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APPUNTI SULL'INTERO PROCESSO DI NURSING
Tipologia: Appunti
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È un modo di pensare e di agire, un approccio mentale e operativo che l'infermiere utilizza durante il proprio lavoro. Un approccio usato per identificare, prevenire e trattare problemi di salute reali o potenziali, per promuovere il benessere. Lo scopo di tale processo è fornire un quadro global che consenta agli infermieri di identificare lo stato di salute delle persone e di aiutarle a soddisfare i propri bisogni di salute. E’ quindi una guida predefinita, flessibile e non rigida, per pianificare, attuare, valutare una assistenza efficace è personalizzata.
L'accertamento è la raccolta sistematica di dati importanti, ovvero informazioni o fatti che riguardano la persona assistita. Questi dati sono utilizzati dagli infermieri per: 1) identificare i problemi di salute; 2) pianificare l'assistenza infermieristica; 3) valutare i risultati conseguiti dall'assistito. L'obiettivo dell'accertamento è quello di acquisire un quadro generale e complessivo delle condizioni dell'assistito e di come è possibile aiutarlo. In questa fase la domanda centrale deve essere: " quali informazioni mi servono per assistere la persona, la famiglia, la comunità? " I dati raccolti in questa frase sono: dati soggettivi (dati latenti o sintomi) e dati oggettivi (dati obiettivi o segni).
dati soggettivi: non sono misurabili né osservabili ma possono essere ricavati solo da ciò che l'assistito esprime. Includono pensieri, convinzioni, sentimenti, percezione che gli ha di sé e delle proprie condizioni di salute (dolore, nausea, ecc). Non sempre è possibile acquisire dati soggettivi; infatti in alcuni soggetti, come i neonati o le persone con stato di coscienza alterato, possono non essere in grado di fornirli. dati oggettivi : possono essere rilevati da persone diverse dall'assistito e possono essere raccolti attraverso L'osservazione è l'esame obiettivo dell'assistito (frequenza cardiaca, colorito cutaneo, diuresi, risultati di test diagnostici orario grafici).
LE FONTI
le fonti dei dati si dividono in fonti primarie e fonti secondarie. Si dovrebbe utilizzare sempre la fonte più attendibile. Il paziente costituisce la fonte primaria dei dati ; tutte le altre fonti sono secondarie. Sia le fonti primarie che quelle secondarie possono essere sia soggettive che oggettive, ovvero i dati possono essere ricavati dalle informazioni dell'assistito o dall'osservazione ed dall'esame. I dati secondari sono ottenuti da fonti diverse dall'assistito:
o direttiva: è fortemente strutturata e l'infermiere mantiene il controllo sugli argomenti e fa domande precise per ottenere informazioni. o non direttiva: è la persona assistita a mantenere il controllo sull'argomento il ritmo del colloquio. Le domande dell’intervista possono essere aperte, associate all'intervista non direttiva, e chiuse, usate nell'intervista diretta e richiedono solo risposte come “si” e “no” oppure risposte brevi. Ciò che è più importante in un'intervista è l'ascolto attivo: ascoltare in modo attivo significa prestare attenzione ai messaggi verbali e non verbali dell'assistito, ascoltare i suoi sentimenti, esprimere accettazione e rispetto. Per le persone anziane sono necessari tecniche di comunicazione particolari come: o procedere lentamente o controllare se vi sono deficit sensoriali o non presupporre che siano sordi o incapaci di comprendere o prestare attenzione linguaggio del corpo o prestare attenzione agli episodi di confusione mentale
La validazione dei dati è la duplice azione di controllo e di verifica dei dati con lo scopo di:
ACCERTAMENTI RELATIVI AD AREE SPECIFICHE
assistenza domiciliare e accertamento funzionale: una fase delicata del processo infermieristico è il passaggio dall'assistenza acuta alla fase di recupero dell'autonomia nella cura di sé. I dati relativi alle conoscenze della persona e alle sue capacità consentono agli infermieri di sviluppare un piano educativo personalizzato. Tuttavia, a causa del poco tempo a disposizione degli infermieri, questo non è sempre possibile; un modo per superare questo problema è sottoporre l'assistito ad un questionario di autoaccertamento. accertamento della dimensione culturale: infermieri in quanto professionisti devono comprendere che la dimensione culturale può influire sullo stato di salute dell'assistito. La sensibilità culturale entra in gioco nella prima fase del processo infermieristico quando l'infermiere raccoglie le informazioni da parte dell'assistito; la competenza culturale richiede conoscenza di valori, costumi propri delle culture e un atteggiamento di sensibilità e apertura. accertamento della dimensione spirituale: se si vuole procedere ad un accertamento olistico è importante raccogliere informazioni anche sulla dimensione spirituale dell'assistito. Per chi è malato la dimensione spirituale può essere una fonte di sostegno o di difficoltà ("Perché Dio ha permesso che mi capitasse questo?"). accertamento del livello di benessere: un accertamento completo è fondamentale per la promozione della salute, cioè attività funzionali al momento del benessere e al raggiungimento di un livello di salute più elevato. accertamento sulla famiglia: gli infermieri accettano le condizioni di salute degli individui, delle famiglie, delle comunità.
