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L'Italia postunitaria (1861-1896), Appunti di Storia

Il periodo storico dell'Italia postunitaria dal 1861 al 1896, in cui il paese non era ancora completamente unificato. Vengono presentati i due governi successivi all'unificazione, la destra storica e la sinistra storica, e i problemi che entrambi hanno dovuto affrontare. Vengono inoltre descritte le riforme attuate dai due governi e le loro conseguenze sulla popolazione. Infine, viene presentato il governo di Francesco Crispi e la sua politica interna ed estera.

Tipologia: Appunti

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STORIA
L’Italia postunitaria
(1861-1896)
In questo periodo l’Italia non ancora del tutto unificata, ha la dignità di regno d’Italia dal
17 marzo 1861, con capitale Torino.
Subito dopo l’unificazione si susseguono due governi: destra e sinistra storica!
La destra storica è un governo formato da liberali moderati e conservatori, che si ispirano
alle idee di Camillo Benso Cavour.!
La sinistra storica (dal 1876 al 1896) è invece più progressista, democratica e si basa sulle
idee di Mazzini e Garibaldi.
I problemi dell’Italia post unitaria
la destra storica deve affrontare i seguenti problemi:
1. deficit dello stato-> causato dal deficit portato dagli stati annessi e dai costi delle
guerre d’indipendenza!
2. il problema della consapevolezza nazionale-> il popolo italiano proveniva da realtà
politiche, culturali e linguistiche diverse. il politico Massimo d’Azeglio scrisse:” fatta
l’Italia bisogna fare gli italiani”
3. il sistema amministrativo-> bisognava decidere se mirare ad uno stato forte ed
accentrato oppure uno stato con i poteri alle autonomie locali (stato decentrato).! !
Si sceglie un paese accentrato perché appena unificato e più forte, tutte le
decisioni sono prese dal governo centrale
Le riforme della destra storica (1861-1876)
1. riforma politico-amministrativo nel 1859 la legge piemontese rappresentata dallo
statuto Albertino diventa lo statuto del regno d’Italia.!!Il regno viene diviso in
province rette da un prefetto. le province divise in circondari con a capo un
sottoprefetto. i comuni con il sindaco. Tutti questi funzionari sono nominati dal
governo centrale
2. Pressione fiscale: per arginare il deficit economico il governo impone nuove tasse.
le tasse si dividono in:!!imposte dirette sul reddito.!imposte indirette sui consumi. ! !
! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! L’uniformità del sistema di tassazione uguale al Nord come al Sud
creerà un divario economico e sociale che porterà a rivolte sociali. tra le tasse più
odiate vi è la tassa sul macinato (1869) che compromette l’economia del sud.
3. Riduzione delle spese dei servizi
altre iniziative furono:
requisizione dei territori ecclesiastici!
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STORIA

L’Italia postunitaria (1861-1896) In questo periodo l’Italia non ancora del tutto unificata, ha la dignità di regno d’Italia dal 17 marzo 1861, con capitale Torino. Subito dopo l’unificazione si susseguono due governi: destra e sinistra storica La destra storica è un governo formato da liberali moderati e conservatori, che si ispirano alle idee di Camillo Benso Cavour. La sinistra storica (dal 1876 al 1896) è invece più progressista, democratica e si basa sulle idee di Mazzini e Garibaldi. I problemi dell’Italia post unitaria la destra storica deve affrontare i seguenti problemi:

  1. deficit dello stato -> causato dal deficit portato dagli stati annessi e dai costi delle guerre d’indipendenza
  2. il problema della consapevolezza nazionale -> il popolo italiano proveniva da realtà politiche, culturali e linguistiche diverse. il politico Massimo d’Azeglio scrisse:” fatta l’Italia bisogna fare gli italiani”
  3. il sistema amministrativo -> bisognava decidere se mirare ad uno stato forte ed accentrato oppure uno stato con i poteri alle autonomie locali (stato decentrato). Si sceglie un paese accentrato perché appena unificato e più forte, tutte le decisioni sono prese dal governo centrale Le riforme della destra storica (1861-1876)
  4. riforma politico-amministrativo nel 1859 la legge piemontese rappresentata dallo statuto Albertino diventa lo statuto del regno d’Italia. Il regno viene diviso in province rette da un prefetto. le province divise in circondari con a capo un sottoprefetto. i comuni con il sindaco. Tutti questi funzionari sono nominati dal governo centrale
  5. Pressione fiscale: per arginare il deficit economico il governo impone nuove tasse. le tasse si dividono in: imposte dirette sul reddito. imposte indirette sui consumi. L’uniformità del sistema di tassazione uguale al Nord come al Sud creerà un divario economico e sociale che porterà a rivolte sociali. tra le tasse più odiate vi è la tassa sul macinato (1869) che compromette l’economia del sud.
  6. Riduzione delle spese dei servizi altre iniziative furono:
  • requisizione dei territori ecclesiastici
  • vendita del demanio pubblico
  • barriere doganali La sinistra storica 1876- Dopo gli obbiettivi raggiunti dalla destra storica a discapito della popolazione si ritenne necessario un governo più attento ai problemi sociali. I due protagonisti di questo governo sono Agostino Depretis e Francesco Crispi. essi si ispirano alle idee progressiste di Garibaldi e Mazzini - Agostino Depretis (1876-1887) attua queste riforme:
  1. istruzione elementare gratuita e obbligatoria fino alla seconda elementare-> legge Coppino 1877
  2. riduzione delle imposte e nel 1880 viene abolita la tassa sul macinato
  3. riforma elettorale definita trasformismo: per avere la maggioranza dei voti si cerca l’appoggio dei deputati dell’opposizione in cambio di favori personali. politica dei compromessi
  4. nel 1882 Depretis firma la triplice alleanza con Germania e Austria la triplice alleanza in questo trattato, Germania e Austria si impegnavano ad assistere militarmente l’Italia in caso di attacco da parte della Francia. l’Italia avrebbe aiutato la Germania in caso di attacco francese, inoltre la triplice alleanza permise all’Italia di eliminare il pericolo di una riconquista del veneto da parte dell’Austria e a livello economico di esportare i prodotti italiani in Germania. - Francesco Crispi (1887-1896) Crispi è un ex repubblicano ed un ex garibaldino, successivamente abbracciò la causa monarchica perché voleva un’Italia forte e unita. Inoltre volle dare prestigio nazionale attraverso un’intensa politica coloniale. la politica interna:
  5. 1888-> riforma dell’amministrazione locale, la carica di sindaco diventa elettiva
  6. 1889-> nuovo codice penale, codice Zanardelli, che abolisce la pena di morte
  7. nei confronti di rivolte/proteste dei contadini e operai, i contadini si organizzano nel sud con i fasci dei lavoratori, Crispi si comporta in modo brutale-> manda l’esercito è reprime nel sangue le rivolte. I contadini rivoltosi sono considerati nemici dello stato pertanto soggetti alla corte marziale, quindi fucilati.
  1. Infine fa chiudere il neonato partito socialista che faceva gli interessi di operai e contadini in quanto ritenuto sovversivo.