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Appunti di geografia politica riguardanti la Governance multilivello
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Dal 700/800 fino al 900 si è assistito all’avvento dello stato moderno, successivamente ci fu il suo rafforzamento tramite la costruzione di una sua potenza radicata sullo spazio, con la costruzione di scuole, ospedali, strade, ferrovie, uffici per riscuotere le tasse… si crea in questo modo un reticolo di uffici dello stato che hanno rafforzato la potenza dello Stato. Ovviamente ci riferiamo principalmente all’Europa occidentale. A partire dall’avvento della globalizzazione si è assistito all’avvento della governance multilivello. Parlando di governance multilivello dobbiamo concentrarci su due concetti: goverment e governance. Goverment significa governo, che viene identificato come il potere esecutivo. Governance, invece, che non ha una vera a propria traduzione in italiano, lo traduciamo sempre con delle perifrasi. Diciamo che il governance multilivello è una sorta di cooperazione non solo tra vari livelli della amministrazione locale, ma anche tra i core partner che non sono solo di natura statale o pubblica ma sono anche di natura privata. Per questo motivo c’è tutta una corrente critica che dice che sostanzialmente il concetto di governance è strettamente legato all’avvento di questo nuovo capitalismo che vede una progressiva riduzione del potere dello Stato all’interno della società e in vari settori, che prima erano di gestione esclusiva dello Stato. Con l’avvento della governance multilivello ci si rese conto che lo Stato classico/moderno non è in grado di affrontare i fenomeni trascalari tipici della globalizzazione. La questione importante è che l’Unione europea nel caso dei paesi che ne fanno parte ha avuto un ruolo fondamentale perché ha promosso in termini giuridici formali la governance multilivello come strumento fondamentale per lo sviluppo di politiche di coesione territoriale; quindi l’unione europea destina molti fondi per favorire lo sviluppo di quelle aree dell’Europa che sono considerate a basso sviluppo. L’UE ha deciso di utilizzare le regioni/ gli enti locali come interlocutori privilegiati. Questo meccanismo ha portato a un nuovo regionalismo. L’avvento dello Stato moderno ha portato progressivamente, nel 700/800/900, ad una annullamento del autonomia amministrativa di diverse regioni, in quanto c’è stata questa tendenza di valorizzare maggiormente lo Stato centrale a discapito delle realtà locali. Invece negli ultimi anni è stato ripreso dall’Europa occidentale un certo regionalismo, in realtà anche in altre aree del mondo occidentale anche se in modalità diverse. Oltre al ruolo delle regioni sono diventate fondamentali a livello globale il ruolo delle città (global cities), che in pochissimo tempo si sono conquistate un ruolo fondamentale nell’economia globale e quindi anche nella geografia politica. C’è stato un boom incredibile nelle città, in quanto le città sono diventate come dei magneti, attirano molte persone, attività… ( ora il prof affronterà la lettura del…) documento ufficiale del 2014, che è una risoluzione del comitato delle regioni(comitato importante per l’Unione Europa) che ha deliberato la carta della governance multilivello in Europa, in cui vedremo tutti i concetti analizzati prima, in più c’è un concetto fondamentale che è il concetto di sussidiarietà, che è un modello di governo politico in cui si afferma che non è lo Stato centrale a dover fornire tutti i servizi di cui i cittadini hanno bisogno, se esiste una realtà diversa allo stato centrale, che può essere anche un privato o un associazione senza fine di lucro, è possibile secondo questo principio che questo ente possa fornire certi servizi ai cittadini. Ad oggi in tutto il mondo gran parte dei progetti di programmazione internazionale, in base al principio di sussidiarietà, sono gestiti dalle ONG, ovvero organizzazioni non governative senza fini di lucro. Al giorno d’oggi quando qualcuno vince le elezioni, arriva al governo, si rende conto non ha in mano tutto il potere alla fine si deve incontrare/scontrare con tutta una serie di istanze, poteri che hanno visto in questi anni sorgere il loro ruolo. È questo che si vuole trasmettere parlando di governance multilivello… al giorno d’oggi, rispetto a 40 anni fa, un governo della UE non può da solo decidere per esempio la politica monetaria, perché banalmente non esiste più la moneta nazionale, ma comunitaria (Euro); o anche non può decidere da solo le politiche migratorie, perché deve mettersi d’accordo con gli altri paesi dell’UE perché senza il loro condenso non si può effettuare nessuna politica migratoria. E ciò vale per anche tanti altri ambiti….
