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L'Età Postunitaria: 1861-1900, Appunti di Italiano

Durante l'età postunitaria, l'italia diventa una monarchia costituzionale e si alternano al potere uomini della destra storica e della sinistra liberale. Questo periodo segna l'inizio dell'industrializzazione, ma anche una crisi agricola e una differenza crescente tra nord e sud. Il medio impiegato è la classe più significativa, mentre le ideologie dominanti sono il positivismo e il culto della scienza. Le istituzioni culturali si sviluppano, con una crescita del mercato editoriale e del ruolo del teatro. Gli intellettuali perdono il ruolo centrale e devono cercare un impiego per sopravvivere. Il problema dell'unificazione linguistica è sentito urgentemente per affrontare una nuova rete di scambi economici e sociali.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 11/06/2019

ggromanmi
ggromanmi 🇮🇹

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L’ETA POSTUNITARIA: (1861-1900)
-Nel 1861 l’Italia diventa una monarchia costituzionale regolata dallo STATUTO ALBERTINO del
1948.
Al governo quindi si alternano per 15 anni uomini della destra storica, che estendono all’intero
paese la legislazione sabauda e intraprendono una politica economica liberoscambista che favorisce
l’agricoltura e impedisce all’industria di svilupparsi.
Nel 1876 sale al potere la SINISTRA LIBERALE che da l’avvio al processo di industrializzazione
attraverso l’aumento delle tariffe doganali.
1880: crisi agraria che provoca un collasso dell’economia del sud che si basava sull’agricoltura.
Comincia a delinearsi una vera differenza tra nord e meridione che ancora oggi non può dirsi
superato.
Il ceto piu significativo è quello MEDIO IMPIEGATIZIO, labase della SOCIETA’ DI MASSA.
Condizioni delle classi rurali insopportabili.
IDEOLOGIE:
POSITIVISMO: si basa sul culto della scienza e della tecnica e sulla fede assoluta nel progresso.
Dato che il metodo della scienza è l’unico che possa condurre alla vera conoscenza, ogni aspetto
della vita deve essere sottoposto all’indagine di tipo scientifico, compresi i comportamenti
dell’uomo e i prodotti artistici.
Ma non tutti gli intellettuali abbracciano questo tipo di approccio alla realtà e alcuni mantengono un
atteggiamento di pura curiosità conoscitiva, senza emettere giudizio definitivo sul processo di
modernizzazione in atto.
LE ISTITUZIONI CULTURALI:
-La dimensione del mercato editoriale diventa nazionale, si moltiplicano le pubblicazioni e si
diffondono anche i giornali, i periodici e le riviste.
Alla scuola viene affidato il compito di fornire un bagaglio culturale minimo.
Il teatro assume un ruolo decisivo dal punto di vista culturale perché rappresenta il luogo in cui si
dibattono i valori etici e civili della borghesia.
GLI INTELLETTUALI:
-Viene meno il ruolo centrale dell’intellettuale come guida morale,culturale e civile.
Per potersi mantenere sono costretti a cercare un impiego pubblico o collaborare con i giornali e le
case editrici.
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L’ETA’ POSTUNITARIA: (1861-1900)

-Nel 1861 l’Italia diventa una monarchia costituzionale regolata dallo STATUTO ALBERTINO del

Al governo quindi si alternano per 15 anni uomini della destra storica, che estendono all’intero paese la legislazione sabauda e intraprendono una politica economica liberoscambista che favorisce l’agricoltura e impedisce all’industria di svilupparsi. Nel 1876 sale al potere la SINISTRA LIBERALE che da l’avvio al processo di industrializzazione attraverso l’aumento delle tariffe doganali. 1880: crisi agraria che provoca un collasso dell’economia del sud che si basava sull’agricoltura. Comincia a delinearsi una vera differenza tra nord e meridione che ancora oggi non può dirsi superato. Il ceto piu significativo è quello MEDIO IMPIEGATIZIO, labase della SOCIETA’ DI MASSA. Condizioni delle classi rurali insopportabili. IDEOLOGIE: POSITIVISMO: si basa sul culto della scienza e della tecnica e sulla fede assoluta nel progresso. Dato che il metodo della scienza è l’unico che possa condurre alla vera conoscenza, ogni aspetto della vita deve essere sottoposto all’indagine di tipo scientifico, compresi i comportamenti dell’uomo e i prodotti artistici. Ma non tutti gli intellettuali abbracciano questo tipo di approccio alla realtà e alcuni mantengono un atteggiamento di pura curiosità conoscitiva, senza emettere giudizio definitivo sul processo di modernizzazione in atto. LE ISTITUZIONI CULTURALI: -La dimensione del mercato editoriale diventa nazionale, si moltiplicano le pubblicazioni e si diffondono anche i giornali, i periodici e le riviste. Alla scuola viene affidato il compito di fornire un bagaglio culturale minimo. Il teatro assume un ruolo decisivo dal punto di vista culturale perché rappresenta il luogo in cui si dibattono i valori etici e civili della borghesia. GLI INTELLETTUALI:

- Viene meno il ruolo centrale dell’intellettuale come guida morale,culturale e civile. Per potersi mantenere sono costretti a cercare un impiego pubblico o collaborare con i giornali e le case editrici.

-Di fronte ad una socità basata sull’interesse economico e sulla mediocrita borghese, alcuni intellettuali reagiscono con un atteggiamento di rifiuto e di insofferenza, altri cercano invece di assecondare le leggi del mercato e i gusti del pubblico. LA LINGUA: Il problema dell’unificazione linguistica è avvertito con urgenza per far fronte ad una nuova rete di scambi economici e sociali. Si impone la soluzione manzoniana, ossia l’utilizzo del fiorentino parlato colta.