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definizioni chiave di informatica
Tipologia: Dispense
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L’informatica è l’insieme dei processi e delle tecnologie che rendono possibile la creazione, la raccolta, l’elaborazione, l’immagazzinamento e la trasmissione dell’informazione con metodologie e strumenti automatizzati e avanzati tecnologicamente. Queste tecnologie hanno principalmente tre funzioni:
Il termine hardware indica la struttura fisica dei dispositivi, costituita in genere da componenti elettronici che svolgono specifiche funzioni nel trattamento e nella trasmissione dell’informazione. Per hardware sin intendono anche tutti quegli elementi che collegano tra loro i sistemi informativi (cavi telefonici, apparecchi televisivi, etc.). Per software si intende il livello logico, ossia l’insieme di istruzioni che consentono all’hardware di svolgere i propri compiti.
l’elaborazione delle informazioni avviene attraverso diverse fasi:
Sintetizzando possiamo dire che l’elaborazione delle informazioni segue un ciclo composto da cinque fasi: immetti l’input, lo elabori, ottieni l’output, memorizzi sul computer e infine distribuisci. (Esempio: simulazione di un processo nell’industria aeronautica per verificare il corretto funzionamento degli aerei)
Quando si ha a che fare con le tecnologie dell’informazione ha a che fare con un sistema. Il computer è il centro nevralgico dei sistemi informativi moderni e può essere definito come un elaboratore elettronico digitale. Elaboratore in quanto macchina in grado di rappresentare ed elaborare dati in base ad una serie di istruzioni (programma). Elettronico perché utilizza componenti elettronici per elaborare le informazioni. Digitale indica che il computer elabora e memorizza le informazioni rappresentate tramite le due cifre (digit) della numerazione binaria (0, 1). Con queste due cifre possono essere rappresentati tutti i dati (numeri, parole, suoni, immagini, video). Un sistema è un insieme di parti correlate tra loro che operano congiuntamente al fine di svolgere una specifica funzione. I sistemi informativi sono composti da componenti, che a seconda dei punti di vista possono essere considerati a loro volta dei sottosistemi del sistema a cui appartengono.
Il computer può svolgere le funzioni che gli sono state assegnate solo grazie al software. Possiamo definire il software come una sequenza di informazioni precise e dettagliate grazie al quale il computer è in grado di elaborare dati senza l’intervento dell’utente (a meno che non sia previsto nel processo). I software (o programmi) possono essere divisi in due grandi categorie:
CAPITOLO 2
Tipi di elaboratori. I supercomputer sono i più potenti elaboratori disponibili. Hanno numerose applicazioni tecniche e scientifiche, ad esempio, l’elaborazione delle previsioni del tempo, progettazione di automobili, creazione di effetti speciali cinematografici, etc. La visualizzazione grafica di dati numerici spesso necessita di una notevole potenza di calcolo che può essere fornita solo da un supercomputer. Negli anni ’80 sembrava che questi enormi, potenti e costosissimi elaboratori avessero fatto il loro tempo e fossero destinati ad essere sostituiti da reti di calcolatori meno potenti, ma a metà degli anni ’ si è riaccesa la corsa alla costruzione del supercomputer più veloce e potente. Il primo supercomputer capace di eseguire un trilione di operazioni al secondo è stato sviluppato dalla Intel nel 1996, dotato di più di 7000 processori. I mainframe , ora noti come server , sono utilizzati nelle grandi aziende per la gestione della contabilità o dei magazzini. I supercomputer, i mainframe e i server sono in grado di elaborare i dati immessi da centinaia o perfino migliaia di utenti contemporaneamente. Questo è possibile grazie alla costruzione di reti di computer. I minicomputer , ora chiamati anch’essi server, sono meno potenti dei mainframe e possono essere di diverse dimensioni. I Personal Computer ( PC ) possono lavorare autonomamente o elaborare dati ricevuti da altri