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appunti di informatica con exel, word, presentazione e glossario
Tipologia: Appunti
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Bisogna andare sull’email universitaria, entrare su drive, cerca filosofia poi andare su abilità informatiche perle discipline umanistiche. Dopo aver studiato andare su unifi2020.pdworks.com (tramite email) unifi2020.pbworks.com Email prof[email protected] Ogni lezione fare riassunto Attività di gruppo (preparare progetto) Per esamepreparare chiavetta USB con tutto ciò che si fa’
Per generazione si intende un discorso anagrafico, persone che hanno + o – di 20 anni….
Marc Prensky, scrittore e ricercatore statunitense, ha coniato, per la prima volta nel 2001, l'espressione “ Digital Native” (nativo digitale) in contrapposizione a “Digital Immigrant” (immigrato digitale). Con queste espressioni intende classificare due diversi gruppi di persone:
sempre avuto facile accesso ad Internet...) e che sono caratterizzate dal fatto di non leggere le istruzioni ogni volta che entrano in contatto con un digital device;
in età adulta; che appunto si pone il problema di come utilizzare al meglio i devices e ne legge le istruzioni. Prensky traccia un identikit del nativo digitale e lo descrive come un individuo abituato al multitasking (ovvero come utilizzare diversi dispositivi come tv, pc, console giochi e smartphone), predilige le informazioni ricevute da immagini piuttosto che da testi scritti , è incapace di seguire contenuti non ipertestuali e trova difficoltà a seguire ragionamenti lineari che necessitano di molto tempo per essere esplicati e appresi. (Prensky, 2001). Molto spesso i nativi digitali non leggono le istruzioni, come già affermato in precedenza, e non sanno che lo smartphone è un'innovazione recente, pensano che internet sia sempre esistita, considerano il PC un normale elettrodomestico. La generazione a cui si riferisce Prensky è quella a cui appartengono i ragazzi nati intorno al 1978. Molti altri studiosi invece fanno coincidere i nativi digitali con i ragazzi nati intorno al 1985, altri ancora quelli nati intorno al 1996/2000. L’immigrato digitale, invece, appartiene a quel segmento della popolazione nato prima degli anni Ottanta e che, a differenza dei “nativi digitali”, non è cresciuto in un mondo digitale, ma ad esso si è dovuto adattare, prendendone in prestito le pratiche. Le principali caratteristiche degli immigrati digitali possono essere così riassunte: prima di usare qualsiasi oggetto elettronico leggono il manuale di istruzione; considerano lo smartphone utile ma una “scocciatura”, hanno iniziato ad usare Internet da poco; pensano in modo diverso dai nativi digitali, sono scarsamente dotati sul piano delle abilità tecnologiche, con le quali hanno un rapporto basato sulla diffidenza e la paura di non “potercela fare”. Ovviamente non tutti gli immigrati digitali risultano così goffi davanti alle nuove tecnologie, molti riescono ad adattarsi e ad utilizzarli in maniera ottimale per soddisfare le proprie esigenze.
Analogico: una misurazione di valori che non presentano intervalli cioè variazioni infinitesime di valori. Un esempio di misurazione analogica è la temperatura. Analogica è una grandezza che varia con continuità: una variabile analogica può assumere un numero infinito di valori. Digitale: è una misurazione numerica, abbiamo degli intervalli ben precisi. Un esempio di misurazione digitale sono i numeri civici affissi a fianco dei portoni delle abitazioni. Digitale è una grandezza che varia “a salti”: può assumere solo un numero finito di valori. Nell’ elettronica si parla di misurazione digitale quando la registrazione è binaria.
Il Computer può: Cosa si intente per informatica? L’informatica è la scienza del trattamento delle informazioni in modo meccanico e automatico. Dobbiamo quindi trattare delle informazioni, tutto nell’informatica è informazione. L’informatica studia quindi come trattare le informazioni in modo automatico, tutto questo attraverso la stesura di algoritmi. Algoritmo: indica una sequenza logica di passi elementari che ci permettono di raggiungere un risultato. L’algoritmo ha caratteristiche precise:
Storia: l'origine di internet può essere fatta risalire agli anni Sessanta quando, su iniziativa di alcune università americane, nasce l’esigenza di mettere in connessione questi sistemi per favorire il trasferimento di informazioni, dati, documenti. Questa operazione fu finanziata dall’ARPA (Advance Research Project Agency). L’idea delle università fu quella di prevedere una linea di funzionamento non gerarchico. Svilupparono quindi un modello reticolare: ogni elemento della rete era alla pari con gli altri. Questo modello reticolare è definito resiliente, cioè resiste a eventuali rotture, poiché se una connessione cade le comunicazioni fra i vari sistemi si instradano sulle altre linee della rete. Computer: cassone di ferro con potenze poco elevate rispetto ad ora. In proprietà per università o grandi aziende Internet all’inizio permetteva connessioni “punto a punto”: da una postazione di lavoro ci si collegava direttamente a un sistema digitandone l’indirizzo Utilizzavamo un sistema di tipo TELNET che permetteva di accedere a quel sistema Con un’interfaccia a caratteri privo di grafica Ogni volta era necessaria l’identificazione utente Si presentava un menù di opzioni per fare delle scelte. Diffusione di internet: la diffusione maggiore si ha nei paesi del cosiddetto “primo mondo” mentre negli altri paesi siamo ancora molto indietro. Per studiare la diffusione di internet ha poco senso analizzare il numero di utenti in assoluto, la cosa migliore sarebbe studiare il numero di utenti in percentuale alla popolazione. Da uno studio del genere si può vedere come i paesi nordici siano in testa a questa classifica. Attualmente i dati sulla diffusione stanno cambiando, anche grazie alla diffusione dei cellulari con i dati mobile.
