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Appunto psicologia atipico, Appunti di Psicologia dello Sviluppo Tipico e Atipico

appunti lezione psicologia sviluppo atipico

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 21/07/2021

Victoria.S
Victoria.S 🇮🇹

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RITARDI MENTALI (disabilità intellettiva)
Il ritardo mentale racchiude una varietà di situazione anche molto diverse fra loro, ma accumunate
dalla presenza di una carenza più o meno marcata di competenze cognitive, del linguaggio verbale,
delle autonomie personali e sociali, eventualmente della motricità. Nel DSM V e ICD 11 si parla di
disabilità intellettiva e non più di ritardo mentale,come deficit del funzionamento sia intellettivo che
adattivo.
Ritardo mentale è diagnosticabile mediante la misurazione del quoziente intellettivo ottenibile con
la seguente operazione:
Età Mentale (E.M.)
Età Cronologica (E.C.)
l’Età Cronologica è l’effettiva età del soggetto, l’Età Mentale invece, è quella che viene attribuita al
soggetto dopo che questi ha risolto dei problemi o delle prove attitudinali risolti già con esito
positivo dai soggetti della sua stessa età.
LIVELLI DI GRAVITA'
il DSM V parla di 4 livelli di gravità (lieve,moderato,grave,estremo) in base al dominio concettuale
(scruttura),sociale (es relazionarsi) e pratico (es sapersi prendere cura di sé organizzare attività).
ICD 11 ha classificato 4 livelli di gravità:
Insufficienza mentale profonda QI < 25 (età interiore 3)
Insufficienza mentale severa QI < 40 (fra 3-6 anni)
Insufficienza mentale moderata QI < 55 (6-9)
Insufficienza mentale lieve QI < 70(9-12)
Insufficienza mentale limite QI < 85
Insufficienze lievi linguaggio povero, ma sufficiente alla comprensione e produzione
acquisizione di lettura e scrittura in forma elementare raggiungimento di autonomie tali da
permettere una vita adulta in contesti
normali possono esserci disturbi del comportamento
Insufficienze medie linguaggio precario e scarsamente comunicativo non vi è accesso a
lettura e scrittura mai acquisite autonomie sufficienti a vivere senza un sostegno istituzionale
Insufficienze gravi invalidità estesa, anche in ambito alimentare, del controllo sfinterico e della
motricità
Livello mentale limite Ha un Q.I. compreso fra 70 e 85. Soggetti con profilo omogeneo:
di ritardo cognitivo, tratti di povertà e immaturità negli interessi e negli ambiti sociali ma
che sono integrabili nella normale vita adulta
CAUSE
una volta pochi interventi precoci (socioeducativi, riabilitativi). Al giorno d'oggi sono presenti
interventi educativi per migliorare
• Causa prenatale: -Cromosomica
-Non cromosomica (malattie dismetaboliche, malformazioni, fetopatie, sindromi e in gravidanza
malnutrizione, farmaci);
• Causa perinatale: trauma da parto, anossia, traumatismi ostetrici;
• Causa post-natale: infezioni, traumi, epilessia, vasculopatie etc.;
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RITARDI MENTALI (disabilità intellettiva) Il ritardo mentale racchiude una varietà di situazione anche molto diverse fra loro, ma accumunate dalla presenza di una carenza più o meno marcata di competenze cognitive, del linguaggio verbale, delle autonomie personali e sociali, eventualmente della motricità. Nel DSM V e ICD 11 si parla di disabilità intellettiva e non più di ritardo mentale,come deficit del funzionamento sia intellettivo che adattivo. Ritardo mentale è diagnosticabile mediante la misurazione del quoziente intellettivo ottenibile con la seguente operazione: Età Mentale (E.M.) Età Cronologica (E.C.) l’Età Cronologica è l’effettiva età del soggetto, l’Età Mentale invece, è quella che viene attribuita al soggetto dopo che questi ha risolto dei problemi o delle prove attitudinali risolti già con esito positivo dai soggetti della sua stessa età. LIVELLI DI GRAVITA' il DSM V parla di 4 livelli di gravità (lieve,moderato,grave,estremo) in base al dominio concettuale (scruttura),sociale (es relazionarsi) e pratico (es sapersi prendere cura di sé organizzare attività). ICD 11 ha classificato 4 livelli di gravità: Insufficienza mentale profonda QI < 25 (età interiore 3) Insufficienza mentale severa QI < 40 (fra 3-6 anni) Insufficienza mentale moderata QI < 55 (6-9) Insufficienza mentale lieve QI < 70(9-12) Insufficienza mentale limite QI < 85 Insufficienze lievi ➢ linguaggio povero, ma sufficiente alla comprensione e produzione➢ acquisizione di lettura e scrittura in forma elementare ➢raggiungimento di autonomie tali da permettere una vita adulta in contesti normali ➢possono esserci disturbi del comportamento Insufficienze medie ➢ linguaggio precario e scarsamente comunicativo ➢non vi è accesso a lettura e scrittura ➢ mai acquisite autonomie sufficienti a vivere ➢senza un sostegno istituzionale Insufficienze gravi ➢invalidità estesa, anche in ambito alimentare, del controllo sfinterico e della motricità Livello mentale limite Ha un Q.I. compreso fra 70 e 85. Soggetti con profilo omogeneo: ➢ di ritardo cognitivo, ➢ tratti di povertà e immaturità negli interessi e negli ambiti sociali ➢ma che sono integrabili nella normale vita adulta CAUSE una volta pochi interventi precoci (socioeducativi, riabilitativi). Al giorno d'oggi sono presenti interventi educativi per migliorare