computer a cui sono connessi. I terminali , pur essendo simili ai PC, offrono delle prestazioni molto più limitate. Sono dotati solamente di uno schermo, una tastiera e dei componenti elettronici per comunicare col computer a cui sono connessi. Servono unicamente per inviare e ricevere informazioni, non sono in grado di elaborare dati, perciò sono detti terminali stupidi. Vi sono tuttavia anche dei terminali intelligenti , che hanno una limitata capacità di elaborazione. Gli ultimi nati sono i network computer e i network PC , un incrocio tra PC veri e propri e terminali. Funzionano come terminali perché ricevono dati e programmi da computer più potenti, ma sono in gradi di elaborarli autonomamente come i PC. Con la crescita delle reti telematiche, i mainframe e i minicomputer sono diventati parte integrante di un sistema più grande, in cui hanno il compito di fornire i dati richiesti dagli altri computer e di eseguire i programmi che controllano le comunicazioni all’interno della rete. Ecco il motivo del nome server, che però viene usato anche per i desktop e le workstation, dato che possono svolgere la funzione di “servire” le necessità degli altri computer. Allo stato attuale il termine server non dà alcuna indicazione su grandezza e potenza del computer.
Con l’invenzione del microprocessore, prodotto in serie e a basso costo, è stata possibile la diffusione di questi computer anche nelle nostre case e lo sviluppo di una varietà di modelli.
Desktop e workstation Il più diffuso è il desktop , progettato appunto per essere posizionato su una scrivania. Le workstation sono invece dei computer personali ad alto rendimento e di piccole dimensioni, utilizzati prevalentemente da ingegneri, scienziati e grafici. I notebook sono computer portatili leggeri e maneggevoli che funzionano grazie a batterie ricaricabili, ma possono anche essere attaccati ad una docking station che consente di aumentarne il rendimento. I più piccoli sono gli organizer , i tablet pc , i computer palmari e smartphone , i PDA (Personal Digital Assistant).
È molto importante fare una differenza tra dispositivo analogico (ovvero l’informazione è esplicita nel supporto) e digitale (implicita nella rappresentazione, dunque, serve una codifica e una decodifica). Un dispositivo analogico ha una codifica diretta ovvero io salgo sulla bilancia analogica e la lancetta della bilancia riesce a darmi il peso senza nessun’operazione semplicemente mi pesa e la lancetta si sposta in proporzione al peso senza nessun calcolo. Se invece utilizziamo un dispositivo digitale noi saliamo sulla bilancia e compaiono dei numeri, dunque la bilancia avrà al suo interno un sistema che in base al peso mi fa comparire i giusti numeri rispetto al mio peso. Dunque, la bilancia digitale ha bisogno di codificare il mio peso e poi decodificarlo per far comparire i numeri sul display. Esempio digitale: ipotizziamo che siamo dal salumiere noi prendiamo il numero e nel video si accendono i numeri. Per accendere i numeri ci sono delle sbarrette che si devono accendere e altre che non si devono accendere. Se si accendono tutte otteniamo un 8, se invece dobbiamo fare un sei da un otto chiaramente una sbarretta deve rimanere spenta. Per fare questo noi dobbiamo mandare dei comandi al calcolatore, ma dobbiamo farlo in un linguaggio semplice che sia quindi comprensibile per il calcolatore come, ad esempio, il linguaggio binario ovvero quello che si indica con 0 e 1. Queste due cifre indicano due cose diverse, ad esempio 1 indica acceso e 0 spento. Dunque, se vogliamo fare un 6 dobbiamo fare 1 per tutte le posizioni accese e 0 per la posizione spenta. I computer e gli altri strumenti digitali rappresentano tutti i numeri con il sistema binario. Dato che il sistema binario utilizza solo le cifre 0 e 1, le combinazioni di 0 e 1 possono essere rappresentate dalle condizioni acceso/spento, alto/basso, luce/buio, etc. Un esempio di codice digitale è il telegrafo. Il dispositivo digitale del computer è il transistor, dispositivo che invia e riceve segnali e può avere due stati: acceso o spento.