L’utilizzo di internet crea un problema fondamentale: il digital divide. Parte della popolazione non può accedere alla rete e questo può avvenire per tre principali motivi:
L'Italia fu il quarto Paese europeo a connettersi in rete, dopo Norvegia, Regno Unito e Germania, grazie ai finanziamenti del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. La connessione avvenne dal Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico presso l'Università di Pisa, dove era presente un gruppo di ricerca fra i più avanzati in Europa. Alcuni di questi componenti del gruppo avevano lavorato a contatto con quelli che poi sarebbero stati considerati i padri di Internet, Robert Kahn e Vinton Cerf. Fu proprio Kahn a convincere i suoi superiori a finanziare l'acquisto delle tecnologie necessarie (Butterfly Gateway) per il gruppo di Pisa. Il collegamento avvenne il 30 aprile 1986, alle 18 circa.
Secondo gli ultimi dati la diffusione della rete è quasi interamente capillare. Circa il 50% della popolazione mondiale è oggigiorno connessa e nella statistica rientrano anche i bambini appena nati. Naturalmente la divisione mondo “occidentale” e sud del mondo si sente fortemente anche nella diffusione del mezzo telematico. In Europa circa l’85% della popolazione ha accesso alla rete, mentre il Africa si scende al 22%. Anche l’Asia sembra ferma con “solo” 2 miliardi di persone connesse, sebbene lo sviluppo tecnologico di certe aree sia fortemente incrementato. L’aumento esponenziale dell’uso del web è in massima parte dovuto alla diffusione degli Smartphone che ha reso più semplice il collegamento alla rete e l’aumento dei canali social e di condivisione, Facebook e Youtube in primis. In Italia la diffusione della rete è attestata intorno al 73%, una media un po’ bassa se si pensa alla media europea e probabilmente dovuta a delle carenze strutturali della rete. Il Numero degli utenti in assoluto è un dato che non ha molto senso perché risente delle dimensioni del paese e della popolazione. Al primo posto abbiamo gli USA, al secondo la CINA e poi il GIAPPONE. Per quanto riguarda il numero di utenti in percentuale sulla popolazione, al primo posto abbiamo la NORVEGIA (86.7%), al secondo posto la SVEZIA (76.6%) e al terzo posto la NUOVA ZELANDA (76.6%).
Il Web nasce dal contesto teorico di ipertesto, idea già diffusa negli anni ’40. Ma cos’è l’ipertesto? A differenza di un testo tradizionale dove la lettura è sequenziale, l’ipertesto prevede la possibilità continua di saltare da un punto a un altro (collegamento tramite link).
Il secondo aspetto sicuramente significativo riguarda l'aspetto comunicativo. La comunicazione sui social network è scarna, di pochi caratteri, fatta di slogan. Basti pensare al limite di caratteri presenti nelle descrizioni delle foto su Instagram o di un tweet. Inoltre la comunicazione è prevalentemente visuale, fatta di video e immagini. Effettivamente per attirare l'attenzione è molto più utile un'immagine ben fatta, con sopra una descrizione abbastanza breve e coincisa, piuttosto che un testo lungo e articolato senza alcuna immagine.
impoverimento estremo dell’intelligenza delle persone, che non avrebbero usato più il cervello per memorizzare lunghe sequenze. Perciò la scrittura era
Si riflette anche sul fatto che, un insegnante ad esempio, dovrà sempre più far uso di strumenti multimediali con lo scopo di tener alta l'attenzione, la quale sembra perdersi davanti ad un discorso senza immagini. La questione finale, posta dal professore in relazione a quanto detto, è se sia stato più facile comprendere e mantenere alta la soglia dell'attenzione ascoltando solamente un file audio oppure, come avvenuto nelle scorse lezioni, guardando una presentazione Power Point accompagnata da spiegazione.
