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POPPER , RIASSUNTO DEL SUO PENSIERO FILOSOFICO, Dispense di Filosofia Politica

RIASSUNTO COMPLETO DELLA FILOSOFIA DI POPPER, PUNTI ESSENZIALI DEL SUO PENSIERO

Tipologia: Dispense

2020/2021

Caricato il 10/03/2021

valentina-antonetti-1
valentina-antonetti-1 🇮🇹

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POPPER
Il rapporto tra Popper e il neopositivismo rappresenta uno dei problemi più controversi e
discussi, tanto che sono state elaborate 3 interpretazioni:
1. Popper sarebbe un neopositivista dissidente;
2. Popper sarebbe l’avversario per eccellenza del neopositivismo, colui che ha contribuito a
determinarne la fine;
3. Popper si pone in una posizione intermedia ovvero una combinazione di elementi
neopositivistici e anti-neopositivistici questa è l’ipotesi + fondata: il suo pensiero è in
stretto contatto con le idee neopositiviste (battaglia x l’unità della scienza, l’unicità del
metodo scientifico, linguaggio osservativo neutrale…).
L’influenza più importante esercitata sul pensiero di Popper è quella di Einstein, grazie alla
quale egli elabora il suo programma di ricerca come il tentativo di chiarire cosa significasse
la rivoluzione einsteiniana per la teoria della conoscenza = egli rimase colpito dal fatto che
Einstein avesse formulato delle previsioni rischiose, ovvero le sue teorie erano
programmaticamente organizzate non in vista di facili conferme (verificazioni), ma di
possibili smentite (falsificazioni); inoltre egli condivide con Einstein il fatto che le teorie
scientifiche non sono verità assolute, ma semplici ipotesi o congetture è da qui che
Popper elabora i concetti di FALSIFICAZIONISMO e FALLIBILISMO.
La trattazione del suo pensiero è suddivisa in 2 sezioni:
1. Epistemologia
2. Politica
Il punto di partenza del suo pensiero è la ricerca di un criterio di demarcazione tra scienza e
non scienza secondo un pensiero comune, una teoria è scientifica se può essere verificata
dall’esperienza: Popper ritiene che la verificazione sia una utopia, poiché x verificare
completamente una teoria dovremmo avere presenti tutti i casi ma ciò non è possibile.
Popper rintraccia quindi il criterio di falsificabilità = una teoria è scientifica nella misura in
cui può essere smentita dall’esperienza, ovvero se i suoi enunciati entrano in conflitto con
potenziali osservazioni: una teoria è scientifica quando dispone di un sistema di controlli
empirici, ovvero quando esibisce, nella forma di asserzioni-base, delle possibili esperienze
falsificanti.
La piattaforma del processo di falsificazione è costituita da asserzioni-base= enunciati
elementari che risultano intersoggettivamente controllabili e sull’accettazione dei quali
esiste un accordo tra gli osservatori scientifici. Essi possono sempre metterle in discussione,
dunque la loro base empirica non è assoluta: la scienza è un edificio costruito su palafitte,
quindi precario le asserzioni-base non sono una base del sapere scientifico né in senso
Sono connesse tra di loro poiché il razionalismo critico di Popper costituisce
anche il fondamento della dottrina politica del liberalismo, di cui egli era
sostenitore; egli procede ad una riabilitazione generale della filosofia,
affermando che essa sia necessaria ed ineliminabile e che come esistono le
teorie scientifiche e politiche perché esistono i problemi scientifici o politici,
così esistono le teorie filosofiche, perché esistono problemi di natura
filosofica: rifiuta l’idea della filosofia come analisi linguistica e ritiene che
essa abbia a che are con la conoscenza della realtà e non con parole vuote.
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POPPER

Il rapporto tra Popper e il neopositivismo rappresenta uno dei problemi più controversi e discussi, tanto che sono state elaborate 3 interpretazioni:

  1. Popper sarebbe un neopositivista dissidente;
  2. Popper sarebbe l’avversario per eccellenza del neopositivismo, colui che ha contribuito a determinarne la fine;
  3. Popper si pone in una posizione intermedia ovvero una combinazione di elementi neopositivistici e anti-neopositivistici questa è l’ipotesi + fondata: il suo pensiero è in stretto contatto con le idee neopositiviste (battaglia x l’unità della scienza, l’unicità del metodo scientifico, linguaggio osservativo neutrale…). L’influenza più importante esercitata sul pensiero di Popper è quella di Einstein, grazie alla quale egli elabora il suo programma di ricerca come il tentativo di chiarire cosa significasse la rivoluzione einsteiniana per la teoria della conoscenza = egli rimase colpito dal fatto che Einstein avesse formulato delle previsioni rischiose, ovvero le sue teorie erano programmaticamente organizzate non in vista di facili conferme (verificazioni), ma di possibili smentite (falsificazioni); inoltre egli condivide con Einstein il fatto che le teorie scientifiche non sono verità assolute, ma semplici ipotesi o congetture è da qui che Popper elabora i concetti di FALSIFICAZIONISMO e FALLIBILISMO. La trattazione del suo pensiero è suddivisa in 2 sezioni:
  4. Epistemologia
  5. Politica Il punto di partenza del suo pensiero è la ricerca di un criterio di demarcazione tra scienza e non scienza secondo un pensiero comune, una teoria è scientifica se può essere verificata dall’esperienza: Popper ritiene che la verificazione sia una utopia, poiché x verificare completamente una teoria dovremmo avere presenti tutti i casi ma ciò non è possibile. Popper rintraccia quindi il criterio di falsificabilità = una teoria è scientifica nella misura in cui può essere smentita dall’esperienza, ovvero se i suoi enunciati entrano in conflitto con potenziali osservazioni: una teoria è scientifica quando dispone di un sistema di controlli empirici, ovvero quando esibisce, nella forma di asserzioni-base, delle possibili esperienze falsificanti. La piattaforma del processo di falsificazione è costituita da asserzioni-base= enunciati elementari che risultano intersoggettivamente controllabili e sull’accettazione dei quali esiste un accordo tra gli osservatori scientifici. Essi possono sempre metterle in discussione, dunque la loro base empirica non è assoluta: la scienza è un edificio costruito su palafitte, quindi precario le asserzioni-base non sono una base del sapere scientifico né in senso Sono connesse tra di loro poiché il razionalismo critico di Popper costituisce anche il fondamento della dottrina politica del liberalismo, di cui egli era sostenitore; egli procede ad una riabilitazione generale della filosofia, affermando che essa sia necessaria ed ineliminabile e che come esistono le teorie scientifiche e politiche perché esistono i problemi scientifici o politici, così esistono le teorie filosofiche, perché esistono problemi di natura filosofica: rifiuta l’idea della filosofia come analisi linguistica e ritiene che essa abbia a che are con la conoscenza della realtà e non con parole vuote.

logico né in senso cronologico, bensì in senso metodologico, per cui la loro funzione è duplice:

  1. Le asserzioni-base logicamente possibili servono per stabilire il carattere empirico delle teorie;
  2. Le asserzioni-base effettivamente accettate costituiscono il punto di partenza del concreto meccanismo di controllo di una teoria. La superiorità del principio di falsificabilità deriva dall’asimmetria logica tra verificabilità e falsificabilità: miliardi e miliardi di conferme non rendono certa una teoria, ma basta un solo fatto negativo x confutarla. Pertanto, la scienza non è il mondo delle verità certe e definitivamente verificate, ma l’universo delle ipotesi che non sono ancora state falsificate. Popper ritiene che le teorie pur non potendo essere verificate, possono venire corroborate: un’ipotesi teorica è corroborata quando ha superato il confronto con un’esperienza potenzialmente falsificante la CORROBORAZIONE non è indice di verità ma uno strumento x stabilire la preferenza rispetto alla verità, può fungere da criterio di scelta tra ipotesi rivali. Il criterio di falsificabilità è stato molto discusso e per non incorrere a fraintendimenti bisogna tener presente 2 questioni:
  • Se dal punto di vista logico, la smentita di una teoria è un fatto definitivo, dal punto di vista metodologico (concreto), nessuna smentita può essere considerata certa (il falsificazionismo è costretto a ritenere falsificabili anche le falsificazioni + accreditate);
  • Parlare di una teoria confutata dall’esperienza non significa parlare di una teoria immediatamente espulsa dal corpo della scienza, infatti, affinché una teoria venga rifiutata, occorre che se ne abbia una migliore a disposizione. Popper dunque arriva ad elaborare un modello pluralistico o pluri-teorico incentrato sul confronto tra teorie rivali e l’esperienza, e riconosce l’esistenza di un dogmatismo ovvero la tendenza al mantenimento di alcune teorie. Popper inoltre ritiene che la metafisica, non essendo falsificabile, non è una scienza, ma ciò non significa che essa sia senza senso, anzi, essa ha una funzione propulsiva nei confronti della scienza. Popper ritiene che le teorie sono l’esito di congetture audaci ed intuizioni creative: distinguendo tra contesto dalla scoperta e contesto della giustificazione, egli ritiene che le idee scientifiche possono derivare da diverse fonti e, pertanto, una volta trovate vanno provate, attraverso il principio di falsificabilità. Convinto che non esista un metodo x trovare le teorie, crede nell’esistenza di un metodo x controllare le teorie, di una procedura finalizzata a definire lo specifico percorso della scienza. Egli ritiene che tale metodo sia articolato in 3 fasi: problemi-teorie-critica procedimento per congetture e confutazioni o per prova ed errore= rispondere ad un problema mediante un’ipotesi che deve essere sottoposta al vaglio critico dell’esperienza. Questo metodo implica una valorizzazione epistemologica e pedagogica dell’errore (imparare dai propri errori in modo sistematico): se la scienza non è epistéme (=sistema infallibile di verità certe), ma dòxa (=insieme di congetture suscettibili di rettifica/confutazione), ne segue che l’errore è parte integrante del sapere scientifico.
  • Strumentalismo contro cui sostiene che le teorie scientifiche non sono strumenti di previsione e di calcolo, ma enunciati descrittivi che ci informano sulla realtà e che possono essere veri o falsi il rifiuto dello strumentalismo sta alla base della sua ripresa del realismo: teoria realistico-obiettivistica basata sulla definizione di verità come corrispondenza tra proposizioni e fatti (chiamiamo vera un’asserzione se coincide con i fatti). Un aspetto del realismo di Popper è la teoria dei 3 mondi:
    1. MONDO 1 = è quello delle cose, degli oggetti fisici e dei fatti naturali;
    2. MONDO 2 = è quello delle esperienze soggettive cioè degli stati di coscienza, dei pensieri;
    3. MONDO 3 = è costituito dai contenuti del nostro pensiero, ovvero dalle teorie (ha qualche punto in comune con il mondo platonico delle idee, tanto da parlare di platonismo). Popper affronta poi il problema del rapporto tra mente e corpo (il + difficile della filosofia): non è un dualismo di sostanze ma di due tipi di stati/eventi interagenti=mente e corpo sono in un rapporto di interazione. Popper parla di nuvole (sistemi fisici altamente irregolari, disordinati e imprevedibili) e orologi (sistemi fisici regolari, ordinati e prevedibili): se con Newton prevalse la convinzione che tutte le nuvole sono orologi (tesi deterministica), con la caduta della fisica classica e il sorgere della teoria dei quanti, prevale l’idea che tutti gli orologi sono nuvole (tesi indeterministica)  l’indeterminismo rappresenta un prerequisito necessario anche se non ancora sufficiente x ogni dottrina della libertà. Cercando di mostrare cosa distingue la libertà dell’agire umano intelligente e il comportamento casuale dei sistemi naturali, Popper perviene all’idea x cui la libertà risiede nel controllo plastico del comportamento tramite i principi della razionalità critica. Il contributo di Popper alla filosofia non riguarda solo l’epistemologia ma anche la politica: la crisi mondiale del comunismo e degli ideali totalitari ha evidenziato la sua importanza di filosofo della società aperta e di critico di ogni forma di assolutismo teorico e pratico. Con il termine storicismo, egli intende uno schema polemico di natura tipico-ideale che allude a tutte quelle filosofie che hanno preteso di cogliere un senso globale ed oggettivo della storia, ovvero una sorta di destino cui gli individui dovrebbero uniformarsi. Popper critica lo storicismo proprio nella sua pretesa di cogliere un senso oggettivo nella storia, poiché egli ritiene che non esiste un senso della storia precostituito rispetto alle interpretazioni e alle decisioni umane, poiché la storia assume il senso che gli uomini le danno. Inoltre, Popper rifiuta anche la pretesa olistica dello storicismo, ossia il suo voler parlare della storia nella sua totalità dimenticando che se vogliamo realmente studiare qualcosa dobbiamo sceglierne alcuni aspetti. Ma l’errore + grave è quello di confondere leggi e tendenze: lo storicismo crede che sia possibile predire il futuro delle vicende umane, dimenticando che una previsione, x essere veramente scientifica, deve basarsi su una legge e non su una tendenza.

La critica allo storicismo si accompagna al discorso sull’antitesi tra società aperta e società chiusa, usata x focalizzare il contrasto tra società organizzata secondo norme rigide di comportamento (l’individuo è sottoposto ad un controllo soffocante da parte della collettività) e una società fondata sulla salvaguardia delle libertà dei suoi membri mediate istituzioni democratiche autocorreggibili (accettano il confronto tra idee). Una delle parti + interessanti della sua opera politica è la dottrina della democrazia = possibilità dei governati di controllare i governanti mediante delle istituzioni strategiche (es. elezioni). La difesa della democrazia porta ad una critica dell’atteggiamento rivoluzionario e ad un’esaltazione del metodo riformista: la mentalità rivoluzionaria nasce dalla volontà di rendere una società perfetta attraverso l’uso della violenza; egli è contrario alla violenza e, pertanto, contrappone ad essa una tecnologia sociale a spizzico, che procede in modo graduale (riformismo gradualista) e ritiene che l’uso della violenza può essere giustificato solo x combattere la tirannide e istituire la democrazia.