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Quintiliano, nato a calagurris tra il 30 e il 40 d.c., studiò a roma e divenne insegnante di successo. Scrisse l'opera completa e sistematica 'istituzione oratoria' per vittorio marcello, che tratta della formazione dell'oratore dall'infanzia e di tutti i problemi e argomenti teorici e pratici della retorica e dell'attività oratoria. Quintiliano affronta il problema del rapporto tra retorica e filosofia e critica la pretesa dei filosofi di educare i giovani. Il testo comprende 12 libri, che coprono l'inventio, dispositio, elocutio, memoria, actio, i tre generi di discorsi, i tre compiti dell'oratore e la figura del perfetto oratore.
Tipologia: Appunti
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Quintiliano Marco Fabio Quintiliano nasce a Calagurris, tra il 30 e il 40 d.C. studiò a Roma dove svolse poi con grande successo l’attività di avvocato insegnante per poi diventare tra i primi professori finanziati dallo Stato per iniziativa di vespasiano. Nel 94 Domiziano gli affidò l’istruzione di due pronipoti e successivamente si dedica alla scrittura. Insitutio oratoria L’institutio oratoria È un trattato di 12 libri dedicato a Vittorio Marcello, in esso Quintiliano enuncia subito l’intenzione di scrivere un’opera completa e sistematica, delineando la formazione dell’oratore fin dall’infanzia e trattando di tutti i problemi e gli argomenti, teorici e pratici, attinenti alla scienza retorica e all’attività oratoria. Nel Proemio dell’opera Quintiliano affronta anche il problema del rapporto tra retorica e filosofia, egli polemizza con la pretesa dei filosofi di riservare a sé l’educazione dei giovani e afferma che la filosofia è solo una delle scienze che contribuiscono alla cultura enciclopedica dell’autore, riprendendo le tesi di Cicerone nel de oratore.
assecondare le inclinazioni individuali dei fanciulli ed esprimere un giudizio negativo sulle punizioni corporali passando poi a discutere dello studio della grammatica.
delineando la figura del retore ideale.
di questa disciplina: le cinque parti della teoria, ovvero inventio, disposito, elocutio, memoria, actio; i tre generi di discorsi: deliberativo, epidittico, giudiziario; i tre compiti dell’oratore: docere, movere, delectare.
del discorso.
giudizi di Quintiliano.
memorizzazione e la voce e i gesti.
essere i suoi mores e i suoi officia. Ruolo dell’oratore e decadenza dell’oratoria L’opera tratta in particolare di due problemi socio culturali romani: quello della mutata funzione dell’oratore nella società civile e quello delle nove e tendenze stilistiche. Quintiliano imposta entrambi problemi in termini di corruzione e indica le cause della decadenza dell’eloquenza in fattori di ordine tecnico e morale individuando classicisticamente in Cicerone il culmine dell’oratoria romana. Stile Per quanto riguarda lo stile, il retore assume una posizione equilibrata: critica l’atticismo per la sua semplicità ma si schiera soprattutto contro lo stile modernizzante, fiorito e concettoso, caratterizzato dall’abbondanza di sententiae e rappresentato da Seneca Filosofo. Quindi l’intento esplicito di Quintiliano di conferire alla sua esposizione una certa eleganza si traduce in un uso relativamente abbondante di figure retoriche. Vantaggi e svantaggi dell’istruzione individuale Quando, intorno ai sette anni, il bambino comincia il sia percorso formativo, i genitori, che devono provvedere alla sua istruzione, possono compiere due scelte diverse: affidarlo a un insegnante che lo educhI in casa da solo oppure mandarlo a scuola con altri coetanei. La valutazione dell'opzione migliore deve tenere conto sia delle capacità didattiche del maestro sia delle occasioni offerte al bambino, per la sua crescita morale. Molti Ritengono che l’istruzione collettiva possa essere nociva per la formazione del bambino, il quale può essere influenzato da eventuali comportamenti scorretti dei compagni di scuola; inoltre, se un messo lavora con un unico allievo, dedicherà a lui maggiori attenzioni.
L’autore all’interno del testo nasconde tuttavia la sua preferenza per l’insegnamento collettivo e confuta le obiezioni mosse dai sostenitori dell’istruzione individuale: non è affatto scontato infatti che in casa il bambino sia lontano dal rischio della corruzione morale perché, lo stesso precettore, gli schiavi o i genitori con cui il bambino in vita abilmente a contatto possono costituire esempi di comportamenti immorali. Vantaggi dell’insegnamento collettivo Dopo aver analizzato i vantaggi e gli svantaggi dell’istruzione individuale, Quintiliano si concentra sui pregi dell’insegnamento collettivo, che, secondo lui, è una vera educazione e non semplice trasmissione di nozioni. Nella scuola pubblica il bambino impara vivere in società ed evita di subire i danni psicologici e cognitivi propri di chi non è avvezzo al confronto, e io non sarà timido né vanaglorioso, né incerto e viene spronato a scoraggiare la pigrizia e emulare coloro più diligenti. Il maestro ideale Quintiliano esamina le qualità umane e professionali necessarie il perfetto maestro, nella consapevolezza che oltre alle competenze disciplinari egli deve possedere alcune capacità proprie della sua funzione di docente. in primo luogo non deve avere né tollerare vizi, Devin turare con gli allievi un rapporto educativo basato sull’affetto e sulla stima reciproci, devi infine evitare atteggiamenti eccessivi, che provocano reazioni dannose per gli allievi come lo scoraggiamento l’allontanamento dagli studi. Solo così il suo insegnamento può penetrare nell’animo degli scolari e nutrirlo facendo sì che le nozioni apprese diventino sapere autentico e contribuiscono alla crescita intellettuale e umana dei discenti