





















Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Gli appunti riguardano un lasso temporale che va dalla stampa tipografica e che cos'è il design fino alla Triennale di Milano
Tipologia: Appunti
1 / 29
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!






















La ricerca si basa sulle fonti (tracce del passato che lo studioso può interrogare e interpretare criticamente per costruire fatti già successi) ed esistono vari tipi:
Con la stampa siamo attorno al 1450. In generale la scrittura è la modalità con la quale si scambiano le informazioni e che dura nel tempo. 3 rivoluzioni:
Con i sumeri l’uomo inizialmente usava solo la parte orale, quindi l’udito era la parte dominante insieme alla capacità di memorizzazione (per riuscire a sopravvivere). Si sviluppano poi diverse tecniche di memorizzazione. In seguito l’uomo inizia a tracciare dei segni (es. grotte parietali in Francia, 15-10 mila ac.); nascono poi degli oggetti (gettoni di contabilità, 3400-3000 ac) che vengono segnati in modo diverso in base a quello che dovevano comunicare, e vengono poi create delle collane. Vengono elaborate poi delle forme di trascrizione (cuneiforme, 3100 ac) su argilla, sempre per motivi commerciali) e si incide con un bastoncino di legno tagliato in diversi modi così da rappresentare cose diverse. Come è cambiata la scrittura:
Gli Egizi invece hanno un’altra forma di scrittura che ha un supporto diverso dove scrivere (es. Stele di Rosetta, 197 ac); essa era composta da pittogrammi, fonogrammi e determinativi, inoltre il verso era dettato da determinate cose… era molto difficile comprenderla! Tale scrittura veniva utilizzata per parlare con i morti, infatti venivano inserite nelle tombe. Essi poi utilizzavano il papiro per scrivere e che permetteva di utilizzare altri strumenti per la scrittura (es. Papiro di Hunefer, 1370 ac o Papiro dal libro dei morti di Nedjmet, 1070 ac).
Con il passaggio da Volumen a Codex si ha una testimonianza di una fanciulla con tutti gli strumenti per la scrittura, 1 sec dc. Esistono poi Codex in pergamena come il Codex Sinaiticus , 4 secolo dc oppure Vigilio Vaticano , 5 secolo dc. La pratica di questi volumi viene affidata ai copisti (es. copista con penna d’oca => Tommaso da Modena, 1352 ), persone che lavorano su commissione e che commerciano i libri. Con la fine dell’impero romano questo ruolo viene affidato agli scriptoria, monaci che si occupano della scrittura e in generale del layout. Man mano la scrittura cambia e diventa più rotonda, si passa alla scrittura minuscola che può essere scritta all’interno di 4 linee parallele (es. Book of Durrow , 680 dc oppure Book of Kells , 794 dc). Dal momento che si espande il sacro romano impero si decide di avere una scrittura che rappresenti tale impero, quindi Carlo Magno commissiona l’esecuzione di una scrittura che possa essere definita come la minuscola Carolina. Quindi tutti i testi che erano stati scritti a mano vengono trascritti usando questa nuova tecnica (es. Bibbia eseguita per ordine dell’abate Mordrammo, 772 dc => primo esempio di minuscola carolina oppure Bibbia di Alcuino, IX secolo dc.) Intorno al 1200 nascono le università e ciò porta alla fornitura di libri, che diventa lo strumento principale per lo studio. Quindi si sviluppa un vero e proprio sistema di produzione di libri di vario genere. La scrittura Carolingia inizia a trasformarsi con dei tratti sempre più spigolosi e le parole sono molto più compresse, quindi è una scrittura meno calligrafica, inizia cosi la scrittura gotica. (evoluzione della minuscola carolina) Infatti il materiale costava molto e la produzione di libri iniziava a prendere piede, quindi è molto più utile tale scrittura. Inoltre essa si conforma anche al periodo in cui ci si trova che è proprio il gotico. (es. Duomo Koln o Dommo di Vienna) Si inizia a dare molta importanza all’apparenza quindi come la pagina si mostra, andando ad introdurre colonne, spazzi e immagini. (es. manoscritto tedesco, 1220 oppure manoscritto inglese, 1265)
Solo nel 1450 ca. Gutenberg farà la prima stampa. Si fa dare dei soldi per iniziare questo suo progetto, propone quindi un libro di meno di 1300 pagine circa e 180 esemplari (Bibbia). Molto probabilmente copiò un manoscritto, tale attività non ha un riscontro sperato e chiede altri soldi, perdendo alla fine l’attività (ricostruzione della stamperia). Egli poi si sposta e apre un’altra attività ma non funziona come aveva sperato. Morirà poi in miseria. In seguito appare il primo libro con il colophon ( Psalterium latinum ), cioè la parte dove viene descritto il nome del stampatore e la data, con anche la prima lettera stampata a colori. Poi appaiono anche le prime righe di musica stampate. A Fabriano poi nasce la prima fabbrica di produzione di carta di qualità, con anche la filigrana, cioè il marchio del fabbricante con anche il torchio (telaio per la produzione di carta) L’inchiostro poi viene perfezionato da Gutenberg cosi che fosse capace di asciugarsi più velocemente. Vengono inventati i caratteri mobili, cioè pezzi che lo aiutano a comporre la pagina in modo meccanico. Questi caratteri sono prodotti in serie e questi vengono messi all’interno di una cassa tipografica. Questi caratteri mobili permettono si stampare in maniera più meccanica e veloce, e soprattutto economica permettendo la correzione dei testi e sostituendo completamente la scrittura amanuense. La parola quindi diventa una merce, l’autore si impone nella prassi dei diritti di autore. Il plagio quindi diventa reato e la citazione (tra le virgolette) diventa obbligatorio per non cadere nel reato. Il lettore allo stesso modo cambia, la lettura infatti diventa sempre più facile e veloce apprendendo sempre più velocemente.
