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APPUNTI POPPER COMPLETI, Appunti di Filosofia Moderna

Appunti Popper approfonditi e completi

Tipologia: Appunti

2025/2026

In vendita dal 31/01/2026

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Karl Popper
Filosofo britannico-austriaco
Sir Karl Raimund Popper è stato un filosofo ed epistemologo
austriaco naturalizzato britannico. Popper è anche
considerato un filosofo politico di statura considerevole,
liberale, difensore della democrazia e dell'ideale di libertà e
avversario di ogni forma di totalitarismo.
Nascita: 28 luglio 1902, Vienna, Austria
Morte: 17 settembre 1994, Kenley, Regno Unito
Con influenze di: Friedrich von Hayek, Kant, Cartesio
Seguaci: Thomas Kuhn, Imre Lakatos
Istruzione: di Vienna
Karl Popper è una delle figure centrali della filosofia del Novecento, soprattutto per la sua
profonda riflessione sull’epistemologia, cioè sulla teoria della conoscenza scientifica. Il suo
pensiero nasce in dialogo — e spesso in polemica — con il positivismo logico della Scuola
di Vienna, e in rapporto stretto con la fisica contemporanea, in particolare con Albert
Einstein.
Popper, infatti, vede in Einstein l’esempio paradigmatico dello scienziato autentico.
Einstein formula la teoria della relatività: in base a chi osserva il fenomeno I dati
cambiano. Einstein afferma però che la velocità della luce è uguale invece per tutti gli
osservatori, la luce ha cioè una velocità costante per tutti I sistemi di riferimento. Quando
però il sistema è in movimento il tempo si dilata e le distanze si accorciano.
Propone quindi un’ipotesi rischiosa, cioè un’ipotesi che potrebbe essere smentita
dall’esperienza. Per Popper, è proprio questo il cuore del metodo scientifico. Non la
verifica, come pensavano i neopositivisti, ma la falsificabilità: una teoria è scientifica se
espone se stessa al rischio della confutazione, se è fallibile. In questo senso, Einstein è
l’opposto di Freud o Marx — almeno nella lettura popperiana — perché mentre la relatività
può essere smentita da un esperimento, la psicoanalisi o il marxismo hanno la pretesa di
applicarsi a tutti I campi e sembrano adattarsi a qualunque fatto, rendendosi così immuni
alla prova empirica.
Popper applica questa rivoluzione all'epistemologia: l’idea che la scienza non proceda per
accumulo di osservazioni — come pensavano i positivisti — ma per un processo dinamico
di congetture e confutazioni.
Popper formula un criterio differente da quello sel circolo di vienna dal punto di vista logico
e del significato.
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Karl Popper

Filosofo britannico-austriaco

Sir Karl Raimund Popper è stato un filosofo ed epistemologo austriaco naturalizzato britannico. Popper è anche considerato un filosofo politico di statura considerevole, liberale, difensore della democrazia e dell'ideale di libertà e avversario di ogni forma di totalitarismo. Nascita: 28 luglio 1902, Vienna, Austria Morte: 17 settembre 1994, Kenley, Regno Unito Con influenze di: Friedrich von Hayek, Kant, Cartesio Seguaci: Thomas Kuhn, Imre Lakatos Istruzione: di Vienna Karl Popper è una delle figure centrali della filosofia del Novecento, soprattutto per la sua profonda riflessione sull’epistemologia, cioè sulla teoria della conoscenza scientifica. Il suo pensiero nasce in dialogo — e spesso in polemica — con il positivismo logico della Scuola di Vienna, e in rapporto stretto con la fisica contemporanea, in particolare con Albert Einstein. Popper, infatti, vede in Einstein l’esempio paradigmatico dello scienziato autentico. Einstein formula la teoria della relatività : in base a chi osserva il fenomeno I dati cambiano. Einstein afferma però che la velocità della luce è uguale invece per tutti gli osservatori, la luce ha cioè una velocità costante per tutti I sistemi di riferimento. Quando però il sistema è in movimento il tempo si dilata e le distanze si accorciano. Propone quindi un’i potesi rischiosa , cioè un’ipotesi che potrebbe essere smentita dall’esperienza. Per Popper, è proprio questo il cuore del metodo scientifico. Non la verifica, come pensavano i neopositivisti, ma la falsificabilità : una teoria è scientifica se espone se stessa al rischio della confutazione, se è fallibile. In questo senso, Einstein è l’opposto di Freud o Marx — almeno nella lettura popperiana — perché mentre la relatività può essere smentita da un esperimento, la psicoanalisi o il marxismo hanno la pretesa di applicarsi a tutti I campi e sembrano adattarsi a qualunque fatto, rendendosi così immuni alla prova empirica. Popper applica questa rivoluzione all'epistemologia: l’idea che la scienza non proceda per accumulo di osservazioni — come pensavano i positivisti — ma per un processo dinamico di congetture e confutazioni. Popper formula un criterio differente da quello sel circolo di vienna dal punto di vista logico e del significato.