Le fake news esistono da sempre e molto spesso le persone non hanno gli strumenti per distinguere le notizie vere da quelle false. Con lo sviluppo dei social network (web) questo fenomeno ha assunto dimensioni preoccupanti. La politica è un esempio del perché le fake news sono diventate un fenomeno preoccupante: propagandare attraverso le fake news o enfatizzare in un certo modo, grossolanamente distorto, può anche in un lettore estremamente accorto lasciare il dubbio. Quindi le fake news influenzano l’opinione pubblica, in particolare quella parte di indecisi che risultano determinanti per l’esito delle elezioni. Ecco perché diventa estremamente importante la lotta alle fake news, ma purtroppo siamo ancora lontani dalla soluzione del problema. La soluzione non è sicuramente l’utilizzo della censura poiché è uno strumento antidemocratico. La scelta migliore sarebbe quella di far crescere il senso critico delle persone in modo tale da ottenere che queste fake news non abbiano l’effetto voluto dai loro creatori. Come facciamo a riconoscere una fake news? Occorre innanzitutto una grande dose di buon senso e di senso critico. Dovremmo inoltre prendere esempio da chi già combatte le fake news, come fa ad esempio Paolo Attivissimo che da molti anni tiene un blog sulle bufale. Di questa sua attività è rimasto il suo sito internet “Bufalopedia”. Il suo sito è molto interessante perché smentisce le bufale in maniera scientifica: porta prove dimostrabili, inconfutabili, riscontrabili, verificabili da chiunque per dimostrare, secondo passi logici e consequenziali, che la notizia analizzata è una bufala o è una notizia vera. https://lunasicisiamoandati.blogspot.com/ http://sciechimicheinfo.blogspot.com/ https://undicisettembre.blogspot.com/
Strumenti di produttività individuale, iniziamo da Word. La prima cosa che dobbiamo curare è quella di associare a ogni parte del documento il corretto stile tramite la finestra multifunzione “Stili”. A cosa servono gli stili? Fondamentalmente servono per evitare di dover scegliere le caratteristiche di impaginazione ogni volta che scriviamo una parte di testo. L’obiettivo non è solo il risparmio del tempo, la vera cosa utile è la creazione dell’indice del nostro testo. Utilizzando il menù “Riferimenti” troviamo l’opzione “Sommario” dalla quale otteniamo automaticamente l’indice perfettamente impaginato. In caso di aggiunta di parti di testo l’indice non si aggiornerà automaticamente ma basterà selezionarlo e cliccare sulla voce “aggiorna intero sommario”. Nell’ambiente wiki ritroviamo gli stessi concetti.
Un documento scientifico è basato per il 90% da citazioni, analisi e valutazioni di ciò che è stato fatto/scritto sul medesimo argomento. Premesso che è meglio scrivere la bibliografia prima del testo è opportuno ricordare che in ambito scientifico è preferibile usare materiale il più recente possibile. Come gestire la Bibliografia? Dal menù "Riferimenti" -> gestione fonti-> scegliere la fonte se disponibile in "elenco precedenti" oppure cliccare su "nuova". Si aprirà un'altra maschera che deve essere compilata con Autore (specificando i dati: cognome, primo nome, secondo nome (se ci sono più autori si possono aggiungere seguendo lo stesso ordine e saranno visualizzati divisi da un punto e virgola)), titolo, anno, luogo, editore, ISBN (in DOI), ecc. Se si vogliono riportare tutti i campi selezionare "mostra tutti i campi" prima di chiudere. Scegliere dove inserire la Bibliografia (che sarà un titolo), cliccarvi e poi dal menù "Riferimenti" -> Bibliografia. Si può scegliere lo stile della bibliografia dal menù "Riferimenti" -> stile. (Per le caratteristiche degli stili delle bibliografie vedi su internet).
Per inserire una citazione, avendo già creato la Bibliografia, seleziono il punto dove voglio inserirla poi dal menù "Riferimenti" -> inserisci citazione -> seleziono la citazione (posso selezionarne anche lo stile: quello APA è tra i più usati). Se la citazione la voglio inserire a piè di pagina (come avviene soprattutto in ambito umanistico), seleziono il punto dove voglio inserirla poi dal menù "Riferimenti" -> inserisci nota a piè di pagina.
