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Appunti sull'Ottocento, Appunti di Storia Contemporanea

Appunti sull'Ottocento con prof. Pupo di storia contemporanea

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 17/05/2018

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serxhina-kadiu 🇮🇹

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26/02/18
LA STORIA CONTEMPORANEA - OTTOCENTO
La storia viene studiata una vota finita, poi diventa un fenomeno di lunga durata. Prima deo
stato moderno c'era il modelo feudale dove il potere era centralizzato ed il sovrano aveva il
controllo dell'esercito e della moneta.
Successivamente ci fu un'ondata di modernizzazione:
modernizzazione economica: Rivoluzione industriale;
modernizzazione politica: Rivouzione Francese.
Prima della Rivoluzione industriale cquella agricola. E' importante tenere in considerazione il
regime demografico del tempo: natalità / mortalità.
Esso può essere di tre tipi:
regime antico: alta natalità, alta mortalità; è un regime di lungo periodo e nel tempo si
bilancia (trappola maltusiana).
Poi interviene una particolarità: aumenta la produzione perché aumenta la distribuzione dei
territori ed aumenta anche la produttività dei singoli territori --> salta la trappola maltusiana,
aumentano i profressi della medicina e finiscono le guerre e le epidemie.
regime di transizione: alta natalità, bassa mortalità. Questo avviene principalmente per
due motivi: a) perché si è sempre fatto co e b) conviene avere più figli per a forza
lavoro. Si inizia a sviluppare questo tipo di regime tra 700 e 800 (boom demografico);
regime moderno: bassa natalità, bassa mortalità. La natalità crolla perché l'accesso al
mercato del lavoro non è co immediato per due motivi: a) il percorso formativo diventa
caro e crolla l'incentivo sociale, b) avere meno figli contiene le spese.
Come vengono risolti i boom demografici? Con le migrazioni.
La fine della contemporaneità coincide grossomodo con le Rivoluzioni industriali, cioè quando
viene a mancare la "massa" perché è una società individualista. Vi sono due Rivoluzioni:
Prima Rivoluzione: carbone;
Seconda Rivoluzione: petrolio, elettricità, gigantismo su grande scala.
La storia contemporanea arriva fino a 1989 --> scontro tra due mondi.
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LA STORIA CONTEMPORANEA - OTTOCENTO

La storia viene studiata una vota finita, poi diventa un fenomeno di lunga durata. Prima deo stato moderno c'era il modelo feudale dove il potere era centralizzato ed il sovrano aveva il controllo dell'esercito e della moneta.

Successivamente ci fu un'ondata di modernizzazione:

 modernizzazione economica: Rivoluzione industriale;

 modernizzazione politica: Rivouzione Francese.

Prima della Rivoluzione industriale c'è quella agricola. E' importante tenere in considerazione il regime demografico del tempo: natalità / mortalità.

Esso può essere di tre tipi:

 regime antico: alta natalità, alta mortalità; è un regime di lungo periodo e nel tempo si bilancia (trappola maltusiana).

Poi interviene una particolarità: aumenta la produzione perché aumenta la distribuzione dei territori ed aumenta anche la produttività dei singoli territori --> salta la trappola maltusiana, aumentano i profressi della medicina e finiscono le guerre e le epidemie.

 regime di transizione: alta natalità, bassa mortalità. Questo avviene principalmente per due motivi: a) perché si è sempre fatto così e b) conviene avere più figli per a forza lavoro. Si inizia a sviluppare questo tipo di regime tra 700 e 800 (boom demografico);

 regime moderno: bassa natalità, bassa mortalità. La natalità crolla perché l'accesso al mercato del lavoro non è così immediato per due motivi: a) il percorso formativo diventa caro e crolla l'incentivo sociale, b) avere meno figli contiene le spese.

Come vengono risolti i boom demografici? Con le migrazioni.

La fine della contemporaneità coincide grossomodo con le Rivoluzioni industriali, cioè quando viene a mancare la "massa" perché è una società individualista. Vi sono due Rivoluzioni:

 Prima Rivoluzione: carbone;

 Seconda Rivoluzione: petrolio, elettricità, gigantismo su grande scala.

La storia contemporanea arriva fino a 1989 --> scontro tra due mondi.

CONGRESSO DI VIENNA (1815)

Si ridisegna l'Europa si basa sulla legittimità ed equilibrio. Le autodeterminazioni dei popoli sono un nemico e si conclude con DUPLICE ALLEANZA e SANTA ALLEANZA (Austria-Prussia-Russia): sono potenze cristiane e per loro il nemico è la Rivoluzione. Le norme del diritto internazionale sono inviolabili ma la Santa Alleanza proclama il diritto di intertervento ovunque si manifesti questo "demonio". Questo principio è stato poi condannato dagli storici.

Nuova Santa Alleanza: ONU o NATO (guerre Jugoslave).

A partire dagli anni '20 questo schema del Congresso viene sostituito da princìpi liberali come quello dell'autodeterminazione dei popoli, ed in seguito a ciò si susseguirono ondate rivoluzionarie che possiamo suddividere in tre particolari correnti:

 1820/1821: represse;

 1830: represse tranne in Francia (regime distrutto con formazione sistema liberale);

 1848: confluiscono molti motivi e diventa il paradigma della Rivoluzione.