Ciò vale anche per le regioni perché alcune materie sono di pertinenza esclusiva delle regioni, come ad esempio la sanità. L’aspetto importante è che l’UE si è sentita di far questo tipo di ristrutturazione dei meccanismi di potere nello stato moderno. In realtà anche all’interno dell’Europa c’erano già stati che avevano una struttura simile agli Stati federali, adesso è stato codificato anche a livello dell’UE ed è una cosa molto più complessa. Questo tipo di carta che è stata elaborata dal comitato delle regioni, che è un organo dell’UE, è un documento importante che vede il ruolo decisionale delle regioni enfatizzato e negli Stati europei sono aumentati i poteri/ l’autonomia politica delle regioni, questo per far capire un processo politico che in Europa ha avuto un grande successo. È importante a questo punto vedere dal punto di vista geografico capire come è cambiata la regione e il concetto di regione nel corso degli ultimi 100 anni. Ai tempi di ratzel si parlava di regione omogenea, ovvero una regione caratterizzata da coesione territoriale, cioè con un livello di sviluppo economico omogeneo, con determinate attività collettive, con una morfologia/clima compatto/unico, con una coesione a livello culturale- linguistico…. La caratteristica di questo tipo di regione è la continuità territoriale, ovvero compattezza. Negli anni del secondo dopo guerra è invece prevalso il concetto di regione funzionale, che è una regione i cui luoghi sono legati in un legame di interdipendenza tra flussi materiali, immateriali, quindi di persone, di capitali, industrie ecc ecc… che partono da alcune località centrali e si diramano sul territorio che è comunque compatto. Nei tempi del boom economico italiano un esempio di questa regione è il triangolo industriale(milano, Genova e Torino); cioè un triangolo collegato da intense relazioni dal punto di vista economico e non solo, in un territorio compatto. Sì passò poi con la globalizzazione alla regione reticolare, una regione che non ha un vero e proprio spazio, è una regione più virtuale che noi disegniamo nello spazio, ed è una regione dove i processi non hanno bisogno di continuità territoriale, quindi vi è un flusso di merci e di persone a scala internazionale. Un regione reticolare sarebbe quindi una regione mondiale. Quindi entrando in questo tipo di dimensioni, che sono enormi, della concezione della organizzazione spaziale della produzione, la tipologia classica di un governo non andava più bene, non riusciva più a far fronte a un tipo di organizzazione del genere. La riorganizzazione dello spazio produttivo ha portato alla diffusione di un altro tipo organizzazione del potere unico. L’UE nel suo documento ufficiale parla anche delle città, a livello mondiale quello che si è assistito negli ultimi 30 anni è stata una crescita enorme del potere economico e politico delle città. l’indebolimento delle sovranità statali a livello economico generale hanno portato ad una crescita del ruolo autonomo delle città. Le città sono diventate un luogo centrale dello sviluppo economico, indipendentemente dal loro ruolo politico e dal loro stato di appartenenza. Infatti ad oggi una città può essere definita come spazio di discontinuità all’interno di uno stato. Milano per esempio è una città che ha un ruolo importante. Le città hanno visto crescere in maniera enorme il numero della loro popolazione, a livello mondiale oltre 4 migliaia di persone vivono nelle città. Percentuali di persone che vivono nelle città: In Europa 74%, Sudamerica 81%, Nord America 82%, Asia 51%, l’unico continente che ha una maggioranza di popolazione locale è l’Africa. Le città hanno rafforzato la loro egemonia sul territorio negli ultimi 30 anni quando c’è stato un cambiamento epocale nell’economia, nel senso che molte industrie presenti nelle città si sono spostate in altre aree, si sono delocalizzate. Queste città hanno visto un processo di terziarizzazione e quarterizzazione. Nelle città si concentrano le attività ad alta tecnologia e centri delle attività direzionali, ci sono le sedi direttive delle banche più importanti d’ita/UE, ci sono compagnie di assicurazioni più importanti d’ita/UE, ci sono le reti televisive, le sedi dei giornali…. Perciò le attività prevalenti sono di caratteri terziario. Inoltre Nel momento in cui la città industriale si trasforma, cessa di essere una città di lavoratori, può diventare anche una meta turistica. Le città, come Milano, a questo punto che riescono a reinventarsi, diventano centro di aggregazione per attività, flussi… importanti e diventano centrali nell’economia globale. Queste reti di città globali sono quelle che reggono l’economia di oggi.