I copisti iniziano ad andare nei monasteri per riscoprire la scrittura classica, ma trovano quella carolingia e la scambiano per quella romana e la chiamano lettera antica umanistica (minuscole riprese dalla minuscola Carolina e maiuscole riprese dalla capitali romane) e si affianca a quella gotica. Nella umanistica ci sono le lettere maiuscole riprese dai romani. Nel 1465 in Italia ce la stampa di libri con un nuovo alfabeto ( De divinis institutionibus ) e stampati con caratteri mobili con data e luogo di stampa. Nel 1467 Johann e Wendelin von Speyer aprono a venezia la prima stamperia e pubblicano il primo libro stampato del 1468, Epigrammata. Altro personaggio molto importante è Aldo Maurizio che apre nel 1490 una stamperia, dove si avvale di un incisore e realizzerà dei caratteri di stampa più caratteristici di quel periodo. Griffo poi inciderà il carattere corsivo aldino a stampa, pensando che l’ingombro del carattere dovesse essere minore
Essi sono importanti architetti e fratelli che elaborano introno alla seconda metà del ‘700 un linguaggio architettonico che integri l’esterno e l’interno di un edificio, producendo un nuovo stile che si manifesterà in Inghilterra e Nord America. Sicuramente questo stile comprenderà maggiormente le classi più agiate. Essi si formano facendo un viaggio nell’area delle antichità ( Grand tour ), per riscoprire le radici e si portano a casa un bagaglio di informazioni, di idee (Adam stile) e disegni che loro fanno. Loro poi iniziano questa loro carriera da architetti pubblicando un volume in 3 parti. In questi volumi depositano il loro pensiero e il loro concetto di architettura con vari disegni, dando l’idea di come credono che devono essere progettati gli interni diventando un vero e proprio manuale. Attraverso esso i fratelli si promuovono e allo stesso modo possono essere di inspirazione (the works in architecture of Robert and James Adam => interni, esterni e decorazioni) Recuperano il classicismo proponendo dettagli che fanno più riferimento all’ambito gotico, egiziano, etrusco… Tutto ciò porta ad una semplificazione, con cupole e muri curvi dati con stucchi bianchi e colori pastello, paraste… Introducono inoltre varie novità come mobili con cassetti. Diventa molto noto Thomas Chippendale , egli farà un volume e disegna diversi mobili. Si inspira al recupero del passato. Il volume diventa un catalogo di oggetti, quindi si nota uno sforzo di fare prima un progetto e poi la realizzazione. I suoi disegni li chiama eleganti e utili.
Henry Cole fu un grande appassionato della rivoluzione industriale tantè che nel 1846 entrò nella Society for the Encouragement of Arts Manufactures and Commerce di cui poi sarà presidente il principe Albert. Sempre per volere del principe si organizzò la Great Exhibition nel 1851 , e per quanto riguarda il progetto della struttura che avrebbe ospitato tale esibizione ci fu un concorso che fu vinto da Joseph Paxton , con il Crystal Palace , una costruzione che si basava sul montaggio di pannelli prefabbricati di ferro e vetro, a pianta a croce latina e con volte a botte sulla navata centrale. Questo progetto verrà definito come il “mostro di vetro” da Augustus Pugin. Il 2 maggio si apre questa esposizione, con l’intento di raccogliere i prodotti dell’industria di tutte le nazioni in Inghilterra (essa era aperta ai commerci con l’estero = concezione liberista dell’economia = libero commercio e scambio in un regime di tipo competitivo generando profitto). Questo era un momento in cui era possibile realizzare scambi commerciali, divertirsi e vedere in generale i prodotti di altri paesi e dunque vedere il progresso degli altri entrando anche in competizione. Fu realizzata dentro Hide Park, e fu voluta dal marito della regina vittoria, Alberto, che è convinto che bisogna tendere all’unione dei popoli ed è allo stesso tempo favorevole allo sviluppo. Henry Cole fu l’organizzatore e che farà diverse iniziative dove promuoverà il dialogo tra arte e industria. La costruzione durò 17 settimane con l’idea di ripetere elementi uguali per poi essere montati. Ad un certo punto gli oggetti vengono acquisiti dalla corona per allestire altri musei ( Victorian Museum ), viene poi venduto ad un produttore e ne farà un edificio del luna park. L’edificio conteneva vari prodotti di tutto il mondo, in parte artigianali, in parte industriali. Si possono riconoscere due filoni, uno europeo e uno statunitense. Sono circa 14.000 espositori e 6 milioni di visitatori. I profitti alimentarono 4 musei di Londra e anche all’interno del sistema educativo. Ci sono diverse sale, tipo la sala delle macchine… + un catalogo della mostra, che mostra la varietà di produzioni.