Sembrava una Rivoluzione mondiale capace di coinvolgere tutta l'Europa (ma alcuni stati ne erano rimasti fuori). Le aree centrali dell'Europa : Francia, Germania, Italia, Austria. Chi resta fuori? UK (perché erano già andati avanti contestualmente lo sviluppo economico e la fase politica), Spagna e Russia (non si pongono il probema perché non sono sviluppati).

Società civile: parte della società che si esprime attraverso le Articolazioni (si organizzano per interesse e lo esprimono, es. club, aggregazioni con le quali possono esprimersi).

Se la politica non risponde a queste esigenze si apre una rottura che può portare alla Rivoluzione.

AREA FRANCESE

Tratti generali:

 simultaneità: scoppiano contemporaneamente dappertutto ma si tratta di una simultaneità che dipende dalla distanza da luogo a luogo (le notizie faticavano ad arrivare);

 rapidità parabola rivoluzionaria: i rivoluzionari di solito vincono subito e di solito non vengono boccati;

 inizio fronte misto dei Rivoluzionari prima, dopo si dividono tra di loro indebolendo il fronte rivoluzionario e apre le porte alla Rivoluzione (es. Vienna dove viene abolita la

 uno Stato Nazionale Tedesco (unificazione).

STATO: istituzione.

NAZIONE: si tratta di una comunità che può essere naturale (se i membri si conoscono) o immaginata (se esiste ma i membri non si conoscono).

INSIEME: elementi senza rapporti.

ETNIA: ereditarietà, comunità immaginaria riservata alla discendenza.

VOLONTA' di APPARTENENZA:

  1. modello francese (rivoluzionario): volontarista, modello inclusivo ed assimilatore. Si diventa francesi attraverso un " plebiscito di ogni giorno", ovvero un atto di consultazione popolare --> versione che si afferma in Italia;
  2. modello tedesco: imperialista, difensivo ed etnicista. E' difficile entrare ed uscire. Se ad es. qualcuno volesse diventare francese pur essebdo tedesco farebbe un atto "contro natura" --> versione che si afferma a Est del Reno.

QUESTIONE NAZIONALE

Bisogna creare uno Stato tedesco, ma quanto grande? C'è anche l'Austria che è un grande impero. Nel 1848 si forma l' Assemblea Costituente e si sviluppano due correnti:

 Grande Tedeschi: sostengono lo Stato debba essere composto da Germania e Austria;

 Piccoli Tedeschi: sostengono lo Stato debba essere composto solo dalla Germania (vincono ma con un anno rispetto alla Rivoluzione).

LA RIVOUZIONE MANCATA

Si fermano a metà. Quando prendono il potere hanno grande controllo ma hanno paura. I liberai borghesi hanno paura, prevalgono i socialisti i quali fanno un compromesso con il re di Prussia che viene limitato nei poteri ma non totalmente --> c'è una coesistenza di poteri.

SALUMAIE e BOTTEGANE

Presa la decisione, vanno dal re di Prussia e lui rifiuta perché secondo quest'ultimo a decisione proviene da un'Assemblea formata da esponenti dei ceti bassi (salumai e bottegane). Piuttosto che essere condizionato dai borghesi la Germania si unifica 20 anni dopo con un Cancelliere e un proprio esercito.

AREA AUSTRIACA : Vienna scoppia in marzo '48.

Principe di Metternich congedato --> era stato esiliato.

Cosa chiedono? La Costituzione, ma i rivoluzionari sono diversi dal punto di vista della nazionalizzazione. Il popolo non è fatto nè da giacobini, nè da barbari (ceto medio, borghesia). Ci sono molti gruppi linguistici in Austria e alcuni (élite) hanno la "memoria storica". NEL CORSO DELL'800: avviene la trasformazione di alcuni gruppi in nazioni perché hanno particolarità molto forti.

Hroch (sociologo) dice che il processo di nazionaizzazione si basa su tre fasi:

  1. pionieri: intellettuali che decidono a tavolino, vanno a cercare le radici dei popoli;
  2. patrioti: quando si crea una nuova identità si cerca il riconoscimento politico --> fase dei patrioti, ovvero un movimento politico che vuole ottenere diritti politici (fase risorgimentale). Di base c'era un obiettivo moderato, cioè quello dell'autonomia nazionale. Successivamente si assiste ad una POLITICIZZAZIONE DELLA NAZIONE: alcuni ce la fanno e riescono a costruire uno Stato (es. Germania, Italia sì; Macedonia no);
  3. nazionalizzazione delle masse: nell'impero si sono formati molti di questi nuclei. Nel 1848 ci troviano nella fase (2): i Boemi chiedono un regno dentro l'impero, gli Ungheresi lo stesso ma senza uscire dall'impero, la Slovenia era ancora in fase di creazione del'identità, la Croazia uguale ai Boemi, i Polacchi sono sparsi e non sanno esattamente come comportarsi, gli Italiani nel '48 chiedono l'indipendenza.

