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Appunti risorgimento, Appunti di Storia Contemporanea

appunti di storia del risorgimento

Tipologia: Appunti

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RISORGIMENTO
COSTANTINO DI SANTE
Il Risorgimento, definizione, avvenimenti e interpretazioni1
Il termine Risorgimento prende ispirazione letteralmente da risorgere, rinascere, risollevarsi, in senso transitivo
rianimare, risvegliare. Il sostantivo ha riassunto l’insieme dei movimenti ideologici e degli avvenimenti politici e
militari attraverso i quali si è formato lo Stato unitario italiano, inteso come rinascimento, risurrezione nazionale.
Utilizzato in chiave storica, il termine apparve per la prima volta nell’opera di padre Saverio Bettinelli, Il Risorgimento
dell’Italia dopo il Mille (1775); poi sarà Vittorio Alfieri a dargli il significato di liberazione dallo straniero come
rinascimento nazionale. Il 17 novembre 1847, con la pub blicazione del primo numero del giornale «Il Risorgimento», di
Cesare Ba lbo e Camillo Benso di Cavour, il termine si diffuse tra un pubblico più vasto, insieme al suo programma
politico ed economico che aveva alla base l’unità degli Stati della penisola per raggiungere l’indipendenza e il progresso
dell’Italia.
Il processo che portò all’Unità ha da sempre alimentato dibattiti e differenti interpretazi oni storiografiche e ideologiche.
Quale definizione dare al movimento risorgimentale? Come delimitarlo cronologicamente? Per molti studiosi esso
inizia nel 1815, con l’instaurazione in Europa di u n nuovo ordine politico e con i moti antiaustriaci, e si concluse c on la
nascita del Regno d’Italia (1860-1861) o con la presa di Roma e la sua proclamazione a capitale (1870-1871).
Questa delimitazione, secondo altre letture, non tiene conto del movimento ideologico e culturale nato nel corso della
metà dell’Ottocent o; per questo esse collocano il suo inizio nella metà del 1700 con le riforme dei principi illuminati
che consentirono lo smantellament o del mondo feudale e favorirono l’inizio di un progr amma liberale e patriottico.
Secondo questa suddivisione, oltre alle premesse date dall’Illuminismo italiano, non meno importante fu l’influe nza
della Rivoluzione francese (1789), che produsse cambiamenti anche in Italia con il successivo arrivo delle truppe
francesi (1796) e le innovazioni introdotte dalla successiva dominazione napoleonica.
Tra le varie periodizzazioni, vi è anche quella che ha preso in considerazione solo l’unificazione territoriale e i
principali avvenimenti militari: le guerre di indipendenza – nel 1848-1849, nel 1859, e nel 1866 – e la conquista di
Roma e del Lazio nel 1870.
Di certo, il Risorgimento non può essere ricondotto a un’unica causa bensì a una serie di fattori: il risorgere di una
cultura italiana a partire dal Seicento; l’affermarsi della casa dei Savoia; le riforme; le idee diffusesi dopo la
Rivoluzione francese che crearono le premesse di u n nuovo rapporto tra Stato e cittadini. Quando, con il Congresso di
Vienna, fu ripristinata la situazione del 1796, militari ed elementi legati alla Carboneria furono i primi a reagire contro
la Restaurazione. Le congiure di Milano del 1814, quelle di Macerata del 1817, di Napoli del 1820 e quelle piemontesi
del 1821 – primi moti che in pochi furono in grado di comprendere – videro come protagonisti ex ufficiali napoleonici,
intellettuali e borghesi.
Le insurrezioni del 1830-1831 nell’Italia centrale diedero gli stessi sterili risultati e furono facilmente represse dagli
austriaci. Quando irruppero sulla scena le tesi mazziniane, secondo le quali la rivoluzione sarebbe stata possibile solo
con il coinvolgimento del popolo, con l’ampliamento delle r ichieste dei carbonari – che fino ad allora si erano limitati a
richiedere una Costituzione – e con un programma che prevedeva il raggiungimento di una Repubblica italiana unitaria,
esse risultarono alquanto utopistiche.
Anche i moti mazziniani, dunque, che videro il concreto coinvolgimento solo di poche persone realmente coinvolte,
fallirono: Piemonte, 1833; Savoia, 1834; Romagna, 1834; Cosenza, 1844; la spedizione dei fratelli Bandiera, 1844;
Rimini, 1845. Diversi mazziniani furono arrestati, processati e non di rado condannati a morte. Il loro fallimento
rafforzò la corrente moderata, che si rivolgeva ai sovrani per ottenere riforme liberali.
Il 1848 rappresenta un momento di svolta verso la consapevolezza e il consolidamento degli ideali risorgimentali. La
rivoluzione palermitana indusse Ferdinando II a promettere la Costituzione (29 gennaio 1848); successivamente altri
sovrani promulgarono gli Statuti: Carlo Alberto (8 febbraio), Leopoldo II (12 febbraio) e Pio IX (6 marzo). Questo
movimento riformista, grazie alla sponda rivoluzionaria c he da Parigi si era diffusa nel resto d’Europa e in particolare a
Vienna e a Berlino, provocò l’insurrezione nel Lombardo-Veneto (le Cinque giornate di Milano) con l’intervento
piemontese nella Prima guerra d’indipendenza, che si concluse con la sconfitta di Novara del 23 marzo 1849. Le altre
ondate rivoluzionarie furono soffocate con l’intervento delle truppe austriac he e francesi insieme alla partecipazione dei
moderati, a Napoli nel maggio 1848, in Toscana nell’inverno 1848-1849 e a Roma nel novembre 1849. Con la fine della
Prima guerra di indipendenza scomparvero, perché giudicati inattuabili, il movimento neoguelfo di Gioberti; il
repubblicanesimo federato di Cattaneo e Ferrari in Lombardia e quello di Guerazzi in Toscana. Rimasero ancora attivi il
repubblicanesimo mazziniano e il federalismo monarchico dei Savoia.
Re Vittorio Emanuele II, successore di Carlo Alberto, fu l’unico sovrano a non revocare lo Statuto e, prima con
D’Azeglio e poi con Cavour, r iuscì a modernizzare il Piemonte. In occasione della Guerra di Crimea, l’efficiente azione
1 Costantino Di Sante, Dizionario del Risorgimento. Cronologia, costituzioni, luoghi, protagonisti, simboli e
movimenti dell’Unità d’Italia, Textus Edizioni, Pescara 2011.
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RISORGIMENTO