In questi anni in Europa invece vi è la produzione di costruzioni come la Tour Eiffel nel 1889 a Parigi, destinata anche lei all’esposizione e che provocherà diverse polemiche. Durante la Great Exhibition ci si pone una domanda: perché i prodotti della Gran Bretagna non sono così celebri come quelli di altri paesi?, e la risposta è che per migliorare i prodotti e attirare l’attenzione da parte di molti bisogna sicuramente sviluppare il ruolo del design. Quindi si decide di implementare la formazione della Government School of Design di Londra nel 1837. Henry Cole poi nel 1846 costruirà una piccola azienda di prodotti in ceramica, dove produrrà per esempio un servizio da te tutto bianco e con la quale vincerà un concorso. Il concetto di base è quindi Fitness and Price (adeguatezza e prezzo). A seguire dal 1849 al 1852 Cole dirigerà The journal of Design and Manufactures , con la quale sottolinea l’importanza del rapporto tra progettista e produttore, allo stesso modo però è un buon strumento di divulgazione delle nuove idee di design, infatti proprio in questo Journal si ritrovano molte idee come quelle di Jones che poi verranno esposte per esteso nel libro The Grammar of Ornament. In questo libro andrà ad analizzare tutte le varie decorazioni delle varie epoche, non a scopo imitativo ma per ricostruire la storia. Secondo Cole bisogna produrre molto e a buon prezzo, così da generare un economia e un profitto. L’obbiettivo era quello di adeguarsi al gusto del pubblico, quindi si produceva con la macchina oggetti che sembravano essere fatti a mano. I modelli che fanno riferimento all’ambito artistico saranno quelli che limiteranno il tipo di produzione industriale. Quindi nasce un dibattito specifico che ha come centro la definizione di una specifica estetica per i prodotti industriali. Essi infatti hanno uno proprio disegno e forma ma a metà ‘800 non ce ancora un progettista per l’industria che nascerà solo un po’ dopo. Infatti c’era la necessità di avere una figura simile, pensata rispetto un processo industriale ma che risponda anche ad un fattore estetico. Per il momento la persona che si occupa di ciò è un semplice architetto o ingegnere che comunque non ha la capacità tale di pensare anche alla parte estetica. Cole e i suoi sostenitori credono nell’approccio razionale e condannano quello imitativo, affermano inoltre che le scuole devono formare scolari che poi diventeranno capaci designer che riusciranno ad alzare il livello produttivo della Gran Bretagna. A metà ‘900 però le Governemnt school of Design non raggiunsero ancora l’obbiettivo posto quindi Cole venne incaricato di prendere provvedimenti. Egli quindi propose l’introduzione del disegno e anche del progetto (drawing + deisgn). Oltre a ciò venne previsto l’introduzione dell’Art Botany, un’attività maniffatturiera di diversi materiali. I materiali infatti diventano l’elemento principale perché si passa da fonti naturali a ferro, ghisa, vetro… Il concetto di funzionalità richiama l’attenzione sugli oggetti della quotidianità, che devono essere portatori di valori di verità e qualità, e questi oggetti vengono prodotti industrialmente.
Il palazzo di cristallo attirò molte critiche non solo per l’architettura ma anche per i prodotti al suo interno, vennero infatti esposti una grande varietà provenienti da tutto il mondo e dimostravano il dominio sui commerci dell’Inghilterra che era diventata la prima potenza al mondo dopo il 1815. Vi era poi una sezione specifica, dove vi erano tutti i materiali tecnici come presse idrauliche, macchine da stampa… dove si manifestò la vera rivoluzione industriale e la potenza industriale inglese. La sezione che venne più discussa fu quella americana che proponeva oggetti come macchine da cucire, pistole Colt… in sintesi oggetti standardizzati, riproducibili in serie e che permetteva la sostituzione di
Sulla base delle idee di Morris nascono poi gruppi di architetti che insieme ad artigiani promuovo laboratori definiti Guild che significa corporazioni. Con ciò cercano di promuovere la produzione di oggetti di qualità in alternativa al sistema industriale, tali oggetti però erano molto costosi. Nel 1888 un gruppo di architetti fonda la Arts and Crafts Exhibition Society , dunque con delle mostre si cerca di far conoscere le nuove produzioni. Sicuramente erano contro la società industriale del tempo che era accusata di anteporre la macchina all’uomo. I modelli che seguono sono le comunità medievali, l’architettura gotica… viene quindi valorizzata l’arte dei cosiddetti primitivi che non è ancora stata corrotta. Morris però si rese conto che di fatto la macchina non è il male e che si può utilizzare solo per aiutare l’uomo cosi da diminuire le fatiche e i costi ma mantenendo la qualità ad un livello alto.
Egli si diplomò alla School of design di Londra e fu insegnante di Art Botany. Fu chiamato da Owen Jones per disegnare la tavola “piante e alzati di fiori” per il suo libro “The Grammar of Ornaments”. Se si confrontano questi disegni con quelli di Morris dove la natura è rappresentata nella sua abbondanza si può notare il grande divario che ce tra i due. Egli fu il primo ad andare in Giappone e ne rimase fortemente affascinato tantè che scrisse anche un libro che contribuì la diffusione del Japonisme in tutta l’Europa. Quando torna definitivamente a casa progetta oggetti completamente nuovi, molto più semplici, lisci con forme geometriche precise e che consentano l’utilizzo più economico dei materiai. Dresser inoltre fu uno dei primi ad utilizzare l’ elettro-placcatura per sostituire l’argento e creare oggetti molto più convenienti e raggiungere un pubblico più ampio. Nella sua fase matura sarà designer di circa 50 delle più importanti industrie inglesi, sostenne poi l’uguaglianza di status tra progettista e produttore e fu il primo designer a porre la sua firma vicino al marchio di fabbrica. Egli fu quindi molto particolare e rispettabile perché progettava tenendo conto le caratteristiche delle diverse aziende. Con lui quindi si delinea la figura dell’ industrial design come professione autonoma.