Gli infermieri devono essere consapevoli del loro responsabilità etiche. Durante l'accertamento ci si imbatte in problemi di sincerità e riservatezza. o sincerità : tale principio sostiene che si dovrebbe dire la verità e non mentire. La sincerità influisce sull'autonomia delle persone assistite: se l'assistito non sa come verranno usati i suoi dati non potrà decidere in modo consapevole se collaborare all'intervista, e di conseguenza perderà parte della propria autonomia. o riservatezza : i dati dell'accertamento vanno trattati con riservatezza, ovvero le informazioni raccolte durante l'accertamento dovrebbero essere tenute nella cartella clinica dell'assistito e non lasciate in giro in modo che chiunque possa leggerle.
La diagnosi è la seconda fase del processo infermieristico; gli infermieri utilizzano il ragionamento diagnostico per analizzare i dati e trarre conclusioni sullo stato di salute dell'assistito. La diagnosi rappresenta quindi una fase determinante del processo: tutte le attività che la precedono sono dirette alla formulazione delle diagnosi infermieristiche, mentre tutte le attività successive di pianificazione dell'assistenza si basano sulle diagnosi infermieristiche formulate. La diagnosi è condizionata dalla fase di accertamento perché la qualità dei dati acquisiti durante l'accertamento incide sull'attendibilità delle diagnosi infermieristiche.
IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI INFERMIERISTICA:
o Le diagnosi infermieristiche facilitano l'assistenza personalizzata: in quanto puntano l'attenzione sui bisogni specifici della singola persona che potrebbero non essere soddisfatti in modo adeguato attraverso un piano di assistenza standardizzato. o Le diagnosi infermieristiche promuovono la responsabilità e l'autonomia professionale definente descrivendo le aree autonome dell'attività professionale infermieristica: la diagnosi infermieristica è evidente che gli infermieri vanno oltre la semplice attuazione delle prescrizioni mediche. o Le diagnosi infermieristiche costituiscono un mezzo di comunicazione efficace tra infermieri e altri professionisti sanitari
RISPOSTE UMANE
Gli infermieri diagnosticano risposte umane , cioè reazioni a eventi o fattori di stress quali malattie o traumi.
infermieristici autonomi si focalizzano sul monitoraggio dei segni e sintomi di cambiamento delle condizioni cliniche.
I problemi a gestione integrata i problemi collaborativi possono essere reali o potenziali; le linee guida sono:
Una diagnosi medica identifica un processo morboso o una patologia e viene formulata allo scopo di trattarla. Finché il processo patologico è presente la diagnosi infermieristica non cambia mentre le diagnosi infermieristiche possono cambiare con il variare della risposta dell'assistito.
PERCORSO ASSISTENZIALE E DISCREPANZA
Al fine di standardizzare l'assistenza relativa alle diagnosi mediche trattate più spesso, molte strutture usano un sistema di assistenza predefinita. Ad ogni diagnosi medica ricorrente è associato un piano di assistenza prestampato e standardizzato chiamato percorso assistenziale. Il percorso assistenziale sostituisce il tradizionale piano di assistenza (diagnosi infermieristica) per molti utenti. Tuttavia alcune strutture includono nei percorsi assistenziali le diagnosi infermieristiche più spesso associate alle diagnosi mediche per rilevare discrepanze rispetto ai risultati e tempi previsti: si verifica una discrepanza quando un assistito non raggiunge un risultato di termini previsti del percorso assistenziale.