I formati di file si distinguono dall'estensione finale (generalmente 3 lettere ma possono essere anche più o meno) che indicano con quale programma sono stati creati ma non essendoci regole in merito possono esserci più formati con la stessa sigla anche se succede raramente. Il formato PDF è prodotto da ADOBE e per leggerlo basta Acrobat Reader mentre per modificarlo serve Acrobat WRITER. Come si può trasformare un documento creato con Word in un PDF? Ci sono due modi:
Ogni cella è identificata dalla coppia lettere-numeri (colonna-riga). Ogni foglio può contenere un numero quasi infinito di celle. Ogni file può contenere più fogli. Posso personalizzare le impostazioni di Excel (comprese: formule, dati, correzione, salvataggio, lingua, accessibilità, ecc) o le barre (multifunzione, accesso rapido) o i componenti aggiuntivi o il centro protezione. Quando creo un "nuovo file" posso scegliere tra i "modelli" già installati, cercarne di nuovi su internet o iniziare a lavorare su un "foglio bianco". O7c-ExcelCelle e fogli Le celle si identificano con riga/colonna e ne abbiamo 1 o + attive. Le righe e le colonne possono essere modificate per dimensione. 07d-ExcelFunzioni 1 Funzione elaborazione complessa di uno o più valori che restituisce un solo risultato =NOMEFUNZIONE(PAR1;PAR2;PAR3…) Es: =SOMMA(A1;A2;A3;A4) è la stessa cosa di =A1+A2+A3+A =SOMMA(A1:A100) è la stessa cosa di =A1+A2+A3+A4+A5+A6…+A =S0MMA(A1;A100) è la stessa cosa di =A1+A =SOMMA(A3:A7;A15) è la stessa cosa di = A3+A4+A5+A6+A7+A FUNZIONIcategorie Funzione SE Ha solo tre parametri la prima è una condizione. Poi metto se vero o se falso =SE( Condizione; SeVero; SeFalso ) è la stessa cosa di =SE(B2=0;”Pippo”;D2/B2) 07e-ExcelFunzioni 2 07f-ExcelFunzioni 3 07g-ExcelFile csv-ordinamenti File CSV(VALORI SEPARATI DA VIRGOLE)= è un normalissimo file di testo. Posso aprirlo tranquillamente con un blocco note. Ci sono dei campi di dati separati da una virgola. La prima riga c’è scritto i nomi delle colonne. 07h-ExcelStatistiche QOL 07i-ExcelFormattazione condizionale 07j-ExcelColore nel computer Come i computer gestisce il colore dell’immagine? A seconda di cosa stiamo visualizzando dietro, per ogni puntino (pixel) colorato ci sono dei bit (valori che possono assumere solo assumere solo 0-1 e per ogni bit per ogni pixel può essere bianco o nero, acceso o spento. Se associamo a ogni pixel 4 bit potremo mettere in campo 14 colori, se mettiamo 8 bit avremo 256 colori, con 16 bit cioè 2 byte avremo 65.536 colori e oggi come oggi abbiamo 3 byte cioè 24 bit avremo 16.777.216 colori). Come si codificano tali colori? Ci sono varie tecniche: Tecnica RGB (additiva)
Torte esploseio posso specificare altre fette Torte ciambellone
Grafico radar è stato inventato dai giapponesi, essi hanno un’attenzione maniacale per le forme, infatti è per tale motivo che il grafico ha tale particolarità ES: ipotizziamo di avere 3 clienti (A-B-C), dove tali clienti hanno acquistato un mix di prodotti. Se io guardo la tabella vedo il tot ma non riesco a capire la tipologia del mio cliente perché non capisco che prodotto prendono. Grafico a dispersione ho due assi e metto dei puntini per identificare i miei clienti. Grafico a mappe mi permette di fare una mappa dei vari paesi. Tali mappe sono pericolose perché non bisogna trarre la falsa convinzione dalla dimensione perché ci sono paesi che sembrano spazi enormi con pochi neonati ma gran parte del territorio è disabitato. Mappe di tipo country i paesi devono essere scritti in un determinato modo
(temperatura media)mediascalapercentuali
Le tabelle Pivot sono una funzione particolare di Excel usate in momenti particolari, mi permette di fare cose che con Excel sarebbe abbastanza laborioso. Serve per quando ho grandi tabelle con molte righe e voglio totalizzare per valutare tali dati in gruppi. Oltre alle tabelle esistono anche i grafici pivot
Per molti significa fare un Power Point ma per chi ascolta può divenire una tortura. Perché bisogna presentare? Perché tutto ciò che pensiamo di produrre non basta avere una buona idea perché “SOLO NEL CONSUMO IL PRODOTTO DIVIENE PRODOTTO EFFETTIVO”Karl Marx
Si crede che fare delle presentazioni significhi necessariamente fare un PowerPoint, ma esso può diventare una "tortura" per chi ascolta. La domanda è: Perchè presentiamo? Innanzitutto qualunque cosa abbiamo intenzione di produrre o abbiamo già prodotto, deve essere "consumata", quindi non basta fare qualcosa, nemmeno farla bene, il fine ultimo deve essere quello di venderla, (da intendere in termini non strettamente economici, l'intento deve essere quello di far passare la nostra produzione ai "clienti"). Quando presentiamo, non avremo una seconda possibilità per fare una buona prima impressione, perciò è fondamentale e non deve essere trascurata la presentazione dei nostri lavori, che vale tanto quanto farli bene. Le basi di una presentazione:
altro. Le discipline che intervengono in una presentazione efficace sono:
Pianifica Prepara Pulisci Prova Presenta Tipologie
08c-PresentazioniInventio Dobbiamo pensarla come un inventario dei nostri argomenti. Gli argomenti devono essere tali da CONVINCERE, devono anche COMMUOVERE arrivando alla passione delle persone, e devono anche PIACERE facendo divertire il pubblico. In questo contesto bisogna differenziare: sono due termini similari.
