Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Appunti prof.Coppola, Appunti di Psicologia Clinica

Appunti sull' Affidamento familiare

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 29/12/2018

alessandra_fiore1
alessandra_fiore1 🇮🇹

4.5

(56)

27 documenti

1 / 23

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
lOMoARcPSD|1882479
L’AFFIDAMENTO FAMILIARE
Primi 3 capitoli.
Legge 4 maggio 1983 n°184 à legge che regolamenta l’ado e l’adozione. La dicotomia
minore in ado vs
adozione non regge più. Vengono fuori diverse situazioni di tipo intermedio. Per questo
si è istituita
l’adozione mite. A volte ti trovi in una situazione di rischio del minore e con una
famiglia inconsistente però
ti trovi nella condizione in cui non può andare né in ado né in adozione.
Quando viene emesso il provvedimento di ammissione del bambino in comunità non si
trova la disponibilità delle famiglie ad accogliere il minore poi quando si parla di ado
la disponibilità delle famiglie cambia notevolmente.
Art.1: il minore ha il diritto di crescere ed essere educato nell’ambito della propria
famiglia.
Art. 2: il minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo ha bisogno
di essere inserito in una famiglia che possa assicurargli il mantenimento, il sostegno
anche morale.
Modica della legge 4 maggio 1983 n.184: la legge privilegia le tipologie di
intervento che diano priprità all’adamento ad altra famiglia o ad una comunità di
tipo familiare. Poiché la legge legittima il diritto del minore a rischio ad essere
educato nell’ambito della propria famiglia.
Si è preferita la famiglia perché il minore ha la possibilità di sviluppare nuove
relazioni di attaccamento. Ci sono dei luoghi organizzati tipo case famiglia in cui gli
operatori si chiamano con nomi che richiamano la famiglia, sono comunque una
comunità ma mirano a sviluppare relazioni aettive primarie.
Essendo il monore protagonista di questo istituto la legge prevede un suo
coinvolgimento sin da quando il servizio sociale dispone l’adamento familiare. A tal
proposito la legge 4 prevede che sia sentito il minore che ha compiuto gli anni 12 e
anche il minore di età inferiore in considerazione della sua capacità di discernimento.
Bisogna cercare di creare un consenso da parte del minore per evitare che si creino
situazioni di forzatura e costrizione allo spostamento dello stesso dalla famiglia di
origine a quella di adamento/casa famiglia. Situazioni che sono invece capitate in
passato.
Il 29 ottobre 2015 è stato pubblicata la legge n.173 sulla continuità degli aetti. Adi
che perdurano da molto tempo hanno una certa priorità laddove serva trasformare
quell’ado in adozione. Il minore in adamento in una specica famiglia verrà
preferibilmente adottato dalla stessa famiglia per garantire una continuità aettiva
che non sarebbe rispettata conducendo l’adozione presso un’altra famiglia.
L’ado teoricamente dovrebbe ristrutturare i modelli operativi interni tramite le
relazioni di attaccamento, i genitori dovrebbero diventare la nuova base sicura del
minore.
Questa legge del 2015 fa concepire l’adamento come uno step primario
dell’adozione, c’è il rischio che la famiglia di ado si mobiliti per integrare il minore
nella famiglia di origine perché non ha più gli scopi semplici di diventare un supporto
ma lo scopo diventa adottare un bambino.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17

Anteprima parziale del testo

Scarica Appunti prof.Coppola e più Appunti in PDF di Psicologia Clinica solo su Docsity!

lOMoARcPSD|

L’AFFIDAMENTO FAMILIARE

Primi 3 capitoli.

Legge 4 maggio 1983 n°

à

legge che regolamenta l’affido e l’adozione. La dicotomia minore in affido vs adozione non regge più. Vengono fuori diverse situazioni di tipo intermedio. Per questo si è istituita

l’ adozione mite. A volte ti trovi in una situazione di rischio del minore e con una famiglia inconsistente però

ti trovi nella condizione in cui non può andare né in affido né in adozione.

Quando viene emesso il provvedimento di ammissione del bambino in comunità non si trova la disponibilità delle famiglie ad accogliere il minore poi quando si parla di affido la disponibilità delle famiglie cambia notevolmente.

Art.1: il minore ha il diritto di crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia.