RAGIONAMENTO DIAGNOSTICO
Il ragionamento diagnostico è un'attività intellettuale in cui gli infermieri utilizzano capacità di pensiero critico per identificare comportamenti e trarre conclusioni sui dati raccolti. Il ragionamento diagnostico può essere diviso in tre fasi principali: interpretazione dei dati, verifica della diagnosi, enunciazione della diagnosi.
a) Interpretazione dei dati una volta organizzati registrati i dati dell'accertamento è necessario analizzarli e interpretarli per determinarne il significato. Tale fase si articola su quattro livelli:
b) Verificare le diagnosi infermieristiche dopo aver identificato lo stato di salute dell'assistito è necessario verificare le proprie conclusioni con lui. Una diagnosi rappresenta la propria interpretazione dei dati e una interpretazione non equivale a un fatto. Non si può mai avere la certezza assoluta che un'interpretazione sia corretta, anche dopo averla verificata. Pertanto è necessario formulare diagnosi infermieristiche il più possibile attendibili rimanendo però nel contempo disponibili a cambiarle mentre si acquisiscono nuovi dati. Se l'assistito non è in grado di collaborare si possono verificare le diagnosi con i familiari o con altre persone significative. Se la persona conferma l'ipotesi si include il problema nel piano di assistenza, se invece non è d'accordo sui problemi identificati si cercherà di chiarire e di riformularlì finché riflettano in modo attendibile il suo stato di salute. c) Formulazione delle diagnosi la fase conclusiva è costituita dalla enunciazione delle diagnosi. Per scegliere le formulazioni delle diagnosi si confronteranno i gruppi di segni e sintomi con le definizioni e le caratteristiche definite dei titoli diagnostici della Nanda I.
Le tassonomie NANDA, NIC e NOC focalizzano ognuna un singolo elemento dell'infermieristica rispettivamente diagnosi, interventi, e risultati. I titoli diagnostici NANDA offrono a tutti gli infermieri un linguaggio utilizzabile per descrivere problemi di salute di ogni categoria di assistiti e in ogni contesto sanitario. Le componenti di una diagnosi NANDA sono titolo, definizione, caratteristiche definenti, fattori correlati o fattori di rischio. titolo : è un termine, o una espressione sintetica, che descrive lo stato di salute dell'assistito. Molti titoli includono termini qualificatori come rischio di , inefficace , compromesso/a , disfunzionale a. definizione: esprime chiaramente e precisamente la natura essenziale del titolo diagnostico, differenziandolo da tutti gli altri. caratteristiche definenti: sono i dati soggettivi e oggettivi che indicano la presenza del titolo diagnostico. Per le diagnosi reali dei caratteristiche definenti sono i segni e sintomi dell'assistito, mentre per le diagnosi di rischio sono i fattori di rischio. Per utilizzare un titolo diagnostico non è necessario che siano presenti tutte le caratteristiche definenti ma di solito la presenza di due o tre di esse è sufficiente. fattori correlati o fattori di rischio: sono le condizioni o le situazioni in qualche modo associate al problema. Sono condizioni che precedono, influenzano, causano il problema o vi contribuiscono. Possono essere condizioni di natura biologica, psicologica, sociale, connesse a un trattamento. In una azione diagnostica i fattori correlati sono utilizzati spesso, ma non sempre, come fattori eziologici. Per le diagnosi infermieristiche potenziali i fattori di rischio Sono simili alle caratteristiche definenti: si tratta di dati che costituiscono requisiti indispensabili per la formulazione di una determinata diagnosi.
Per scegliere il titolo diagnostico appropriato è sufficiente confrontare i segni e sintomi dell'assistito con le definizioni e le caratteristiche definenti di uno dei titoli diagnostici Nanda.
