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Quintiliano: Il Maestro dell'Oratoria - Istituzione Oratoria, Appunti di Latino

Quintiliano, nato a calagurris tra il 30 e il 40 d.c., studiò a roma e divenne insegnante di successo. Scrisse l'opera completa e sistematica 'istituzione oratoria' per vittorio marcello, che tratta della formazione dell'oratore dall'infanzia e di tutti i problemi e argomenti teorici e pratici della retorica e dell'attività oratoria. Quintiliano affronta il problema del rapporto tra retorica e filosofia e critica la pretesa dei filosofi di educare i giovani. Il testo comprende 12 libri, che coprono l'inventio, dispositio, elocutio, memoria, actio, i tre generi di discorsi, i tre compiti dell'oratore e la figura del perfetto oratore.

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 18/07/2022

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Amatonicole1 🇮🇹

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Quintiliano
Marco Fabio Quintiliano nasce a Calagurris, tra il 30 e il 40 d.C. studiò a Roma dove svolse poi
con grande successo l’attività di avvocato insegnante per poi diventare tra i primi professori
finanziati dallo Stato per iniziativa di vespasiano. Nel 94 Domiziano gli adò l’istruzione di due
pronipoti e successivamente si dedica alla scrittura."
Insitutio oratoria
L’institutio oratoria È un trattato di 12 libri dedicato a Vittorio Marcello, in esso Quintiliano enuncia
subito l’intenzione di scrivere un’opera completa e sistematica, delineando la formazione
dell’oratore fin dall’infanzia e trattando di tutti i problemi e gli argomenti, teorici e pratici, attinenti
alla scienza retorica e all’attività oratoria. "
Nel Proemio dell’opera Quintiliano aronta anche il problema del rapporto tra retorica e filosofia,
egli polemizza con la pretesa dei filosofi di riservare a sé l’educazione dei giovani e aerma che la
filosofia è solo una delle scienze che contribuiscono alla cultura enciclopedica dell’autore,
riprendendo le tesi di Cicerone nel de oratore."
-Primo libro, I primi tre capitoli sono dedicati a precettori pedagogici, egli aerma che si devono
assecondare le inclinazioni individuali dei fanciulli ed esprimere un giudizio negativo sulle
punizioni corporali passando poi a discutere dello studio della grammatica. "
-Secondo libro, qui viene narrato il passaggio dalla scuola di grammatica quella retorica,
delineando la figura del retore ideale."
-Terzo libro, dopo un rapido excursus di storia della retorica troviamo le partizioni fondamentali
di questa disciplina: le cinque parti della teoria, ovvero inventio, disposito, elocutio, memoria,
actio; i tre generi di discorsi: deliberativo, epidittico, giudiziario; i tre compiti dell’oratore:
docere, movere, delectare."
-Nel quarto, quinto e sesto libro prosegue e si conclude la trattazione dell’inventio"
-Il settimo libro è dedicato alla dispositio, ossia all’ordine da assegnare agli argomenti all’interno
del discorso."
-L’ottavo e il nono libro trattano dello stile oratorio."
-Il 10º libro si occupa della fluidità espressiva rassegna dei principali poeti greci e latini i suoi
giudizi di Quintiliano."
-Nell’11º vengono trattati la necessità di adattare il discorso alle circostanze, le tecniche di
memorizzazione e la voce e i gesti."
-Nel 12º libro invece l’autore delinea la figura del perfetto oratore e stabilendo quali debbano
essere i suoi mores e i suoi ocia."
Ruolo dell’oratore e decadenza dell’oratoria
L’opera tratta in particolare di due problemi socio culturali romani: quello della mutata funzione
dell’oratore nella società civile e quello delle nove e tendenze stilistiche. Quintiliano imposta
entrambi problemi in termini di corruzione e indica le cause della decadenza dell’eloquenza in
fattori di ordine tecnico e morale individuando classicisticamente in Cicerone il culmine
dell’oratoria romana."
Stile
Per quanto riguarda lo stile, il retore assume una posizione equilibrata: critica l’atticismo per la
sua semplicità ma si schiera soprattutto contro lo stile modernizzante, fiorito e concettoso,
caratterizzato dall’abbondanza di sententiae e rappresentato da Seneca Filosofo."
Quindi l’intento esplicito di Quintiliano di conferire alla sua esposizione una certa eleganza si
traduce in un uso relativamente abbondante di figure retoriche."
Vantaggi e svantaggi dell’istruzione individuale
Quando, intorno ai sette anni, il bambino comincia il sia percorso formativo, i genitori, che devono
provvedere alla sua istruzione, possono compiere due scelte diverse: adarlo a un insegnante
che lo educhI in casa da solo oppure mandarlo a scuola con altri coetanei. La valutazione
dell'opzione migliore deve tenere conto sia delle capacità didattiche del maestro sia delle
occasioni oerte al bambino, per la sua crescita morale."
Molti Ritengono che l’istruzione collettiva possa essere nociva per la formazione del bambino, il
quale può essere influenzato da eventuali comportamenti scorretti dei compagni di scuola; inoltre,
se un messo lavora con un unico allievo, dedicherà a lui maggiori attenzioni."
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Scarica Quintiliano: Il Maestro dell'Oratoria - Istituzione Oratoria e più Appunti in PDF di Latino solo su Docsity!