Nel corso dell’’800 la Gran Bretagna non cambiò solo dal punto di vista dei servizi e dei prodotti ma anche il ruolo della famiglia, della chiesa del lavoro cambia. Le innovazioni non ci furono solo in questa zona ma un po' dappertutto, per esempio anche a Parigi ci furono diversi cambiamenti, si svilupparono infatti architetture in ferro e acciaio, la meccanizzazione si sviluppa anche in agricoltura portando alla migrazione di molti contadini verso le grandi città. Vi è poi l’invenzione dell’illuminazione elettrica e la nascita della vita notturna, si sviluppa la fotografia e un nuovo tipo di pittura, quella impressionista.
Il designer a questo punto è una sorta di tecnico che si occupa della parte estetica degli oggetti. Tra i diversi prodotti che nascono in questo periodo ci sono gli orologi semplificati rispetto a prima, graffette, coltellini svizzeri, Levi’s e le pistole Colt. Anche nel mondo dei trasporti ci sono grandi novità, nascono infatti treni con i vagoni con lo spazio ottimizzato come quelli di Pullman. Anche nel mondo della nautica nasce lo Yacht.
Il treno fu uno dei mezzi più importanti durante la rivoluzione industriale, uno dei primi fu la locomotiva , e nel 1829 fu fatto un concorso per le locomotive e la vincente fu quella di Stephenson che era molto più articolata rispetto alla precedente. Subito dopo sempre Stephenson progetta una nuova locomotiva planet , dove si nota la capacità di rappresentazione così che sia accessibile la comprensione dell’oggetto. Negli stati invitati invece c’era bisogno di treni più robusti, infatti alcune parti si ampliano e nasce il treno a vapore. La carrozza assomigliava più ad un carro e all’interno c’era uno spazio unico Invece quelle dell’Europa si inspiravano alle carrozze per cavalli, dove all’interno era divisa in scompartimenti che dividevano a loro volta le classi sociali. Per quanto riguarda gli USA si ricerca un livello di confort maggiore dato che si percorrevano lunghe strade, la ricerca si focalizzava in carrozze aventi anche letti. Si vanno a progettare dunque i sedili ferroviari trasformabili. Uno dei più importanti fu Pullman , che nel 1864 progetta la carrozza letto, da un lato fa convivere l’open space con una divisione più importante (carrozza trasformata), inoltre voleva garantire un certo lusso ai viaggiatori. Egli volle fare una grande propaganda, infatti il corpo di Lincoln morto fu proprio trasportato su una carrozza Pullam, quindi poteva promuovere attraverso ciò la sua azienda. La novità che cambia radicalmente la vita quotidiana delle perone è la lampadina , inventata da Edison in collaborazione con Swan nel 1877, che ha portato alla nascita della vita notturna e anche del cambiamento di molti borghi definiti come loschi e pericolosi. Nasce poi la fotografia che porta una grande rivoluzione anche a livello pittorico, più precisamente nel 1888 la Kodak produce la Brownie, una macchina fotografica fatta in cartone con la quale bastava premere un tasto per scattare la foto.
Nel campo dell’arredamento vi sono alcune novità per rendere più funzionali le case delle classi borghesi. Si assiste così alla convivenza tra il mobile del tappezziere e quello dell’ ingegnere , dove il primo e un mobile ricco, agghindato e pesante, il secondo invece è più semplificato e ridotto nelle dimensioni. Un esempio nel tendere alla semplicità lo si ritrova nel Biedermeier (bieder = sempliciotto + meier = tipico nome tedesco). La sua caratteristica principale è di essere sobrio, con colori chiari e si adatta agli spazi ristretti degli appartamenti cittadini. Cominciano poi ad apparire i mobili multi funzionali come i divano-letto o i letti-armadio, oppure altre idee per la trasformazione funzionale la si ha con la poltrona del dentista o del barbiere che sono reclinabili. Una tra le più celebri è proprio quella di George Wilson che è una poltrona con più funzioni nata inizialmente come sedia per disabili. Per quanto riguarda l’incontro tra estetica e funzionalità la si ha proprio con una piccola nicchia artigianale, gli Shakers. Le sedie che producono sono pensate per essere appese ed essere spostate facilmente, i letti invece sono dotati di rotelle cosi da essere anche lor spostati facilmente. Saranno proprio loro ad introdurre il concetto di varietà a partire dallo stesso modello, tra le più celebri ce la sedia a dondolo o i contenitori di biancheria divisi in 7. Essi saranno proprio affascinati da Thonet
Egli propose un metodo per curvare il legno di faggio attraverso il vapore, il legno quindi vengono inserite all’interno di casseformi per poi essere essiccate.
