Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


appunti modulo C (gotico), Appunti di Glottologia

appunti del corso utili per esame

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 11/09/2022

matilde-mottadelli
matilde-mottadelli 🇮🇹

4.8

(12)

19 documenti

1 / 15

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
GOTICO
Alfabeto di Wulfila: prende lettere da diversi alfabeti
Traslitterazione
Wulfila = corrente ariana
Processi fonologici.
Occlusive/fricative sonore:
<b>, <d> e <g> sono fricative sonore [B], [D], [G] all’interno di parola in posizione postvocalica
(anche dopo dittongo), mentre altrove (cioè all’inizio di parola e dopo altra consonante) sono
occlusive sonore;
Desonorizzazione delle fricative finali.
La scrittura consente di osservare un fenomeno di desonorizzazione delle fricative sonore [B], [D],
[z] in fine di parola dopo vocale o prima di –s finale > risp. [!] > [f], [θ], [s], ad es.:
giban [giBan] “dare”/ gaf [ga!]< *gaB “diede”
bidjan [biDjan] “chiedere” / baþ < *baD “chiese”
mawi “ragazza” / gen.sg.: maujos < *maujoz.
Tuttavia <g> non presenta graficamente la stessa alternanza (cioè resta -<g> anche in fine di
parola); alcuni pensano che, nonostante la mancanza di evidenza grafica, anche in questi casi <g>
corrispondesse a [x]2
Frattura (Brechung) di /i/ e /u/.
<þuhta> = [Tūxta] “sembrai” perf. di <þugkjan> = [Tugkjan] “sembrare”
a tutte le */e/ brevi di origine i.e.: germ. *etanan > got. itan “mangiare”, tuttavia questa /i/ sorta da
*/e/ si apre in <ai> [E], se seguita da /r/, /h/ e /hw/: germ. *beranan > got. baíran “portare”
(Kieckers, p. 17). Lo aated. neman “prendere”: ind.pres. 2, 3sg./1plur.: nimis, nimit /nemamēs. In
gotico il fenomeno è esteso
Es.: <þahta> = [Tāxta] “pensai” perf. di <þagkjan> = [TaNkjan] “pensare”;
germaniche. In gotico evidentemente è introdotto dai sostenitori di <ai> dittongo. In gotico vale per
tutte le /i/ e /u/ brevi
Il termine frattura indica un dittongamento metafonetico presente in varia misura nelle lingue
In germanico comune i.e. */e/ > */i/ in alcuni casi, ad es. per metafonia da /i/ o /j/ della sillaba
successiva:
Perdita di /n/ davanti a /h/, con allungamento di compenso della vocale precedente.
Riguarda anche altre lingue germaniche. Allungamento di compenso = per perdita nasale rivedi
Però in sillaba mediana davanti a /r/ anche */i/ > got. a: *kwo-tero-s > germ. *xwaþeraz > ƕaþar.
stesso avviene nel caso di /u/, ad es. germ. *wurDan > got. waúrd [O] “parola”.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff

Anteprima parziale del testo

Scarica appunti modulo C (gotico) e più Appunti in PDF di Glottologia solo su Docsity!

GOTICO

Alfabeto di Wulfila: prende lettere da diversi alfabeti

 Traslitterazione

Wulfila = corrente ariana

Processi fonologici.

Occlusive/fricative sonore:

, e sono fricative sonore [B], [D], [G] all’interno di parola in posizione postvocalica

(anche dopo dittongo), mentre altrove (cioè all’inizio di parola e dopo altra consonante) sono

occlusive sonore;

Desonorizzazione delle fricative finali.

La scrittura consente di osservare un fenomeno di desonorizzazione delle fricative sonore [B], [D],

[z] in fine di parola dopo vocale o prima di –s finale > risp. [!] > [f], [θ], [s], ad es.:

giban [giBan] “dare”/ gaf [ga!]< *gaB “diede”

bidjan [biDjan] “chiedere” / baþ < *baD “chiese”

mawi “ragazza” / gen.sg.: maujos < *maujoz.

Tuttavia non presenta graficamente la stessa alternanza (cioè resta - anche in fine di

parola); alcuni pensano che, nonostante la mancanza di evidenza grafica, anche in questi casi

corrispondesse a [x]

Frattura (Brechung) di /i/ e /u/.

<þuhta> = [Tūxta] “sembrai” perf. di <þugkjan> = [Tugkjan] “sembrare”

a tutte le */e/ brevi di origine i.e.: germ. *etanan > got. itan “mangiare”, tuttavia questa /i/ sorta da

*/e/ si apre in [E], se seguita da /r/, /h/ e /hw/: germ. *beranan > got. baíran “portare”

(Kieckers, p. 17). Lo aated. neman “prendere”: ind.pres. 2, 3sg./1plur.: nimis, nimit /nemamēs. In

gotico il fenomeno è esteso

Es.: <þahta> = [Tāxta] “pensai” perf. di <þagkjan> = [TaNkjan] “pensare”;

germaniche. In gotico evidentemente è introdotto dai sostenitori di dittongo. In gotico vale per

tutte le /i/ e /u/ brevi

Il termine frattura indica un dittongamento metafonetico presente in varia misura nelle lingue

In germanico comune i.e. */e/ > */i/ in alcuni casi, ad es. per metafonia da /i/ o /j/ della sillaba

successiva:

Perdita di /n/ davanti a /h/, con allungamento di compenso della vocale precedente.

Riguarda anche altre lingue germaniche. Allungamento di compenso = per perdita nasale rivedi

Però in sillaba mediana davanti a /r/ anche */i/ > got. a: *kwo-tero-s > germ. *xwaþeraz > ƕaþar.

stesso avviene nel caso di /u/, ad es. germ. *wurDan > got. waúrd [O] “parola”.

Legge di Verner.

Le fricative sorde /f T x s/ sorte da i.e. /p t k s/ per la legge di Grimm rimangono tali se l’accento

indoeuropeo cadeva sulla vocale immediatamente precedente; negli altri casi sono diventate

fricative sonore /B D G z/, ess.:

i.e. *septúm (IPA [sep'tì])3 > got. sibun;

i.e. *wēntós > got. winds;

scr. bhárase, rispetto a got. baíraza sonora perché l’accento non cade nella vocale immediatamente

precedente (2sg. Medio*, passivo in got., di baíran “portare”); la /s/ i.e. si è sonorizzata perché

l’accento i.e. non cadeva sulla vocale immediatamente precedente;

scr. yuvaśás, rispetto a protogerm. (contratto da *i.e. juw kós > *juvunGás4) *junGás > got. juggs

“giovane”; il comparativo juhiza conferma che la radice i.e. conteneva la velare sorda.

Si deve comunque osservare che in gotico la legge di Verner trova minore applicazione che altrove,

e talvolta si manifestano incertezze, ad es. il verbo aih “possedere” alla 1plur. presenta sia la forma

aigum(con applicazione della LdV), sia aihum (senza LdV). Questa particolarità del gotico è stata

spiegata facendo ricorso a livellamenti analogici.

*MEDIO = diatesi ricostruita per I.E. -> azione che coinvolge chi la compie es. mi lavo in alcune

lingue ha assunto anche valore passivo come per il GOTICO (anche LATINO es. le mele si

raccolgono ). Forma che ha valore passivo senza ausiliare.

Legge di Verner responsabile dell’ alternanza grammaticale -> in un paradigma possiamo avere

forme con la sorda e con la sonora. Causativo = far fare qualcosa (in IT espressione perifrastica) ma

per indoeuropeo posso ricostruire forma che aveva un grado particolare con la O es. sit, sat

Mutamenti consonantici

Germanico = accento sulla 1 sillaba -> sincopi e apocopi

*-m finale indoeuropea diventa germ. *–n e scompare eccetto che in monosillabi accentati con

vocale breve: got. ƕan “quando”, cfr. lat. QUOM > CUM, ma in tutti gli altri casi, germ. *-n finale

scompare, ad es.: i.e. *krnom > germ. xurnan > got. haurn “corno”; accusativo sing. got. akr

“campo”, rispetto a lat. (camp)um; got. þo rispetto a scr. tám (acc.sg.f. del pronome di III persona sa

/so /þata).

Scompaiono le dentali finali i.e., tranne che in monosillabi con vocale breve, ad es. i.e. *ad > got. at

“a, presso”, o quando protette da una particella: got. þat-a (neutro sg. del pronome di III persona

sa /so /þata), cfr. scr. tád. In tutti gli altri casi le dentali finali sono scomparse in germanico: got.

bairai “che egli porti”, rispetto a scr. bháret. ( es. sardo conserva consonante finale latino per

aggiunta nucleo sillabico: cantas – kantaza, cantat- cantada)

IE *-s in germanico talora era rimasta, oppure si sonorizzava in –z per la legge di Verner quando

non è preceduta da sillaba accentata; nel germanico settentrionale e occidentale era rimasta e si era

estesa per livellamento analogico(cambio di accento), poi passata a –r; in gotico invece diventa in

tutti i casi –s per rafforzamento della consonante finale (cfr. Mastrelli p. 110-111); in gotico *–ns

rimane: i.e. *dhogwhos (derivato di *dhegwh- “bruciare”) > germ. *DaGaz > got. dags “giorno”;

accusativo pl. dagans.

DESINENZE:

 PRIMARIE: per i tempi del presente

 SECONDARIE : per i tempi del passato

Breve storia della Linguistica Luraghi (idea aglutinazione di Bopp)

Bopp= nelle desinenze vede quello che restava di antichi pronomi

Quelle primarie di desinenza si son formate dalle secondarie + i -> la i= riferimento al presente

 Caduta delle vocali breve e abbreviamento

Flessione dei nomi (164 luraghi)

 TEMATICA: tra radice e desinenze della flessione nominale viene inserita vocale tematica

(e/o breve)

 ATEMATICA: apofonia al genitivo

Coniugazione del presente indicativo di un verbo forte: TEMATICO -> apofonia: alternanza – abbiamo o davanti a morfemi flessivi, cioè desinenze che iniziano con nasale ed e nelle altre desinenze (I.E), in gotico a una e breve dell’indoeuropeo corrisponde una i mentre una o breve in gotico diventa a. Desinenze primarie della coniugazione tematica (attive)  il gotico non usa il MI per la prima persona Le desinenze secondarie vengono invece usate con i tempi del passato. L’imperativo ha delle altre desinenza per cui nella seconda singolare avrebbe una e breve che in gotico va via e per le terze persone abbiamo delle desinenze che aggiungono TOD ( imperativo futuro del latino anche) rivedi 5 classe: variazione nella radice per cui dopo la vocale inerente al tema c’è Kw. Mentre nella 1,2,3 classe abbiamo regolarmente grado normale con o e grado zero nel plurale nella 4,5,6 classe il plurale ha una e lunga di origine mooolto discussa. Anche in latino abbiamo alcuni perfetti che si formano con la vocale lunga della radice Raddoppiamento in germanico non lo vedo quasi mia, in gotico nella 7 classe c’è. Raddoppiamento: perfetto I.E. lo troviamo come forma di preterito nel germanico: si prende la prima consonante della radice  aggiungiamo vocale breve che spesso è una radice es. Tango, tangi, tegigi (in latino le vocali interne alla parola quando sono brevi passano a e o i in base a sillaba aperta o chiusa, perché nel latino c’è stata una fase di ritrazione dell’accento che ha causato caduta di sillabe interne) In alcune forme il raddoppiamento è giustificato dalla teoria delle LARINGALI (iniziata da Saussure e ripresa da Moller facendo riferimento alla fonologia delle lingue semitiche), ma non è sempre così. Teoria che ha soppiantato quella dello schwa (apofonia: alternanza di vocale lunga e breve che si presenta in modo un po' strano nelle varie lingue es. pater e pitar – laringale 2: uno di quei suoni che ha esito diverso nelle varei lingue -> i in sanscrito, a in greco o latino ) Nella 1 classe vediamo la teoria delle laringali: in germanico dovremmo avere una a ma sparisce (h1 non da colorazione al timbro: fricativa o occlusiva glottidale) E + h1 = diventa vocale lunga

Armaion = oggetto -> elemosina Declinazione come quella che si trova in altre parole es. quino (donna) direttamente confrontabile con l’inglese QUEAN. Sempre vocale O lunga es. tuggo = lingua2 rotazione consonantica ZUNGE Tema o lunga N  una delle possibili avrianti di questo morfema derivazionale

  • Apofonia eliminata a vantaggio del solo grado lungo Si trova anche in altri temi dove abbiamo però anche l’alternanza apofonica guman = uomo (lo troviamo anche in latino con esito fonologico diverso -> homo per evoluzione fonologica regolare, anche in italiano abbiamo alternanza apofonica tra uomo e uomini: o al singolare riflette l’antico singolare nominativo con o lunga e in riflette il latino del plurale) Huna = gallo  xanon germanico  indoeuropeo occlusiva velare sorda (K) kano ( da qui IT canto) – kano, kanis, kekini. Vocale breve -> viene da una vocale lunga di 2 more Genitivo non si pare da hon ma per apofonia si parte da han e abbiamo regolarmente hanis in gotico Dativo aveva forma di locativo con desinenza i brreve finaler che è caduta Accusativo potrebbe essere da grado normale con hon (vocale breve o +n) => desinenza dell’accusativo m sillabica che diventa n in fine di parola + u ma in gotico va via tutto perché cade vocale plurale Plurale N: regolare Gen plurale: hon diventa hin  non si sa bene perché: ma anche gen pl di Dags diventa Dage (nelle altre lingue IE abbiamo una O lunga o breve, qui una E lunga, non è chiaro cosa sia successo) Dat pl: hanan miz nelle altre IE (Schleiter si basava su questa desinenza che compare come th o come m in alcune lingue e ha diviso così le lingue IE. Es latino bus – omnibus = tram a cavalliautobus/bus ) Armaio= genralizzato grado lungo, abbiamo sempre o seguito da N dove si può => è connesso a izwara: aggettivo possessivo Izwara è derivato dal pronome di 2 plurale IUS (voi, en YOU, de IHR) partendo da IU + SIS -> metatesi NI = Negazione che corrispinde all’antica indoeuropea NE. In de e en sono state eliminate a vantaggio di forme che hanno incorporato un nome generico (non cosa) – na uicht ne wicht  fenomeni molto frequesti questi di rafforzamento della negazione -> elemento negativo non ritenuto più sufficiente allora viene rafforzato con un altro elemento, allora antica negazione si fonde con un altro elemento (non da ne oinom – antica forma di unum, oppure nihl = ninte in latino da ne hilom) : CICLO DI JASPERSEN (nome da un linguista molto famoso)
  • Anche in una serie di varietà dialettali in cui oggi la negazione si mette dopo il verbo si è passati per una doppia negazione con il ciclo di Jaspers TAUJAN: non è come do (anche se significa fare) in en è toh e tool, è una radice diversa da quella di do che è come tedesco tun (en occlusiva sonora IE occlusiva aspirata sonora, in latino come fricative a inizio di parola feci = ho fatto ). Se non avessimo le leggi fonetiche andremmo ad associarlo a TUN ma non è possibile, dopo che abbiamo imparato come si usa il metodo comparativo alcune comparazioni, per quanto simili possano sembrare, vanno scartate perché non sono più compatibili a luce delle leggi. Le etimologie si fanno in modo molto meccanico

Pai -> te in sanscrito esito dell’indoeuropeo oi pize gen pl -> tesom in sanscrito, der in de perché abbiamo una s sonora in de occidentale diventa r Es, was e were: abbiamo la R perché è un passato e nel plurale IE l’accento slittva sulla desinenza, per legge di verner la s è sonora ma questa in germanico diventa r e quindi abbiamo alternanza s r In gotico abbiamo ancora alternanza tra s sorda e sonora a volte il gotico ha eliminato queste alternanze per analogia. Atti di riferisce izwaram In Himinam = come in tedesco Himmel solo che qui abbiamo un dativo pl quindi è in cieli Pan = then e dann  qui singnifica quando (allora che) Nu = adesso (now dall’inglese) Taujas = dittongo ai che viene dalla vocale tematica al grado O + I  desinenze secondarie

  • Modo ottativo: in IE oltre all’indicativo e all’impertivo abbiamo congiuntivo (modo della volontà) ed ottativo (modo del desiderio e possibilità). Dipartizione che in molte lingue non rimane  SINCRETISMO ottativo in gotico ha anche le funzioni del congiuntivo ( in latino il congiuntivo ha la forma di un antico ottativo, in vedico li abbiamo entrambi ma in sancrtito classico solo ottativo con le 2 funzioi)
  • Ottativo ie che alterna con i  in latino abbiamo ancora cong. Pres di essere siem che alternava con simus (che io sia)
  • ma era usato per i verbi tematici: vocale tematica O + i => AI in germaico questo modo usava le desinenze secondarie, quindi abbiamo taujais come bairan (portare) -> si ritrova in antico indiano con oi che monottonga in E, la 1 sing è un po' strana perché oi doveva essere seguito da M sonante con funzioni dell m ma anche nucleo sillabico e allora abbiamo um e in fine di parola m =n e rimane bairau (berau pronuncia)  valore di congiuntivo = quando fai l’elemosina ni haurnjais -> haurn che significa corno: verbo che dervia da questo nome e significa suonare il corno/strombazzare valore di imperativo negativo = non fare chiasso Faura = davanti/pro Pus= dativo del pronome pu (cioè tu) Swaswe = come Pai = nom pl di du Liutans= ipocriti Quando c’è il pronome pai l’aggettivo come succede in tedesco con l’articolo l’aggettivo assume una declinazione diversa ( declinazione debole )

Declinazione in nasale che in germanico è stata estesa  forma individualizzante usata insieme a quel pronome che a volte aveva valore di articolo esempi sulle slide è simile a quando i derivati in ino/one non sempre hanno valore di diminutivo/accrescitivo es. portino, mangionecaratterizzato da nom pl di questa flessione di aggettivo che usa un ampliamento in nasale visto che è preceduto dal dimostrativo con valore di articolo taujand = fare alla persona 3 pl = come gli ipocriti fanno AGGETTIVI IN GOTICO Coniugazione debole -> ampliamento in nasale che renda un concetto individualizzante Es. mangiare mangione -> in italiano non abbiamo molti casi tranne one e ino senza valore accresscitivo Doveva essere un procedimento più comune e in germanico ha avuto una diffusione molto ptonunciata tanto da creare 2 paradigmi di flessione aggettivale Si usa quando preceduto dal pronome/agg. Dimostrativo sa/so/pata  gli agg. Dimeostrativi hanno un percorso che li fanno diventare articoli. Anche qui assume funzione di articolo nelle altre lingue germaniche è diventato il tema dell’articolo. (ma anche lat ille) FLESSIONE FORTE -> non hanno l’ampliamento in nasale Modificazione con apofonia en/on I.E.-> in/an in germanico Tauian = fare -> si ritrova in inglese tool nome deverbale da un OE taw Vocale tematica al presente alterna e/o breve I.E -> in gotico i/a luraghi da I.e a Gotico TAUIAND => da desinenza o-nti flessione tematica, i cade e t per legge di verner diventa D Flessione atematica la più antica: tra le radici ampliate di un suffisso derivazionale e i morfemi flessivi si è formata la vocale tematica e la flessione tematica di conseguenza. Dativi plurali: gakunpim -> femminile di quiman (qum suggerisce grado zero) che vuol dire venire (kommen, come)

  • Occlusive sonore diventate sorde
  • Labiovelare
  • Plurale del preterito come nella 5 classe (giban, gaf, gebum, gibans) ma qui abbiamo il grado zero qumans Formazione nominale con GA (nel tedesco ge dei participi passati) poi abbiamo pi =con-ven-tio => sinagoga (un posto Dove si viene insieme) K dovrebbe diventare una fricativa sorda ma diventa sonora  qualcosa di simile alla òegge di verner: elemento clitico (privo di accento) questo avrebbe innescato un procedimento tipo Verner Garunsim = radice rinnan di correre -> luoghi dove si corre insieme (strade)

Witi = ottativo 3 sing di wait witum (forma preterito) con significato di presente  io so / sappiamo È uno di quei verbi con forma di perfetto ma significato del presente: indicano uno stato che si raggiunge  Unwiss = incerto (radice wit – it vedo): ho visto e quindi so  Giwiss = certo Otattivo senza vocale tematica perché è una delle poche forme che restano dell’ottativo non tematico Non sappia la tua mano sinistra quello che fa la tua destra hlidumei = la sinistra (da hlid -> lean/lenen) hva = labiovelare di modo fricativo sorda  IE =labiovelare occlusiva sorda è uguale al lat. Quod è un pronome interrogativo sanscrito kad = cosa Taujip = fa Taihswo = IE dex… Lat. Dexter, = destra Peina = tua Ei = introduce subordinata o relative se attaccato a pronome che precede Sijai = ottativo di wisan (essere) -> sia So = (saita = that) IE tod IT to (quesTO) Armahairtipa = calco su una parola latina + pa che forma astratto (suffisso) -> misericordia CALCO = miseri-cors lat. Aggettivo composto misericorda (cors = cordia ha dentro la parola di CUORE) Fullhsnja = astratto che vuol dire nascondere da radice filhan Usgibip = gibit da dare ->darà (presente in funzione di futuro: non esiste espressione formale di futuro per il gotico) Brechta (metatesi per l’inglese) = brillare bairhtein La tua misericordia sia nel segreto e il padre tup che vede nel segreto ricompnserà te nella luce Jah = e Pan = allora che (then) Bidjaip = 5cl -> in inglese abbiamo bid che significa offrire, in gotico mantiene significato Ni = non Sijaip = ottativo essere 2 pl (non siate)

Swaswa = come Pai liutans = gli ipocriti Unte = poiché Frijond = amare -> verbo debole 2cl *** Pryd scr = caro Friend e freund sempre da frijond agg., inglese free In Gaquimpim = sinagoghe Bidjan = pregare (amano pregare)*** Waihstam = angoli Plapjo = piazze (prestito) Standandans = stanno Ei Gaumjandau = ottativo passivo = perché siano notati Mannam = dativo = agli uomini Patei = che (that) Haband =

LARINGALI = rispiegate all’inizio di questa lezione

Sintagma = insieme di parole

Jah = e

pan = allora

bindjaip = ottativo tematico 2classe (vocale tematica o + i caratteristica dell’ottativo) -> pregare

  • Beodan -> bieten = offrire
  • Biudan = comandare got. -> inglese vorbid (bhuedh = stessa radice di Buddha)

LEGGE DI GRASSMAN = raddoppiamento tipico del perfetto IE  se in 2 sillabe successive la 1

perde l’aspirazione: non funziona in tutte le lingue IE (per il germanico non funziona)

Sijaip

Unte

Frijond = flessione debole (no apofonia)

Usfulljan = da fulls pieno (fill, fuellen) = completare

Non sono venuto per distruggere ma per completare

Ultima parte della lezione ha spiegato THAT: pronome dimostrativo  pronome relativo neutro 

frase relativa  frase dichiarativa

Cap7 GS valenza: quanti elementi vanno aggiunti

Hugjaip = verbo debole, desinenze secondarie (altrimenti usate per il passato) ma preterito del germanico ha ereditato la forma del perfetto IE che non era propriamente una forma del passato (ma valore di esprimere uno stato) VERBI FORTI = passaggio presente/preterito apofonia luraghi p. K con ^ sopra = dorsale velare palatalizzata, è come se in IPA ci fosse il segno di occlusiva palatale  /X/= fricativa velare (applicazione 1 rotazione consonantica al germanico che è una lingua kentum) /N/ prefissata ad aggettivo spostamento di accento  grado zero: in germanico ha sviluppato U di appoggio e abbiamo prefisso UN /a/ /o/ lunghe IE  O lunga (germanico) /a/ /o/ breve IE  A breve (germanico) Ei (si legge “i”)= nelle relative attaccato ad altro es. ik + ei = ikeiio che Qemjau  quiman (presente) quam (pret. Sing) quemum (pret. Pl.) E di discussa origine 4 classe (anche nella 5 classe la troviamo, anzi, probabilmente viene dalla 5 classe e per analogia la troviamo nella 4) qumans (grado zero: M sillabica che diventa UM in germanico) Ottativo con il tema del PRETERITO + non è tematico, è atematico (suffisso che alternava IE al singolare e I lunga al pl)

  • Lo troviamo anche nel congiuntivo latino arcaico ( siem, sim)
  • Troviamo l’alternanza anche nell’ottativo classico del sanscrito siem/sium Gatairan = strappare con prefisso GA che in gotico si trova in diversi verbi e in IE dovrebbe corrispondere a COM (in tedesco è stato fissato per la formazione del participio passato) Witop = LEGGE (da wait/witum = sapere, forma di preterito ma significato di un presente, con stessa radice del verbo vedere “ ho visto quindi so” ) Sunus = apofonia sulla forma del nome (temi in nasale dove il morfema del tema in nasale alterna EN, ON, N – attan/attin = padre) !! se in sanscirot abbiamo E O in altre lingue europee abbiamo un dittongo Usfulljan = fill/full EN e DE füllen ( metafonesi : vocale anteriore labializzata, eliminata in inglese la labializzazione, solo vocali anteriori)

Izwis (rivedere 30 min) Patei = introduzione subordinata (questo che) – come forma that dell’inglese (neutro del relativo che assume valore di proposizione subordinante, sebbene non abbiano la stessa funzione: es. l’idea che mi dai è buona – pronome relativo vs l’idea che tu mangi la pizza mi piace – congiunzione subordinante per frase dichiarativa. Quindi CHE in queste frasi non ha lo stesso valore: MANGIARE ha valenza 2 come verbo transitivo tu e pizza , invece DARE ha valenza 3 che, tu, mi ) Usleipip = da *lipan del germanico  CAUSATIVO (far fare: laidjan germ. In IE =>lot-eie, abbiamo una D in germanico perché accento cade dopo T e si applica LEGGE DI VERNER) - EN Lead e DE leiten Himins = cielo Jah Airpa = terra Jota = traduce esattamente dal greco (la minima parte di una cosa), perché qui si fa riferimento alla scrittura greca Ains = uno Striks = segno (IT striscia, prestito dal LONGOBARDO con anche la 2 rotazione consonantica a differenza del gotico) DE streichen EN strich Allata = tutto (desinenza nominantivo singolare neutro di alls) Wairpip = diventare (DE werden, si trova anche in sanscrito e latino, in italiano è diventato vertere – quindi con altro significato)

Saei = SA + EI (pronome neutro + che)  colui che Nu = clitico rispetto alla parola che precede (in italiano l’ordine sarebbe al contrario) Anabusne = gen plurale anabum, dal verbo comandare anabiudan (comandamento)

  • IE bheud -> san. Bodati (legge di Grassman non vale nel germanico altrimenti avremmo trovato una P e non una B) Qenais = in dativo e genitivo dittongo e anche in sanscrito succede la stessa cosa solo al femminile (non al maschile) Minnistono = superlativo di qitinis (piccolo)  minimo Lasjai = ottativo di laisjan verbo debole 1 cl che viene dal germanico *laizian (CAUSATIVO: grado O della radice + accento morfema derivazionale. Gotico ha eliminato alternanza sorda sonora della /S/)  nelle altre lingue germaniche abbiamo S sonora che diventa R (DE lehre) Minnista = nominativo aggettivo debole di piccolo Haitada = forma media (passivo) di haitan che è un verbo della 7 classe  RADDOPPIAMENTO DEL PRETERITO ( heißen del tedesco) Chi rompe uno di questi comandamenti più piccoli e insegna cosi agli uomini Giardino -> palatalizzazione da GARDINO passando dal francese