


Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Appunti lezioni tenute dal professore Liborio su Pavese.
Tipologia: Appunti
1 / 4
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!



Cesare Pavese (si suicidò tra la notte del 27 e 28 Agosto del 1950, in una camera d’albergo presso la città di Torino, nonostante vivesse e lavorasse nel capoluogo piemontese e avesse appena vinto il premio Strega, nell’Aprile dello stesso anno, scrivendo nel suo diario “A Roma, apoteosi”) e Calvino (lezione XIII Filologia). Egli nacque nel 1908 a Santo Stefano Belpoggi, il padre morì a causa di un tumore al cervello, in seguito si trasferiranno a Torino insieme alla sorella maggiore, divenuta poi Maria Sini, e alla madre; dopo aver frequentato il biennio ginnasio s’iscrisse presso il liceo d’Azelio, sezione moderna, quindi interessandosi alle lingue e alla cultura greca (ma non studiando effettivamente la grammatica greca), laureandosi poi nel 1930 con una tesi su Walt Withman, rielaborata e ripubblicata da editori successivi (nel 2006). Nella discussione di quest’ultima sarà costretto a farlo con uno studioso francese, quindi disinteressato alla trattazione di tematiche prettamente inglesi, in particolar modo americane. Nel 1933 pubblicherà “Poesia del far poesia” rifacendosi proprio a quelle che erano state le tematiche trattate nella sua tesi Tra i componimenti più celebri di Withman (ripreso poi nel corso del ventennio fascista) c’è “O capitano, mio capitano” rese celebre dal gruppo di “death poets”, aggiungendo poi “Song of Myself”, costruendo una nazione nascente, quei poeti maledetti erano gli stessi che avevano vissuto la degenerazione della poesia arrivando alla stesura de “I fiori del male” di Boudlaire. Eppure Pavese valutò quella frattura di Withman in maniera differente, lui che divenne uno studioso e traduttore (tra queste quelle di “Moby Dick”), venne poi arrestato nel maggio del 1935 in quanto denunciato (successivamente arrestato, prima chiuso presso il carcere di Torino, poi presso “Regina Coeli” a Roma e infine in Calabria a Brancaleone) per la detenzione non personale, ma appartenente a soggetti terzi (tra cui Tina, insegnate di matematica di cui si era invaghito), aveva concluso il suo libro “Lavorare stanca” ma questo venne sottoposto a un controllo censorio, nel marzo del 1936 chiese grazia a Mussolini, uscendo da quella condizione di confinamento politico. Dopo questa esperienza inizierà a scrivere in prosa a partire dal 1939, il primo pubblicato per Einaudi nel 1941 con “Paesi tuoi” (avvicinandosi a Verga, in quanto riprende una serie di tematiche rurali), nello stesso periodo realizzerà l’Antologia americana in collaborazione con Vittorini, si tratta di un’operazione letteraria, ma anche politica in quanto erano pur sempre controllati dalla censura (con Zappa). Nel 1943 ripubblicò “Lavorare stanca”, seguiranno nel 1947 “Il compagno e “Dialoghi con Leuco”, poi nel 1948 “La casa in collina” e nel 1950 “La luna e i falò”. Segue tra i componimenti poetici “ Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (con La terra e la morte, componimento scritto per l’attrice Costanz ), l’obbiettivo finale era quello di costruire un canzoniere (unendo più componimenti poetici) alla stregua di quello di Petrarca, per farlo impiegherà ben 10 anni; i due piccoli canzonieri sono stati realizzati uno nel 1945 e l’altro nel 1950, impiegando un mese per ciascuno di essi, si tratta di testi postumi non pubblicati da Pavese. Per Bianca Carufi, donna siciliana, scriverà “La terra e la morte” (i materiali preparatori sono andati perduti, pubblicate per le “Tre Venezie”, accompagnando il tutto con sigillo d’autore, mentre “Verrà la morte” sono state pubblicate postume (così come lo è stato il diario, nel 1952 e le poesie giovanile e le rifiutate de “Lavorare stanca”). Bisogna chiedersi cosa abbai formato Pavese, gli studi e le traduzioni del nord americano, scrivendo poi le novellette dialettali (esperimenti linguistici) per poi arrivare alla scrittura della porno-teca (1943, racchiudendo canzoni e ballate), ma i materiali inerenti a questa produzione sono andati perduti. (Lezione II) “Prima che il gallo canti” ‘in relazione alla Passione di Cristo, anticipando quello che fu il tradimento del figlio di Dio da parte do Giuda; l’attesa dell’alba da un lato, il tradimento dall’altro, due elementi coerenti con la biografia dell’autore riportata nella “Casa in Collina” pubblicato nel 1948, raccontando il periodo della Seconda Guerra Mondiale, preparandosi allo sbarco degli Alleati mentre il territorio appartenente alla parte settentrionale della penisola era protetto dai partigiani, pur di difenderlo dal dominio tedesco, furono molti coloro che parteciparono alla resistenza, Pavese si sottrasse davanti a tale guerra civile (credeva che questa non avrebbe portato alla pace). Ne “La luna e i falò”, ultimo dei suoi
romanzi, uomo che di fronte ad un uomo repubblichino, fazione opposta (ponendo gli uomini sullo stesso piano) prese consapevolezza della violenza che si nasconde dietro la guerra civile. Pavese scrisse la prefazione del “Sentiero dei ragni” di Italo calvino, mettendo il romanzo in relazione con la poetica di Ariosto, in particolar modo trovando una correlazione con l’Orlano Furioso, quest’ultimo, insieme a Massimo Mila si occuperanno della pubblicazione postuma di “Verrà la morte” e lo faranno nel 1951, l’anno prima l’autore si era suicidato. Questi avevano ripreso una cartellina custodita presso la sede Einaudi, scelsero come titolo quello del primo componimento composito, diviso in due parti, si tratta di un testo composito “La terra e la morte” per un totale di 9, la seconda “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” per un totale di 11 (arrivando a 20 componimenti, diversi per genesi, storia editoriale e destinatario), questa fu una divisione ben visibile all’interno del componimento, ed è stata mantenuta nelle pubblicazioni successive
da alcuni studiosi dell’università della Sardegna). “Lavorare stanca” presenta due differenti edizioni, nella prima sono presenti ben 45 componimenti (edizione Solaria, pubblicata nel 1936), rispettando in parte la disposizione cronologica, la seconda ne riporta ancor più, circa 70 (Einaudi 1943, stessa versione che circolerà fino al 1998), in tale occasione recuperò tre delle quattro censurate in precedenza, per aggiungere altre 28 poesie, queste sono state raggruppate in sezioni tematiche, perdendo quella che era la disposizione cronologica della precedente. Una serie di differenze che possono essere messe in risalto mediante il confronto delle due: l’ultima poesia della II edizione ha come protagonista nuovamente quell’uomo solo, si tratta de lo “ Steddazzu ” ovvero “Stella del mattino ” (il titolo è stato riportato in calabrese, tanto che il titolo rifiutato avrebbe previsto la presenza di un titolo indeterminativo sincopato “U”, composto nel Gennaio del