  • Causa prenatale: -Cromosomica -Non cromosomica (malattie dismetaboliche, malformazioni, fetopatie, sindromi e in gravidanza malnutrizione, farmaci);
  • Causa perinatale: trauma da parto, anossia, traumatismi ostetrici;
  • Causa post-natale: infezioni, traumi, epilessia, vasculopatie etc.;
  • Cause psicosociali: carenza gravi e precoci di cure materne e/o insufficienze prolungate di stimolazione ambientale (carenze socio economiche familiari, carenza di accadimento, affettive patologia mentale dei genitori, abbandono, abuso) FAMIGLIA E HANDICAP
  • lo shock della diagnosi iniziale
  • urgenza di conoscenza circa la patologia e le possibilità di cura
  • accudimento continuo spesso caratterizzato da crisi e peggioramenti
  • vedere costantemente la sofferenza del proprio figlio
  • rischio che la cronicità della cura possa ripercuotersi anche sulla relazione di coppia
  • preoccupazione per il benessere degli altri figli
  • questioni legate ad un’ adeguata distribuzione delle risorse all’interno della famiglia DIAGNOSI DIFFERENZIALE, NON TUTTO E' RITARDO MENTALE Inibizione intellettiva Disarmonia evolutiva Deterioramento mentale meccanismo di difesa di tipo nevrotico e talvolta psicotico, per cui l’intelligenza non viene sfruttata in uno o più settori per situazioni conflittuali profonde, ma facenti parte di un quadro secondario a disturbi relazionali Involuzione delle capacità cognitive spesso questa involuzione è limitata a settori specifici è l’esito di un quadro di tipo psicotico che subentra tra i due e i tre anni ed è caratterizzato dalla perdita rapida delle facoltà intellettive presenti DSM 5
  • Il ritardo mentale è stato ridenominato disturbo dello sviluppo intellettivo per riflettere i cambiamenti nella legge federale degli Stati Uniti.
  • Nuovi criteri: il disturbo non è più classificato solo sulla base del Q.I., anche se questo deve essere almeno di due deviazioni standard sotto la media (circa 70)
  • Caratterizzato da: deficit nelle abilità cognitive (problem solving, pianificazione, capacità di giudizio, ecc.) e nel funzionamento adattivo.
  • I livelli (lieve, moderato, ecc.) sono determinati dall’indipendenza del soggetto e dalle responsabilità sociale.
  • Esiste molta comordilità tra i disturbi del neurosviluppo. LA SINDROME DI DOWN (un esempio di disabilità intellettiva) CARATTERISTICHE ✔ occhi a mandorla testa un po' più piccola ✔ viso un po' piatto ✔ bocca e orecchie più piccole ✔ lingua grossa e sporgente ✔ collo ampio. ✔ tono muscolare rilassato (95% dei casi). Un indice di essa nel primo anno di vita si ha quando si solleva il bambino disteso per metterlo a sedere: la testa spesso resta indietro rispetto al corpo. Se consideriamo le tappe fondamentali dello sviluppo motorio nei primi anni di vita, riscontriamo un ritardo significativo. CAUSE

