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Appunti per il corso di Storia riguardante L'Islam: Fondamenti e Dottrine della prof.ssa Anna Bozzo
Tipologia: Appunti
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L'islam nasce nella regione dell' Hejaz. La Mecca è la città dove il profeta Maometto ebbe le rivelazioni, ma per ragioni proselite dovette poi muoversi verso la regione dello Yathrib, dove poi si stabilì in quella che fu designata la città del profeta per eccellenza: Medina (ex- Yathrib). La data ufficiale riconosciuta dell'era musulmana, è quella dell'emigrazi one (hygra), il 16 luglio 622. Il tempo storico nel quale si inserisce l'Islam, succede al tempo ciclico della profezia, secondo due esempi del Corano
a. Maometto si inserisce nella serie di tutti i profeti che Dio ha inviato agli uomini (Adamo, Abramo, Mosè, Gesù...)
b. l'Islam è preceduto da uno stato di ignoranza ( gahiliyya, paganesimo). La rivelazione, invece, segue questo momento buio e si può riconoscere come età dell'oro, divisibile in:
b1.governo di Maometto a Medina fino al 632 b2.califfato dei 4 “ben guidati”: Abu Bakr, Umar, Ythman, Ali, fino al 661. b3. salaf (pii antenati): compagni del profeta e due successive generazioni.
Storicamente, la gahiliyya non era esattamente un periodo “buio”, forse corrotto, ma influenze monoteiste quali quelle cristiane ed ebree erano già penetrate nella culturale tribale talora essendo abbracciate anche da parte della popolazione. Tuttavia l'islam per imporsi richiese solo una ventina d'anni. Tra queste religioni c'era l' hanifismo , di cui lo stesso Maometto era profeta.
La Rivelazione ( al-tanzil ) si fa risalire al 610 , si dice che Maometto abbia iniziato a diffonderla dal 613 fino all'anno della sua morte. Si dice che Maometto fosse andato in meditazione sul monte Hira , quando l'angelo Gabriele gli avrebbe detto:
Grida, in nome del tuo Signore, che ha creato ha creato l'uomo da un grumo di sangue! Grida! Chè il tuo Signore è il Generosissimo. Colui che ha insegnato l'uso del calamo, ha insegnato all'uomo ciò che non sapeva [Sura del grumo di sangue]
L'importanza di questi primi 5 versetti del Corano è determinata da:
“Ecco le gru che volano alto, spera nella loro intercessione” , parlando di al-Lat, al-Uzza e Manat (ovvero delle divinità pre-islamiche, rispettivamente: la potenza, la bontà e il fato), poi smentiti dall'angelo Gabriele con “Esse non sono che nomi dati da voi e dà padri vostri, pei quali Dio non vi inviò autorità alcuna”. Questa è riconosciuta come la prima vera affermazione monoteista di Maometto, poi sancita da
“O Negatori! Io non adoro quel che voi adorate né voi adorate quel che io adoro […] voi avete la vostra religione, io la mia”
Questa è l'affermazione che fece iniziare una vera e propria diaspora. E poi
“Egli, Dio, è uno, Dio l'Eterno. Non generò né fu generato e nessuno gli è pari”
Nello stesso contesto storico, ad essere sinceri, anche l 'hanafismo e era venerato come religione monoteiste, tant'è che si seguiva il rigoroso pellegrinaggio a Ka'ba della Mecca , ma la differenza con l'Islam è che questo non era un associazione organizzata, piuttosto si basava sul perseguimento dei propri obiettivi individualmente.
La convivenza quindi era possibile con l' hanafismo , ma impossibile con l' abramismo , a questo proposito si cita un'altra affermazione di monoteismo, che entra in relazione anche con il cristianesimo e l' ebraismo (appunto, le religioni fondate su Abramo) “Abramo non era né ebreo, né cristiano: era un hanif, dedito interamente a Dio e non idolatra”. Insomma, ciò che era richiesto ai credenti era di assurgere a Maometto come ultima rivelazione profetica, in quanto anche lui discendente da Abramo, ed abbandonare le loro religioni per seguire quella del nuovo profeta , vedendo in lui un'evoluzione della loro fede, fino ad allora falsificata.