STRUTTURA DELLE ENUNCIAZIONI DIAGNOSTICHE
Gli elementi fondamentali di una enunciazione diagnostica sono: problema : descrive in modo chiaro e sintetico lo stato di salute dell'assistito; identifica ciò che dovrebbe modificarsi. Per questa parte dell'enunciazione usare un titolo diagnostico NANDA; eziologia: descrive fattori che causano o contribuiscono a determinare i problemi in atto. Per i problemi potenziali descrive i fattori di rischio eventualmente presenti; correlato a (c/a): questa frase collega le due parti dell'enunciazione. Non si utilizza l'espressione "dovuto a" perché essa implica una relazione causa effetto.
DIAGNOSI INFERMIERISTICHE REALI
Quando i segni e sintomi di un assistito corrispondono alle caratteristiche definenti di un titolo diagnostico, si è di fronte a una diagnosi reale. La struttura base di una diagnosi infermieristica reale è composta da due parti: il problema e l' eziologia (stipsi c/a carenza di fibre nella dieta). Oltre a
problema ed eziologia può essere opportuno includere nelle enunciazioni alcune caratteristiche definenti. Questa forma è detta struttura PES (problema, Eziologia, sintomi). Se si usa questo metodo si aggiunge semplicemente che si manifesta con (s.m.c) seguito dai segni dei sintomi dell'assistito.
Talvolta l'enunciazione diagnostica è più chiara se l’eziologia è divisa in due parti dall’espressione secondario a (2ª). Usare secondario a solo se è l'unico modo per rendere l'enunciazione più precisa.
È possibile formulare una diagnosi anche quando, pur in presenza di caratteristiche definenti, non si conoscono la causa del problema o i fattori che vi contribuiscono. Se si pensa di conoscere l’eziologia ma servono più dati per confermarla, scrivere correlata a possibile. Talvolta i fattori eziologici sono troppo numerosi o troppo complessi per essere enunciati in una breve frase: in questi casi si può omettere l'eziologia e sostituirla con l'espressione fattori complessi.
DIAGNOSI INFERMIERISTICHE POTENZIALI (O DI RISCHIO)
Una diagnosi infermieristica potenziale o di rischio si riferisce a un problema che probabilmente si svilupperà se non si interviene per prevenirlo. Una diagnosi di questo tipo si basa sulla presenza di fattori di rischio piuttosto che su caratteristiche definenti. Le diagnosi di rischio hanno la stessa struttura delle diagnosi reali (problema + eziologia) mentre i fattori di rischio dell'assistito rappresentano l'eziologia.
DIAGNOSI INFERMIERISTICHE POSSIBILI
Quando mancano dati sufficienti per confermare l'ipotesi dell'esistenza di una determinata diagnosi, oppure quando si può confermare il problema, ma non l'eziologia, si formula una diagnosi infermieristica possibile. La parola possibile può essere usata sia per il problema sia per l'eziologia ( possibile autostima situazionale scarsa correlata la perdita del lavoro e al rifiuto da parte della famiglia ). Se non si conosce l'eziologia si deve utilizzare l'espressione c/a eziologia sconosciuta ; se si ipotizza l'eziologia, ma non si è in grado di confermare la, si deve utilizzare l'espressione c/a possibile.
STRUTTURA DELLE DIAGNOSI DI PROMOZIONE DELLA SALUTE
I titolo NANDA delle diagnosi di promozione della salute sono preceduti da disponibilità a migliorare e sono enunciati in una pare ( disponibilità a migliorare il ruolo genitoriale ).
STRUTTURA DEI PROBLEMI A GESTIONE INTEGRATA
Di norma, per un problema collaborativo e per un problema gestione integrata non si dovrebbe scrivere l'eziologia. I problemi a gestione integrata e i problemi collaborativi sono complicanze di una malattia o di un trattamento che non possono essere gestite in modo totalmente autonomo da un infermiere. I fattori eziologici dei problemi a gestione integrata dei problemi collaborativi sono probabilmente malattie o trattamenti.
PENSARE CRITICAMENTE AL CONTENUTO DELLE ENUNCIAZIONI DIAGNOSTICHE
Dopo aver formulato le diagnosi, esse vanno valutate in rapporto ai criteri basati sugli “standard di ragionamento”:
1. standard: chiarezza. L'enunciazione è formulata con chiarezza e offre una chiara visione della situazione dell'assistito. Utilizza termini comprensibili agli altri professionisti e limita espressioni gergali e abbreviazioni.
la sequenza delle attività assistenziali per una persona come ad esempio la somministrazione di analgesici prima di una medicazione dolorosa); gli infermieri inoltre devono coordinare i tempi di assistenza con le attività di altri componenti del team sanitario, con gli orari di visita di familiari e amici.
