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Arte Povera: Un'analisi del movimento artistico italiano, Appunti di Storia Dell'arte

Riassunto sull'arte povera e pistoletto

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 28/05/2020

Alessia98ffff
Alessia98ffff 🇮🇹

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Arte povera.
La nostra grande avanguardia del secondo novecento, nasce nel 67 a genova grazie a un critico
che si chiama germano cerant. siamo in un mondo in cui l’arte americana ha il sopravvento, è
presente in tutte le fiere e ottiene successo di critica tanto da oscurare qualsiasi attività europea e
italiana. Sostanzialmente donald jadd, sostiene che l’arte europea non può reggere l’arte
americana, e celano dice “anche no”. vuole mettere insieme un gruppo di artisti che sappia
mettere insieme un’arte così personalizzata riuscendo a ripristinare
la tradizione artistica italiana e si mettano in dialogo con l’arte
americana dilagante, la minimal. mette insieme una serie di
persone ad esempio Kounellis, artista greco che a 18 anni, il
giorno del suo compleanno, decide di trasferirsi in italia col
desiderio di conoscere l’arte rinascimentale e in una galleria di
Roma fa una mostra personale ed espone 12 cavalli. Il cavallo
nella storia dell’arte è stato rappresentato in tutte le epoche, un
animale che per un greco ha ancora più valore (cavallo di troia), ma
Kounellis era diventato ormai naturalizzato italiano, l’opera
richiama la tradizione italiana. Prima del boom economico eravamo una nazione di agricoltori, il
cavallo fa parte della nostra cultura, era l’animale da traino che avevamo per l’agricoltura. !
Nel cuore di roma una galleria d’arte contemporanea, ritrovarsi 12 cavalli suscitarono un certo
shock. "
L’arte povera si schiera contro l’obsolescenza, contro i materiali prodotti dall’industria che
immediatamente diventano vecchi, sorpassati. Sono contro la fotografia. Non vogliono usare
mezzi tecnologici per fare l’arte, ma spesso usano materiale povero: il cavallo, per esempio.
Quando Germano Celant conia la definizione di arte povera non sta parlando di artisti che usano
esclusivamente materiale povero come gli animali stessi. "
Questi materiali poveri non sono l’unico elemento che determina la definizione di arte povera, ma
è il gesto che deve essere povero. In questi stessi anni nasce il teatro povero di Grotowski: in
questa società in cui abbiamo televisione, radio, gli eetti speciali, il teatro non può competere. Si
può percorrere la strada dell’uomo. Gli attori poveri non useranno un palco ma scenderanno con il
pubblico, non ci sarà la separazione tra pubblico e spettatore e poi ancora non useranno nessun
attrezzo di scena se non quello necessario per il coinvolgimento dello spettatore, tutta la loro
performance sarà giocata sulle capacità dell’attore. Gli attori verranno sottoposti ad allenamenti
perché tutto ciò che dovranno fare dovranno farlo con le loro forze."
Non ci vuole molto a prendere 12 cavalli e metterli in una galleria, è una cosa che possono fare
tutti. "
Pistoletto. "
Figlio di un restauratore di arte antica che era sordo, quindi in casa sua
prevalentemente si parlava poco, si prediligeva la vista rispetto alla parola.
Le prime opere veramente importanti di pistoletto, diventato famoso quasi
per caso. Le sue prime opere sono i quadri specchiati. Una tela riflettente
sulla quale applica una carta velina di una fotografia. Una tela sulla quale lui
incolla il suo soggetto, il suo autoritratto. Lo sfondo di questa
rappresentazione è la stanza, il riflesso della stanza. L’immagine è la carta
velina applicata di lui nel centro. "
Lui e lei; solitamente i suoi soggetti sono messi di spalle, tu puoi interagire con loro
ma loro non ti guarderanno mai, negandoti l’impossibilità di comunicare."
"
La vergine degli stracci è una scultura in gesso ellenistica,
mess di spalle come nei quadri specchianti i suoi soggetti. Gli stracci sono
stracci che utilizza fisicamente per pulire i suoi quadri, per tenerli lucidi. Il
significato dell’opera è che la venere, dea della bellezza e dell’amore, viene
riutilizzata e posta di spalle “la bellezza oggi non c’è più. non la possiamo
guardare in faccia” perché è sommersa da cumuli di stracci che
rappresentano i rifiuti della nostra società, cose che non servono più e
vengono accatastate. Siamo sommersi dai nostri rifiuti"