UNGHERESI: ottengono tutto, ovvero uno Stato per sè e vengono riconosciuti dal Parlamento che nomina il governo e un esercito. Formalmente è indipendente ma conservavano l'imperatore d'Austria.

BOEMI: ci sono sia cechi che tedeschi, ma a cosa doveva fare riferimento il Regno di Boemia? I tedeschi mandano i rappresentanti a Francoforte ma i Cechi NO, infatti si "inventano" Assemblea degli Slavi a Praga.

IMPERO ASBURGICO: è forte, moderno e fa da incubatore alle nazioni slave altrimenti verrebbero schiacciate dalla Germania e dalla Russia --> il grande Stato Slavo-Austriaco è un bene.

ITALIANI: combattono.

UNGHERIA : nel 1848 ha ottenuto uno stato nazionale, ma cos'è esattamente? Lo STATO NAZIONALE preclude il fatto che ci sia una coincidenza tra stato e nazione, ma questo è un modello astratto. Si può dire fosse davvero così? No, perché dentro ci stava anche la Transilvania con maggioranza rumena, quindi in fin dei conti si trattava di "uno Stato per la nazione" dove chi non era ungherese veniva fatto diventare tale [fase (3)].

anche per i moderati, ma per sperare in una vittoria è necessaria un’intesa militare tra gli Stati della penisola. Alla guida di questa intesa, però, chi andrà? Balbo sostiene che sia necessario delegare questo compito al Piemonte, lo Stato più forte, secondo Gioberti, invece, è compito del Pontefice (ecco il concetto di ͞neoguelfismo͟ );

  1. ipotesi unitaria: molto minoritaria perché molto rivoluzionaria. E' costituita dai democratici che sono più radicali, vogliono una reatà nuova --> creazione dello Stato unitario repubblicano (repubblica, democrazia, sovranità popolare). Mazzini non ha grandi capacità di leadership, è più un ͞apostolo della nazione ͟, una chiara derivazione religiosa, possiamo allora affermare che nasce la religione civile, quella della Nazione, ĐoŶ uŶ sisteŵa di saĐeƌdoti, ŵaƌtiƌi, ĐoŵďatteŶti, saŶti… ;patƌioti!Ϳ. Si foƌŵaŶo aŶĐhe riti, iconografia, analogamente al sistema ecclesiastico, i moduli culturali in questo modo sono comprensibili per le masse, si propongono come valori assoluti, senza limiti, movimentando di fatto le masse e instillando nell’individuo le cosiddette ͞virtù civili͟ , arrivando perfino ad includere il sacrificio per la patria e l’omicidio per la patria (parallelamente virtù e barbarie). La volontà di indipendenza si concretizza nella guerra partigiana - tra 1830 e 1848 che partono dal Regno di Sardegna e che poi verranno represse -, e nelle insurrezioni delle città. Si parte dal basso, dal popolo inteso come società civile (sono escluse le grandi masse).

Vengono tentate entrambe le strade, anzi, vi furono ben due casi in cui questi collaborarono:

 1848: ma falliscono entrambi;  1859-1860: fanno un ottimo lavoro entrambi.

Dal '47 al '48 in campo moderato c'è qualcosa che cambia all'interno degli stati italiani. Lo Stato della Chiesa era politicamente arretrato ed il Papa Pio IX non era particolarmente liberale ma inizialmente si mostrò tollerante nei confronti dei prigionieri politici concedendo l'amnistia --> questi erano liberali ed il gesto del Papa assunse una connotazione politica, benché si trattasse solo di un gesto di buona volontà. Inoltre, nega agli austriaci le loro pretese e diventa noto a tutti come il "Papa liberale" (sembra l'innesco del progetto di Gioberti).

La prima rivolta fu a Palermo contro il Regno di Napoli per l’instaurazione di un sistema liberale nel gennaio del '48. La Santa Alleanza (Austria-Prussia-Russia) dovrebbe intervenire --> una volta arrivati dal Papa egli ferma gli austriaci che vogliono reprimere la Rivouzione. Successivamente scoppia un effetto a catena: il re di Napoli concede due mesi dopo la Costituzione e questo sembra delineare il disegno di Gioberti a tutti gli effetti. Ben presto scoppia la RIVOLUZIONE, ma quali sono le città italiane sotto il dominio Asburgico?

 Milano: si ribella con le Cinque Giornate di Milano ;  Venezia: si ribella buttando gli autriaci in mare;  Trieste: non si ribella.

Il governo austriaco entra in crisi quindi ci si approfitta dell'occasione. L'iniziativa viene presa dal Piemonte perché ha un esercito e può vantare una pretesa di confine, poi si uniscono anche gli

altri stati italiani dando il via alla PRIMA GUERRA DI INDIPENDENZA.