Si tratta di bambini imprudenti e impulsivi, inclini agli incidenti, incapaci di pensare alle regole che infrangono senza un’esplicita volontà, sfrontati con gli adulti (non hanno paura), rifiutati dal gruppo dei pari o capobanda e chiedono attenzione costante,svolgendo delle attività eccessive. Due forme di iperattività ➢ Iperattivi con disturbo dell’attenzione Fin dalla prima infanzia hanno evidenti difficoltà anche a carico di altre funzioni (linguaggio, prassie [disturbo di lateralizzazione] o gnosie) ➢ Iperattivi che non hanno disturbi specifici (più vicini al disturbo della condotta in adolescenza perché gli adulti li sgridano e spesso li picchiano e i pari lo rifiutano) la base è prevalentemente relazionale e influisce sugli aspetti di regolazione, vi è un disturbo nel filtro degli stimoli. [bambini a cinque anni mal lateralizzati e moderatamente iperattivi sono passati dal 5% al 50%, i patologici sono la frangia estrema]. I veri ipercinetici disperdono molte energie e sono disorganizzati e sregolati, a volte anche per condizioni organiche. Negli iperattivi con disturbo dell’attenzione è stato rilevato che durante l’attività il loro cervello funziona in toto, contrariamente a quanto avviene nella popolazione in cui solo una parte del cervello viene attivata. DISTURBI DELLA CONDOTTA I disturbi della condotta sono caratterizzati da una modalità ripetitiva e persistente di condotta antisociale aggressiva o provocatoria. Spesso c’è una collusione tra un minore che ha difficoltà a raggiungere una propria autonomia di regolazione e un ambiente che ha difficoltà a dare regole e a farle osservare in maniera continuativa, trascurato, che ha un’intensa litigiosità, dove i sono maltrattamenti, abusi e discontinuità affettive. [condotte aggressive e oppositive sono normali nello sviluppo infantile, in particolare nelle tappe connesse con i processi di individuazione e differenziazione] Si manifesta fin dai primi anni di vita e può modificarsi sia per cambiamenti nelle relazioni familiari, sia per l’instaurarsi di relazioni positive con persone esterne alla famiglia. Può continuare anche in adolescenza sviluppando condotte antisociali (tossicodipendenza, furti, adesioni a bande, ecc). Evoluzione dei sintomi: 0-3 ANNI I sintomi possono riguardare il sonno, l’organizzazione motoria, il disturbo del linguaggio, il comportamento oppositivo, una relazione arrabbiata-ostile, maltrattamenti o abuso. 4-11 ANNI Disturbi del controllo sfinterico, comportamento fortemente oppositivo, disturbo del linguaggio e dell’apprendimento, relazione arrabbiata-ostile e maltrattante. In alcuni casi è solo a livello intrafamiliare. 12-18 ANNI Comportamenti pesantemente dissociali se non delinquenziali. La sindrome non compromette i processi cognitivi e di pensiero. ADHD – Disturbo da deficit da attenzione/iperattività Fino al 1900 è inesistente. Agli inizi del '900 si parla di un carente sviluppo del controllo morale,non la si vede quindi come una patologia. Anni '80: disturbi da deficit dell'attenzione con il DSM III. Vengono distinti due tipi: con o senza iperattività. In seguito i sottotitoli vengono eliminati e viene introdotto il termine deficit di attenzione e iperattività. Il disturbo da Deficit di Attenzione non è un Disturbo Specifico di Apprendimento. Quotidianamente gli insegnanti si confrontano con bambini che non riescono a stare seduti al proprio banco, a seguire con attenzione le spiegazioni della maestra, a non disturbare con continue intemperanze il proprio compagno. Questi bambini non riescono ad ascoltare attentamente l'insegnante, a pianificare la propria attività scolastica, ad effettuare giochi di gruppo, a seguire le indicazioni che vengono loro date ecc. avranno prestazioni scolastiche inferiori,vengono

