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Appunti su Plauto e i Menaechmi, Appunti di Lingua Latina

Appunti delle lezione della prof. Lucia Pasetti su Plauto e la commedia dei Menaechmi.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 02/05/2022

lefi.lombi
lefi.lombi 🇮🇹

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INTRODUZIONE
IMenaechmi è una delle commedie più conosciute e che hanno avuto più fortuna, affronta il
tema dei gemelli: in questo caso è un gioco scenico che risponde alle leggi della commedia.
Età arcaica: comincia nel III sec. a.C. e finisce intorno al 90, l’esistenza di Plauto è piuttosto
evanescente, sappiamo veramente poco e ciò che sappiamo è frutto di autoschediasmi
(operazione fatta dai grammatici: attribuivano agli autori di cui si sapeva poco le
caratteristiche delle loro opere).
Anche il nome stesso di Plauto sembra un nome falso, perché è un nome parlante, come
quelli delle sue commedie, Titus Maccius Plautus: aveva il trianomina, come gli
aristocratici, sembra che il suo nome derivi da “maccus”, la maschera delle tellana, tipica
dello stolto e dello stupido; Plutus deriva dall’umbro “plotus” che descrive una caratteristica
fisica o “dalle orecchie grandi” o “dai piedi piatti”; si è discusso anche su Titus che potrebbe
celare un’allusione oscena al fallo.
Plauto era originario di Sarsina: un tempo Sarsina era nell’antica Umbria, oggi è in
Romagna.
Plauto arrivò a Roma e qui ebbe grandissimo successo con le sue commedie.
In età arcaica ci sono due generi letterari che si affermano a Roma: il teatro (commedia e
tragedia) e l’epica. Questi due generi convivono perché è un periodo in cui la civitas romana
è molto unita e compatta, è il periodo in cui i Romani conquistano prima tutta l’Italia (siamo
agli sgoccioli del III sec. a.C.) e poi si arriverà alla conquista dell’Oriente: la civitas romana è
molto attenta a celebrare i suoi successi e quindi utilizza l’epica.
Per quanto riguarda il teatro esisteva un genere teatrale chiamato praetexta: era un tipo di
tragedia ambientata a Roma e i protagonisti erano esponenti dell’aristocrazia romana, la
praetexta era la tipica toga che portavano i senatori romani,il teatro diventa un modo per
celebrare pubblicamente le conquiste.
Nel teatro esistono 4 tipi di rappresentazione:
-praetexta (tragedia romana)
-cothurnata (tragedia greca)
-palliata (commedia greca)
-togata (commedia romana)
Perché tanta Grecia a teatro? Perché questo periodo di espansioni porta i Romani a contatto
con la cultura greca.
Graecia capta ferum victorem cepit, Orazio
Questo fa sì che la parola chiave della cultura arcaica sia questa: vertere (quando si parla di
lingua significa tradurre, ma è un verbo di movimento che significa far cambiare direzione o
trasformare). noi oggi siamo abituati ad una traduzione definita “trasparente”, si fa di tutto
per far sembrare l’opera originale, invece prima si faceva una completa riscrittura, con
adattamenti culturali vistosi: Plauto è un traduttore di commedie già andate in scena in
Grecia, la traduzione comporta una vera e propria manipolazione.
La commedia greca aveva avuto una sua evoluzione, la commedia a cui Plauto si ispira è la
commedia nuova (es. Menandro), è una commedia sofisticata, c’è un umorismo sottile,
c’è il rovesciamento degli stereotipi, Plauto cancella la dimensione psicologica dei
personaggi e rimangono gli intrecci, Plauto rende gli adiuvanti (schiavi) i personaggi
centrali.
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INTRODUZIONE

I Menaechmi è una delle commedie più conosciute e che hanno avuto più fortuna, affronta il tema dei gemelli: in questo caso è un gioco scenico che risponde alle leggi della commedia. Età arcaica : comincia nel III sec. a.C. e finisce intorno al 90, l’esistenza di Plauto è piuttosto evanescente, sappiamo veramente poco e ciò che sappiamo è frutto di autoschediasmi (operazione fatta dai grammatici: attribuivano agli autori di cui si sapeva poco le caratteristiche delle loro opere). Anche il nome stesso di Plauto sembra un nome falso, perché è un nome parlante, come quelli delle sue commedie, Titus Maccius Plautus : aveva il trianomina , come gli aristocratici, sembra che il suo nome derivi da “maccus”, la maschera delle tellana, tipica dello stolto e dello stupido; Plutus deriva dall’umbro “plotus” che descrive una caratteristica fisica o “dalle orecchie grandi” o “dai piedi piatti”; si è discusso anche su Titus che potrebbe celare un’allusione oscena al fallo. Plauto era originario di Sarsina : un tempo Sarsina era nell’antica Umbria, oggi è in Romagna. Plauto arrivò a Roma e qui ebbe grandissimo successo con le sue commedie. In età arcaica ci sono due generi letterari che si affermano a Roma: il teatro (commedia e tragedia) e l’epica. Questi due generi convivono perché è un periodo in cui la civitas romana è molto unita e compatta, è il periodo in cui i Romani conquistano prima tutta l’Italia (siamo agli sgoccioli del III sec. a.C.) e poi si arriverà alla conquista dell’Oriente: la civitas romana è molto attenta a celebrare i suoi successi e quindi utilizza l’epica. Per quanto riguarda il teatro esisteva un genere teatrale chiamato praetexta : era un tipo di tragedia ambientata a Roma e i protagonisti erano esponenti dell’aristocrazia romana, la praetexta era la tipica toga che portavano i senatori romani,il teatro diventa un modo per celebrare pubblicamente le conquiste. Nel teatro esistono 4 tipi di rappresentazione:

  • praetexta (tragedia romana)
  • cothurnata (tragedia greca)
  • palliata (commedia greca)
  • togata (commedia romana) Perché tanta Grecia a teatro? Perché questo periodo di espansioni porta i Romani a contatto con la cultura greca. Graecia capta ferum victorem cepit , Orazio Questo fa sì che la parola chiave della cultura arcaica sia questa: vertere (quando si parla di lingua significa tradurre, ma è un verbo di movimento che significa far cambiare direzione o trasformare). noi oggi siamo abituati ad una traduzione definita “trasparente”, si fa di tutto per far sembrare l’opera originale, invece prima si faceva una completa riscrittura, con adattamenti culturali vistosi: Plauto è un traduttore di commedie già andate in scena in Grecia, la traduzione comporta una vera e propria manipolazione. La commedia greca aveva avuto una sua evoluzione, la commedia a cui Plauto si ispira è la commedia nuova (es. Menandro), è una commedia sofisticata, c’è un umorismo sottile , c’è il rovesciamento degli stereotipi , Plauto cancella la dimensione psicologica dei personaggi e rimangono gli intrecci, Plauto rende gli adiuvanti ( schiavi ) i personaggi centrali.

Nelle città greche le rappresentazioni erano patrocinate dalla città stessa e avvenivano sotto forma di agoni , gare; a Roma il teatro arriva al III sec. e il pubblico non è abituato a questo tipo di rappresentazioni, la popolazione era abituata alle tellane. Quindi Plauto inserisce battute tipiche romane, musica e canto. Il testo della palliata veniva anche cantato , come se fosse un’operetta o un moderno musical e questo non c’era nella commedia greca da cui Plauto prende ispirazione. Le trame complicate piacevano al pubblico e quindi vengono conservate ma il mondo dei personaggi diventa in Plauto molto più stereotipato perché ciò faceva ridere il tipo di pubblico a cui si rivolgeva Plauto. Il tipo di personaggio più stereotipato che piace al pubblico è lo schiavo che nelle commedie di Plauto è il tipico imbroglione. A Roma le commedie vengono rappresentata in strutture lignee montate in città non negli anfiteatri come in Grecia, c’erano diversi appuntamenti teatrali legati a celebrazioni cittadine e avvenivano durante la bella stagione. Gli edili facevano di tutto per allestire delle gare a cui partecipano diversi poeti, però, in realtà, c’erano degli impresari che alla propria indipendenza avevano dei poeti e contrattavano con gli edili che sceglievano le commedie sulla base del gusto del pubblico. A Roma si cominciano a costruire dei teatri in muratura dal 55 a.C. Nel teatro greco si usavano delle maschere, per il teatro romano non abbiamo testimonianze dell’utilizzo di maschere, se venivano utilizzate erano fatte di materiali deperibili. Nel prologo dei Menaechmi non c’è qualcosa che differenzia i gemelli ma ci sono degli elementi che il pubblico coglieva e poteva distinguerli: scambi di oggetti, carattere, uno dei due canta e l’altro no, i movimenti di scena. Alla sinistra degli spettatori c’era un uscita che conduceva al porto, alla destra degli spettatori c’era il foro: uno dei gemelli era di Siracusa e quindi arriva dal porto, l’altro invece si muoveva sempre all’interno della città. LINGUA DI PLAUTO La lingua di Plauto è il latino arcaico :

  1. fonetica : si trova spesso u per i (carnufex per carnifex); o per e (vorsibus per versibus); o per u (voltis per vultis, divos per divus, servos per servus).
  2. morfologia : forme originarie come siem (=sim) o partis (acc, plur.) per partese; per i pronomi, ipsus per ipse e il genitivo ipsi per ipsius.
  3. sintassi : è privilegiata la paratassi, ad es. faciam sit per faciam ut sit; si trovano forme anomale rispetto al latino classico. ARGUMENTUM acrostico Argumentum (le parole con il suffisso “mentum” sono parole che indicano qualcosa che “serve per”, “arguere” significa spiegare e quindi è uno strumento che serve a spiegare, quindi è un riassunto). Non lo ha scritto Plauto, è uno strumento che serve al lettore, quindi è stato scritto in un periodo molto successivo in cui le commedie venivano lette. Chi ha fatto il riassunto non si è limitato a realizzare un acrostico ma si sforza di imitare il latino arcaico, lontanissimo dal suo tempo.