Tuttavia gli “Infedeli” non erano disposti a credergli sulla base di una fede imposta e sottomessa, ma richiedevano “segnali”. Maometto, tuttavia, continuava a professare protetto da suo zio Abu Talib. Quando questi morì, i Banu Hashim lo abbandonarono. Poteva continuare a professare alla Mecca ma, in una società tribale senza un clan che lo supportava, non poteva imporsi. Fu a questo punto che decise di emigrare per Yathrib, nel 622: l' egira.
L'arrivo di M. a Yathrib coincide con una guerra tra clan, di cui lui dovrebbe essere il mediatore, secondo la popolazione locale. M. era giunto con un gruppo di fedeli emigrati con lui ( muhagirun ), poi a Y. Li raggiunsero altri ( ansar ). Con l'intento di definire la nuova “costituzione di Medina”, M. associò la comunità formata ( umma ) ad altre locali, cercando il contatto, stavolta anche politico e giuridico, con il luogo. Pian piano Ma. Cominciò ad affermarsi come capo di questa comunità.
Per gradi si procedette anche anche alla stabilizzazione dei doveri rituali dell'Islam:
Porsi subito come giurista non lo avrebbe aiutato ad inserirsi nel contesto, mentre lui si affermò inizialmente come guida spirituale, e solo poi, con introduzioni come la legge del taglione, riuscì ad inserirsi anche nel sistema giuridico diventato un profeta-legislatore, per poi raggiungere il suo scopo di capo giuridico, riunendo le tribù arabe.
“La Costituzione di Medina” doveva quindi riuscire a sostituire il lignaggio con l'appartenenza territoriale, fondando quelle che giuridicamente sono le basi di uno Stato. Per fare questo ma al contempo garantire un tenore di vita che permettesse ai fedeli di continuare ad esserlo, si intrapresero una serie di battaglie ( jihab, guerra santa) , in modo da guadagnarne dal saccheggio. Furono sbarazzate tutte le opposizioni interne medinesi: Qaynuqa( giudaici), Nadir, Qurayza e poi i munafiqun , ipocriti (convertiti ma attendisti nelle battaglie). Nel 630 Ma. Riesce ad entrare alla Mecca e, senza quasi tentativi di risposta, riuscire a sottometterla.
Per i musulmani Il Corano (qur-an, recitazione) è il libro per eccellenza ( al-kitab ). Tutto il Corano è contenuto nella Fatiha (la prima sura), Tutta la Fatiha è contenuta nella Basmala, Tutta la Basmala è contenuta è contenuta nella lettera ba, Tutto ciò che è contenuto nel ba è contenuto nel punto diacritico che serve a scriverlo.
La versione presa come quella di riferimento è quella di Al-Azhar nel 1924, Cairo.
Il Corano si divide in 30 parti (guz) e 114 sure. Ogni sura comincia con la Basmala. I titoli di ogni sura sono come parole chiave. La lingua del Corano è l' arabiyya (koinè delle città mercantili dell'Hejaz), ritenuta particolarmente semplice e lampante, come è descritta nello stesso Corano, la cui natura melodica è chiara dalle innumerevoli incitazioni a rivolgersi ad un pubblico (Grida, Annuncia...), di chiaro stampo plateale. Le hadith (racconti) spiegherebbero l'ordine e il senso delle sure. Lo stile si chiama prosa assonanza ( sag ), che non ha precise regole metriche, ma che prima ancora d'essere compreso dev'essere ascoltato (come una musica).
“Il discorso coranico è, di fatto, un'orchestrazione musicale e al tempo stesso semantica di concetti chiave tratti da un lessico arabo comune, che per secoli ne è stato trasformato”, Mohamed Arkun
“Il discorso passa da un argomento all'altro, senza essere proseguito, e non ancora esaurito. Lo stesso tema, lo stesso motivo, ritorna qua e là senza che se ne possa individuare una regolarità”, Jacques Berque.
Si presuppone che il Corano sia stato trascritto nel 653 da Uthman , tuttavia i qari (recitatori- lettori) continuano ad usare le loro versioni, nonostante nel 934 lo studioso Ibn Mugahid, basandosi su alcune hadith, avesse ufficializzato solamente sette letture.
Tra i racconti sulla creazione del Corano, si inseriscono le “ storie dei profeti ”, ovvero i racconti dei giudei convertiti all'Islam , poi incorporati nell' esegesi coranica.
La regola “dell'abrogante e dell'abrogato” , rivela che ogni versetto abroga quello precedente
“Non abrogheremo, né ti faremo dimenticare, alcun versetto senza dartene uno migliore o uguale”
Nel Corano di sono due tipi di versetti:
“è Luce su Luce”
I termini che designano il commento del Corano sono
Il commento “ufficiale” è di Tabari “Gami al-bayan an ta wil al Qur-an”
“La storia di Muhammet e dell'Islam inizia e finisce con il Corano” [Francis E. Peters]
Non si hanno dimostrazioni storiche dell'esistenza di Maometto, escluso quanto scritto nel Corano, nel quale lo stesso Maometto viene presentato come l'uomo comune [ “Io sono, per certo, un uomo come voi...” ] ma infallibile nella profezia. Tutto ciò che sappiamo di lui è raccolto in due corpus, costruiti dallo stesso materiale ( hadith , racconto breve e orale):
La struttura di queste fonti , appunto gli hadith, risale ad una società urbanizzata, questa la loro struttura:
che la tradizione islamica fa risalire al 656 ( assassinio del califfo Uthman ), mentre Juynboll fa risalire la stesura degli hadith non prima del 7 secolo.
Gli hadith , infatti, tramandati per via orale , erano destinati a restare tali, ma la quantità era diventata tale da prevedere una divisione del lavoro nella memorizzazione non accettate dai musulmani, per questo motivo furono trascritte.
Il numero però, crebbe improvvisamente, quindi i muhaddith (trasmettitori) iniziarono ad interrogarsi su come poter selezionare i racconti in arrivo, e li categorizzarono (ad esempio: ricorrente, raro, buono, debole..).
Tuttavia le fonti non sono certificate, e questo porta lo studioso Rubin , a dichiarare che non sia importante la veridicità dell'evento a cui si riferiscono, ma una condizione spirituale dei credenti.
All'inizio i racconti riguardanti Maometto erano chiamati maghazi, e riguardavano solo i successi nelle sue campagne militari. Questo tipo di genere era quello più conosciuto dagli arabi (ayyam al-arab), quindi si inseriva bene nel contesto.
Non risultano esserci maghazi prima della battaglia di Badr del 624, quindi questa sarà istituita come data di inizio. La più antica opera di maghazi è redatta da Ibn Ishaq, dove, nonostante la dubbi paternità, si possono trovare tracce del Maometto storico.
Il racconto della vita del profeta di Ibn Hisham, raccoglie una serie di materiali eterocliti (come poi erano diventati i maghazi, quindi anche con poesie, leggende e letterature) che diventarono il punto di riferimento per la biografia del poeta, nonostante i suoi differenti intenti. La sua, unita ad opere di altri studiosi, portò alla stesura della sira , la biografia sacra del poeta.
Etimologicamente, inoltre, il termine sira al plurale ( siyar ) designa le regole della guerra, quindi non è poi così lontano da maghazi. Sira designa comunque, più in generale, un modo di procedere.
Il termine sunna indica un modo di procedere, un uso, contrapposto al verbo ahdata , che significa invece introdurre un'innovazione. Dopo l'avvento dell'Islam l'innovazione fu bandita e la sunna passò a chiamarsi sunna del profeta.
Da notare, però, che quando Maometto riprendeva alcune antiche sunne appartenenti al
La sharia è la normativa dell'Islam, fissa e immutabile. Il diritto sacro che ne è derivato, invece, il fiqh , è da mettere in relazioni con le condizioni politiche in cui è cresciuto.
Il fiqh è, innanzitutto, la storia delle tensioni tra la rivelazione ( naql ) e la ragione ( aql ). E' stato definito una deontologia, un insieme di norme.
Il fiqh viene diviso in due parti: furu (applicazioni) e usul (metodologia).
Illustri studiosi tra cui Goldziher e Schact dimostrarono l'esistenza di una discontinuità storica tra la Rivelazione e l'elaborazione del fiqh. I giuristi, infatti, per stilare il diritto islamico erano accusati di basarsi proprio sui criteri della scuola islamica come era stata presentata loro fino ad allora, tra cui gli hadith. Uno dei meriti invece, proprio dello studioso Schacht , fu di dimostrare che le prime opere di fiqh si rifacevano a quelle “tradizioni vive” di aree particolarmente islamiche. Il diritto islamico, quindi, non era nato nelle società beduine al momento della Rivelazione, ma in una società arabofona ed urbana, due secoli dopo la Rivelazione.
Tuttavia il Corano contiene già di per sé circa 500 versi definiti “legiferanti”, in cui si racchiudono pene ( hudud ) già biasimate nella società beduina (usura, adulterio, furto, omicidio...). La novità, per così dire, è il castigo nell'aldilà. Ciò nonostante, il Corano non contiene un corpus giuridico, non era nelle intenzioni di Maometto, il Corano deve dare un ordine morale.
Al ra'y (l'opinione argomentata tipica dei tribunali omayyadi) si aggiunse l' igtihad al-ra'y (attività intellettuale di ragionamento). Al-Shafi , inoltre, promuoverà a regola une tendenza dell'impero abbaside: rifarsi al Corano e agli hadith per promuovere la dottrina.
Le quattro scuole ( madhhab )
sotto il califfato di Harun al-Rashid. (rappresentano la scuola hanafita ). Diffusa in Turchia, Asia Centrale, subcontinente indiano e Cina
Sudan, Africa Occidentale e Orientale, Costa Orientale dell'Arabia
Africa Orientale, Indonedia
Connotata dai suoi discepoli come hanbalismo. Diffusa, dopo il wahhabismo che l'ha rivitalizzata, in Arabia Saudita, nei Pesi del Colfo e in India
Ci saranno poi altre scuola che non rimarranno ne tempo, come il fiqh zaydita & il f iqh ga'farita
*Ijtihad: prendere una decisione in ambito di sharia, secondo un parere personale, indipendente da qualunque scuola di pensiero. Si è andato riducendo dopo le quattro scuole adottate. A queste, infatti, era seguito più che altro il taqlid (l'imitazione), su cui si sono basati degli studi che hanno prodotto a loro volta trattati.
Questi trattati di fiqh sono per lo più trattati di furu (applicazioni) e contengono sistemi di norme ( hukm ) raggruppati per temi e divisi in due grandi parti:
preghiera, pratiche funerarie, digiuno, elemosina, pellegrinaggio
proprietà fondiaria,di famiglia, bellico. Inoltre si riferiscono a delitti, infrazioni (come l'apostasia), giuramenti (come divieti alimentari) e procedura giudiziaria.
Il fiqh non è totalmente rigido, qualcuno ha definito le diverse versioni “interpretazioni ad ampio raggio” , come si dimostra nel ventesimo secolo quando, durante il panislamismo, si cercò di riunire tutti sotto una stessa visione (allargando quindi i propri personali valori pur rimanendo nell'Islam).
La sharia non è quindi un blocco omogeneo ma uno statuto ideale.
Benchè non sia dimostrato che la paternità del sintagma usul al-fiqh sia da attribuire ad al- Shafi (che anzi, risulta essere antecedente) questa continuò ad evolversi. I giuristi quindi non si basarono più solo sull' opinione giuridica (ra'y), ma anche sul
Ghazali introdusse nei suoi studi moltissimi usul al-fiqh , e scrisse addirittura un manuale, diviso in quattro grandi parti:
al-hukm
a. obbligatorio b. raccomandabile c. lecito d. riprovevole o condannabile e. proibito
Tipologia di atti prescritti da sharia :
dalil
Le fonti ammesse sono:
convalidare questa fonte ci si limitò ad appellarsi ai mugtahid ( giuristi di una stessa generazione ). Tuttavia alcuni continuano a limitarlo ai compagni o alla gente di famiglia.
uno noto (asl).
Istithmar
principi formulati tramite coppie antitetiche (ambiguo e chiarificatore...)
igithad
enunciazione dei concetti e delle competenze del giurista
La prima espressione usata dai musulmani è al-fiqh al-akbar (la conoscenza più importante). Benché i beduini d'Arabia credessero in un destino implacabile (dahr), dovettero passare, con l'avvento dell'Islam, da una giustizia immanente ad una trascendente, e di un Dio Unico (senza divinità “figlie”). Così, questo diventò uno dei dei cardinali della teologia : ilm al tawhid (scienza dell'unicità divina).
In realtà poi, questa scienza venne definita dell'unicità di Dio e dei suoi attributi (stando ai 99 nomi che descrivevano le sue caratteristiche).
Dal momento che lo stesso Corano presentava sentenze dicotomiche, come “Volti in quel giorno saranno splendenti/ al loro Signore miranti” V “Non l'afferrano gli sguardi...”.
Da qui nascerà uno dei più grandi scismi che andrà a segnare la storia dell'Islam:
Coloro che discutevano sulla questione, quindi razionalizzavano il dogma, furono definiti mutakallim (dal verbo takallama, parlare con intelligenza). Portatori, questi ultimi, di una teologia speculativa ( a. kalam )
Il kalam ebbe ampie definizioni, ci rifacciamo a quella del filosofo Farabi sulla classificazione delle scienze “ è una scienza che consente all'uomo di far trionfare i dogmi e le azioni determinati dal legislatore della religione, e di confutare tutte le opinioni che li contraddicono”
Al polo opposto era attribuita invece l'espressione b. usul al-din (le radici della religione), che si rifaceva strettamente al Corano e alla Sunna.
Queste tuttavia, rimasero solo tendenze fino alla battaglia di Siffin del 657. I fattori che inasprirono i dissensi furono tre:
Quando, in questo momento storico, si dovettero pronunciare sugli assassini di Uthman e Ali e sul ruolo (possibilmente malvagio?) del califfo e la legittimità del suo potere, potevano giungere ad una soluzione solo tramite la teologia.
a. I qadariti (sostenitori del qadar, libero arbitrio) si schierarono, per ragioni logiche, contro gli Omayyadi. Tra le loro tesi, c'era quella secondo cui il credente che commetteva un errore grave diventava infedele ( kafir ). Gli Omayyadi erano ovviamente tra questi (tesi sostenuta anche dai kharigiti ), quindi destinati all'espulsione dalla comunità e all'Inferno nell'aldilà.
b. Nella fazione opposta troviamo invece i gabariti (da gabar , predestinazione). Sostenitori quindi degli Omayyadi, perché sarebbero giunti al potere secondo volontà divina (come tutto).
c. Come terza tendenza troviamo i murgi'ti che dividevano fede ed opere: a Dio il compito di decidere.
Tuttavia di tutte queste “correnti”, non si hanno manifesti. Per quanto riguarda l'elaborazione del kalam si assiste ad una svolta nel 750 , ovvero durante la perdita del potere degli Abbasidi. Mentre, infatti, i dibattiti si svolgevano a Damasco, sotto la dinastia omayyade, l'influenza cristiana era inconfutabile. Ora, con gli Abbasidi a Baghdad le religioni che hanno maggiore influenza sono decisamente quelle persiane: manicheismo e mazdeismo, per non contare il
pensiero greco (basti pensare alla Casa della Sapienza, fatta costruire da al-Ma'mun nell'832, a conferma del movimento di traduzione nato dal 762).
Proprio al-Ma'mun appoggerà il dogmatismo speculativo (appunto, il kalam ) dei mu'taziliti.
Riguardo la loro origine si sa poco (potrebbero discendere dai qadariti o da Wasil b. Ata), fatto sta che il mu'tazilismo fu adottato come religione ufficiale da al-Ma'mun nell'827.
Le due scuole a farsi concorrenza erano:
della ragione).
Nonostante le polemiche e le divisioni (anche interne) ci sono cinque tesi sostenute e condivise da tutti i mu'taziliti:
bene o male
compiere le opere prescritte. L'uomo si espone alla promessa e alla minaccia di Dio
A questo punto si inasprì la divisione tra:
Questi ultimi godettero però, del sostegno di al-Ma'mun nel' 883 , in un occasione conosciuta come la prova.
In occasione di un viaggio per cui doveva assentarsi, il califfo chiese al proprio rappresentante a Baghdad di sottoporre i membri della giurisdizione ad un esame sul Corano:
era creato o increato?
E questa fu la prova inflitta dagli Abbasidi agli ulema per circa vent'anni. Molti finirono in carcere per via della loro risposta “creato”. La prova ebbe fine nell'847 da al- Mutawakkil.
Piano piano i califfi ricominciarono a sostenere i muhaddith (protosunniti) e i mutakallin furono espulsi (proprio tramite il reato da loro costituito di zandaqa) fino al movimento riformista dell'800.
Abu al-Hasan al-Ash'ari fondò l' ash'arismo. Una dottrina fondata sul rifiuto del kalam ma l'uso della ragione. Era necessario ragionare per conoscere Dio, contrariamente agli hanbaliti(?).
Dio ha infatti tutti gli attributi che gli vengono definiti ma non bisogna chiedersi come sia fatto: è un bi-la kaifa ( senza un come ) Dio crea l'atto umano, ma attribuisce all'uomo l'acquisizione di tale atto. Il peccatore resta un credente nella comunità, anche se destinato all'Inferno nell'aldilà. Il Corano è increato (è parola divina) e creato (espressione della parola divina)
Si definiscono l' ortodossia sunnita (Gente della Sunna & della Comunità).
kharigiti:
giustizia per la morte di Uthman, riconoscono solo i primi due califfi
doveva decadere dalla qualità di musulmano (Ali & Mu'awiya avevano sbagliato e dovevano essere giustiziati)
essere esempio di correttezza morale, non per forza fedele
predicava rigore morale & egualitarismo
zaydismo:
ismailismo:
ghulat:
** Gli imam rifiutavano il kalam ed erano assai lontani dalle idee razionali dei mu'taziliti. Tuttavia, a partire dall'epoca del quinto imam (Baqir), alcuni iniziarono ad interrogarsi su questioni teologiche, elaborando dottrine quali:
Stesso termine usato per la dottrina secondo la quale le azioni umane sono create da Dio. Assistiamo a varie frammentazioni ( ash'arismo, mu'tazilismo, ghalat ), tutte pretenziose di mantenere la propria scienza di imam.
Dopo la grande occultazione
fu abbandonata la via dell'esoterismo e si iniziò ad intraprendere quella della razionalizzazione. In particolare si deve a tre studiosi questo processo:
Il rapporto tra kalam e mu'tazilismo si fece risentire sugli usul al-din (? pag.92)
Specificità duodecimane
Ci sono tre punti di condivisione tra sciismo e sunnismo:
Per quanto riguarda e particolarità ne analizziamo in particolare quattro, di cui due affini al mu'tazilismo:
natura antropomorfica
sua responsabilità.
e due no:
La divisione principale tra sunniti e sciiti resta comunque l'impossibilità del paragone del califfato sunnita con l'imamato sciita. L'imamato per gli sciiti ha infatti valore di fondamento religioso
Le dottrine sciite si rifanno ad alcuni hadith, tra cui uno sulla creazione del Mondo:
raggio.
Il primo era la luce ( nur ) di
Il secondo era la luce di
Walaya?
Interpretazioni di vari hadith (tra cui letto di morte del profeta)
Sviluppi della metodologia giuridica
L'imam era il depositario della shar-ia, pertanto il ricorso al ragionamento analogico (qiyas) era vietato. A questo punto la comunità però era persa: gli ulema quindi, piano piano si concessero la capacità di rappresentare l'imam e agire in suo nome. Si trattò di un lungo processo di razionalizzazione.
A questo seguì l'elaborazione di tre concetti chiave:
Sebbene al-Tusi ,come tutti, respingesse l' igtihad (interpretazione), molti ormai la praticavano senza nominarla. Il primo a usare questo termine fu al-Allama al-Hilli. Il credente doveva infatti conformarsi ai pareri del mugtahid (giudice?), prefigurando così l'articolazione della coppia igtihad/taqlid (interpretazione precedente?)
Maggiori poteri al mugtahid , erigendolo a rappresentante dell'imam nascosto.
Sotto i Safavidi.
Si divisero in due correnti da cui: usuli e akhbari
Le fonti di ispirazione per il fiqh secondo gli sciiti sono (in accordo con la discipline degli usul al-fiqh ):
ulema.
Per quanto riguarda le norme tradizionali c'erano sufficienti accordi, tolti alcuni vincoli matrimoniali e sulle donne.
Intorno al XIX secolo la vittoria della corrente usuli conferì maggiore potere agli ulema sciiti. Ga'far Kashif al-Ghita autorizzò il sovrano a dichiarare guerra contro i Russi: è la prima volta che uno studioso sciita duodecimano dichiara jihad a nome dell'imam.
Da qui si formò la dottrina wilaya (governo del giurista)? Gli altri studiosi ( tra cui al-Ansari) nel frattempo elaborarono la teoria tuttora fondamentale dello sciismo: marga'iyya (gerarchia religiosa sciita).
Secondo tale teoria, il credente diventava imitatore e il mugtahid l' imitato , nell'esercizio dell'apprensione. Enunciava inoltre la modalità del taqlid (il credente doveva seguire le prescrizioni dettate da un mugtahid vivente, considerato il più sapiente del suo tempo e di nota probità morale)
Il sufismo è la forma di ricerca mistica dell'Islam, gode dI gran successo soprattutto nell'ambiente sunnita (mentre tra gli sciiti trova consensi solo dalla Ni'matullahiyya ).
Iniziano a diffondersi nel regno degli Omayyadi dove, ai quattro califfi, era succeduto Mu'awiya e poi suo figlio Yazid, dedito all'alcool.
Uno dei primi ispiratori di questi ordini mistici è
Hasan al-Basri (m. 728), che dà inizio ad una interpretazione spirituale del Corano. I mistici che non aderiscono a una catena iniziatica si rifanno a Uways al-Qarani , un asceta che sarebbe stato investito dal profeta stesso, pur non essendo suo contemporaneo. Per questo, di un mistico che pretende di essere iniziato da un maestro defunto si dice che è un'investitura di tipo uwaysi.
Gli asceti, tuttavia, non aspiravano soltanto ad allontanarsi dai beni di questo mondo, ma anche a votarsi a Dio, a dedicarsi a lui. Al-Muhasibi fu il primo autore a teorizzare tale approccio.
A Dhu l-Nun viene invece attribuita la ma'rifa (conoscenza intima e gnosi). Per quanto riguarda Abu Yazid al-Bistami , è il coniatore del concetto di fana (ebbrezza procurata dall'incontro con Dio e l'annullarsi in lui). Ma, cosa più importante, annuncia il movimento dei Malamatiyya ( genti del biasimo ), tuonando di incontrare nel biasimo delle persone circostanti la vera devozione a Dio. L'iniziatore di questo movimento è Abu Hafs (nel Khurasan ), che non diventerà mai un gruppo organizzato però.
Un'altra tendenza nacque invece a Baghdad, da Gunayd , che formulò la teoria dell'annullamento in Dio ( al'fana ) come continuazione nel baqa (fase in cui il mistico vive nella presenza divina). Inoltre il suo insegnamento fu sobrio e rigido, tanto da ispirare numerosi ordini.
Intorno al X secolo quindi, sotto il nome di tasawwuf (sufismo) troveremo moltissime correnti, ma i fondamenti erano:
La quinta essenza dell'esperienza islamica fu incarnata dal martire al-Hallag , accusato di zandaqa per aver detto “Io sono il vero Dio” ed aver esplicitamente affermato che il pellegrinaggio poteva essere fatto interiormente, senza reale bisogno di mettersi in viaggio.
Questo è un punto nodale perché la questione del rispetto letterale della shari'a o della sua interpretazione esoterica costituì per molto tempo lo scoglio che divideva sufi e giuristi.
Benché si adoperarono in molti, prima di tutti Gunayd per assottigliare queste differenze, fu soprattutto merito di Ghazali riconciliare i due campi, con l'inserimento del tasawuuf nell'insieme delle discipline islamiche e la sua teoria “Il tabernacolo delle luci”, fondante la conoscenza sulla pratica della Via.
Un altro esempio lampante dei rapporti tra sufismo e shar'ia è quello dell'andaluso Muhyi al-Din Ibn 'Arabi , morto a Damasco nel 1240. E' chiamato il sommo maestro ( al-shaykh al-akbar ), si ritiene abbia raggiunto grandissime conoscenze in campo mistico e, sebbene non fondò mai un ordine, ne ispirò molti successivi. Diciamo pure che non si può pensare al sufismo senza di lui. Sebbene non l'abbia mai pronunciato di persona, inoltre, gli si attribuisce il concetto del wugud (unicità dell'essere). Tuttavia ci sono delle nozioni che si rivelano fondamentali per lui, quali:
E' stato inoltre dimostrato che tutta la conoscenza del maestro si basava sul Corano: la maggior parte delle costruzioni tipiche del sufismo, infatti, è sostenuta dal libro santo. Anche se poi il suo pensiero darà adito ad enormi incomprensioni.
Abbiamo poi Galal al-Din Rumi, detto Mawlana (nostro maestro) che rappresentò la pena della separazione tra l'amante, il sufi, e l'essere amato, Dio.
Per vedere le prime famiglie spirituali dovremo aspettare il XII-XIII secolo, tutte fondate su maestri defunti (tranne l'ordine dei Rifa'iyya ). Queste vengono chiamate tariqa (tra le sue numerose accezioni, via che conduce il mistico dalla shar'ia a haqiqa, perfezionamento, ). Il Maestro, dopo aver tracciato la propria via, ne fa un metodo a sostegno delle proprie dottrine, che arricchisce di rituali specifici e di tecniche di meditazione, al quale inizia poi i discepoli. I sufi che si rifanno allo stesso iniziatore spirituale seguono dunque la sua via, trasmessa dal maestro al discepolo. Questa catena iniziatica, è detta silsila ed è in grado di ricollegare l'iniziato fino a Maometto.
Ci sono due modi di affiliarsi alla tariqa:
“famiglia iniziatica” e che proviene da Maometto.
diventa aspiranti ( murid ) sulla via.
A eccezione del magdhub (colui che è rapito da Dio), il novizio ( saluk ) deve superare due tipi di tappe:
Nel corso delle successive elaborazioni, le stazioni passeranno ad essere sette:
pentimento, scrupoloso rispetto della shar'ia, rinuncia, povertà, pazienza, abbandono in Dio, soddisfazione.
per poi passare ad essere oltre mille, e poi dieci
dall'attenzione costante, alla certezza, passando dalla speranza.
Nel corso della sua formazione spirituale ( tarbiya ) il novizio rimette completamente il proprio destino nelle mani della guida, senza fare domande. Il novizio è il murid , colui che aspira a formarsi; il maestro è il murad , l'obiettivo da raggiungere. Ogni tappa raggiunta è rappresentata da segni esterni come il colore degli abiti (imposizione del mantello, khirqa , giuramento di fedeltà, assunzione del patto..). Il suo ruolo diventa quello di enunciare gli obblighi rituali, le regole, gli abusi. Gli viene poi inculcato il wird che dovrà ripetere ogni giorno (ogni tariqa ha il proprio).
I membri di una tariqa si ritrovano in occasione di rituali collettivi, il più frequente dei quali è il dhikr (richiamo, ricordo) che si tiene il giovedì sera o alla vigilia delle feste religiose. Si possono svolgere le sedute ovunque, ripetendo sempre “Allah” (o piccola variazioni), dondolando ritmicamente testa e corpo (movimenti coniugati con le tecniche respiratorie). Il dhikr è a volte accompagnato da strumenti a percussione o da canti: è la sama.
Il culto del fondatore della tariqa può richiamare grandi visite, e manifestazioni di fedeli in occasione del mawlid (anniversario) del santo.