Il termine inventio, potrebbe erroneamente far pensare all'invenzione, in realtà in questo caso si tratta di stilare un inventario di tutte le argomentazioni possibili sul tema che andremo a trattare nella presentazione. Gli argomenti devono essere:
razionale, fa leva sulla ragione, fatti, dati, numeri. "testa"
umore, sensazioni. "pancia" È giusto convincere, ma è importante anche persuadere, si dovrebbe arrivare all'obiettivo ottimale del "consuadere". Per poter costruire il nostro elenco degli argomenti, si deve rispondere a tutta una serie di domande, cominciando con le classiche 5W del giornalismo anglosassone (chi, cosa, perché, dove, quando) aggiungendo elementi latini (in che modo, con quali mezzi, costi, ricavi, rischi e durata). Ciò che andiamo a esporre deve essere il più possibile completo, ma non è detto che tutto quello elencato sopra, entri poi nel progetto, ma sono tutti argomenti che ci consentono di costruire una buona presentazione. Noi potenzialmente abbiamo un'infinità di argomenti a cui poter fare riferimento, è chiaro però che non è possibile dire tutto quanto, né pensare di utilizzare la medesima presentazione per chiunque, occorre che la stessa, sia orientata al nostro pubblico, per questo si dovrà accuratamente selezionare gli argomenti a noi congeniali per convincere/persuadere quel certo pubblico, in modo da costruire una presentazione efficace per quel particolare pubblico. 08d-PresentazioniDispositio Rappresenta il secondo passo e coincide con il mettere in ordine i vari argomenti. Per prima cosa l'elenco degli argomenti stilato precedentemente, va ordinato per importanza: se gli argomenti sono pochi, l'ordine sarà abbastanza intuitivo, se invece sono tanti, possiamo ricorrere ad un campionato, quindi si costruisce una tabella e si fanno dei confronti a coppie, dopodiché si decide quale dei due sia più importante rispetto all'altro, e all'argomento vincente viene assegnato 3 punti, se invece vi è un pareggio tra i due si danno 3 punti a testa mentre al perdente ovviamente si danno 0 punti. Tutto ciò, ci permette di avere l'ordine di importanza dei nostri argomenti, fondamentale nel momento in cui si andrà a costruire la scaletta della nostra presentazione. Occorre fare sicuramente una selezione degli argomenti, in base al tempo previsto: se ho un tempo limitato, necessariamente dovrò fare una scelta e quindi scegliere solo quegli argomenti più importanti per quel determinato pubblico. Solitamente nelle presentazioni non viene mai superata l'ora e mezza, altrimenti il pubblico si stanca, quindi dovrò lavorare su quest'aspetto ragionando bene sulla curva dell'attenzione:
per trasmettere definizioni, dare informazioni in breve tempo, approfondimenti per addetti. RISCHIO: si può non comprendere le parti iniziali, noia e linguaggio e taglio teorici;
caso specifico, per poi magari far vedere altri casi specifici; adatto per spiegare concetti complessi a un pubblico neofita. RISCHIO: essere banali e tempi lunghi;
cambiare o si è cambiato, quindi cosa era ieri e cos'è oggi, e cosa vogliamo che sia domani; RISCHIO: ieri deve essere ieri, evitare di andare troppo indietro e il pubblico deve conoscere la situazione corrente;
soluzioni (e concetti) per arrivare poi a conclusioni e conseguenze; ottimo per convincere. RISCHIO: il problema deve essere condiviso anche dal pubblico.