Art. 2: il minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo ha bisogno di essere inserito in una famiglia che possa assicurargli il mantenimento, il sostegno anche morale.

Modifica della legge 4 maggio 1983 n.184: la legge privilegia le tipologie di intervento che diano priprità all’affidamento ad altra famiglia o ad una comunità di tipo familiare. Poiché la legge legittima il diritto del minore a rischio ad essere educato nell’ambito della propria famiglia.

Si è preferita la famiglia perché il minore ha la possibilità di sviluppare nuove relazioni di attaccamento. Ci sono dei luoghi organizzati tipo case famiglia in cui gli operatori si chiamano con nomi che richiamano la famiglia, sono comunque una comunità ma mirano a sviluppare relazioni affettive primarie.

Essendo il monore protagonista di questo istituto la legge prevede un suo coinvolgimento sin da quando il servizio sociale dispone l’affidamento familiare. A tal proposito la legge 4 prevede che sia sentito il minore che ha compiuto gli anni 12 e anche il minore di età inferiore in considerazione della sua capacità di discernimento.

Bisogna cercare di creare un consenso da parte del minore per evitare che si creino situazioni di forzatura e costrizione allo spostamento dello stesso dalla famiglia di origine a quella di affidamento/casa famiglia. Situazioni che sono invece capitate in passato.

Il 29 ottobre 2015 è stato pubblicata la legge n.173 sulla continuità degli affetti. Affidi che perdurano da molto tempo hanno una certa priorità laddove serva trasformare quell’affido in adozione. Il minore in affidamento in una specifica famiglia verrà preferibilmente adottato dalla stessa famiglia per garantire una continuità affettiva che non sarebbe rispettata conducendo l’adozione presso un’altra famiglia.

L’affido teoricamente dovrebbe ristrutturare i modelli operativi interni tramite le relazioni di attaccamento, i genitori dovrebbero diventare la nuova base sicura del minore.

Questa legge del 2015 fa concepire l’affidamento come uno step primario dell’adozione, c’è il rischio che la famiglia di affido si mobiliti per integrare il minore nella famiglia di origine perché non ha più gli scopi semplici di diventare un supporto ma lo scopo diventa adottare un bambino.

Affidi sine die: a lungo termine, senza termine. Continuano a chiamarsi affidi a volte ma generano una situazione di limbo per il minore. Quindi se ci si accorge che l’affido va per tempi eccessivi si suggerisce di adottare.

Adozione mite: adozione speciale secondo la quale il minore può continuare ad avere rapporti con la famiglia di origine nonstante venga adottato dalla famiglia affidataria. È stata pensata per quei casi in cui i minori sono in affido da tantissimo tempo e non si può più tornare indietro riportandolo alla famiglia di

  • Famiglia di origine

In aggiunta ci sono i:

  • Servizi sociali: sono quelli che hanno il primo contatto con la situazione problematica. Procedimento civile aperto dal pubblico ministero per inserire il bambino in comunità per nominare

lOMoARcPSD|

un tutore legale oppure per andare in affidamento. Raccoglie segnalazioni e situazioni problematiche.

  • (^) Consultorio familiare: è l’organo investito nella parte psicologica. Permette di sostenere psicologicamente tutti gli attori sociali. La relazione richiesta infatti è di tipo psico sociale.
  • Il tribunale per i minorenni: possibilità di mettere su affidi consensuali, senza che sia investito il tribunale per minorenni ma sono davvero pochi. La maggior parte degli affidi invece prevede l’intervento del tribunale per minorenni (affido giudiziario). Si apre un fascicolo civile che chiede relazioni ai servizi e al consultorio e poi il tribunale dei minori emana un provvedimento. A meno che in situazioni estreme si dichiari direttamente l’adottabilità.
  • La rete di famiglie: reclutamento delle famiglie affidatarie. Sono presenti campagne di sensibilizzazione per ritrovare famiglie affidatarie. Siamo in un periodo in cui sempre più spesso le famiglie affidatarie vengono meno.
  • Associazioni: per recuperare le famiglie.

C’è una fase definita contestazione dello stato di abbandono in cui dai il tempo alla famiglia di intervenire e migliorare. In tali casi può essere che la famiglia si adoperi per migliorare le condizioni familiari.