COSTANTINO DI SANTE

Il Risorgimento, definizione, avvenimenti e interpretazioni^1

Il termine Risorgimento prende ispirazione letteralmente da risorgere , rinascere , risollevarsi , in senso transitivo rianimare , risvegliare. Il sostantivo ha riassunto l’insieme dei movimenti ideologici e degli avvenimenti politici e militari attraverso i quali si è formato lo Stato unitario italiano, inteso come rinascimento , risurrezione nazionale. Utilizzato in chiave storica, il termine apparve per la prima volta nell’opera di padre Saverio Bettinelli, Il Risorgimento dell’Italia dopo il Mille (1775); poi sarà Vittorio Alfieri a dargli il significato di liberazione dallo straniero come rinascimento nazionale. Il 17 novembre 1847, con la pubblicazione del primo numero del giornale «Il Risorgimento», di Cesare Balbo e Camillo Benso di Cavour, il termine si diffuse tra un pubblico più vasto, insieme al suo programma politico ed economico che aveva alla base l’unità degli Stati della penisola per raggiungere l’indipendenza e il progresso dell’Italia. Il processo che portò all’Unità ha da sempre alimentato dibattiti e differenti interpretazioni storiografiche e ideologiche. Quale definizione dare al movimento risorgimentale? Come delimitarlo cronologicamente? Per molti studiosi esso inizia nel 1815, con l’instaurazione in Europa di un nuovo ordine politico e con i moti antiaustriaci, e si concluse con la nascita del Regno d’Italia (1860-1861) o con la presa di Roma e la sua proclamazione a capitale (1870-1871). Questa delimitazione, secondo altre letture, non tiene conto del movimento ideologico e culturale nato nel corso della metà dell’Ottocento; per questo esse collocano il suo inizio nella metà del 1700 con le riforme dei principi illuminati che consentirono lo smantellamento del mondo feudale e favorirono l’inizio di un programma liberale e patriottico. Secondo questa suddivisione, oltre alle premesse date dall’Illuminismo italiano, non meno importante fu l’influenza della Rivoluzione francese (1789), che produsse cambiamenti anche in Italia con il successivo arrivo delle truppe francesi (1796) e le innovazioni introdotte dalla successiva dominazione napoleonica. Tra le varie periodizzazioni, vi è anche quella che ha preso in considerazione solo l’unificazione territoriale e i principali avvenimenti militari: le guerre di indipendenza – nel 1848-1849, nel 1859, e nel 1866 – e la conquista di Roma e del Lazio nel 1870. Di certo, il Risorgimento non può essere ricondotto a un’unica causa bensì a una serie di fattori: il risorgere di una cultura italiana a partire dal Seicento; l’affermarsi della casa dei Savoia; le riforme; le idee diffusesi dopo la Rivoluzione francese che crearono le premesse di un nuovo rapporto tra Stato e cittadini. Quando, con il Congresso di Vienna, fu ripristinata la situazione del 1796, militari ed elementi legati alla Carboneria furono i primi a reagire contro la Restaurazione. Le congiure di Milano del 1814, quelle di Macerata del 1817, di Napoli del 1820 e quelle piemontesi del 1821 – primi moti che in pochi furono in grado di comprendere – videro come protagonisti ex ufficiali napoleonici, intellettuali e borghesi. Le insurrezioni del 1830-1831 nell’Italia centrale diedero gli stessi sterili risultati e furono facilmente represse dagli austriaci. Quando irruppero sulla scena le tesi mazziniane, secondo le quali la rivoluzione sarebbe stata possibile solo con il coinvolgimento del popolo, con l’ampliamento delle richieste dei carbonari – che fino ad allora si erano limitati a richiedere una Costituzione – e con un programma che prevedeva il raggiungimento di una Repubblica italiana unitaria, esse risultarono alquanto utopistiche. Anche i moti mazziniani, dunque, che videro il concreto coinvolgimento solo di poche persone realmente coinvolte, fallirono: Piemonte, 1833; Savoia, 1834; Romagna, 1834; Cosenza, 1844; la spedizione dei fratelli Bandiera, 1844; Rimini, 1845. Diversi mazziniani furono arrestati, processati e non di rado condannati a morte. Il loro fallimento rafforzò la corrente moderata, che si rivolgeva ai sovrani per ottenere riforme liberali. Il 1848 rappresenta un momento di svolta verso la consapevolezza e il consolidamento degli ideali risorgimentali. La rivoluzione palermitana indusse Ferdinando II a promettere la Costituzione (29 gennaio 1848); successivamente altri sovrani promulgarono gli Statuti: Carlo Alberto (8 febbraio), Leopoldo II (12 febbraio) e Pio IX (6 marzo). Questo movimento riformista, grazie alla sponda rivoluzionaria che da Parigi si era diffusa nel resto d’Europa e in particolare a Vienna e a Berlino, provocò l’insurrezione nel Lombardo-Veneto (le Cinque giornate di Milano) con l’intervento piemontese nella Prima guerra d’indipendenza, che si concluse con la sconfitta di Novara del 23 marzo 1849. Le altre ondate rivoluzionarie furono soffocate con l’intervento delle truppe austriache e francesi insieme alla partecipazione dei moderati, a Napoli nel maggio 1848, in Toscana nell’inverno 1848-1849 e a Roma nel novembre 1849. Con la fine della Prima guerra di indipendenza scomparvero, perché giudicati inattuabili, il movimento neoguelfo di Gioberti; il repubblicanesimo federato di Cattaneo e Ferrari in Lombardia e quello di Guerazzi in Toscana. Rimasero ancora attivi il repubblicanesimo mazziniano e il federalismo monarchico dei Savoia. Re Vittorio Emanuele II, successore di Carlo Alberto, fu l’unico sovrano a non revocare lo Statuto e, prima con D’Azeglio e poi con Cavour, riuscì a modernizzare il Piemonte. In occasione della Guerra di Crimea, l’efficiente azione

1 Costantino Di Sante, Dizionario del Risorgimento. Cronologia, costituzioni, luoghi, protagonisti, simboli e

movimenti dell’Unità d’Italia , Textus Edizioni, Pescara 2011.