Oltre gli aspetti produttivi cambia anche la parte distributiva. Si modificano gli spazi del consumo, il negozio con le vetrine iniziano ad avere delle merci esposte in un certo modo (es. negozio f. Scarlatti Firenze). Nascono poi nuovi luoghi di consumo, infatti vengono proprio fondati i grandi magazzini , che si differenziano rispetto ai negozi perché le merci sono a prezzo fisso. Allo stesso modo nascono le grandi esposizioni (edifici con delle esposizioni), i primi nascono in Francia nei primi anni del ‘900 per poi espandersi anche delle altre città. Tali costruzioni erano formate da strutture in metallo e vetro. Il primo in Italia sarà costruito a Milano da parte dei fratelli bocconi. All’interno di tali spazi vengono istituite diverse novità come le scale mobili (es. grande magazzino Harrods Londra). In più vi è la promozione di prodotti su riviste, quotidiani e cataloghi, oppure vengono utilizzate anche i manifesti, questo infatti sarà il periodo di grande successo del manifesto fisso, facendo vedere che tipi di capi e di società stanno promuovendo. In generale sono manifesti di grandi dimensioni attaccati su pareti dove la gente si muove di più, le città infatti sono più popolate e vive dato che vi è l’introduzione della luce elettrica. Jules Cheret sarà il più importante nell’ambito dei manifesti, egli rappresenta figure in movimento sull’asse centrale e che sono capaci dunque di creare dinamicità. I manifesti poi inizieranno a promuovere delle attività cittadine, mostre… esse quindi sono costruite utilizzando la prospettiva mettendo il primo piano il testo poi la figura e poi il paesaggio. Eugene Atget invece fu un grande fotografo e mostra la Parigi di quegli anni addobbata di manifesti e pubblicità. Lo sviluppo dei mezzi di trasporto porta sicuramente anche lo sviluppo della segnaletica e dei cartelloni con gli orari.
Il movimento nasce in Grand Bretagna con l’organizzazione a Londra di diverse mostre, dove si espone in particolare la Guild di Glasgow e sarà proprio lo stile di Glasgow ad ottenere grande successo con i suoi motivi decorativi come la rosa. Le influenze non finiscono qui, grazie all’apertura del commercio del Giappone con l’Europa il suo stile di diffonde ulteriormente. La linea curva è al centro e ricorda la caratteristica del “fatto a mano” che si contrappone al progressivo “fatto a macchina”. L’idea è quella di proseguire al riforma delle arti applicate e soprattutto conformarsi all’industrializzazione. Il nome deriva da una serie di esposizioni organizzate da Morris a partire dal 1888, in queste esposizioni si vede come convivono i prodotti degli artisti e degli artigiani. In generale erano nate diverse società di produzione che andavano ad essere parte del dibattito del tempo. Il movimento ebbe diverse sfaccettature ma certamente privilegia l’artigianalità anche se è una che inizia ad essere prodotta con la macchina.
Nel 1875 venne fondata a Londra la ditta Liberty and Co che va ad ispirarsi al gusto orientale. Alcuni architetti come Godwin si lascia trasportare da questo gusto e realizza la White House , questi aspetti orientali si rivedono per lo più al suo interno con i mobili.
Altri come Shaw proporne un modello ispirato alle case di campagna. Tutto ciò verrà assorbito da altri come Lethaby che andrà a progettare diversi mobili dove l’elemento della semplificazione è quello principale. Voysey invece fa notare una certa tensione verso la geometrizzazione, e si denota il fatto che ci si inizia ad appoggiare a delle semi industrie artigianali. Nasce un nuovo linguaggio espressivo e prende un nome diverso in base al paese, l’ Art Nouveau. Questo movimento pero non è uno vero e proprio ma porta dei tratti comuni, esso vuole reagire alle continue trasformazioni che ti rivedono in quel tempo. Questo movimento si inspira molto alla natura , ha una serie di influssi orientali, usa spesso la linea sia dal punto di vista bidimensionale e sul disegno degli oggetti, e fa convivere nel disegno degli elementi curvilei con elementi rettilinei. Esso si diffonde grazie alle riviste e alle partecipazioni alle esposizioni che diventano luogo di scambio. La culla di tutto ciò è la Francia e il Belgio (1890-1910) e fra i maggiori esponenti c’è Victor Horta, Van de Valde… In Francia il nome proviene da una galleria di esposizioni che si chiama proprio Art Nouveau dove sono esposti oggetti definiti come originali e diversi dal passato. Si parla dunque di oggetti utili, questo tema è uno dei più importanti => l’ arte utile! Che comprende l’aspetto della funzionalità dell’oggetto. Anche in Inghilterra ci sono diversi esponenti, in Scozia in particolare ce Mackintosh. Egli frequenterà la Glasgow school of art , vincerà una borsa di studio e viaggerà, in seguirò si sposerà e insieme alla sorella e suo marito formerà un gruppo (4 persone) e si esprimeranno in modo battagliero rispetto al gusto vittoriano del tempo. In questi anni si utilizzano materiali nuovi come l’ acciaio, cemento armato, vetro… ovviamente combinate a materiali