L’affidamento familiare si può predisporre da 0 a 17 anni. Il provvedimento di affido può essere prolungato anche fino ai 21 anni (*25 anni ultimamente) se ad esempio sono in comunità e stanno facendo un programma. Problema a livello di macrosistema: le istituzioni evitano di dare in affido fino a 25 anni.

L’affidamento familiare viene predisposto per qualsiasi nazionalità specialmente ai minori stranieri non accompagnati (msna). Ad esempio se arrivano in italia senza genitori sono minori non accompagnati e necessitano di assistenza, si sta cercando di incentivare la possibilità dell’affidamento familiare. Tipicamente accade che vanno in comunità.

Le rappresentazioni mentali internde dei bambini ed adolescenti potrebbero essere di tipo insicuro/disorganizzato e questo può generare problemi. Noi psicologi dobbiamo puntare su questo. Questi bambini partono con delle aspettative del genere e mettono in atto comportamenti che fanno saltare la famiglia affidataria. Bisogna quindi puntare

su una formazione di questo tipo per le famiglie affidatarie. Preparandoli a cosa accadrà. Possibile ristrutturazione dei modelli operativi interni grazie a tali relazioni. Il bambino ha comportamenti oppositivi provocatori. Il bambino avrà delle aspettative rispetto alle relazioni e se non ti comporti come il minore si aspetta farà in modo tale da metterti nelle condizioni di farlo. Pensieri “io merito di essere abbandonata/ picchiata”. Spesso nonostante i colloqui e la formazione ai genitori spiegandogli di non colludere (non confermare le loro aspettative) difficilmente si riesce a farglielo

capire. Più la bambina stringe il legame più si scompensa, non bisogna confermare le loro aspettative per poter ristrutturare i modelli. Comportamenti sessualizzati: nel momento in cui vengono messi in atto dal minore mettono fortemente in crisi la coppia e non sanno come gestirli.

  1. La famiglia di origine: la famiglia di origine ha un impegno attivo nel progetto di affido. L’affidamento familiare in quanto intervento caratterizzato

lOMoARcPSD|

  1. La famiglia affidataria: dovrebbe assicurare il mantenimento, educazione, istruzione e la cura delle relazioni affettive del bambino provvedendo in accordo con la sua famiglia e con gli operatori anche alle necessità di ordine sanitario, intervenendo tempestivamente in caso di gravità e di urgenza informandone il servizio sociale. Il tribunale emana un provvedimento di sospensione o decadenza della responsabilità genitoriale che serve a limitare i possibili danni della famiglia di origine e permette di lasciar prendere decisioni migliori alla famiglia affidataria. Questo solo quando i genitori sono poco collaborativi! Questa famiglia dovrebbe essere la base sicura che permette di lavorare in co terapia. Deve essere una base sicura. Deve saper rispettare ed accettare la famiglia del bambino. Deve saper …. Riceve dei finanziamenti ma questa cosa è stata sospesa per gli affidi intrafamiliari (rischio di avere soldi e basta). Può partecipare ad attività di sostegno e formazione predisposte dai servizi e dalle reti di famiglie affidatarie. Il monitoraggio deve essre costante.

Intrafamiliare: all’interno della famiglia di origine, parenti entro il 4 grado.

Eterofamiliare: persone esterne. Problema culturale (macrolivello) non si preferisce questo livello anche se

  • il migliore per un problema culturale. Facendo rimanere il minore nella stessa famiglia si rischiano di ripetersi schemi e modelli di attaccamento sempre uguali.

Consensuale: disposto dalla famiglia spontaneamente. La forma è consensuale o giudiziaria, però anche in un affido giudiziale perché funzioni devi ottenere il consenso della famiglia di origine. Anche se sono situazioni a rischio devi comunque coinvolgere le famiglie di origine e fare un lavoro di consenso perhcè solo così puoi ottenere una buona riuscita. La famiglia di origine può intervenire facendo saltare il programma.

Giudiziale: con il tribunale, sempre 24 mesi può essere prorogabile.

Un affido vero e proprio prevede la collaborazione della famiglia di origine! Devi riuscire ad ottenerla necessariamente. Questo conflitto ha effetti sul minore? Può verificarsi un conflitto di lealtà tra le due famiglie.

Se superano i 2 anni l’assistente sociale deve comunicarlo e ci si trova in una condizione diversa dal semplice affido.