PIANIFICAZIONE INIZIALE, CONTINUA, DELLA DIMISSIONE La pianificazione iniziale ha inizio al primo contatto con l'assistito e prosegue fino alla conclusione della relazione infermiere-assistito, che, solitamente, corrisponde alla dimissione dalla struttura sanitaria. La pianificazione continua può essere effettuata da qualsiasi infermiere che interagisce con l'assistito. Si effettua con la raccolta di nuovi informazioni e con la valutazione delle sue risposte all'assistenza fornita. Man mano che approfondiscono la loro conoscenza dell'assistito gli infermieri possono personalizzare ulteriormente il piano di assistenza iniziale. La pianificazione della dimissione è il processo di preparazione dell'assistito all'uscita dalla struttura sanitaria. Tale processo comprende al contempo l'educazione dell'assistito all'autocura e il mantenimento della continuità assistenziale fra il personale che lo ha in carico e chi si occuperà di lui dopo la dimissione. La pianificazione della dimissione è necessaria per tutti gli assistiti: per persone con bisogni specifici è necessario un piano di dimissione scritto.
PIANI DI ASSISTENZA
Esistono due tipi di piani di assistenza: piani di assistenza infermieristica globali e piani di assistenza multidisciplinari. Entrambi i tipi di piano possono contenere sezioni standardizzate, precodificate e prestampate, oppure personalizzate, cioè adatte ai bisogni specifici del singolo assistito. Oggi sono molto diffusi i piani di assistenza informatizzati, che sono memorizzati in una banca dati centralizzata, e che gli infermieri possono consultare per mezzo di terminali che si trovano nelle stanze di degenza. questi sono facilmente esaminabili e aggiornabili.
PIANI DI ASSISTENZA GLOBALE Un piano di assistenza globale è formato da un insieme di documenti diversi, che integrano funzioni infermieristiche dipendenti, interdipendenti o autonome. Il piano di assistenza per diagnosi infermieristiche è la sezione del piano globale che contiene i risultati attesi e gli interventi relativi alle diagnosi infermieristiche, ai problemi a gestione integrata e ai problemi collaborativi dell'assistito. Per essere utili i piani di assistenza devono essere sintetici e di facile utilizzo.
Le mappe concettuali dei piani di assistenza usano immagini per descrivere le relazioni fra concetti. Sono un metodo alternativo per redigere un piano di assistenza. Può stimolare il pensiero critico per raccogliere idee su come illustrare le relazioni tra dati, diagnosi infermieristiche, risultati, interventi e altri elementi di un piano di assistenza.
PIANI DI ASSISTENZA MULTIDISCIPLINARE (PERCORSI ASSISTENZIALI)
un percorso assistenziale, detto anche piano interdisciplinare o piano multidisciplinare, è un piano di cura standardizzato, multidisciplinare, che stabilisce la sequenza delle prestazioni assistenziali per la persona a seconda della diagnosi del tipo di situazione clinica.
Dopo aver determinato lo stato di salute attuale dell'assistito attraverso la diagnosi infermieristica, il passo successivo consiste nello stabilire obiettivi per modificare o mantenere tale condizione. Un risultato atteso descrivere le risposte che ci si aspetta che l'assistito metta in atto a seguito degli interventi messi in atto. Un risultato sensibile all'infermieristica è tale quando può essere raggiunto mediante interventi infermieristici. L'enunciazione dei risultati orienta la pianificazione delle cure infermieristiche e la valutazione dei cambiamenti dello stato di salute dell'assistito. Se i risultati descrivono con precisione e chiarezza ciò che si intende raggiungere, le idee sulle azioni infermieristiche da attuare deriveranno in modo logico dai risultati attesi e sarà relativamente facile stabilire le prestazioni infermieristiche finalizzate a loro conseguimento.
Sia che si utilizzi un linguaggio standard piuttosto che parole proprie, le enunciazioni dei risultati dovranno essere specifiche e descrittive, per essere utili alla pianificazione e alla valutazione dell'assistenza.
