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Bioetica: Etica Pubblica e Bioetica - Lezione 1, Appunti di Bioetica

Questa lezione introduttiva alla bioetica discute sulla relazione tra etica pubblica e bioetica, esplorando le questioni etiche relative alla regolamentazione anti fumo in locali pubblici e la natura della bioetica come nuova etica scientifica. Vengono presentate le assunzioni alla base dell'etica pubblica e della bioetica, l'imparzialità e l'universalità, e la storia del termine 'bioetica'.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 03/03/2022

gian-marco-sirtori
gian-marco-sirtori 🇮🇹

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BIOETICA
LEZIONE 1
Domande dell’etica pubblica e della bioetica:
- La regolamentazione anti fumo nei locali pubblici è accettabile o criticabile?
- La regolamentazione attuale delle politiche di adozione è accettabile o criticabile?
- Le droghe leggere dovrebbero essere liberalizzate o proibite?
- Si può obbligare qualcuno a curarsi per una grave malattia contro la sua volontà?
- La fecondazione assistita deve essere ammessa o preclusa?
- Legalizzare la prostituzione
- L’ivi deve essere penalizzata, depenalizzata o regolamentata?
- La pornografia deve essere censurata o liberalizzata?
- La censura nel caso francese Dieudonnè è giustificata, o priva di fondamento?
Assunzioni alla base dell’etica pubblica:
1. Individui capaci di decidere autonomamente in base a convinzioni meditate.
2. Individui capaci di usare argomenti per presentare e difendere le loro valutazioni in una
dimensione di discorso pubblico.
3. Individui che considerino la pratica di scambio di giustificazioni in pubblico come dotata di
significato.
Cosa significa etica pubblica:
- Cercare criteri di valutazione condivisibili da parte di visioni del mondo distinte, e da parti
avverse.
- Trovare criteri per giustificare o criticare la legittimità di decisioni, istituzioni e pratiche.
- Risposte soggettivistiche o ideologiche alle domande citate corrisponderebbero a un
linguaggio di tipo ‘privato’, non comprensibile da parte di chi non è chi parla o non
condivide lo schema di credenze specifiche di chi parla.
ETICA PUBBLICA E ETICA COMUNE
ETICA PUBBLICA:
- Esige discussioni sulle ragioni per preferire una soluzione a un’altra
- Esige discussioni sulle ragioni per preferire alcuni principi utilizzati per giudicare
- Mette in moto discussioni pubbliche, che pongono a confronto ragioni diverse, allo scopo
di decidere le regole del gioco pubblico cui tutti dovranno attenersi.
ETICA COMUNE:
- Descrive una comunanza di giudizi condivisi senza riflessione.
- Prescrive la condivisione piena e acritica di una sola posizione, una sola visione del bene o
del mondo, che rende superflua la pratica della giustificazione.
ETICA PUBBLICA E BIOETICA: ETICHE PER LE POLITICHE
- Etica pubblica come test per valutare una politica (decisione o istituzione) alla luce di una
visione generale della politica (teoria o filosofia politica) = controllo di efficienze, equità e
compatibilità delle politiche con le risorse disponibili
- La difesa di una filosofia politica normativa, ovvero l’assunzione di criteri onde giudicare
dall’esterno della sfera politica le decisioni politiche, nel rispetto della pluralità delle
opinioni.
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BIOETICA

LEZIONE 1

Domande dell’etica pubblica e della bioetica:

  • La regolamentazione anti fumo nei locali pubblici è accettabile o criticabile?
  • La regolamentazione attuale delle politiche di adozione è accettabile o criticabile?
  • Le droghe leggere dovrebbero essere liberalizzate o proibite?
  • Si può obbligare qualcuno a curarsi per una grave malattia contro la sua volontà?
  • La fecondazione assistita deve essere ammessa o preclusa?
  • Legalizzare la prostituzione
  • L’ivi deve essere penalizzata, depenalizzata o regolamentata?
  • La pornografia deve essere censurata o liberalizzata?
  • La censura nel caso francese Dieudonnè è giustificata, o priva di fondamento? Assunzioni alla base dell’etica pubblica:
  1. Individui capaci di decidere autonomamente in base a convinzioni meditate.
  2. Individui capaci di usare argomenti per presentare e difendere le loro valutazioni in una dimensione di discorso pubblico.
  3. Individui che considerino la pratica di scambio di giustificazioni in pubblico come dotata di significato. Cosa significa etica pubblica:
  • Cercare criteri di valutazione condivisibili da parte di visioni del mondo distinte, e da parti avverse.
  • Trovare criteri per giustificare o criticare la legittimità di decisioni, istituzioni e pratiche.
  • Risposte soggettivistiche o ideologiche alle domande citate corrisponderebbero a un linguaggio di tipo ‘privato’, non comprensibile da parte di chi non è chi parla o non condivide lo schema di credenze specifiche di chi parla. ETICA PUBBLICA E ETICA COMUNE ETICA PUBBLICA:
  • Esige discussioni sulle ragioni per preferire una soluzione a un’altra
  • Esige discussioni sulle ragioni per preferire alcuni principi utilizzati per giudicare
  • Mette in moto discussioni pubbliche, che pongono a confronto ragioni diverse, allo scopo di decidere le regole del gioco pubblico cui tutti dovranno attenersi. ETICA COMUNE:
  • Descrive una comunanza di giudizi condivisi senza riflessione.
  • Prescrive la condivisione piena e acritica di una sola posizione, una sola visione del bene o del mondo, che rende superflua la pratica della giustificazione. ETICA PUBBLICA E BIOETICA: ETICHE PER LE POLITICHE
  • Etica pubblica come test per valutare una politica (decisione o istituzione) alla luce di una visione generale della politica (teoria o filosofia politica) = controllo di efficienze, equità e compatibilità delle politiche con le risorse disponibili
  • La difesa di una filosofia politica normativa, ovvero l’assunzione di criteri onde giudicare dall’esterno della sfera politica le decisioni politiche, nel rispetto della pluralità delle opinioni.
  1. Etica pubblica come logica e metodo per indagare sistematicamente il rapporto fra individui e istituzioni: centrale il punto di vista dei singoli in quanto cittadini, considerati come soggetti morali dotati delle facoltà di valutare in prima persona la bontà delle politiche pubbliche.
  2. Etica pubblica connessa all’idea di società giusta: importanza della giustizia in riferimento alla moralità delle scelte collettive. TRAPPOLE PER ETICA PUBBLICA
  • Argomento ad HOMINEM: Invece di dimostrare la falsità delle affermazioni dell’avversario, questo tipo di argomentazione è rivolta contro la persona e funziona secondo il seguente schema.
  1. A afferma la tesi X
  2. Si getta discredito su A
  3. Quindi la tesi di A è falsa
  • Argomento ad AUCTORITATE: La maggior parte di ciò che dice l’autorità A sull’argomento S è corretto
  1. A dice P riguardo l’argomento S
  2. Pertanto P è corretto
  • PETITIO PRINCIPII: Le conclusioni raggiunte sono opinabili quanto le premesse e vengono giustificate per questo:
  1. Non siamo affatto sicuri che B sia falsa
  2. Non siamo nemmeno sicuri che A sia vero
  3. Quindi B è bero MAPPA DEL GIUDIZIO ETICO IDEALE Non esiste un giudizio etico ideale, ma esisto almeno 2 requisiti positivi o generali molto utili:
  4. PUBBLICITA’ E CHIAREZZA: L’argomento non deve fare appello a nozioni esoteriche, né apparire oracolare o misterico, ma essere inclusivamente accessibile a tutti coloro che ne sono interlocutori. Deve impiegare un linguaggio riconoscibile senza dover passare per conoscenze e appartenenze selettive.
  5. IMPARZIALITA’ E UNIVERSALITA’:
  • Imparzialità: Qualità formale dell’argomento morale secondo cui l’uso di principi e regole non deve riferirsi a nomi propri o a descrizioni definite.
  • Universalità: trattamento simile di casi simili e quindi l’idea che un giudizio debba essere applicabile a tutti in circostanze simile. LEZIONE 2 EVOLUZIONE DELLA DISCIPLINA LE ORIGINI DELLA BIOETICA
  • PRIMA INTERPRETAZIONE DELL’ORIGINE DEL TERMINE 1 Van Rensselner Potter, Bioethics: a bridge to the future, 1971 La bioetica è:
  • Nuova etica scientifica generata dalla biologia
  • ‘Ponte’ tra scienze naturali e valori morali

1971: Joseph and Rose Kennedy Center for the Study of Human Reproduction and Bioetihics (Kennedy Institute of Ethics), Georgetown Universiti, Andre Hellegers. BIOETICA E DIRITTI UMANI La nascita della bioetica è anticipata agli anni Cinquenta nel Processo di Norimberga. 1946 Codice di Norimberga 1948 Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo 1948 Codice di Etica Medica dell’Associazione Medica Mondiale In seguito alla scoperta di sperimentazione ‘selvaggia’:

  • New York, Willobrook State School: induzione dell’epatite b su bambini handicappati
  • New York, Jewish Chronic Disease Hospital: iniezione di cellule tumorali su pazienti anziani
  • Alabama, Tuskegee: Studio osservazionale del decorso naturale della sifilide su una popolazione nera successivamente alla scoperta della penicillina Giuramento di Ippocrate: Giuro di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e comportamento. Perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute psichica e fisica dell’uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale. CODICI DEONTOLOGICI: CODICE DI NORIMBERGA
  • Il soggetto da il proprio consenso a essere sottoposto a un esperimento. Prima di dare il consenso la persona deve conoscere la natura, lo scopo e la durata della sperimentazione clinica, il metodo e i mezzi con cui sarà condotta e eventuali effetti sulla salute e sul benessere della persona. (Consenso informato)
  • L’esperimento dovrà essere tale da fornire risultati utili al bene della società. La natura dell’esperimento non dovrà essere né casuale né senza scopo
  • L’esperimento dovrà essere condotto in modo da evitare ogni sofferenza o lesione fisica o mentale che non sia necessaria.
  • Non si deve eseguire la sperimentazione se a priori si è a conoscenza che tale sperimentazione possa causare danni o morte.
  • Il grado di rischio da correre non dovrà oltrepassare quello dei vantaggi, determinati dalla rilevanza umanitaria del problema che l’esperimento dovrebbe risolvere.
  • L’esperimento potrà essere condotto solo da persone scientificamente adeguate e qualificate, con il pià alto grado di attenzione verso la sperimentazione e l’essere umano.
  • Il soggetto umano dovrà avere la libertà di porre fine all’esperimento se ha raggiunto uno stato fisico o mentale per cui gli sembra impossibile continuare. 3 LEZIONE I METODI Stephen Toulmin - > La discussione su vita umana e tecniche di cura avrebbe letteralmente ‘salvato’ la vita dell’etica, restituendole significati e concretezza Due livelli del disaccordo fra controversie bioetiche e dispute politiche:
  1. Disaccordi su politiche per raggiungere obiettivi: primo livello.
  2. Disaccordi su quali obiettivi considerare come desiderabili per politiche: secondo livello

Caratteristiche della teoria morale: GIUSTIFICABILITA’

  • Gli enunciati teorici devono essere argomentati razionalmente e confrontati con l’esperienza morale
  • Giustificare significa razionalizzare, non soltanto spiegare
  • Giustificare significa dire perché una certa teoria non solo possa ma debba essere scelta come la migliore rispetto alle altre COERENZA
  • I principi, le regole e i giudizi di una teoria morale non devono contenere o generare contraddizioni a nessun livello
  • La coerenza deve essere realizzata tra le tesi fondamentali, le premesse e le conclusioni, le conlclusioni al loro interno NORMATIVITA’
  • Capacità di dare indicazioni pratiche all’agire
  • Gli enunciati morali hanno autorità intrinseca, cioè si impongono come ragioni irrinunciabili per agire ETICA FILOSOFICA Etica normativa: riflessione che cerca di stabilire cosa sia giusto o doveroso fare. Insieme dei criteri che guidano l’agire: massime, ragioni, regole, principi, modelli di comportamento. Metaetica: riflessione di secondo livello sull’ambito normativo, che cerca di stabilire cosa significa che sia giusto o doveroso fare qualcosa Etica applicata o etica pratica: riflessione etica applicata a particolari problemi, secondo la quale si cerca di stabilire cosa sia giusto o doveroso fare in relazione a certe situazioni particolari ETICA NORMATIVA:
  • Teorie deontologiche: Un’azione è giusta se è conforme a determinati principi generali, cioè a determinate norme. Regole, doveri, diritti. E’ il rispetto di un principio generale a determinare la giustezza morale dell’azione, indipendentemente dalla considerazione delle conseguenze prodotte da essa.
  • Teorie consequenzialiste: Un’azione è giusta non in ragione del rispetto di principi generali, ma in ragione delle conseguenze che essa realizza nel mondo. Giusta se ha conseguenze buone, sbagliata se ha conseguenze cattive.
  • Etica della virtù: Si oppone all’adozione di principi generali e astratti di comportamento e considera giusta l’azione che è il frutto di alcune disposizioni costanti dell’agente, considerate di particolare valore. Secondo questa teoria normativa è giusta l’azione che scaturisce da una di queste disposizioni, indipendentemente dai risultati ottenuti e dalla conformità a principi di carattere generale. UTILITARISMO: Principale forma di teoria consequenzialistica. Caratterizzato dall’adozione del principio di massimizzazione e l’adozione di una particolare teoria del valore secondo la quale il

La qualità morale dell’azione dipende da una caratteristica intrinseca all’azione stesse. Si agisce in base a prescrizioni universali e esistono azioni intrinsecamente giuste e sbagliate. L’azione buona è quella giusta. ETICA DELLE CONSEGUENZE

