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Diritto alla privacy e al trattamento dei dati personali: limiti e obblighi, Appunti di Diritto

Una panoramica del concetto di buon costume e della riservatezza, enfatizzando i limiti insuperabili che possono interferire con i diritti personali. Vengono trattati i dati sensibili, il diritto di accesso dell'interessato e la protezione di opere letterarie e programmi per elaboratore. Il documento illustra le modalità di trattamento dei dati personali, le categorie di dati trattati e i relativi obblighi, come la necessità di indicare il periodo di conservazione e le modalità di trattamento.

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 26/04/2022

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DIRITTO DIGITALE
1. LIBERTA’ DI ESPRESSIONE
2. REPUTAZIONE
3. IMMAGINE
4. TUTELA DEI DATI PERSONALI
5. RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE DEI DATI
6. DIRITTO ALL’OBLIO
7. DIRITTO D’AUTORE
8. SOFTWARE
9. BANCHE DATI
10. DOMAINE NAME SYSTEM
11. COMMERCIO ELETTRONICO
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DIRITTO DIGITALE

1. LIBERTA’ DI ESPRESSIONE

2. REPUTAZIONE

3. IMMAGINE

4. TUTELA DEI DATI PERSONALI

5. RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE DEI DATI

6. DIRITTO ALL’OBLIO

7. DIRITTO D’AUTORE

8. SOFTWARE

9. BANCHE DATI

10.DOMAINE NAME SYSTEM

11.COMMERCIO ELETTRONICO

Libertà di espressione Art. 21 Cost. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per indicazione dei responsabili, 1789 DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO Art. 19: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per, la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà

fondamentali:

Art. 10:

  1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.
  2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati. La violazione legittima il ricorso alla Corte Europea dei Diritti Diritto a ricevere delle informazioni rispetto a internet che dovrebbe essere accessibile a tutti, senza corrispettivo di pagamento. Costituzione americana Il congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento di una religione o che ne proibiscono la libera professione o che limitano la libertà di parola o di stampa o il diritto di riunirsi pacificamente in assemblea e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti. In America prevale il diritto di espressione sul diritto del singolo, mentre da noi prevalgono i diritti del singolo, il diritto è quindi una bilancia che va a dare importanza ad alcuni diritti piuttosto che ad altri in quanto non è una scienza esatta. Pluralismo informativo: ovvero garantire una pluralità di punti di vista e opinioni; più soggetti possono accedere al sistema dei media, dunque produrre e diffondere i propri contenuti, più il panorama espresso dai mezzi di comunicazione di massa sarà pluralistico. La questione, però porta con sè implicazioni molto più complesse e contradditorie di quanto la linearità del sillogismo, che procede da un numero di soggetti ad un numero di contenuti, possa risolvere in quanto vi è sempre la possibilità che essi possano essere controllati da un numero ristretto di soggetti a monte, facendo decadere Istanza pluralistica stessa. Le due declinazioni di questo concetto sono il pluralismo esterno, determinato dalla varietà degli assetti proprietari dei mezzi di comunicazione, e interno, cioè riguardante la varietà dei contenuti informativi offerti al pubblico. Esiste inoltre il segreto di stato su alcune informazioni, in questo caso quindi la sicurezza dello stato prevale sui diritti del singolo La libertà di espressione nella sua forma piena ed assoluta non esiste, è più un concetto astratto assimilabile alla figura del mito. Al diritto di informare sono posti dei limiti che derivano dalla tutela del buon costume o dall'esistenza di beni o interessi diversi che sono allo stesso modo protetti e garantiti dalla Costituzione. Con l'intento di limitare tutte quelle azioni che andrebbero a danneggiare la sicurezza pubblica, la cautela costituisce una delle finalità immanenti del sistema; questo perché

Qualora l'immagine di una persona o dei genitori, del coniuge o dei figli, sia stata esposta o pubblicata fuori dai casi in cui l'esposizione o la pubblicazione è dalla legge consentita, con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei detti congiunti, l'autorità giudiziaria, su richiesta dell'interessato, può disporre che cessi l'abuso, salvo il risarcimento dei danni. Non si può impedire ai terzi la percezione dell'immagine o la sua fissazione in un ritratto fotografico, pittorico o scultoreo, ma si puo impedire la sua pubblicità, divulgazione o messa in commercio. L'immagine è intesa in senso ampio, come raffigurazione dell'aspetto della persona in qualsiasi modo venga realizzata (televisiva, teatrale, cinematografica), non è richiesta la sua piena fedeltà al vero (caricatura); si è data rilevanza anche agli oggetti ritenuti differenziatori peculiari di un soggetto (sosia). L’utilizzo dei sosia a fini commerciali è illegittimo in quanto sfrutta la notorietà del personaggio per attirare interesse nei confronti della persona e del prodotto; l’utilizzo di elementi che caratterizzano un personaggio, ad esempio l’utilizzo di un’immagine con la maglietta della Juventus con il numero 10 che identifica Del Piero. In questo caso si è difronte ad uno sfruttamento della sua immagine. Nel caso dell’opera cinematografica Ie tipologie che non portano una lesione dei diritti della personalità sono:

  • opere a carattere documentaristico o storico: the crown, ripercorre i fatti così come sono avvenuti, serve un lavoro accurato di studio.
  • opere cinematografiche di fantasia
  • fiction: metà vere e metà false, romanzate,
  • satiriche cinematografiche; CASO DOLCE GABBANA Utilizzazione di una maglietta bianca e azzurra con il numero 10 durante una sfilata per promuovere la nuova collezione. Questo risulta non legittimo in quanto serve il consenso del diretto interessato o di chi detiene il diritto d’immagine che possono decidere di cedere l’utilizzo di questi diritti alle aziende attraverso contratti di immagine. I calciatori solitamente danno i diritti di utilizzo della propria immagine ai club di appartenenza, tranne nel caso di alcuni calciatori star, come in questo caso. Maradona ha citato il marchio per violazione dei propri diritti d’immagine producendo in giudizio dei contratti di sponsorizzazione del tempo, in modo che i giudici possano dare una misura al corrispettivo che gli spettava, questa indagine viene chiamata tecnica del consenso. Anche se legittima questa tecnica non è molto corretta in quanto spinge le imprese a sfruttare l’immagine senza consenso pagando i diritti poi in un eventuale causa; Ciascuno di noi è proprietario della propria immagine per questo vengono esposti i cartelli nei negozi quando avviene la registrazione interna. TUTELA DEI DATI PERSONALI In UE c’è un regolamento generale sulla protezione dei dati, che ha sostituito la vecchia legislazione. In quanto regolamento non va rettificato con un’altra norma o legge ma entra direttamente in vigore in tutti i paesi UE indistintamente. I civilisti hanno considerato i contratti tra user e social media come contratti con corrispettivo, agganciandosi al fatto che il corrispettivo è dato dai nostri dati personali, percepiti come un bene proprio, un oggetto di valore che quindi ha un corrispettivo economico. Un dato personale secondo i legislatori europei è una qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile; si considera identificabile la persona fisica che può essere identificata, direttamente o indirettamente con particolare riferimento a un identificativo come il nome, un numero di identificazione, dati relativi all’ubicazione, un certificato online o a

uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica culturale o sociale; Il dato personale è un’informazione che si riferisce a un oggetto di una persona fisica che si distingue dalle persone giuridiche a differenza della vecchia legislazione, identificato in modo indiretto, attraverso un passaggio si arriva ad una identificazione diretta, ad esempio il numero di matricola, il numero di targa di una persona. I criteri devono essere certi e il dato deve ricondurre in modo esclusivo ad una persona. Qualunque operazione che ha a che fare con i dati personali è un trattamento dei dati (non solo on line ma anche scritto a matita) con o senza l’ausilio informatico anche la cancellazione o la distruzione, tutto quello che a che fare con i dati. I big data sono raccolte di dati, non personali, ma informazioni anonime che vengono elaborati in modo passivo attraverso algoritmi per ottenere risultati; ad esempio Google maps:, ci viene dato il percorso ma anche l’orario di arrivo, questo avviene perché vengono raccolte informazioni dalle geo localizzazione, con questi dati si possono offrire proposte commerciali, ma anche per le Smart city (in una città c’è molto traffico si può cambiare il tempo del semaforo oppure l’attuazione di servizi di nettezza quando non intralcia). Questi dati singolarmente non hanno valore ma insieme con persone che sanno elaborarli possono dare informazioni importanti che servono per la promozione di beni e servizi. Il titolare dei dati personali può delegare un altro soggetto chiamato responsabile di trattamento che si occupa dei dati in nome e per conto del titolare (DATA PROTECTION OFFICER ingegnere informatico o giurista). Quando si procede ad un trattamento di dati bisogna: informare i proprietari dei dati, (contenuti nell’ART 13) attraverso i moduli della privacy presentato ogni volta che si instaura un nuovo rapporto. Si può imporre inoltre la rettifica o la cancellazione dei dati personali. MODULI DELLA PRIVACY Il principio di massima che deve essere applicato è l’essenzialità, bisogna raccogliere i dati minimi essenziali evitando quelli invece superflui, limitato alle finalità del trattamento che si va ad attivare. Si tratta di principio di necessarietà del trattamento. Gli adempimenti sono (art 13 14) Deve essere indicato il periodo di conservazione dei dati

  • Le modalità di trattamento
  • Le categorie di dati trattati, due diverse tipologie di dati:
  1. dati personali comuni: nome indirizzo, altezza, peso, facoltà anche gruppo sanguinino
  2. dati personali sensibili: investono sfera intima di una persona (orientamento sessuale, stato di salute, condizioni politiche o ideologia, appartenenza a movimenti sindacali, convinzioni filosofiche, appartenenza a ideologia religiosa, anche appartenenza a regimi alimentari come vegani o celiaci), tutelati in modo rafforzato, e trattati utilizzando: a) il consenso in modo inequivoco b) la possibilità di trasferire a terzi richiede un ulteriore informazione, soprattutto verso paesi extra Ue Diritto di accesso dell’interessato: L’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la conferma che sia o meno in corso un trattamento di dati personali o che lo riguardano, di ottenere l’accesso ai dati personali e alle seguenti informazioni:
  • le finalità del trattamento;
  • categorie di dati personali;
  • i destinatari o le categorie di destinatari a cui i dati personali sono stati o saranno comunicati;

SMART TOYS

Gli smart toys sono giocattoli capaci di interagire (tramite microfoni, fotocamere, sistemi di localizzazione e sensori) con le persone e con l’ambiente circostante e di connettersi alla rete per navigare online e comunicare con smartphone, tablet, pc, altri smart toys.. Parliamo quindi di bambole, peluche, robot e giochi educativi - ma anche di altri dispositivi per bambini, come i baby monitor - progettati per rapportarsi attivamente con gli esseri umani e, in molti casi, in grado di compiere automaticamente varie operazioni, come registrare suoni, scattare foto, girare video e collegarsi con web e social network. DIRITTO ALL’OBLIO L’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l’obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali, se sussiste uno dei seguenti motivi:

  • i dati personali non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o trattati
  • l’interessato revoca il consenso
  • l’interessato si oppone al trattamento
  • i dati personali sono stati trattati illecitamente i dati personali devono essere cancellati per adempiere un obbligo giuridico previsto dal diritto dell’Unione o dello Stato membro; Questo avviene per ordine del giudice. Se il titolare del trattamento li ha resi pubblici vanno cancellati, tuttavia non può essere fatto se esso va a danneggiare il diritto alla libertà di espressione e di informazione; ancora una volta la sulla bilancia si oppongono due diritti e va deciso quale dei due ha più peso. CASO MUTUO FONDIARIO SPAGNOLO Il caso in oggetto riguarda un cittadino spagnolo, interessato nel 1998 da una procedura di riscossione coattiva di crediti previdenziali ed il cui nome è stato pubblicato dal quotidiano spagnolo «La Vanguardia» tra gli avvisi relativi ad un’asta immobiliare. A distanza di 16 anni, digitando il nome del ricorrente su Google Search, si veniva rimandati alle pagine web del quotidiano in cui comparivano ancora i vecchi annunci. Per tale motivo, l’interessato si è rivolto al Garante spagnolo per la Protezione dei Dati Personali al fine di ottenere la cancellazione e la deindicizzazione delle pagine web che lo riguardavano e da Google Spain e Google Inc. l’eliminazione o l’occultamento dei suoi dati personali. Il Garante spagnolo ha respinto la richiesta relativamente al quotidiano, ritenendo la pubblicazione giustificata da un ordine del Ministero del Lavoro, ma ha accolto l’istanza nei confronti di Google sostenendo che, salvi i casi in cui ricorrano particolari circostanze, gli interessati possono scegliere che alcune informazioni che li riguardano siano sottratte a una simile conoscenza da parte dei terzi. A fronte dell’impugnazione presentata da Google Inc. e da Google Spain avverso tale decisione, l’Audiencia Nacional ha sospeso il procedimento e, data l’importanza della questione, ha sottoposto in via pregiudiziale il caso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea. Questione sottoposta al giudice europeo: se il gestore del motore di ricerca è obbligato a sopprimere i link verso pagine web pubblicate da terzi (contenenti info personali). La difesa Google: Google Spain e Google Inc. ritengono che, in virtù del principio di proporzionalità, qualsiasi domanda diretta alla soppressione di informazioni debba essere indirizzata all’editore del sito web interessato, in quanto quest’ultimo è colui che assume la responsabilità di rendere pubbliche le informazioni, che è in grado di valutare la liceità di tale pubblicazione e che dispone dei mezzi più efficaci e meno restrittivi per rendere inaccessibili le informazioni stesse. Inoltre, imporre al gestore di un motore di ricerca di rimuovere dai propri indici informazioni pubblicate su Internet non terrebbe sufficientemente conto dei diritti fondamentali degli editori di siti web, degli altri utenti di Internet, nonché dello stesso gestore.

L’attività che compie il motore di ricerca (trovare info pubblicati in siti internet) costituisce un trattamento di dati personali, in quanto ci sono delle conseguenze ( un trattamento di dati personali, quale quello in esame nel procedimento principale, effettuato dal gestore di un motore di ricerca, può incidere significativamente sui diritti fondamentali al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati personali, nel caso in cui la ricerca con l’aiuto di tale motore venga effettuata a partire dal nome di una persona fisica, dal momento che detto trattamento consente a qualsiasi utente di Internet di ottenere, mediante l’elenco di risultati, una visione complessiva strutturata delle informazioni relative a questa persona reperibili su Internet, che toccano potenzialmente una moltitudine di aspetti della sua vita privata e che, senza il suddetto motore di ricerca, non avrebbero potuto – o solo difficilmente avrebbero potuto – essere connesse tra loro, e consente dunque di stabilire un profilo più o meno dettagliato di tale persona ) ne deriva che le risultanze del motore di ricerca sono quelle dei dati personali e come tali l’interessato ha diritto affinché l’info che lo riguarda sia cancellata (non dal sito ma dall’elenco dell’output informativo del motore di ricerca - > quei link possono essere eliminati). Dopo questa sentenza su Google è possibile avere il diritto all’oblio attraverso una disibilitazione e una deindicizzazione, il motore di ricerca non lo trova più e bisogna rimandare al sito originario, in tale modo non viene violato il diritto alla libera espressione. Un altro aspetto importante è che il fatto di avere sedi in unione europea è obbligato a sottostare alla normativa vigente in quel paese. L’ Informazione che si vuole rimuovere deve essere non attuale, non deve prevedere un interesse collettivo, e inoltre deve avere connotati negativi per la persona. Il motore di ricerca, quindi, svolge un’attività di trattamento dei dati. Per richiedere la rimozione delle informazioni personali, bisogna compilare il form presente sul motore di ricerca inserendo i propri dati anagrafici, il link dell’informazione che si vuole rimuovere e le motivazioni, annotazioni di tipo giuridico. Molto spesso la risposta automatica del motore di ricerca è negativa in quanto cerca di salvaguardare le informazioni e l’utilità del motore di ricerca stessa; inoltre è proceduralmente è più semplice ed economico sia a livello ti tempo che di denaro, si cerca quindi di scoraggiare il soggetto a continuare la causa. Nel caso dei social network il foro competente risulta quello americano e non quello europeo. Crisi del sistema del diritto d’autore che si basa su uno schema di tipo proprietario, in quanto la rete permette una facilità della riproduzione data dalla digitalizzazione. LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE: 633/ Legge che viene emanata nel 1941 non prevedeva la regolamentazione e la disciplina del software. La legge ha nel corso degli anni ricevuto molte modifiche, accogliendo entità sconosciute. Questa legge si è integrata in materia di nuove tecnologie grazie ad altri interventi normativi di tipo comunitario. Le opere di ingegno sono un’opera frutto della creatività e dell’intelletto umano che grazie a uno sforzo cognitivo producono un risultato che va protetto. È importante quindi ricordarsi che deriva dall’intelletto umano, questo diritto è applicabile solo alle persone fisiche e non anche a quelle giuridiche alle quali si possono solo cedere in seguito i diritti di utilizzo. Capo I - Articolo 1: Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura (vi possono rientrare anche le regole dei monopoli o le istruzioni del telefono e anche quelle in forma orale), alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione; la protezione avviene quando il processo creativo è terminato, non occorre nessuna formalità. Sono altresì protetti i programmi per elaboratore come opere letterarie ai sensi della convenzione di Berna sulla protezione delle opere letterarie ed artistiche ratificata e resa esecutiva con legge 20 giugno 1978, n. 399, nonché le banche di dati che per la scelta o la disposizione del materiale

Anche per il software alla base ci deve essere una creatività e una originalità= individuo produce un risultato. Sono esclusi tutti idee e principi che stanno alla base dell’opera. Art. 12-bis L. 633/1941. Salvo patto contrario, il datore di lavoro è titolare del diritto esclusivo di utilizzazione economica del programma per elaboratore o della banca di dati creati dal lavoratore dipendente nell'esecuzione delle sue mansioni o su istruzioni impartite dallo stesso datore di lavoro. All’autore spetteranno i diritti morali; se l’autore crea un’opera nel caso di un contratto di lavoro, il datore è il titolare dei diritti dell’autore a patto che riconosca la persona come autore originale. Se l’opera è su un supporto degradabile, nel momento in cui è visibile è tutelato se poi l’idea viene rubata e l’opera non è stata trasportata su un supporto fisso l’opera cessa di esistere e cessa la protezione. La presentazione del cibo non può essere considerata un’opera di ingegno perché il supporto su cui è creata è degradabile. Se viene scattata una fotografia e viene utilizzata per fini economici o promozionali diventa uno sfruttamento patrimoniale dell’opera e bisognerà pagare i proventi all’autore se invece è utilizzata a livello intimo e privato non è soggetto a sanzioni. Per i software si creò il problema di utilizzare la tutela attraverso il copyright (USA)t oppure la tutela brevettuale (quelle che tutelano le invenzioni industriali Giappone) in seguito l’America impose a tutto il mondo compreso il Giappone il copyright. La tutela del software nasce immediatamente con la creazione dell’opera purché vi sia alla base creatività e originalità e che sia espressione dell’ingegno umano. Son o esclusi dalla tutela accordata dalla legge le idee e i principi che stanno alla base di qualsiasi elemento del programma: è solamente con la forma espressiva estrinsecata che si attribuisce la tutela. Il materiale preparatorio è protetto se hanno una loro compiutezza espressiva, seguire quel percorso porta alla creazione del software. I diritti morali comprendono: il diritto di essere riconosciuto autore (paternità)

  • il diritto di integrità dell’opera
  • il diritto di inedito: scegliere se pubblicare l’opera oppure no
  • il diritto di utilizzare uno pseudonimo
  • inalienabilità
  • intrasmettibilità
  • Imprescrittibilità Questi diritti non sono cedibili se non in caso di morte dell’autore in quanto passano agli eredi. I diritti patrimoniali, di sfruttamento economico dell’opera durano 70 anni dalla morte e in seguito cadono in pubblico dominio, chiunque la può utilizzare senza pagare alcun che. L’espediente utilizzato dalla Disney per Biancaneve e i sette nani ha apportato alcune piccole modifiche per evitare che l’opera diventasse di pubblico utilizzo.

Art. 64-bis L’autore ha il diritto di effettuare o autorizzare:

  • a) la riproduzione, permanente o temporanea, totale o parziale, del programma per elaboratore con qualsiasi mezzo o in qualsiasi forma. Nella misura in cui operazioni quali il caricamento, la visualizzazione, l'esecuzione, la trasmissione o la memorizzazione del programma per elaboratore richiedano una riproduzione, anche tali operazioni sono soggette all'autorizzazione del titolare dei diritti;
  • b) la traduzione, l'adattamento, la trasformazione e ogni altra modificazione del programma per elaboratore, nonché la riproduzione dell'opera che ne risulti, senza pregiudizio dei diritti di chi modifica il programma; L’adattamento di un APP, ad esempio, per android spetta al titolare dei diritti;
  • c) qualsiasi forma di distribuzione al pubblico, compresa la locazione, del programma per elaboratore originale o di copie dello stesso. La prima vendita di una copia del programma nella comunità economica europea da parte del titolare dei diritti, o con il suo consenso, esaurisce il diritto di distribuzione di detta copia all'interno della comunità, ad eccezione del diritto di controllare l'ulteriore locazione del programma o di una copia dello stesso. Principio di esaurimento: Il principio dell’esaurimento nel campo della proprietà intellettuale ed industriale stabilisce che la prima vendita della copia di un’opera protetta da parte del titolare del diritto o con il suo consenso, ne esaurisce il diritto di controllo sulla distribuzione successiva della copia stessa. Testualmente, l’art. 64-bis lett. c) prevede in modo espresso l’applicazione e l’operatività del principio dell’esaurimento solamente nell’ipotesi della vendita dell’opera, non contemplando in modo manifesto lo stesso effetto anche per la licenza d’uso. E’ circostanza nota che le software house qualifichino come licenza, anziché come vendita, i loro contratti con cui concedono a terzi i diritti sul programma per elaboratore realizzato elementi per qualificare la compravendita:
  • la software house per lo più distribuisce gli esemplari del software attraverso canali commerciali sui quali non esercita un serrato controllo in ordine alle vendite (si pensi alle grandi catene di distribuzione, ai punti di vendita al dettaglio, o Internet);
  • nella maggior parte dei casi, il software oggetto di tali rapporti negoziali viene utilizzato da soggetti anonimi o comunque non identificati dalla software house, la quale è dunque impossibilitata a svolgere controlli in ordine all’utilizzo del programma;
  • il software viene trasferito nella assoluta disponibilità dell’utilizzatore, il quale, paradossalmente, può perfino distruggerlo senza arrecare alcun pregiudizio alla software house od agli altri utilizzatori;
  • nelle clausole contrattuali delle licenze di software non vi è mai la previsione di un obbligo di restituzione del programma, né la software house avrebbe un effettivo e concreto interesse ad ottenere nuovamente la disponibilità del software;
  • anche nell’eventuale e remota ipotesi in cui le clausole contrattuali prevedessero in capo all’utilizzatore l’obbligo di restituzione del programma sarebbe una pretesa ineseguibile dato l’anonimato o la non sicura identificabilità dei licenziatari. Autore è il programmatore, perché a fare il lavoro è stata la macchina non ci sono soluzioni giuridiche ad oggi non c’è una regolamentazione vera e propria. All’interno del mondo digitale i prodotti non vengono venduti ma vengono dati in licenza, quindi non si è proprietari, c’è un limite di tempo al termine del quale l’utilizzatore cesserà di poterne usufruire. In tal caso non essendo proprietario l’utilizzatore non può rivendere il software sia a titolo gratuito sia dietro al pagamento di un compenso, questo per evitare che si crei un mercato secondario che può danneggiare il mercato principale, offrendo gli stessi servizi ad un prezzo

applicazione: a) siano utilizzate a fini diversi dal conseguimento dell'interoperabilità del programma creato autonomamente; b) siano comunicate a terzi, fatta salva la necessità di consentire l'interoperabilità del programma creato autonomamente; c) siano utilizzate per lo sviluppo, la produzione o la commercializzazione di un programma per elaboratore sostanzialmente simile nella sua forma espressiva, o per ogni altra attività che violi il diritto di autore.

  1. Le clausole contrattuali pattuite in violazione dei commi 1 e 2 sono nulle.
  2. Conformemente alla convenzione di Berna sulla tutela delle opere letterarie ed artistiche ratificata e resa esecutiva con legge 20 giugno 1978, n. 399, le disposizioni del presente articolo non possono essere interpretate in modo da consentire che la loro applicazione arrechi indebitamente pregiudizio agli interessi legittimi del titolare dei diritti o sia in conflitto con il normale sfruttamento del programma. MONDO DEL SOFTWARE LIBERO L’open source è un codice sorgente aperto: la sequenza di informazioni e istruzioni logiche espresse nel linguaggio di programmazione informatica e destinate ad essere tradotte dall’elaboratore elettronico nel linguaggio macchina sotto forma di stringhe di bit, esso è rappresentato da regole semantiche logiche e sintattiche e la loro traduzione in linguaggio macchina la quale viene indicata come codice oggetto. Con il codice sorgente si può provvedere a modifiche, quindi, è importante che sia nelle mani del titolare dei diritti, questo però difficilmente accade a causa del fatto che questa clausola non è presente nel contratto di sfruttamento dei diritti. Per mezzo del codice oggetto si fa funzionare il programma informatico. Forte contrapposizione fra il libero e il proprietario (governato dalle regole giuridiche viste prima che non vengono rispettate). Non necessitano di corrispettivi per essere utilizzati à possono in teoria essere utilizzati a proprio piacimento. È importante non confondere l’open source con le applicazioni rilasciate a titolo gratuito perché in quel caso noi non possediamo il codice sorgente Open source - vuol dire “source” risorsa, codice – open = aperto Sia il codice sorgente che il codice oggetto sono disponibili e conoscibili da chiunque. Sono il cuore del programma dell’elaboratore, quello che lo fa funzionare, dove ci sono tutte le info per un programma - per effettuare delle modifiche vanno conosciuti questi codici. Codice sorgente=cuore del programma - tecnicamente è la sequenza di informazioni e istruzioni espresse nel linguaggio informatico e destinate ad essere tradotte dall’elaboratore elettronico nel linguaggio macchina. - è rappresentato da regole semantiche e sintattiche e di programmazione e la loro traduzione in linguaggio macchina (01) è il codice oggetto. Può essere definito come l’insieme delle istruzioni logiche di un programma espresse in un linguaggio di programmazione - tradotte in linguaggio binario. Il mondo open source permette di avere la disponibilità del codice sorgente. In questi mondi che concedono la disponibilità del codice sorgente ci sono due ambienti:
  • Mondo open source > s viene messo a disposizione di chiunque e non c’è alcun controllo sull’utilizzo> per questo viene considerata più una procedura da seguire per garantire a tutti l’accesso al codice sorgente senza pagare corrispettivi.
  • Mondo free software > modello ideale senza restrizioni > s = patrimonio della collettività >il bene software è una risorsa comune che favorisce lo sviluppo sociale, economico degli individui

Elementi comuni:

  • non vi è alcuna discriminazione fra utenti
  • non vi è alcuna discriminazione circa l’uso che l’utente fa del programma;
  • non vi è alcuna forma di garanzia e di ipotesi di responsabilità risarcitorie che a qualunque titolo dovessero essere avanzate dagli utenti. Possono esserci quindi virus o furto dei dati che compromettono il funzionamento della macchina. Profili di responsabilità:
  • Vizi
  • Virus
  • Malfunzionamento
  • Perdita di dati
  • Danni a terzi A livello giuridico in questi contratti c’è lo scarico delle responsabilità in quanto non è presente un corrispettivo, in caso di inadempimento non può escludersi la responsabilità ma il risarcimento sarà attenuato, non sarà completo ma simbolico, in quanto l’utilizzatore avrebbe dovuto alzare il livello di attenzione. Secondo l’art 1229 cc quando c’è un comportamento caratterizzato da dolo o colpa grave una clausola di non responsabilità è come se la clausola che esclude la responsabilità non sia valida Es nelle palestre si legge “la direzione non risponde ai furti” à valida? No! Perché se il titolare della palestra non ha creato delle condizioni per evitare che il furto avvenga, lui viene ritenuto responsabile; i cartelli vengono messi per scoraggiare una eventuale denuncia. Quando un contratto non prevede un corrispettivo la responsabilità viene valutata con minor rigore: Esempio: se andiamo in discoteca e non vogliamo il cappotto, lo depositiamo al guardaroba e la Ci viene dato il n del cappotto e paghiamo. Se il cappotto viene perso o rubato- in virtù di un contratto avremo diritto a un risarcimento integrale che corrisponde al valore del cappotto.

contenuto di una bd su un altro supporto

  • Reimpiego: forma messa a disposizione del pubblico della totalità o di una parte della bd Il diritto di vietare estrazione o reimpiego dell’intero contenuto o parte non riguarda la creazione di un prodotto concorrente (parassitario, che imita) bensì anche utente che attraverso i suoi comportamenti e atti arreca un pregiudizio sostanziale all’investimento. L’estrazione diventa importante attraverso il web scraping viene fatta con specifici software. Come funziona il web scraping? il programma interroga senza interruzioni il contenuto del sito web pubblico in modo da ottenere ogni istante i dati aggiornati, sempre in tempo reale, l’attività può avvenire sia in modo massivo (riprodotto il totale contenuto della bd), sia in modo selettivo (vengono estratti solo i dati utili all’utente). Ci sono 3 elementi che fanno arrivare alla conclusione
  • Il metamotore fornisce all’utente un modulo che offre le stesse attività del modulo di ricerca della banca dati come se il sito web venisse duplicato e fornito all’utente tramite app
  • Il metamotore traduce le ricerche degli utenti in tempo reale in modo che tutti i dati della bd siano oggetti di ricerca; non c’è una distinzione, qualunque dato può essere estratto dal metamotore di ricerca, l’app creata sfruttando il contenuto della prima può offrire come risultato qualunque info contenuta nella prima banca dati.
  • Il metamotore di ricerca presenta all’utente finale i risultati richiesti dall’utente con l’aspetto esteriore del sito internet - secondo un ordine simile a quello della bd originale-anche nell’aspetto esteriore non c’è differenza a livello di output dalla bd originaria. Quando si utilizza un motore di ricerca che fa web scraping per offrire risultati informativi all’utente- sussiste il diritto in capo al soggetto costitutore ai sensi dell’articolo 102 bis 102 ter della legge sul diritto d’autore - può opporsi a questa particolare attività automatizzata di estrazione e reimpiego di dati; non è però da escludersi che l'utilizzo di questo meta motore di ricerca sulla banca dati altrui possa presupporre un operazione contraria alla normale gestione della banca dati (comma 9 )- pregiudizio ingiustificato legittimi interessi del costitutore della banca dati perché egli ha sostenuto un investimento sia quantitativo che qualitativo. Il pregiudizio ingiustificato consiste in un sovraccarico all’interno della rete del sogg titolare della bd che vede quel sito continuamente visitato dal metamotore di ricerca che può rallentare le funzionalità della banca dati esterna-rendendo più difficile l’accesso degli utenti perché trovano troppo traffico all’interno. Esempio: Un giornale è una banca dati- contiene al suo interno articoli di giornale protetti dal diritto d’autore; l’utente legittimo è chi acquista il giornale à può estrarre o reimpiegare il contenuto non sostanziale à es se compro il giornale posso ritagliare gli articoli, conservarlo, mandarlo ai miei amici - utilizzo una parte non sostanziale del contento della bd MA il comma 9 ci dice che l’utilizzo di parti non sostanziali in modo ripetuto invece non è Consentito; es se ogni giorno compro il giornale e ogni giorno tolgo alcuni articoli di argomento y e li condivido-non posso farlo in modo sistematico e ripetuto!!!!-si crea una situazione di concorrenza parassitaria. Farlo ripetutamente non è un utilizzo normale- possono arrecare un pregiudizio ingiustificato al costitutore della bd - à come risultato potrebbe esserci che una persona interessata a quello che ritaglio io (y)non acquisti.

DNS DOMAINE NAME SISTEM

Questo sistema garantisce che ad ogni indirizzo corrisponde una presenza UNIVOCA, questo permette la riferibilità a d un unico soggetto. L’indirizzo IP è un insieme di 32 bit con un valore nominale di 4 byte, in modo da far dialogare le apparecchiature informatiche che lavorano sulla rete. Il DNS traduce questi indirizzi IP in lettere più facilmente memorizzabili per gli utilizzatori. Creato negli anni ’80 ed è caratterizzato da un albero rovesciato dalla radice (aree territoriali come.it/.fr) o top level domain, ciò che sta alla sinistra rappresenta un secondo livello e man mano terzo, quarto ecc. Agenzia iana (internet assaignement number authority) che dava indirizzi IP a chiunque lo richiedesse, venne poi suddivisa in più agenzie per suddividere il mondo in aree (Americhe, Europa, africa e Medio Oriente). Queste agenzie non sono appendici dello stato ma sono associazioni, composte da soggetti che creano le regole a cui tutti devono sottostare, si pone in modo alternativo rispetto alle norme degli stati, queste agenzie non sono state elette tramite iter democratico. Il dns nasce nel mondo, governa tutte le presenze su internet - ogni soggetto. presente su internet è visibile tramite un indirizzo ip. Viene creato un sistema convenzionale (tutti d’accordo) per assegnare degli indirizzi à domain name system (sistema dei nomi a dominio) è un sistema convenzionale che garantisce a un sogg una presenza su una rete. L’indirizzo che lo rende riconoscibile è certo e univoco (usato solo per quel soggetto). A partire dal 1996 si ebbe una grande crescita di indirizzi ip e venne istituita un’iniziativa dell’internet society attraverso un documento che ha fatto generare nuovi domini generici di primo livello .info. web. Art, Dopo questa forte richiesta il sistema venne allargato; passaggio importante che afferma che lo spazio dedicato ai domini di primo livello. La rete è una risorsa pubblica (soggetta alla fiducia pubblica)ed è come tale che deve essere considerata dal punto di vista giuridico. Questo complesso trova la sua fonte in rapporti appartenenti al diritto privato, come se fosse un regolamento di un condominio o un regolamento che stabilisca le regole della palestra (orari, comportamenti ecc) sono regole di tipo pattizio, nascono dall’autonomia privata. Conseguenza: una volta che c’è questo complesso di norme tecniche vi è la necessità di avere uno standard che consenta all’utilizzatore di verificare con assoluta certezza le presenze che sono sulla rete con l’identificazione di un nome, questo avviene su scala mondiale. Affinché qualcuno sia riconosciuto è necessario che ci siano degli standard; nasce quindi la procedura di registrazione; procedura per indicare l’assegnazione in modo unico ad un oggetto di un nome che lo identifichi, la registrazione viene conservata in un apposito registro. Data la diffusione della rete è difficile e gravoso affidare la procedura di registrazione ad una sola organizzazione- c’è un’enorme richiesta da tutto il mondo! Per questo viene creata una normativa ISO 65 23 riconosciuta in tuto il mondo. Cosa prevede:

  • Ogni paese del mondo deve dorarsi di una registration authority che opera per conto di un’organizzazione internazionale, la quale deve far osservare tutte le procedure di registrazione. Oggi in Italia come in tutti i paesi c’è un’unica autorità chiamata registro che sovrintende alle richieste di registrazione degli indirizzi ip. Tale entità è un dipartimento di un istituto di informatica e telematica del consiglio nazionale delle ricerche e si trova a Pisa- è stato scelto quell’istituto perché al suo interno c’erano degli esperti che avevano partecipato alle riunioni precedenti (del 94, per attuare la normativa iso). Prima dell’istituzione di questa organizzazione era il dipartimento nel consiglio nazionale di ricerche presso il cnr di Pisa (naming authority, dava le regole per ottenere l’IP e che fece una stesura per l’accesso alla rete, registration authority, ruolo operativo, gestisce praticamente

norma del cc che vieta gli atti di concorrenza sleale proibisce l’uso di segni o nomi idonei a produrre confusione con nomi o segni distintivi legittimamente usati da altri-il titolare del marchio può impedire ad un altro sogg che usa un nome identico o simile come nome a dominio- questi principi valgono per i marchi noti (famosi, protetti maggiormente dall’ordinamento). L’utilizzazione di un dominio che corrisponde ad un marchio registrato da parte di un altro soggetto è vietata. “aspetti legali” à in caso di conflitti si può rivolgersi al tribunale à il registro ha anche adottato delle procedure alternative alle cause in tribunale:

  • Procedura di arbitrato-invece che decisa dal giudice la questione viene gestita da uno tre soggetti-L ’arbitrato consiste nell’affidare ad un collegio di arbitri la risoluzione dell’opposizione, anziché ricorrere alla magistratura ordinaria. Gli arbitri che compongono il Collegio arbitrale sono esperti in materia di assegnazione di domini .it. Per poter accedere a questa procedura il Registrante deve aver sottoscritto la clausola arbitrale. - ’è l’elenco degli arbitri e uno può decidere a chi affidarsi (c’è anche il prof che se la tira un sacco per questo).
  • Procedura di riassegnazione- contestazione fatta x dimostrare che il soggetto che ha fatto la richiesta di assegnazione di dominio lo ha fatto in malafede (per toglierlo all’altra persona che ne aveva diritto) à la r produce l’effetto di una contestazione ma come conseguenza finale, la registrazione viene riassegnata al soggetto dichiarato vincitore della procedura.
  • Ci sono alcuni enti che hanno l’accreditamento (che possono procedere alla riassegnazione) à il Centro di Risoluzione Dispute Domini (CRDD) à anche qui fra gli esperti c’è il prof che se la tira, il MFSD S.r.l., la Camera Arbitrale. Ci sono anche casi in cui viene utilizzato il dominio corrispondente al nome e cognome di una persona famosa (domain grabbing) in modo da specularci sopra e attraverso ricatti avere guadagni economici. CHI PUO’ REGISTRARE UN DOMINIO? Un numero illimitato di domini .it può essere registrato da chiunque sia maggiorenne e abbia cittadinanza, residenza o sede nei paesi dello Spazio Economico Europeo (SEE), nello Stato del Vaticano, nella Repubblica di San Marino e nella Confederazione Svizzera. Un nome a dominio .it può essere composto solo da lettere dalla "a" alla "z", numeri da 0 a 9 e il simbolo "-" (trattino) e tutti i caratteri NON ASCII appartenenti ai charset indicati nelle “Linee Guida tecniche” Non deve iniziare e finire con il simbolo "-" (trattino) né iniziare con la sequenza di caratteri "xn--" Un dominio .it può essere composto da un minimo di 3 caratteri fino ad un massimo di 63. Unico caso eccezionale registrato prima che entrarono in vigore queste regole è Q8.it DOMINI SPECIALI O RISERVATI Non tutti i nomi a dominio possono essere liberamente registrati. Sono riservati e non assegnabili:
  • nomi corrispondenti alle regioni, alle province e ai comuni italiani (es. toscana.it, pisa.it, viareggio.lucca.it, ecc)
  • nomi corrispondenti a servizi o risorse di rete (es. www.it, internet.it, mail.it, ecc.), tali nomi a dominio non sono assegnabili nemmeno sotto la “struttura geografica predefinita”
  • nomi corrispondenti a Icann gTLD “unsponsored” (es: .com, .net, .info, .name, ecc) possono essere assegnati solo come domini di secondo livello (es: gov.it) a soggetti presentati al Registro .it dai “competenti organi di Stato”.
  • I nomi a dominio che non corrispondono alla denominazione ufficiale di un ente locale territoriale (s. nome.toscana.it, ditta.pisa.it), possono essere registrati liberamente.

Tra i domini .it riservati ma assegnabili solo a specifiche categorie, vi sono anche quelli che identificano l'Italia. Questi nomi sono assegnabili solo a organismi governativi. L’ente che si occupa dell’assegnazione dei domini non è riconosciuto o legittimato dalla legge, è in una situazione di monopolio a gestire ingenti somme di denaro senza essere aperto quindi a concorrenza, a causa dei regolamenti internazionali. COMMERCIO ELETTRONICO CONTRATTI Contratti ad oggetto informatico: i beni e i servizi informatici sono il bene o il servizio Contratti informatici: in cui l’informatica è il mezzo di rappresentazione della volontà. In senso lato: non hanno l’intero rapporto che si conclude on line (compravendita di un libero che si esegue in una modalità tradizionale). In senso stretto: tutto il rapporto inizia e si conclude on line: utilizzo di informazioni proposte in via telefonica, compravendita di software o banche dati, realizzazione di un sito web, utilizzo di un nome a dominio, spazio di memoria digitale. Ogni volta che utilizziamo un’applicazione noi stiamo eseguendo un’operazione contrattuale. Tutti quegli atti di acquisti realizzati attraverso la rete internet. La disciplina normativa deriva dalla normativa comunitaria. 31 2000, tradotta con il decreto legislativo 70 del 2003. Servizi della società dell’informazione Attività economiche svolte on line.

  1. Il soggetto che offre questi servizi è il prestatore: persona fisica o giuridica il quale esercita un’attività economica per un tempo indeterminato.
  2. Il destinatario: è il soggetto che usufruisce del servizio messo a disposizione del prestatore, è quindi l’utente. Questa normativa non può essere applicata su contratti che hanno a che fare con beni immobili, in quanto devono avere forma scritta o contratti che implicano l’intervento di pubblici poteri o professione (conferire un mandato ad un avvocato, contratti del mondo bancario come garanzie, contratti che hanno a che fare con la successione e il diritto di famiglia). ART 12 Il prestatore deve rendere delle informazioni prima della conclusione del contratto all’utente. In modo chiaro comprensibile e irrevocabile Queste informazioni sono:
  • le varie fasi tecniche da seguire per la conclusione del contratto (click sul prodotto e utilizzo del carrello);
  • il modo in cui il contratto concluso sarà archiviato e le relative modalità di accesso (trasmissione di volontà con il click);
  • i mezzi tecnici messi a disposizione del destinatario per individuare e correggere gli errori di inserimento dei dati prima di inoltrare l’ordine al prestatore (possibilità di modificare ad esempio il numero dei beni da acquistare, attraverso un ritorno indietro della procedura);
  • gli eventuali codici di condotta e come accedervi in via telematica (regole deontologiche per disciplinare alcune attività specifiche, queste integrano il rapporto, ad esempio come la consulenza di un avvocato non implicato in una causa legale);
  • le lingue a disposizione per concludere il contratto oltre all’italiano il quale è obbligatorio;
  • l’indicazione degli strumenti di composizione delle controversie (utilizzo di mediatori e conciliatori invece che rivolgersi alla magistratura nel caso di vizi nel bene Queste disposizioni non sono però necessarie nel caso di contratti conclusi esclusivamente mediante scambio di messaggi di posta elettronica o comunicazioni individuali equivalenti Le clausole e le condizioni generali di contratto devono essere messe a disposizione dell’utente garantendo la memorizzazione e la riproduzione, senza questa possibilità il contratto è considerato nullo.