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Breve documento personale scritto sulla base di buona parte (non totalità) del libro Lingua Italiana e Televisione, Crocetti editore, Alfieri, Bonomi. Esplora i primi 4 capitoli del libro (su 6), la materia è Storia della Lingua Italiana, anno 2025-2026, corso A-L con Daria Motta
Tipologia: Appunti
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1 Capitolo I
La lingua della televisione ne fa parte, ed e una varieta individuata da Sabati- ni sull’asse della diamesia (del mezzo di comunicazione). Ha comunicazione tramite voce e scrittura, quindi prende le caratteristiche principali del parla- to (voce, tono, gesti, espressioni) e dello scritto (distanza spazio-temporale, pubblico vasto, comunicazione monodirezionale).
E l’interazione di media diversi, lo smartphone interagisce con la^ ` neotelevi- sione e il web della post-televisione.
E l’epoca successiva al modello canonico di televisione, ha una comunicazione^ simultanea e immediata. Il prefisso “post-” non indica la sua obsolescenza, ma il suo rinnovamento. In questo modello i telespettatori sono prosumer, sia spettatori che produttori, e qualsiasi dispositivo moderno dotato di schermoe adatto allo streaming diretto e on demand dei prodotti televisivi.
La televisione nei suoi primi anni e stato un mezzo di diffusione della lin- gua italiana e di identita italiana per un pubblico a maggioranza dialettofono. Nasce, prendendo spunto dalla pedagogia della BBC, con l’obiettivo di accul- turare e formare il popolo. Col passaggio al digitale terrestre nel 1976 si puo parlare di periodo di storicizzazione, qui infatti la tv diventa anche privata e cambiera per sempre. Inizialmente, differentemente dagli USA che avevano una tv gia commercializzata, in italia si aveva una televisione pedagogica. Qui entra in gioco la paleo-televisione, una nome per identificare la televisione che divulga scienze e cultura. All’inizio aveva un palinsesto di un solo canale che aveva un genere diverso per ogni serata, con la pubblicizzazione dei 3 canali, questi si distribuirono i generi equamente. C’e da ricordare che la tv arrivo prima in area centro-settentrionale, e solo dopo in Sicilia, proprio come fu per la radio, e fu cosı anche per l’avvento del digitale terrestre. Quando arrivo riuscı a uniformare la pronuncia italiana del popolo e introdusse tanti termini tecnici dall’italiano burocratico. Vi era un quiz chiamato Campanile d’oro che giocava sulla rivalita dei regionalismi, cosı da tentare di uniformarli. E un` periodo prolifico, nasce la Tv per Ragazzi, il Telegiornale, la TeleScuola, la Fiction all’Italiana (dalla letteratura e teatro) e i programmi informativi, e tanto altro. Dopo la liberalizzazione del mercato televisivo con il digitale terrestre, aziende come Mediaset iniziarono la scalata per diventare famose, comprando varie emittenti: Canale 5, Rete4, Italia1. Con tanti emittenti e tanti programmi diversi, inizia la competizione e il focus si sposta dall’educare
e formare al catturare ed emozionare, cosı nasce la serialita dei contenuti. La TV Generalista regge per`o, mettendo in campo programmi divulgativi dal forte impatto spettacolarizzante. Si sussegue un periodo di infotainment/edutain- ment con programmi come Medici in prima linea. A volte venivano intervistati veri medici che divulgavano su patologie e prevenzione come nel programma Il mio medico.
L’italiano televisivo e a meta tra uno scritto scolastico/giornalistico e il parlato. Influenza l’italiano del pubblico perch´e questi rielaborano nel loro uso della lingua cio che vedono e sentono nei programmi, e al tempo stesso l’italiano televisivo viene influenzato dal pubblico stesso, perch´e tende a rifletterlo come nella Teoria dello specchio a due raggi di Andrea Masini. Questo italianoe una lingua fluida, che cambia al variare della tipologia di programma, e delle varieta dell’italiano che vi sono dentro, tutte queste varieta si fondono in un continuum che influenza il pubblico.