compromesse le strategie di apprendimento Il bambino non è in grado di rimanere ancorato agli stimoli ambientali per un tempo adeguato, si distrae facilmente e mostra un'incapacità più o meno grave a restare fermo. Insomma ha delle difficoltà di concentrazione, si allontana senza un apparente motivo dal proprio banco o scrivania, ricerca delle gratificazioni immediate e non rispetta il proprio turno nel gioco o in situazioni di gruppo. È generalmente all'entrata nell'età scolare che si riscontrano tali problemi quando le regole scolastiche richiedono al bambino di saper controllare il proprio comportamento. Nonostante il problema sia ben identificato nella letteratura internazionale, in Italia non è sufficientemente distinto dalla «Sindrome di iperattività». Può avere una causa genetica: forse c’è un difetto evolutivo nei circuiti cerebrali che stanno alla base dell’inibizione e del controllo. Questo crea un’incapacità a posticipare le gratificazioni immediate in vista di un maggior vantaggio. I bambini non riescono a controllare le loro risposte all’ambiente. Non riescono a filtrare gli stimoli e prestare attenzione a quello che stanno facendo. (si sentono bombardati dagli stimoli). Sintomi: marcato livello di disattenzione e una serie di comportamenti secondari che denotano iperattività e impulsività. Può essere diagnosticato prima dei 6 anni. Si caratterizza per la presenza di sintomi pervasivi e persistenti nel tempo per almeno 6 mesi: Disattenzione e difficoltà a pianificare gli interventi: faticano a selezionare le informazioni necessarie per eseguire un compito, incapacità ad eseguire azioni complesse, resistere alle distrazioni dell’ambiente, riluttanza ad impegnarsi nei compiti che richiedono sforzi mentali prolungati, perdita del materiale e scarsa motivazione,no porta a termine compiti,difficoltà ad organizzarsi. Iperattività: movimenti frequenti delle mani e dei piedi, agitazione sulla sedia, difficoltà a rimanere seduto, parlano spesso passano da un gioco all’altro senza concludere nulla. Impulsività: difficoltà a rispettare le regole pur avendole capite, non aspettare il proprio turno, incapacità a costruire e mantenere relazioni positive con i coetanei, difficoltà a controllare i livelli di aggressività e a regolare le emozioni. Si sottolinea il fatto che la ADHD non è frutto di una cattiva educazione familiare, mancanza di intelligenza, mancanza di volontà o legato solo a determinate culture. Disturbo da deficit di Attenzione: ADD ADS Disturbo di Attenzione con Iperattività: ADHD ADDI Non si risolve con l’età, può persistere anche in età adulta se non si seguono percorsi specifici. Ha alta comorbidità con altri disturbi come quello dell'apprendimento. CAUSE Fattore genetico dovuto ad un difetto evolutivo dei circuiti cerebrali che stanno alla base del controllo e fattori non genetici SINDROMI AFFETTIVE DEPRESSIONE

  • La depressione non è tristezza, le caratteristiche del depresso sono: • Perdita dell’energia vitale • Abbassamento del tono dell’umore • Astenia, abulia, apatia, anedonia, alterazione dell’appetito • Difficoltà di concentrazione • Pensieri di morte Disturbo bipolare La fase ipomaniacale e maniacale: ➢ Disinibizione eccessiva ➢ Euforia ➢ azioni impulsive ➢può divenire delirio di onnipotenza. ➢La persona in mania inoltre, non riesce a portare a termine alcun