Le enunciazioni diagnostiche descrivono risposte umane che rappresentano problemi per l'assistito: enunciare una risposta come problema equivale a sottintendere che la risposta di natura opposta sia preferibile e rappresenti ciò che si tenterà di ottenere. Quindi quando si elabora l'enunciazione di un risultato è necessario esaminare il problema e pensare a quale sarebbe la risposta alternativa.
RISULTATI PER LE DIAGNOSI INFERMIERISTICHE REALI, DI RISCHIO, POSSIBILI Per una diagnosi infermieristica reale i risultati attesi si focalizzano sulla risoluzione o riduzione del problema e sulla prevenzione di altri complicanze. I risultati attesi per le diagnosi infermieristiche di rischio sono finalizzati alla prevenzione del problema: le risposte quindi dell'assistito dovrebbero dimostrare un grado di autonomia esente da problemi oppure il mantenimento del livello di autonomia attuale. Le diagnosi infermieristiche possibili rappresentano una eccezione alla regola: infatti non sono enunciate in termini di risposte attese dell'assistito. Si ricorre a una diagnosi possibile quando non si hanno dati a sufficienza per determinare se sussistono o meno il problema cui essa si riferisce. Il risultato atteso è in realtà un obiettivo infermieristico: la conferma o l'esclusione della diagnosi. Non è necessario scrivere i risultati per diagnosi infermieristiche possibili, tuttavia, per essere certi che vengano effettuate delle verifiche della situazione si può stabilire una data entro la quale confermare o escludere il problema. Le diagnosi di promozione della salute descrivono risposte funzionali che l'assistito desidera migliorare. I risultati attesi per queste diagnosi descrivono le risposte dell’assistito che dimostrano il raggiungimento di un più alto livello di funzionalità in termini di salute.
OBIETTIVI PER I PROBLEMI A GESTIONE INTEGRATA E I PROBLEMI COLLABORATIVI Per i problemi a gestione integrata e i problemi collaborativi, gli infermieri e i medici condividono la responsabilità sul conseguimento dei risultati da essi connessi. Pertanto i risultati riguardanti tali problemi sono di solito enunciati sui piani di assistenza standard oppure sui percorsi assistenziali in uso nelle strutture.
OBIETTIVI A BREVE E A LUNGO TERMINE Gli obiettivi a breve termine possono essere raggiunti entro pochi giorni o poche ore. Gli obiettivi relativi ai bisogni di sopravvivenza possono perfino essere enunciati in termini di minuti.
abilità di natura fisica; l’apprendimento affettivo implica cambiamenti nei sentimenti, negli atteggiamenti nei valori.
PENSIERO CRITICO: RIFLETTERE SULLA PIANIFICAZIONE
Si utilizza il pensiero critico per decidere quali problemi dell'assistito possono essere affrontati mediante standard di assistenza, percorsi assistenziali o altri approcci standard. Le linee guida che favoriscono la riflessione critica sull'enunciazione sono:
1. standard: attendibilità e logica. Il risultato è appropriato alla diagnosi infermieristica e dedotto da essa. 2. standard: logica. Ogni risultato deriva da una sola diagnosi infermieristica. 3. standard: logica. Il risultato è enunciato in termini di risposta dell'assistito, piuttosto che di attività dell'infermiere (errato: prevenire l'infezione dell'incisione; corretto: l'incisione non si metterà come evidenziato da assenza di essudato/arrossamento...). 4. standard: attendibilità. I risultati attesi vengono modificati in modo da riflettere i cambiamenti delle condizioni dell'assistito. 5. standard: chiarezza. I risultati attesi sono enunciati in termini positivi ovvero saranno enunciati in termini di ciò che si auspica avvenga anziché di ciò che si auspica non avvenga (la cute rimarrà integra). 6. standard: chiarezza. L'enunciazione del risultato è sintetica, ovvero espressa con il minor numero di parole possibili. 7. standard: precisione. Il risultato è direttamente osservabile o misurabile. Usare quindi verbi di azione per descrivere ciò che l'assistito sarà in grado di fare e in che misura. Questo assicura che altri possano fare osservazioni per stabilire se l'obiettivo è stato raggiunto e il problema risolto. 8. standard: precisione. Il risultato atteso è specifico e concreto ovvero leggendo l'obiettivo altri infermieri non dovrebbero avere alcun dubbio su di esso. 9. standard: profondità/esaustività. Ogni enunciazione di risultati attesi contiene tutti gli elementi necessari. 10. standard: profondità/esaustività. I risultati attesi sono adeguati per trattare ogni singola diagnosi infermieristica. 11. standard: obiettività. L'assistito attribuisce importanza al risultato. 12. standard: obiettività. Il risultato atteso è coerente con il piano globale di cure. 13. standard: obiettività. Ricordare che, come per i singoli individui, è possibile scrivere i risultati anche per famiglie e comunità. 14. standard: obiettività e profondità/esaustività. I risultati attesi sono realistici e raggiungibili.