Dal punto di vista logico :

  1. Vienna: una teoria è scientifica, valida se verificabile attraverso I fatti, laspetto empirico è fondamentale e la verifica è continua. (logica induttiva).
  2. Popper: una teoria è scientifica se può essere falsificata in linea di principio, cioè se esite un falsificatore potenziale. Per questo formula la teoria della falsificabilità con la quale vuole distinguere le scienze e le non scienze. Popper nota quindi un'asimmetria tra I due criteri: non basterebbero infinite osservazioni per verificare, ma ne basterebbe una per falsificarla. Inoltre afferma che se troviamo un'evidenza che falsifica la teoria, questa non va abbandonata totalmente perchè comunque funziona per certi fenomeni (es. Cigni). Quindi quando una teoria è confutata non è da espellere dalla scienza, siccome ,a scienza è fallibile più teorie possono concorrere alla spiegazione di un fenomeno. Si parla di modello pluriteorico , la realtà può essere spiegata da molte teorie differenti, che competono tra loro, e il progresso scientifico nasce proprio da questa competizione critica. Dal punto di vista del significato :
  3. Vienna: le teorie scientifiche hanno significato, quelle non scientifiche non ce l'hanno (criterio di significato).
  4. Popper: per lui mon è questione di significato, sia le teorie scientifiche che non ce l'hanno. Le considera sensate indioendentemente dal fatto che siano scientifiche o meno. Secondo Popper non è l'osservazione il punto di partenza per formulare una teoria, ma la formulazione di ipotesi rischiose e il farlo in mabniera casuale con un'intuizione. Non esiste un metodo della ricerca scientifica. Per questo l'origine di molte teorie è extra-scientifica. Problema – ipotesi – prova (logica deduttiva). Ogni teoria scientifica è una congettura, un tentativo di spiegare la realtà, che può essere sottoposta a test e potenzialmente falsificata. Se resiste a tali tentativi, non diventa vera in senso assoluto, ma viene corroborata — cioè temporaneamente confermata — fino a quando non emergerà una teoria migliore. In questa prospettiva, Popper rifiuta la “tabula rasa” dell’empirismo classico: non esistono osservazioni pure, neutrali, indipendenti dalla teoria. Lo scienziato non si limita alle osservazioni, ma muove da qualcosa che riempie la mente, cioè l'intuizione che è come un faro che ilumina le conoscenze scientifiche. Questa visione si fonda su un uso rigoroso della logica deduttiva : Popper respinge l’induzione come fondamento della scienza — non si può passare logicamente da un

Che cos'è la teoria dei tre mondi di Karl Popper? Se il “mondo uno” designa il mondo delle entità fisiche e il “mondo due” il mondo dell’esperienza soggettiva, ossia la sfera dei pensieri e dei sentimenti, il “mondo tre” è il mondo costituito dai prodotti, oggettivi e invariabili, del pensiero umano, quindi dai risultati del “mondo due”. Un libro, per esempio, appartiene al “mondo uno” nella misura in cui è un oggetto fisico. Ma esso è anche il risultato di un processo di pensiero, di un qualcosa che accade nella mente, senza essere necessariamente accompagnato da un movimento esterno, e questo è il “mondo due”, la sfera dell'esperienza soggettiva. Infine il libro è il medium linguistico in cui delle idee vengono comunicate e come tale può essere tradotto in molte altre lingue: l'elemento che non varia nella traduzione da una lingua all'altra è ciò che Popper chiama “mondo tre”. Dettagli della teoria Mondo 1 : Include tutto ciò che è fisico: la materia, l'energia, gli oggetti (come una pietra, un libro fisico) e gli organismi viventi. Mondo 2 : È il mondo della coscienza e dell'esperienza soggettiva: sentimenti, percezioni, sogni, speranze e pensieri individuali. Mondo 3 : È il mondo delle creazioni oggettive della mente umana che, una volta prodotte, diventano indipendenti dal soggetto che le ha create. Esempi includono: o Le lingue e i racconti o Le teorie scientifiche e le costruzioni matematiche o Le opere d'arte e la musica (ad es. l'Amleto di Shakespeare o la Quinta di Beethoven) Interconnessione dei mondi I tre mondi sono distinti ma interconnessi. Il Mondo 2 (la mente) interagisce con il Mondo 1 (il fisico) e crea i prodotti del Mondo 3. A sua volta, il Mondo 3 (i prodotti della mente) può influenzare e cambiare il Mondo 1 e il Mondo 2. Ad esempio, una scoperta scientifica (Mondo 3) può portare a nuove tecnologie (Mondo 1) o cambiare il modo in cui le persone pensano (Mondo 2).

Contestualizzazione Questa teoria è stata sviluppata da Karl Popper, principalmente nel suo libro "I tre mondi", per sfidare le visioni relativiste e difendere l'oggettività della conoscenza. È importante non confonderla con altre teorie come la "teoria dei molti mondi" della fisica quantistica o la "teoria dei tre mondi" geopolitica di Mao Zedong, che classifying i paesi in base al loro egemonismo. Perché Popper critica il marxismo? “Popper sosteneva che i grandi uomini possono fare grandi errori. Lo diceva di Platone, ma è valido anche per Marx. Secondo Popper, il marxismo è la più pura, elaborata e pericolosa forma di storicismo, cioè della pretesa di poter predire il corso dell'intera storia umana”. Perché Popper critica la psicoanalisi? Le valutazioni che Karl Popper elaborò sulla scientificità della psicoanalisi furono molto severe. Secondo questo filosofo la psicoanalisi non poteva essere ritenuta una scienza perché le conclusioni a cui essa giungeva attraverso i propri enunciati rivestivano un carattere di eccessiva genericità.