Full time e part time

Affidamento familiare dei neonati o bimbi piccoli rientra tra le forme di tipo sperimentale. Prevede affidamenti familiari di breve periodo, per neonati o bimbi piccoli ( 0-24 mesi) quale alternativa all’inserimento in comunità.

Affidamento con madri con bambini rientra tra quelle di tipo sperimentale si tratta di….

….

Affido o adozione?

Affido Adozione Durata Provvedimento temporaneo ( 2

Provvedimento permanente

anni prorogabile ) Rapporti con la famiglia d origine

Mantenimento dei rapporti con la famiglia d’origine nelle

modalità Conclusioni

Iter previsto :

peso che i fattori ambientali hanno sull’evoluzione. Impatto a lungo termine: possiamo aiutare la madre a migliorare entro il primo anno di vita ma a lungo termine? È stata verificata l’efficacia anche in studi a lungo termine.

Condizione di rischio per sicurezza infantile: adozione internazionale. Questi bambini sono potenzialmente a rischio per lo sviluppo psico affettivo. Chi ha ricevuto il trattamento del vipp ha avuto benefici sia a breve che a lungo termine.

Bambini con problemi comportamentali dell’esternalizzazione: specialmente per il protocollo sd, questo ha portato a dei benefici.

Madri con disturbi alimentari: sperimentano un forte disagio specialmente nel momento del pasto, hanno lavorato nel fornire un video feedback specialmente nel momento del pasto con il minore.

Dermatite atopica, bambini prematuri, diadi a rischio psicosociale (scarso supporto sociale e basso ses), diadi con depressione post partum: efficacia dell vipp.

OMoARcPSD|

CIRCLE OF SECURITY (COS)

Uno dei punti di forza ma anche di debolezza del VIPP è che mira a sostenere i processi riflessivi della madre, laddove ci sia già un minimo di disponibilità e di competenze a farlo. Ma nelle situazioni gravi, in cui le capacità riflessive dei genitori sono molto carenti, si può ricorrere a questa metodologia che ha video e materiale illustrativo molto semplice e facilmente comprensibile. Trasmette significati e permette di lavorare su dimensioni profonde con un approccio molto semplice laddove le risorse sono molto carenti. È un protocollo fondato sui teorici dell’attaccamento.

Principi teorici ispiratori della teoria dell’attaccamento

  • Ruolo dell’accudimento sensibile del genitore nello sviluppo infantile (regolazione psicofisiologica,

regolazione affettiva e risorse per la riparazione dei fallimenti interattivi à^ tronik

espressioni facciali, riparare i fallimenti interattivi concetto che viene poi spostato nelle età successive)

  • Modelli operativi interni relativi all’accudimento:

Basati sull’esperienza passata di cure ricevute

Funzione: regolare, interpretare e predire comporrtamenti di cura e di protezione

Strutturano la realtà dell’accudimento di quel genitore

Sistemi di memoria multipla: memorie traumatiche che mi influenzano a livello procedurale ma non sono presenti a livello episodico, sono trascurante senza capire il motivo per cui losono. Memoria procedurale, semantica, episodica e diversi livelli di consapevolezza

Sono coinvolti in situazioni di accudimento fortemente a rischio causate dall’attivazione di strategie difensive da parte del genitore funzionali a proteggere da sofferenaz connessa al passato che hanno l’effeto di scviare il genitore dalla percezione del bambino e la sua oggettività e realtà contingente. I genitori tendono a sviare ad esempio per evitare il contatto fisico con li bambino e si lavora proprio su queste dimensioni svianti.

Intervento basato su:

  • (^) Affinare le capacità percettive della madre
  • Distinguere osservazione da interpretazione che può essere distorta
  • Riflettere su come i propri contenuti personali intrudono
  • Identificazione di comportamenti di accudimento efficaci

Ci sono due varianti del cos:

psicoeducativa

à

10 sessioni, operatore che lavora nel mondo dell’infanzia anche

a livello preventivo psicoterapeutica

à

20 sessioni, lavoro più profondo diverse strategie di lavoro:

lOMoARcPSD|

due fasi:

si fa prima una valutazione dell’attaccamento/ruolo genitoriale usando la adult o la strange. Il grado di coerenza e accessibilità personale ai vissuti nel rievocare le esperienze dell’infanzia e la capacità di collegare il passato al presente definisce un modello sicuro o insicuro (adult). Ci sono altre interviste simili che valutano le rappresentazioni.

Intervento vero e proprio

Tre R:

R

à

relazione (genitore e bambino ma anche terapeutica)

R

à

Riflessione con materiale grafico e video

R

à

Riparazione “non è mai troppo tardi per riparare”

Ci sono due momenti:

  1. Un lavoro di psicoeducazione:

  2. Un lavoro di intervento

PSICOEDUCAZIONE

Tutti gli interventi fanno riferimento sempre al circolo, stare nel circolo.

Immagine del cerchio: Nella prima immagine sono rappresentati entrambi i momenti sia di esplorazione che di attaccamento. Si evince come il bambino abbia bisogno del genitore anche quando sta esplorando individualmente attraverso ad esempio la condivizione. Il bambino ha bisogno del genitore anche quando torna nel porto sicuro ed ha bisogno di essere confortato.

La regolazione emotiva è un aspetto centrale di questo protocollo, non significa solo dargli supporto ma anche aiutarlo a contenere, esplorare e analizzare tutte le esperienze emotive fatte dal bambino sia quando esplora che quando è attivo il sistema motivazionale dell’attaccamento.

Immagine delle mani: il genitore deve sempre essere più grande, più saggio e più forte ma comunque gentile. Molte situazioni disfunzionali si caratterizzano dall’inversione o mal definizione dei ruoli oppure responsabilizzazione del bambino. Immagine che mira a sensibilizzare il genitore rispetto alla funzione educativa ed anche affettiva.

Si lavora molto sul concetto di essere CON il bambino, esserci nella riorganizzazione delle sue emozioni. Da una buona relazione diadica si sviluppano delle buone relazioni. Empatizzare con i bisogni del bambino senza essere arrabbiati o spaventanti.

Il linguaggio utilizzato nelle immagini è estremamente semplice perché ci si trova in delle condizioni precarie e di gravi disfunzionalità.

Si lascia la possibilità al genitore di esprimere le difficoltà rispetto a questi messaggi.

[ dubbio sulla freccetta: Sta a noi discernere i comportamenti evitanti/ambivalenti e riusciamo a capire quando lo sono tramite la strange situation (versione modificata perché va dai 1 ai 5 anni) e tramite la valutazione iniziale.]

lOMoARcPSD|

Per la versione italiana: anche se nasce in un contesto culturale diverso il feedkback è che è efficace. Alcuni però utilizzano una versione integrata senza usare l’intero protocollo. In oltre le situazioni disorganizzate di attaccamento sono universali.

Settimana 10-

à

ogni genitore deve identificare la propria shark music. Si vedono le videoregistrazioni di interazione con il proprio bambino e poi si cerca di capire qual è la propria colonna sonora. Analisi dei meccanismi difensivi che impediscono al genitore di usare le proprie risorse genitoriali.

La promozione delle capacità di mentalizzazione appartiene alla nuova corrente di interventi.

2) UTILIZZO NUOVO DI TAVOLE

Si da un significato al comportamento del bambino rispetto alla regolazione emotiva. Sappiamo che la regolazione emotiva rimane una strategia diadica specialmente in età prescolare e si lavora sul fallimento interattivo.

  1. SECONDA VALUTAZIONE FINALE CON CERIMONIA

lOMoARcPSD|1 EFFICACIA DEL COS

65 diadi a rischio psicosociale, modificazione verso una maggiore riorganizzazione dell’attaccamento, fattore protettivo verso evoluzioni in senso peggiorativo. Nessuno è evoluto verso la disorganizzazione.

La genitorialità è un tema attuale per tutti e ciascuno di noi quando si comporta da genitore integra credenze, esperienze passate e cerca di fare il proprio meglio. Questo strumento si basa su decenni di ricerca nell’ambito dell’attaccamnto e da la possibilità di fornire al bambino un nuovo ocntesto relazionale per far sentire il bambino

Il cerchio è stato creato per farti sapere cosa cercare per farlo sentire meglio

Ci sono diversi bisogni dell’attaccamento che le persone sperimentano

Vediamo i bisogni del bambino: ha bisogno di esplorare, ha bisogno di saper con certezza che può tornare dal genitore per sentirsi più rassicurato qualcuno pronto ad accoglierlo se ha bisogno.

