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Il Diritto Religioso e il Diritto Canonico: Antinomia o Unità? - Prof. Milani, Appunti di Diritto Canonico

La relazione tra il diritto religioso e il diritto canonico, due sistemi giuridici apparentemente antinomici. La natura dei diritti religiosi, i vantaggi dello studio del diritto religioso, l'incorporazione del diritto canonico, le fonti del diritto canonico, il diritto divino positivo, il diritto consuetudinario, e la libertà religiosa. Il testo illustra come il diritto divino occupa una posizione analoga a quella delle carte costituzionali negli stati e come i principi e le regole del diritto divino sono la base dell'ordinamento della chiesa.

Tipologia: Appunti

2011/2012

Caricato il 16/07/2012

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Appunti diritto canonico
05/03/12
Caratteri diritti religioni--> 4 tipologie secondo:
A) Fonte:
- eterofondazione: i diritti religiosi trovano fondamento in una realtà esterna che per le religioni monoteiste
coincide con Dio
- fondazione divina: per le religioni monoteiste è la fonte principale e coincide con la rivelazione divina
- immutabilità relativa: Caratteristica data dalle prime due. Unico margine è l'interpretazione. Immutabile
così è solo un nucleo fondamentale di valori cristallizzati nei testi sacri. Mutabili sono quindi le regole che
presiedono all'interpretazione dei principi---> relativa
Es. Le sacre scritture vietano i prestiti ad usura. Adesso sono invece possibili grazie ad un processo di
secolarizzazione che ha portato ad interpretare il divieto solo per prestiti con un tasso di interesse troppo alto.
Es. Nel diritto ebraico, ancora oggi è prevista la pena di morte perché la Bibbia la prevede. Affinché questa
sia realmente applicabile però al momento della consumazione dell'omicidio devono essere presenti due
uomini che avvertano il soggetto che sta agendo che alla sua azione seguirà una condanna a morte. E come
se non bastasse a frustrare la norma, è inoltre necessario che nel collegio giudicante non ci sia unanimità.
Questo perché l'unanimità è segno di mancanza di apertura. Nel diritto ebraico ed islamico, l'interpretazione
è affidata rispettivamente a rabbini ed imam.
Il legislatore canonico è un clerico--> soggetto che ha seguito un percorso di formazione. Non è così per
rabbini ed imam. Per l'imam ciò che lo legittima è il riconoscimento pubblico dato dalla comunità.
B) Destinatari
I diritti divini sono su base personale--> si applicano in ragione di una appartenenza religiosa e non in base al
fatto di risiedere su un territorio. Cattolico è chi ha ricevuto il battesimo della chiesa cattolica; ebreo colui
che nasce da genitori ebrei o che si converte all'ebraismo. Nel caso i due genitori non fossero entrambi ebrei,
prevale sempre la linea materna.
Musulmano è colui che nasce da genitori musulmani o si converte.
In caso di matrimonio misto, prevale sempre e comunque la religione del solo genitore musulmano.
Foro interno: i diritti religiosi si rivolgono alle persone in forma mediata. Destinatari non sono persone nella
loro corporalità, ma nella loro dimensione religiosa e spirituale.
C) Contenuti
Eticità: i diritti religiosi hanno contenuto più ampio di quelli secolari perché non si ha distinzione tra politica,
etica e religione.
I diritti religiosi appartengono ai diritto giusnaturalisti. Diritto religioso è per definizione giusto--> si esclude
quindi ogni tipo discriminazione latente invece negli ordinamenti secolari. Dall'ancoraggio dipende anche la
loro obbligatorietà. Le norme sono obbligatorie in quanto determinazioni di ciò che è giusto.
C) Fine
Anche il fine caratterizza il diritto religioso perché questo sarà sovrannaturale.
07/03/12
Interesse e vantaggi derivanti dallo studio del diritto religioso---> rapporti intercorrenti tra questo e i diritti
secolari. A differenza di questi ultimi i diritti religiosi sono personali ( con regole fissaste dalla comunità
religiosa stessa per accerdevi)---> da qui scaturisce un possibile conflitto tra appartenenze religiose e
territoriali.--> conflitto delle cittadinanze, conflitto che nasce dal problema della pluralità delle appartenenze
( ad es. il divieto di trasfusione per i testimoni di Geova che applicano letteralmente la regola biblica [gen.
9:3-6]---> divieto di cibarsi del sangue--> ammettono la sola emotrasfusione; tuttavia se il soggetto che deve
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Appunti diritto canonico

05/03/

Caratteri diritti religioni--> 4 tipologie secondo: A) Fonte:

  • eterofondazione: i diritti religiosi trovano fondamento in una realtà esterna che per le religioni monoteiste coincide con Dio
    • fondazione divina: per le religioni monoteiste è la fonte principale e coincide con la rivelazione divina
    • immutabilità relativa: Caratteristica data dalle prime due. Unico margine è l'interpretazione. Immutabile così è solo un nucleo fondamentale di valori cristallizzati nei testi sacri. Mutabili sono quindi le regole che presiedono all'interpretazione dei principi---> relativa Es. Le sacre scritture vietano i prestiti ad usura. Adesso sono invece possibili grazie ad un processo di secolarizzazione che ha portato ad interpretare il divieto solo per prestiti con un tasso di interesse troppo alto. Es. Nel diritto ebraico, ancora oggi è prevista la pena di morte perché la Bibbia la prevede. Affinché questa sia realmente applicabile però al momento della consumazione dell'omicidio devono essere presenti due uomini che avvertano il soggetto che sta agendo che alla sua azione seguirà una condanna a morte. E come se non bastasse a frustrare la norma, è inoltre necessario che nel collegio giudicante non ci sia unanimità. Questo perché l'unanimità è segno di mancanza di apertura. Nel diritto ebraico ed islamico, l'interpretazione è affidata rispettivamente a rabbini ed imam. Il legislatore canonico è un clerico--> soggetto che ha seguito un percorso di formazione. Non è così per rabbini ed imam. Per l'imam ciò che lo legittima è il riconoscimento pubblico dato dalla comunità.

B) Destinatari I diritti divini sono su base personale--> si applicano in ragione di una appartenenza religiosa e non in base al fatto di risiedere su un territorio. Cattolico è chi ha ricevuto il battesimo della chiesa cattolica; ebreo colui che nasce da genitori ebrei o che si converte all'ebraismo. Nel caso i due genitori non fossero entrambi ebrei, prevale sempre la linea materna. Musulmano è colui che nasce da genitori musulmani o si converte. In caso di matrimonio misto, prevale sempre e comunque la religione del solo genitore musulmano. Foro interno: i diritti religiosi si rivolgono alle persone in forma mediata. Destinatari non sono persone nella loro corporalità, ma nella loro dimensione religiosa e spirituale.

C) Contenuti Eticità: i diritti religiosi hanno contenuto più ampio di quelli secolari perché non si ha distinzione tra politica, etica e religione. I diritti religiosi appartengono ai diritto giusnaturalisti. Diritto religioso è per definizione giusto--> si esclude quindi ogni tipo discriminazione latente invece negli ordinamenti secolari. Dall'ancoraggio dipende anche la loro obbligatorietà. Le norme sono obbligatorie in quanto determinazioni di ciò che è giusto.

C) Fine Anche il fine caratterizza il diritto religioso perché questo sarà sovrannaturale.

07/03/

Interesse e vantaggi derivanti dallo studio del diritto religioso---> rapporti intercorrenti tra questo e i diritti secolari. A differenza di questi ultimi i diritti religiosi sono personali ( con regole fissaste dalla comunità religiosa stessa per accerdevi)---> da qui scaturisce un possibile conflitto tra appartenenze religiose e territoriali.--> conflitto delle cittadinanze, conflitto che nasce dal problema della pluralità delle appartenenze ( ad es. il divieto di trasfusione per i testimoni di Geova che applicano letteralmente la regola biblica [gen. 9:3-6]---> divieto di cibarsi del sangue--> ammettono la sola emotrasfusione; tuttavia se il soggetto che deve

ricorrere al trattamento è un minore, la tendenza giurisprudenziale è quella di consentire l'intervento al di là della volontà genitoriale. Altro es. Per il diritto islamico il matrimonio può sciogliersi per diritto consensuale o per ripudio del marito; il divorzio è azionabile anche dalla moglie, ma il ripudio maritale si applica pronunciando esclusivamente la formula per tre volte--> atto unilaterale del marito. Con il divorzio si procede inoltre alla costituzione della dote che entra nel patrimonio della moglie--> art. 166-bis cc però stabilisce la nullità degli atti diretti a costituire beni in dote---> negozio in frode alla legge.) Differenti soluzioni:

  • affermazione in via preliminare della prevalenza di un diritto sull'altro ( tendenzialmente quello secolare) Conflitto (diritto penale): lo stato dinanzi a tali fattispecie, tramite una norma penale vieta una pratica che ritiene illegittima
  • si lascia aperta una conflittualità sociale
  • accordi espliciti--> normalmente attraverso concordati che regolino materie di reciproco interesse (v. matrimonio canonico)
  • accordi impliciti--> prassi amministrativa (es. Francia con istituti ebraici)
  • reciproca ignoranza--> rapporti di mero fatto, ad es. l'esistenza della dote, matrimoni senza riconoscimento civile e quindi non trascritti--> la legge del 1929 li prevede per chi non ha interessi con lo stato; se il ministro di culto è approvato dal ministero, il matrimonio può essere trascritto, ma si noti che è un atto discrezionale.