LE DIVISIONI DEL FRONTE RIVOLUZIONARIO

  1. Carlo Alberto ha una pessima gestione delle vicende e concentra i propri sforzi sulla Lombardia, ma il Regno di Napoli, una volta che si è ritirato il Papa, non è disposto a dispiegare le proprie forze per gli interessi piemontesi, si ritira a sua volta --> sconfitta di Custoza (fallimento dei moderati) contro gli austriaci;

  2. La Chiesa si trova in una sorta di "imbarazzo" per la Guerra contro l'Austria perché anche loro sono cattolici e potrebbe derivarne uno SCISMA; infatti, Vienna minaccia il Pontefice di uno scisma (differisce dall’eresia perchè il primo ha un contenuto disciplinare e di potere in cui si mette in discussione i ruolo del Papa , la seconda, invece, di tipo dottrinale), il Papa si ritira e crolla il fronte indipendentista.

Il Piemonte si arrende, ma i democratici non ci stanno e prendono l'iniziativa con una rivoluzione a Roma procamando la Repubblica Romana con a capo del governo Mazzini, però poi cadrà per opera della Francia repubblicana (erano cattolici). Per quanto riguarda la Repubblica Venezia: procama Repubblica di San Marco. Queste saranno le ultime code democratiche che continueranno fino a metà del 1849.

Dal '59 al '60 i sistemi politici iniziano a scricchiolare. Nel corso degli anni '50 c'è stata un'esplosione della società borghese.

La Francia era già liberale, fondata sul consenso liberale --> si instaura un modello bonapartista (o cesarista) che si basa sua sovranità popolare.

Colpo di Stato sanzionato dal plebiscito --> Napoleone mantiene il suo potere grazie al suo carisma e senza dover passare per istituzioni intermedie. Era il primo presidente della Repubblica Francese ed era un alleato del popolo. Come poteva fare? Si basa sulle politiche che effettuava: usa PROPAGANDA e GLORIA. Napoleone non capisce nulla di guerra ma deve fare una politica esterna attiva e che produca successi, tuttavia in Europa vige un certo equilibrio difficile da spezzare. Dove può trovare degli spazi? In Italia perché più debole, e sa che l'Austria è un punto di equilibrio e spera si tolga dall'Italia per poi dedicarsi all'Europa centrale.

IL DECENNIO DI PREPARAZIONE

Democratici e Moderati si muovono. I democratici tentano un'insurrezione ma falliscono: tra gli esponenti emergono Mazzini e Pisacane. Quest'ultimo pensava che sia necessario puntare agli stati inferiori della società, non la piccola borghesia. Crede che questi ceti disagiati troveranno la motivazione nel loro disagio. In particolare si riferisce alle masse contadine del Sud, sottoposte ad un regime di retaggio feudale, promuove quindi un moto nel Sud, la ͞spedizione di Sapri͟ 1857 (͞ eran trecento, eran giovani e forti, ora son morti ͟). Il moto fallisce perchè non solo non trova il sostegno dei locali, ma addirittura l’opposizione, perchè non si capivano e di conseguenza non reagiscono. I contadini non hanno una forte motivazione rivoluzionaria e chiamano anche le guardie che sconfiggono i rivoluzionari --> Pisacane muore suicida perché i moti falliscono.

La Russia ha il problema dello sbocco sul mare caldo e questo non le permette di commerciare, ha la spinta per andare ne Mar Mediterraneo e nell'Oceano Indiano. UK bloccherà costantemente la Russia, cerca di aiutare anche gli Ottomani pur di riuscirci.

La Russia conquista gli Stati vicino all'Oceano Indiano e per poter accedere al golfo Persico si avvia il "grande gioco" (Kipling). Scoppia la guerra di Crimea e nonostante ci fosse un interesse diverso dall'Itaia, quest'ultima siede comunque tra i partecipanti. All'UK servono soldati e chiedono al Piemonte e vengono mandati non come mercenari ma come esercito. C'è solo un risultato che si basa sul prestigio, ma c'è anche un altro vantaggio: viene chiesto all'Austria di allearsi con UK e Francia ma loro rifiutano perché pochi anni prima hanno chiesto l'aiuto allo zar per reprimere la rivolta in Ungheria. L'Austria rimane fuori ma fortemente indebolita, all'UK va bene che l'Austria vada via dall'Italia ma alla Francia manca qualcosa. Napoleone sa che in Italia la questione è spinosa (c’è malcontento), quindi si rischia la Rivoluzione, cosa che lui teme in quanto imperatore (è nella lista nera di tutti i democratici italiani! teme che si possa estendere anche in Francia). Anche Cavour lo sapeva e cerca di fare da interlocutore per fargli firmare un'alleanza formale e segreta con il Piemonte (PATTI DI PLOMBIERS) --> accordo politico che prevede la sostituzione in Italia dell'egemonia austriaca con quella francese. Napoleone accetta per questo: a seguito di una guerra l'Austria sarebbe stata sconfitta e ridimensionata.

L'Italia viene divisa in (dopo i patti):

 A Nord Regno Sabaudo (Piemonte + Lombardo Veneto);

 Al Centro Regno Centrale d’Italia ad un monarca Francese;

 Al Sud rimane Regno delle due Sicilie, ma si cacciano i Borbone per installare altro monarca francese;

 In mezzo Roma e Lazio in cui rimane il Papa.