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Arte povera. La nostra grande avanguardia del secondo novecento, nasce nel 67 a genova grazie a un critico che si chiama germano cerant. siamo in un mondo in cui l’arte americana ha il sopravvento, è presente in tutte le fiere e ottiene successo di critica tanto da oscurare qualsiasi attività europea e italiana. Sostanzialmente donald jadd, sostiene che l’arte europea non può reggere l’arte americana, e celano dice “anche no”. vuole mettere insieme un gruppo di artisti che sappia mettere insieme un’arte così personalizzata riuscendo a ripristinare la tradizione artistica italiana e si mettano in dialogo con l’arte americana dilagante, la minimal. mette insieme una serie di persone ad esempio Kounellis , artista greco che a 18 anni, il giorno del suo compleanno, decide di trasferirsi in italia col desiderio di conoscere l’arte rinascimentale e in una galleria di Roma fa una mostra personale ed espone 12 cavalli. Il cavallo nella storia dell’arte è stato rappresentato in tutte le epoche, un animale che per un greco ha ancora più valore (cavallo di troia), ma Kounellis era diventato ormai naturalizzato italiano, l’opera richiama la tradizione italiana. Prima del boom economico eravamo una nazione di agricoltori, il cavallo fa parte della nostra cultura, era l’animale da traino che avevamo per l’agricoltura. Nel cuore di roma una galleria d’arte contemporanea, ritrovarsi 12 cavalli suscitarono un certo shock. L’arte povera si schiera contro l’obsolescenza, contro i materiali prodotti dall’industria che immediatamente diventano vecchi, sorpassati. Sono contro la fotografia. Non vogliono usare mezzi tecnologici per fare l’arte, ma spesso usano materiale povero: il cavallo, per esempio. Quando Germano Celant conia la definizione di arte povera non sta parlando di artisti che usano esclusivamente materiale povero come gli animali stessi. Questi materiali poveri non sono l’unico elemento che determina la definizione di arte povera, ma è il gesto che deve essere povero. In questi stessi anni nasce il teatro povero di Grotowski: in questa società in cui abbiamo televisione, radio, gli effetti speciali, il teatro non può competere. Si può percorrere la strada dell’uomo. Gli attori poveri non useranno un palco ma scenderanno con il pubblico, non ci sarà la separazione tra pubblico e spettatore e poi ancora non useranno nessun attrezzo di scena se non quello necessario per il coinvolgimento dello spettatore, tutta la loro performance sarà giocata sulle capacità dell’attore. Gli attori verranno sottoposti ad allenamenti perché tutto ciò che dovranno fare dovranno farlo con le loro forze. Non ci vuole molto a prendere 12 cavalli e metterli in una galleria, è una cosa che possono fare tutti. Pistoletto. Figlio di un restauratore di arte antica che era sordo, quindi in casa sua prevalentemente si parlava poco, si prediligeva la vista rispetto alla parola. Le prime opere veramente importanti di pistoletto, diventato famoso quasi per caso. Le sue prime opere sono i quadri specchiati. Una tela riflettente sulla quale applica una carta velina di una fotografia. Una tela sulla quale lui incolla il suo soggetto, il suo autoritratto. Lo sfondo di questa rappresentazione è la stanza, il riflesso della stanza. L’immagine è la carta velina applicata di lui nel centro. Lui e lei; solitamente i suoi soggetti sono messi di spalle, tu puoi interagire con loro ma loro non ti guarderanno mai, negandoti l’impossibilità di comunicare. La vergine degli stracci è una scultura in gesso ellenistica, mess di spalle come nei quadri specchianti i suoi soggetti. Gli stracci sono stracci che utilizza fisicamente per pulire i suoi quadri, per tenerli lucidi. Il significato dell’opera è che la venere, dea della bellezza e dell’amore, viene riutilizzata e posta di spalle “la bellezza oggi non c’è più. non la possiamo guardare in faccia” perché è sommersa da cumuli di stracci che rappresentano i rifiuti della nostra società, cose che non servono più e vengono accatastate. Siamo sommersi dai nostri rifiuti

Poi si rimangia questa cosa con un quadro specchiante con una scopa attaccata sopra, come se fosse in grado di sistemare le cose. Ultimamente Pistoletto che ha costruito questa cittadina dell’arte lavora facendo opere pubbliche. Quando viene celebrato il giorno della rinascita, lui ha scritto questo nuovo simbolo dell’infinito (due cerchi) costruendo un nuovo logo fatto da tre cerchi in cui quelli esterni sono più piccoli e quello al centro più grande io - tu - noi, a dire che se non ci mettiamo insieme questa terra non nascerà. Il terzo paradiso della terra che come sempre deve essere conquistato da noi.