Tutte queste possibilità presuppongono il superamento del positivismo giuridico ( cuius regio, eius religio come stabilito dalla pace di Westfalia del 1648), che cade dopo la seconda guerra mondiale--> spinte che minano la sovranità dello stato--> movimenti legati all appartenenza religiosa--> arcivescovo di Canterbury che nel 2008 con un intervento alla royal court of justice auspica l'intervento di corti che giudichino secondo statuti personali

Pluralismo giuridico--> approccio teorico che tiene conto della coesistenza nel medesimo spazio/tempo di norme prodotte da più attori, più o meno organizzati, i cui rapporti possono variare nel tempo--> in linea di principio si tengono in considerazione diverse istanze per raggiungere diverse soluzioni ( ??????) --> presupposto è quello di un diritto non matematico, ma che si mette in discussione

  • Stato Magnete--> modello assimilazionista
  • Stato come armonia suprema--> perseguita come valore ultimo, che presuppone una ???? non conflittuale e alte capacita di adattamento reciproco)
  • Stato multiculturalista--> ogni agente giuridico fornisce la sua .....
  • Stato mosaico --> ogni tessera al suo posto, con propria identità, ma capace di convivere con le altre tessere. I vantaggi che derivano dalla studio dei diritti religiosi --> una governance consapevole che esige un'adeguata conoscenza della materia da governare. Obiettivi:
  • evitare gli stereotipi: conoscere e operare su dati oggettivi
  • gestire i conflitti d'identità (conflitti per tradurre nella vita quotidiana i precetti religiosi)
  • costruire una società inclusiva

08/03/12 MANCA

12/03/

Fonti di produzione. Incorporazione alla chiesa c.96 del codice di diritto canonico. Conseguenze battesimo. Mediante battesimo uomo è incorporato alla chiesa di cristo.. Oggi trattiamo secondaparte del canone. Cristiani sono tenuti ecc. Slide 43 lezione 1 incorporazione vs uscita.

intervento dell'autorità per esempio quando il fatto desti molto scalpore. L'uscita per effetto di uno delitti considerati non è definitiva.--> reingresso attraverso pentimento per confessione perché nessun delitto può cancellare il sacramento del battesimo ( come tutti i sacramenti del resto). Non è sempre stato così. ---> confessione solo una volta nella vita e poneva il reo in una condizione tale da essere ripudiato dalla società. Confessione era privata ma poi il penitente era costretto a sedersi in fondo alla chiesa, stare sempre in posizione genuflessa, era escluso dalla comunione, era costretto a portare il cilicio, costretto a portare i capelli rasati e a digiunare. Interdizione da cariche civili e militari oltreché ovviamene ecclesiastiche. Nell'alto Medioevo la situazione cambia. Succede che si introduce la possibilità di confessarsi più volte nella vita. Il rito diventa segreto e reiterabile e rispetto ad ogni peccato viene prevista una "tariffa". Tariffario prevedeva diverse tipologie di pene. Tra l'altro pene erano cumulabili e una delle più diffuse era il digiuno, con il rischio di dover digiunare per la vita. Si passa allora alla conversione in denaro cosa che fece ricchi i monasteri. Si arriva poi ai cd penitenziari, cataloghi di penitenze ognuna legata ad un determinato peccato (v. Burcardo di worms ,slide 53 e ss). LEZIONE 2 Cos'è il diritto canonico? È il diritto della chiesa cattolica, complesso di regole e precetti (ordinamento) destinati a disciplinare l'istituzione religiosa della chiesa. L'aggetivazzione canonico deriva dal greco canon che significa norma o regola e risale alla tradizione dei primi secoli. Come le altre comunità sociali anche le comunità religiose hanno bisogno di regole che perseguono normalmente un duplice obiettivo_> slide 4: regolare esistenza della comunità risolvendone se necessario anche problemi concreti e preservando il complesso di regole e credenze fissate dal fondatore. In ragione della duplice natura umana e divina della chiesa stessa questi due ambiti possono coesistere. Quindi se noi parliamo di chiesa come società costituita di organi gerarchici da un lato e come corpo mistico dall'altro non parliamo di fenomeni diversi. Diritto e religione on sono quindi totalmente antinomici. Va pero precisato che è un ordinamento sui generis. (v.slide 7 santi romano)

Fonti del diritto canonico sono usa norme di diritto divino che norme di diritto umano. Diritto divino si divide in divio naturale, principi impressi da dio ad ogni uomo all'atto della creazione e divino positivo, norme dettate da dio e si volgono agli uomini. Diritto divino positivo (norme frutto della rivelazione divina) Si parla indifferentemente di diritto divio positivo o di dirotto divio rivelato, è infatti espressione della scelta compiuta a dio di entrare nella storia per interagire conl'uomo attraverso l'incarnazione e ...... della chiesa. Es. Primato pontificio, collegialità episcopale e il divieto di ordinazione femminile.