Il Regno di Sardegna diventa quello principale, la Francia diventa la potenza egemone, il Movimento Nazionale italiano ci guadagna perché l'Austria viene espulsa e si hanno stati moderati.

Seconda Guerra di Indipendenza --> vince la Francia (Magenta, ma non decisiva, Solferino, viene fondata la Croce Rossa, e S.Martino, più piccola) ma a metà: Napoleone ferma la guerra e fa armistizio con austriaci. Questo è noto come Accordi di Villafranca: Napoleone III si incontra con Francesco Giuseppe per fermare la guerra. Perché?

  1. Problemi in Prussia;

  2. Solferino è molto sanguinosa (problema per Napoleone III, molto turbato);

  3. In Emilia, Romagna e Toscana i liberali sono insorti, formano una lega militare e chiedono

l’annessione al Piemonte. Salta quindi la possibilità di formare Regno Centrale con monarca francese. Pensa che non sarà possibile realizzare egemonia francese e inoltre capisce che non è opera dei democratici, ma dei moderati! (Cavour), inizia a pensare di essere stato fregato e vuole fermare la faccenda prima che sia troppo tardi. Non si può tornare alla situazione precedente, però, e Cavour propone uno scambio: invece del Veneto che non è stato concesso dall’AU, il Regno Centrale viene annesso dal Regno Sabaudo --> nel complesso diventa Regno del Nord-Italia --> definiamo questa trappola riuscita un ͞capolavoro politico ͟ orchestrato da Cavour.

PRINCIPALEMENTE NAPOLEONE SI FERMA PERCHE' I PATTI DI PLOMBIERS SONO SALTATI --> falliscono i moderati ed entrano in campo i democratici (tra cui spicca Garibaldi). Sono membri della Società Nazionale fatta da esponenti patriottici di tutta Italia (lo scopo: coordinare i movimenti per l’Unità). Questo ha sede ha Torino che si ritrova ad essere la capitae morale della futura Italia. Garibaldi si pone come punto di riferimento in quanto si propone come capo patriottico volontario fondamentale per arrivare all'Unità. Garibaldi organizza una spedizione volontaria (somiglia allo schema usato da Pisacane) e trionfa. Perché?

 viene chiamata direttamente dal territorio (Crispi stesso invita Garibaldi);

 il rapporto di organizzazione era su base volontaria e molti avevano fatto anche la Seconda Guerra di Indipendenza (prima 1.000 e poi 30.000);

 il governo di Torino formalmente non ne sa nulla, ma sostanzialmente ha finanziato la spedizione (Cavour gioca su due tavoli di intese).

I Borboni non hanno fatto nulla ma non è ancora chiaro il perché ma probabimente non erano incentivati; la flotta britannica non fa nulla. Arrivato in Sicilia trova un ostacolo: si voleva fermare la flotta Borbonica e viene così conquistata la Sicilia (aiuto USA). Garibaldi sale e si avvicina a Napoli e questo crea il problema de troppo prestigio di Garibadi da parte di Cavour che aveva già pensato ad una seconda via d'uscita --> scoppia rivoluzione a Napoli da parte dei liberali che chiedono l'annessione al Piemonte. Prima che questo succeda arriva Garibaldi. Ci sono due momenti importanti per la spedizione:

 Inizio battagia di Calatafimi dove non sapevano ancora il loro destino;

 Conquista di Napoli.

A questo punto cosa fa Garibadi? Bisogna conquistare Roma e proclamare la Repubblica. Se si fosse cacciato il Papa sarebbero intervenuti i francesi, ci troviamo quindi davanti ad uno scenario molto complesso. La politica sta perdendo il controllo della situazione. A questo punto interviene di nuovo Cavour che cambia la sua politica e diventa promotore dell'Unità d'Italia. I Piemontesi vogliono fermare Garibaldi, ma come fanno ad arrivare fino a Napoli? Dovevano

lavorare la terra secondo le direttive del conduttore.

  1. Centro : Mezzadria, il proprietario investe metà dei capitali e riceve metà dei guadagni, garantisce un certo grado di stabilità sociale perchè sia il proprietario che il contadino godono di un certo profitto, ma non sufficiente per l’investimento e l’innovazione perché manca l'incentivo. 3. Sud : Latifondo, proprietario assenteista (non segue i lavori e non si interessa alla produttività) che affitta a contadini i propri terreni (molto vasti). Gli vengono rimesse le rendite (in natura o denaro), che spende altrove (nella città e nelle corti). Non si accosta al modo di produzione capitalista. Chiaramente in questo senso osteggia l’attecchire dell’innovazione e l'arretratezza agricola prevale.

L’Italia del Sud, in particolare, segue un modello di sviluppo tipico dell’antico regime. Questa situazione costituisce il fondamento del dualismo Nord-Sud. Non è possibile definirlo ͞sviluppo a due velocità͟ , perchè presupporrebbe un medesimo meccanismo di sviluppo per entrambi i sistemi (Nord-Sud). Non è questo il caso, infatti al Sud non è ancora arrivato il capitalismo, pertanto i meccanismi di sviluppo sono totalmente differenti. Specifichiamo che non è una questione tipicamente propria dell’Italia, ma di molte zone europee. La particolarità italiana sta nel fatto che il DUALISMO è molto diffuso e tocca metà del Paese. Dopo un secolo si sederanno queste differenze.

