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Trascrizione prima lezione di Didattica della lingua italiana magistrale
Tipologia: Sbobinature
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Didattica della lingua italiana magistrale 1 lezione Tesina A Pensare e descrivere nelle forme che preferiamo; come è stratificato il nostro uso dell’italiano attuale e come ci siamo arrivati. Origini familiari, scuole frequentate, Come abbiamo sviluppato il modello di italiano che usiamo, “autobiografia sociolinguistica”. Neo-standard? [email protected] = e-mail che usa Tesina B Cercare documenti autentici di scritture popolari (lettere, ricettari in casa,) Le scritture di chi non avrebbe mai scritto (chi mancava di pratica) Programma L’italiano lingua strana Da che modello è partito l’italiano per arrivare ad oggi. Il fiorentino scritto dei capolavori letterari delle tre corone che si è diffuso a livello scritto. Petrarca – Boccaccio – Dante Pietro Bembo lo ha diffuso? Sarebbe potuto diventare papa? Ha fissato il modello di italiano. (ecco la stranezza) = non si fissa la lingua con la scrittura, ma di solito per la comunicazione quindi orale. Pietro Bembo però lo fa con la scrittura. Bembo fissa una lingua scritta letteraria, ma al massimo della letterarietà; infatti lui era uno degli umanisti massimi del tempo. Bembo non usa il termine italiano, ma volgare. Bembo punta ad una lingua classica, esattamente come il latino; ma il latino classico è scomparso da 1000 anni circa quando scrive Bembo. Quindi l’operazione classicistica si può fare solo sui modelli del passato. Il modello per Bembo è il Canzoniere di Petrarca. Per lo scritto, ultra-classicistico, le parti del Decameron più elevato, quindi non le parti dialogiche, ma le parti diegetiche, cioè narrative, le cornici dove Boccaccio parla direttamente. La decima giornata, perché è quella che parla della virtus. Una lingua che nasce solo per scopi altissimi; Bembo non la parlava per niente, parlava il latino, il veneziano. Si dice che Bembo parlasse la lingua cortigiana , ovvero l’antenata dell’italiano? Manzoni scriverà che l’italiano era una lingua morta, quando si faceva domande sulla base del francese di una lingua viva e vera. Manzoni vuole una lingua per l’Italia, egli ha scritto per una nazione che non esisteva con una lingua che non esisteva. Lingua strana nel senso proprio matematico, fisico: cioè un insieme di oggetti si riconosce per certe caratteristiche. L’italiano non aveva queste caratteristiche. Le ha acquisite diciamo negli ultimi 80 anni. L’italiano è la lingua, il fiorentino delle opere letterarie del 300. La vera nascita dell’italiano è il 1911, il 51% dell’italiani dichiara o ha finito le elementari e quindi sa leggere e scrivere. Nella Prima guerra mondiale abbiamo le prime lettere di semi-colti. Si calcola che siano state scritte almeno un miliardo di lettere.
Altra data possibile 1861. Un politico che disse “l’Italia è fatta ora bisogna fare l’italiano”. Probabilmente senza l’unificazione dello stato italiano, l’alfabetizzazione sarebbe andata molto più a rilento. Storia linguistica dell’Italia unita di Tullio de Mauro.