  • primato pontificio: fondamento è il vangelo di Matteo che riconosce a Pietro una particolare posizione nella chiesa. Traducendo in ermini giuridici attraverso il vangelo si ricolse al romano ponefice una prerogativa particolare che è quella di avere giurisdizione sulla chiesa universale e quindi anche su ciascun membro della stessa. Il diritto divino rivelato si afferma comunque attraverso un processo storico, non è stato recepito come scontato. Infatti mentre non si è mai messo in discussione il primato della sede apostolica, lo stesso non si può dire per i profili giuridici. Il contrasto è tra la chiesa di Roma e le sedi apostoliche d'Oriente che per l'appunto riconoscono il valore dottrinale, la potestà di Roma ma non sono disposti a riconoscere lo stesso significato al potere ne il pontefice è chiamato a esercitare. Roma capisce il problema e si sforza di teorizzare le ragioni in forza delle quali il primato pontificio di Roma non dovrebbe essere solo dottrinale ma anche giurisdizionale---> lo fa lungo un percorso storico. (v. Cardia che affronta questa vicenda in maniera più approfondita) Passi più interessanti:

Due papi , leone I papa dal Papà Gelasio dal 492 al Leone I per cerare di giustificare il primato pontificio a partire dal vangelo di Matteo configura l'idea di ma specie di successione ereditaria rispetto all'ufficio di Pietro per i successivi pontefici e per legittimare ciò applica categorie del diritto romano. Gelasio fu invece il primo a teorizzare la separazione degli ordini ossia la distinzione tra potere temporale e potere spirituale, L'uno di competenza della Santa sede, l'altro di competenza dello stato,---> due effetti, da un lato esclude che il potere spirituale del papa possa essere subordinato al potere temporale di volta in volta del re o dell'imperatore, dall'altro riconoscere rispetto al la sfera spirituale il poere del pontefice in termini di primato. In orazione di Carlo magno se da un lato sancisce inizio sacro romano impero dall'altro consuma in forma irreversibile la rottura tra chiesa d'Oriente e quella d'occidente. Frattura che culmina nella reciproca scomunica tra Roma e costantinopoli che è avvenuta nel 1054 ed è meglio nota come scisma d'Oriente. Questo fatto storico offre la Roma l'occasione si continuare a propugnare il primato del papa.---> Gregorio VII dictatus papae una delle formulazioni più articolate e decisive. All'interno si trovano 27 affermazioni che vanno da contenuti propriamente dottrinali ad altri che rimandano all'utilizzo di poteri specifici (v. slide) affermazioni che non acquisiscono mai altre ufficiale. Rispetto al dictatus papae si creo polemica nel XVI sec con Lutero che si scaglia contro la chiesa di Roma contestando che col tempo si è creata una vera e propria monarchia religiosa dei papi. Posizione di Roma non viene minimamente messa in crisi, infatti non vengono accolti i rilievi sollevati dalla riforma protestante. Isogona arrivare al 1929 per vedere una reversione radicale della chiesa in materia. 1929 è l'anno di patti lateranensi ossia dei patti attraverso i quali lo stato e la chiesa cattolica pongono fine alla questione romana aperta il 20 settembre del 1870 con la breccia di porta pia e la conseguente soppressione dello stato pontificio. Ora se abbiamo un primato pontifico lo abbiamo da un punto di vista universale ma legato alla sfera spirituale. Canone 331 codice del 1883---> legittimazione primato pontificio Potere assoluto che può esercitare liberamente.

  • Collegialità episcopale Schema analogo rispetto a quello del primato pontifico. Anche la collegialità episcopale è principio sancito nelle sacre scritture, più precisamente bel vangelo di Matteo.accanto alla potestà universale del papa, esiste anche la potestà del collegio episcopale. Se il primato pontifico non è intuitivo, la collegialità ha invece da subito larga diffusione. I setti concili ecumenici Questi due sebben principi di diritto divino entrano tra di loro in conflitto quando il collegio episcopale assire ad una contrazione dei suoi poteri. Vedi slide per pontefice vs collegio nel dictatus papae. Il collegio torna a giocare un ruolo decisivo durante lo scisma d'occidente quando succesivamente alla cattività avignonese, è seguito un periodo di incertezza durante il quale c'erano uno due o a volte tre pontefici. Per uscire da questo empasse si richiede l'intervento del collegio episcopale unico che si riteneva in grado di dirimere la controversia.--> conciliarismo Concilio di costanza depone pontefici in carica e elegge Martino V Pace solo apparente perché concilio episcopale vive altro periodo si decadenza. Pace si raggiunge in età moderna con il concilio di Trento prima ma soprattutto con il Vaticano I e il Vaticano II poi. Divieto di ordinazione femminile. Divieto che trova fondamento nel fatto che Cristo conferì speciale investitura per il sacerdozio solo alle persone di sesso maschile ( se non altro non avevano limitazioni di ordine fisico). C'è chi dice che è stata una scelta dettata dall'ambienta culturale ma si obietta che quando ha voluto Gesù ha valorizzato il ruolo della donna anche contro le usanze del tempo ( per es. quando fa testimoniare a due donne la sua resurrezione). Diritto ebraico e islamico non Cisco concezione di diritto divino poditivo come quello canonico. Ma diritto ebraico ha un diritto divino naturale che si applica a tutto il mondo.--> precetti noachi ( da Noè che non è

difesa di donna da lapidazione sostenendo che non è giusto trattare adulterio in maniera diversa per uomo e donna; c'e poi anche la testimonianza della resurrezione. Le donne nel mondo ebraico non potevano testimoniare ma Gesù affida a due donne la testimonianza della resurrezione. Ergo, avendo Gesù più volte valorizzato il ruolo della donna non regge la tesi di chi si appella alle ragioni culturali. Paolo VI torna sull'argomento e conferma divieto sortendo che anche visivamente è giusto che il sacerdote sia maschio perché ricorda l'immagine di Gesù. Diversamente dal diritto canonico il diritto ebraico e islamico non conoscono diritto divino naturale. Questo perché il diritto ebraico conosce un diritto divino positivo dalla validità universale. Questo diritto troverebbe applicazioneo nei confronti di tutta l'umanità indipendentemente dal fatto che le persono appartengano o meno alla comunità ebraica. Queste norme sono chiamate precetti noachidi ( perché si fanno risalire a Noè che è la figura alla quale dio affida il compito di rinnovare l'alleanza con il popolo di Abramo. Noachidi perché dio affida ad un non ebreo il compito di salvare il popolo di Abramo). Precetti noachidi sono sanciti all'interno del pentateuco costituto da genesi, esodo, , numeri e deuteronomio. Pentateuco assieme a profeti e agiografi costituisce la Bibbia. Precetti noachidi: Divieto di idolatria Divieto di bestemmia o blasfemia Divieto di omicidio Divieto di incesto o adulterio Divieto di furto e rapina L'obbligo di istituire tribunali per assicurare l'ordine, la giustizia e il rispetto di questi precetti Divieto di mangiare un arto tratto da un animale vivo Nb: il numero deo precetti è 7 perché il sette è un numero che nella cultura ebraica riveste una grande importanza--> sette dono i giorni e sette le notti per la creazione. Per il mondo cristiano è invece il 3 con i suoi multipli. Ultim considerazione legata al diritto divino. Sia esso naturale o positivo occupa all'interno dell'ordinamento canonico una posizione analoga a quella che rivestono le carte costituzionali per gli ordinamenti secolari. È dunque nel diritto divino che vanno ricercati i principi e le regole su cui si fonda l'ordinamento della chiesa. Questo parallelismo tra diritto divino e diritto contenuto nelle carte costuituzinali crea inevitabilmente al giurista secolare un problema legato alla mancanza di formalizzazione del diritto divino. Il punto è che i principi di diritto divino devono essere in qualche modo tradotti e resi fruibili perché se non lo sono non possono essere nemmeno applicabili e non sono concretamente vigenti. Chi ha il compito di rendere fruibili questi principi? Nell'ordinamento della chiesa cattolica lo fa l'autorità ecclesiastica nell'esercizio di due funzioni: quella di insegnare da un lato e quella di governare dall'altro. Queste due funzioni sono le più ampie rispetto al compito di tradurre il diritto divino in norme applicabili e sono considerae qua solo in base a questo compito. Funzione di insegnare, è quella di magistero---> il suo compito è appunto questo e lo fa interpretando le norme di diritto divino secondo la storia nella quale opera.medico perché il magistero può commettere errori. (v. Galileo Galilei). Questa funzione la ricoprono il papa e i vescovi. Funzione di governo--> funzione legislativa. Norme di diritto umano adottate nell'esercizio della funzione legislativa servono a rendere completamente fruibile il diritto divino. Ricorda ancora che conoscenza diritto divino non è fissa ed immutabile. Ad essere fisso sono solo i valori cristallizzati nei testi rivelati. Mutabili sno invece le regole che ne garantiscono l'applicazione.

Diritto Umano. Appartengono due fattispecie: diritto legittimamente manato dall'autorità che potere legislativo--> legge. Diritto derivante da fatti o comportamento riconosciuti idonei a produrre norme--> consuetudine.