legata ad un'ansia sociale. Comunicano puntando dito verso oggetto che vogliono es. Non ci sono cause note,solitamente le famiglie socializzano poco,hanno scarsa relazione con l'esterno. Spesso confusa con autismo,in cui non si parla di ansia sociale. Disturbo reattivo dell’attaccamento insorge nei primi cinque anni di vita. È caratterizzato da persistenti anormalità nelle relazioni sociali del bambini,che si associano a turbe emozionali e che sono reattive a modificazioni delle circostanze ambientali. Si manifesta come diretta conseguenza di un'accentuata trascuratezza o violenza o di gravi maltrattamenti da parte dei genitori. Ha modalità di relazione ambivalenti ed è un disturbo emozionale con risposte di chiusura o aggressività di fronte al disagio. ALTRI DISTURBI COMPORTAMENTALI ED EMOZIONALI Disturbi del controllo sfinterico- enuresi enuresi perdita involontaria di urine rispetto all'età dell'individuo e non legata ad altre patologie o aspetto organico. È primaria se è fin dalla nascita (no controllo stimolo urine);secondaria quando insorge dopo un periodo di controllo a causa magari di un trauma;diurna meno frequente e più priblematica;notturna quando accade durante il sonno. Encopresi ripetuta,volontaria o non,perdita di feci,di consistenza normale,in posti non appropriati per questo scopo. Spesso legata a conflitto tra bambino e caregiver (es oppisizione a rigida educaz). Balbuzie È una condizione in cui l’eloquio è caratterizzato da frequenti ripetizioni o prolungamenti di suoni o sillabe o parole che disturbano il flusso ritmico delle parole. Essi devono essere classificati soltanto se la loro intensità è tale da disturbare in maniera accertata il dell’eloquio. (ICD- 10 F98.5) Disturbo dell’alimentazione della I e II infanzia Si tratta di un disturbo dell’alimentazione con manifestazioni variabili, di solito specifico dei primi anni di vita. In genere comporta il rifiuto del cibo ed un comportamento alimentare estremamente capriccioso in presenza di un’adeguata disponibilità di cibo e di una persona ragionevolmente competente che si prenda cura del bambino, e in assenza di una malattia organica. Pica della I e II infanzia Si tratta di un disturbo che consiste nel mangiare in modo persistente sostanze non alimentari (terra, pietre, ecc.).La pica può manifestarsi come comportamento psicopatologico relativamente isolato. DISTURBI SPECIFICI DELLO SVILUPPO La loro insorgenza si colloca nell’infanzia, sono strettamente connessi con la maturazione biologica del sistema nervoso centrale e si manifestano con un decorso continuo senza le remissioni o le recidive caratteristiche delle patologie a prevalente eziologia psicorelazionale.

  • Difficoltà di apprendimento:qualsiasi difficoltà incontrata da uno studente durante la sua carriera scolastica
  • Disturbo di apprendimento:causato da problematiche gravi e meglio definite, legate al processo di apprendimento DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI DELL'ELOQUIO E DEL LINGUAGGIO TAPPE DEL LINGUAGGIO Dalla nascita ai 7-8 mesi: • pianti-grida • vocalizzo • lallazione Dal 8-9 mesi al 18-24 mesi: • imitazione suoni • morfemi intenzionali • ecolalia • parola-frase (

mesi) Ai 2 anni: • frase «telegrafica» I disturbi del linguaggio colpiscono i bambini: con intelligenza non verbale (Q.I.) > di 85 e udito normali e senza apparenti problemi psicologici. Frequenza: 5% in età scolare e il 7% in età prescolare importanti limitazioni nella capacità linguistica Differenze di genere: 3-4 volte più frequente nei maschi Sono difficili da diagnosticare: sia rispetto alla normalità e sia per la difficoltà a discriminare le diverse componenti. Il DSL ha basi genetiche, c’è una notevole familiarità nel disturbo (~ 70%). Sono di 3 tipi: 1 DISTURBO SPECIFICO DELL'ARTICOLAZIONE E DELL'ELOQUIO Chiamato anche disturbo fonetico-fonologico, lo sviluppo dell’articolazione dei suoni è in ritardo mentre espressione e comprensione sono nella norma. Viene diagnosticato intorno ai 4 anni e in molti casi creano difficoltà nell’apprendimento della lettura e della scrittura. Disartria o Anartria: difficoltà o mancanza di articolazione Dislalie: alterazione nell’articolazione del linguaggio caratterizzati da difetti nella produzione di uno o più suoni consonantici: quelli più frequentemente interessati sono s, r, sc, l. 2 DISTURBO DEL LINGUAGGIO ESPRESSIVO La capacità di esprimersi risulta marcatamente al di sotto del livello appropriato all’età cronologica o mentale del bambino. Disfasia o afasia (‘insalata di parole’) La comprensione è entro i limiti della norma. Es.: difficoltà a ricordare le parole o a formulare frasi complesse. Utilizzo della frase minima a 5/6 anni. 3 DISTURBO DELLA COMPRENSIONE DEL LINGUAGGIO Si caratterizza per uno sviluppo delle abilità espressive e di comprensione del linguaggio non adeguati all’età cronologica o mentale del bambino. I fattori che permettono di individuare precocemente tale disturbo:

  • incapacità a identificare nomi familiari a 12 mesi • incapacità a identificare oggetti comuni a 18 mesi
  • incapacità a identificare istruzioni semplici e di uso quotidiano Il bambino non comprende e non viene compreso dall’ambiente, infatti in quasi tutti i casi anche l’espressione del linguaggio è marcatamente disturbata. DISTURBI SPECIFICI DELLA SCRITTURA DISTURBI SPECIFICI DELLE ATTIVITA' SCOLASTICHE Tipologie legate a: lettura(dislessia) calcolo(discalculia) scrittura(disortografia e disgrafia) LA DISORTOGRAFIA Il disortografico può commettere errori sia con le eccezioni sia con parole senza «tranello». È meglio valutarla per se stessa e non quando il bambino è impegnato a produrre un testo originale. Si deve inoltre tenere presente che la maniera in cui si detta incide fortemente sulla qualità della prestazione, per cui è meglio usare dettati registrati. Un altro modo potrebbe essere quello di far

quattro operazioni matematiche - difficoltà nel cogliere nessi e relazioni matematiche - difficoltà nell'associare ad una certa quantità il numero corrispondente - difficoltà nell'imparare il significato dei segni (più, meno, per e diviso) - difficoltà ad analizzare e riconoscere i dati che permettono la soluzione di un problema - difficoltà nell'apprendere le regole dei calcoli (prestito, riporto, incolonnamento, ecc.) - difficoltà nell'apprendere semplici operazioni come ad esempio le tabellone, i cui risultati vengono ottenuti in modo automatico senza ricorrere a difficili procedure di calcolo - difficoltà di organizzazione spazio-temporale e visuo-spaziale - difficoltà di coordinazione motoria, soprattutto fine - difficoltà di svolgimento di compiti in sequenza. Discalculia grave Il disturbo del calcolo può essere associato con altri disturbi specifici di apprendimento ANCHE CON La disorganizzazione spaziale che produce una serie di scompensi, fra cui difficoltà a capire il ruolo del valore posizionale ed errori di allineamento. LE DIFFICOLTA' IN MATEMATICA A differenza delle difficoltà di lettura, possono non essere così evidenti: è più raro che un alunno sia impegnato in un’attività prolungata di calcolo. Le discalculie specifiche evolutive sono il 0,2% della popolazione. Il disagio nell’apprendimento della matematica porzione molto più ampia. DISLESSIA È quella più conosciuta al punto di diventare sinonimo di qualsiasi disturbo di apprendimento. Dislessia specifica evolutiva = difficoltà o incapacità di leggere specifica legata ad un processo evolutivo mai portato a termine (e quindi evolutiva e non acquisita). Quindi non c'era un bambino che sapeva leggere e poi dopo un trauma è tornato indietro. Sono bambini con assenza di ritardo mentale. Causato da disfunzione neurobiologica e da familiarità:spesso ci sono parenti o genitori con la stessa dislessia. La dislessia è una disabilità specifica dell’apprendimento di origine neurobiologica. Essa è caratterizzata dalla difficoltà ad effettuare una lettura accurata e/o fluente e da abilità scadenti nella scrittura e nella decodifica. In essi la lettura non è un'abilità automatizzata e richiede uno sforzo cognitivo elevato. Di conseguenza si stancano facilmente e possono rimanere indietro con il programma rispetto ai compagni ed essere demotivati allo studio. Conseguenze secondarie possono includere i problemi di comprensione: nella lettura e una ridotta pratica della lettura che può impedire la crescita del vocabolario e della conoscenza generale. In Italia la dislessia è poco conosciuta,ma si stima che il 3-4% della popolazione ne soffra. Molti accedono ai servizi troppo tardi o viene riconosciuta tardi. Spesso questa situa si presenta con altri disturbi come problemi di scrittura come disortografia e disgrafia. Prima della scuola elementare il dislessico incontra frequentemente problemi:

  • Nella denominazione rapida di oggetti
  • Nella ripetizione di parole rare o nuove
  • Nella manipolazione dei suoni linguistici difficoltà a mantenere attenzione e nel copiare un disegno da un libro. La difficoltà dei bambini nei primi anni di vita nell’uso e nella comprensione del linguaggio sono chiamati Disturbi specifici del linguaggio Metà dei casi in cui è stato diagnosticato questo disturbo rientra successivamente in una delle categorie di disturbo specifico di apprendimento. Gli indici fondamentali per la valutazione delle difficoltà di lettura: Accuratezza, Velocità,