Le politiche di allora si basano sulla creazione delle infrastrutture (ferroviarie, enti statali, viarie e civili), ma anche questo a zone. Questi problemi verranno risolti a inizio degli anni '60 del secolo scorso immettendo risorse dall'esterno con massicci investimenti --> creazione di zone di sviluppo economico di tipo capitaistico. Prima di allora nessuna politica era stata in grado di farlo.

Come si fa a consentire una convergenza a questi due meccanismi? Secondo alcuni il mercato avrebbe funzionato da filtro di adeguamento: solo le imprese competitive avrebbero retto la pressione di mercato.

Bracciante: persona che lavora la terra di un altro perché non ne ha una propria.

06/03/

Problemi del '48:

 unificazione italiana: modello complesso di iniziativa. In Italia che ruolo ha avuto il popolo? Innanzitutto si fa una distinzione tra plebe (masse analfabete) e popolo (acculturati, ceto medio urbano alfabetizzato, popolo romantico). Quest'ultimo partecipa al movimento risorgimentale, mentre le masse rimangono fuori --> è uno Stato senza le masse.

 unificazione tedesca: simile a quello italiano ma con delle differenze.

GERMANIA

La Prussia è stato il motore dell'unificazione, si ha un leader (Bismarck): egli è cancelliere, ha un'estrazione sociale simile a Cavour ma ha una cultura politica diversa --> esponente degli JUNKER cioè dei grandi proprietari feudali tedeschi. E' fortemente conservatore. Giunge ad una sostanziale alleanza tra borghesia e Junker, entrambi aperti all’innovazione, mantenendo, però, questi ultimi, l’impronta conservatrice e anti-liberale. Blocco Prussiano : intesa tra conservatori militaristi, imprenditoria prussiana, nobili. Lo stato è forte, il sistema non è troppo liberale, non vi sono troppe garanzie dei diritti, vige un modello stringente di ordine.

Dal punto di vista politico: ha bisogno di controllare il Parlamento: se Cavour parlamentarizza il sistema (che era costituzionale puro) ed inceppa il sistema con il blocco del voto di bilancio, limitando progressivamente il potere del Sovrano; Bismarck ignora totalmente il Parlamento, sciogliendolo ed ignorando il blocco dei voti di bilancio, conduce personalmente l’esercito sulla base della fiducia del monarca; Bismarck lo può fare perchè la Prussia si sta modernizzando (rete sociale interessata all’innovazione). Fa le riforme e ottiene i successi di politica estera che gli permettono di vincere alle risoluzioni.

Dal punto di vista dipomatico: deve cacciare fuori l'Austria dalla Confederazione Germanica e vi è un unico sistema, ovvero a guerra, che la Prussia può autosupportare (1866) --> sconfiggono definitivamente Austria e prevale l'ipotesi della piccola Germania.

Come si fa a convertire una Confederazione in uno Stato? All'interno vi era anche la Baviera (stato ricco e cattolico) mentre la Prussia era protestante. Bisogna trovare un pretesto per cui gli atri stati si rivolgano alla Prussia. La soluzione è una guerra difensiva comune a tutti gli Stati, e trova la Francia. Il gioco funziona perchè Napoleone III è molto meno furbo e con dei falsi, dei telegrammi ecc. lo convince a dichiarare guerra alla Germania, senza neppure un’alleanza. A questo punto Bismarck caccia l’invasore e consente al Re di Prussia di salire al trono dell’Impero. I nobili/Re degli Stati dell’ex Confederazione Germanica rimangono, il nuovo Impero è molto decentrato, ma all’effettivo governato da Bismarck e Re di Prussia. Si usa anche il meccanismo della memoria storica. Napoleone viene sconfitto, i prussiani arrivano a Parigi (1870).

La Germania presenta una costituzione federale, quindi formalmente gli stati rimangono. L'Italia era alleata della Francia e al momento della guerra ci si aspetta si schieri a favore o comunque aiuti a Francia (Napoleone non si preoccupa di chiedergielo) tuttavia si trova sola e sconfitta. Bismarck ha unito la Germania "con il ferro e con il sangue" e l'iniziativa popolare si sente poco a differenza dell'iniziativa dela cancelleria. Il punto di forza è il potere esecutivo, il Parlamento è subordinato.

Si formano tre modelli in Europa:

Nacque a partire dalla fine dell’800 grazie alla diffusione dell’industrializzazione e dei fenomeni dell’urbanizzazione. I caratteri della società di massa furono: gli agglomerati urbani, le grandi istituzioni nazionali, l’economia di mercato. Nel caso della società di massa ci riferiamo ad un sistema in cui le masse ricoprono un ruolo di protagonismo stabile e costante. Si tratta di un processo che ha inizio attorno alla metà dell’800, con ritmi chiaramente diversi a seconda della zona d’Europa di riferimento (molto prima in Inghilterra). Come data indicativa individuiamo il 1873, in cui si verifica la prima crisi di sovrapproduzione capitalista.