Tre bisogni principali; uscire dal cerchio, andare dentro il cerchio ed essere supportato.

Il fatto di trovare il genitore: protect confort and understanding

Non leggere bene i suoi bisogni puoi causargli problemi. È fondamentale che il bambino abbia riconosciute i propri bisogni quando non c’è soffre o si sente frustrato. Oppure semplicemente non avere un riferimento quindi se si sente perso confuso o fuori controllo non può contare sulla figura.

Siamo sempre nelle situazioni affettivamente significative, questo ci caratterizzerà per tutta la vita.

tali vissuti positivi e accettare in termini di recupero e di possibilità di recupero quello che sta accadendo.

  • Sostegno alla famiglia affidataria e al bambino nella transizione

Informare il bambino: oggetti transazionali, conoscere la casa e i genitori insieme alla famiglia di origine. Questione base sicura.

Informare la famiglia affidataria: ridurre le aspettative e spiegare i modelli affettivi e comportamentali dei bambini che hanno un’esperienza traumatica alle loro spalle aiutando a spiegare i comportamenti del bambino. Soprattutto quando la relazione iniziava a costruirsi non tanto nella fase iniziale in cui c’è più accondiscendenza, intorno ai 6 o 8 mesi

lOMoARcPSD|

quando il bambino comincia a considerare l’affidatario come figura affettiva riemerge il modello disfunzionale della relazione precedente e viene fuori anche la paura di fidarsi dell’altro. All’apparenza sembra che inizi bene e poi vada peggio.

Garantire continuità tra i due contesti di vita del bambino: l’affido si caratterizza per il mantenimento dei contatti con la famiglia di origine a differenza dell’adozione.

  • Stesura e accettazione da parte di servizi e genitori biologici di un progetto di intervento (tempi, modalità, obiettivi, supporti, scelte alternative in caso di fallimento): la condivisione riduce la paura dell’affido. Questa è una cosa che nella pratica viene tralasciata. Il progetto dell’affido dovrebbe mirare ad un recupero quindi non ci si deve “rilassare” pensando che sia finito lì una volta predisposto l’affido. Se il genitore può condividere questo patto in maniera esplicita questo riduce i vissuti persecutori rispetto all’esperienza che sta vivendo. Anche rispetto alle alternative in caso di fallimento.

INTERVENTO NEL CORSO DELL’AFFIDO

  1. Continuazione nel sostegno dell’elaborazione del trauma del distacco per bambino e per genitori biologici/contesto familiare di provenienza. Il bambino vive una forte ambivalenza di doppia appartenenza (conflitto di realtà?) perché deve affezionarsi ad una nuova famiglia ma anche rimanere vicino a quella vecchia

  2. Sostegno a comprendere l’ambivalenza del bambino x la famiglia

  3. Favorire integrazione del bambino nella famiglia affidataria: (18.24 mesi proprio quando le relazioni si costituiscono) sostegno nell’esplorazione della moltitudine di emozioni miste che la condizione suscita (senso di doppia appartenenza e realtà) anche rispetto al gruppo dei pari

  4. Sostegno al recupero con la famiglia originaria: benefici e rischi degli incontri. Organizzazione della frequenza di essi, durata e luogo, contatti tra genitori e affidatari, monitoraggio e sostegno agli incontri. A volte si prevedono degli incontri negli spazi neutri in casi problematici di relazioni e l’operatore relaziona qual è stato il comportamento del bambino e del genitore. Si può intervenire in questa fase di incontri? Dipende dalle realtà locali. La recuperabilità della famiglia di origine è un obiettivo che è trasversale a tutte le fasi. Gli incontri possono essere videoregistrati e si può fare un video feedback sulla mamma. Se questa fase di monitoraggio si accompagna anche ad una fase di intervento e sostegno fa solo bene. Se il padre biologico comincia a parlare male della famiglia affidataria si interviene.

  5. Sostenere le funzioni genitoriali

Home visiting

Co-parenting: un fronte genitoriale unico per le esigenze del bambino. Collaborazione forte tra la famiglia affidataria e quella di origine.

  1. Sostenere la famiglia affidataria, soprattutto attraverso psico educazione:

Sullo sviluppo del bambino, soprattutto in condizioni di affidamento

Servizi disponibili