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Appunti del corso di storia contemporanea del Professor Bartolini divisi per lezioni dell'anno accademico 2021/2022
Tipologia: Appunti
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(cambia l’assetto del mondo à l’Europa si connette on l’America), la modernità (dalla prima Rivoluzione industriale ad oggi con l’ingresso del mondo digitale). Le origini dell’indagine storica: necessità fin dall’antichità di tener traccia del passato per tener memoria di alcune questioni ritenute importanti. I due padri fondatori sono Erodote e Tucidite, che si pongono il problema non solo di registrare gli eventi, ma anche di capire le cause che li hanno scatenati. Inoltre inizia ad emergere il concetto di storia come un racconto di cui si hanno delle testimonianze e delle prove. Tutti gli elementi di fantasia, che non possono essere dimostrati, non possono essere utilizzati come fatti di una ricostruzione storica, al massimo possono essere considerati come ipotesi o come possibilità, non come certezze. Tucidide era molto interessato alle questioni politiche, mentre Erodoto era molto attento anche all’ambiente e ai contesti sociali e culturali à questi due diversi approcci sono ancora oggi caratterizzanti della ricerca storica. La storia, quindi, può essere considerata una ricostruzione “selettiva” del passato, il docente o lo storico è consapevole di trattare solo alcuni aspetti di un determinato evento perchè quei determinati aspetti son funzionali a ciò che si vuole approfondire. Storia = memoria? No. La storia svolge una funzione critica della memoria (in cui spesso incidono le proprie emozioni ed entra in gioco la soggettività). La memoria viene usata dagli storici in due modi:
creati da soli non usando la ragione e la razionalità – Kant). L’Illuminismo crede profondamente nel progresso e questo è un concetto fondamentale per la storia. Con il passare del tempo e usando la ragione si spera che il futuro sia sempre migliore del passato. Prima dell’Illuminismo accadeva esattamente il contrario: si credeva in un passato idealizzato che si andava via via sempre più degradando (età dell’oro). Nell’età dei lumi inizia anche il processo di laicizzazione della storia. Nelle epoche prima, infatti, la religione cristiana condizionava molto questa disciplina (si aspetta il giudizio universale che può arrivare in qualsiasi momento à esiste il presente e poi l’eternità). Il concetto di progresso costruisce una linea che connette passato presente e futuro, cioè una linea del tempo. Non c’è più una visione circolare come quella cristiana. Successivamente prende avvio l’età romantica, in cui vengono esaltati i sentimenti a discapito della ragione, si guarda al passato e alla tradizione, e lo storico romantico inizia a ricoprire un ruolo ancora più importante rispetto allo storico illuminista. Tutto ciò perché si vuole andare ad indagare le origini delle varie comunità e i caratteri identitari della società, abbandonando il concetto di cosmopolitismo. Nel corso dell’ cambia anche il concetto di Nazione: prima indicava semplicemente il luogo di nascita, poi diventa un concetto politico. In quest’ottica il passato è l’origine del destino politico della nazione. L’800 si può definire il secolo della storia che diventa asse portante del sistema educativo. Nello stesso periodo la storia inizia ad entrare nelle università e lo storico diventa una figura professionale e accademica. La sua funzione, però, era una sorta di sostenitore delle istituzioni politiche, dando un senso alle vicende politiche come le guerre. Questa concezione di storia e storico inizia ad entrare in crisi verso la metà del ‘900, quando emerge la storiografia delle Annales. La rivoluzione delle Annales à gli storici della prima metà del ‘900 sostenevano che la storia non era una semplice successione di eventi, ma sentono la necessità di occuparsi delle strutture politiche e dell’economia, dei modelli di sistemi di produzione agricola e industriale, del modo di pensare della società a loro contemporanea. Non basta più concentrarsi sulle questioni politiche e trovare delle giustificazioni a queste. All’inizio questo pensiero viene rifiutato da molti storici e per questo inizia a prendere piede solo intorno agli anni ’50 del Novecento, quando la storia inizia a specializzarsi e ad occuparsi di questioni mai affrontate precedentemente. Le specializzazioni della storia
nato e come si è sviluppato. Nel nostro Paese molto importante era anche lo studio dei movimenti e dei partiti politici, ma ad oggi non può bastare sapere semplicemente la storia del partito in sè, ma serve sapere come è stata vissuta, ad esempio, la cultura comunista o cosa significava effettivamente essere democristiani. Non bastano solamente i programmi elettorali come fonti, ma si deve andare a cercare e leggere diari privati, simbologie, manifestazioni. La storia della politica, quindi, soprattutto all’interno della società di massa, ha cambiato radicalmente il proprio modo di procedere e indagare.
La World History è una disciplina autonoma? Alcuni dicono di sì perché ha una propria metodologia, mentre alti la considerano solamente una branca della storia. Non è possibile capire cosa è successo nel passato se non si adotta una visione globale. L’approccio teorico pone delle questioni, innanzitutto non è possibile capire cosa è successo del passato se non adottiamo una visione globale. La storia di macerata può essere immaginata facendola con un approccio mondali, mi pongo delle domande tenendo conto del contesto del mondo. Come si è sviluppata macerata? In che contesto? Che influenze ha subito? Perchè devo pormi la domanda globale?
separate. Avviene negli usa perché è una società multietnica, c’erano corsi di storia delle civiltà occidentale nelle università. Si insegnava questa materia a studenti multietnici e inizia a essere un problema perchè è come se la civiltà occidentale fosse il centro del mondo e per gli studenti era difficile identificarsi in questa storia. L’approccio Mc Neil suscita un dibattito fondamentale che in due tre decenni cambia i programmi di insegnamento di storia nelle università americane. Oggi ci sono corsi di word history. Cominciano a uscire volumi importanti di word history sul commercio di schiavi nell’atlantico, emigrazioni… temi che iniziano a attirare attenzione. Ci sono molte indagini sul sistema economico, sulle malattie. Arriva anche l’apporto di storici che vengono dal di fuori del mondo occidentale e iniziano a produrre riflessioni di carattere metodologico. Cresce il dibattito internazionale, si inizia a usare l’inglese e a confrontare le proprie ricerche. Gli storici post coloniali sono sopratutto indiani, caratterizzati dalla decontrazione di categorie colonialiste nell’interpretare la storia indiana. Uno di essi scrive “provincializzare l’Europa”. Dice di rimettere l’Europa al suo posto, riportiamo la storia occidentale a un ruolo periferico. Questa situazione ha causato il declino dello stato come primaria unità di analisi. Inoltre c’è lo sforzo di superare l’etnocentrismo. Infine l’importante distinzione tra storia delle civiltà e word history. Quest’ultima è focalizzata sui rapporti. Insegnare la word history E’ uno degli approcci più fruttuosi per la storia. E’un modo di pensare al passato, non semplicemente aggiungere un nuovo capitolo sulla Cina. Questo passato deve essere contestualizzato sulla scala globale che fa comprendere meglio i fenomeni. Parlare di schiavitù a Roma significa anche parlare di schiavitù nel presente. La word history incentiva a chiedersi il perchè. Ha una funzione pedagogica? Sì perchè pone una questione che riguarda il rapporto tra me e gli altri, la possibilità di pensare me stesso in una comunità mondiale, che non posso vivere senza gli altri, l’importanza delle relazioni, della comunità. Porta anche la questione della diversità e interazione globale come caratteri del passato e del presente dell’esperienza umana. Ha anche degli svantaggi, come l’indebolimento del pensiero storico, di non costruire un solido senso storico nel bambino. Inoltre rischia di introdurre una visione deterministica nella storia, quindi le condiziono ambientale determinano il successo/fallimento delle civiltà ad esempio. Inoltre toglie l’etnocentrismo ma dobbiamo guardare la storia da qualche parte, il pericolo è togliere un punto di osservazione. La word history dice che dobbiamo adottare un punto di vista ma dobbiamo esserne consapevoli. MODULO 2 LEZIONE 4 – 06.10. Popolazioni e migrazioni Attraverso le trasformazioni delle migrazioni è possibile vedere i cambiamenti della società e delle singole comunità. La crescita demografica può essere divisa in quattro fasi.
comunità che col tempo hanno iniziato a spostarsi in Eurasia, Oceania e America (seconda ondata migratoria). Gli spostamenti sono favoriti o sfavoriti da diversi fattori come le glaciazioni (quando si ritirano si possono spingere più a nord, quando si espandono possono attraversare il mare). Di generazione in generazione (come oggi) si tramandavano un patrimonio di conoscenze dovuto all’esperienza delle generazioni precedenti. Il suo picco di estensione è stato attorno ai 5- 10 milioni di individui. Con l’invenzione dell’agricoltura e dell’allevamento di animali (Riv. Neolitica) l’Homo Sapiens inizia a stabilirsi e ad abbandonare il nomadismo.
La teoria d Malthus: poiché la popolazione aumenta in modo geometrico (2,4,8,16,32), mentre invece la produzione di cibo aumento in maniera aritmetica (2,4,6,8,10), si arriva a un momento di rottura che determina una mancanza di cibo con conseguente peggioramento delle condizioni in cui deve vivere la popolazione (comprese epidemie, carestie ecc.). Malthus sosteneva che la popolazione sarebbe sempre ciclicamente arrivata a crisi demografiche per poi ricominciare a svilupparsi. Come ha fatto l’Europa a uscire dal ciclo malthusiano? Ha avuto 2 possibilità: la prima è che nel ‘700 aveva già costruito imperi coloniali, potendo così esportare la popolazione. Inoltre, lo sviluppo tecnologico ha favorito l’approvvigionamento di cibo, ad esempio, ma anche l’emigrazione della parte più povera della popolazione verso altri continenti. Tutti questi fattori hanno favorito l’ascesa dell’Europa verso una posizione più privilegiata. Limitazione delle nascite e migrazioni come strumenti di controllo demografico Anche la limitazione delle nascite dettata da scelte individuali, leggi, modelli di funzionamento della società. Se decido come le eredità vengono distribuite condiziono lo sviluppo demografico, così come il controllo di emigrazioni e immigrazioni. I MODELLI DI FAMIGLIA Le comunità dei cacciatori-raccoglitori derivano dall’Homo Sapiens che si trovava in Africa. Gli studiosi si sono interessati al rapporto di genere in queste comunità e l’ipotesi più sostenuta è quella secondo cui si immagina una sorta di parità tra i sessi dovuta a una distribuzione equa del lavoro e un ruolo paritario all’interno della stessa famiglia. È possibile affermare che l’elemento che ha introdotto delle differenze tra uomini e donne sia stato l’agricoltura. Infatti fin quando le comunità cacciavano e raccoglievano non esisteva una possibilità di divisione del lavoro, inoltre la fertilità era molto bassa e la gestione di questa non richiedeva molto tempo. Con l’avvento dell’agricoltura, invece, la natalità è aumentata e allo stesso tempo anche il tempo necessario per occuparsi degli ortaggi e del bestiame. Per questo motivo hanno iniziato a dividersi i ruoli tra maschi e femmine
all’interno delle comunità e delle famiglie. Anche l’invenzione dell’aratro ha incentivato la divisione dei ruoli: per usarlo serviva molta più forza fisica. Modelli di famiglia in europa e cina à chiedi appunti La malattia e la morte: le malattie infettive sono sicuramente quelle che hanno portato ad epidemie peggiori come peste, vaiolo, varicella, covid ecc.