allargare la "visione" e per un'analisi approfondita. RISCHIO: tempo che potrebbe diventare eccessivamente lungo se intervengono molti punti di vista. Per scegliere il modello, devo tenere conto degli obiettivi che io mi aspetto, dell'argomento, dell'uditorio nonché delle mie preferenze personali, posso scegliere di fare anche dei mix stando attento a non fare confusione e non perdere di vista gli obiettivi. 08e-PresentazioniElocutio Qui, non si intende come diremo, ma cosa diremo per quanto riguarda i nostri argomenti. Vi sono alcune regole di base per la preparazione dei nostri discorsi, perché appunto non sono MAI improvvisati:
attenzione a parole straniere (a meno che non si rifacciano a discipline specifiche) e sigle che nel caso devono essere spiegate perché altrimenti creano confusione in un pubblico neofita (PNL, PIL, OTAN, ASAP);
subordinate perché altrimenti chi ascolta si perde;
più semplice possibile;
puntiamo sulla semplicità e chiarezza; attenzione ai doppi sensi sessisti e agli argomenti "politically scorrect";
rischia di impoverire la nostra presentazione, attenzione perciò al sarcasmo, umorismo fine a se stesso, battute "grevi" o "sessiste" o situazioni o pubblico particolari. La PNL (Programmazione Neuro-Linguistica) sostiene che le persone si dividono in diverse categorie, sulla base di una certa tendenza a essere in un modo piuttosto che in un altro:
08f-Presentazioni Actio E' il momento di andare in scena. Regole di base:
Intendendo l'actio, anche come public speaking, è normale avere il panico da palcoscenico, l'adrenalina è sintomo di presenza, non è cattiva lo diventa nel momento in cui è eccessiva, in questo caso dovrò esercitarmi per ridurre lo stress, come yoga e così via è utile anche familiarizzare con l'ambiente, così da non trovarci impreparati. Quindi per evitare il panico, bisogna prepararci, respirare e rilassarci attraverso tecniche di vario tipo. L'abbigliamento deve essere adeguato all'ambiente, all'uditorio e al contesto; deve poi essere comodo e non troppo appariscente, quindi attenzione ai colori, ai gioielli, elementi riflettenti, orologi e spegnere il cellulare. Al momento dei saluti:
non devono:
Slides fatte bene aiutano a migliorare la presentazione in generale, ma fatte male sono controproducenti. 08i-PresentazioniSoftware Esistono tantissimi software che ci consentono di costruire delle presentazioni: Impress, Presentation (IBM Symphony), Freelance (Lotus Smartsuite), PowerPoint (Microsoft Office), KeyNote (Mac). Anche su Cloud, esistono presentazioni fatte in Google, su Prezi invece le presentazioni sono visibili a tutti, se invece non voglio che le presentazioni siano divulgate allora devo pagare. I vari formati dei software si somigliano l'uno con l'altro. Processo di creazione delle slides:
speciali, perché l'obiettivo è attirare l'attenzione.
opuscolo con PowerPoint mi permette di gestire bene il posizionamento sulla pagina, per ottenere un effetto preciso ed esatto. Non esistono animazioni, perché va stampato.
sincronizzato con il testo e animazioni, poco testo che deve essere chiaro e leggibile.
chiaro e leggibile, no fotografie solo immagini stilizzate. No slides troppo pesanti, altrimenti chi ascolta non segue. I software sono solo strumenti che non possono fare altro che migliorare il nostro lavoro, se usati nel modo corretto, altrimenti la presentazione sarà comunque "brutta" utilizzando qualunque software. 08k-PresentazioniStile Con stile si fa riferimento a tutti gli elementi grafici che compongono una slide di una presentazione. Regole di base:
Gli stili ovviamente devono essere diversi a seconda del tipo di presentazione che voglio realizzare:
Nella slide poi si vanno a stabilire attraverso delle griglie gli ancoraggi, ovvero posizioni dove andiamo a mettere sempre le stesse cose. Sullo sfondo, si potrebbe utilizzare un'immagine di sfondo, usando l'impostazione di gestione immagini, si mette come sfondo l'immagine dopodiché si fa l'operazione "virare in seppia", facendola diventare così monocromatica. Per preparare l'indice degli argomenti, anziché fare un semplice elenco di punti, fare dei riquadri, con scritto i titoli argomenti ed eventuali sotto- argomenti, purché non siano troppi, e magari usare queste slides, nel momento in cui si passa da un argomento all'altro, mettendo gli argomenti già passati e quelli futuri con un colore più chiaro, mentre invece quello che andiamo a trattare, più visibile e centrato, in modo da sottolineare dove siamo arrivati. È possibile fare l'INVERSIONE, quindi lo sfondo è nero, il testo però non deve essere bianco, ma di un colore un pò più morbido, come un crema. Utile in una sala oscurata, se ho bisogno di proiettare filmati, ciò però può creare un distacco dall'oratore. Tutto ciò che viene messo sulla slide ha un effetto, e richiama nella mente di una persona una reazione: non affaticargli la vista, rendergli più facile la lettura dei caratteri, usare colori che non infastidiscono e che abbiano un senso. Ogni cosa che facciamo, deve essere pensata e non a caso, devo trovare il modo di penetrare nella capacità di chi ascolta di recepire i miei contenuti. 08l-PresentazioniTesto Nelle slides bisogna evitare troppe parole e troppi punti, altrimenti si rischia di confondere quindi mai troppi argomenti e mai un discorso intero. La parola d'ordine è SINTESI. Le due regole fondamentali sono K.I.S.S. (keep it short and simple) & K.I.L.L. (keep it large & legible), altrimenti si affatica chi ascolta. Nella presentazione si devono presentare al massimo:
Mi devo regolare intorno ai questi numeri e a questi punti di vista. Il testo deve essere telegrafico. Es. Buone Slide: regole (l'inchiostro si paga). Bisogna usare pochi FONT (due, tre al max) sempre gli stessi, utili per enfatizzare. Ne esistono migliaia, solo attenzione al copyright (alcuni sono da pagare), devono poi avere un senso e attenzione anche alla portabilità (salvare in formato CD). CLASSIFICAZIONE DEI FONT
presentazione viene stampata è preferibile utilizzare un carattere Serif, altrimenti si usa un carattere Sans-Serif, per la parte letta.