  • Etica delle conseguenze o etica consequenzialistica
  • Domanda fondamentale: quale azione ha conseguenze migliori? Il valore morale della condotta è dato dal valore di risultati che essa produce in direzione del bene. L’azione è giusta in base alle conseguenze prodotte, valutate in base alla dottrina assiologica preferita. L’azione giusta è quella buona ETICA DELLE VIRTU’
  • Domanda fondamentale: Che tipo di persona voglio ossere?
  • Ideale di ‘vita buona’: La vita buona si persegue coltivando le virtù
  • Saggio è colui che agisce virtuosamente UTILITARISMO E CONSEQUENZIALISMO
  • L’utilitarismo è un’etica normativa
  • L’utilitarismo è una teoria etica consequenzialista: la moralità di un’azione dipende esclusivamente dalla valutazione delle sue conseguenze
  • Un’azione è moralmente obbligatoria se massimizza l’utilità per il maggior numero di individui.
  • Caratteristica fondamentale delle teorie consequenzialistiche è la definizione del giusto come funzione del bene. SI tratta di una funzione di massimizzazione, per cui il giusto è considerato la bontà massima.
  • 2 parti:
    1. Parte fissa, definisce giusta o doverosa l’azione che realizza la massima quantità di bene possibile nelle circostanze (teoria dell’obbligo)
    2. Parte variabile, definisce cosa sia il bene (teoria del valore) EGOISMO ETICO Teoria che prescrive di ricercare il proprio bene. Si accompagna a una teorie dei valori di tipo edonistico: solo il piacere ha valore intrinseco, mentre ogni altra cosa ha valore strumentale. Affermare l’egoismo come teoria normativa significa sostenere che ciascuno deve agire in vista della promozione dei propri interessi e che non è mai moralmente illecito ricercare il proprio bene. Il problema di questa prospettiva consiste nel fatto che non è universalizzabile: la ricerca da parte di ciascuno del proprio bene non potrebbe che condurre al conflittto tra gli interessi di diversi individui UTILITARISMO A differenza dell’egoismo etico, l’utilitarismo chiede di prendere in considerazione gli interessi di tutti coloro che sono coinvolti nell’azione, ovvero afferma che devono essere considerati sia gli interessi dell’agente sia quelli altrui. L’utilitarismo è quindi vicino all’altruismo, dal momento che considera gli interessi altrui e quelli propri come aventi lo stesso peso. E’ una teoria universalistica perché punta a massimizzare l’utilità a beneficio di tutti. ESEMPIO DI BIOETICA UTILITARISTICA: PETER SINGER
  • Nella bioetica anglosassone un esponente famoso dell’utilitarismo è Peter Singer. La regola fondamentale dell’agire morale è quella che detta di perseguire il maggior benessere possibile.
  • Utilitarismo dell’atto in cui l’azione è giudicata in base al saldo positivo di benessere che produce. Il principio di utilità può essere formulato indicando l’obiettivo della massima soddisfazione degli interessi degli individui coinvolti. Gli interessi sono soltato quelli d i chi è in grado di esercitarli; solo chi è in grado di provare piacere o dolore può avere interessi da diferndere; solo costui fa parte della comunità morale, l’insieme dell’individui i cui interessi vanno rispettati. L’interesse minimo è rappresentato dalla capacità minima di provare dolore. Al principio dell’utilità si accosta il principio dell’eguale considerazione degli interessi, per cui gli interessi di un individuio non possono contare più degli interessi di altri. Critica di Singer allo specismo, cioè alla preferenza accordata tradizionalmente agli interessi degli umani rispetto a quelli degli animali. LA FINE DELLA VITA Insieme complesso di tematiche: eutanasia, suicidio assistito, trapianto di organi, testamento biologico, cure paliative EUTANASIA 3 condizioni di appropriatezza:
  1. Rapporto medico-paziente
  2. Presenza di una malattia incurabile o terminale
  3. Il fatto che la pratica eutanasica comporti un beneficio per il paziente stesso, anziché per altri. Eutanasia attiva: Il medico compie un’azione che causa direttamente la morte del paziente Eutanasia passiva: Il medico si astiene dal compiere azioni che tengano in vita il paziente, omettendo di curarlo, la morte è una conseguenza indiretta: causa diretta della morte, in questo caso, è la malattia. (Omissione di azione)
  4. Carattere volontario: Paziente sceglie consapevolmente di porre fine alla propria vita
  5. Carattere non volontario: Paziente non è ancora, o non è più, in grado di compiere una scelta consapevole - > problema delle direttive anticipate, testamento biologico, giudizio sostitutivo di un tutore o dei familiari;
  6. Carattere involontario: Paziente è in grado di compiere una scelta consapevole, ma non è stato consultato, oppure si è dichiarato contrario all’eutanasia, praticata tuttavia nel suo presunto interesse. Questioni filosofiche sollevate da eutanasia:
  • Distinzione fra azione e omissione
  • Autonomia e competenza del paziente in stato di malattia irreversibile
  • Forza e valore delle direttive anticipate. Le nostre nuove domande – Azioni e omissioni
  • Staccare il respiratore artificiale a un paziente in stato terminale è un’azione che causa direttamente la morte, o un’omissione di cura che la causa solo indirettamente?