referendum: votazioni popolari su questioni determinate dove la risposta è unica (si o no)  Approvativo

 Abrogativo

 Altri

Art. 75 Cost:

o Oggetto: abrogazione totale o parziale di una legge o di un atto avente forza legge o Iniziativa:

  • 500.000 elettori
  • Almeno 5 consigli regionali o Il comma 2 prevede un elenco di leggi che non possono essere sottoposte a referendum abrogativo (es. leggi fiscali) o Quorum partecipativo: 50% + 1 degli aventi diritti al voto (cittadini maggiorenni) o La legge è abrogata se in tal senso si esprime la maggioranza dei voti validamente espressi

Anche il referendum è previsto da un articolo della Costituzione, dunque è previsto sin dal 1948, è stato possibile applicarlo solamente a partire da 22 anni dopo quando è stata approvata la legge attuativa (che prevede appunto le modalità di attuazione del referendum, tra cui anche le regole da seguire per la raccolta delle firme).

RACCOLTA DELLE FIRME

Le 500.000 firme devono essere raccolte entro 3 mesi o Primo controllo: controllo di legittimità effettuato dalla Corte di cassazione o Secondo controllo: controllo di costituzionalità effettuato dalla Corte costituzionale o Se tutti e due i controlli vengono superati il Presidente della Repubblica deve indire il referendum

“La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”

STATUTI REGIONALI

Atti normativi che regolano, nell’essenziale, la forma di governo, l’organizzazione e il funzionamento delle regioni

Sono l’atto fondamentale delle regioni, dunque è sovraordinato a qualunque altra legge o atto regionale, ma è comunque subordinato alla Costituzione.

Gli statuti regionali si suddividono in:

  • SPECIALI : sono 5, per motivazioni tendenzialmente linguistiche e geografiche
    • Sardegna
    • Sicilia
    • Trentino alto – adige
    • Friuli Venezia – Giulia
    • Valle d’Aosta

Siccome questi statuti derogano alle norme generali previste al titolo V della Costituzione, essi vengono approvati con una L. Cost in quanto solo le uniche in grado di derogare a quanto scritto nella Costituzione

  • ORDINARI : quelli di tutte le altre 15 regioni e si pongono al pari delle leggi del Parlamento. Sono approvati dalla regione stessa con un iter approvativo aggravato rispetto a quello di approvazione delle leggi regionali

Iter approvativo statuti ordinari

LEGGI REGIONALI

Atti normativi espressione dell’autonomia legislativa delle regioni (e delle province autonome di Trento e Bolzano)

Dopo la riforma del titolo V del 2001 della Costituzione:

  • Le leggi regionali hanno competenza generale  la competenza spetta interamente alle regioni in tutte quelle materie che non sono di competenza esclusiva statale
  • Le leggi statali e le leggi regionali seguono la stessa procedura per il controllo di costituzionalità
  • Le leggi regionali non sono subordinate ad alcuna legge statale (tranne per quanto riguarda quella a competenza ripartita): o Sono al pari delle leggi ordinarie o Limite territoriale o Devono rispettare lo statuto (se non lo rispettano violano indirettamente la Costituzione e devono quindi essere annullate dalla Corte costituzionale)

Le leggi regionali possono essere approvate:

  • Nelle materie di competenza esclusiva regionale = tutte quelle materie che non sono di competenza esclusiva statale e non sono a competenza ripartita  non sono subordinate ad alcuna legge statale
  • Nelle materie a competenza ripartita : lo stato, tramite una legge ordinaria, ne detta i principi fondamentali che le regioni possono rendere più specifici tramite l’approvazione di una legge regionale  sono subordinate alla sola legge cornice statale

ITER APPROVATIVO

Iniziativa Stabilita dallo statuto

A pprovazione Consiglio region ale

Promulgazione Presidente della Giunta

P ubblicazione B ollettino uffici Regio alene

Entrata in vigore Vacatio legis

REGOLAMENTI (in quanto fonte secondaria)

Atti subordinati alle leggi che possono essere adottati da degli enti territoriali

  • Statali  adottati dallo Stato nelle materie di competenza statale
  • Regionali adottati dalle regioni nelle materie di competenza regionali e a competenza ripartita
  • Comunali, provinciali, delle città metropolitane adottati da enti locali nelle funzioni a loro attribuite

REGOLAMENTI STATALI

o Governativi: adottati dal Consiglio dei ministri

  • Esecutivi
  • Delegificatori
  • Altri 3 o Ministeriali: adottati da un ministro o Interministeriali: adottati da più ministri insieme o Del Presidente del consiglio dei ministri

REGOLAMENTI GOVERNATIVI

ITER APPROVATIVO

Il parere del consiglio di stato è obbligatorio ma non vincolante

La Corte dei conti controlla la legittimità del regolamento

INIZIATIVA 1 o più ministri

PARERE consiglio di Stato

APPROVAZIONE Consiglio deiMinistri

EMANAZIONE PDR

CONTROLLO Corte dei Conti

PUBBLICAZIONE su GU ENTRATA INVIGORE vacatio legis

 REGOLAMENTI ESECUTIVI

Si riferiscono ad una determinata legge per:

  • Specificarne il significato
  • Prescriverne le modalità di attuazione

Sono dunque fonti inautonome, in quanto hanno senso solo se esiste la legge a cui si riferiscono

 REGOLAMENTI DELEGIFICATORI

Si sostituiscono ad una legge, sulla base di una legge che abroga la precedente e li autorizza a fare ciò e fissa le norme generali della materia.

La delegificazione non è possibile in quelle materie in cui è prevista una riserva di legge assoluta o rinforzata.

Ratio della delegificazione: maggiore velocità nel modificare o definire una certa materia, ma minor trasparenza. Inoltre, spesso la legge che delegifica indica criteri direttivi troppo generici.

REGOLAMENTI MINISTERIALI, INTERMINISTERIALI, DEL PdCm

In questi casi l’iniziativa, l’approvazione e l’emanazione è nelle mani dei ministro, dei ministri o del PdCm.

Questi regolamenti devono:

  • Essere autorizzati di volta in volta con legge o con atto avente forza di legge
  • Solo nelle materie di competenza del ministro (o dei ministri) - Sono subordinati ai regolamenti governativi)

RISERVA DI LEGGE Si ha una riserva legale quando la Costituzione riserva alla legge o a un atto avente forze di legge la competenza a regolare una certa materia. La riserva di legge può essere:

  • Assoluta : la materia può essere regolata solo da una legge Esempio: art. 13 Cost “la libertà personale può essere limitata nei soli casi e modi previsti dalla legge”
  • Rafforzata : la materia può essere regolata solo da una legge e la Costituzione fissa i limiti di tale disciplina Esempio: art. 16 Cost “le limitazioni della libertà della circolazione possono essere stabilita solo dalla legge e solo per motivi di sanità o di sicurezza”
  • Relativa : in quella materia la legge deve fissare le caratteristiche generali della disciplina