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appunti ottimali su Hume, Appunti di Filosofia

per un'ottima interrogazione di filosofia

Tipologia: Appunti

2017/2018

In vendita dal 16/05/2018

silvia__94
silvia__94 🇮🇹

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HUME : Assume come punto di riferimento la via empirista tracciata da Locke. Egli si riproponeva di riportare nel campo dello
studio dell’uomo quel rigore metodologico che Newton aveva indicato per la scienza naturale, riprendendo in particolare il concetto
del primato dell’esperienza, il rifiuto delle ipotesi, l’impegno a ricondurre a pochi e semplici principi la molteplicità dei fenomeni.
ANALISI EMPIRICA DELLE NOSTRE IDEE : Il metodo empirico e sperimentale costituisce la nuova via da imboccare per la
conoscenza della mente e più in generale della natura umana. Tutti i passi che dobbiamo compiere devono avvenire nell’attenta
osservazione della vita umana, cosi come si presenta comunemente nella condotta degli uomini.
Hume comincia con l’analisi della percezione e di tutto ciò di cui noi abbiamo consapevolezza. La percezione comprende tutto ciò
che può essere presente alla mente. Le percezioni si distinguono in :
IMPRESSIONI Sono le percezioni che si presentano alla nostra mente con maggiore forza e vivacità; tutte le sensazioni,
passioni ed emozioni nel loro primo manifestarsi all’anima.
IDEE Sono le immagini delle impressioni che però risultano “sbiadite”. Esse si formano nella nostra mente quando
pensiamo o ragioniamo, ma sono sempre il risultato della percezione.
La differenza tra esse è soltanto di grado ossia “consiste nel grado diverso di forza e vivacità con cui colpiscono la nostra mente..”.
Inoltre abbiamo PERCEZIONI E IDEE SEMPLICI, come ad esempio la percezione e l’idea di verde, e PERCEZIONI E IDEE
COMPLESSE, come ad esempio l’albero verde. La differenza tra le due consiste nel fatto che mentre le idee semplici non possono
suddividersi o separarsi quelle complesse possono essere distinte in parti.
MEMORIA E IMMAGINAZIONE : Noi possediamo due facoltà, LA MEMORIA e L’IMMAGINAZIONE. In virtù della
memoria possiamo conservare gli oggetti delle impressioni nella forma originaria nella quale si sono presentati. La funzione
principale della memoria consiste nel conservare l’ordine e la posizione delle idee semplici, ad esempio facendoci ricordare i luoghi
e le persone incontrate.
In virtù dell’immaginazione possiamo classificare liberamente le nostre idee anche se essa non è assolutamente libera. Le nostre idee
si presentano per lo più organizzate secondo schemi fissi. L’immaginazione procede secondo il principio di associazione , che è quel
legame che unisce le idee. Le regole del principio di associazione sono : la SOMIGLIANZA (un paesaggio delle colline della Scozia
può ricordare le colline della Toscana); la CONTIGUITA’ SPAZIO TEMPORALE (la mia casa di infanzia richiama quelle altre case
del quartiere); la CAUSALITA’ (la foresta degli alberi bruciati rinvia all’incendio che ha provocato il disastro).
LE IDEE COMPLESSE E LA PROBABILITA’ : Hume ritiene che le associazione siano alla base delle IDEE COMPLESSE,