Nel 1965 Gordon Moore, uno dei fondatori della Intel, aveva previsto che il numero di transistor contenuti in un chip sarebbe raddoppiato ogni anno e mezzo, tesi che si è rivelata corretta.
binario. È molto importante dire che 0 e 1 non sono dei numeri ma bensì dei simboli, i bit sono dei simboli. IL BYTE Una sequenza di 8 bit viene chiamata byte. Il byte viene usato come unità di misura per indicare le dimensioni della memoria, la velocità di trasmissione e la potenza di un elaboratore. OPERAZIONI BOOLEANE All’ interno del linguaggio macchina troviamo delle operazioni che sono dette operazioni booleane che spiegano come fare una cosa piuttosto che un'altra. PRIMA OPERAZIONE BOOLEANA (AND) (congiunzione) A (sole giallo) B (mare blu) A and B 0 0 0 0 1 0 1 0 0 1 1 1 Il sole è giallo AND il mare è blu Mettiamo che bit 0 indica falso e bit 1 indica vero, per ottenere il valore vero in questo caso dobbiamo avere sia il sole giallo che il mare blu. Dunque, se in corrispondenza di A troviamo 0 il valore sarà falso, se invece troviamo 1 il valore sarà vero. AND vuole che entrambe le frasi siano vere quindi noi dobbiamo avere il valore 1 sia in A che in B SECONDA OPERAZIONE BOOLEANA (OR) (DISGIUNZIONE) A B A OR B 0 0 0 0 1 1 1 0 1 1 1 1 Il sole è giallo OR il mare è rosa Dunque, mettiamo che bit 0 indica falso e bit 1 indica vero, per ottenere il valore vero dobbiamo avere il contrasto quindi o è uno o è l’altro. OR vuole il contrasto quindi l’opposto, perciò, un valore vero e uno falso danno origine ad un valore vero. TERZA OPERAZIONE BOOLEANA (NOT) (NEGAZIONE) A NOT A 0 1 1 0
La negazione ha un solo ingresso quindi o ne ha o non ne ha. Dunque, A è falso allora non ne ha quindi è l’opposto di A. oppure A è vero allora non A è falso. Dunque, uno esclude l’altro. Tutte queste operazioni booleane vengono implementate dalle porte logiche che sono contenute nei calcolatori. CODICE ASCII (AMERICAN STANDARD CODE FOR INFORMATION INTERCHANGE) Le informazioni testuali sono rappresentate tramite un codice I ad ogni simbolo è assegnata una configurazione univoca di bit. Il codice ASCII usa 8 bit per rappresentare le informazioni ovvero 2^8 quindi 256 informazioni. Il codice ASCII è un codice abbastanza semplice perché appunto utilizza solo 8 bit per rappresentare le informazioni, mentre il codice UNICODE utilizza ad esempio 16 bit quindi 2^16 oppure l’ISO che ne utilizza 32 quindi 232. Dunque, più aumentano i bit più il linguaggio diventa complicato e più informazioni si possono rappresentare. CODICI E FILE Un file costituito da una sequenza di simboli codificati in ASCII o Unicode è detto file di testo. È importante distinguere tra I File di testo semplici che vengono elaborati da editor di testo (ad esempio, notepad). File di testo elaborati che vengono elaborati da word processor (ad esempio, Word). Entrambi sono costituiti da testo. Un file di testo semplice contiene una codifica standard carattere per carattere. Un file prodotto con un word processor può contenere codici proprietari (diversi da ASCII o Unicode). RAPPRESENTAZIONE DEI VALORI NUMERICI Per memorizzare valori esclusivamente numerici, i codici tipo ASCII non sono una soluzione efficiente. Assumiamo di voler memorizzare il valore 25. In ASCII avremo bisogno di 16 bit (sono due simboli) In più, il valore più grande memorizzabile sarebbe 99. Usando la notazione binaria, usando 16 bit si può memorizzare un numero da 0 a 65535! Tale notazione (o sue varianti) viene usata per archiviare dati numerici codificati. La notazione binaria è un modo per rappresentare i valori numerici utilizzando solo le cifre 0 e 1. RAPPRESENTAZIONE DELLE IMMAGINI Per rappresentare le immagini utilizziamo due categorie di tecniche 1 Tecniche bitmap (“mappa di bit”). 2 Tecniche vettoriali. Ogni pixel dell’immagine è formato da 8 bit ed è rappresentato come combinazione di 3 colori (rosso, verde e blu). Il termine bitmap è stato esteso fino a comprendere tutti i sistemi per cui le immagini sono codificate pixel per pixel: Fotografie in bianco e nero: ogni pixel è formato da 8 bit (per rappresentare le sfumature di grigio). Immagini a colori: ogni pixel è rappresentato da una combinazione di bit che ne indica l’aspetto.
