Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


appunti di scienze umane, Sintesi del corso di Scienze umane e sociali

appunti di approfondimento per scienze umane

Tipologia: Sintesi del corso

2025/2026

Caricato il 10/06/2026

gaia-dipietro-1
gaia-dipietro-1 🇮🇹

3 documenti

1 / 8

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
LA MOTIVAZIONE
Motivare= mettere in moto
Intera costellazione di fattori, alcuni interni altri esterni all'organismo, che
causano il comportamento dell'individuo in un determinato momento
Stato motivazionale o pulsione
Il comportamento motivato è diretto verso incentivi, vale a dire verso oggetti
che si trovano nell'ambiente esterno.
PULSIONI E INCENTIVI si completano e si rafforzano a vicenda nella genesi
della motivazione
la motivazione dirige il comportamento verso gli incentivi che rappresentano
oggetti esterni e pulsioni di incentivi si rafforzano a vicenda ovvero io ho fame
ed ho uno stato di pulsione legato alla fame, l'incentivo è il cibo quindi la
ricerca di un bar ma accade che l'incentivo può indebolire o aumentare la mia
pulsione e alle volta un aumento può creare la pulsione ad esempio quando
non ho fame ma passo davanti un bar da cui proviene un buon odore e mi
viene fame.
APPROCCIO FISIOLOGICO
Due sono i grandi filoni:
1) le pulsioni non sono altro che bisogni metabolici dei tessuti quindi le pulsioni
sono bisogni metabolici dei tessuti -> ad esempio dopo un intensa attività
fisica nell'immediatezza si ha sete e non fame perché il nostro corpo ci segnala
una cadenza di liquidi, la saggezza del corpo ci dice di cosa abbiamo bisogno,
noi lo avvertiamo ma alle volte non c'è ne accorgiamo, ad esempio la voglia di
dolci può essere una carenza di guglocosio -> Omeostasi = equilibrio -> la
febbre è la rottura della omeostasi,
I limiti dell'omeostasi: pulsioni regolative (pulsione che contribuisce al
mantenimento dell'omeostasi) e non regolative (pulsione, come quella sessuale
funzionale a qualche altro scopo) GHIANDOLA SURRENALE
2) Pulsioni come stati del cervello:
L'ipotalamo è il fulcro di molti sistemi pulsionali centrali.
Dal punto di vista anatomico questa struttura occupa la posizione ideale per
svolgere tale ruolo
1.È al centro della base del cervello 2.contiene tratti che interconnettono
molte aree del cervello
3.Ha connessioni dirette con i nervi che veicolano gli stimoli provenienti dagli
organi interni
4.È irrorato da una fitta rete di capillari
5.È sensibile all'azione degli ormoni
6.Tramite le sue connessioni con l'ipofisi controlla il rilascio di numerosi ormoni
7.Lesioni anche molto circoscritte dell'ipotalamo possono avere effetti
drammatici sulle pulsioni di un animale,
oggi gli ormoni sono molto importanti mentre prima non era così,
LA FAME:
pf3
pf4
pf5
pf8

Anteprima parziale del testo

Scarica appunti di scienze umane e più Sintesi del corso in PDF di Scienze umane e sociali solo su Docsity!

LA MOTIVAZIONE

Motivare= mettere in moto Intera costellazione di fattori, alcuni interni altri esterni all'organismo, che causano il comportamento dell'individuo in un determinato momento Stato motivazionale o pulsione Il comportamento motivato è diretto verso incentivi, vale a dire verso oggetti che si trovano nell'ambiente esterno. PULSIONI E INCENTIVI si completano e si rafforzano a vicenda nella genesi della motivazione la motivazione dirige il comportamento verso gli incentivi che rappresentano oggetti esterni e pulsioni di incentivi si rafforzano a vicenda ovvero io ho fame ed ho uno stato di pulsione legato alla fame, l'incentivo è il cibo quindi la ricerca di un bar ma accade che l'incentivo può indebolire o aumentare la mia pulsione e alle volta un aumento può creare la pulsione ad esempio quando non ho fame ma passo davanti un bar da cui proviene un buon odore e mi viene fame. APPROCCIO FISIOLOGICO Due sono i grandi filoni:

  1. le pulsioni non sono altro che bisogni metabolici dei tessuti quindi le pulsioni sono bisogni metabolici dei tessuti -> ad esempio dopo un intensa attività fisica nell'immediatezza si ha sete e non fame perché il nostro corpo ci segnala una cadenza di liquidi, la saggezza del corpo ci dice di cosa abbiamo bisogno, noi lo avvertiamo ma alle volte non c'è ne accorgiamo, ad esempio la voglia di dolci può essere una carenza di guglocosio -> Omeostasi = equilibrio -> la febbre è la rottura della omeostasi, I limiti dell'omeostasi: pulsioni regolative (pulsione che contribuisce al mantenimento dell'omeostasi) e non regolative (pulsione, come quella sessuale funzionale a qualche altro scopo) GHIANDOLA SURRENALE
  2. Pulsioni come stati del cervello: L'ipotalamo è il fulcro di molti sistemi pulsionali centrali. Dal punto di vista anatomico questa struttura occupa la posizione ideale per svolgere tale ruolo 1.È al centro della base del cervello 2.contiene tratti che interconnettono molte aree del cervello 3.Ha connessioni dirette con i nervi che veicolano gli stimoli provenienti dagli organi interni 4.È irrorato da una fitta rete di capillari 5.È sensibile all'azione degli ormoni 6.Tramite le sue connessioni con l'ipofisi controlla il rilascio di numerosi ormoni 7.Lesioni anche molto circoscritte dell'ipotalamo possono avere effetti drammatici sulle pulsioni di un animale, oggi gli ormoni sono molto importanti mentre prima non era così, LA FAME:

La teoria di Stellar affermava che il comportamento alimentare di una animale è controllato da due centri ipotalamici fra loro interagenti:

  • Il centro della fame, localizzato nell'area laterale dell'ipotalamo, induce l'animale a cercare il cibo e a mangiarlo. Animali con lesioni bilaterali in questa area ignorano il cibo e morirebbero di fame se non venissero uriti per via endovenosa, ad oggi però questa teoria non è più valida ma rappresenta il primo tentativo di trovare l'origine di questa pulsione. Nel momento in cui questa area laterale si attiva l'animale/uomo cerca il cibo e se si ha una lesione si rischia di morire di fame mentre se invece si stimola si attiva la pulsione della fame Gli animali a cui si stimola questa area tendono ad assumere il cibo ->
  1. Centro della sazietà -> localizzato nell'area ventromediale dell'ipotalamo, riduce invece I'impulso a cercare il cibo e a mangiare. Gli animali con lesioni bilaterali in questa area sono estremamente voraci e diventano obesi. Gli animali a cui si stimola questa area tendono a non assumere più cibo. I DIVERSI RUOLI DELL'IPOTALAMO LATERALE: Gli animali con lesioni all'ipotalamo laterale non solo non mangiavano, ma non bevevano, non si accoppiavano, non costruivano il nido né si prendevano cura della prole, non attaccavano i loro avversari Questi animali avevano perduto l'intera gamma dei comportamenti che implicano movimenti finalizzati, orientati verso oggetti presenti nell'ambiente Al contrario, la stimolazione elettrica dell'ipotalamo laterale era in grado di produrre uno qualunque di questi comportamenti, a seconda della natura degli incentivi disponibili Attualmente si ritiene che questo tratto attraverso l'ipotalamo laterale faccia parte di un sistema generale per l'attivazione motoria, la cui attività prepara i gangli della base ad avviare movimenti volontari, qualunque sia la pulsione,la stimolazione elettrica di questo tratto genera il messaggio "fa qualcosa" lasciando aperta all'animale la possibilità di rispondere a qualsiasi incentivo presente nell'ambiente. RUOLO DELL'IPOTALAMO VENTROMEDIALE Ricerche successive hanno dimostrato che I'effetto più potente prodotto dall'ipotalamo ventromediale sulla fame non dipende da una azione diretta su strutture cerebrali ma da influenze mediate dal sistema nervoso autonomo Le lesioni bilaterali di questa area provocano l'iperattivazione delle fibre parasimpatiche coinvolte nei processi digestivi e metabolici, i quali diventano di conseguenza più rapidi del normale Il cibo viene digerito più in fretta, e le molecole di sostanze nutritive che circolano nel sangue sono convertite molto rapidamente in grasso a livello dei tessuti adiposi. Ciò fa diminuire drasticamente le disponibilità energetiche per tutti gli altri tessuti corporei, di conseguenza, gli altri tessuti inviano al cervello messaggi che segnalano il bisogno di cibo.

L'iniezione di testosterone, nel circolo sanguigno di un animale castrato ripristina completamente la pulsione. Gli uomini che a causa di incidenti, o per ragioni mediche, subiscono la castrazione, sono soggetti a un declino della pulsione e del comportamento sessuale, Iniezioni di testosterone ristabiliscono la pulsione completamente. Iniettando testosterone è possibile stimolare il comportamento sessuale di uomini che, pur non essendo castrati, producevano livelli molto bassi di ormone La somministrazione di testosterone influiva più sulla pulsione che sulla capacità sessuale. I soggetti infatti, con produzione di testosterone anormalmente bassa non presentano problemi riguardo agli aspetti meccanici del comportamento sessuale, comprese l'erezione e l'eiaculazione. Nelle donne, dopo la pubertà le ovaie iniziano la produzione di estrogeni e progesterone con un andamento ciclico, regolare nel tempo (ciclo mestruale nella donna; ciclo estrale negli altri mammiferi). Nelle femmine dei mammiferi diversi dall'uomo, l'asportazione delle ovaie, elimina del tutto la pulsione sessuale, mentre l'iniezione di ormoni la ristabilisce -> se si prova a far accoppiare 2 cani mentre la femmina è castrata essa aggredirà il cane perché avviene solo nell'ovulazione, mentre la donna può avere pulsioni sessuali indipendentemente dal ciclo Nei ratti, I'AREA VENTROMEDIALE svolge un ruolo fondamentale nel comportamento sessuale delle femmine Le lesioni in quest'area cerebrale, aboliscono il comportamento sessu in femmine di ratto altrimentinormalfi Gli studi dimostrano come le donne che dopo l'esportazione delle ovaie hanno una pulsione sessuale regolare a differenza di quelle a cui viene esportata la ghiandola surrenale. Nella regolazione della pulsione sessuale nelle donne, gli ormoni ovarici sembrano giocare un ruolo molto limitato, mentre sembra più rilevante il ruolo degli ormoni della surrenale. LA SPINTA ALLA RICERCA DI STIMOLAZIONE. Il livello di energia che avvertiamo è strettamente connesso con la nostra motivazione. Esistono livelli ideali di eccitazione? Ognuno di noi ha attivazioni diverse e quindi cerca stimolazioni congruenti al suo e se è troppo alto o basso rispetto al proprio si viene a creare stress e disagio, In base alla teoria dell'attivazione cerchiamo di mantenere l'attivazione ad un livello ottimale. Quando il livello è troppo alto o troppo basso cerchiamo di riportarlo ai nostri valori ottimali. Per attivazione psicofisica si intende una attivazione del corpo e del sistema nervoso. Tale stato è ⁃ pari a zero nella morte;

⁃ Basso durante il sonno. ⁃ Moderato durante le normali attività quotidiane. ⁃ alto nei momenti di eccitazione, emozione o panico. La maggior parte delle persone ha una migliore resa quando il livello di attivazione è moderato. Nella vita quotidiana si prendono continuamente decisioni: in alcuni casi queste sono automatiche, mentre in altri casi prendere una decisione può essere un processo più lungo, impegnativo e complesso; per questo motivo il decision making caratterizza alcuni dei più importanti eventi della vita. Prendere delle decisioni di solito richiede la valutazione di almeno due opzioni che differiscono rispetto a diverse caratteristiche ed elementi. La selezione di un'opzione a scapito di un`altra richiede che la persona metta in atto una valutazione complessiva delle diverse alternative, utilizzando specifiche modalità di ricerca ed elaborazione delle informazioni e strategie decisionali Nella maggior parte dei casi prendere decisioni significa ragionare in condizioni di incertezza: non riusciamo a prevedere con certezza l'esito futuro delle possibili alternative a disposizione, ma nella migliore delle ipotesi riusciamo soltanto a stimare la probabilità di tali esiti. Contrariamente alle prime teorie, che vedevano il decision making legato alla scelta razionale, oggi è risaputo che le decisioni umane sono basate tanto su motivazioni edoniche ed emotive quanto su motivazioni razionali Il decision making viene studiato da diverse discipline, dalla statistica, alla psicologia all'economia. le decisioni in ambito medico, politico- economico, legale, organizzativo e aziendale. in contesti di emergenza di diverso tipo, ecc Presa di decisione -> attività cognitiva tra le più complesse, nella quale intervengono processi: Processi mnesticl: recuperlamo dalla nostra memorla le informazioni utill e necessarie per decidere; ProcessÌ inferenziali: processi di ragionamento che ci consentono di trarre conclusioni a partire da certe premesse, Processl attentivi: per la ricerca, selezione ed elaborazione delle informazioni necessarie, UNA DECISIONE E': una risposta ad una situazione caratterizzata da 3 componenti:

  1. il decisore deve avere la possibilita di valutare piu di una possibile alternativa 2, decisore deve avere delle aspettative circa gli esiti di ogni alternativa (probablità soggettive o credenze)
  2. devono esserdi delle consequenze associate ai possibli esiti, ai quali il decisore attribulsce una valutazione personale (utilità soggettiva)

Es : (Lichtenstein et al., 1978) Compito Ss: stimare la probabilità (o rischio) di morte per diverse cause: -Inondazione -Tornado -Incidente stradale -Essere colpiti da un fulmine -Polmonite -Cancro -omicidio Risultati: -Sovrastima di eventi poco probabili; -Sottostima di eventi altamente probabili; -Sovrastima di eventi "morti violente" (omicidio, incidente stradale) e di eventi "sensazionali" (avvelenamento da funghi, inondazione, tornado); -Sottostima di eventi "comuni" (infarto, polmonite, asma, diabete). Se facessimo un sondaggio o chledessimo al partecipanti di dire come prendono le decisioni, le risposte sarebbero: ⁃ dipende dalla decisione che sl deve prendere ⁃ prendo la decisione senza pensarci troppo, ecc Se poi chiedessimo se quando si decide lo si fa razionalmente, probabilmente sarebbero ben pochi coloro che confessano di non essere razionali quando prendono una decisione,effettivamente la gente decide in maniera non prevista dai modelli della scelta razionale. Spesso le scelte sono poco razionali, RAZIONALITA' LIMITATA L'impiego di strategie ottimali (D^ anche ostacolato dalla tipica dell'essere umano (Simon, 1955) E' indubbio che la razionalità ha un costo, nel senso che prendere decisioni attenendosi ai principi di coerenza logicità di massimizzazione comporta un grande sforzo cognitivo,Che spesso può essere sopportato soltanto avendo tempo a disposizione e strumenti adeguati per eseguire i calcoli necessari. La razionalità limitata è la nozione secondo la quale nel prendere le decisioni, la razionalità delle persone è limitata da: ⁃Informazioni in loro possesso ⁃Limitazioni del loro sistema cognitivo -limiti temporali Vincoli della mente umana:

  1. percepisce; 2.immagazzina; 3.recupera
  2. Vincoli nella percezione di stimoli: (TEORIA DEL FILTRO Broadbent, 1958) → l’acquisizione di informazioni è SELETTIVA →di tutte le informazioni provenienti dall’ambiente il nostro sistema cognitivo ne filtra solo alcune.

2.Vincoli nell'immagazzinamento: limitata durata d'immagazzinamento delle informazioni (Atkinson & Shiffrin, 1968). REGISTRO MBT (reiterazione) ~> MLT SENSORIALE (cirea 3 sec) ( informaz.circa - (per un lungo solo per poco tempo) periodo) Es: è più facile scomporre un numero telcfonico in triplette.

  1. Vincoli nel recupero: non sempre avviene un corretto recupero -> talvolta esso è il risultato di un processo di RICOSTRUZIONE a seguito del quale le informazioni perdono la loro originaria connotazione. Simon (1981) -> <>. Il lavoro di Simon aprì la strada allo sviluppo di un poderoso programma di ricerca volto a descrivere le strategie effettivamente utilizzate dagli individui nel prendere decisioni