Quintiliano Marco Fabio Quintiliano nasce a Calagurris, tra il 30 e il 40 d.C. studiò a Roma dove svolse poi con grande successo l’attività di avvocato insegnante per poi diventare tra i primi professori finanziati dallo Stato per iniziativa di vespasiano. Nel 94 Domiziano gli affidò l’istruzione di due pronipoti e successivamente si dedica alla scrittura. Insitutio oratoria L’institutio oratoria È un trattato di 12 libri dedicato a Vittorio Marcello, in esso Quintiliano enuncia subito l’intenzione di scrivere un’opera completa e sistematica, delineando la formazione dell’oratore fin dall’infanzia e trattando di tutti i problemi e gli argomenti, teorici e pratici, attinenti alla scienza retorica e all’attività oratoria. Nel Proemio dell’opera Quintiliano affronta anche il problema del rapporto tra retorica e filosofia, egli polemizza con la pretesa dei filosofi di riservare a sé l’educazione dei giovani e afferma che la filosofia è solo una delle scienze che contribuiscono alla cultura enciclopedica dell’autore, riprendendo le tesi di Cicerone nel de oratore.

- Primo libro, I primi tre capitoli sono dedicati a precettori pedagogici, egli afferma che si devono

assecondare le inclinazioni individuali dei fanciulli ed esprimere un giudizio negativo sulle punizioni corporali passando poi a discutere dello studio della grammatica.

- Secondo libro, qui viene narrato il passaggio dalla scuola di grammatica quella retorica,

delineando la figura del retore ideale.

- Terzo libro, dopo un rapido excursus di storia della retorica troviamo le partizioni fondamentali

di questa disciplina: le cinque parti della teoria, ovvero inventio, disposito, elocutio, memoria, actio; i tre generi di discorsi: deliberativo, epidittico, giudiziario; i tre compiti dell’oratore: docere, movere, delectare.

- Nel quarto, quinto e sesto libro prosegue e si conclude la trattazione dell’inventio

- Il settimo libro è dedicato alla dispositio, ossia all’ordine da assegnare agli argomenti all’interno

del discorso.

- L’ottavo e il nono libro trattano dello stile oratorio.

- Il 10º libro si occupa della fluidità espressiva rassegna dei principali poeti greci e latini i suoi

giudizi di Quintiliano.

- Nell’11º vengono trattati la necessità di adattare il discorso alle circostanze, le tecniche di

memorizzazione e la voce e i gesti.

- Nel 12º libro invece l’autore delinea la figura del perfetto oratore e stabilendo quali debbano

essere i suoi mores e i suoi officia. Ruolo dell’oratore e decadenza dell’oratoria L’opera tratta in particolare di due problemi socio culturali romani: quello della mutata funzione dell’oratore nella società civile e quello delle nove e tendenze stilistiche. Quintiliano imposta entrambi problemi in termini di corruzione e indica le cause della decadenza dell’eloquenza in fattori di ordine tecnico e morale individuando classicisticamente in Cicerone il culmine dell’oratoria romana. Stile Per quanto riguarda lo stile, il retore assume una posizione equilibrata: critica l’atticismo per la sua semplicità ma si schiera soprattutto contro lo stile modernizzante, fiorito e concettoso, caratterizzato dall’abbondanza di sententiae e rappresentato da Seneca Filosofo. Quindi l’intento esplicito di Quintiliano di conferire alla sua esposizione una certa eleganza si traduce in un uso relativamente abbondante di figure retoriche. Vantaggi e svantaggi dell’istruzione individuale Quando, intorno ai sette anni, il bambino comincia il sia percorso formativo, i genitori, che devono provvedere alla sua istruzione, possono compiere due scelte diverse: affidarlo a un insegnante che lo educhI in casa da solo oppure mandarlo a scuola con altri coetanei. La valutazione dell'opzione migliore deve tenere conto sia delle capacità didattiche del maestro sia delle occasioni offerte al bambino, per la sua crescita morale. Molti Ritengono che l’istruzione collettiva possa essere nociva per la formazione del bambino, il quale può essere influenzato da eventuali comportamenti scorretti dei compagni di scuola; inoltre, se un messo lavora con un unico allievo, dedicherà a lui maggiori attenzioni.

L’autore all’interno del testo nasconde tuttavia la sua preferenza per l’insegnamento collettivo e confuta le obiezioni mosse dai sostenitori dell’istruzione individuale: non è affatto scontato infatti che in casa il bambino sia lontano dal rischio della corruzione morale perché, lo stesso precettore, gli schiavi o i genitori con cui il bambino in vita abilmente a contatto possono costituire esempi di comportamenti immorali. Vantaggi dell’insegnamento collettivo Dopo aver analizzato i vantaggi e gli svantaggi dell’istruzione individuale, Quintiliano si concentra sui pregi dell’insegnamento collettivo, che, secondo lui, è una vera educazione e non semplice trasmissione di nozioni. Nella scuola pubblica il bambino impara vivere in società ed evita di subire i danni psicologici e cognitivi propri di chi non è avvezzo al confronto, e io non sarà timido né vanaglorioso, né incerto e viene spronato a scoraggiare la pigrizia e emulare coloro più diligenti. Il maestro ideale Quintiliano esamina le qualità umane e professionali necessarie il perfetto maestro, nella consapevolezza che oltre alle competenze disciplinari egli deve possedere alcune capacità proprie della sua funzione di docente. in primo luogo non deve avere né tollerare vizi, Devin turare con gli allievi un rapporto educativo basato sull’affetto e sulla stima reciproci, devi infine evitare atteggiamenti eccessivi, che provocano reazioni dannose per gli allievi come lo scoraggiamento l’allontanamento dagli studi. Solo così il suo insegnamento può penetrare nell’animo degli scolari e nutrirlo facendo sì che le nozioni apprese diventino sapere autentico e contribuiscono alla crescita intellettuale e umana dei discenti