diplomatica di Cavour portò all’attenzione delle potenze europee la “questione italiana” (Congresso di Parigi dell’ aprile 1856), fino a raggiungere un’intesa con Napoleone III, disposto a sostenere il Regno di Sardegna in caso di guerra contro l’Austria (accordi di Plombières 1858). Mentre i mazziniani subirono prima una dura repressione da parte degli austriaci (moti del 6 febbraio 1853), poi l’amara delusione della fallita insurrezione antipiemontese a Genova e la disastrosa spedizione di Pisacane (1857). Con la Seconda guerra di indipendenza (aprile-luglio 1859), conclusasi con l’armistizio di Villafranca, fu raggiunto solo un parziale risultato, l’annessione della Lombardia (escluse Mantova e Peschiera), senza raggiungere l’obiettivo della completa espulsione degli austriaci dai territori italiani. L’anno successivo, con la spedizione dei Mille, Garibaldi riuscì ad abbattere il regno borbonico e le truppe piemontesi occuparono le Marche e l’Umbria. La proclamazione del Regno d’Italia il 17 marzo 1861, riconosciuto da tutte le potenze europee, tranne che dall’Austria e dalla Spagna, evidenziò quanto, a livello diplomatico, fu determinante l’appoggio inglese che vide nell’Italia unificata un baluardo alla politica espansionistica di Napoleone III. L’unità rimaneva comunque incompiuta, mancavano ancora il Veneto e Roma, mentre nel Mezzogiorno l’annessione aveva ulteriormente peggiorato la condizione della popolazione, che insorse dando vita al fenomeno del brigantaggio. Le truppe piemontesi repressero duramente i briganti commettendo veri e propri crimini di guerra. Con la Terza guerra d’indipendenza (1866), scatenata dal conflitto austro-prussiano, l’Italia riuscì ad annettere il Veneto. Quattro anni dopo, la crisi del secondo impero francese, diede l’occasione per potere occupare Roma, che nel 1871 divenne la capitale d’Italia. La fase più “gloriosa” del Risorgimento si era conclusa, anche se era stata attuata con l’indifferenza e talvolta l’ostilità delle masse popolari. Il nuovo Stato nacque con l’estensione al resto della penisola dello Statuto, dell’ordinamento giudiziario e amministrativo Piemontese, accentuando il mancato coinvolgimento delle nuove regioni annesse, mentre i problemi sociali, finanziari, economici, della viabilità, della difesa e via dicendo rimasero pressoché irrisolti. I governi che si susseguirono nel corso della seconda metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, invece di affrontare le delicate questioni interne, preferirono promuovere campagne di conquiste coloniali per “cementare” l’unità degli italiani. Grazie alla vittoria nella Grande guerra, con la partecipazione a fianco dell’Intesa e contro gli ex alleati della Triplice Alleanza, si raggiunse l’obiettivo dell’annessione delle “terre irredente” di Trento e Trieste, ma la nazione ne uscì indebolita e senza una chiara prospettiva. Sotto l’influenza degli avvenimenti interni e internazionali, dalla combinazione di questi elementi di debolezza con un’idea di patria intrisa di valori nazionali sempre più rigidi, sarebbe nato un nuovo movimento, molto distante dal Risorgimento oramai concluso, che del Risorgimento avrebbe recuperato i miti per rileggerli in chiave rigidamente nazionalista: il fascismo. Tra le interpretazioni storiche del Risorgimento, quella dei rapporti tra minoranze e maggioranze, tra classe dirigente e masse popolari, porterà Piero Gobetti a definirlo una “rivoluzione fallita”, portata avanti da una minoranza priva di veri ideali. Alle tesi di Gobetti si contrapposero quelle di Benedetto Croce e Adolfo Omodeo, che rivendicarono il valore morale delle idee liberali tracciando un quadro positivo dell’unità d’Italia. Per Antonio Gramsci i moderati vinsero perché erano una classe omogenea che seppe rappresentare le esigenze dell’alta borghesia, mentre i democratici, oltre a non essere espressione di nessuna classe storica, non riuscirono ad elaborare un programma politico in grado di coinvolgere le masse popolari ed in particolare i contadini, che rimasero ai margini del processo unitario.

Cronologia (1796-1871)

La I campagna di Napoleone in Italia (1796-1797)

Le riforme settecentesche e le idee illuministiche non riuscirono comunque a far nascere una coscienza nazionale compiuta. Nel 1792, il Piemonte si allea con l’Austria contro la Francia. I francesi occupano la Savoia, Nizza e la costiera ligure. Durante il periodo repubblicano (1796-1799), negli ambienti politico-intellettuali si iniziò a parlare della costruzione di uno Stato unitario. Il Risorgimento della nazione, prende avvio dunque da un movimento spirituale e ideologico che trae origine dagli ideali diffusi dalla Rivoluzione francese.

1796 Napoleone Bonaparte viene nominato comandante supremo dell’esercito francese in Italia

1796 Napoleone batte separatamente i piemontesi e gli austriaci a Cairo Montenotte, Dego, Millesimo e Mondovì

28 aprile 1796 Armistizio di Cherasco tra francesi e piemontesi

5 giugno 1800 Proclamata la seconda Repubblica Cisalpina (fino all’Adige) e ricostituita la Repubblica Ligure

15-16 luglio 1801 Concordato tra Napoleone e Pio VII: accordo finalizzato a ristabilire concordia fra la Francia e la Chiesa; la religione cattolica è riconosciuta come religione della maggioranza dei cittadini francesi (implicito riconoscimento della legittimità della Repubblica da parte della Santa Sede). La Chiesa rinunciava inoltre ai beni nazionalizzati durante la Rivoluzione ottenendo in cambio retribuzioni statali a vari ecclesiastici

La dominazione napoleonica

18 marzo 1805 Napoleone assume il titolo di Re d’Italia (Regno Italico)

2 agosto 1806 Vengono emanate le leggi di eversione della feudalità, tese ad abolire il sistema feudale

30 marzo 1806 Giuseppe Bonaparte , fratello di Napoleone, viene proclamato re di Napoli; Ferdinando IV si rifugia in Sicilia

Luglio 1808 Gioacchino Murat diventa re di Napoli

17 maggio 1809 Con un decreto, Napoleone annette lo Stato pontificio alla Francia

18 marzo 1812 Spagna, a Cadice le cortes (assemblee rappresentative elette) promulgano la Costituzione di Cadice contro il dominio napoleonico, è la prima costituzione che viene votata e non semplicemente concessa dal potere centrale

1812 Ferdinando VII , rifugiato in Sicilia dal 1806 sotto la protezione inglese, concede una costituzione ai siciliani

La fine del dominio napoleonico

16-19 ottobre 1813 Lipsia, Battaglia delle Nazioni. Napoleone, sconfitto, si ritira al di là del Reno

16 aprile 1814 Armistizio di Schiarino Rizzino (Mantova); fine del Regno Italico

12 giugno 1814 Annessione della Lombardia all’Austria

2-3 maggio 1815 Battaglia di Tolentino, Murat viene sconfitto dagli austriaci

4 novembre 1914-09 giugno 1815 Congresso di Vienna

13 ottobre 1815 Murat , catturato dopo lo sbarco a Pizzo Calabro (28 settembre)con 260 compagni, viene processato e fucilato

Moti liberali e costituzionali Con la Restaurazione fu di fatto impedita ogni forma di opposizione politica, tuttavia gli oppositori si organizzarono in clandestinità dando vita a varie organizzazioni segrete. Sviluppate in tutta Europa, queste “società” contrapposero al sistema di potere scaturito dal Congresso di Vienna il principio di indipendenza dei popoli. Contraddistinte da una forte gerarchia, le società segrete furono un fenomeno elitario e di minoranze. Vi aderirono soprattutto aristocratici, intellettuali e militari. Obiettivo delle sètte fu quello di rovesciare il sistema politico attraverso insurrezioni militari o colpi di Stato, per arrivare alla concessione della carta costituzionale. In Italia l’organizzazione cospirativa più importante fu la Carboneria. Questa fu introdotta nel Regno delle Due Sicilie durante il periodo murattiano e si pose come obiettivi la lotta alla feudalità, la riforma amministrativa e la concessione della costituzione del 1812. Nel

Mezzogiorno, dopo il 1812 e il ritiro dei soldati austriaci, ebbe una significativa diffusione; vi aderirono, oltre a ufficiali dell’esercito e intellettuali, anche professionisti, artigiani, piccoli proprietari e, in alcune zone, braccianti e contadini che speravano di riuscire a ottenere l’assegnazione delle terre. Meno importante fu l’influenza della Carboneria in Piemonte e nei territori dell’ex Regno italiaco. Nel settentrione, dove era già presente dal 1814 la setta degli Adelfi di Buonarroti, questa nel 1818 fu sciolta e riorganizzata in quella dei Sublimi maestri perfetti. Nei ducati e nello Stato pontificio furono presenti entrambe.

1 gennaio 1816 Gli austriaci in Lombardia applicano il codice giudiziario civile e quello dei delitti e delle gravi trasgressioni politiche

20 gennaio 1816 Il principe di Canosa , nominato da Ferdinando IV ministro della Polizia, inizia una dura repressione contro la carboneria nel napoletano

8 agosto 1816 A Napoli viene promulgata la legge che proibisce tutte le società segrete e viene sciolta quella reazionaria dei calderari

8 dicembre 1816 I regni di Napoli e di Sicilia sono unificati in quello delle Due Sicilie

22 dicembre 1816 Ferdinando IV assume il nome di Ferdinando I re delle Due Sicilie

23-24 Giugno 1817 Notte di San Giovanni ; alcuni carbonari a Macerata tentano un’insurrezione. Primo episodio insurrezionale rilevante dopo la Restaurazione

6 ottobre 1818 La Congregazione criminale dello Stato pontificio emette decine di condanne a morte contro i cospiratori carbonari di Macerata. Successivamente saranno commutate, da Pio VII, al remo perpetuo sulle navi pontificie e nel carcere

18 Luglio 1819 Il Papa ordina la distruzione del comune di Sonnino, dove gli abitanti sono accusati di dare ospitalità ai briganti

La rivoluzione napoletana

Gennaio 1820 Le notizie della rivoluzione spagnola, che ristabilirà costituzione di Spagna dell’anno 1812 (costituzione di Cadice) nel marzo successivo, provoca grandi fermenti in tutta la penisola

29 maggio 1820 Arresti nel napoletano per le agitazioni rivoluzionarie e per i preparativi insurrezionali della vendita carbonara di Salerno (la vendita era il luogo dove si tenevano le riunioni segrete)

1-2 luglio 1820 A Nola inizia il primo moto rivoluzionario nel napoletano

3 luglio 1820 Ad Avellino viene proclamata la costituzione di Spagna dell’anno 1812

15-17 luglio 1820 A Palermo scoppia un moto separatista che si propagherà su tutta la Sicilia

20 novembre 1820 Il parlamento napoletano modifica la costituzione spagnola stabilendo che la sola religione cattolica si potrà professare nel Regno delle Due Sicilie

29 dicembre 1820 Il parlamento napoletano vota l’abolizione della feudalità in Sicilia

La rivoluzione del Piemonte

Francesco I concede l’amnistia a tutti gli imputati che hanno preso parte alla guerra civile in Sicilia, esclusi coloro che hanno ricoperto ruoli di comando o che sono stati accusati di omicidio

25 giugno 1825 Tumulti studenteschi a Pavia

27 gennaio 1826 A Napoli , i carbonari della setta Pellegrini bianchi sono condanni a morte e a diversi anni di carcere

13 marzo 1826 Leone XII incita i fedeli a fare opera di delazione nei confronti degli appartenenti alle società segrete

28 giugno 1828 Moti del Cilento. Partiti dal comune di Bosco, i carbonari, guidati dal canonico Antonio De Luca, occupano alcuni paesi e proclamano la costituzione francese del 1791

10 luglio 1828 I soldati napoletani sconfiggono e massacrano gli insorti del Cilento. Il paese di Bosco è raso al suolo, mentre a Napoli vengono arrestate 85 persone accusate di coinvolgimento nei moti

L’affermazione di una coscienza nazionale

Mentre la reazione colpiva i patrioti in tutta la penisola, le idee liberali continuavano ad essere diffuse attraverso le varie società segrete. Promossi soprattutto dalle nuove generazioni che non avevano conosciuto i governi esistenti prima del 1789, gli ideali repubblicani e una nuova coscienza nazionale iniziano sempre più ad affermarsi. Gli echi della rivoluzione di Parigi del luglio 1830 provocarono fermenti rivoluzionari nell’intera penisola. Nel 1831, mentre nel Piemonte e nel napoletano diversi liberali artefici dei moti del 1820-1821 sono in prigione o in esilio, la rivoluzione divampò nell’Italia centrale.

I moti del 1831

1 agosto 1830 Silvio Pellico , Pietro Maroncelli e Andrea Tonelli , sono graziati e rientrano in Italia

7-8 agosto 1830 In Italia le prime notizie della rivoluzione francese provocano alcune manifestazioni studentesche. A Ferrara gli studenti inneggiano alla Francia e alla libertà. Si diffonde l’uso del tricolore come simbolo rivoluzionario

28 agosto 1830 Giuseppe Mazzini e altri carbonari vengono arrestati a Genova

Dicembre 1830 Sono diffusi in tutta Italia opuscoli clandestini che disegnano un vasto piano rivoluzionario e riprendono le tematiche dell’indipendenza, unità e libertà

5 febbraio 1831 A Bologna i simboli papali sono abbattuti ed è innalzata la bandiera tricolore. Francesco IV lascia la città di Modena, mentre insorgono anche Imola, Faenza e Reggio Emilia. Gli insorti, mentre i comandanti militari pontifici lasciano le città, fraternizzano con le truppe che indossano la coccarda tricolore

8 febbraio 1831 Ad Ancona i soldati del presidio austriaco sparano sulla folla. Il governo provvisorio di Bologna dichiara cessato il dominio temporale del papa sulla città

17 febbraio 1831 Ancona viene liberata dalle forze rivoluzionarie. Nei gironi successivi insorgono anche: Camerino, Loreto, Macerata, Recanati, Fermo e Tolentino

Le Provincie unite italiane

26 gennaio 1831 Si costituisce a Bologna un governo delle Provincie Unite

4 marzo 1831 Viene pubblicato lo statuto costituzionale delle Provincie Unite Italiane , composto da 25 articoli. Le truppe estensi e austriache invadono il Ducato di Modena

26 marzo 1831 Il governo delle Province Unite conclude ad Ancona la convenzione il con il cardinale Benvenuti mettendo fine al moto insurrezionale

29 marzo 1831 Ancona capitola alle truppe austriache

27 aprile 1831 A Torino muore Carlo Felice , sale al trono il nipote Carlo Alberto

26 maggio 1831 A Modena vengono impiccati Ciro Menotti e Vincenzo Borrelli

14 agosto 1831 Mazzini fonda la Giovine Italia

22 novembre 1831 Il conte Johann Joseph Radetzky , assume il comando delle forze austriache in Italia

Giugno 1832 Il governo pontificio organizza un corpo di volontari per la repressione delle sètte liberali delle Marche e della Romagna. In pochi mesi, oltre 50.000 volontari vi aderiranno. Gli uomini che ne faranno parte giurano che daranno il sangue per «far trionfare la Santa Religione e il Supremo Capo della Chiesa Cattolica»

Luglio 1832 Silvio Pellico pubblica Le mie prigioni

I moti mazziniani

La sconfitta dei moti del 1831 provoca la crisi del movimento carbonaro. La mancanza di un programma comune, il mancato collegamento tra i moti, il non coinvolgimento delle masse popolari, l’eccessiva fiducia nei sovrani e il mancato intervento straniero, sono tra le principali cause degli insuccessi. Il movimento settario prende coscienza che c’è bisogno di un chiaro programma politico. Giuseppe Mazzini sarà tra coloro che in maniera più efficace esprimerà il pensiero della rivendicazione di un’Italia libera e unita. Questi obiettivi, secondo Mazzini, dovevano essere raggiunti attraverso insurrezioni popolari, preparate da una diffusa opera educativa.

30 giugno 1833 A Marsiglia, Giuseppe Garibaldi entra in contatto con Mazzini e si iscrive alla Giovine Italia con il nome di battaglia Borel

15 aprile 1834 Mazzini fonda a Berna la Giovine Europa

12 giugno 1834 A Genova Garibaldi viene condannato a morte in contumacia, mentre diversi prigionieri politici sono incarcerati nel forte di Fenestrelle

16 Maggio 1835 A Modena diversi notabili sono condannati a morte o a diversi anni di carcere per lesa maestà e per appartenenza alla Giovine Italia

Agosto 1841 Nelle Marche sono arrestate ventiquattro persone, accusate di far parte di una società segreta

8 settembre 1841

Austria, scateneranno le insurrezioni e i movimenti di protesta anche in Italia, con la trasformazione di tutti gli stati in senso costituzionale.

1 gennaio 1848 A Milano, sciopero del fumo per colpire le entrate fiscali austriache. La polizia vieta l’uso della coccarda tricolore e le manifestazioni in favore di Pio IX

12 gennaio 1848 Rivoluzione di Palermo. I rivoluzionari palermitani, che portano la coccarda tricolore, inneggiano alla libertà e alla costituzione del 1812. I soldati borbonici si rifugiano nelle caserme

27 gennaio 1848 A Napoli è innalzata la bandiera tricolore carbonara (celeste, rosso e nero) e una grande manifestazione popolare chiede la costituzione a Ferdinando II che due giorni dopo promette di concederla

29 gennaio 1848 Insorgono le province di Messina e di Caltanissetta

Febbraio 1848 L’annunciata costituzione da parte di Ferdinando II provoca manifestazioni popolari in tutta Italia

8 febbraio 1848 Carlo Alberto annuncia la concessione della costituzione

11 febbraio 1848 A Napoli viene pubblicato l’atto costituzionale

24 febbraio 1848 A Napoli Ferdinando II di Borbone firma la costituzione

4 marzo 1848 Viene emanato lo Statuto Albertino

14 marzo 1848 Pio IX concede la costituzione

17 marzo 1848 La notizia della rivoluzione viennese del 13 marzo scatena l’insurrezione a Venezia. Daniele Manin e Nicolò Tommaseo sono liberati dal carcere politico

18 marzo 1848 Cinque giornate di Milano ( 18-22 marzo). Il popolo milanese chiede le riforme al governatore austriaco, respinto con le armi organizza l’insurrezione A Venezia i soldati austriaci sparano sulla folla che è accorsa in piazza con le bandiere tricolori A Udine viene istituita la guardia civica e il ritiro delle truppe austriache

20 marzo 1848 Gli insorti milanesi espongono sul duomo della città la bandiera tricolore. Si forma il consiglio di guerra presieduto da Carlo Cattaneo Nel modenese sollevazione popolare contro Francesco V A Parma Carlo II è costretto dagli insorti ad abbandonare la città

La Prima guerra d’indipendenza

23 marzo 1848 Prima guerra d’indipendenza. Carlo Alberto decide di intervenire a fianco degli insorti e dichiara guerra all’Austria Padova aderisce alla Repubblica Veneta

8 aprile 1848 A Milano grande affluenza di volontari da tutta Italia; le truppe austriache sono costrette a ritirasi dal Milanese e a schierarsi lungo la linea del fiume Mincio Giuseppe Mazzini arriva a Milano

9 aprile 1848 Il Ducato di Parma passa sotto la protezione di Carlo Alberto In Lombardia la Compagnia di Gesù viene soppressa

13 aprile 1848 Il parlamento di Sicilia dichiara l’indipendenza dell’isola

17 aprile 1848 Pio IX ordina l’abbattimento delle mura del ghetto di Roma

30 aprile 1848 Pastrengo (Verona) , gli austriaci attaccati dalle truppe piemontesi sono costretti a ritirarsi

6 maggio 1848 Scacco di Santa Lucia , vicino Verona le truppe piemontesi subiscono forti perdite e sono costrette a ripiegare

8-10 maggio 1848 Parma, Modena e Piacenza si esprimono in favore dell’unione al Regno di Sardegna

15 maggio 1848 A Napoli controrivoluzione dopo le tensioni tra parlamento e sovrano. Una parte del popolo si solleva, inneggiando al re e contro i liberali, compiendo stragi e saccheggi

16 maggio 1848 Ferdinando II scioglie il parlamento e proclama lo stato di assedio. Le agitazioni rivoluzionarie e liberali, continuarono in diverse località della Calabria, del salernitano, del Cilento e dell’Abruzzo

24 maggio 1848 Il Ducato di Parma vota l’annessione al Regno di Sardegna

29 maggio 1848 A Curtatone e Montanara (Mantova), volontari toscani e napoletani, in gran parte studenti, sono sopraffatti dagli austriaci

8 giugno 1848 La Lombardia vota per l’annessione al Regno di Sardegna

29 giugno 1848 Garibaldi sbarca a Genova con 150 legionari pronti a intervenire a fianco di Carlo Alberto

4 luglio 1848 L’assemblea nazionale di Venezia vota l’annessione al Regno di Sardegna

Sconfitta di Custoza e ritirata piemontese

25 luglio 1848 A Custoza (Verona) i piemontesi sono duramente sconfitti. Carlo Alberto si ritira da tutti i territori conquistati nella prima fase della guerra

5 agosto 1848 Armistizio Salasco tra austriaci e piemontesi

6 agosto 1848 L’esercito austriaco rientra a Milano e dichiara lo stato d’assedio

11 agosto 1848 Venezia rifiuta di arrendersi. Viene costituito il Triumvirato ( Manin , Cavedalis, Graziani)

29 ottobre 1848 Manifesto di Mazzini che proclama l’insurrezione nazionale La Repubblica Romana

19 giugno 1849 Gli austriaci occupano la città di Ancona

1 luglio 1849 L’Assemblea costituente di Roma proclama la costituzione della Repubblica, come ultimo atto simbolico

2 luglio 1849 Garibaldi lascia Roma e insieme a centinaia di volontari cerca di raggiungere la Repubblica di Venezia, che ancora resiste

La seconda Restaurazione e la guerra del 1859 Le costituzioni accordate nel 1848, non solo in Italia ma in tutta Europa, furono soppresse. Solo il Regno di Sardegna, seppure sconfitto, conservò lo Statuto e avviò politiche liberali. Nella penisola, la restaurazione dei principi assoluti consolida il predominio dell’Austria. In Lombardia sotto il governo di Radetzky, a Modena, Parma, nello Stato pontificio e nel Regno delle Due Sicilie si registrano durissime persecuzioni, arresti e fucilazioni. Malgrado la rigidissima reazione, i moti rivoluzionari e le aspirazioni di un’Italia unita non furono stroncati.

27 gennaio 1850 A Palermo il tentativo insurrezionale viene soffocato dalle truppe borboniche. Il mazziniano Nicolò Garzilli e altri cinque compagni sono immediatamente fucilati

12 marzo 1850 Sono abolite le pene per l’inosservanza di alcune festività religiose nel Regno di Sardegna

13 agosto 1850 La monarchia Borbonica inasprisce la censura e abolisce la libertà di stampa

8 settembre 1850 Il Comitato nazionale italiano, che è stato fondato a Londra da Giuseppe Mazzini , Aurelio Saliceti , Aurelio Saffi , Giuseppe Sirtori e Mattia Montecchi, pubblica il manifesto programmatico per la liberazione della penisola

12 ottobre 1850 Il conte Camillo Benso di Cavour assume la carica di ministro dell’Agricoltura e del Commercio del Regno di Sardegna

19 luglio 1851 Radetzky reintroduce lo stato d’assedio nel Lombardo-Veneto

4 novembre 1852 Cavour assume l’incarico di Presidente del consiglio dopo le dimissioni di D’Azeglio. Connubio con il centro-sinistra di Urbano Rattazzi

7 dicembre 1852 Martiri di Belfiore. Nel forte di Belfiore di Mantova sono eseguite le condanne a morte di cinque mazziniani

6 febbraio 1853 A Milano, i soldati austriaci reprimono duramente un’insurrezione mazziniana di circa cento operai e artigiani. Nei giorni successivi dieci rivoltosi saranno impiccati e molti altri arrestati

13 febbraio 1853 Tutti i beni dei patrioti del Lombardo-Veneto sono confiscati dalle autorità austriache

Il Piemonte e la politica di Cavour

26 gennaio 1855 Cavour stringe accordi con la Francia e l’Inghilterra per la partecipazione del Piemonte alla guerra di Crimea

10 febbraio 1855 A Torino la camera approva il trattato di alleanza del Piemonte con la coalizione franco-inglese e la convenzione che prevede l’invio in Crimea di un corpo di spedizione

2 marzo 1855 La camera approva l’abolizione delle corporazioni religiose nel Regno di Sardegna, e l’incameramento dei loro beni

23 maggio 1855 Torino, il senato approva la legge sulla soppressione degli ordini religiosi

26 luglio 1855 Pio IX scomunica quanti hanno approvato la legge sulla soppressione degli ordini religiosi

8 settembre 1855 Sconfitta dei russi nella guerra di Crimea

8 aprile 1856 Al Congresso di Parigi Cavour riesce a richiamare l’attenzione delle potenze europee sul problema italiano. Il ministro britannico Lord Clarendon denuncia l’occupazione militare straniera dello Stato pontificio e il malgoverno nel Regno delle Due Sicilie

La spedizione di Pisacane e l’alleanza con la Francia

8 giugno 1857 Carlo Pisacane e un gruppo di giovani mazziniani, progettano a Genova una spedizione nel napoletano. Proprio a Genova, dove è rientrato clandestinamente, Mazzini perfeziona il disegno insurrezionale che deve esplodere nel capoluogo ligure e a Livorno

30 giugno 1857 A Genova fallisce un’insurrezione mazziniana; a Livorno, alcuni gruppi di rivoluzionari sono dispersi e arrestati dai gendarmi

1-2 Luglio 1857 A Sapri, la banda di Carlo Pisacane viene raggiunta dai soldati Borbonici che uccidono 111 rivoltosi e fucilano 35 prigionieri. Pisacane, ferito dai contadini mobilitati dal clero, decide di togliersi la vita per non cadere prigioniero

14 gennaio 1858 Parigi, fallisce l’attentato di Felice Orsini a Napoleone III

13 marzo 1858 Felice Orsini viene decapitato a Parigi

20-21 luglio 1858 Plombières , convegno segreto tra Cavour e Napoleone III. Impegno francese a intervenire in soccorso del Piemonte in caso di attacco austriaco, in cambio alla cessione della Savoia ed eventualmente di Nizza

Dicembre 1858 Giuseppe Garibaldi viene chiamato a dirigere la Società Nazionale e, con l’autorizzazione di Cavour, organizza un corpo speciale di volontari i Cacciatori delle Alpi

La Seconda guerra di indipendenza

Gennaio 1859 Gli austriaci ammassano truppe sul confina del Regno di Sardegna. Mobilitazione dell’esercito piemontese. Centinaia di volontari, provenienti da tutta l’Italia, affluiscono in Piemonte per arruolarsi nel corpo garibaldino dei Cacciatori delle Alpi. Manifestazioni, soprattutto studentesche, in diverse città al grido di «viva VERDI», acronimo di Vittorio Emanuele Re d’Italia

13 gennaio 1859 L’università di Pavia viene chiusa dalle autorità austriache per le manifestazioni studentesche a favore dell’Unità d’Italia

27 aprile 1859 Inizio della Seconda guerra di indipendenza. Il generale austriaco Ferencz Gyulai , nel tentativo di sconfiggere i piemontesi prima dell’arrivo delle truppe francesi, entra con le sue truppe in Piemonte ma viene fermato dall’allagamento del Vercellese e della Lomellina

1 luglio 1860 Regno delle Due Sicilie, Francesco II concede la costituzione nel tentativo di salvare il trono

4 agosto 1860 Bronte (Catania), Nino Bixio reprime nel sangue la spontanea rivolta contadina

7 settembre 1860 Garibaldi entra a Napoli

18 settembre 1860 Battaglia di Castelfidardo (Ancona) tra le truppe piemontesi e quelle papali

29 settembre 1860 Ancona viene occupata dalle truppe piemontesi

1-2 ottobre 1860 Battaglia sul fiume Volturno, l’esercito borbonico viene sconfitto

Vittorio Emanale II re d’Italia

21 ottobre 1860 Plebiscito di annessione nel Regno delle Due Sicilie

26 ottobre 1860 Garibaldi incontra Vittorio Emanuele II a Teano (Caserta)

4 novembre 1860 Plebisciti di annessione al Regno di Sardegna nelle Marche e nell’Umbria

7 novembre 1860 Vittorio Emanuele II entra a Napoli, Garibaldi si ritira a Caprera

18 febbraio 1861 Torino, prima riunione del Parlamento italiano

12 marzo 1861 Messina, i soldati borbonici della cittadella di Messina si arrendono

17 marzo 1861 Il parlamento torinese, con voto unanime, conferisce a Vittorio Emanuele II il titolo di Re d’Italia

20 marzo 1861 Si arrende l’ultima guarnigione borbonica della fortezza di Civitella del Tronto (Teramo)

Il brigantaggio

Maggio 1861 Il brigantaggio dilaga nelle regioni meridionali

6 giugno 1861 A Torino muore improvvisamente Cavour

13 giugno 1861 Lo spagnolo legittimista José Borjes sbarca in Calabria e si unisce agli insorti lucani del brigante Carmine Donatelli, detto Croco

1 luglio 1861 In diversi paesi dell’Irpinia, della Basilicata, della Calabria e del Molise, i briganti innalzano la bandiera borbonica e uccidono liberali e guardie nazionali

15 luglio 1861

Il generale Enrico Cialdini viene inviato, con pieni poteri militari e civili a reprimere il brigantaggio. I soldati italiani compiono feroci rappresaglie, con fucilazioni indiscriminate e incendi di interi paesi, provocando il risentimento e l’ostilità della popolazione

9 ottobre 1861 La Marmora sostituisce Cialdini al comando delle truppe di repressione al brigantaggio. Viene estesa a tutta l’Italia l’ordinamento centralizzato dello Stato, rappresentato in periferia dai prefetti di nomina regia. Tramonta ogni ipotesi di decentramento amministrativo di tipo regionale proposte dal ministro Marco Minghetti

8 dicembre 1861 Borjes viene catturato e fucilato a Tagliacozzo (Aquila), con la sua morte i Borbone abbandonano il disegno di trasformare il brigantaggio in un’insurrezione legittimista

La questione romana

20 luglio 1862 Garibaldi pronuncia a Marsala il giuramento “Roma o morte” che diventa la parola d’ordine delle dimostrazioni per Roma capitale

29 agosto 1862 Garibaldi, alla testa di 1.300 volontari, viene bloccato sull’Aspromonte dalle truppe dell’esercito italiano. Ferito, viene fatto prigioniero mentre vengono fucilati sul posto i soldati che si sono uniti ai garibaldini

Settembre 1862 Manifestazioni in tutta l’Italia alla notizia del ferimento di Garibaldi, circa 2.000 persone sono arrestate

16 dicembre 1862 La camera nomina una commissione d’inchiesta per studiare il fenomeno del brigantaggio

Maggio 1863 La commissione d’inchiesta sul brigantaggio, nominata dalla camera il 16 dicembre precedente, conclude i suoi lavori proponendo l’adozione di una legge speciale fortemente repressiva. L’inchiesta evidenzia le ragioni economiche e sociali del fenomeno, accusando lo Stato pontificio e gli agenti borbonici di essere i fomentatori, mentre non mostra le responsabilità e gli errori del governo

15 agosto 1863 Viene varata la legge Pica sul brigantaggio

31 dicembre 1863 Le prime statistiche evidenziano come in Italia gli analfabeti e coloro che sanno appena leggere sono circa l’80% della popolazione

28 settembre 1864 La Marmora forma il nuovo governo A Londra, Giuseppe Mazzini aderisce alla prima Internazionale socialista

19 novembre 1864 La camera approva il trasferimento della capitale a Firenze

8 dicembre 1864 Sillabo. Papa Pio IX condanna il liberalismo e il laicismo, ribadendo la supremazia della Chiesa sullo Stato

Gennaio 1865 Torino, le dimostrazioni contro lo spostamento della capitale proseguono per tutto il mese con scontri e incidenti tra manifestanti e forze dell’ordine

20 marzo 1865 Viene votata la legge di unificazione amministrativa del Regno d’Italia

2 aprile 1865 Il codice civile e di procedura civile, quello commerciale e della marina mercantile, entrano in vigore in tutto lo Stato

La camera concede la privativa dei tabacchi a favore di una società costituita da banchieri e uomini d’affari. Accuse di corruzione ai deputati da parte della stampa

24 novembre 1868 Accusati del tentativo di insurrezione e per l’attentato alla caserma Serristori del 22 ottobre, sono decapitati a Roma, in piazza Dei Cerchi, Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti. Per lo stesso reato, il 10 dicembre successivo altri due patrioti sono condannati a morte e altri al carcere a vita

Gennaio 1869 Entra in vigore la tassa sul macinato che colpisce mugnai e contadini. Decine di dimostrati sono uccisi dalle truppe regie nei disordini che, dalla Lombardia e dall’Emilia-Romagna, si estendono in varie parti d’Italia

31 marzo 1869 Pio IX concede l’amnistia a prigionieri politici che dichiareranno di non attentare in futuro alla sovranità temporale del pontefice. Molti condannati rifiuteranno l’amnistia

29 agosto 1869 Riordino delle biblioteche in tutto il Regno d’Italia

Febbraio 1870 Mazzini, clandestinamente, arriva a Genova per organizzare moti insurrezionali repubblicani

24 marzo 1870 A Pavia e Piacenza, alcuni gruppi mazziniani, al grido «Viva Roma, viva la Repubblica», tentano di dar vita ad un insurrezione. La rivolta viene rapidamente sedata dalle truppe regie

7 maggio 1870 Nel catanzarese, gli insorti repubblicani occupano il comune di Maida ma, dopo aver proclamato la repubblica, vengono dispersi dall’esercito

18 luglio 1870 Concilio vaticano I. Dichiarazione dell’infallibilità del papa quando parla ex cathedra in materia di fede e di costume

19 luglio 1870 La Francia dichiara guerra all’Austria. L’Italia esprime la sua neutralità

Agosto 1870 Le ultime truppe francesi si ritirano da Roma

12 agosto 1870 Mazzini viene arrestato a Palermo e internato nella fortezza di Gaeta. Il 14 ottobre sarà liberato dopo l’amnistia decretata per la liberazione di Roma

Roma capitale d’Italia

5 settembre 1870 Il governo italiano decide all’unanimità di occupare Roma

10 settembre 1870 Pio IX respinge la proposta di Vittorio Emanuele II di accettare l’occupazione in cambio dell’indipendenza spirituale della Santa Sede

11 settembre 1870 In seguito al non possumus papale, le truppe italiane varcano i confini e avanzano verso Roma

20 settembre 1870 Breccia di Porta Pia, dopo un breve scontro con le truppe pontificie i soldati italiani del generale Raffaele Cadorna occupano l’intera città, tranne i palazzi del Vaticano dove si è rifugiato Pio IX

2 ottobre 1870 Un plebiscito suggella l’unione di Roma all’Italia

9 ottobre 1870

Il governo italiano riconosce al papa le prerogative sovrane e assicura che fisserà con apposita legge le franchigie territoriali e le garanzie del libero esercizio del potere spirituale

1 novembre 1870 Pio IX emana l’enciclica Respicientes , con la quale scomunica il re d’Italia e tutti coloro che hanno usurpato i territori dello Stato pontificio

23 dicembre 1870 La camera approva la proposta del governo del trasferimento della capitale da Firenze a Roma entro il 30 giugno 1871

13 maggio 1871 La Legge delle Guarentigie sancisce l’applicazione del principio cavouriano di libera Chiesa in libero Stato. Al pontefice viene riconosciuto il libero esercizio della sua funzione spirituale, si decretano l’extraterritorialità del Vaticano, del Laterano e della villa di Castel Gandolfo. Il papa si rifiuta di riconoscere la legge

1 luglio 1871 La capitale d’Italia è trasferita ufficialmente a Roma

Le Costituzioni storiche italiane:

4 dicembre 1796 Costituzione della Repubblica di Bologna

10 febbraio 1797 Costituzione della Municipalità di Ancona

19 marzo 1797 Costituzione della Repubblica Cispadana

8 luglio 1797 I Costituzione della Repubblica Cisalpina

1 settembre 1798 II Costituzione della Repubblica Cisalpina

2 dicembre 1797 Costituzione del Popolo Ligure

24 giugno 1802 Costituzione della Repubblica Ligure

20 marzo 1798 Costituzione della Repubblica Romana

15 febbraio 1799 Costituzione provvisoria della Repubblica di Lucca

27 dicembre 1801 Costituzione della Repubblica di Lucca

24 giugno 1805 Statuto costituzionale dello Stato di Lucca

1799 Costituzione della Repubblica Napoletana

26 gennaio 1802 Costituzione della Repubblica Italiana

1805-1810 I nove Statuti costituzionali del Regno d’Italia

20 giugno 1808 Statuti costituzionali del Regno di Napoli e di Sicilia

18 maggio 1815 Costituzione del Regno di Napoli

10 agosto 1812 Costituzione di Sicilia

9 dicembre 1820 Costituzione del Regno delle Due Sicilie

10 marzo 1821 Costituzione del Regno di Sardegna

4 marzo 1831 Costituzione delle Provincie unite italiane

10 febbraio 1848 Costituzione del Regno delle Due Sicilie

10 luglio 1848 Statuto del Regno di Sicilia

28 febbraio 1849 Atto costituzionale di Gaeta per la Sicilia

14 marzo 1848 Statuto dello Stato pontificio

3 luglio 1849 Costituzione della Repubblica Romana

28 marzo 1848 Costituzione del Ducato di Parma 15 febbraio 1848 Statuto del Granducato di Toscana

4 marzo 1848 Statuto del Regno di Sardegna

22 dicembre 1947 Costituzione della Repubblica Italiana