Le periferiche di input sono tutti quei dispositivi che consentono l'inserimento di dati e istruzioni nel computer (dati di input) • tastiera (keyboard) • mouse/trackball/touchpad PERIFERICHE DI OUTPUT Le periferiche di output sono i dispositivi che consentono la comunicazione dei dati elaborati all'esterno (dati di output) • monitor(display,video,schermo) • proiettore PERIFERICHE DI INPUT E OUTPUT Le periferiche di input/output sono tutti i dispositivi che consentono sia l'inserimento dei dati di input, sia la visualizzazione dei dati di output • touchscreen • cuffia-microfono SOFTWARE E SISTEMI OPERATIVI Uno strato senza il quale non riusciremo ad utilizzare il calcolatore è il SOFTWARE: è un programma, o un insieme di programmi, in grado di funzionare su un qualsiasi dispositivo per il calcolo automatico. Un programma (o applicazione) è una sequenza ordinata di istruzioni (espresse secondo un insieme di regole noto a priori) che elaborano i dati di input per produrre dei dati di output. Avremo un’interazione di molto alto livello e più comprensibile dal nostro calcolatore che facendo i passaggi di rappresentazione ci renderà in grado di aprire un’applicazione e risolvere il problema che ci poniamo (somma di due numeri = calcolatrice). Due categorie principali:
di attaccare il disco ad un altro calcolatore e funziona tutto, invece così non è, a meno che non prendiamo una macchina che ha la stessa circuiteria identica sulla scheda madre (processore e memoria) su cui io avevo installato quel sistema. Se io prendo i file word funziona, il sistema operativo no, perché ha bisogno di questo strato (FIREWALL) per comunicare non solo con le stampanti, ma con tutto il resto dell’ HARDWER che c’è all’interno ed è questo il motivo per cui la procedura di installazione impiega tempo. Funzionalità e componenti principali (dal punto di vista di noi utenti) di un sistema operativo. Il compito principale del sistema operativo è quello di far funzionare la macchina e per questo servono dei programmi. Affinché questi programmi possano girare devono essere memorizzati da qualche parte (tipicamente una memoria di massa), e in parte poi portate alla memoria primaria affinché la CPU le elabori. Di questa operazione si occupa il sistema operativo. Questa operazione è molto più articolata di quanto può sembrare rispetto a questa semplice figura, perché devo tener traccia di un sacco di cose. Il programma sta nella memoria di massa, dove avrò una suddivisione. FUNZIONI PRINCIPALI:
forniscono l’ambiente di esecuzione del programma applicativo. Poi ci sono altri due strati con cui noi non abbiamo niente a che fare: interfacce di sistema; quindi, non quelle grafiche con cui invece interagiamo; e il nucleo (kernel). Tutto ciò parlerà con i processori, le memorie e le periferiche. Tutto l’insieme di operazioni sono permesse dai sistemi operativi in maniera tale che avvengano in contemporanea (scrivo, ascolto musica). I programmi a basso livello sono delle entità piuttosto sequenziali (ho le istruzioni). Se però voglio sfruttare il fatto che il processore moderno (c’è scritto sul volantino quando compri il pc quanti miliardi di operazioni può svolgere contemporaneamente) ho bisogno di un’entità diversa dal programma (entità statica), ho bisogno di un processo: attività controllata da un programma che si svolge su un processore. I processi rappresentano