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Appunti su Petronio, Lucano, Persio e Giovenale, Appunti di Latino

Appunti su vita e opere di Petronio, Lucano, Persio e Giovenale

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 08/01/2024

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PETRONIO
Petronio menzionato negli Annales di Tacito: funzione di elegantiae arbiter (“maestro di
cerimonie”) presso la corte di Nerone, personalità eccentrica e gaudente. Coinvolto nella
congiura dei Pisoni (65 d.C.) si suicida ascoltando “levia carmina et faciles versus”.
Menzione in Plinio il Vecchio e in Plutarco di un Petronio console nel 62 d.C.!
Nell’opera richiami alla vita politica, sociale e culturale dell’età di Nerone: !
Ricordo di attori, cantanti, gladiatori più in vista dell’epoca di Caligola e Nerone.!
Liberti tra i personaggi (Trimalchione), che in età giulio-claudia avevano una buona
visibilità pubblica e ricoprivano anche ruoli importanti.!
Allusione ai lussi e agli eccessi propri della corte imperiale dell’età neroniana.!
Discussione sulle cause della decadenza dell’eloquenza e sulla natura e funzione del
poema epico (Bellum civile di Lucano e Troiae halosis di Nerone).!
SATYRICON—> opera di argomento erotico e avventuroso, mista di prosa e versi. Opera
giunta incompleta (solo libri XIV-XVI divisi in 141 capitoli). Nel titolo sottinteso libri, la
traduzione potrebbe essere “libri di storie di satiri”, protagonisti di avventure licenziose,
quindi titolo allusivo per il contenuto erotico e licenzioso. Legato anche alla satura, genere
letterario. Satira poetica con Lucilio e Orazio (argomenti e registri linguistici quotidiani,
critica ai vizi umani, parodia letteraria, tema della cena, viaggio avventuroso) e satira
menippea (alternanza di prosa e versi, prosimetro) con Varrone Reatino e Apokolokuntosis
di Seneca. Traduzione più giusta “libri di storie satiriche”. !
Ipotesi di un’estensione notevole del racconto, incongrua con la satira menippea, quindi
definito “romanzo” (unico romanzo latino con le Metamorfosi di Apuleio). Ipotesi della
parodia del romanzo greco, struttura romanzesca e avventurosa con legami omosessuali
e amori poco casti. Elementi di parodia dell’Odissea (prototipo del romanzo d’avventura):
gravis ira Priapi come quella di Poseidone, personaggio femminile Circe, allusione alle
greggi di Polifemo e all’antro del Ciclope. !
Cinque novelle nel testo prese da aneddoti contemporanei, tradizioni orali con elementi
folklorici e magici (il lupo mannaro). Novelle di argomento erotico ricondotte alla tradizione
delle fabulae Milesiae (iniziatore Aristide di Mileto, storie di argomento licenzioso tradotte
in latino da Cornelio Sisenna e messe in scena dal mimo romano). Impossibilità di una
definizione sicura del genere letterario dell’opera con coesistenza di generi diversi e filo
conduttore l’intento parodistico e sperimentale (alter ego Eumolpo). !
Si parla di una generica Graeca urbs e la vicenda termina a Crotone che appare però un
luogo immaginario. Modelli reali invece per piazze, strade, scuole di retorica, templi, case
provate, locande, bordelli e navi (“realismo del distacco” per aristocratica distanza).
Personaggi reali per umanità socialmente bassa e moralmente degradata e alcuni
sembrano alludere a situazioni reali della società del tempo. Intento mimetico-realistico
facendoli parlare in prima persona e adattando lingua, stile e mentalità al personaggio. !
CENA TRIMALCHIONIS—> modelli: satira oraziana (cena Nasidieni) e parodia del
Simposio di Platone (chiacchiere per discorsi filosofici e amori omosessuali). I convitati
sono liberti arricchiti (avidità e bassezza morale dei discorsi). Figura di Trimalchione vista
come una caricatura degli eccessi di Nerone, ma anche contorni realistici (dai tempi di
Claudio liberti occupavano mansioni importanti e si erano arricchiti). Ossessione per la
morte con cura del proprio testamento, del mausoleo e dell’epigrafe (formula vivus fecit in
diverse iscrizioni funerarie di liberti). !
Eros non compare in forma gioiosa ma nelle forme dell’impotenza, della perversione e
della prostituzione. Anche Cena Trimalchionis non è lieta ma pervasa della morte e dalla
caducità della vita. Coniugazione delle finalità di intrattenimento e riflessione. !
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PETRONIO

Petronio menzionato negli Annales di Tacito: funzione di elegantiae arbiter (“maestro di cerimonie”) presso la corte di Nerone, personalità eccentrica e gaudente. Coinvolto nella congiura dei Pisoni (65 d.C.) si suicida ascoltando “levia carmina et faciles versus”. Menzione in Plinio il Vecchio e in Plutarco di un Petronio console nel 62 d.C. Nell’opera richiami alla vita politica, sociale e culturale dell’età di Nerone:

  • Ricordo di attori, cantanti, gladiatori più in vista dell’epoca di Caligola e Nerone.
  • Liberti tra i personaggi (Trimalchione), che in età giulio-claudia avevano una buona visibilità pubblica e ricoprivano anche ruoli importanti.
  • Allusione ai lussi e agli eccessi propri della corte imperiale dell’età neroniana.
  • Discussione sulle cause della decadenza dell’eloquenza e sulla natura e funzione del poema epico (Bellum civile di Lucano e Troiae halosis di Nerone). SATYRICON—> opera di argomento erotico e avventuroso, mista di prosa e versi. Opera giunta incompleta (solo libri XIV-XVI divisi in 141 capitoli). Nel titolo sottinteso libri, la traduzione potrebbe essere “libri di storie di satiri”, protagonisti di avventure licenziose, quindi titolo allusivo per il contenuto erotico e licenzioso. Legato anche alla satura, genere letterario. Satira poetica con Lucilio e Orazio (argomenti e registri linguistici quotidiani, critica ai vizi umani, parodia letteraria, tema della cena, viaggio avventuroso) e satira menippea (alternanza di prosa e versi, prosimetro) con Varrone Reatino e Apokolokuntosis di Seneca. Traduzione più giusta “libri di storie satiriche”. Ipotesi di un’estensione notevole del racconto, incongrua con la satira menippea, quindi definito “romanzo” (unico romanzo latino con le Metamorfosi di Apuleio). Ipotesi della parodia del romanzo greco, struttura romanzesca e avventurosa con legami omosessuali e amori poco casti. Elementi di parodia dell’Odissea (prototipo del romanzo d’avventura): gravis ira Priapi come quella di Poseidone, personaggio femminile Circe, allusione alle greggi di Polifemo e all’antro del Ciclope. Cinque novelle nel testo prese da aneddoti contemporanei, tradizioni orali con elementi folklorici e magici (il lupo mannaro). Novelle di argomento erotico ricondotte alla tradizione delle fabulae Milesiae (iniziatore Aristide di Mileto, storie di argomento licenzioso tradotte in latino da Cornelio Sisenna e messe in scena dal mimo romano). Impossibilità di una definizione sicura del genere letterario dell’opera con coesistenza di generi diversi e filo conduttore l’intento parodistico e sperimentale (alter ego Eumolpo). Si parla di una generica Graeca urbs e la vicenda termina a Crotone che appare però un luogo immaginario. Modelli reali invece per piazze, strade, scuole di retorica, templi, case provate, locande, bordelli e navi (“realismo del distacco” per aristocratica distanza). Personaggi reali per umanità socialmente bassa e moralmente degradata e alcuni sembrano alludere a situazioni reali della società del tempo. Intento mimetico-realistico facendoli parlare in prima persona e adattando lingua, stile e mentalità al personaggio. CENA TRIMALCHIONIS—> modelli: satira oraziana (cena Nasidieni) e parodia del Simposio di Platone (chiacchiere per discorsi filosofici e amori omosessuali). I convitati sono liberti arricchiti (avidità e bassezza morale dei discorsi). Figura di Trimalchione vista come una caricatura degli eccessi di Nerone, ma anche contorni realistici (dai tempi di Claudio liberti occupavano mansioni importanti e si erano arricchiti). Ossessione per la morte con cura del proprio testamento, del mausoleo e dell’epigrafe (formula vivus fecit in diverse iscrizioni funerarie di liberti). Eros non compare in forma gioiosa ma nelle forme dell’impotenza, della perversione e della prostituzione. Anche Cena Trimalchionis non è lieta ma pervasa della morte e dalla caducità della vita. Coniugazione delle finalità di intrattenimento e riflessione.

Plurilinguismo e pluristilismo: personaggi colti con latino semplice ma elegante, personaggi di livello sociale basso con sermo plebeius (termini colloquiali, diminutivi, neologismi, modi di dire e grecismi. Nomi parlanti: Encolpio “ che sta in grembo” (ingenuità), Eumolpo “dal bel canto”, Trimalchione “tre volte potente”, Fortunata “aiutata dalla buona sorte”. Discorsi di livello più basso con periodare spezzato e paratattico (immediatezza della lingua parlata) e innalzamento dello stile negli inserti poetici della Troiae halosis e del Bellum civile. Anche combinazione di registri diversi nello stesso passo con intento parodico e ironico.

LUCANO

Nasce a Cordova nel 39 d.C., è nipote di Seneca ed è discepolo dello stoico Anneo Cornuto a Roma. Compie un viaggio di istruzione in Grecia ed entra nella cerchia degli amici di Nerone, iniziando la carriera politica come questore. Viene incoronato nel 60 d.C. da Nerone per le Laudes Neronis. Rottura con Nerone (forse anche per rivalità letteraria) e accusato di essere coinvolto nella congiura dei Pisoni, è costretto al suicidio nel 65 d.C. Opere perdute di diversi generi letterari: poema epico sulla guerra di Troia (Iliacon) incentrato sulla more di Ettore, i Saturnali, il Catachthonion (carme sulla discesa agli Inferi forse su Orfeo), il De incendio Urbis (poemetto sull’incendio di Roma), la tragedia Medea, libretti per pantomimi, le Silvae (10 libri di poesie di argomento vario), alcuni epigrammi e le Laudes Neronis (forse anche un testo denigratorio). BELLUM CIVILE (Pharsalia)—> poema epico sulla guerra civile tra Cesare e Pompeo, culminata con la battaglia di Farsalo (48 a.C.). il testo pervenuto si interrompe al libro X, si pensa prevedesse 12 libri (come Eneide). Si doveva concludere con il cesaricidio o con il suicidio di Catone Uticense (forse divisa in tre blocchi da 4 libri con protagonisti Cesare, Pompeo e Catone). Fonti: Ab Urbe condita di Livio, lettere di Cicerone, Commentarii di Cesare, opere storiografiche di Asinio Pollione e Seneca Padre. Forse posizione polemica contro Nerone, identificabile con il tiranno Cesare, ma presenza nel libro I di un inserto laudativo a Nerone. Cambio di rotta del poeta spinto dalla progressiva involuzione tirannica dell’imperatore, quindi opera “aperta” da loda e critica con angoscia e inquietudine per il destino di Roma. Volontà di distacco dall’Eneide: argomento storico e non mitologico, eroi senza dei e senza fato, ma provvidenza negativa che trascina Roma verso la catastrofe. Excursus e forma barocca tipica della retorica del tempo. Anche allusioni all’Eneide con 12 libri e scena della necromanzia nel libro VI come discesa nell’Ade di Enea, non esposizione del glorioso futuro, ma profezia degli orrori della guerra. Poema privo della dimensione encomiastica, della speranza di un futuro glorioso e della fiducia nel divino della tradizione (“anti-Eneide”).

  • Cesare—> presentato in una prospettiva negativa e con le caratteristiche del tiranno (facile al furor, all’impazienza e all’ira, simile al ritratto di Alessandro di Seneca). Doveva evocare al lettore Nerone.
  • Pompeo—> simpatie del poeta in quanto difensore della libertas, ma poco incisivo e passivo (immagine della vecchia quercia), anche eccessivo attaccamento al potere e alla ricchezza della sua condizione nobiliare. Corresponsabile nel clima di violenza civile, anche fratricida perché aveva sposato la figlia di Cesare, Giulia.
  • Catone—> luogotenente di Pompeo e leader anticesariano. Difensore della libertas con saggezza e moderazione. Profondità della sua dimensione etica e del su impegno civile con influenza della filosofia stoica. Sconfitto (“victrix causa deis placuit, sed victa

contrapposizione di termini del linguaggio colto quotidiano con quelli volgari. Anche lessico medico-chirurgico per effetto di aspro realismo e poeta satirico come terapeuta delle coscienze.

GIOVENALE

Nasce ad Aquino tra il 50 e il 65 d.C., riceve una buona educazione retorica e forse esercita l’avvocatura. Forse cliente perché molte descrizioni della vita dei clientes nella sua opera. Tradizione dice sia morto in Egitto dove era n esilio intorno al 140 d.C. SATIRE—> 16 satire suddivise in 5 libri, pubblicate dopo la morte di Domiziano in un clima politico più sereno. Due successivi momenti ispiratori: indignatio nei primi 7 componimenti, poi atteggiamento meno estremistico, più distaccato e ironico (toni oraziani con temi moralistici) per disillusone delle speranze. Distacco da Lucilio, Orazio e Persio nella sua ideologia, con richiami all’eredità della diatriba tipica della letteratura moralistica. Ideali del ceto medio italico con morale catoniana, sobria, contadina, repubblicana e xenofoba (contrasto con la società contemporanea). La nobilitas era stata ridotta a una timorosa congrega di servili adulatori, con mancanza di virtù politica. Al posto dei nobili hanno più potere i liberti arricchiti, gli schiavi astuti, e gli stranieri, soprattutto i Graeculi (anche astio nei confronti di Adriano filoellenico). Società basata su denaro, commercio, speculazione, ricerca del lusso e sull’avidità, quindi pessimismo e continuità con il dispotismo di Domiziano perché è sempre sovvertita la gerarchia sociale. Crisi del matrimonio nella satira 6: misoginia del poeta con matrone che non riescono a resistere alla libidine e mariti deboli di carattere. Descrizione degli aspetti negativi della realtà, realismo con visione deformata e quadri di perversione e mostruosità. Toni di pathos cupi con ispirazione dall’oratoria politica, dall’epica storica di Lucano e dalla storiografia. Anche toni truculenti del genere tragico e toni sarcastici. No organicità e coerenza strutturale ma si susseguono immagini, commenti mordaci e tirate moralistiche. Grandi capacità espressive con vilire espressionistico e figure come anafore, domande retoriche, sentenze gnomiche, iperbole, antitesi, ellissi e climax. Tono enfatico e declamatorio senza toni giocosi di Orazio. Componenti colloquiali bassi propri della tradizione satirica e termini aulici o ricercati arcaismi. Raro uso di termini osceni.