Consuetudini. Cm inimicammo da qua perché il diritto canonico delle origini è prevalentemente un diritto consuetudinario e anche perché almeno da un punto di vista teorico questa fonte del diritto ha per

l'ordinamento cinico un'importanza fondamentale. Scopo del diritto consuetudinario: rispecchiare l'orientamento spontaneo della società valorizzando anche le esigenze delle chiese locali. Pensare che una diocesi italiana debba essere in tutta e per tutto regolata come una nel,e Filippine è irragionevole. La chiesa. Troppo grande per affidare solo al diritto prodotto dall'autorità ecclesiastica il compito di regolare ogni aspetto. Scopo delle consuetudini è provare a riconoscere da un punto di vista normàtivo le specificità legate a particolari situazioni territoriali. Perché la consuetudine ottenga i suoi obiettivi è necessari che rispetti alcuni presupposti fissati dal diritto canonico al canone 25.---> affinché si configuri una consuetudine occorre il concorso di tre elementi. Il primo è un elemento naturale, la consuetudine presuppone la ripetizione costante di atti uniformi. Secondo un elemento psicologico--> la condotta materiale deve essere accompagnata dall'intenzione o volontà di produrre una norma. Infne un elemento soggettivo--> messa in opera di questa condotta accompagnata dalla intenzione di produrre una norma deve riguardare una comunità cui sia applicabile il canone 11 ( quello che riguarda l'applicabilità delle leggi ecclesiastiche). È importante sottolineare che l'ordinamento canonico ammette consuetudini nn solo praetem legem e secundum legem ma anche contra legem. Unico limite che incontrano le ultime è che non devono essere contrarie al diritto divino, così come non devono irrazionali, come definite dal canone 24. Una consuetudine è irrazionale. Consuetudini che posseggono requisiti indicati per assumere valore giuridico hanno bisogno di approvazione. Scopo dell'approvazione è garantire che la consuetudine non leda la necessaria congruenza tra la norma consuetudinaria, oggetto di approvazione e l'ordinamento giuridico. Senza approvazione è necessario che sia stata mezza in pratica per 30 anni consecutivi. ( controlla! canone 26. Probabile domandoa d'esame)--> una consuetudine contraria o fuori dalla legge se non approvata in modo speciale dal legislatore competente, ottiene forza di legge soltanto se sarà stata osservata per 30 anni continui e completi; ma contro una legge canonica che contenga la clausola che proibisce le consuetudini future, può valere la sola consuetudine centenaria o immemorabile. Guarda slide seguente per la revoca che in sostanza è un'abrogazione.

Norme emanate dall'autorita ecclesiastica nell'esercizio del legislativo Non c'è definizione di legge nel codice. La dottrina tuttavia cerca di definire che cosa sia la legge per il diritto canonico e lo fa sulla base di due nozioni. Una risalente a San Tommaso, l'altra a suarez. Secondo San Tommaso la legge è una disposizione nella ragione diretta al bene comune e promulgata da chi ha la responsabilità della comunità. Per. Suárez é un comando della legitima autorits Per. Il nene comune dei súbdita comune perpetuo, sufficientemente promulgato. Si propende per San Tommaso in base al carattere ragionevole della norma. Sulla ragionevolezza della orma si fondano tutti gli accorgimenti che il diritto canonico mette in opera per garantire comunque la giustizia anche laddove l'applicazione della norma tout court potrebbe creare dei problemi. Codice si occupa delle questioni pratiche. Produzione efficacia e interpretazione. Efficacia---> canone 7 ci dice che la legge è istituita quando la legge è promulgata. Promulgazione--> canone 8 precisa i termini della promulgazione orrando distinzioni tra leggi universali e particolari. Universali sono promulgata attraverso pubblicazione su acta apostolicae sedia e prevedono una vacatio legis di 3 mesi. Questo a condizione che non si disponga altrimenti. Promulgazione leggi particolari--> nel modo che determina il legislatore particolare. Vacatio legis di un mese se non disposto altrimenti. Diritto universale --> unita ---> slide Diritto particolare--> varietà -->slide

Finti del diritto niversale sono il pontefice ali vello individuale, a livello collegiale il pontefice con il collegio episcopale.