formate dalla composizione di due o più idee. Il filosofo ritiene che riusciamo a essere assolutamente certi solo di alcune associazioni
di idee, quelle, ad esempio, che si basano sulla somiglianza, contrarietà, proporzione di quantità e numero : solo queste determinano
conclusioni certe e incontrovertibili poiché concernono unicamente relazioni tra idee : tali sono le IDEE DELLA MATEMATICA,
costruite a priori dalla nostra mente; di esse possiamo essere assolutamente certi. Possiamo però imbatterci in altre relazioni, LE
RELAZIONI TRA DATI DI FATTO, che sono quelle che riferendosi a eventi o fatti dell’esperienza non ci forniscono mai
un’assoluta certezza della loro verità, ma devono considerarsi soltanto probabili.
IL PROBLEMA DELLA CAUSALITA’ : Tra le idee complesse è inclusa quella di causa, in virtù della quale colleghiamo un
fenomeno B a un altro fenomeno A. Nella nostra mente quando riconosciamo una relazione causale abbiamo l’impressione B che è
contigua o successiva all’impressione A. La relazione di causa ed effetto non è altro che la tendenza della nostra immaginazione,
coadiuvata dall’abitudine, a proiettare nel futuro ciò che si è presentato con regolarità nel passato.
LA CREDENZA : Il nostro sapere scientifico non ci può dire nulla sulle leggi necessarie della natura, ma può soltanto classificare le
successioni regolari che abbiamo osservato ripetutamente nel passato. L’uniformità della natura è una nostra costruzione, derivante
dall’ABITUDINE, che è la propensione a ripetere sempre i medesimi atti senza alcun intervento del ragionamento. L’abitudine ci
spinge a dare ordine alle nostre esperienze. L’idea di “causa” è una di queste abitudini, ma non l’unica. Un’altra forma di abitudine è
la CREDENZA che non è altro se non un’idea o opinione,ma dotata di tanta forza e vivacità da portarci a darle il nostro assenso. La
differenza tra la credenza e una semplice idea non consiste nella loro intima natura ma consiste nel fatto che noi attribuiamo alla
credenza maggior valore di verità rispetto alle idee.
Hume si chiede : da che cosa nasce la tendenza a credere nel nostro IO? Dall’abitudine a trovare un sostegno al fascio di percezioni
che cogliamo in noi. L’IO è ciò che dà unità e ordine al perenne fluire delle nostre sensazioni. Il nostro IO non è altro che un fascio di
differenti percezioni che si susseguono rapidamente.
Questa visione della natura umana implica una conseguenza scettica in filosofia dato che per Hume non possiamo essere certi proprio
di niente eccetto le verità matematica. Il resto cade nell’incertezza o meglio nella PROBABILITA’. E’ ragionevole che gli uomini si
facciano guidare dalle abitudini e ciò vale in particolare in campo morale e politico in cui Hume è interessato al carattere di utilità in
vista del quale si agisce. E’ l’utilità sociale che fonda i sentimenti morali, in virtù dei quali si condanna il furto, la bugia..
LA LEGGE DI HUME è un invito ai lettori a non passare dal piano dell’essere (osserviamo che il furto, la bugia..sono dannose per
la nostra società) al piano del dover essere (non si deve..).