Tuttavia con la tendenza a spettacolarizzare e rispecchiare la realta, tra- mite ospiti, intervistati e partecipanti, si notano anche varieta diastratiche, diafasiche, diatopiche.
Il testo trasmesso e creato dalla collaborazione dell’intera produzione, e dipen- de dalla situazione, dal target, dalla modalita e dalla finalita. Essendo legato al momento dell’enunciazione, potrebbe includere anche dell’improvvisazione o rimandi ad altri media come quello del web. Quello della neo-tve un ma- crotesto di flusso, che aggiunge o rimanda al web. Chiaramente il testo `e anche scritto: in sovrimpressione, nei gobbi, sui tablet e sui fogli di scaletta. Chiaramente il parlato implica anche il dialogo.
2 Capitolo II
I canali generalisti sono canali che puntano a un target vario e non specia- lizzato, per farlo producono e trasmettono programmi di vario tipo, cosı da catturare un po’ tutte le fette di pubblico, da quelle piu giovani a quelle pi`u anziane. Tra questi vi sono Rai1, Rai2, Rai3, Canale5, Rete4, Italia1, La7, NOVE, Tv8.
Tutti e tre prendono un pubblico vasto, chi pi`u chi meno, inoltre hanno provato l’approccio della rete. Mediaset, sempre col supporto della rete, ha approccio generalista in:
Il gruppo Cairo che possiede La7 si e imposta sul mercato, ma sie dovuta rinnovare: ha puntato fortemente sull’informazione giornalistica e sull’info- tainment. Con Otto e Mezzo, l’Aria che Tira e Talk Show politici come Propaganda Live che intercetta un pubblico piu giovane. Sky Italia con il canale Tv8 ha come strategia lo strappare programmi gia famosi ad altri ca- nali, o imitarli. Si e concentrata sui Factual (registrazione di fatti realmente accaduti). Discovery con il canale NOVE sie specializzata sull’intratteni- mento e format gia consolidati come Fratelli di Crozza e Che tempo che fa. Sperimenta inoltre il genere Factual con successo con Cucine da Incubo e altri format. Nel campo docureality e Dating Show ha prodotto Il conta- dino cerca moglie, nel docudrama ha prodotto Alta Infedelta e Scripted Reality, nei Cooking Talent ha prodotto Little Big Italy, molto interes- sante sul piano linguistico perch´e presenta un italiano L2 con l’interferenza di lingue straniere come l’inglese, portando all’ingresso di molti calchi.
RAI 4, RAI 5, La7d, RealTime e DMAX sono tutti canali Semigeneralisti. I Canali Semigeneralisti sono quelli che pur comprendo vari generi di program- mi e un pubblico vasto, tendono a proporre in maniera massiva un singolo programma tematico, specializzandosi fortemente in quello.
Sono canali che si specializzano in un solo genere contenuto. La RAI ne ha molti:
Sta per user generated content, ovvero contenuti generati dagli utenti, Youtube e Twitch svettano.
La piu grande forza di queste piattaforme sono proprio i creator, il pubbli- co puo rimanere tale o diventare produttore di video. Questo porta alla nascita degli influencer, protagonisti della transmedialit`a: passano da queste piat- taforme alla televisione, ai programmi, alle serie e persino alle case editrici tra biografie e divulgazione.
Grazie all’avvento delle OTT e delle piattaforme Web, il pubblico ha smesso di essere passivo, potendo solo scegliere che programma vedere in TV, e pas- sando alla personalizzazione della fruizione dei contenuti, potendo scegliere di vedere quando, dove, come vuole qualsiasi tipo di contenuto tramite il suppor- to dei device e di internet. Purtroppo questo porta a una ridotta esposizione dell’italiano. Se e vero che una volta tutta la famiglia si riuniva davanti alla televisione e fruiva di tanti programmi diversi essendo esposti a varieta del- l’italiano trasmesso diverse, dal burocratico al commerciale, al divulgativo di vari generi, adesso con la possibilita di isolarsi anche su un solo contenuto, grazie anche al Binge Watching, ognuno di noi viene esposto sempre meno alla varieta dell’italiano trasmesso ed esposto ad un unico tipo di italiano. Cos`ı come i bambini possono guardare cartoni tutto il giorno, e non acculturarsi linguisticamente.