tradizionali. Un altro aspetto importante è il rapporto tra interno ed esterno. All’interno vengono utilizzati elettricità è riscaldamento, elementi molto moderni che vanno a definire un concetto di confort. Il progetto quindi diventa unitario che va a comprendere ogni singolo oggetto che viene utilizzato all’interno dell’edificio. Inoltre si ritrovano diverse influenze giapponesi. Mackitosh però lavora su materiali che sono in contrasto fra di loro, egli inoltre non rifiuta l’utilizzo delle macchine. Egli poi realizzerà la poltrona Willow che verrà posta in una stanza da te che ospita sia donne che uomini. Lui insieme al suo gruppo parteciperà a diverse mostre come quella della secessione a Vienna. L’Arts and Craft andrà ad inspirare la Secessione viennese con numerosi artisti per contrastare l’accademia delle belle arti che proponeva un ritorno al classicismo. C’è una certa geomettrizazione, l’uso del pattern (ripetizione di elementi), la riduzione di elementi decorativi. Quindi è una ricerca di rapporto tra il contenuto e la forma negli oggetti. La rivista che da voce a tutto ciò è la Ver sacrum. Altro progettista e Hoffmann che si propone di realizzare oggetti di alto artigianato con metodi aggiornati, armonici nella composizione, con materiali duraturi e con un atteggiamento più vicino all’industria. Vengono organizzati laboratori di produzione per produrre arredi e vari oggetti per la casa. Loro lavorano anche su commissione e una delle realizzazioni è il palazzo Stoclet. Il palazzo di basa su volumi geometrizzati. Un’altra opera è il cabaret fledermaus , dove si nota la realizzazione di sedute con delle sfere bianche che sembrano degli elementi aggiunti ma sono supporti della sedia nei punti di maggiore sollecitazione. In Francia invece c’è Hector Guimard. Dove nel contesto urbano si denota questo nuovo modo di concepire. Egli in particolare si inserisce in un periodo detto Belle Epoque. In Belgio, invece, Victor Horta progetta l’hotel Tassel e questa capacità di relazionarsi con l’esterno per fa entrare la luce è formidabile. Inoltre si introduce la natura all’interno gli edifici per dare un senso di armonia.
Agli inizi i soci furono Hoffmann, Olbrich e Behrens, poi l’associazione iniziò a crescere sempre di più e iniziò a organizzare assemblee annuali e ad aprire sezioni in varie città, facendo crescere il proprio budget e facendosi conoscere grazie alle mostre. La società spinse alcuni industriali a migliorare la qualità degli alloggi per gli operai e si sviluppa così una grande influenza del Werkbund, facendo si che l’industria tedesca si alzasse di livello. Behrnes invece viene inizialmente considerato un pittore e un grafico e sarà proprio lui a realizzare diversi manifesti ed esposizioni. Lui realizzò una casa che diventa parte dell’esposizione del 1901 e si possono riconoscere nella casa volumi compatti che si possono scomporre in due parti : un cubo ancorato a terra attraverso un basamento, e che viene sovrastato da un tetto spiovente. Le 4 facciate sono tutte diverse ma sono accomunate dall’intonaco bianco e dalle linee verticali che danno una spinta verticale, realizzati da piccoli conci. Egli fu influenzato da Nietzsche con l’idea di fondere l’arte e la vita, cioè architettura e arti sono in grado di portare verso un nuovo ordine l’esistenza, di elevarla. All’interno della casa si ritrova la porta d’ingresso con degli elementi che definiscono la porta stessa che è di bronzo. Dove la decorazione stessa è un elemento progettuale. Al piano terra vi è la zona giorno con anche la sala da musica , dove vi sono diversi rivestimenti e dominata da un quadro in fondo di Behrens. Egli disegnò anche il pianoforte per far comprendere la sua importanza. Oltre a ciò ce anche una sala da pranzo, con al centro un tavolo con delle sedie di due tipi, con e senza braccioli rispettivamente per donne e uomini. In una sala come questa disegna anche le posate che riprendono le stesse decorazioni del soffitto, con anche il servizio dei piatti con lo stesso disegno grigio chiaro. Successivamente proporrà la stessa versione dei piatti ma con colori più scuri. E la stessa cosa si fa con i bicchieri. Il 1907 è un anno fondamentale perché entra a far parte di una associazione , Deutsches Warenburch, questa associazione è importante perché unisce produttori, artisti, chi si occupa del commercio… e lo scopo è quello di rinnovare le arti applicate e ciò porterebbe l’industria tedesca ad essere più competitiva. La Germania tra 800-900 è al centro tra arti e industria e con l’industria che si sta sollevando ci sono anche resistenze perché ciò comporta alla perdita di radici e tradizioni. Lo scopo era quello di investire nella produzione meccanica andando a scapito della creatività individuale, questo dibattito troverà un punto di sintesi nel 1914 al congresso di Colonia. In questo momento andranno a confrontarsi due posizioni: serializzazione vs liberta espressiva dell’artista. L’esposizione è un dove si costruisce aree espositive e all’interno ce un edificio che