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appunti del corso utili per esame
Tipologia: Appunti
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Breve storia della Linguistica Luraghi (idea aglutinazione di Bopp)
Coniugazione del presente indicativo di un verbo forte: TEMATICO -> apofonia: alternanza – abbiamo o davanti a morfemi flessivi, cioè desinenze che iniziano con nasale ed e nelle altre desinenze (I.E), in gotico a una e breve dell’indoeuropeo corrisponde una i mentre una o breve in gotico diventa a. Desinenze primarie della coniugazione tematica (attive) il gotico non usa il MI per la prima persona Le desinenze secondarie vengono invece usate con i tempi del passato. L’imperativo ha delle altre desinenza per cui nella seconda singolare avrebbe una e breve che in gotico va via e per le terze persone abbiamo delle desinenze che aggiungono TOD ( imperativo futuro del latino anche) rivedi 5 classe: variazione nella radice per cui dopo la vocale inerente al tema c’è Kw. Mentre nella 1,2,3 classe abbiamo regolarmente grado normale con o e grado zero nel plurale nella 4,5,6 classe il plurale ha una e lunga di origine mooolto discussa. Anche in latino abbiamo alcuni perfetti che si formano con la vocale lunga della radice Raddoppiamento in germanico non lo vedo quasi mia, in gotico nella 7 classe c’è. Raddoppiamento: perfetto I.E. lo troviamo come forma di preterito nel germanico: si prende la prima consonante della radice aggiungiamo vocale breve che spesso è una radice es. Tango, tangi, tegigi (in latino le vocali interne alla parola quando sono brevi passano a e o i in base a sillaba aperta o chiusa, perché nel latino c’è stata una fase di ritrazione dell’accento che ha causato caduta di sillabe interne) In alcune forme il raddoppiamento è giustificato dalla teoria delle LARINGALI (iniziata da Saussure e ripresa da Moller facendo riferimento alla fonologia delle lingue semitiche), ma non è sempre così. Teoria che ha soppiantato quella dello schwa (apofonia: alternanza di vocale lunga e breve che si presenta in modo un po' strano nelle varie lingue es. pater e pitar – laringale 2: uno di quei suoni che ha esito diverso nelle varei lingue -> i in sanscrito, a in greco o latino ) Nella 1 classe vediamo la teoria delle laringali: in germanico dovremmo avere una a ma sparisce (h1 non da colorazione al timbro: fricativa o occlusiva glottidale) E + h1 = diventa vocale lunga
Armaion = oggetto -> elemosina Declinazione come quella che si trova in altre parole es. quino (donna) direttamente confrontabile con l’inglese QUEAN. Sempre vocale O lunga es. tuggo = lingua 2 rotazione consonantica ZUNGE Tema o lunga N una delle possibili avrianti di questo morfema derivazionale
Pai -> te in sanscrito esito dell’indoeuropeo oi pize gen pl -> tesom in sanscrito, der in de perché abbiamo una s sonora in de occidentale diventa r Es, was e were: abbiamo la R perché è un passato e nel plurale IE l’accento slittva sulla desinenza, per legge di verner la s è sonora ma questa in germanico diventa r e quindi abbiamo alternanza s r In gotico abbiamo ancora alternanza tra s sorda e sonora a volte il gotico ha eliminato queste alternanze per analogia. Atti di riferisce izwaram In Himinam = come in tedesco Himmel solo che qui abbiamo un dativo pl quindi è in cieli Pan = then e dann qui singnifica quando (allora che) Nu = adesso (now dall’inglese) Taujas = dittongo ai che viene dalla vocale tematica al grado O + I desinenze secondarie
Declinazione in nasale che in germanico è stata estesa forma individualizzante usata insieme a quel pronome che a volte aveva valore di articolo esempi sulle slide è simile a quando i derivati in ino/one non sempre hanno valore di diminutivo/accrescitivo es. portino, mangione caratterizzato da nom pl di questa flessione di aggettivo che usa un ampliamento in nasale visto che è preceduto dal dimostrativo con valore di articolo taujand = fare alla persona 3 pl = come gli ipocriti fanno AGGETTIVI IN GOTICO Coniugazione debole -> ampliamento in nasale che renda un concetto individualizzante Es. mangiare mangione -> in italiano non abbiamo molti casi tranne one e ino senza valore accresscitivo Doveva essere un procedimento più comune e in germanico ha avuto una diffusione molto ptonunciata tanto da creare 2 paradigmi di flessione aggettivale Si usa quando preceduto dal pronome/agg. Dimostrativo sa/so/pata gli agg. Dimeostrativi hanno un percorso che li fanno diventare articoli. Anche qui assume funzione di articolo nelle altre lingue germaniche è diventato il tema dell’articolo. (ma anche lat ille) FLESSIONE FORTE -> non hanno l’ampliamento in nasale Modificazione con apofonia en/on I.E.-> in/an in germanico Tauian = fare -> si ritrova in inglese tool nome deverbale da un OE taw Vocale tematica al presente alterna e/o breve I.E -> in gotico i/a luraghi da I.e a Gotico TAUIAND => da desinenza o-nti flessione tematica, i cade e t per legge di verner diventa D Flessione atematica la più antica: tra le radici ampliate di un suffisso derivazionale e i morfemi flessivi si è formata la vocale tematica e la flessione tematica di conseguenza. Dativi plurali: gakunpim -> femminile di quiman (qum suggerisce grado zero) che vuol dire venire (kommen, come)
Witi = ottativo 3 sing di wait witum (forma preterito) con significato di presente io so / sappiamo È uno di quei verbi con forma di perfetto ma significato del presente: indicano uno stato che si raggiunge Unwiss = incerto (radice wit – it vedo): ho visto e quindi so Giwiss = certo Otattivo senza vocale tematica perché è una delle poche forme che restano dell’ottativo non tematico Non sappia la tua mano sinistra quello che fa la tua destra hlidumei = la sinistra (da hlid -> lean/lenen) hva = labiovelare di modo fricativo sorda IE =labiovelare occlusiva sorda è uguale al lat. Quod è un pronome interrogativo sanscrito kad = cosa Taujip = fa Taihswo = IE dex… Lat. Dexter, = destra Peina = tua Ei = introduce subordinata o relative se attaccato a pronome che precede Sijai = ottativo di wisan (essere) -> sia So = (saita = that) IE tod IT to (quesTO) Armahairtipa = calco su una parola latina + pa che forma astratto (suffisso) -> misericordia CALCO = miseri-cors lat. Aggettivo composto misericorda (cors = cordia ha dentro la parola di CUORE) Fullhsnja = astratto che vuol dire nascondere da radice filhan Usgibip = gibit da dare ->darà (presente in funzione di futuro: non esiste espressione formale di futuro per il gotico) Brechta (metatesi per l’inglese) = brillare bairhtein La tua misericordia sia nel segreto e il padre tup che vede nel segreto ricompnserà te nella luce Jah = e Pan = allora che (then) Bidjaip = 5cl -> in inglese abbiamo bid che significa offrire, in gotico mantiene significato Ni = non Sijaip = ottativo essere 2 pl (non siate)
Swaswa = come Pai liutans = gli ipocriti Unte = poiché Frijond = amare -> verbo debole 2cl *** Pryd scr = caro Friend e freund sempre da frijond agg., inglese free In Gaquimpim = sinagoghe Bidjan = pregare (amano pregare)*** Waihstam = angoli Plapjo = piazze (prestito) Standandans = stanno Ei Gaumjandau = ottativo passivo = perché siano notati Mannam = dativo = agli uomini Patei = che (that) Haband =
Hugjaip = verbo debole, desinenze secondarie (altrimenti usate per il passato) ma preterito del germanico ha ereditato la forma del perfetto IE che non era propriamente una forma del passato (ma valore di esprimere uno stato) VERBI FORTI = passaggio presente/preterito apofonia luraghi p. K con ^ sopra = dorsale velare palatalizzata, è come se in IPA ci fosse il segno di occlusiva palatale /X/= fricativa velare (applicazione 1 rotazione consonantica al germanico che è una lingua kentum) /N/ prefissata ad aggettivo spostamento di accento grado zero: in germanico ha sviluppato U di appoggio e abbiamo prefisso UN /a/ /o/ lunghe IE O lunga (germanico) /a/ /o/ breve IE A breve (germanico) Ei (si legge “i”)= nelle relative attaccato ad altro es. ik + ei = ikei io che Qemjau quiman (presente) quam (pret. Sing) quemum (pret. Pl.) E di discussa origine 4 classe (anche nella 5 classe la troviamo, anzi, probabilmente viene dalla 5 classe e per analogia la troviamo nella 4) qumans (grado zero: M sillabica che diventa UM in germanico) Ottativo con il tema del PRETERITO + non è tematico, è atematico (suffisso che alternava IE al singolare e I lunga al pl)
Izwis (rivedere 30 min) Patei = introduzione subordinata (questo che) – come forma that dell’inglese (neutro del relativo che assume valore di proposizione subordinante, sebbene non abbiano la stessa funzione: es. l’idea che mi dai è buona – pronome relativo vs l’idea che tu mangi la pizza mi piace – congiunzione subordinante per frase dichiarativa. Quindi CHE in queste frasi non ha lo stesso valore: MANGIARE ha valenza 2 come verbo transitivo tu e pizza , invece DARE ha valenza 3 che, tu, mi ) Usleipip = da *lipan del germanico CAUSATIVO (far fare: laidjan germ. In IE =>lot-eie, abbiamo una D in germanico perché accento cade dopo T e si applica LEGGE DI VERNER) - EN Lead e DE leiten Himins = cielo Jah Airpa = terra Jota = traduce esattamente dal greco (la minima parte di una cosa), perché qui si fa riferimento alla scrittura greca Ains = uno Striks = segno (IT striscia, prestito dal LONGOBARDO con anche la 2 rotazione consonantica a differenza del gotico) DE streichen EN strich Allata = tutto (desinenza nominantivo singolare neutro di alls) Wairpip = diventare (DE werden, si trova anche in sanscrito e latino, in italiano è diventato vertere – quindi con altro significato)
Saei = SA + EI (pronome neutro + che) colui che Nu = clitico rispetto alla parola che precede (in italiano l’ordine sarebbe al contrario) Anabusne = gen plurale anabum, dal verbo comandare anabiudan (comandamento)