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Quintiliano: Il Maestro dell'Oratoria, Sintesi del corso di Latino

Quintiliano, nato a calagurris tra il 30 e il 40 d.c., studiò a roma e divenne uno dei primi insegnanti statali. Egli formò i nipoti dell'imperatore e scrisse due opere principali: 'de causis corruptae eloquentiae' e 'institutio oratoria'. La vita di quintiliano, le sue opere e le sue idee su retorica e educazione. L'institutio oratoria, un trattato di 12 libri, è una grande opera pedagogica che dettaglia il processo di formazione dell'educatore e affronta i problemi della scienza retorica e dell'attività oratoria.

Tipologia: Sintesi del corso

2021/2022

Caricato il 06/05/2022

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marta-grassi-3 🇮🇹

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QUINTILIANO: oratore= VIR BONUS DICENDI PERITUS.
Marco Fabio Quintiliano nasce a Calagurris tra il 30 e il 40 D.C e studia a Roma dove poi
eserciterà per alcuni anni la professione di avvocato.
Fu uno dei primi professori a dipendenza statale perché pagato dall’imperatore che gli affidò
la formazione dei suoi nipoti nonché successori.
Le due opere maggiori sono:
- DE CAUSIS CORRUPTAE ELOQUENTIAE
- INSTITUTIO ORATORIA cioè un libro che contiene la sua esperienza da docente e che
costituisce un manuale complesso di retorica.
La data della sua morte non è certa ma sicuramente morì prima della fine della dinastia Flavia
(69-96 d.C.)
L’INSTITUTIO ORATORIA:
Trattato di 12 libri dedicato a Vitorio Marcello in cui Quintiliano fa confluire la sua
esperienza ventennale di insegnante.
Costituisce una grande opera pedagogica.
Viene delineata nel trattato tutto il processo di formazione dell’educatore fin
dall’infanzia e tutti i problemi e gli argomenti attinenti alla scienza retorica e all’attività
oratoria.
Si pone sin dall’inizio sulla linea di Cicerone perché guarda alla retorica come scienza e
si pone l’obiettivo di formare il cittadino e il perfetto oratore, l’uomo moralmente
esemplare.
Sostiene che nessun uomo possa avere seguito se non riesce a comunicare
efficacemente.
La filosofia per Quintiliano è una delle scienze che contribuisce alla cultura enciclopedica e che
viene ricondotta nell’ambito onnicomprensivo dell’oratoria.
Quintiliano si dichiara ostile a tutti i filosofi contemporanei e appoggia la politica imperiale,
soprattutto quella di Domiziano.
Nella sua principale opera Quintiliano
- Si schiera contro ogni tipo di punizione corporale.
- Studio approfondito della grammatica
- Studio di come disporre gli argomenti nelle dispositio.
- Critica Seneca per il suo stile che l’autore definisce corrotto
- Incita all’insegnamento della scrittura e della capacità di improvvisare.
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QUINTILIANO: oratore= VIR BONUS DICENDI PERITUS.

Marco Fabio Quintiliano nasce a Calagurris tra il 30 e il 40 D.C e studia a Roma dove poi eserciterà per alcuni anni la professione di avvocato. Fu uno dei primi professori a dipendenza statale perché pagato dall’imperatore che gli affidò la formazione dei suoi nipoti nonché successori. Le due opere maggiori sono:

  • DE CAUSIS CORRUPTAE ELOQUENTIAE
  • INSTITUTIO ORATORIA cioè un libro che contiene la sua esperienza da docente e che costituisce un manuale complesso di retorica. La data della sua morte non è certa ma sicuramente morì prima della fine della dinastia Flavia (69-96 d.C.) L’INSTITUTIO ORATORIA:
  • Trattato di 12 libri dedicato a Vitorio Marcello in cui Quintiliano fa confluire la sua esperienza ventennale di insegnante.
  • Costituisce una grande opera pedagogica.
  • Viene delineata nel trattato tutto il processo di formazione dell’educatore fin dall’infanzia e tutti i problemi e gli argomenti attinenti alla scienza retorica e all’attività oratoria.
  • Si pone sin dall’inizio sulla linea di Cicerone perché guarda alla retorica come scienza e si pone l’obiettivo di formare il cittadino e il perfetto oratore, l’uomo moralmente esemplare.
  • Sostiene che nessun uomo possa avere seguito se non riesce a comunicare efficacemente. La filosofia per Quintiliano è una delle scienze che contribuisce alla cultura enciclopedica e che viene ricondotta nell’ambito onnicomprensivo dell’oratoria. Quintiliano si dichiara ostile a tutti i filosofi contemporanei e appoggia la politica imperiale, soprattutto quella di Domiziano. Nella sua principale opera Quintiliano
  • Si schiera contro ogni tipo di punizione corporale.
  • Studio approfondito della grammatica
  • Studio di come disporre gli argomenti nelle dispositio.
  • Critica Seneca per il suo stile che l’autore definisce corrotto
  • Incita all’insegnamento della scrittura e della capacità di improvvisare.

LA DECADENZA DELL’ORATORIA:

Nell'opera Institutio Oratoria l’autore cita diverse fonti greche e latine che vengono discusse le posizioni assunte dai predecessori con grande equilibrio e pacatezza di giudizio.

  • La scienza e la tecnica della comunicazione e della persuasione risultano essere uno dei settori più importanti e vitali della cultura greco latina.
  • L’opera cerca di assecondare la funzione mutata dell’operatore nella società e quello prendere nuove tendenze stilistiche.
  • Quintiliano imposta i problemi in termini di corruzione e indica le cause e i fattori di ordine tecnico e morale che hanno portato a tale decadenza.
  • Egli individua in Cicerone il culmine dell’oratoria romana il modello a cui ci si deve ispirare. Quintiliano propone una retorica senza prospettiva storica il momento in cui l’oratoria è stata privata quasi completamente della sua fondamentale funzione politica. Egli afferma che il grande oratore darà le prove più alte del suo valore quando dovrà orientare le decisioni del Senato e di conseguenza sottolinea l’impostazione moralistica che il retore dà al suo discorso E che cela un’abile operazione di copertura ideologica del regime.
  • Quintiliano da una definizione molto simile a quella di Cicerone per quanto riguarda la figura del rettore perché quest’ultimo deve essere completamente subordinato Dell’attività del perfetto oratore agli interessi dello Stato.
  • Il vir bonus è quello che sta sempre anteporre il bene pubblico a quello privato e che serve il bene comune.
  • Quintiliano all’interno della sua opera non si stanca mai di consigliare di raccomandare all’oratore moderazione, disciplina e senso della misura e lo fa attraverso esempi eccellenti di oratori contemporanei: Quintiliano teorizza la collaborazione dell’oratore con il regime assoluto e autoritario. Il retore assume una posizione equilibrata perché critica l’atticismo per la sua semplicità troppo spoglia e si schiera soprattutto contro lo stile modernizzante, fiorito e concetto oso, caratterizzato dall’abbondanza di sentenze e rappresentato da Seneca. Nel momento in cui viene meno la mancanza del senso della misura a favore di una sfrenata ricerca del consenso da parte del pubblico viene meno anche la figura vera dell’oratore. Allora l’oratore che così agisce infatti perde di vista l’obiettivo centrale del persuadere a favore del dilectare. Per quanto riguarda lo stile ci sono molte figure retoriche e risulta essere molto chiaro ed estremamente raffinato.