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Appunti su Arthur Shopenhauer e il suo pensiero
Tipologia: Appunti
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Arthur Shopenhauer La visione della natura come indifferente e inaccessibile si ritrova anche nella filosofia ed in particolare in Arthur Shopenhauer, filosofo tedesco dell’800,caratterizzato da una profonda concezione pessimistica del mondo che ci circonda.Durante la sua vita Shopenhauer subi’ l’influenza di alcuni filosofi tra cui Platone da cui riprende soprattutto l’idea di un mondo apparente,quasi teatrale e anche Kant da cui riprende la distinzione tra mondo fenomenico ovvero il mondo come appare e l’unica fonte di conoscenza dell’uomo,e mondo noumenico il vero mondo,che però l’uomo non riuscirà mai a percepire perché nascosto. L’opera che ben rappresenta il suo pensiero è”Il mondo come volontà e rappresentazione”,in cui riprende la distinzione di Kant ma la ribalta completamente con una concezione più pessimistica. Per Shopenhauer il fenomeno è un’apparenza,nel senso di un’illusione,un sogno e un inganno,il noumeno invece è ciò che si nasconde dietro l’ingannevolezza dei fenomeni che ci circondano.Per descrivere la natura illusoria dei fenomeni ovvero di tutto ciò che ci appare ,il filosofo utilizza un’espressione ripresa dai testi sacri induisti “il velo di Maya”ovvero quel velo ingannatore che avvolge gli occhi degli uomini facendoli vedere il mondo in modo ingannevole,che ci mostra sole le cose apparenti ma non come sono davvero. Da qui ci possiamo collegare poi all’affermazione di Shopenhauer ad inizio opera ovvero “il mondo è una mia rappresentazione”,poiché tutto ciò che io percepisco con i sensi è inganno,e in particolare è un inganno che avviene dentro la mia testa, in cui c’è una rappresentazione soggettiva di ciò che mi sto illudendo mi circondi.Di conseguenza ogni cosa che percepisco è un’illusione perché il mondo è una mia rappresentazione. D’altra parte secondo Schopenhauer dal fenomeno si può passare al noumeno squarciando il velo di Maya attraverso il corpo.Nel pensiero del filosofo il corpo acquista un’importanza notevole perché noi in quanto corpo possiamo viverci anche dall’interno e recuperiamo la radice noumenica del nostro essere che è definita da Shopenhauer volontà di vivere,una forza cieca e irrefrenabile che ci spinge a vivere e a sopravvivere. Essa infatti noi non la possiamo vedere,ma la possiamo sentire attraverso il corpo.Secondo Schopenhauer,il corpo fisico umano è considerato come l’espressione della volontà,ad esempio l’apparato digerente è oggettivazione della volontà di mangiare,così come il cervello è l’oggettivazione di voler pensare. Essa quindi la possiamo sentire nel nostro corpo,nei nostri pensieri,in tutto ciò che ci muove. Questa volontà di
vivere non è proprio solo di un’individuo,ma di tutti gli uomini e di tutto ciò che ci circonda,tutti gli esseri della natura sono pervasi da questa volontà di vivere,e non solo anche gli elementi inorganici sono animati da quest’energia. Secondo Shopenhauer vivere significa anche soffrire questo perché la volontà di vivere ci spinge sempre a desiderare qualcosa in più e una volta che la si ottiene c’è un breve momento di felicità o di noia ma successivamente l’uomo sarà portato a desiderare qualcos’altro e quindi a soffrire.Ci sono però delle vie d’uscita da questa sofferenza,e secondo Shopenhauer questa può avvenire i 3 modi: -attraverso l’arte:quando ascoltiamo la musica o guardiamo un’opera d’arte in quel momento siamo liberi dai vari pensieri che ci affollano la mente,e quindi liberi dalla volontà di vivere,ma ciò è solo una liberazione momentanea