Il pubblico non sta con le mani in mano, e commenta cio che accade in televi- sione sui social, creando dibattito, tipicamente con post su Instagram e sulle piazze virtuali piu famose come X e Thread. Grazie alla forza incredibile esercitata dai social network e dagli UGC anche i grandi colossi della televisione si sono accorti della loro presenza e hanno cominciato a integrarli sempre di piu all’interno dei programmi portando a una forte crossmedialita.
3 Capitolo III
I programmi di informazione e approfondimento sono principalmente i Tele- giornali, Inchieste come Report, rotocalchi (che integrano usi e costumi) e Talk Show senza pubblico e un solo conduttore, difatti avendo un pubblico e/o pi`u conduttori il programma si trasforma in un programma di infotainment, perch´e il pubblico va intrattenuto. I programmi informativi si distinguono in 2 tipi:
L’italiano trasmesso dei programmi di informazione e una varieta dell’italiano giornalistico chiamato Italiano Serio-Semplice, questo e mediamente con- trollato e colto, con una forte dizione corretta. Cambia molto in base all’asse della diamesia (scritto e parlato) e diafasia (contesto dell’enunciazione) e anche in base allo stile del conduttore, degli ospiti e degli intervistati. Questi ultimi possono non essere particolarmente acculturati, integrando varieta che stanno sull’asse della diatopia e diastratia.
Si passa dall’oggettivita dell’informazione ai modelli esplicativo-interpretativi come quello di Mentana. Eglie un Anchor-Man su modello americano, che privilegia la personalita del conduttore. I TG si differenziano, la RAIe ogget- tiva, seria, La7 piu interpretativa e concentrata sulla politica interna. Tv200e concentrata sulla politica estera e Studio Aperto di Italia1 risulta essere piu adatto a un pubblico giovanile e vasto. Il TG di Mentana ha invece un target specifico: persone adulte, colte e progressiste ma integra il pubblico giovanile tramite l’interazione con i social. Si nota una tendenza italiana alla cronaca nera e criminale, molto marginalizzata in altri stati. Inoltre alcuni telegiornali hanno una scaletta specifica e rigida divisa in categorie e ordine di lancio dei servizi, si passa da notizie interne a quelle estere e cosı via; altri invece come quello di Mentana non settorializzano ma creano un flusso costante di servizi mediato dal conduttore. L’italiano serio-semplice adottato cambia molto nella fascia della diamesia, difatti qualsiasi programma informativo ha un testo scritto da tutta la produzione e che puo essere messo su carta, tablet e persino gobbo e telepromter; inoltre puo apparire lo scritto anche nelle infografiche, in sovrimpressione e nei crawler. Lo scritto rispetta la grammatica, con l’uso corretto del congiuntivo, la sintassi con subordinate semplici tipicamente relative od oggettive; abbraccia pero neologismi e passa a un italiano neo- standard non tipicamente spinto, come l’uso di lui/lei invece che egli/ella, ma ha delle particolarita come l’uso eccessivo della frase nominale (senza
verbo). I periodi sono tipicamente corti e semplici, ma in Mentana questi diventano articolati e lunghi. Sono presenti tante dislocazioni a sx con la tendenza ad evidenziare il soggetto per spettacolarizzare la notizia, e fanno uso della frase scissa (E + soggetto + relativa es:E Marco che ha telefonato). La cosa buona `e che i termini tecnici tendono ad essere spiegati. Una volta erano gli speaker radiofonici a dare le notizie, con un perfetto italiano standard e dizione corretta, ma con l’avvento del digitale terrestre tutti hanno potuto creare il proprio telegiornale, anche le varie regioni che possono presentare un italiano che varia sull’asse della diatopia. L’italiano varia anche nel parlato, integrando i gesti del codice non verbale, riprogettazioni e auto-correzioni. Se la RAI presenta un italiano parlato Serio-Semplice perfetto, scalettato e ri- gido, la Mediaset ha tanta improvvisazione; Mentana tende a collegare i suoi periodi lunghi con dei connettivi logici che ammiccano allo scritto. Dal punto di vista linguistico si nota un progressivo impoverimento dell’italiano, con l’uso stereotipato delle parole, figure retoriche stantie, forti aggettivizzazioni e quindi una perdita lessicale progressiva, per favorire l’immediatezza delle informazioni.
Questi sono i Talk Show con unico conduttore e senza pubblico, inchieste, rotocalchi, i faccia a faccia e gli approfondimenti dei telegiornali. Report e un programma giornalistico d’inchiesta gestito da Sigfrido Ranucci, con uno scritto/parlato molto curato e spesso standard, fa un grande approfondimento tematico specialistico, ma col vizio di non spiegare i termini tecnici che ne derivano. Fa un uso ampio di immagini forti con l’obiettivo di testimoniare le denunce e portare le persone a osservare in modo critico. Tv7, ex settimanale di Rai1, fa servizi continui senza conduttore, usando quindi continue immagini per rappresentare i fatti, ma con la tendenza a spettacolarizzarle in caso di eventi importanti. Programmi come Omnibus e Presa Diretta hanno un italiano serio e corretto, mostrato in dibattiti tra politici e figure colte. Otto e mezzoe pacato e In Onda invece ha 2 conduttori e mostra un linguaggio pi`u informale.
L’infotainment nasce dalla fusione dei due poli del palinsesto: l’informazione e l’intrattenimento. E un genere dominante nella televisione moderna (neoe post-TV) che trasforma la politica, l’economia e la cultura in spettacolo. Si ispira al modello americano, introdotto in Italia alla fine degli anni ’ da Maurizio Costanzo con Bonta loro. Il fulcro `e il talk show, basato sull’interazione, il confronto e la conversazione.
Il ruolo del conduttore `e quello di figura centrale che determina lo stile comunicativo e il linguaggio del programma. Attorno a lui ruotano politici, esperti, persone note e il pubblico (in studio o al telefono). Si osserva una
E l’utility tv, la tv verit^ a e di dolore che si occupa di informare su fatti di cronaca, eclatanti, scomparsa di persone ed `e tipico di questi programmi un tono patetico, retorico e che punta alla spettacolarizzazione del dolore.
3.7.1 Chi l’ha visto?
Questo programma e il piu longevo, su Rai3 e in onda dal 1989. Adessoe condotto da Federica Sciarelli. Il programma si occupa di creare servizi su persone scomparse, i giornalisti diventano autori di servizi che narrano le dinamiche della scomparsa e vi sono interviste di specialisti delle forze del- l’ordine e altri giornalisti. Il linguaggio e volutamente patetico e votato alla spettacolarizzazione del dolore, sopratutto delle famiglie degli scom- parsi. Il parlato della Sciarelli e di alcuni giornalistie pieno di aggettivi ed elativi come incredibile, sconvolgente ecc... e figure retoriche come l’anafora (es. perch´e non furono sequestrati i vestiti?... Perch´e?... Perch´e? ) e terne (es. Con la rabbia, con ostinazione e con orgoglio) ed elencazione di aggettivi (es. cosı commovente, cosı scioccante). C’`e una forte enfasi sul ruolo fami- liare, andando a ripetere i ruoli quando ci si riferisce ai genitori (es. Mamma Francesca). Ingloba tratti tipici del parlato, come il te invece del tu, ma si notano scelte alte da parte di alcuni giornalisti e funzionari di polizia.
3.7.2 Mi Manda Rai
Il conduttore e Federico Raffo. Il programma si occupa della tutela dei con- sumatori denunciando truffe, sprechi, ritardi e inadempienze pubbliche. I servizi mirano all’informazione verso questi eventi. Vi sono vari intervistati, tra specialisti e avvocati ma il focuse sulla persona comune vittima della truffa. Per via della natura del programma il confronto e acceso e spesso ris- soso, specie quando si scontrano le parti opposte. Anche la lingua di questo programma integra tratti del parlato spontaneo (es. gli per dire le), ma i professionisti mantengono un linguaggio settoriale (es. burocratico, medico) e un registro formale o pseudoformale. Per via degli intervistati comuni, la varieta del loro italiano parlato varia sull’asse della diastratia e diatopia.
3.7.3 Quarto Grado
Doppio conduttore, Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero. Il programma di occupa di informare sui fatti di cronaca con impronta scandalistica e invasiva. I servizi infatti scendono nel privato delle vite di tutti gli attori in gioco: vittime, parenti e colpevoli. Gli intervistati sono esperti criminologi. L’italiano parlato esibito e patetico e retorico, condito da stereotipi cro- nastici (es. scena del crimine). Le interviste sono piene di phatos e persino le scritte in sovrimpressione portano la ripetizione al massimo per ribadire al pubblico la crudelta degli eventi.
Sono programmi improntati maggiormente sull’intrattenimento informativo. L’archetipo di questo genere di talk show e Bonta Loro di Maurizio Co- stanzo. I Fatti Vostri ha uno stile familiare e discorsivo. Poi c’`e La Vita in Diretta condotto da Mara Venier, ugualmente discorsivo.
3.8.1 Non `e L’arena
Condotto da Massimo Giletti, e poi concluso nel 2023, era un programma intrattenitivo dove Giletti dialogava con esperti, giornalisti e protagonisti del mondo dello spettacolo sui temi dell’attualita. Gli argomenti non erano banali e trattavano anche il mondo della televisione, accendendo gli animi e avendo conversazioni animose. Il registro era quasi del tutto informale e proprio della chiacchiera televisiva, ma non mancavano voci con registri piu alti.
3.8.2 Che tempo che fa
Doppio conduttore, Fabio Fazio e Luciana Litizzetto, a parte la chiacchiera comico-staritica tra loro due, Fazio dialoga con ospiti acculturati, che vengono dal mondo della cultura, dallo spettacolo, dalla politca o dalla scienza. Con loro il linguaggio diventa colto e non sempre afferrabile dal pubblico, infatti il target e quello di una persona colta di mezza eta. Il canovaccio di Fazio e serio e colto, cosı come lo e il suo parlato, condito da riferimenti culturali come l’eros greco e rispetto per la grammatica. Tuttavia comprende alcuni fenomeni tipici del parlato come i segnali discorsivi (es. voglio dire, sı sı sı...) e colloquialita. Mentre gli ospiti specialisti di scienza e cultura risultano piu colti e seri nel loro parlato, corretto e difficile da afferrare, i politici e i personaggi dello spettacolo mantengono un registro pi`u informale e sciolto.
3.8.3 Le invasioni Barbariche
Conduttrice Daria Bignardi. Intervistava in una puntata varie persone di setto- ri diversi: spettacolo, politica, cultura, in un pacato faccia a faccia ma serrato e semplice, con commenti e ricostruzioni. L’Italiano di Daria e piu orienta- to verso il parlato spigliato, pur mantenendo una correttezza grammaticale, mettendo il congiuntivo al posto giusto.
3.8.4 Le Iene
Notiziario satirico, che fa anche delle inchieste, principalmente votato all’in- trattenimento. I conduttori intrattengono il pubblico tra un servizio e l’altro, anche con l’ausilio di gag, doppi sensi e linguaggio colloquiale sull’asse della diastratia, diafasia e diatopia; inoltre i conduttori sono anche voci fuoricam- po che dialogano con i conduttori ripresi andando a creare dialoghi comici. I servizi sono basati su truffe, abusi e messa in ridicolo di Vip e politici.
tainment cercando di catturare il grande pubblico e quindi andando in onda sui canali generalisti e semigeneralisti. Fanno parte di questo genere anche i quiz che integrano fatti storici o culturali nelle loro domande. I programmi Di Servizio sono programmi con approfondimenti legali o medici che puntano alla consulenza su queste discipline. Mentre il parlato dei documentari e un parla- to trasmesso e quindi simulato, questoe aderente allo standard, mentre varia quello del conduttore, del pubblico e degli intervistati sull’asse della dimesia e diafasia. Generalmente il parlato e corredato da tecnicismi, questi vanno spie- gati al pubblico generalista. Lo stile del conduttoree importante, questo puo essere competente (Albero Angela), un divulgatore effettivo (Piero Angela) o un conduttore piu votato all’intrattenimento (Licia Colo). I programmi della Rai sono perlopiu senza conduttore, con voci fuori campo che narrano le im- magini e approfondiscono con un italiano standard. E una storiografia visiva,che integra anche documenti archiviati e fonti visive con testimoni diretti o indiretti atti a comporre una narrazione. Passato e Presente in onda su Rai3 ha due storici: Paolo Mieli e Sivlia Salvatrici, che intervistano persone famose accanto ai ricercatori che mostrano documentari con le loro voci fuori campo a commentare le immagini. Alessandro Barbero con Dall’Homo Sapiens a Napoleone su Rai3 e Rai- Storia, nonostante appartenga piu al Web, e uno storico medievale molto professionale e famoso che tende ad approfondire i contesti storici in modo accattivante. Non possiamo lasciare indietro i programmi della famiglia di Quark con Piero Angela e il figlio Alberto, programmi come Quark, Superquark, Ulisse e adesso Noos. Il loro modelloe curato, tendente allo stardard con un parlato serio-semplice. Spiegano i tecnicismi o li glossano usando metafore e analogie e usando i deittici nelle immagini (es. questo), usano latinismi ed elativi. In Alberto ci sono frasi scisse e dislocazioni a sinistra. Philippe Daverio, con Passpartout, divulga le arti con un parlato- scritto in studio e uno piu colloquiale nei dialoghi. Evita i tecnicismi e si aiuta tramite metafore e immagini esplicative. Licia Colo con programmi come Il Kilimangiaro programma geografico, ha un italiano parlato basato sullo scritto, controllato e tendente allo standard, senza esitazioni o tratti del parlato. Usa abbodanti aggettivi, metafore e parole evocative per spiegare le scene. I tecnicismi sono spiegati in modo molto semplice.
4 Le fiction
Se in passato lo storytelling era riservato alla poesia, al teatro e alla musica, adesso e espresso anche tramite le Fiction. Nasce dal verbo latino fing˘ere col significato di modellare, immaginare, simulare. Intriso di senso della mimesi, le fiction sono approdate nel mondo audiovisivo diventando una macrogenere, che ha i suoi sottogeneri come la serie, la miniserie, la soap opera, la sit-com, serial, telefilm e sceneggiato. L’anglicismo fictione entrato nell’italiano nel 1963 per poi stabilizzarsi nel 1982 per merito delle soap-opera americane entrate nelle reti italiane. Tutti questi sottogeneri sono caratterizzati da:
Le fiction assolvono il ruolo del teatro, esercitando una funzione identitaria, una mimetico-diegetica e una funzione ludica. Permettono a un pubblico pret- tamente analfabeta e dialettofono di imparare la lingua nazionale, con opere come i Promessi Sposi, e abbattono il vincolo del denaro, mettendo questa cultura alla disponibilit`a di tutti. Gli storici dividono le fiction in 4 periodi: