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Appunti sociologia Ritzer, Dispense di Sociologia

Testo di riferimento: Introduzione alla sociologia di Ritzer Integrato con appunti e slide fornite dalla docente

Tipologia: Dispense

2021/2022

Caricato il 16/02/2022

valentina-melis-4
valentina-melis-4 🇮🇹

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MODULO A (Capitoli dall’1 al 6 ed escluso il 3)
Capitolo 1
Che cos’è la sociologia?
-La sociologia è lo studio sistematico dei modi in cui le persone sono influenzate e
influenzano le strutture e i processi sociali associati ai gruppi, alle
organizzazioni, alle società e al mondo. (definizione del libro)
Non solo, dunque, le persone sono condizionate dagli eventi, ma in una certa misura
sono in grado di condizionare esse stesse i processi e le strutture che si verificano
su larga scala. Spesso in questi casi si parla di effetto farfalla: un cambiamento di
piccola portata e che avviene in un luogo specifico può avere effetti di grande
portata, persino globali.
-In altri termini si tratta dello studio della società, delle sue istituzioni e
dell’interazione sociale, fondato sull’idea che le relazioni creino scambi tra gli
individui e che, al contempo, all’interno della società si sviluppino anche dei limiti alle
nostre azioni e ai nostri pensieri.
-Secondo Howard Becker, è lo studio degli individui che “fanno cose insieme”.
Le società e gli individui sono reciprocamente e intrinsecamente connessi, e la
sociologia si occupa di studiare questa connessione, questo legame.
Come definiamo la società?
La società è una collettività stabilmente insediata su
1. un territorio delimitato, all’interno del quale si intrattengono relazioni stabili
e durevoli;
2. all’interno del quale vengono soddisfatti i bisogni primari della collettività
stessa, garantendone la conservazione;
3. all’interno del quale si sedimenta una cultura comune
4. da cui discendono delle norme che regolano la vita della comunità.
Abbiamo detto che la sociologia si occupa delle società, delle sue istituzioni e delle
interazioni sociali: ma cosa sono le istituzioni?
Si tratta di strutture sociali che organizzano, dirigono, ed eseguono compiti
essenziali della vita quotidiana. Esse sono:
a. La famiglia, che fornisce protezione, sostentamento, affetto, una storia
familiare, trasmette un patrimonio di valori etc.
b. Il sistema educativo, responsabile dell’acquisizione delle conoscenze ma
anche della socializzazione
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MODULO A (Capitoli dall’1 al 6 ed escluso il 3) Capitolo 1 Che cos’è la sociologia? -La sociologia è lo studio sistematico dei modi in cui le persone sono influenzate e influenzano le strutture e i processi sociali associati ai gruppi , alle organizzazioni , alle società e al mondo. (definizione del libro) Non solo, dunque, le persone sono condizionate dagli eventi, ma in una certa misura sono in grado di condizionare esse stesse i processi e le strutture che si verificano su larga scala. Spesso in questi casi si parla di effetto farfalla: un cambiamento di piccola portata e che avviene in un luogo specifico può avere effetti di grande portata, persino globali. -In altri termini si tratta dello studio della società , delle sue istituzioni e dell’ interazione sociale , fondato sull’idea che le relazioni creino scambi tra gli individui e che, al contempo, all’interno della società si sviluppino anche dei limiti alle nostre azioni e ai nostri pensieri. -Secondo Howard Becker, è lo studio degli individui che “fanno cose insieme”. Le società e gli individui sono reciprocamente e intrinsecamente connessi, e la sociologia si occupa di studiare questa connessione, questo legame. Come definiamo la società? La società è una collettività stabilmente insediata su

  1. un territorio delimitato , all’interno del quale si intrattengono relazioni stabili e durevoli ;
  2. all’interno del quale vengono soddisfatti i bisogni primari della collettività stessa, garantendone la conservazione ;
  3. all’interno del quale si sedimenta una cultura comune
  4. da cui discendono delle norme che regolano la vita della comunità. Abbiamo detto che la sociologia si occupa delle società, delle sue istituzioni e delle interazioni sociali: ma cosa sono le istituzioni? Si tratta di strutture sociali che organizzano, dirigono, ed eseguono compiti essenziali della vita quotidiana. Esse sono: a. La famiglia , che fornisce protezione, sostentamento, affetto, una storia familiare, trasmette un patrimonio di valori etc. b. Il sistema educativo , responsabile dell’acquisizione delle conoscenze ma anche della socializzazione

c. L’economia , nell’ambito della quale si organizza il lavoro, volto alla produzione di beni, e che può darsi organizzazioni diverse d. La religione , che, agendo attraverso dei precetti, dei comportamenti prescrittivi (venendo meno ai quali si incorre in una punizione) fornisce alle società le loro prime norme collettive, oltre ad essere motivo di aggregazione, socializzazione etc. e. Il sistema legislativo , che spesso recepisce le norme sociali (non scritte), trasformandole in norme formalizzate. (A questo proposito, in Outsiders , Becker parla di “imprenditori morali”) f. Il sistema politico , che può essere di molti tipi diversi. L’azione degli individui non è dunque indipendente dalla società, ma profondamente legata ad essa: la società costruisce ciò che siamo strutturando le nostre interazioni, attraverso l’ordine del mondo prima di noi. Spesso i movimenti di protesta nascono proprio dalla volontà di contestare tale ordine. Tematiche rilevanti della sociologia contemporanea (1.1). La sociologia si occupa di fenomeni della contemporaneità, ma ha anche un interesse storico. Poiché inoltre il mondo sociale è in continua evoluzione, anch’essa deve essere coinvolta in questi cambiamenti. Essa ebbe particolare impulso all’epoca della rivoluzione industriale, quando il suo interesse principale erano proprio le fabbriche, la produzione e i lavoratori. Con l’avvento dell'era post-industriale (dapprima negli USA), il suo interesse passa dall’industria all’ufficio e al settore dei servizi. Oggi ci troviamo, invece, nell’ era dell’informazione , in cui assumono particolare importanza le tecnologie, che non hanno solo rivoluzionato la natura del lavoro e aumentato la produttività, ma influenzano profondamente anche le vite dei singoli e ogni aspetto della vita delle società. Qual è, dunque, il tema di maggiore interesse per la sociologia contemporanea? La globalizzazione. (1.2) La globalizzazione è probabilmente il processo sociale (concetto che presuppone la nozione di dinamismo) più rilevante della nostra epoca. In un mondo globalizzato le società, di cui la sociologia tradizionalmente si occupa, perdono gran parte della loro importanza per via della crescita, viceversa, dell’importanza di strutture transnazionali e globali. Gli stati nazionali e le loro sovranità si vedono condizionate dai legami con tali attori transnazionali, che ne limitano e ne modificano il potere, gli orientamenti, la proprietà e le reti. Alcuni tratti caratteristici della globalizzazione sono

alle multinazionali). Nella società globalizzata, i mercati, i prodotti e i servizi sono quasi interamente internazionalizzati.

  1. Modifica le modalità e il linguaggio della comunicazione politica , o più in generale la vita politica nelle nazioni: molti movimenti politici o di contestazione politica/sociale (vedi Fridays for future) si sono diffusi prevalentemente grazie alla tecnologia e hanno preso piede a livello globale.
  2. Modifica la socialità e le modalità di socializzazione (vedi paragrafo apposito). Ecco alcune conseguenze della globalizzazione: a. L’estensione geografica del mondo in cui i singoli si ritrovano a vivere, e la crescente interazione del commercio. b. La rivoluzione permanente delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. c. La rivendicazione dei diritti umani a livello globale ; si devono alla globalizzazione e alle nuove tecnologie, ad esempio, le campagne di sensibilizzazione riguardo alla condizione femminile e alle discriminazione di genere, e le conseguenti prese di provvedimenti da parte dei governi etc. d. I flussi di immagine nell’industria culturale globale. e. La crescita di attori transnazionali (quali non solo organizzazioni sovranazionali, ma anche personaggi pubblici divenuti iconici) f. Povertà globale (vedi delocalizzazione) g. Problema delle distruzioni globali e dell’ambiente. Altri temi importanti della sociologia contemporanea: I consumi (1.2.2) -La nascita della società dei consumi ha luogo negli Stati Uniti, e poi nel resto del mondo occidentale, a partire dagli anni 50. Al suo interno, l’elemento centrale dell’economia capitalistica cessa di essere il lavoro, e diventa il consumo. Poiché il lavoro era stato uno dei principali campi di indagine della sociologia, ora la sua attenzione si sposta proprio sul consumo; dall’industria al centro commerciale. La nascita del consumismo negli USA fu consentita dalla grandissima diffusione delle carte di credito, e uno dei suoi sintomi fu l’aumento dei debiti nelle carte di credito, che raggiunse il culmine nel 2008 (per poi scendere notevolmente a partire dalla Grande Recessione). -I consumi non interessano solo l’economia, ma plasmano la cultura : pensa all’importanza culturale dell’arrivo sul mercato di prodotti come gli smartphone, soprattutto della Apple. Questi sono anche un buon esempio di come consumi e globalizzazione siano due temi interconnessi: ormai larga parte di ciò che consumiamo nel “mondo sviluppato”, viene da altri Paesi (dai Paesi più ricchi di risorse, le materie prime; dai Paesi in via di sviluppo, soprattutto asiatici, vengono i

prodotti finiti, realizzati avvalendosi della manodopera a buon mercato). Grazie a Internet, inoltre, le distanze sono irrilevanti e possiamo facilmente ottenere prodotti non reperibili nel luogo dove viviamo; grazie ai viaggi aerei low-cost possiamo viaggiare agevolmente e a basso costo. -Le singole società sono dunque sempre più interdipendenti tra loro per quanto riguarda l’economia e i consumi. Possiamo prendere ad esempio il consumo di cibo : i Paesi più popolosi, come la Cina, non sono più in grado di soddisfare il proprio fabbisogno contando unicamente sul territorio nazionale, perciò si rivolgono all’estero (ai Paesi più poveri, soprattutto africani), dove acquistano terre coltivabili fornendo in cambio piccoli servizi. Sempre per via della globalizzazione, inoltre, tendiamo a fare nostri degli stili di consumo alimentare diversi da quelli della cultura di provenienza (vedi il boom dei ristoranti etnici). Perciò siamo portati a cercare e reperire prodotti difficili da trovare sul nostro territorio, che poi diventano diffusi proprio per via di questa tendenza. Il mondo digitale (1.2.3) -La sociologia si è sempre interessata alla tecnologia e all’impatto che le macchine hanno sul lavoro e i processi produttivi , nonché sulle vite dei singoli. Oggi dedica dunque una crescente attenzione al mondo digitale che risulta dalla nascita e dalla diffusione di strumenti come internet, gli smartphone etc., tanto da avere una branca specializzata (Studi sulla società e la tecnologia). -Il vivere digitale non è sconnesso dalla vita sociale, ma la impatta profondamente, creando un mondo allargato per tutti i soggetti coinvolti. -E’ particolarmente interessante per la sociologia occuparsi dei social network, che per loro natura prevedono l’interazione. La natura delle interazioni mediate da tali mezzi è pertanto diversa da quella delle interazioni immediate “faccia a faccia” (vedi anche dating apps). -E’ interessante anche l’impatto della tecnologia sui consumi (vd) e, ad esempio, sull’educazione (università telematiche).

Se i sociologi americani ragionano in termini di relazioni macro-micro, quelli europei usano più che altro la relazione azione-struttura , dove l’azione è simile al livello micro e la struttura simile al livello macro. Il termine azione può tuttavia essere utile per porre l’attenzione sull’agente , ovvero l’individuo, capace di azioni importanti se non decisive. Se è vero che a livello macrosociologico gli individui sono visti come avviluppati nelle strutture e vincolati da esse, è anche vero che sono gli agenti stessi a creare le strutture, e che sono in grado di condizionarle profondamente, come dei “pericolosi giganti”. Inoltre le strutture vincolano gli agenti, ma per molti altri versi li abilitano (esempio uni). Questo continuo ciclo tra realtà micro e macro è la chiave di comprensione della costruzione sociale della realtà. Gli agenti creano la realtà- la realtà assume vita propria- la struttura così creata vincola le vite degli agenti (che però sono sempre in potere di cambiarla). Vedi esempio moda dal libro! (vd: Distinzione tra strutture e processi sociali) Principali teorie MICROSOCIOLOGICHE (vedi se aggiungerne altre) -Teorie interazioniste a. Interazionismo simbolico ( Mead, Blumer )- come l’individuo risponde agli stimoli sociali. -Questa teoria riguarda l’interazione tra due o più persone attraverso l’uso dei simboli. L’interazione non può infatti avere luogo senza l’uso dei simboli (parole, gesti, oggetti), i quali consentono la comunicazione di significati tra un gruppo di persone. (vedi i principi più nello specifico) -Gli interazionisti si interessano anche a come i vari aspetti dell’identità vengano creati durante l’interazione sociale: il genere, come anche l’etnia, è qualcosa che noi recitiamo al fine di identificarci con una categoria e essere visti come uomini o donne dagli altri. Pur avendo una componente biologicamente determinata, il genere è frutto dell’interazione sociale (ma ne è anche causa). Concetto di abitualizzazione b. Etnometodologia ( Garfinkel )- l’interazione si basa sulla condivisione di regole di senso comune. -Questa teoria si basa più su quello che le persone fanno che su quello che pensano (mentre l’interazionismo tiene maggiormente conto dei processi mentali). -Studia i metodi giornalieri che le persone ( etno ) utilizzano nella loro vita quotidiana nell’ambito della comunità. Non dà grande importanza alle strutture: le persone, più che essere vincolate dalle strutture, agiscono al loro interno e usano più spesso il buon senso delle procedure ufficiali. (vedi aspetti più specifici sulla comunicazione)

-Per gli etnometodologi il genere non è qualcosa di biologicamente determinato, ma dipende esclusivamente da ciò che diciamo e facciamo al fine di essere considerati maschi o femmine, affermando il “nostro” genere, e quindi quello opposto. c. La teoria dello scambio ( Homans ) -Questa teoria non si occupa di ciò che le persone pensano, bensì del loro comportamento e alle ricompense ad esso associate ; analizza le “forme elementari della vita sociale” , ovvero il comportamento sociale che implica una serie di scambi materiali e immateriali, che possono significare riconoscenza ma anche punizione. -Le persone sono viste come soggetti razionali in cerca di profitto , che portano avanti solo le sequenze di interazioni in cui i benefici sono maggiori dei costi. Gli scambi individuali possono poi stabilizzarsi nel tempo e diventare relazioni di scambio (come l’amicizia). d. Modello drammaturgico ( Goffman ) Gli attori sociali agiscono come su un palcoscenico , agendo in modo formalizzato sulla ribalta e in modo non formale nel retroscena. Principali teorie MACROSOCIOLOGICHE -Teorie strutturali- funzionali a. Funzionalismo (importante soprattutto per capire i due che seguono). Come anche il struttural-funzionalismo, trae ispirazione da Durkheim. Vede la società come un insieme di parti interrelate , focalizzandosi, più che sulle strutture , sulle funzioni che esse svolgono. I sistemi sociali sono perlopiù stabili, con la presenza di valori e meccanismi di controllo specifici. La dinamica sociale produce tuttavia delle disfunzioni fisiologiche , che vengono risolte per dissoluzione o integrazione del sistema. b. Strutturalismo -Si concentra sulle strutture ma non sulle loro funzioni. E’ maggiormente interessato all’ impatto sociale delle strutture nascoste e sottostanti, come le relazioni di genere o l’ordine economico globale: le realtà sottostanti determinano ciò che poi accade in superficie. -Un concetto affine allo strutturalismo è quello di “smascheramento” (Peter Berger), che consiste nel rivelare come le strutture sociali visibili siano semplici

Capitolo 2 Cambiamento sociale e nascita della modernità Età feudale (schema molto riassuntivo) -Prima di occuparci della nascita della modernità, oggetto di questo capitolo, parliamo della società che viene fatta precedere a quella moderna , ovvero la società feudale (successiva a quella semplice e quella antica). -Ciò che differenzia le epoche precedenti rispetto a quella moderna è l’assenza di un’economia di mercato e soprattutto di un particolare tipo di merce, la forza lavoro. -Lo storico Marc Bloch rifiuta l’idea che l’economia feudale fosse naturale (infatti esistevano delle forme di scambio monetario, per quanto difficili a causa della carestia di moneta), e anche chiusa (in quanto avvenivano scambi tra le campagne e le città, che non avrebbero potuto praticare la completa autarchia). Esistevano diverse forme di scambio, come il baratto e lo scambio commerciale. -L’età feudale è caratterizzata dall’unità di economia e politica: i rapporti economici, come quelli politici, sono basati sulla servitù della gleba e sulla coercizione politico-legale esercitata dal feudatario. Il feudo è anche la forma di organizzazione sociale di quest’epoca: questo termine esprime l’idea di rapporto tra vincolo di fedeltà e concessione beneficiaria , dove il signore concede gratuitamente una terra, mentre il beneficiario si lega ad esso con un vincolo di fedeltà (da cui conseguono tutta una serie di doveri). La classe aristocratica feudale si basava sul rapporto di vassallaggio tra il signore, il vassallo e il valvassore (o valvassino). Altra figura sociale era quella del cavaliere , il cui ruolo non si fonda su un vincolo di fedeltà al signore, ma sull’acquisizione delle armi. Alla base della piramide sociale si trovavano i servi della gleba , che coltivavano il terreno per il signore fornendogli corvée e altre forme di doni , ricevendo in cambio derrate alimentari e protezione. Appartenevano al padrone in quanto parte integrante della terra che coltivavano. Esistevano poi dei contadini liberi , che sottostavano a degli oneri limitati e pagavano un canone ai signori per coltivare le loro terre.

  • Il clero costituiva una classe giuridica ma non sociale, in quanto composto da individui provenienti da classi sociali diverse. La chiesa era una grande potenza dotata di grandi possedimenti, e aveva un rapporto strettissimo con la Monarchia. Al di sopra della monarchia c’era l’Impero. -Via via che l’organizzazione feudale si indeboliva, si rafforzò lo Stato assoluto , sempre più centralizzato, militarizzato e autoritario , in cui il potere centrale si rafforza per combattere ogni forma di rivolta sia dei nobili che dei ceti subordinati.

Nacquero così un esercito nazionale, una burocrazia, un sistema di tassazione, un corpo diplomatico ; si trattava tuttavia solo di una fase di transizione verso lo Stato Moderno. Anche a livello economico si avviò una fase di transizione iniziata col Mercantilismo (soppressione di barriere doganali per favorire gli scambi; sostiene l’intervento dello stato in economia, lontano dal laissez faire che caratterizzerà la società moderna). -A partire dal X secolo si può parlare anche della nascita della Società mercantile e dello sviluppo dei centri urbani. (vedi meglio) La figura del mercante andò a incrinare l’economia feudale importando nelle campagne e nelle città il lavoro a domicilio , che i contadini svolgevano nei tempi morti e sotto retribuzione (con materie prime fornite dal mercante). Secondo alcuni storici (Sweezy) fu la borghesia mercantile medievale a inaugurare il modo di produzione capitalistico, producendo manufatti tramite l’assunzione di manodopera libera. Secondo altri (Dobb) a causare la disgregazione dell’economia feudale e a inaugurare la transizione verso il capitalismo furono i “piccoli uomini”, tra cui i contadini liberi, che avevano accumulato un piccolo capitale e si batterono per la loro indipendenza contro i feudatari e le corporazioni. Come nasce la modernità? -Il mito della modernità si fonda sulle capacità dell’uomo di dominare la natura attraverso la razionalità (che troviamo dapprima in Cartesio), e trova riscontro, per l’appunto, nel principio (o meglio principi) di razionalità per come vengono definiti nel pensiero illuminista del XVIII secolo. -La nascita della società moderna, d’altra parte, non può essere limitata a un periodo circoscritto: si tratta di un processo storico che va almeno dal XVI al XIX secolo. Sicuramente la possiamo ricondurre alle tre grandi rivoluzioni che riguardano i secoli XVII/XVIII e XIX: la rivoluzione scientifica, la rivoluzione industriale, la rivoluzione francese (a cui possiamo aggiungere la rivoluzione americana). E’ inoltre importante parlare dell’influenza dell’ Illuminismo (anche in relazione con la rivoluzione scientifica e la rivoluzione politica francese).

  1. La rivoluzione scientifica porta all’estensione dei metodi di osservazione e del principio di causalità delle scienze naturali allo studio dei fenomeni sociali.
  2. La rivoluzione industriale è l’esito delle trasformazioni socio-economiche che accompagnano lo sviluppo delle innovazioni tecnologiche (frutto anche delle recenti scoperte scientifiche) e che mutano radicalmente le condizioni materiali di milioni di persone ; sancisce il passaggio definitivo dal modo di produzione feudale a quello capitalistico. Grazie allo sviluppo del commercio estero e interno (consentito dallo sviluppo delle vie e dei mezzi di comunicazione moderni), e ai crescenti investimenti del capitale commerciale accumulato , si verificarono una

Risulta dunque evidente il nesso dell'illuminismo da un lato con la rivoluzione scientifica, con cui condivide l’affermazione del principio di razionalità, dall’altro con la Rivoluzione francese, che, come sappiamo, trasse dall’illuminismo stesso i suoi principi ispiratori e il suo spirito. Ciò che mancò a gran parte degli illuministi fu uno studio diretto della società: per loro il cambiamento sociale era un problema morale. Il primo sociologo o comunque importante precursore della sociologia viene da molti ritenuto Montesquieu. -Da tutti questi elementi risulta la nascita della modernità, caratterizzata da diverse tipologie di razionalità, in particolare economiche e politiche. Razionalità economiche: a. Istituzionali : enclosure acts e abolizione della servitù della gleba (ispirerà varie altre leggi, tra cui quella delle chiudende del regno sardo-piemontese dell'800). Sancisce la nascita della proprietà privata. b. Strutturali : le rendite agricole vengono usate come base per il progresso economico. Quest’ultimo è infatti subordinato alla disponibilità di denaro, detta liquidità. Per incrementare le proprie rendite agricole, e quindi il proprio capitale finanziario, i Paesi (dapprima Olanda e Gran Bretagna) intraprendono campagne di conquista alla ricerca di nuove terre coltivabili. c. Tecnologiche : dal sistema carbone-vapore-macchine risulterà possibile il progresso tecnologico e quindi la rivoluzione industriale. d. Organizzative : lavoro artigiano, “putting out”: metodo organizzativo della produzione su commissione diffuso in Europa tra il XIII e il XIX secolo, in cui il produttore fornisce la materia prima e i macchinari al lavoratore (manodopera contadina). e. Capitale umano : presenza di un tipo d’uomo pronto ad assumersi il rischio di investire denaro (imprenditore), chiamato da Schumpeter “homo oeconomicus”, che rende possibile l’innovazione economica. Razionalità politiche (figlie della Rivoluzione Francese): a. Monopolio legittimo dell’uso della violenza, teorizzato da Weber b. Vengono stabiliti dei confini , che sono al contempo l’ambito in cui si esercita il monopolio e il territorio del gruppo sociale di riferimento c. L ’amministrazione burocratica “certa” (Weber): tutti sono al corrente delle norme e dei conseguenti atti amministrativi d. Unità monetaria-fiscale e. Processo di integrazione, controllo delle devianze , nascita delle “istituzioni totali” (Goffman) quali manicomi, carceri etc. f. “Due process of law” (garantismo): vengono redatti i codici giuridici, che prima del 700 (quando i processi giuridici si basavano perlopiù sulla

consuetudine) non esistevano. + Nascita delle Costituzioni e dello Stato di diritto/ diritto costituzionale. Beccaria e Bentham teorizzano due principi fondamentali del diritto moderno: equità del giudizio e diritto alla difesa, i quali devono essere garantiti. g. Cittadinanza : affermazione dello status acquisito contro lo status ascritto (è possibile modificare il proprio status). -Nella società moderna così definita vengono garantiti i diritti di cittadinanza (civili, di spostamento, di parola e religione, di proprietà e uguaglianza davanti alla legge, politici). In tale contesto nasce la sociologia. Sebbene infatti la ricerca sociologica fosse già presente nel lavoro di molti filosofi e intellettuali a partire anche dall’antichità (Platone, Aristotele), l’emergere della teoria sociologica come qualcosa di autonomo dalla filosofia stessa è stato strettamente legato agli sviluppi intellettuali e sociali dell’Europa dell’800. -Montesquieu viene considerato un precursore della sociologia per essere stato il primo a teorizzare, in ambiente ancora illuministico, la reciproca connessione tra le condizioni di vita, le istituzioni e i valori di una data società. -Il vero fondatore della disciplina (da lui chiamata socio-logia, ovvero la scienza della società) è tuttavia August Comte , che non a caso si concentra sul tema del cambiamento, analizzando i processi che lo producono e le sue conseguenze positive e negative. Comte, in pieno accordo con il clima positivistico in cui opera (la scienza si applica ai fenomeni osservabili e alle loro relazioni causali, direttamente attingibili attraverso l’esperienza), concepisce la società come un oggetto di studio scientifico (contrariamente alla visione medievale per cui la società, essendo frutto del volere divino, deve essere preservata tramite la conservazione dello status quo): le leggi universali che governano il mondo sociale vanno conosciute e comprese anche e soprattutto al fine di realizzare un progresso continuo dell’umanità e la riduzione delle disuguaglianze. La sociologia è una scienza positiva, che applica alla società, intesa come corpo sociale (organismo) gli stessi rigorosi metodi scientifici che la fisica e la chimica applicano al mondo fisico. -Uno dei temi maggiormente ricorrenti nella riflessione dei primi sociologi (ma non solo) è quello della definizione dell’oggetto proprio del campo della ricerca e del metodo d’indagine (tema assai presente sia in Comte che in Durkheim). In Germania, nella seconda metà dell’800, nacque un dibattito, in risposta al positivismo, su come dovesse essere intesa la sociologia, se come una scienza dello spirito o della natura. Per Dilthey, poiché la società è prodotto dell’uomo, la

volto alla produzione di merci) e la forza lavoro. La classe proletaria è subordinata e vende la sua forza lavoro in cambio del salario; il rapporto tra queste due classi è incentrato sul conflitto , che deriva dallo sfruttare e dall’essere sfruttati. L’altra peculiarità del capitalismo è che è volto alla produzione non di merce, ma di profitto, secondo lo schema denaro-merce-denaro. Il profitto non deriva però dalla vendita dei prodotti, bensì dallo sfruttamento della manodopera : il salario non corrisponde alle ore effettive di lavoro, ma alla quantità di denaro ritenuta sufficiente per il sostentamento del lavoratore. Grazie al pluslavoro il capitalista ottiene il plusvalore, che gli garantisce il profitto: saggio del plusvalore= pv/capitale variabile (salario) saggio del profitto= pv/capitale costante + variabile

2. Max Weber (1864, 1920) dedica grande rilievo nel suo lavoro all’economia, proprio come Marx: per questo, e poiché sostiene posizioni per alcuni versi simili, ma perlopiù diverse da quelle di Marx , molti pensano che abbia dialogato per lungo tempo con il suo “fantasma”. -Ciò che fondamentalmente distingue Weber da Marx è la convinzione che le idee e i valori abbiano la stessa influenza sul mutamento sociale delle condizioni economiche. In particolare, per Weber la sociologia ha il compito di comprendere il significato dell'azione sociale (contrariamente a Comte, che mirava a conoscere le leggi universali della società).

  • La sua opera più importante è L’etica protestante e lo spirito del capitalismo, in cui analizza la relazione tra la razionalità economica, e quindi lo sviluppo del capitalismo, e le dottrine protestanti (soprattutto calviniste). Weber, più che sulle ragioni economiche che hanno condotto al capitalismo, si concentra sullo spirito del capitalismo , ovvero quel complesso di orientamenti normativi che sono alla base della società occidentale, che secondo lui sono stati favoriti dalla dottrina protestante e in particolare dal dogma della predestinazione. -In che senso? Nel calvinismo, contrariamente al luteranesimo, la distanza tra l’uomo e Dio non può essere colmata in nessun modo, neanche attraverso una condotta di vita razionale. L’uomo deve accettare il disegno per cui semplicemente alcuni uomini sono predestinati alla salvezza e altri no; ma la capacità di vivere una vita fondata sul dovere viene interpretata come un segno di predestinazione. All’inizio questa condotta di vita razionale era legata alla fede, tanto che Weber parla di “ascetismo mondano”; poi le idee religiose vengono trasportate al campo economico e sviluppano l’attitudine al risparmio, all’accumulazione e al reinvestimento , che si contrappongono alla visione aristocratica di una vita fondata sul lusso e sullo sperpero. Infine si afferma il semplice utilitarismo.

-Concetto importante formulato da Weber è quello dell' ideal-tipo , modello concettuale utile a comprendere il mondo ma che non esiste nel mondo reale, in quanto fenomeno che viene analizzato nella sua forma pura. Un ideal-tipo è quello della razionalizzazione , il processo attraverso cui le strutture sociali riescono a utilizzare i mezzi più efficaci per raggiungere i loro fini (calcolo strumentale razionale, che tende al raggiungimento dell’efficienza sulla base delle conseguenze prevedibili). Il capitalismo è un esempio lampante di struttura razionale (vedi es catena di montaggio). L’altra faccia della razionalizzazione è la secolarizzazione (disincanto) , ovvero il modo moderno di spazzare via le credenze di carattere magico, cioè non scientifico, superstizioso, legate alla tradizione. -Mentre per Marx il problema del capitalismo sono lo sfruttamento e l’alienazione, per Weber è il controllo che le strutture razionalizzate (come il capitalismo stesso) esercitano su ogni aspetto della vita umana- pessimismo.

3. Durkheim è contemporaneo di Weber e in parte di Marx ma sviluppa un orientamento teorico piuttosto diverso. Il suo interesse principale non è spiegare la nascita della modernità, ma analizzare in che modo l’organizzazione sociale sia cambiata nella modernità. Durkheim si occupa in particolare dell’ordine sociale e di come si sia realizzato, nonché di come sia cambiato (con conseguenze spesso negative sull’individuo) nel corso della storia. -Una differenza cruciale tra Durkheim e pensatori come Marx e Weber è la sua visione della natura umana: se Marx e Weber sono critici nei confronti delle strutture, che soffocano le caratteristiche innate delle persone (concepite in maniera fondamentalmente ottimistica), Durkheim critica anche la natura umana. Questa è infatti duplice: da una parte è passionale, dall’altra è invece spirituale e pertanto legata ai sentimenti di gratitudine verso il gruppo, che porta i suoi membri a considerarlo come un’autorità sacra e a sottomettersi ad essa. -Durkheim vede la società come un’entità che ha una sua dimensione spirituale, definita come coscienza collettiva , ovvero un insieme di norme e valori dominanti all’interno di un gruppo.

  • E’ fondamentale, per Durkheim, lo studio dei fatti sociali , ovvero gli elementi della vita sociale che determinano le azioni individuali. Di fatti sociali si parla in particolare nelle Regole del metodo sociologico (opera incentrata, per l’appunto, sulla definizione del campo di indagine e sul metodo di indagine della sociologia; Durkheim fu il primo a operare questa definizione). Il fatto sociale si fonda sui principi di esteriorità e costrizione : esteriorità perché gli individui nascono in società già costituite e sono solo elementi singoli all’interno del complesso di interrelazioni della società; costrizione perché gli individui sono costretti dal sistema ai doveri morali. -L’altra opera fondamentale di Durkheim è La divisione del lavoro sociale (1893).
  1. Il suicidio egoistico è dovuto a una carenza di integrazione sociale , per cui l’io individuale prevale su quello sociale.
  2. Il suicidio altruistico è dovuto a un eccesso di integrazione sociale. E’ caratteristico delle società tradizionali, dove gli individui sentono troppo forte l’obbligo morale (è eclatante il caso dei kamikaze). Gli altri sono legati alla regolazione sociale :
  3. Il suicidio anomico è causato da una carenza di regolazione morale.
  4. Il suicidio fatalistico è causato da un eccesso di regolazione morale. In generale, Durkheim vede l’anomia come il vero problema della società moderna e pertanto si preoccupa più della carenza di controllo sociale che del fenomeno inverso.

Capitolo 4 Cultura -La cultura è l’insieme di idee, valori, pratiche (habitus sociale) e oggetti materiali che consentono a un gruppo di persone o a un'intera società di vivere la propria vita collettiva in modo relativamente ordinato e armonioso. Se volessimo darne una definizione più rigorosa, in sociologia si parla di cultura come dell’insieme di valori, norme e beni materiali che i membri di un dato gruppo condividono. -Conoscere tutte le culture e tutti gli elementi che ne fanno parte è pressoché impossibile (sebbene, come vedremo, sia importante e sempre più necessario fare uno sforzo); ma conoscere gli elementi essenziali della cultura di cui sia fa parte è indispensabile , in quanto è proprio la conoscenza della cultura comune che porta le persone a comportarsi in modi simili e ad adottare una prospettiva simile sul mondo. -La cultura non è un patrimonio biologico, ma sociale ; non appartiene al singolo, ma alla comunità. Viene trasmessa di generazione in generazione, e i suoi elementi fondamentali vengono sin da subito trasmessi ai nuovi arrivati , in particolar modo ai bambini, che poi amplieranno la propria conoscenza della cultura nel corso dell’anno propria vita. -La cultura è, al contempo, costantemente influenzata da cambiamenti interni ed esterni al gruppo. Tra i cambiamenti interni , ad esempio, troviamo l’innalzarsi dell’età media, per cui la cultura sarà sempre più rappresentativa degli interessi degli anziani e meno di quelli dei giovani. Tra quelli esterni , invece, possiamo citare le trasformazioni tecnologiche, che costringono anche coloro che hanno partecipato a una certa cultura per anni a “disimparare” degli aspetti non più rilevanti e acquisirne di nuovi, così da adattarsi al cambiamento. -Anche se tendenzialmente accettiamo e impariamo i vari elementi della cultura, ci sono dei casi in cui ci si rifiuta di accettarne alcuni (abbiamo parlato degli “homeschoolers”, oppure di chi, nell’ambito della cultura tradizionale statunitense, rifiuta l’obbligo di astenersi dai rapporti sessuali prematrimoniali). 1.Valori -I valori sono le norme generali e astratte che definiscono ciò che un gruppo o tutta la società considera buono, desiderabile, giusto, importante.

- I valori possono definire un orientamento: dagli orientamenti discendono i fini delle azioni umane; valori e fini sono concatenati. (Ad esempio: nel fascismo gli ebrei vengono rappresentati come dei ratti; l’orientamento valoriale è volto alla distruzione fisica degli ebrei, ovvero il fine di quella società). -In altri casi, i valori possono essere trascendenti , ovvero rappresentare una tensione del gruppo di riferimento verso uno stato di cose ritenuto desiderabile.