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Evoluzione delle società umane: dalla società pre-moderna alla società feudale, Appunti di Sociologia

L'evoluzione delle società umane, partendo dalla società pre-moderna e arrivando fino alla società feudale. Vengono analizzati i vari stadi di sviluppo, come la società dei cacciatori e raccoglitori, la società agricola e la società feudale, soffermandosi sui tratti fondamentali di ognuna, come la domesticazione delle piante e degli animali, la stanzialità, la proprietà comune, la dimensione temporale legata alla natura, la divisione sessuale del lavoro, l'endogamia, la disuguaglianza e la guerra. Vengono inoltre evidenziati i rapporti tra le diverse società, come quelli di pace e guerra, e la nascita della riflessione sistematica sulla società.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 11/04/2024

alessia-robba
alessia-robba 🇮🇹

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SOCIETA’:
Popolazione, collettività stabilmente insediata su un territorio delimitato, i cui rapporti sono
abbastanza durevoli da consentire la riproduzione dell’esistenza, la soddisfazione dei bisogni
vitali e la sedimentazione di una comune cultura da cui discendono le norme che regolano la
vita della collettività.
RIVOLUZIONE SCIENTIFICA:
A partire dal XVII secolo si assiste:
--> allo spettacolare sviluppo delle scienze della natura
--> all’applicazione del metodo sperimentale, fondato sull’osservazione dei “fatti”, ad ambiti di
indagine sempre più vasti
--> a un insieme di scoperte, che gettano nuova luce sui “segreti” della natura. Verso la fine del
XVIII secolo incomincia a diffondersi la fiducia nella possibilità di estendere allo studio
dell’uomo, della società e della cultura, gli stessi principi del metodo scientifico che stavano
dando tanti buoni risultati nello studio dei fenomeni naturali.
La sociologia segue le scienze moderne che hanno creato una loro identità assestante rispetto al
pensiero filosofico
Le prime scienze che si sono contraddistinte sono state proprio le scienze naturali.
RIVOLUZIONE INDUSTRIALE:
In Inghilterra, verso la fine del XVIII secolo, prende avvio una trasformazione radicale dei
processi produttivi che comporta profonde innovazioni a livello sociale, economico e
tecnologico e che ridefinisce la società. La sociologia nasce come necessità di comprendere
quelle profonde e ambivalenti trasformazioni, che delineavano quella che sarà la società
moderna.
Categorie economiche: terra, capitale e lavoro
Gruppi o classi sociali: proprietari terrieri, imprenditori capitalisti e lavoratori.
Questi gruppi sono legati tra loro essenzialmente da rapporti di scambio: mercato come
elemento connettivo della società. Sul mercato ogni scambista persegue il proprio interesse
egoistico: vendere la propria merce al prezzo più alto possibile e comperare quella altrui al
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Scarica Evoluzione delle società umane: dalla società pre-moderna alla società feudale e più Appunti in PDF di Sociologia solo su Docsity!

SOCIETA’:

Popolazione, collettività stabilmente insediata su un territorio delimitato, i cui rapporti sono abbastanza durevoli da consentire la riproduzione dell’esistenza, la soddisfazione dei bisogni vitali e la sedimentazione di una comune cultura da cui discendono le norme che regolano la vita della collettività.

RIVOLUZIONE SCIENTIFICA:

A partire dal XVII secolo si assiste: --> allo spettacolare sviluppo delle scienze della natura --> all’applicazione del metodo sperimentale, fondato sull’osservazione dei “fatti”, ad ambiti di indagine sempre più vasti --> a un insieme di scoperte, che gettano nuova luce sui “segreti” della natura. Verso la fine del XVIII secolo incomincia a diffondersi la fiducia nella possibilità di estendere allo studio dell’uomo, della società e della cultura, gli stessi principi del metodo scientifico che stavano dando tanti buoni risultati nello studio dei fenomeni naturali. La sociologia segue le scienze moderne che hanno creato una loro identità assestante rispetto al pensiero filosofico Le prime scienze che si sono contraddistinte sono state proprio le scienze naturali.

RIVOLUZIONE INDUSTRIALE:

In Inghilterra, verso la fine del XVIII secolo, prende avvio una trasformazione radicale dei processi produttivi che comporta profonde innovazioni a livello sociale, economico e tecnologico e che ridefinisce la società. La sociologia nasce come necessità di comprendere quelle profonde e ambivalenti trasformazioni, che delineavano quella che sarà la società moderna. Categorie economiche: terra, capitale e lavoro Gruppi o classi sociali: proprietari terrieri, imprenditori capitalisti e lavoratori. Questi gruppi sono legati tra loro essenzialmente da rapporti di scambio: mercato come elemento connettivo della società. Sul mercato ogni scambista persegue il proprio interesse egoistico: vendere la propria merce al prezzo più alto possibile e comperare quella altrui al

SOCIOLOGIA

prezzo più basso possibile. Meccanismo della concorrenza: assicura che a prevalere sia l’interesse collettivo: «Mano invisibile» DISAGI: Questa rivoluzione:

  • rompe l’ordine economico,
  • Fa sì che si intensifichi la produzione ==> trasforma la produzione artigianale e introduce l’ordinamento capitalista Scardina dei meccanismi di vira quotidiana
  • Attivate classi sociali diverse
  • Luoghi ==> spostamento da campagna al centro ecc. Abbatte le forme di organizzazione sociale basata sul potere --> per diritto divino --> Per diritto ereditario

RIVOLUZIONE FRANCESE:

In Francia, verso la fine del XVIII secolo, si assiste simbolicamente alla fine di un’epoca e di un ordinamento politico fondato sul principio dinastico e il potere assoluto. SCETTRO: Re _________________> Popolo Affermati i valori di uguaglianza e libertà ==> avvio di un lungo processo di democrazia → Che io nasca miserabile o ricco non è disegno sociale, ma non c’è possibilità di cambiamento.

Le risposte pre-sociologiche non soddisfano più. Al di là della coercizione e del mercato, ciò che permette l’ordine sociale deve essere un qualche meccanismo o processo interno all’organismo sociale MODELLI ORGANICISTICI ==> una delle prime proposte vere e proprie avanzate nell’ambito sociologico per risolvere il problema. Auguste Comte (1798-1857) e Herbert Spencer (1820-1903) Ispirate alle teorie dell’evoluzione naturale di Jean-Baptiste Lamark (1744-1829) e di Charles Darwin (1809-1882). La società è un organismo le cui parti sono connesse tra loro da una rete di relazioni di interdipendenza. L’equilibrio che si genera tra le parti non è mai statico, bensì dinamico, sottoposto cioè a un continuo processo di evoluzione e di adattamento. Il motore del processo è la competizione tra le specie, ed è la competizione a selezionare coloro che sono più adatti all’ambiente (selezione naturale). Gli organismi sociali rispondono alle sfide dell’evoluzione generando nuove funzioni e nuovi organismi: differenziazione e divisione del lavoro. Contribuirono a diffondere l’idea che il mondo sociale potesse essere oggetto di indagini sistematiche e scientifiche Comte: ordine e progresso La sociologia è una scienza positiva: applica allo studio della società gli stessi rigorosi metodi scientifici che la fisica o la chimica applicano allo studio del mondo fisico Ricerca delle leggi fondamentali proprie dei fenomeni sociali «FISICA SOCIALE» (sociologia) STATICA SOCIALE DINAMICA SOCIALE COMPONENTI DELLA STABILITÀ LEGGI DEL CAMBIAMENTO Analisi delle costanti strutturali comuni «Corso di filosofia positiva» (1830): a ogni società (ordine sociale) LA LEGGE DEI TRE STADI

LEGGE DEI TRE STADI:

Legge generale alla base dello sviluppo umano tramite cui la società umana sarebbe evoluta necessariamente attraverso tre stadi:

  • TEOLOGICO: l'uomo tende a spiegare tutti i fenomeni naturali attraverso il ricorso alla DIVINITÀ. In questa fase primordiale della sua storia l'uomo è dominato dalla religione.
  • METAFISICO: l’uomo supera la sua fase religiosa ed entra nel regno della razionalità; la spiegazione del mondo tende sempre alla ricerca di cause prime, non più di tipo religioso ma di tipo metafisico. Fase retta dalla filosofia.
  • POSITIVO-SCIENTIFICO: è lo stadio più evoluto dello sviluppo umano, dove l'uomo rinuncia definitivamente a ricercare le cause prime e guarda al mondo empirico- fenomenico, di cui cerca di scoprire - applicando il metodo scientifico-sperimentale moderno - le leggi, i meccanismi fondamentali.

«Progresso sociale lineare e statico»

Da questa teoria in poi la divisione del lavoro è diventata fondamentale nel pensiero sociologico. ▫ Per Georg Simmel (1858-1918) La divisione del lavoro produce differenziazione sociale che caratterizza la modernità produce individualizzazione ed eterogeneità tra gli individui Gli esseri umani in virtù di questa loro diversità devono sempre più fare affidamento sugli altri per soddisfare le proprie esigenze. In tal senso, si estendono e approfondiscono relazioni di interdipendenza. Per soddisfare le esigenze individuali diventa necessaria l’interazione, diretta o indiretta ovvero mediata dal denaro. Nella modernità l’ordine sociale non è qualcosa di imposto dall’esterno, ma cresce dall’interno. L'uomo ha bisogno di questa rete di interdipendenze che lega tutti questi individui gli uni con gli altri. ▫ Emile Durkheim (1858-1917) Per comprendere cosa tiene insieme la società occorre individuare la profonda connessione tra forme di divisione del lavoro e forme di solidarietà. SOCIETA’ PRE-MODERNE:

Le idee religiose, filosofiche e politiche, e le istituzioni giuridiche, svolgono una funzione ideologica e sono in ultima istanza riconducibili agli interessi di classe e alle esigenze di stabilizzare le strutture del dominio e dello sfruttamento: sono viste come mere sovrastrutture. Max Weber (1864-1920) Il conflitto non si riduce alla lotta di classe. Le classi non sono l’unica (e neppure la prevalente) struttura, intorno alla quale si organizzano gli interessi in conflitto. La sfera economica non è l’unica nella quale si manifesta il conflitto. Accanto a essa si collocano le sfere della politica, del diritto, della religione, dell’onore e del prestigio. Le varie sfere non sono isolate l’una dall’altra, ma reciprocamente connesse. Il conflitto non è una condizione patologica della società, ma la sua condizione normale che può generare sia ordine sia mutamento. Il conflitto non conduce alla disgregazione della società, ma alla creazione di strutture istituzionali ( gli ordinamenti sociali ) che esprimono i rapporti di forza che si sono provvisoriamente consolidati e che quindi, fino a quando non vengono messe in discussione, svolgono la funzione di regolazione del conflitto. Ogni assetto istituzionale è solo provvisoriamente stabile. PARADIGMA DELLA STRUTTURA: Concezione olistica del sociale: la società è l’unità prioritaria di analisi, gli individui sono veicoli attraverso i quali la società si esprime. Per spiegare i comportamenti umani, bisogna ricondurli alle coordinate sociali nelle quali si manifestano. L’intera esistenza del singolo individuo seguirà un percorso largamente prevedibile: non potrà infatti fare altro che battere strade già tracciate, perché il suo pensiero, politico, valori, regole ecc. Saranno influenzate dall’ambiente famigliare, scolastico, extra-s. Che ha frequentato che sarà diverso da un ambiente di un altro soggetto che a sua volta avrà altri pensieri, altri modi ecc. La struttura sociale altro non è che il reticolo di queste strade. Karl Marx: Capitalisti e lavoratori salariati non possono che comportarsi in un modo predefinito. La posizione che le due classi occupano nella struttura sociale impone ai primi di cercare di massimizzare il profitto e ai secondi di vendersi meglio possibile come forza lavoro. Un imprenditore filantropo sarebbe schiacciato dalla concorrenza. Emile Durkheim: La società viene prima degli individui. I fatti sociali possono essere spiegati solo da altri fatti sociali, non si può partire dal comportamento degli individui, dalle loro motivazioni e dalla loro personalità, per arrivare alla società. Un classico esempio è il suicidio, non vi è comportamento considerato più individuale, eppure in esso operano cause sociali.

Polemica contro le spiegazioni psicologiche dei fatti sociali. Non vi è forse comportamento più individuale del suicidio, ma sulla base della più ampia documentazione statistica disponibile al suo tempo, Durkheim mostra che nel suicidio operano cause sociali. Queste non possono spiegare il singolo caso di suicidio, ma spiegano come in certe condizioni sociali, aumenti la probabilità che egli giunga alla decisione di togliersi la vita. LA TEORIA DEI RUOLI ==> spiega il comportamento dei soggetti in base alla posizione ( status ) che occupano in uno dei sottosistemi che compongono il sistema sociale. Quando sappiamo lo status sappiamo già anche quali sono le restrizioni alla quale l’individuo è sottoposto. Non sono gli individui a scegliere il loro status e i ruoli che ricoprono, ma piuttosto la struttura sociale che seleziona. Per questo motivo la il paradigma della struttura segue una concezione olistica. PARADIGMA DELL’AZIONE:

Individualismo metodologico ==> i fenomeni macroscopici devono essere ricondotti alle loro

cause microscopiche (le azioni individuali). Non si possono imputare azioni a entità astratte o ad attori collettivi di cui si ipostatizza l’unità. = Per spiegare le azioni individuali è necessario tener conto dei motivi degli attori (Max Weber: Senso Intenzionato). Max Weber: Per spiegare i fenomeni sociali, di qualsiasi natura essi siano, è sempre necessario ricondurli ad atteggiamenti, credenze e comportamenti individuali e di questi si deve cogliere il significato che rivestono per l’attore. Il paradigma della struttura e quello dell’azione sono incompatibili?

  1. Il primo vede nella società degli individui che si devono adattare che vogliano o no, come se fossero delle “ marionette ”.
  2. Il secondo concede spazio all’attore, sia per ile sue azioni, scelte, ma in più è l’individuo a creare la società stessa. Sono incompatibili:
  • Se si adotta una visione rigorosamente deterministica del condizionamento dei comportamenti umani da parte della struttura sociale
  • Se si adotta una visione altrettanto unilaterale dell’individuo come attore svincolato da ogni condizionamento esterno. Al di fuori di queste visioni unilaterali, è assai probabile che ricerche che partano da un presupposto «olistico» e ricerche improntate a un presupposto «individualistico» giungano a risultati convergenti.
  • RICERCHE ESPLICATIVE ---> volte a verificare (o falsificare) un’ipotesi teorica, vale a dire una proposizione nella quale siano messi in relazione fenomeni da spiegare (variabili dipendenti) e fenomeni che li spiegano (variabili indipendenti) → ATTENZIONE!!!!!! Anche la semplice descrizione non può essere una «riproduzione» priva di presupposti (una «fotografia» fedele della realtà), ma è in un certo senso una «costruzione» operata da un soggetto dotato di categorie a priori.
  • Se il ricercatore si lascia guidare esclusivamente da ipotesi teoriche precostituite è tuttavia probabile che egli «trovi» soltanto quello che cerca» --> soprattutto nella fase esplorativa.
  • Invece, è consigliabile che il ricercatore adotti una disposizione che lasci spazio alla possibilità di «sorprendersi» di fronte a casi o dati anomali e inattesi per i quali non dispone al momento di una ipotesi plausibile di spiegazione. Per designare questo «effetto sorpresa» il sociologo Merton ha usato il termine SERENDIPITY. Il rapporto tra teoria e ricerca empirica in sociologia si articola come un rapporto di scambio reciproco => la teoria alimenta la ricerca/la ricerca pone nuovi interrogativi alla teoria ==> l’una senza l’altra non hanno gli stessi risultati.

SOCIETA’ PRE-MODERNA:

Evoluzione delle società umane. Le società come le conosciamo oggi hanno un lungo passato alle spalle Il mondo scientifico oggi è concorde nell’accogliere la teoria dell’evoluzione : la specie umana è il risultato di un lunghissimo e lento processo di evoluzione genetica dalle scimmie antropomorfe.

Ominidi:

Si pensa siano apparsi circa 2/3 milioni di anni fa.

  • Il loro aspetto era diverso dal nostro
  • già posizione eretta
  • pollice opponibile per poter afferrare cose
  • ma no corde vocali. POI

Uomo di Pechino:

Vissuto 250/- e 450 mila anni fa

  • Già ottimo cacciatore
  • Utilizzo fuoco
  • Non aveva un vero e proprio linguaggio dettagliato, solo una specie di insieme di lettere dette a caso
  • Forma di iniziale pensiero astratto in quanto iniziarono a seppellire i corpi dei loro defunti POI

Homo sapiens:

Apparso in Europa, probabilmente provenendo dall’Africa, circa 42 mila anni fa. Vista come entità bioculturale Dotato di un organismo del tutto simile al nostro, è capace di:

  • produrre e usare strumenti
  • di produrre e usare il fuoco
  • di produrre e usare il linguaggio Questi sono gli elementi che distinguono la specie umana attuale dalle altre specie animali e di ominidi.

All’interno di questo processo evolutivo, che porterà all’affermazione della società moderna, possiamo distinguere diverse tappe:

  1. la società di cacciatori e raccoglitori
  2. la società di coltivatori e pastori
  3. la società di agricoltori
  4. le società agrarie dell’antichità greco-romana
  5. la società feudale

Per studiare una società bisogna osservare alcune «cose» fondamentali:

  • I modi con i quali si procura i mezzi di sussistenza e come li distribuisce tra i suoi membri
  • I modi con i quali assicura la propria riproduzione biologica e culturale
  • La struttura delle disuguaglianze
  • Le credenze e le pratiche religiose E’ una delle società che ha vissuto più a lungo in quanto arrivata ai giorni d’oggi. Ci sono pochissime società ora così poiché in rapida estinzione per via del contatto con la globalizzazione e il resto della popolazione.
ATTIVITA’ PREDATORIE E NOMADISMO:

queste società non sono impegnante in vere e proprie attività produttive, ma esclusivamente predatorie. Quando sul territorio i frutti e la selvaggina scarseggiano, le popolazioni di cacciatori-raccoglitori sono costrette a spostarsi in zone limitrofe ==> NOMADISMO caratteristica.

EGUALITARISMO:
1. LE SOCIETA’ DI CACCIATORI E
RACCOGLITORI:

Alcuni tratti fondamentali:

  • Attività predatorie e nomadismo
  • Egualitarismo
  • Esperienza del tempo passiva
  • Divisione sessuale del lavoro
  • Organizzazione sociale: famiglia nucleare, banda, tribù, clan (in tutto 30-50 componenti)

dovendosi spostare frequentemente e non conoscendo le tecniche di conservazione del cibo, posseggono solo pochi oggetti personali (qualche arma e strumento). In assenza di proprietà privata e di beni da possedere, queste società sono fortemente egualitarie. Non ci sono gerarchie di potere o figure di particolare prestigio, a eccezione dello sciamano ==> colui che riceve doni per le sue prestazioni (fronteggia spiriti da cui dipende la buona o la cattiva sorte di fronte ai quali il singolo è impotente ==> guarire un malato in quanto “sta allontanando uno spirito negativo”, considerato un guaritore)

▪ Esperienza del tempo:

passiva, cioè per nulla organizzata. Le poche attività che gli uomini svolgono sono regolamentate dai ritmi del tempo biologico (la fame, la sete, il sonno).

▪ Divisione sessuale del lavoro:

la raccolta è quasi sempre compito femminile, mentre alla caccia si dedicano esclusivamente gli uomini. I GRUPPI:

Famiglia:

Unità sociale di base. Non troppo numerose a causa dell’elevata mortalità infantile. Suo scopo ==> procreazione

Banda:

Insieme di circa una decina di famiglie nucleari che costituiscono un gruppo esogamico. Questi occupano temporaneamente un territorio, si accampano, organizzano la caccia. La produzione all’interno di questo gruppo è OK, ma la riproduzione no in quanto è altamente consigliato di non riprodursi con soggetti della stessa banda ==> GRUPPO ENDOGAMICO.

Tribù:

Gruppo endogamico formato insieme di bande legate da rapporti di parentela che occupa un territorio che comprende l’insieme dei territori delle singole bande. All’inizio (nella banda) i rapporti sono ostili perché magari tanti maschi di bande diverse tendono ad un’unica donna, ma poi si riappacificano in quanto → matrimonio = pace

Clan:

Membri di una o più tribù che si riconoscono nel mito di una comune origine rappresentata spesso dal totem. Si identificano come medesimo gruppo ==> nome Si identificano come discendenti da un capostipite in comune

I vari villaggi hanno dei rapporti che variano tra pace e guerra, ma non solo grazie a matrimoni, ma anche tra scambi di oggetti che viaggiano da villaggio a villaggio ==> creazioni di fitte relazioni e alleanze.

Proprietà comune:

dal punto di vista economico la terra è proprietà comune del villaggio e i suoi frutti sono a disposizione della comunità. Domesticazione delle piante = Domesticazione degli animali = mutato rapporto tra uomini e animali, in particolare i ruminanti L'animale è stato messo al servizio dell’uomo, non più caccia da parte degli agricoltori. Nomadi = In alcuni casi gli agricoltori non possono essere tali in quanto il terreno non fertile ==> animali ____> essenza del loro lavoro. Diventano “nomadi” perché seguono i loro greggi nei loro spostamenti. Da qui rapporti tra pastori e agricoltori, l’uno chiede all’altro i relativi prodotti, ma non sempre scambi positivi.

Dimensione temporale legata alla natura:

il tempo da passivo diventa attivo ==> se pure in maniera semplice, organizzato e legato concretamente ai ritmi del tempo.

Divisione sessuale del lavoro:

la coltivazione dei campi molto spesso è affidata alle donne, mentre gli uomini si dedicano alle attività militari. ENDOGAMIA: i matrimoni avvengono prevalentemente tra persone che appartengono allo stesso villaggio. Però vige il tabù dell’incesto , in modo tale che i vari gruppi di parentela finiscono per essere variamente intrecciati, stabilendo una vasta gamma di rapporti graduati di cooperazione e assistenza reciproca.

Disuguaglianza:

le società di orticoltori, rispetto a quelle di cacciatori e raccoglitori, sono molto più ampie e differenziate e presentano forme di disuguaglianza, che rimangono confinate al piano personale e non danno luogo alla formazione di privilegi permanenti. Capo villaggio e sciamano

Guerra:

la spinta all’espansione, dovuta alla pressione demografica, poneva spesso gli abitanti di diversi villaggi in competizione per il controllo di uno stesso territorio. La guerra, molto spesso, era elemento permanente nella vita quotidiana.

IL LORO LAVORO:

→ Innovazione tecnologica: l’aratro incominciò a diffondersi in Medio oriente e nell’Asia minore circa 6000 anni prima dell’era cristiana. Andando avanti nel tempo ci si accorse che poteva essere trainato dagli animali poiché si impiega meno tempo ==> ENORME AUMENTO DELLA PRODUZIONE AGRICOLA. → Produzione di surplus: Con il conseguente aumento della produttività agricola si realizza un surplus, grazie al quale nella società si formano dei gruppi (sacerdoti, burocrati, artigiani, commercianti) che non partecipano direttamente alla produzione del cibo che consumano. → Teocrazia: governo divino ==> il potere è concepito come diretta emanazione di dio (o degli dei). (Mesopotamia, Egitto, Civiltà Precolombiane) → Invenzione della scrittura: strumento della memoria e modo per trasferire informazioni. Forse la scrittura cuneiforme nasce nei magazzini del tempio come sistema di segni e simboli sui contenitori dei vari prodotti conservati nei magazzini. → Contrapposizione città campagna: intorno al tempio (luogo dove si realizza l’organizzazione economica e politica) si formano delle vere e proprie città ==> da un lato c’è la campagna e la massa di contadini che producono il surplus agricolo

3. LA SOCIETA' AGRICOLA:

Alcuni tratti fondamentali:

  • innovazione tecnologica
  • invenzione dell'aratro
  • produzione di surplus
  • teocrazia
  • invenzione della scrittura
  • contrapposizione città-campagna
  • differenziazione e disuguaglianza
  • nascita dei regni e organizzazione militare
  • guerra e schiavitù

La nascita della riflessione sistematica sulla società Corrisponde alla nascita della scrittura fonetico-alfabetica, particolarmente adatta alla composizione e alla trasmissioni di testi da parte di una particolare categoria di persone - gli intellettuali - che si dedicano prevalentemente all’educazione delle nuove generazioni e che sono attenti osservatori della realtà che li circonda. Base agraria di una civiltà urbana fondata sull’economia schiavistica La popolazione contadina era composta da:

  • contadini indipendenti ==> coltivatori della terra di cui hanno la proprietà. Si trattava spesso di coloni che avevano conquistato un territorio e vi si erano insediati
  • affittuari ==> privi della proprietà della terra, la coltivano pagando dei tributi (in genere in natura) al proprietario del fondo
  • schiavi coltivano, dietro la mera sussistenza, le grandi proprietà fondiarie dello stato o dei privati cittadini
  • economia schiavistica ==> la conduzione prevalente in tutta l’antichità è quella che fa uso del lavoro degli schiavi. Visto che a questi non è concesso di avere una famiglia, e quindi di riprodursi biologicamente, è sempre pressante l’esigenza del loro ricambio. La guerra rappresenta la grande fabbrica degli schiavi Espansionismo: La conquista di nuovi spazi era requisito fondamentale di questo tipo di economia. Sia Roma che Atene adottarono una strategia espansionistica al fine di sottomettere popoli e territori al loro volere:
  • Roma, forte del suo esercito e della sua organizzazione, attraverso un’espansione di tipo imperiale

4. LE SOCIETA' AGRICOLE DELL'ANTICHITA'

GRECO-ROMANA :

Alcuni tratti fondamentali:

  • innovazione tecnologica
  • produzione di surplus
  • teocrazia
  • invenzione della scrittura
  • contrapposizione città-campagna
  • differenziazione e disuguaglianza
  • nascita dei regni e organizzazione militare
  • guerra e schiavitù
  • le città-stato greche, fondando colonie oltremare Proprietà della terra come fondamento primo del diritto di cittadinanza. La città antica è prima di tutto una città di proprietari terrieri; sono essi che ad Atene si riuniscono in assemblea per dibattere e deliberare sulla gestione della cosa pubblica, sulle leggi, le imposte, la pace e la guerra; e sono sempre i proprietari terrieri che siedono nel Senato romano. Localismo: La caduta dell’impero romano rompe quella rete di interdipendenze , che avevano tenuto unita la società antica. Si ha un ripiegamento della società sulla dimensione localistica. Feudo: è un’unità territoriale sulla quale governa un signore, ossia un feudatario, in virtù di un’investitura ricevuta da un signore di rango più elevato: vi è tutta una catena gerarchica di obblighi reciproci che lega il signore territoriale locale fino all’imperatore o al re. Il feudatario è tenuto a ricevere una «rendita fondiaria», quindi ad appropriarsi del surplus di produzione agricola. In compenso, i contadini ottengono protezione e, talvolta, ospitalità, in caso di assedio di truppe nemiche, entro le mura del castello. Feudatario:

5. LA SOCIETA' FEUDALE :

Alcuni tratti fondamentali:

  • localismo
  • feudo
  • feudatario
  • castello
  • servitù
  • rendita fondiaria
  • economia curtense
  • disuguaglianza
  • rinascita urbana
  • economia monetaria e del mercato
  • corporazioni