Fonti del diritto particolare. A livello individuale sono il vescovo in rapporto alla diocesi, e i superiori degli ordini religiosi con riferimento al singolo istituto nel quale operano. Le fonti collegiali sono invece, il

Terza ipotesi nel caso di matrimonio con procura pero a condizione che la procura sia fatta adeguatamente. Altro procedimento speciale si occupa dello scioglimento del matrimonio. Scioglimento produce effetti ex nunc. Es. matrimonio rato ( avvenuto validamente dal punto di vista del consenso), ma non consumato. Altro procedimento speciale è quello che regola la perdita dello stato clericale. Infine si può considerare il processo per la proclamazione della santità. Codice dell'83 non è primo perché c'e un antecedente nel 1917--> subentra alle compilazion(strumento attraverso il quale fino a quel momemnto si raccoglieva il diritto della chiesa)i ed è promulgato da Benedetto XV. 1582 compilazione più importante ad opera di Gregorio XIII--> meglio nota come corpus iuris canonici. --> I libro è il decreto di Graziano, anche noto come concordia o concordanzia discordantium canon Graziano è monaco che insegna a Bologna. Ad un certo punto sente esigenza di mettere ordine tra le fonti giuridiche della chiesa. Operazione non semplice, infatti lui si muove tra il 1140 e il 1142 e deve reperire tutte le norme prodotte al momento. A complicare il fatto c'è che non tutte le fonti sono concordi--> da qui il titolo. Risolve il conflitto attraverso i dicta e rispetto ad ognuno di essi cita le fonti che sono favorevoli a quella da lui trovata, le cd asserzioni.lavoro di Graziano si articola in 3 parti Dir canonico in genere e chierici Dir matrimoniale ecc Materia liturgica e sacramenti in genere ( v. Bene slide) Lavoro di Graziano al principio non ha alcun valore giuridico. Era semplicemente un testo usato nelle università a scopo di studio. Ad attribuire valore giuridico a quest'opera è il liber extra di. Gregorio IX nel 1234 e lo fa facendo lo stesso lavoro si Graziano che raccoglie tutto ciò che era stato emanato da Graziano fino al liber extra. Il liber extra in realtà è stato scritto da Raimondo peñafort e si compone di 5 libri: Giudice Giudizio Clero Matrimonio Delitto Si chiama liber extra perché si aggiunge al decreto di Graziano. Solo con questo il decreto di Graziano ottiene valore giuridico. Entrambi hanno carattere autentico ed ufficiale--> non solo hanno valore di legge, ma anche che in caso di conflitto prevalgono su qualsiasi altra legge difforme. 1298 Bonifacio VIII prosegue opera di Gregorio IX promulga il liber sextus. Si chiama così perché prima erano 5... Dal liber sextus in avanti, le compilazioni prodotte non hanno più carattere autentico ed ufficiale. Hanno si valore di legge ma non possono dirimere conflitti con altre fonti. Per vedere quali sono queste compilazioni vedi slide. La vicenda di chiude nel 1582 con la pubblicazione dell'opera di Gregorio XIII. 1917 Benedetto XV promulga codice che si chiama anche pio benedettino dal nome del papà che iniziò il lavoro poi concluso da BXV. Questo codice si componeva di 5 libri. Impostazione è ancora quella delle compilazioni perché le materie sono ripartite secondo lo schema classico. La differenza è anche quantitativa 2214 questo contro 1752 rispetto a quello del 1983. Codice del 1917 dal punto di vista tecnico è un buon codice. Quando pio X mette a posto le fonti non c'era ancora l'idea di una codificazione. Scelta effettuata nel 1904 dal cardinal Gasparri in occasione di una lettera indirizzate alle università cattoliche. È un buon codice perché l'ha scritto Gasparri da solo ed era un fine giurista. Perché cambiarlo allora? Qual è l'evento che rende necessario nuovo codice?--> concilio Vaticano II. Tra l'altro lavori redazione codice del 1983 non si svolgono rapidamente. Cominciano in concomitanza cn il concilio Vaticano II il che vuol dire che c'e meno differenza tra 17 e 83. Giovanni XXIII convoca concilio perché ha una buona intuizione--> di fronte all'evoluzione della società ritiene indispensabile una riflessione di ordine etico che accompagni lo sviluppo tecnico e scientifico. Giovanni 23 dichiara intenzione di convocare concilio nel 1959. I lavori si aprono nel '62 e si chiudono nel '65. Li apre Giovanni XXIII, ma li chiude Paolo VI. Durante il concilio il collegio episcopale apre una