Nel processo infermieristico l'infermiere identifica le diagnosi infermieristiche dell'assistito (stato di salute attuale) e i risultati attesi (stato di salute auspicato). Il passaggio logico successivo è la scelta degli interventi che più probabilmente produrranno i cambiamenti attesi. Un intervento infermieristico è costituito da qualsiasi azione basata sul giudizio clinico e sulle conoscenze infermieristiche che un infermiere mette in atto per raggiungere i risultati dell'assistito.
TIPI DI INTERVENTO
Gli interventi e le attività infermieristiche sono identificati e raggruppati durante la fase di pianificazione ma vengono di fatto realizzati durante la fase di gestione. Gli interventi possono essere autonomi, dipendenti, interdipendenti.
Gli interventi autonomi sono quelli che l'infermiere è autorizzato a prescrivere, effettuare o delegare in base alla sua conoscenza e capacità. Gli infermieri sono responsabili, ossia tenuti a rispondere, delle proprie decisioni e azioni riguardo alle attività autonome. Gli interventi dipendenti sono prescritti dal medico curante e messi in atto dalle infermiere responsabile. Le prescrizioni mediche includono in genere prescrizione di farmaci, terapia endovenosa e test diagnostici. Gli infermieri hanno la responsabilità di spiegare le prescrizioni mediche, valutarne la necessità e metterle in atto. Gli interventi interdipendenti vengono attuati insieme agli altri professionisti del team sanitario: fisioterapisti, assistenti sociali, dietisti, medici.
INTERVENTI INFERMIERISTICI E NATURA DEL PROBLEMA
In base all'importanza della diagnosi infermieristica, si stabiliscono interventi infermieristici per l'osservazione, la prevenzione, il trattamento, e la promozione della salute.
In tutte le categorie precedenti le attività infermieristiche specifiche possono includere cura fisica, educazione, counseling, supporto emotivo, consulenza, gestione dell'ambiente.
educazione: spiega all'assistito che cosa si sta facendo per lui e perché. counseling e supporto emotivo: il counseling comprende l'uso di tecniche di comunicazione terapeutica per aiutare l'assistito ad assumere decisioni riguardo la cura della propria salute, ed eventualmente a modificare il proprio stile di vita. L'infermiere può fornire
Ogni intervento NIC ha un titolo, una definizione e un elenco di attività che evidenziano le azioni chiave che gli infermieri compiono per portare a termine l'intervento. Il titolo NIC rappresenta la terminologia standard usata nella pianificazione e nella documentazione dell'assistenza. Le attività sono azioni più specifiche che l'infermiere può mettere in atto per eseguire un intervento. Per un particolare assistito non sono necessarie tutte le attività proposte, pertanto l'infermiere dovrebbe selezionare le attività adeguate e personalizzarle in base alle necessità dell'assistito.
PIANI EDUCATIVI FORMALIZZATI
Gli infermieri svolgono un'importante attività educativa. Infatti per ognuna delle diagnosi formulate per un singolo assistito può essere necessario come minimo qualche intervento educativo. Le persone che hanno un fabbisogno educativo complesso (ad esempio una persona a cui è stato diagnosticato il diabete) possono richiedere l'adozione di piani educativi dedicati. I piani educativi dovrebbero includere la strategia di insegnamento da usare per presentare le nuove informazioni o le capacità da acquisire. Per aumentare l'efficacia del piano educativo si tengano sempre presenti principi che seguono:
INTERVENTI PER IL BENESSERE
Gli interventi per il benessere sollecitano l'auto-responsabilità e il coinvolgimento attivo dell'assistito. Tuttavia l'utente è il principale attore delle decisioni e l'infermiere ha solo la funzione di educatore e consulente in materia di salute. Le prescrizioni infermieristiche sui piani di assistenza per il benessere possono configurarsi come specifici cambiamenti del comportamento che l'assistito desidera mettere in atto. La maggior parte delle strategie di prevenzione della malattia/promozione della salute implicano cambiamenti dello stile di vita, quali modifiche delle abitudini alimentari, attività fisica regolare, riduzione dello stress o abolizione del fumo.