il modo in cui un programma viene eseguito nel tempo (entità dinamica). A ciascuna programma possono corrispondere uno o più processi. I SISTEMI MULTITASKING I moderni SISTEMA OPERATIVO possono svolgere più compiti contemporaneamente come Es: scaricare un file da Internet e allo stesso tempo usare un applicativo. Il tempo di lavoro della CPU è suddiviso tra i vari programmi in esecuzione, parliamo di mukltitasking quando parliamo di processi tra applicazioni diverse. Il controllo della CPU è scambiato tra diversi processi Multitasking preempitive (con prelazione): l’accesso alla CPU è controllato dal SISTEMA OPERATIVO che gestisce una lista di processi con diverse priorità I sistemi multithreading I programmi elaborano dati e comandi in ordine sequenziale, parliamo di multithreading quando parliamo di processi nella stessa applicazione. Solo quando un’operazione è portata a termine se ne può iniziare un’altra, Se il SO è multithreading i programmi applicativi possono eseguire più operazioni Es: programma di videoscrittura può leggere i dati immessi dall’utente tramite tastiera e allo stesso tempo visualizzarli. Praticamente, è il multitasking applicato al singolo programma. ALTRE FUNZIONI DEL SISTEMA OPERATIVO Il SO si occupa anche di: Controllare continuamente il sistema e, in caso di disfunzioni, avvertire l’utente con un messaggio di errore, Assegnare a ogni programma uno spazio proprio, Se un’applicazione presenta un problema, non impatta sul funzionamento delle altre e infine Regola l’alimentazione di energia del sistema. IL FILE SYSTEM È un Meccanismo fornito dal Sistema Operativo che regola l'organizzazione fisica e logica dei dati su un qualunque supporto di memoria secondaria. Compiti del file system : Astrarre la diversa complessità di utilizzo dei diversi supporti di memoria secondaria e fornire un'interfaccia comune per tali supporti che sia efficiente e conveniente da usare. Il file system permette la visualizzazione dei dati utilizzando il concetto di file e directory (cartella).
Il file system mette a disposizione dell'utente una serie di operazioni che è possibile eseguire sulle directory. In generale, è sicuramente possibile effettuare le seguenti operazioni: Creazione, Cancellazione, accesso in sola lettura, accesso in lettura e scrittura, Rinomi nazione copia/spostamento e condivisione/protezione. Una directory non può̀ contenere due o più file con lo stesso nome (estensione compresa), una directory non può̀ contenere due o più directory con lo stesso nome perché le directory sono organizzate logicamente utilizzando diverse strutture gerarchiche:
È costituito da: Un vocabolario. Un insieme di regole sintattiche che Specifica come comporre istruzioni ben formate, Una semantica
diverso in base alla tipologia delle variabili. I dati possono essere di tipo semplice o di tipo strutturato:
Questo linguaggio ci servirà quando andremo a utilizzare il foglio di calcolo (excel) I concetti sono di natura molto astratta. Concetto di programmazione (vedi prime lezioni, esempio quando abbiamo parlato dell’architettura del calcolatore: sequenza di istruzioni, ognuna con un determinato scopo, che aveva un determinato flusso). Un calcolatore, per eseguire compiti specifici, necessita di un programma. Un programma è una sequenza di istruzioni (paradigma imperativo). Un linguaggio di programmazione definisce in maniera formale: