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Appunti neurologia generali, Dispense di Neurologia

Appunti generali neurologia per infermieristica

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 18/04/2020

marika-ruggiero-1
marika-ruggiero-1 🇮🇹

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NEUROLOGIA
CENNI DI STRUTTURA DELL’ENCEFALO
L’Encefalo è suddiviso in due emisferi dalla scissura interemisferica (Longitudinale),
al suo interno sono presenti 4 cavità dette ventricoli encefalici (destro, sinistro, 3°,
4°).
Suddividiamo l’encefalo in LOBI PRINCIPALI:
LOBO FRONTALE: posizionato anteriormente e separato dal parietale tramite
la scissura di Rolando. Al suo interno distinguiamo alcune aree funzionali :
L’area motoria primaria, l’area sensitiva primaria, l’area di Broca, e l’area di
Vernicke. (Nei destrimani l’area di Broca e di Vernicke si trovano nell’emisfero
sinistro che quindi chiamamiamo dominante).
LOBO TEMPORALE: posto lateralmente
LOBO PARIETALE.
LOBO OCCIPITALE: area visiva.
NEUROFISIOLOGIA DEL MOVIMENTO
L’impulso nervoso motorio nasce da un PRIMO MOTONEURONE, che si trova nella
CORTECCIA MOTORIA PRIMARIA. (Il segnale si incrocia controlateralmente a livello
del BULBO) Il primo motoneurone sinapta con un secondo motoneurone localizzato
nelle CORNA ANTERIORI DELLA SOSTANZA GRIGIA DEL MIDOLLO SPINALE a livello
dei plessi spinali (cervicale C4-T1; LOMBOSACRALE T12-S1), il quale a sua volta
sinapta con una fibrocellula muscolare, e grazie alla liberazione della ACETILCOLINA,
determina l’apertura dei canali del CALCIO innescando di conseguenza la
contrazione muscolare.
LESIONE MIDOLLARE
Se in un paziente abbiamo una lesione midollare causata da un trauma alla colonna
vertebrale localizzata tra i due plessi spinali (tra il cervicale e il lombare) potremo
avere una PARAPARESI (deficit di forza parziale degli arti inferiori) o una
PARAPLEGIA (un deficit di forza totale degli arti inferiori). Se invece il trauma e
quindi la lesione midollare avviene al di sopra del plesso cervicale il paziente avrà
una TETRAPARESI ( Paralisi parziale a tutti e 4 gli arti ) o una TETRAPLEGIA (Paralisi
totale di tutti e 4 gli arti)
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NEUROLOGIA

CENNI DI STRUTTURA DELL’ENCEFALO

L’Encefalo è suddiviso in due emisferi dalla scissura interemisferica (Longitudinale), al suo interno sono presenti 4 cavità dette ventricoli encefalici (destro, sinistro, 3°, 4°). Suddividiamo l’encefalo in LOBI PRINCIPALI:  LOBO FRONTALE : posizionato anteriormente e separato dal parietale tramite la scissura di Rolando. Al suo interno distinguiamo alcune aree funzionali : L’area motoria primaria, l’area sensitiva primaria, l’area di Broca, e l’area di Vernicke. ( Nei destrimani l’area di Broca e di Vernicke si trovano nell’emisfero sinistro che quindi chiamamiamo dominante ).  LOBO TEMPORALE : posto lateralmente  LOBO PARIETALE.  LOBO OCCIPITALE : area visiva. NEUROFISIOLOGIA DEL MOVIMENTO L’impulso nervoso motorio nasce da un PRIMO MOTONEURONE, che si trova nella CORTECCIA MOTORIA PRIMARIA. (Il segnale si incrocia controlateralmente a livello del BULBO) Il primo motoneurone sinapta con un secondo motoneurone localizzato nelle CORNA ANTERIORI DELLA SOSTANZA GRIGIA DEL MIDOLLO SPINALE a livello dei plessi spinali (cervicale C4-T1; LOMBOSACRALE T12-S1), il quale a sua volta sinapta con una fibrocellula muscolare, e grazie alla liberazione della ACETILCOLINA, determina l’apertura dei canali del CALCIO innescando di conseguenza la contrazione muscolare. LESIONE MIDOLLARE Se in un paziente abbiamo una lesione midollare causata da un trauma alla colonna vertebrale localizzata tra i due plessi spinali (tra il cervicale e il lombare) potremo avere una PARAPARESI (deficit di forza parziale degli arti inferiori) o una PARAPLEGIA (un deficit di forza totale degli arti inferiori). Se invece il trauma e quindi la lesione midollare avviene al di sopra del plesso cervicale il paziente avrà una TETRAPARESI ( Paralisi parziale a tutti e 4 gli arti ) o una TETRAPLEGIA (Paralisi totale di tutti e 4 gli arti)

Vi sono anche delle altre tipologie di Paresi: PARESI SPASTICA: Quando oltre al deficit di forza vi è un danno al primo motoneurone e ciò causa spasticità muscolare (un irrigidimento). Il danno si individua attraverso una risonanza. DIPARESI : Molto rara ed è a carico degli arti superiori. MONOPARESI: si tratta di un deficit di forza parziale localizzato ad un solo arto. Causato da un danno alla “capsula interna”, ovvero il punto in cui si incontrano a ventaglio i primi motoneuroni. PARESI FACCIALE: causata da una lesione al tronco encefalico. Poiché il nervo facciale parte dal tronco cerebrale che quindi è sede di sinapsi tra il primo e il secondo motoneurone. EMIPARESI/EMIPLEGIA: si tratta di un deficit di forza totale o parziale ad un EMILATO causata dalla morte ischemica dei primi motoneuroni della capsula interna. Caratteristica è la camminata FALCIANTE. La spasticità insorge in due settimane dall’evento ischemico. LESIONI A CARICO DEI MOTONEURONI Se la lesione è a carico del 1° motoneurone avremo un deficit di forza con l’aggiunta della spasticità, se invece la lesione è a carico del secondo motoneurone avremo deficit di forza con ipotonia. SCLEROSI MULTIPLA “Patologia infiammatoria demielinizzante su base immunitaria, progressivamente invalidante che colpisce il SNC”. Può insorgere fra i 20 anni e i 40, e colpisce con più frequenza il sesso femminile. È caratterizzata da lesioni disseminate nella sostanza bianca che possono colpire indifferentemente qualsiasi area del SNC. Vi sono degli autoanticorpi che aggrediscono le proteine della mielina, quindi si crea una placca demielinizzante

Nell’ictus vero e proprio il sintomo neurologico dura più di 24h altrimenti si parla di TIA ( Attacco ischemico transitorio ), il rischio di sviluppare un ictus durante un tia è altissimo. L’ictus quindi può essere ISCHEMICO o EMORRAGICO. L’ICTUS ISCHEMICO Si ha un ictus ischemico quando la perfusione cerebrale scende al di sotto di una certa soglia, vi è una modificazione metabolica e necrosi. Distinguiamo un CORE ISCHEMICO (parte di parenchima che va incontro a necrosi) e PENOMBRA ISCHEMICA ( zona che ancora riceve in minima parte perfusione ematica. Se l’ictus viene diagnosticato in tempo questa zona si può salvare dalla necrosi) L’ictus ischemico può essere ATEROTROMBOTICO, ovvero causato dall’occlusione da parte di placche aterosclerotiche, o per causa della fissurazione della placca che causa aggregazione piastrinica con formazione di un trombo che a sua volta si può frammentare causando un embolo e si parlerà di EMBOLISMO ATEROARTERIOSO. Oppure può essere EMBOLICO, nel quale la causa è un microcoagulo che si forma lontano dal cervello, generalmente nel cuore. I fattori di rischio dell’ictus ischemico sono: non modificabili ( età, sesso, genetica) e modificabili ( ipertensione, diabete, fumo, dislipidemia, obesità, pat. Cardiache, sindrome metabolica ) I sintomi dell’ictus ischemico dipendono dal grado di occlusione e dall’arteria occlusa: paresi inferiore controlaterale, afasia globale, emiplegia controlaterale, paralisi controlaterale dello sguardo. La diagnosi : la TC è in grado di evidenziare le lesioni dopo due giorni! Quindi si effettua solo a scopo di escludere un evento emorragico. La sintomatologia clinica è fondamentale per la diagnosi. Ecodopler, ecg, emocromo.

L’ICTUS EMORRAGICO

INTRAPARENCHIMALE tipico (colpisce gangli alla base, ponte, cervelletto, talamo) o atipico ( LOBI ) il danno è causato quindi da una rottura di un vaso all’interno del parenchima con conseguente emorragia e danno da compressione sul tessuto circostante. SUBARACNOIDEO quando la causa è la rottura di un aneurisma cerebrale nello spazio subaracnoideo. Si ha mal di testa a colpo di pugnale per il coinvolgimento delle meningi. La diagnosi la facciamo tramite TC angiotac e angiorisonanza. La terapia è solitamente chirurgica. DEMENZE “Declino della capacità intellettiva e cognitiva di natura cronica e progressiva tale da interferire con le normali attività lavorative, sociali e personali dell’individuo”. Mild Cognitive Impairment: Deficit cognitivo lieve, che spesso precede la demenza. Il disturbo è limitato alla memoria e non interferisce con la sfera sociale del soggetto. Inizia intorno ai 65 anni. Le demenze possono essere DEGENERATIVE/ PRIMARIE (ALZHEIMER e PARKINSON), o SECONDARIE (ICTUS, AIDS CARENZE VITAMINICHE). ALZHEIMER Detto anche “demenza senile” esordisce dopo i 65 anni. Nell 20% degli individui dopo gli 80. I neuroni vanno incontro a morte cellulare, le circonvoluzioni diventano più lunghe ed il cervello va incontro a progressiva ATROFIA. Le aree colpite sono IPPOCAMPO, E NUCLEI BASALI DI MEYNERT (che producono acetilcolina). Vi è perdita di sinapsi, placche senili, gomitoli neurofibrillari.

EPILESSIA

La crisi epilettica è una manifestazione improvvisa dovuta ad un gruppo di neuroni che scaricano tutti assieme. La cause sono idiopatiche (si presume genetica) , organiche (vi è una lesione al cervello), criptogenetica (una causa sospettabile ma non dimostrabile). Le crisi epilettiche possono essere:  Generalizzate :

  1. Tonico cloniche: crisi di grande male caratterizzata da due fasi: tonica ( irrigidimento di tutti i muscoli e si manifesta con una perdita di coscienza + scialorrea (ipersalivazione) e sclere bianche); clonica ( scosse continue con contrazione e rilassamento muscolare. Successivamente si ha una fase postcritica con sonno profondo.
  2. Crisi di assenza: crisi di piccolo male, si verificano dai 5 a 10 anni e sono caratterizzate dall’interruzione dell’attività del soggetto con sguardo fisso. La crisi è preceduta da iperossigenazione e piccoli movimenti oculari e del capo.
  3. Crisi miocloniche: crisi atoniche, brevi sussulti di uno o più arti o del tronco senza perdita di coscienza e possono portare a una tonico clonica.  Parziali : originano in un punto ben determinato dell’encefalo e la scarica è circoscritta ad un’area e coinvolge soltanto alcuni neuroni. Durano dai 30 secondi ad 1, 2 minuti e sono caratterizzate dall’assenza di clonia. La scarica può coinvolgere secondariamente i neuroni di tutto il cervello e si parlerà di crisi parziali secondariamente generalizzate. La crisi parziale può essere semplice (non vi è perdita di coscienza) o complessa ( vi è perdita di coscienza). La crisi assume una manifestazione diversa in base alla zona d’origine del cevello : Area visiva allucinazioni (visione di pallini colorati, o scene complesse); Area sensitiva  parestesie; Area uditiva fischi e ronzii; area del linguaggio  balbetta. La regione maggiormente colpita è l’ippocampo (zona coinvolta nelle emozioni).  Riflesse : dovute ad un fattore ambientale. Es. fotoindotte. Possono trasformassi in grande male. Possono essere indotte anche dalla musica.

Non tutte le manifestazioni cliniche e improvvise e di breve durata sono crisi epilettiche. Bisogna distinguere(Sincope, sincope convulsiva, pre sincope, TIA, Attacco di panico, pseudo crisiArco di Charcot) PRIMO SOCCORSO: evitare che il paziente si faccia male, togliere indumenti stretti, non immobilizzare mai il paziente, non porre nulla in bocca. TERAPIA: si utilizzano il fenobarbital, valproato, carbamazepina, gabapentin, vigabatrin, diazepam. Nel caso si farmaco resistente si valuta l’intervento chirurgico, eseguibile solo se il focus epilettogeno non interessi : area motoria, visiva e del linguaggio.