carattere) NON Proporzionali (Dimensione dei caratteri uniforme, Distanza fra i caratteri variabile e interasse uniforme; utile per elenchi);
Anche l'uso di un certo carattere trasmette un senso, per esempio il Georgia è formale, l'Arial è conformista, il Century Gothic è elegante e così via. Si possono usare tutti, basta pensare a quale reazione si vuole suscitare sul pubblico. Usare in modo uniforme, e con moderazione:
La dimensione del testo e del titolo deve essere uniforme e media (32-36), grande solo in caso di necessità. Attenzione alle regole grammaticali, quindi tutto maiuscolo meglio evitarlo perché poco leggibile, e rileggere le slides correggendo eventuali errori di ortografia, partendo dal fondo; non inserire punti, virgole, punti e virgole alla fine delle righe, i puntini vanno bene. 08m-PresentazioniTitolo Come titolo della slide possiamo decidere se inserire:
formale;
cui arriviamo, perciò il titolo diviene impegnativo ed emotivo. I titoli sono importanti perché ci fanno capire cosa abbiamo sotto gli occhi, sono molto esplicativi. Se io voglio impattare in modo emotivo sulle persone userò i messaggi, se invece voglio discutere con le persone ma in modo asettico, metterò l'argomento, quindi dipende il tipo di coinvolgimento che io voglio avere con il mio uditorio, ma generalmente in molte presentazioni è preferibile usare i messaggi significativi, essere espliciti, così da mettersi in contatto con il pubblico, dirigere l'attenzione e favorire la comprensione e la memoria.
Meglio utilizzare SCHEMI SEMPLICI, POCHI ELEMENTI, eventualmente suddivisi su PIU’ SLIDES. È importante curare i colori e la leggibilità. Attenzione: sono molto facili da fare, sono di notevole impatto visivo, fanno molta “scena”. Tanti però ne abusano, quindi sono importanti soltanto se UTILI e NECESSARI. Esempi di diagrammi: gerarchici, processi, ciclici, bipolari, Gantt Chart, PERT diagram, mappe mentali. Le mappe mentali sono uno strumento utile per studiare, pochi però ne capiscono l’importanza e l’utilizzo. Fare una mappa mentale significa fissare elementi importanti di un determinato argomento e affinché esse siano utili è necessario che ognuno costruisca individualmente la propria mappa mentale. L’azione fisica di utilizzare la penna e scriverla farà sì che io possa fissare gli argomenti da studiare.
Quale è il senso della tesi di laurea?
L'Informatica è il trattamento automatico delle informazioni (ricavate dai dati) per ottenere significati (messaggi). Significati(messaggio) Informazioni Dato L’informatica senza dati non ha senso, ha sempre dei dati (es: semaforo) Cos’è un dato? un dato elementare può essere una semplice sequenza di numeri A questi dati bisogna aggiungere delle informazioni: SENSO che cosa sono
La tipologia di codice elementare è costituita dai: dati alfanumerici che permettono l'inserimento di lettere e numeri (ad esempio un indirizzo o un codice fiscale), dati numerici (ad esempio numeri interi, a virgola mobile e date). Come codifichiamo i dati? La codifica dei dati consiste in abbreviazioni per motivi di riduzione di spazio e per facilitarne l'analisi statistica. Esistono vari tipo di codifica:
Vi sono alcuni codici importanti da ricordare:
Tale codice (Cd ICD-10) è formato da due caratteri: una lettera (che va dalla A alla Z), due cifre (da 00 a 99) per un totale di massimo 2600 codici. Tendenzialmente i codici sono definiti da organizzazioni nazionali o internazionali ed è interessante notare che si sono evoluti da quando sono stati creati (ad esempio il Cd ICD oggi è ICD-10). ATC – Farmaci è la codifica per i farmaci, per catalogare il principio attivo presente all'interno di un farmaco composta da una lettera e due numeri A= gruppo anatomico principale NN= gruppo terapeutico principale A= terapeutico farmacologico A=chimico-terapeutico farmacologico NN=sottogruppo chimico AIC Farmacode è il codice adottato dal Ministero della Sanità per il codificare i prodotti farmaceutici costituito da una lettera + otto numeri + la cifra finale è il check digit numerico A (fisso) NNNNNNNN (8 cifre) C ( check digit numerico) Cd ASL è un codice a validità annuale 3 + 3 numeri 3n= Regione 3n= Azienda Cd Strutture ospedaliere Codice. Elenco di tutte le strutture d’Italia 6 cifre 3n= Regione 3n= Struttura 2n= Sub codice struttura interna 1413 codici al 30.09. Codice ISBN numero progressivo dei libri che vengono pubblicati. Codice a barre 13 cifre prime tre cifre identificano l’area successive nove cifre sono l'ID del libro una cifra carattere di controllo
Cd Fiscale nasce nel 1975 per esigenze fiscali In caso di omocodice (due o più persone con la stessa sequenza alfanumerica dei primi 15 caratteri) l’Agenzia delle entrate sostituisce uno o più numeri del codice fiscale con delle lettere, in modo da rendere ciascun codice “univoco”.
composto da una prima cifra numerica (es.3) che indica il tipo di allevamento delle galline, successivamente troviamo due lettere (es. IT) che dovrebbero indicare lo Stato di provenienza, ma in realtà non c'è dato sapere se si tratta o meno di una normativa a livello europeo, dopo troviamo tre cifre numeriche e due lettere (es.003 TO) che indicano il comune dov'è ubicato l'allevamento, ma anziché mettere il codice catastale del codice fiscale, è stata utilizzata una codifica propria dell'Istat dei vari comuni, all'interno di una codifica di sigla automobilistica delle province. A seguire, altre tre cifre numeriche (es.036), che rappresentano il numero progressivo dell'allevamento, che però si trova nel Comune o nella Provincia? Non lo sappiamo con certezza. Ciò ci fa capire quanto la costruzione di un codice, sia un'operazione non semplice e resa successivamente ancor più complessa
Vi sono due tipi di attività svolte, in generale, in qualsiasi contesto organizzativo (scuola, università, azienda ecc…):
devono rispettare i costi e i tempi prestabiliti. E’ importante ricordare altre definizioni di progetti:
obbiettivi primari obbiettivi secondari 10c- Project ManagementDeming-Stakeholders-Miglioramento Questo ciclo è stato definito nel 1999, ma risale a molto prima Deming era un ingegnere americano che dopo la II° guerra mondiale fu mandato in Giappone per rimettere in piedi l'industria Giappone se dopo il tracollo. Esso trovò terreno fertile e spiegò il ciclo di pianificazione che ha sì un inizio ma poi diventa un ciclo. Si parte con la PLANPIANIFICAZIONE, si fa un piano dopo di che si AGISCE dopo di che si VERIFICA COSA È SUCCESSO rispetto al pianoCHECK e si ACT AGISCE STAKEHOLDERS: Non sono i partecipanti al progetto (gli attori, i clienti, fornitori), ma le figure esterne al progetto che lo potrebbero condizionare: altri clienti o colleghi, capi non diretti, sindacati, fisco, associazioni consumatori, concorrenti, associazionismi. Es: progetto di lezioni di musica per gli studenti di una classe di 3^ media creato dal professore // Stakeholders → genitori, preside ecc.. che potrebbero influenzare il progetto per approvarlo o rifiutarlo (es: l’associazione sportiva che opera nella scuola è contrario a quelli sulla musica, perché vogliono fare approvare le loro proposte). 10c- Project ManagementBreakdown structure REGOLE
-CPM = solo valore previsto -PERT = pessimistica, probabile, ottimistica
Ogni singola attività può essere pianificata come:
-COSTI (più tardi inizio, più tardi pago) -TIMORI DI RITARDI (prima inizio, più sto tranquillo)
Per ogni attività devo calcolare quando inizia e quando finisce. Ma devo anche calcolare quando inizia e quando finisce nella migliore delle ipotesi e quando inizia e quando finisce nella peggiore delle ipotesi. Tutto ciò per sapere quale è il mio margine di tolleranza per ogni attività. LEGAMI TRA ATTIVITA' Successivamente è importante stabilire le RELAZIONI cioè stabilire che quando finisce una attività A, inizia l’attività B. esistono molti criteri:
a tutti gli altri strumenti di Microsoft. Esistono comunque altri prodotti di alto livello per applicazioni specifiche (es. www.primavera.com)
10g- Project ManagementAnalisi e rischi ANALISI DEI RISCHI connessi al progetto È importante fare un elenco di tutti i rischi a cui andiamo incontro con il progetto. Per ciascun rischio definire:
Dalla somma dei due fattori, probabilità e impatto, ottengo la classificazione dei rischi (irrilevante, basso, medio, alto, critico). Per i rischi critici devo avere un piano B da poter mettere in atto nel caso in cui il piano A sia fallito. Stessa cosa anche per i rischi alti e, possibilmente, anche quelli medi. Tutto ciò è importante anche per stabilire risorse addizionali, tempi e costi che potrebbero aumentare.