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Gestione Finanziaria Aziendale: Capitale, Autofinanziamento e Struttura a Costi e Ricavi -, Appunti di Programmazione e controllo

Appunti di Programmazione e Controllo. Gli argomenti sono quelli che si vedono nell'indice. Studiando solo con gli appunti ho passato l'esame.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 16/06/2020

NoemiFais
NoemiFais 🇮🇹

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7 documenti

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PROGRAMMAZIONE E
CONTROLLO
ANNO ACCADEMICO 2019/2020
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PROGRAMMAZIONE E

CONTROLLO

ANNO ACCADEMICO 2019/

Sommario

L’economicità

  1. La logica delle scelte aziendali
  2. L’economicità
  3. Le condizioni di economicità
  4. L’economicità super-aziendale

1. La logica delle scelte aziendali

Premessa: Il rapporto azienda ambiente è:

  • Dinamico
  • Generale
  • Interiorizzato La logica delle scelte nelle aziende di produzione segue il:

2. L’economicità

Criterio informatore delle scelte perché l’azienda di produzione possa costituire fattore durevole di benessere. Condizioni:

  1. Efficacia: grado di raggiungimento degli obiettivi
  2. Equilibrio economico reddituale
  3. Efficienza
  4. Adeguata copertura del fabbisogno finanziario
  5. Armonia tra i flussi monetari L’economicità nelle imprese
  6. Economicità aziendale
  7. Economicità super-aziendale a) Di gruppo b) Collettiva (o macroeconomicità) Comportamento dell’impresa:
  • Considera l'impresa operante come economia autonoma che nel mercato deve trovare le condizioni di durevole esistenza. Economicità aziendale Criterio dell'economicità Acquisisce e utilizza fattori produttivi SCOPO^ Produrre e vendere beni e servizi SOSTENIMENTO DI COSTI CONSEGUIMENTO DI RICAVI

3. Condizioni di economicità

1. Autosufficienza economica (o equilibrio economico) a valere nel tempo: I ricavi devono remunerare congruamente tutti i fattori produttivi utilizzati ovvero Deve esservi equilibrio tra i costi e i ricavi di gestione a. Condizione di equilibrio economico b. Tale equilibrio deve avere carattere di durevolezza, anche se può mancare nel breve periodo:

  • deve permanere nel medio/lungo periodo;
  • deve essere compatibile con i tempi di attesa. 2. Adeguata copertura del fabbisogno finanziario: Premessa: Anticipato sostenimento dei costi rispetto al conseguimento dei ricavi Fabbisogno Finanziario: Le fonti di finanziamento devono essere adeguate rispetto:
    • Alla dimensione del fabbisogno
    • Alla natura del fabbisogno
    • Alla prevista dinamica monetaria 3. Equilibrio monetario: Favoriscono l’equilibrio tra entrate e uscite monetarie in ogni momento di vita dell’impresa Equilibrio nella gestione:
    • Economica: Congrua remunerazione dei fattori produttivi
    • Finanziaria: Adeguata copertura del fabbisogno di capitale
    • Monetaria: Armonia tra entrate e uscite di denaro à le somme disponibili più le entrate devono coprire le uscite

Ricavi della produzione

venduta

Costo economico-tecnico

  • Investimenti in attesa di realizzo
  • Disponibilità liquide

Autosufficienza economica

Adeguata copertura del

Fabbisogno Finanziario

La Finanza Aziendale

  1. La funzione finanza
  2. Condizioni di economicità aziendale
  3. Il fabbisogno di capitale
  4. Le fonti di finanziamento
  5. L’autofinanziamento
  6. Fonti e impieghi Premessa Aspetti della gestione:

1. La funzione finanza

2. Condizioni di economicità aziendale

  1. Autosufficienza economica
  2. Adeguata copertura del fabbisogno di capitale L’anticipato sostenimento dei costi rispetto al conseguimento dei ricavi determina il fabbisogno di capitale
    • di realizzo
    • disponibilità liquide
  3. Equilibrio monetario Anche nel breve periodo

3. Il fabbisogno di capitale

Operazioni in corso di svolgimento:

  • Costi sospesi
  • Produzione non ancora venduta
  • Crediti commerciali
  • Perdita d’esercizio 1. Capitale Fisso Fattori strutturali: Determinano un fabbisogno di capitale di carattere durevole che si riduce con l’ammortamento. Sotto l’aspetto monetario comportano:
  1. Un esborso iniziale
  2. Un ritorno in forma liquida con l’ammortamento
  3. Un ulteriore esborso all’atto del rinnovo Economico Monetario Finanziario

Oggetto

Gestione del fattore "capitale monetario" nei momenti di acquisizione e impiego

Obiettivo

Equilibrio nelle gestioni finanziaria e monetaria Ed anche:

  • Anticipazioni monetarie di legge o contrattuali (IVA, assegni familiari, caparre…)
  • Fondi liquidi à riserva di liquidità
  • Finanziamenti attivi

Se l’impresa utilizza un unico grande impianto, il fabbisogno per capitale fisso si riduce col procedere dell’ammortamento, in caso contrario, a detta riduzione si contrappongono i rinnovi. Fattori d’esercizio: Partecipano a un solo ciclo produttivo e tornano in forma liquida direttamente e interamente al termine del ciclo produttivo

  • Merci e materie prime
  • Prodotti
  • Crediti commerciali
  • Servizi a spesa contestuale
  • Servizi anticipati 2. Capitale circolante Fattori d’esercizio Merci Materie prime Servizi anticipati Il lavoro e i servizi a spesa contestuale entrano nel valore interno della produzione trasformandosi in prodotti e crediti commerciali. I prodotti e i crediti commerciali generano fabbisogno finanziario del tipo:
  • Capitale circolante – quando partecipano a un solo ciclo produttivo
  • Di vendita
  • Di incasso Sebbene il capitale circolante sia investito in operazioni di breve durata, il suo disinvestimento non è possibile se l’impresa avvia continuamente nuovi cicli produttivi. Fattori d'esercizio A spesa anticipata Merci e materie prime Taluni servizi A spesa contestuale Lavoro Altri servizi FABBISOGNO FINANZIARIO IN MODO IMMEDIATO
  1. Trasferimenti da bilanci pubblici I fondi hanno una “destinazione” vincolata a un determinato piano di investimenti. Di norma, non devono essere rimborsati in quanto chiamati “a fondo perduto” e sono erogati a “stato di avanzamento” Se concessi a fronte di costi d’esercizio prendono il nome di contributi in conto esercizio. Se concessi per l’acquisizione di fattori strutturali si chiamano contributi in conto capitale.
  2. Anticipazioni a fronte di ricavi futuri
    • Acconti su commesse pluriennali
    • Incasso dal cliente in via anticipata per servizi da prestare in periodi prolungati In prima approssimazione:
    1. Fabbisogni durevoli devono essere coperti con finanziamenti durevoli
    2. Fabbisogni temporanei devono essere coperti con finanziamenti a breve termine Allo scopo di Evitare situazioni di stasi e punta finanziaria.

5. L’Autofinanziamento

  1. Autofinanziamento lordo Ricavi Entrate monetarie Costi Uscite monetarie Costi che non danno luogo a uscite Finanziamenti durevoli
  • Capitale di rischio
  • Quota oltre i 12 mesi dei debiti a medio/lungo termine
  • Quota "minima" dei debiti di funzionamento
  • Contributi in conto capitale Finanziamenti di breve periodo
  • Debiti di finanziamento ento i 12 mesi
  • Quota entro i 12 mesi dei debiti a medio/lungo termine
  • Quota eccedente la quota "minima" dei debiti di funzionamento
  • Dividendi e rimborsi previsti di capitale di rischio
  • Anticipazioni su ricavi futuri
  • Operazione mediante la quale l'azienda viene dotata dei mezzi monetari necessari per lo svolgimento della sua attività Finanziamento
  • Creazione interna - attraverso i ricavi di vendita - di mezzi monetari - liquidità - necessari per lo svolgimento dell'attività aziendale Autofinanziamento Gestione Economica Costi di allestimento della produzione venduta Ricavi di vendita

Esistono due procedimenti per calcolare l’autofinanziamento lordo

  1. Procedimento 1 𝐸𝑛𝑡𝑟𝑎𝑡𝑒 𝑚𝑜𝑛𝑒𝑡𝑎𝑟𝑖𝑒 − 𝑈𝑠𝑐𝑖𝑡𝑒 𝑚𝑜𝑛𝑒𝑡𝑎𝑟𝑖𝑒 = 𝑨𝒖𝒕𝒐𝒇𝒊𝒏𝒂𝒏𝒛𝒊𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝑳𝒐𝒓𝒅𝒐
  2. Procedimento 2 D 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑚𝑜𝑛𝑒𝑡𝑎𝑟𝑖 Conto Economico
  3. Autofinanziamento netto L’autofinanziamento netto si usa quando: Componenti dell’autofinanziamento:
  4. Eccedenza degli utili conseguiti nel periodo sugli utili distribuiti - autofinanziamento in senso stretto o patrimoniale
  5. Eccedenza degli ammortamenti imputati al periodo rispetto agli investimenti per rinnovi effettuati
  6. Eccedenza delle quote accantonate ai fondi spese future rispetto alle uscite relative
  7. Variazioni del capitale circolante netto. (𝑐𝑟𝑒𝑑𝑖𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑚𝑒𝑟𝑐𝑖𝑎𝑙𝑖 + 𝑚𝑎𝑔𝑎𝑧𝑧𝑖𝑛𝑜) − 𝑑𝑒𝑏𝑖𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑚𝑒𝑟𝑐𝑖𝑎𝑙𝑖 = 𝐶𝑎𝑝𝑖𝑡𝑎𝑙𝑒 𝐶𝑖𝑟𝑐𝑜𝑙𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑁𝑒𝑡𝑡𝑜 (𝐶𝐶𝑁) Gli aumenti del CCN assorbono liquidità, le diminuzioni generano liquidità. Costi d'esercizio cui non corrispondono uscite monetarie
  • Ammortamenti
  • Accantonamenti ai fondi
  • Utile d'esercizo Uscite monetarie cui non corrispondono costi d'esercizio
  • Rinnovi impianti
  • Pagamento fondi
  • Dividendi Compreso l’utile d’esercizio Costi d'esercizio cui non corrispondono uscite monetarie Uscite monetarie cui non corrispondono costi d'esercizio

6. Fonti e impieghi

In pratica, soprattutto nelle analisi di bilancio l’attivo dello SP – Impieghi – viene suddiviso in:

  • Immobilizzazioni Non torneranno in forma liquida nel corso del successivo esercizio
  • Capitale circolante lordo Tornerà in forma liquida nel successivo esercizio Il passivo dello SP – Fonti – viene suddiviso in:
  • Fonti di copertura durevoli
  • Capitale Proprio
  • Debiti a medio lungo termine
  • Fonti di copertura a breve
  • Debiti a breve termine

N O T A B E N E

I contributi in conto capitale sono compresi nel capitale proprio.

Analisi di bilancio per indici

Obiettivi

La base di partenza per l’analisi di bilancio è la riclassificazione del bilancio d’esercizio , ossia la predisposizione dei dati del bilancio per l’analisi economico-finanziaria della gestione.

  • Strumento di conoscenza della gestione passata Analisi di bilancio Controllo della situazione reddituale Controllo della situazione monetaria Controllo della situazione patrimoniale - finanziaria Capacità dell'azienda di produrre, per un tempo sufficientemente esteso, redditi ritenuti atti a remunerare congruamente tutti i fattori produttivi Equilibrio tra entrate e uscite monetarie relative al processo formativo del capitale e del reddito Equilibrio tra gli impieghi e le fonti costituenti il capitale d'impresa

La riclassificazione dello Stato Patrimoniale

Può essere effettuata in base a criteri:

  • Finanziari
  • Funzionali

Criteri Finanziari

Attivo Passivo Riclassificazione sintetica e Stato Patrimoniale Riclassificato Rielaborazione in base a criteri finanziari Evidenzia Struttura degli impieghi Composizione delle fonti Riclassificazione degli impieghi in base al tempo di ritorno in forma liquida Criterio della liquidità Attività correnti (entro 12 mesi) Attività immobilizzate (oltre i 12 mesi) Riclassificazione delle fonti in base al tempo di estinzione Criterio di esigibilità Passività correnti (entro i 12 mesi) Passività consolidate (oltre i 12 mesi)

Riclassificazione funzionale

Il capitale d’impresa è osservato nell’aspetto funzionale. Le poste dello stato patrimoniale vengono riclassificate in funzione dell’area gestionale che le ha generate. L’attivo mette in evidenza il CIN ( Capitale Investito Netto ) che esprime l'investimento complessivo esistente a fine anno in attività afferenti la gestione operativa (caratteristica ed extra-caratteristica) Al netto delle attività relative alla gestione finanziaria (liquidità immediate e crediti finanziari) e delle passività operative (debiti commerciali, debiti verso il personale, Fondi rischi e oneri, Fondo TFR etc.). Le fonti mettono in evidenza la PFN ( Posizione Finanziaria Netta ) e il Capitale Netto, che esprimono rispettivamente finanziamenti acquisiti in qualità di capitale di credito e di capitale proprio a copertura del fabbisogno originato dall’attività operativa, al netto delle liquidità e delle altre attività finanziarie (crediti finanziari). Il CIN è suddiviso in tre aggregati:

  • Capitale Circolante Netto Operativo (CCN operativo) Comprende tutte le attività e passività (con segno negativo) relative al ciclo ricorrente e continuo dei processi di acquisto dei fattori produttivi a veloce ciclo di utilizzo, di trasformazione e di vendita della produzione realizzata.
  • Attivo Immobilizzato Netto Accoglie le attività immateriali e materiali a lungo ciclo di utilizzo impegnate nell’attività caratteristica, nonché, con segno negativo, le passività a lungo termine sempre inerenti la gestione caratteristica.
  • Attività Nette Extra-Caratteristiche Accoglie elementi patrimoniali attivi, sia a breve che a lungo termine, legati alla gestione accessoria, al netto di eventuali elementi passivi correlati. La sezione del passivo e netto si compone di due aggregati:
  • Posizione Finanziaria Netta (PFN) Comprende tutte le poste patrimoniali legate all’approvvigionamento di mezzi finanziari a titolo di debito (debiti di finanziamento), al netto dei mezzi monetari, delle attività finanziarie prontamente liquidabili e dei crediti finanziari
  • Capitale proprio La riclassificazione funzionale è basata sulla compensazione tra: CIN CCN operativo Attivo immobilizzato netto Attività Nette Extra- Caratteristiche Attività e passività operative Attività e passività finanziarie
  • Gestione caratteristica
  • Gestione extra-caratteristica

Il valore del capitale investito su base funzionale è inferiore rispetto a quello su base finanziaria a motivo delle compensazioni effettuate.

La Riclassificazione del Conto Economico

La divisione in aree del conto economico consente di analizzare il risultato netto della gestione, evidenziando il “peso” di ciascuna area sulla redditività globale dell’impresa. Scissione della gestione di esercizio in aree:

  • è relativa allo svolgimento dell'attività caratteristica o tipica dell'impresa Area caratteristica
  • è relativa a gestioni estranee - o accessorie - alla gestione tipica dell'impresa Area extra-caratteristica
  • è relativa agli oneri finanziari - derivanti dalle politiche di finanziamento - al netto degli eventuali proventi finanziari originati dai crediti finanziari e dagli investimenti di liquidità (BOT) iscritti nella PFN Area finanziaria
  • è relativa a operazioni non ricorrenti, il cui isolamento si rende necessario per non alterare il significato delle altre aree di gestione Area straordinaria
  • è relativa alle imposte che gravano sull'attività dell'impresa Area tributaria Struttura a costi e ricavi Della produzione venduta evidenzia il valore delle vendite e il costo del venduto Della produzione ottenuta evidenzia il valore della produzione del periodo ed il relativo costo

L’analisi di bilancio consente di ottenere informazioni sulle condizioni di equilibrio della gestione attraverso lo studio delle voci di bilancio tramite rapporti. L’analisi mediante rapporti può essere sviluppata con riguardo ali aspetti che si vogliono approfondire, quali:

  • Situazione patrimoniale – finanziaria
  • Situazione economica
  • Situazione di liquidità

Struttura patrimoniale-finanziaria dell’impresa

𝐼𝑛𝑑𝑖𝑐𝑒 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑔𝑖𝑑𝑖𝑡à 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑚𝑝𝑖𝑒𝑔ℎ𝑖 =

𝐼𝑛𝑑𝑖𝑐𝑒 𝑑𝑖 𝑒𝑙𝑎𝑠𝑡𝑖𝑐𝑖𝑡à 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑚𝑝𝑖𝑒𝑔ℎ𝑖 =

𝐼𝑛𝑑𝑖𝑐𝑒 𝑑𝑖 𝑒𝑙𝑎𝑠𝑡𝑖𝑐𝑖𝑡à 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑓𝑜𝑛𝑡𝑖 =

N O T A B E N E

Il totale fonti (Tf) è uguale al totale impieghi (Ci). 𝑄𝑢𝑜𝑧𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑑𝑒𝑏𝑖𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜:

!"#$%"&' )'%%* +%"&' ,)%$

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  • esprimono il grado di elasticità della struttura aziendale, cioè la sua attitudine ad adattarsi ai mutamenti delle condizioni operative d'azienda e del mercato.
  1. Indici di composizione degli impieghi
  2. Indici di composizione delle fonti Esprimono la maggiore o minore dipendenza finanziaria dell’impresa dal capitale di terzi.

I finanziamenti con carattere di stabilità devono essere destinati a coprire il fabbisogno durevole derivante dalle immobilizzazioni. I finanziamenti a breve devono essere destinati alla copertura del fabbisogno finanziario di breve periodo. 𝐼𝑛𝑑𝑖𝑐𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑝𝑒𝑟𝑡𝑢𝑟𝑎 =

Questi indici esprimono l’adeguatezza qualitativa dei mezzi finanziari raccolti. 𝐶𝑎𝑝𝑖𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑎 𝑝𝑖𝑒𝑛𝑜 𝑟𝑖𝑠𝑐ℎ𝑖𝑜 − 𝐼𝑚𝑚𝑜𝑏𝑖𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑛𝑒𝑡𝑡𝑒 → 𝑁 − 𝐹

  • Relazione statica tra durabilità degli impieghi e delle fonti
    1. Analisi della solidità patrimoniale-finanziaria
  • Indica le modalità di copertura delle immobilizzazioni con mezzi propri MARGINE DI STRUTTURA PRIMARIO