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HUME : Assume come punto di riferimento la via empirista tracciata da Locke. Egli si riproponeva di riportare nel campo dello studio dell’uomo quel rigore metodologico che Newton aveva indicato per la scienza naturale, riprendendo in particolare il concetto del primato dell’esperienza, il rifiuto delle ipotesi, l’impegno a ricondurre a pochi e semplici principi la molteplicità dei fenomeni. ANALISI EMPIRICA DELLE NOSTRE IDEE : Il metodo empirico e sperimentale costituisce la nuova via da imboccare per la conoscenza della mente e più in generale della natura umana. Tutti i passi che dobbiamo compiere devono avvenire nell’attenta osservazione della vita umana, cosi come si presenta comunemente nella condotta degli uomini. Hume comincia con l’analisi della percezione e di tutto ciò di cui noi abbiamo consapevolezza. La percezione comprende tutto ciò che può essere presente alla mente. Le percezioni si distinguono in :

• IMPRESSIONI Sono le percezioni che si presentano alla nostra mente con maggiore forza e vivacità; tutte le sensazioni,

passioni ed emozioni nel loro primo manifestarsi all’anima.

• IDEE Sono le immagini delle impressioni che però risultano “sbiadite”. Esse si formano nella nostra mente quando

pensiamo o ragioniamo, ma sono sempre il risultato della percezione. La differenza tra esse è soltanto di grado ossia “consiste nel grado diverso di forza e vivacità con cui colpiscono la nostra mente..”. Inoltre abbiamo PERCEZIONI E IDEE SEMPLICI, come ad esempio la percezione e l’idea di verde, e PERCEZIONI E IDEE COMPLESSE, come ad esempio l’albero verde. La differenza tra le due consiste nel fatto che mentre le idee semplici non possono suddividersi o separarsi quelle complesse possono essere distinte in parti. MEMORIA E IMMAGINAZIONE : Noi possediamo due facoltà, LA MEMORIA e L’IMMAGINAZIONE. In virtù della memoria possiamo conservare gli oggetti delle impressioni nella forma originaria nella quale si sono presentati. La funzione principale della memoria consiste nel conservare l’ordine e la posizione delle idee semplici, ad esempio facendoci ricordare i luoghi e le persone incontrate. In virtù dell’immaginazione possiamo classificare liberamente le nostre idee anche se essa non è assolutamente libera. Le nostre idee si presentano per lo più organizzate secondo schemi fissi. L’immaginazione procede secondo il principio di associazione , che è quel legame che unisce le idee. Le regole del principio di associazione sono : la SOMIGLIANZA (un paesaggio delle colline della Scozia può ricordare le colline della Toscana); la CONTIGUITA’ SPAZIO TEMPORALE (la mia casa di infanzia richiama quelle altre case del quartiere); la CAUSALITA’ (la foresta degli alberi bruciati rinvia all’incendio che ha provocato il disastro). LE IDEE COMPLESSE E LA PROBABILITA’ : Hume ritiene che le associazione siano alla base delle IDEE COMPLESSE, formate dalla composizione di due o più idee. Il filosofo ritiene che riusciamo a essere assolutamente certi solo di alcune associazioni di idee, quelle, ad esempio, che si basano sulla somiglianza, contrarietà, proporzione di quantità e numero : solo queste determinano conclusioni certe e incontrovertibili poiché concernono unicamente relazioni tra idee : tali sono le IDEE DELLA MATEMATICA, costruite a priori dalla nostra mente; di esse possiamo essere assolutamente certi. Possiamo però imbatterci in altre relazioni, LE RELAZIONI TRA DATI DI FATTO, che sono quelle che riferendosi a eventi o fatti dell’esperienza non ci forniscono mai un’assoluta certezza della loro verità, ma devono considerarsi soltanto probabili. IL PROBLEMA DELLA CAUSALITA’ : Tra le idee complesse è inclusa quella di causa, in virtù della quale colleghiamo un fenomeno B a un altro fenomeno A. Nella nostra mente quando riconosciamo una relazione causale abbiamo l’impressione B che è contigua o successiva all’impressione A. La relazione di causa ed effetto non è altro che la tendenza della nostra immaginazione, coadiuvata dall’abitudine, a proiettare nel futuro ciò che si è presentato con regolarità nel passato. LA CREDENZA : Il nostro sapere scientifico non ci può dire nulla sulle leggi necessarie della natura, ma può soltanto classificare le successioni regolari che abbiamo osservato ripetutamente nel passato. L’uniformità della natura è una nostra costruzione, derivante dall’ABITUDINE, che è la propensione a ripetere sempre i medesimi atti senza alcun intervento del ragionamento. L’abitudine ci spinge a dare ordine alle nostre esperienze. L’idea di “causa” è una di queste abitudini, ma non l’unica. Un’altra forma di abitudine è la CREDENZA che non è altro se non un’idea o opinione,ma dotata di tanta forza e vivacità da portarci a darle il nostro assenso. La differenza tra la credenza e una semplice idea non consiste nella loro intima natura ma consiste nel fatto che noi attribuiamo alla credenza maggior valore di verità rispetto alle idee. Hume si chiede : da che cosa nasce la tendenza a credere nel nostro IO? Dall’abitudine a trovare un sostegno al fascio di percezioni che cogliamo in noi. L’IO è ciò che dà unità e ordine al perenne fluire delle nostre sensazioni. Il nostro IO non è altro che un fascio di differenti percezioni che si susseguono rapidamente. Questa visione della natura umana implica una conseguenza scettica in filosofia dato che per Hume non possiamo essere certi proprio di niente eccetto le verità matematica. Il resto cade nell’incertezza o meglio nella PROBABILITA’. E’ ragionevole che gli uomini si facciano guidare dalle abitudini e ciò vale in particolare in campo morale e politico in cui Hume è interessato al carattere di utilità in vista del quale si agisce. E’ l’utilità sociale che fonda i sentimenti morali, in virtù dei quali si condanna il furto, la bugia.. LA LEGGE DI HUME è un invito ai lettori a non passare dal piano dell’essere (osserviamo che il furto, la bugia..sono dannose per la nostra società) al piano del dover essere (non si deve..).