riflessione su tutti i campi. I risultati sono condensati in 4 costituzioni, 9 decreti e 3 dichiarazioni. Costituzioni hanno carattere dottrinale e portata generale--> lumen gentium la più importante. Si sintetizza la nuova visione di chiesa che si vuole istituire. Non più in forma gerarchica ma come popolo di Dio per il quale valore fondamentale assume il battesimo che diventa denominatore comune di tutti i cristiani. La dei verbum si occupa della sacra scrittura e dei sui rapporti con la rivelazione. La sacrosantum concilium si occupa in sostanza di liturgia ed è alla base della riforma liturgica del concilio Vaticano II ( una delle riforme liturgiche è che il sacerdote guarda i fedeli e la messa non è più in latino). Abbiamo infine la gaudium et spes--> favorire confronto tra chiesa e mondo affrontando temi emergenti sia sul terreno della politica che del matrimonio. Decreti regolano casi specifici: Inter mirifica si occupa dei mezzi di comunicazione. La seconda nella slide si occupa dell'unità dei cristiani. La terza. Si occupa delle chiese orientali. La quarta sull'attività missionaria. La quinta è dedicata ai vescovi. La sesta e la settima entrambe dedicate ai sacerdoti e affrontano il tam della formazione da un lato e le funzioni dei sacerdoti stessi dall'altro. L'ottav sul rinnovamento della vita religiosa. L'ultima sull'apostolato dei laici. Dichiarazioni portata pastorale ma riguardano casi singoli. Prima si occupa dell'educazione cristiana. Seconda tema delle senso religioso e rapporti tra chiesa cattolica e religioni non cristiane. L'ultima della libertà religiosa.--> importante prima volta che chiesa ammette diritto di libertà religiosa ammette ergo la possibilità di cambiare orientamento nel percorso della vita. Tutto questo le rapite perché il codice del 1917 viene sostituito da quello del 1983 nel concilio Vaticano II si lavora solo dal punto di vista... E si rimanda la traduzione ipgiuridica ad un secondo momento--> ecco perché lavori di compilazione del codice del 83 si aprono già durante il CVII. Inoltre alla chiusura dei lavori i segretari delle commission passano autamenticamente a far parte della commissione che redige il codice del 83. Rapporti tra cvII e codice 83 sono evidenti anche nella sistematica.--> due conseguenze codice 83 non po' essere considerato come una semplice revisione del codice del 1917. Codice 83 facendo proprio i contenuti del CVII costituisce nuova legislazione. Problema non è migliorare giuridicità del codice del 17 ma dare forma giuridica ai contenuti dottrinali del CVII.seconda indicazione è che codice 83 non può essere valutato alla stregua delle codificazioni civili. Non sarà quindi un testo autonomo completo ed esauriente come dovrebbero essere normalmente i codici. Infatti questo codice deve essere letto in parallelelo con gli atti del CVII come se avessimo a che fare con due fonti chiamate ad interpretare tra di loro. A spiegare le connessioni tra CVII e codice 83 è Giovanni Paolo II all'atto della pubblicazione sacrae disciplinae leges ( costituzione che promulga codice) e dice anche il tutto va interpretato alla luce del vangelo che è l'unica e vera ed insostituibili legge fondamentale della chiesa di cui ogni norma deve essere rivelazione e specificazione. Giovanni Paolo II rappresenta questo concetto usando la triangolazione ( v. slide). Devono concorrere alla definizione della legge della chiesa( vangelo+atti CVII +codice 1983). Paolo VI avvia progetto di una costituzione( lex ecclesia fundamentali) che potesse accomunare chiesa cattolica a diritto latino e chiesa orientale--> numerose difficoltà, non ultima la necessita di risolvere questioni tecniche come quella della gerarchia delle fonti tra la costituzione stessa e la legislazione del pontefice. GpII dice che non serve lex ecclesia fundamentali perché c'è già ed è il vangelo. Tuttavia alcune norme della l'ex ecclesia sono confluite nel codic del 83.

22/03/

Certezze di diritto ed esigenze di giustizia. Lezione 4 Attenzione del diritto nei confronti della giustizia in senso ontologico. Diritto canonico rispetta natura della chiesa? Chiesa è realtà sia spirituale ha terrena,costituita da Cristo come meccanismo visibile e sociale conforme al disegno di dio di santificare gli uomini non individualmente, ma come gruppo. --> popolo di Israele nella Bibbia diventa il popolo di dio nel nuovo testamento. Annotazione importante perché se la chiesa si organizza e costituisce come società questo rende indispensabile avere una dimensione giuridica. Una società costituita di ordini gerarchici ( in riferimento alla struttura organica ella chiesa).

strumento a cui l'ordinamento canonico attribuisce il compito di garantire la certezza sostanziale del diritto fornendo allo stesso diritto canonico una elasticità e una duttilità che normalmente gli altri ordinamenti non conoscono. Questo da un punto di vista teorico per spiegare meglio le dinamiche Dell!equità canonica vedi slide sui margini di intervento dell'equita. A) rapporto universalità/particolarità: varietà di situazioni che si posson presentare in un ordinament così vasto come quello della chiesa cattolica moltiplica indubbiamente le eventualità che l'ordinamento non sia in grado di rispondere puntualmente ai problemi posti dai diritti particolari. Questo perché sia geograficamente che culturalmente le aree coperte dalla chiesa cattolica sono talmente vaste da non con serie una unificazione. B) centralità dell'essere umano