Quelle precedenti erano di sottoproduzione (trappola maltusiana), adesso invece l’industrializzazione proietta la società in una nuova dimensione in cui il modo di produzione capitalista è il fattore principale che mette in crisi i modelli tradizionali di gestione (o non gestione nel caso del liberalismo) del mercato, e che proprio per il suo carattere imprevedibile sconvolge lo scenario europeo. Si tratta dell’esplosione di una bolla speculativa: rigonfiamento artificiale di particolari settori dell’economia dovuto a fenomeni speculativi (e pertanto non reali), una volta scoppiata coinvolge l’intero mercato a catena, a causa del sussistere di prestiti e interazioni profondamente radicate nel sistema finanziario. Nel momento in cui la banca si trova in una situazione di crisi (di liquidità) non presta più soldi, bloccando il margine d’azione delle imprese, causando quindi un circolo per cui l’impresa non può più pagare gli operai, che non acquisteranno più la stessa quantità di beni che poteva permettersi precedentemente e in questo modo la situazione continua ad aggravarsi (circolo).

Sistema per uscire dalla crisi economica:

 innovazioni tecnologiche (fonti energia, ecc.)

 limitazione della concorrenza (la grande impresa realizza un'economia di scala che consente di produrre le cose a costi molto più ridotti);

 concentrazione delle banche (meno banche di modeste dimensioni).

Le grandi industrie hanno grandi masse di lavoratori che a loro volta producono una enorme quantità di beni. Il taylorismo aggiunto alla meccanizzazione forma l'avvio per la società di massa.

Taylorismo : applicazione del metodo scientifico della produzione.

Il movimento dei lavoratori in Europa adotta un'ideologia politica, quello di Marx che spiega e dinamiche del sistema capitalistico.

Ci sono due versioni del pensiero marxista:

 versione rivoluzionaria: per distruggere il capitalismo bisogna lottare;

 versione riformista: per distruggere il capitalismo bisogna lottare ma ora non si può fare quindi si può iniziare ad applicare delle riforme --> attraverso la lotta sindacale si creano i partiti social-democratici (che contano tanto soprattutto in Germania e UK).

Poliitche riformiste: politiche che migliorano di molto le condizioni dei lavoratori.

07/03/

Movimento dei lavororatori: si vogliono modificare le condizioni dei lavoratori. Questa lotta ha un grande successo ed i lavoratori riescono a raggiungere dei risultati molto importanti.

I dirigenti del movimento si renfìdono conto che serve uno sbocco politico --> creano dei partiti che hanno un successo notevole che spingono l'allargamento del suffragio che a sua volta favorisce i partiti di massa a suffragio universale maschile.

Si assiste così ad un mutamento di forma politica:

 metà 800: partiti iberali;

 inizi del 900: partiti socialisti di massa (marxismo e cattolicesimo).

Vi è un coinvolgimento diretto degli iscritti, che a differenza dei partiti iberai non c'era. I partiti di massa hanno anche un'organizzazione stabile con una larga base di iscritti (anche per permettere di ottenere delle risorse dagli iscritti che permette di mantenere l'apparato).

COS'E' IL NOTABILATO? I notabili sono personalità riconosciute nella società/comunità di riferimento. Sono persone che hanno un ruolo significativo all'interno della comunità (ad es. avvocati) e sono figure che spiccano sugli altri e riescono a radunare attorno a loro delle persone a cui fare riferimento. Si crea così una rete di interessi attorno a queste persone in quanto capaci anche di agevolare gli altri nea ricerca del lavoro o dei finanziamenti. In sintesi, sono persone che contano e hanno una grande influenza.

Partito notabilare : partiti con una serie di personaggi che intorno a sè hanno una serie di clientele e una serie di collegamenti sui territori di riferimento che fanno riferimento a loro (non ad un idea o principio). Essi hanno un'influenza notevole e sono in grado di monetizzare questo loro potere in termini di consenso elettorale. Quando questi vengono eletti (nei diversi organi amministrativi, Parlamento) portano con sé il consenso delle persone --> si tratta di una struttura costituita da singoli elementi con attorno una certa cientela.

I PARTITI DI MASSA sono completamente diversi: essi sono tutti uguali, ogni tanto emerge un leader ma non esiste una rete di influenze.

A metà dell'800 si presenta un problema, ovvero all'interno del Parlamento ci sono entrambe le strutture (sia partiti di massa che partito notabilare) e di conseguenza nascono delle

soffre della grande ondata di modernizzazione politica che viene avviata a partire dalla Rivoluzione Francese. E' automaticamente nemica di quelli che si rifanno alla Rivoluzione Francese, cioè i liberali. Fino agli inizi del 900 ritiene che la sua forma sia l'unica e migliore possibile. Inoltre, sostiene che l'unico rapporto possibile tra Chiesa e società sia quello creatosi nei secoli precedenti --> la Chiesa ha un ruolo pubblico all'interno della società e le sono delegati alcuni compiti che fanno parte dell'educazione religiosa. Per permettere ciò gli Stati devono garantire lo spazio d'intervento della Chiesa. Ciò che è considerato peccato deve essere interpretato come reato. La Chiesa ha l'ultima parola per quanto riguarda la morale e dà indicazioni alla società civile e anche alle istituzioni su come si devono comportare.