determina un orientamento per tutto il secolo, il Glaspavillon , un edificio singolare e che mette in evidenza le visioni di uno scrittore che scrisse “l’architettura di vetro” dove ce l’idea di una città di vetro nuova. In questa città non ci sono mattoni ma solo vetrate e Taut prova a realizzarlo come padiglione in cemento con una cupola avente rombi colorati in vetro. Questo diventa un elemento fondamentale per lo studio della luce e del colore, infatti per lui il colore stesso è un elemento importante per la progettazione. Questo padiglione poi verrà demolito dopo 4 settimane. Queste due posizioni sono sorrette da due protagonisti: Munthesius , egli fu un architetto che si sposto molto, e venne considerato uno che è in grado di modellare il sistema educativo. Pubblicò in oltre un volume dove espone la sua idea che l’industria possa aiutare le arti applicate. L’altro fu Van de Velde , egli si oppose al primo e quando decide di costruire la sua casa introduce all’interno anche le sue idee. Sempre in questo momento nasce l’AEG ( allgemeine elektricitats-gesellschaft ), un’azienda tedesca di elettricità nata nel 1883, quando Rathenau ottiene la concessione dei brevetti Edison sulla lampadina
elettrica per la Germania. L’azienda produsse turbine , centrali elettriche, linee di distribuzione… Nel 1907 il figlio di Rathenau, Walter, nomino consulente artistico Peter Behrens. Lo stesso Behrens mette a punto una serie di operazioni, una tra le prime è proprio la facciata della fabbrica proponendo una struttura che somigliasse a dei veri capannoni, con l’idea di mostrare la fabbrica con la fabbrica stessa. Fu realizzato un edificio-tempio, sulla fiancata laterale vennero posti die pilastri di ferro con alla base delle cerniere metalliche che vennero con intenzione mostrate, e al centro venne posto il marchio AEG, scritto con carattere disegnato dall’azienda stessa, il “Behrens Antiqua”, un carattere avente grazie e simile a quello romano. Le lettere poi vennero inserite all’interno di un esagono suddiviso in porzioni. Behrens progetto le case degli operai, i padiglioni, le esposizioni… e i prodotti erano lampade, ventilatori, teiere… in generale si afferma la semplicità , in particolare i bollitori elettrici vennero proposti mediante la componibilità di parti standardizzate. Il direttore venne incaricato di progettare interamente l’identità aziendale, egli va inoltre a progettare il turbinefabrick che offriva uno spazio ampio per poter procedere al montaggio di turbine e con uno spazio molto lumino. Il risultato è un edificio definito da una grande struttura che viene sorretta da 14 pilastri e da grandi vetrate. I pilastri vanno a sorreggerlo e la “decorano” nella parte esterna, essi poi si rastremano verso la base perché va a scaricare il peso su delle cerniere che devono mantenere l’equilibrio della struttura. Il tutto celebra la potenzialità tecnologica dei materiali che diventano molto più espressivi sempre mantenendo alta l’idea del progresso industriale. Tutti gli oggetti di Behrens si basano su un catalogo molto ampio andando però ad unificare alcune parti, cosi quando vado a comporlo sembrano tutti oggetti diversi. A seguire vi fu la progettazione del logo, che ebbe alla base delle figure semplici, poi venne modificato inserendo la singola all’interno di un rettangolo, l’unica cosa che si mantiene è il carattere tipografico che disegna egli stesso. Egli inoltre progetta anche il modo in cui i manifesti vengono realizzati, andando a costruire delle linee che formano delle forme geometriche che contengono allo stesso tempo lo scritto. Inoltre i prodotti diventano elementi di comunicazione , infatti non hanno ambientazione e i colori non spaziano dappertutto. La Germania in questo periodo è avvolta da delle contraddizioni interne , Van de Velde per esempio realizza un teatro, Taut realizza un tempietto di vetro, Walter Gropius realizza una fabbrica su base di un linguaggio squadrato… e di fatto anche qui ci sono due idee contrastanti (nel Werkbund):
Dopo la guerra civile americana, lo stato stesso inizia a ripartire, si ha quindi l’introduzione di macchinari e metodi di produzione, si inizia a produrre oggetti standardizzati, assemblabili e intercambiabili permettendo di adoperare una manodopera non specializzata. I prodotti sono privi di decorazioni, quindi molto semplici, mentre in Europa prevale ancora il gusto per gli oggetti colmi di ornamenti che sono considerati elementi di valore e che donano qualità. In Europa è presente infatti mano d’opera specializzata capace di produrre oggetti a partire dal progetto e soprattutto in grado di realizzare le decorazioni.
sua ottica: la linea e la luce accostata a cio ce anche lo spazio, visto come rottura dei limiti volumetrici e della scatola prospettica tradizionale. L’oggetto icona del de Stijl è la famosa sedia Rosso-Blu di Rietveld del 1918 , fatta di legno di faggio e colori primari, con piani obliqui ma non tangenti. Ciò poi ricorda la contrariazione di Rietveld a produrre oggetti in serie.