INTERVENTI PER LA DIMENSIONE SPIRITUALE
La pianificazione dovrebbe essere diretta ad aiutare l'assistito a raggiungere gli obiettivi globali di forza interiore, serenità e appagamento. Un intervento abituale è quello di organizzare la visita di un ministro di culto, tuttavia è importante interpellare l'assistito prima di organizzare questo tipo di assistenza. Infatti l'infermiere deve rispettare i desideri dell'assistito a questo riguardo, senza giudicare se si siano giusti o sbagliati.
PENSIERO CRITICO NELLA PIANIFICAZIONE Gli infermieri usano il giudizio terapeutico per stabilire quali interventi abbiano una maggiore probabilità di produrre i risultati attesi. Per riflettere criticamente sugli interventi stabiliti è necessario porsi le domande che seguono.
1. Attendibilità e rilevanza. Vi è una ricerca scientifica a sostegno dell'intervento?
2. Chiarezza. Le prescrizioni infermieristiche sono sintetiche? Le enunciazioni complesse possono essere poco chiare. 3. Chiarezza. Le prescrizioni infermieristiche sono enunciate chiaramente? Gli altri infermieri le interpreterebbero nello stesso modo? 4. Precisione. Le prescrizioni infermieristiche danno indicazioni specifiche? Esse dovrebbero includere "quando", "con quale frequenza", etc. 5. Precisione. L'intervento è personalizzato per i bisogni dell'assistito? 6. Profondità/esaustività. Ogni prescrizione infermieristica è completa, ossia contiene tutti gli elementi? Ovvero deve comprendere data, firma, verbo dazioni, qualificatori descrittivi e tempi specifici. 7. Profondità/esaustività. Il piano include una gamma di interventi e attività? È stato tralasciato qualche approccio? 8. Obiettività. L'intervento è realistico in termini di capacità e risorse dell'assistito? In termini di risorse della struttura? 9. Obiettività. L'intervento è sicuro? 10. Obiettività. L'intervento è accettabile per l'assistito? 11. Obiettività. Gli infermieri hanno capacità-competenze per portare a termine l'intervento? Un infermiere dovrebbe mettere in atto un intervento solo se ne conosce il razionale scientifico e se possiede la necessaria competenza relazionale e psicomotoria. 12. Logica. L'intervento è compatibile con la terapia, farmacologica o di altro genere? 13. Logica, obiettività/esaustività. Gli interventi sono diretti a tutti gli aspetti causali del problema? 14. Significatività. Quali prescrizioni infermieristiche devono essere messe in atto per primi o immediatamente?
La gestione/attuazione è la fase in cui l'infermiere svolge o delega le attività necessarie al conseguimento dei risultati dell'assistito. Le attività di questa fase sono: agire, delegare, registrare. Questa fase termina quando le azioni infermieristiche e le conseguenti risposte dell'assistito sono state registrate nella cartella clinica.
La gestione-attuazione dipende dalle prime quattro fasi del processo infermieristico. Tali fasi costituiscono le basi per le prestazioni infermieristiche autonome effettuate durante questa fase. La fase di attuazione realizza gli interventi veri e propri che producono le risposte dell'assistito sulle quali poi sarà incentrata la fase di valutazione. In questa fase del processo infermieristico si continua a valutare l'assistito a ogni interazione, raccogliendo dati sulle risposte alle azioni infermieristiche e su nuovi problemi che possono insorgere. L'accertamento continuo non corrisponde alla attuazione ma si svolge durante questa fase.
SISTEMI DI EROGAZIONE DELL’ASSISTENZA SANITARIA Abbiamo due sistemi di erogazione: l’assistenza regolamentata ( managed care ) e il case management.