Questo schema viene interrotto bruscamente dalla Rivoluzione e messo in discussione dai liberali. Avviene una completa separazione tra Chiesa e Stato. La Chiesa ha uno spazio riconosciuto soltanto nelle coscienze morali ma non nelle società civili, lo Stato non è costretto a sostenerla.

Da un lato lo Stato liberale vuole la separazione mentre la Chiesa Cattolica vuoe tornare ala forma che aveva durante l'Ancien Regime considerando la modernità un male. Succede, quindi, un antagonismo tra Chiesa e liberalismo. Il connotato più evidente e concreto lo troviamo in Italia: lo Stato italiano si crea distruggendo quello pontificio. Si tratta di uno scontro tra poteri che coinvolge tutti gli aspetti. Per la Chiesa lo Stato italiano è il diavolo e viene scomunicato il re. Negli altri Stati la situazione è simile in quanto il modernismo viene visto con occhi negativi dalla Chiesa (e dai cattolici) --> si creano così dei partiti che fanno riferimento alla Chiesa.

Nel corso degli anni '90 il Papa Leone XIII emette un'enciclica: lettera mandata dal Papa ai vescovi in cui dice che l'atteggiamento dela Chiesa nei confronti della modernità è cambiato, e vengono introdotte delle distinzioni. Non rimette in discussione l'impalcatura teorica (cioè la modernità e il liberalismo continuano ad essere considerate il male) però c'è la presa d'atto che ormai la situazione è quella, ormai in Europa prevale il sistema liberale. Sarebbe meglio tornare alla situazione passata ma ormai non si può, dunque, si ritiene che alcuni strumenti creati dai liberali per la partecipazione politica sono neutrali e quindi possono essere utilizzati per cambiare la società. Questa accettazione strumentale è chiamata DEMOCRAZIA CRISTIANA --> la partecipazione alla vita politica pubblica con gli strumenti garantiti dal sistema politico liberale non per puntellare il sistema liberale ma per farlo collassare. Viene indotta una distinzione tra la tesi (la tesi è che la società cristiana è la società cristiana integrale, cioè quella dell'Ancien Regime) e l'impotesi (è la situazione attuale, in cui ci sono i liberali e la democrazia) dunque bisogna muoversi nell'ipotesi utilizzando gli strumenti dello Stato liberale per contestarlo.

Perché si contesta lo Stato liberale?

Lo si contesta per i principi, ma anche per il fatto che non sia rappresentativo in quanto si tratta

di uno Stato di pochi (borghesi) VS molti (il resto del popolo che non è stato coinvolto nella creazione dello Stato). I partiti di massa, dunque, sono antagonisti.

La distinzione tra Paese reale (composto da tutti coloro che sono stati coinvolti) e Paese legale (le istituzioni, creatosi a seguito dei liberali e rivoluzionari). Il Paese reale non si riconosce in quello legale. Il movimento cattolico vuole rappresentare fette del Paese reale contro il Paese legale. Viene creata una rete associativa della Chiesa (esattamente come ha fatto il movimento socialista dei lavoratori) che si occupa di problemi sociali, oltre all'educazione. Fanno attività sindacale (specialmente nelle campagne), organizzano leghe (dette leghe bianche; lega vuol dire mettersi insieme), organizzano una rete di micro credito (i socialisti non hanno questa cosa).

Il micro credito viene chiamato anche credito popolare: si tratta di un'istituzione dove poche persone mettono pochi capitali e con questi fanno credito privilegiato proprio a quelli che non possono dare garanzia, dunque si parte dal basso, con con il rischio che corrono quelli che prestano il denaro. Ma in questo modo i piccolissimi imprenditori possono accedere al credito e cominciare a sviluppare le loro attività. Si tratta di un sistema diffuso dove l’economia è arretrata --> diventeranno la rete di banche che sostiene anche i movimenti cattolici.

Verso la fine dell'800 abbiamo due grandi MOVIMENTI DI MASSA ORGANIZZATI :

 il movimento socialista: contesta lo Stato liberale dal punto di vista marxista e vorrebbe sostituirlo con un'ipotesi rivoluzionaria;

 il movimento cattolico: anche questo ha un'organizzazione di base molto larga che contesta lo Stato liberale dal punto di vista ideologico, oltre che da un punto di vista sociale.

Man mano che il consenso si allarga, acquisirono consenso forze che erano contro i liberali. C'è una forte resistenza da parte di alcuni liberali contro l'allargamento del suffragio, in quanto viene considerato un salto nel buio --> chi prenderà il controllo?

La spinta verso la democratizzazione del sistema è una spinta incontenibile. Contemporaneamente vengono costruite delle risposte, ovvero, a nazionalizzazione delle masse. Si tratta di far sì che i cittadini interiorizzino una priorità ideale, la patria deve diventare il valore principale che viene prima dell'appartenenza della classe o della reigione. E' una competizione a tre poli:

 la classe ;

 la religione ;

 la patria.