Gli elementi base del futurismo sembrano sposarsi perfettamente con gli ideali dell’industria nascente, come l’esaltazione della macchina, della velocità, rifiuto del passato… i maggiori esponenti sono Balla, Boccioni, Sant’Elia e Marinetti. Tra gli oggetti emblematici si ritrovano un vestito e una bevanda:
Nel 1918, la Germania, era un paese stremato dalla guerra e nell’anno successivo l’imperatore decide di dimettersi, dunque a causa dei disordini il congresso nazionale non si riunisce a Berlino ma a Weimar, la riunione era essenziale per la promulgazione della nuova costituzione della repubblica tedesca. A questo punto nasce la Repubblia di Weimar che durerà fino al 1933 quando Hitler vince le elezioni e prende il potere. Sempre nel 1919 nasce il Bauhaus che vivrà anch’esso fino al 1933 perchè verra chiuso dai nazisti. Ma prima ancora, nel 1915, a Van de Velde, era stato comunicato che, essendo belga e quindi cittadino di una nazione in conflitto con la Germania non può più dirigere la scuola delle arti applicate di Weimar, e che deve nominare un suo successore. Tra le varie possibilità scelse proprio Walter Gropius che aveva il compito di fondere le due scuole, quella delle arti applicate e l’accademia di belle arti. Il programma che definisce Gropius si nota nel manifesto in cui fa l’appello alle manifestazioni artistiche con l’obbiettivo di realizzare l’opera di un arte unitaria, dove si uniscono tutte le varie arti. Sul manifesto di fondazione della scuola, di cui la xilografia era di Lyonel Feininger , venne rappresentata una cattedrale gotica, d’altro canto proprio la parola Bauhaus richiama un termine medievale che significa proprio “loggia dei muratori costruttori di cattedrali”. Inoltre le 3 stelle rappresentano la pittura, scultura e architettura. Appena venne aperta la scuola, venne anche indotto un concorso per la produzione del logo. Tra i vari insegnanti che furono accolti nella scuola ce sicuramente una figura importante, Johannes Itten , egli considera l’artigianato e il “fatto a mano” un vero e proprio valore e considera la scuola come una comunità dove i docenti operano perché gli studenti esprimano la loro interiorità e non per trasferire loro nozioni. Con Gropius pero si avrà alcuni attriti a causa dei diversi modi di pensare, Gropius infatti voleva che i corsi fossero in constante rapporto con industrie esterne, cosa che Itten non accetta. Egli fu invece interessato al
rapporto tra spiritualità e arte, conduce inoltre un esistenza molto ascetica introducendo degli esercizi spirituali preparatori cosi da introdurre il concetto di elevazione di tipo spirituale (invece di disegnare lo vivi). La scuola sicuramente ha formato grandi persone, infatti uno tra gli studenti che divenne anche famoso fu Marcel Breuer che progettò una sedia con un profilo gotico rivestita di tessuti. Le donne invece non erano sicuramente alla pari degli uomini dato che le loro capacità potevano essere utilizzate solo in certi campi come quello della tessitura, di cui c’era anche un laboratorio diretto da un altro insegnate (donna), Gunta Stolzl. Anche se la scuola prese avvio c’erano ancora delle piccole problematiche per quanto riguardava l’unificazione delle due scuole, a questo proposito venne introdotto un corso di base (di 6-8 mesi). Inoltre nacque anche uno schema organizzativo, dove si esplicitava il fatto che dopo il corso di base sarebbero seguiti diversi laboratori che avrebbero avuto a loro volta due “maestri”, uno per la forma e uno per l’arte. A seguire arrivano docenti come Kandinskij e Klee, motivo di grande prestigio per la scuola. Itten invece prese quasi il posto di Gropius dato che quest’ultimo era sempre via per lavoro. Il motto della scuola era “ learning by doing ” perché erano gli studenti protagonisti, che dovevano fare con le loro mani per riuscire ad imparare. Quindi l’artista deve essere in grado di progettare e sopratutto avere capacita esecutive, l’aspetto che poi caratterizzerà a scuola sarà la collaborazione che si rivedeva alle lezioni quando vi erano presenti un maestro di teoria e la collaborazione stessa con le imprese (si realizzano oggetti che diventano prototipi per la produzione in serie). In sostanza l’arte si unisce alla tecnica. Le persone che frequentano il Bauhaus inizialmente è pari tra donne e uomini e poi Man mano il numero di maschi cresce esponenzialmente. La presenza femminile era importante ma loro non potevano scegliere tra tutti i corsi, anzi, poteva scegliere tra tessitura, ceramica e rilegatura. Nel 1922 a Weimar ci fu un congresso , di costruttivisti e dadaisti. Sempre nello stesso anno, Van Doesburg realizza un “contro corso” ed è totalmente contro il Bauhaus, dice infatti che la scuola non esprime del tutto il nuovo modo di interpretare il mondo perché ha delle contraddizioni interne. A Weimar farà diverse conferenze dove saranno presenti anche studenti del Bauhaus. Alcuni studenti andando alle lezioni di Van doesburg assorbono i concetti del De Stijl andando a portale anche all’interno della Bauhaus. All’interno della scuola nascono anche delle crisi e Gropius capisce che avrebbe rischiato di formare studenti nel campo dell’artigianato invece che nel campo della progettazione industriale. Dunque decide di scrivere a tutti i docenti e definire un piano con il quale gli studenti sarebbero stati formati partendo dal lavoro artigianale ma dopo sarebbero stati indirizzati vero un rapporto sempre più graduale con le macchine per formare progettisti capaci di lavorare con le macchine stesse. Itten a queste parole decide di andarsene perché per lui l’artigianato è un valore e non deve stare al secondo posto. Gropius, che ormai aveva delle crisi con il comune di Weimar, decide di ristabilire i rapporti proponendo un esposizione di progetti interni al Bauhaus. Furono altrettanto importanti i manifesti nei quali si delinea una grafica propria del Bauhaus, che andava ad utilizzare maggiormente le forme geometriche. In generale il Bauhaus cambia e propone un’idea di design articolata in prodotto, grafica, comunicazione visiva… Nel 1 928 Gropius lascia la scuola e apre uno studio di architettura a Berlino, con lui vanno via anche diversi insegnanti, come: Nagy, Bayer, Breuer…