Comprensione. I primi due indici possono essere esaminati facendo leggere un brano non conosciuto e valutando il numero di errori di lettura e la velocità di lettura. Il terzo indice facendo leggere un secondo brano nel modo e nel ritmo preferito per poi rispondere a domande di comprensione. Con ingresso a scuola inizia a diventare più evidente. Disorganizzato nelle attività. Difficoltà a copiare dalla lavagna,lentezza nella scrittura e lettura,non ha raggiungimento nel controllo sillabico in lettura e scrittura: incapacità di produrre le lettere in stampato maiuscolo in modo riconoscibile;nota delle istruzioni impartite oralmente.. Il bambino spesso compie nella lettura e nella scrittura errori caratteristici come: • l'inversione di lettere e di numeri (es. 51 - 15) • la sostituzione di lettere (m/n; v/f; b/d). A volte non riesce ad imparare: • le tabelline • alcune informazioni in sequenza come le lettere dell'alfabeto • i giorni della settimana • i mesi dell'anno. Può fare confusione per quanto riguarda i rapporti spaziali e temporali (destra/sinistra; ieri/domani; mesi e giorni; lettura dell'orologio) e può avere difficoltà a esprimere verbalmente ciò che pensa. In alcuni casi sono presenti anche difficoltà in alcune abilità motorie (ad esempio allacciarsi le scarpe), nella capacità di attenzione e di concentrazione. nota delle istruzioni impartite oralmente. Come si comporta un dislessico nello studio

  • Un dislessico si stanca più facilmente ed ha perciò bisogno di molta più concentrazione • Può leggere un brano correttamente e non cogliere il significato • Può avere grosse difficoltà con le cifre (tabelline), la notazione musicale o qualsiasi cosa che necessita di simboli da interpretare • Può avere difficoltà nella lettura e/o scrittura di lingue straniere (es. inglese,latino, greco, ecc..) • Può avere difficoltà nel memorizzare termini specifici, non di uso comune • Può avere difficoltà nello studio (storia, geografia, scienze, letteratura, problemi aritmetici) quando questo è veicolato dalla lettura e si giova invece dell'ascolto (es. registratori, adulto che legge, libri digitali)• Non prende bene gli appunti perché non riesce ad ascoltare e scrivere contemporaneamente • Quando si distrae da ciò che sta leggendo o scrivendo ha grosse difficoltà a ritrovare il punto. • Un dislessico lavora lentamente a causa delle sue difficoltà, perciò è sempre pressato dal tempo. Quando viene fatta la diagnosi per la dislessia La diagnosi viene posta alla fine del II anno della scuola primaria. Il professionista dovrebbe redigere un referto scritto indicando il motivo dell'invito,i test utilizzati Già alla fine del I° anno della scuola primaria, tuttavia, profili funzionali compromessi e presenza di altri specifici indicatori diagnostici (ritardo del linguaggio e anamnesi familiare positiva per DSA) possono anticipare i termini della formulazione diagnostica. Un'ulteriore strumento per la rilevazione di queste difficoltà è lo screening, inteso come ricerca-azione da condurre direttamente nelle scuole, da parte di insegnanti formati con la consulenza di professionisti sanitari. Gli indici fondamentali per la valutazione delle difficoltà di lettura: Accuratezza, Velocità, Comprensione. I primi due indici possono essere esaminati facendo leggere un brano non conosciuto e valutando il numero di errori di lettura e la velocità di lettura. Il terzo indice facendo leggere un secondo brano nel modo e nel ritmo preferito per poi rispondere a domande di comprensione. Come affrontare la dislessia La diagnosi permette di capire finalmente che cosa sta succedendo ed evitare gli errori più comuni come colpevolizzare il bambino ("non impara perché non si impegna") e l'attribuire la causa a problemi psicologici, errori che determinano sofferenze, frustrazioni. Ottenuta la diagnosi si possono mettere in atto aiuti specifici, tecniche di riabilitazione e di compenso, nonché alcuni semplici provvedimenti della modifica della didattica a favore dei ragazzi

 preoccupazione pervasiva per uno o più interessi limitati adesione a pratiche o rituali specifici e disfunzionali  manierismi motori stereotipati e ripetitivi (battere le mani) preoccupazioni per parti di oggetti o per elementi non funzionali dei materiali di gioco (odore, rumore, ecc.) STEREOTIPI PIU' DIFFUSI non parla: alcuni posseggono il linguaggio, spesso lo sviluppano in ritardo o non l’utilizzano in modo appropriato. non vuole comunicare con gli altri: in realtà non sa comunicare con gli altri. è chiuso nel suo mondo e non vuole essere toccato: non per tutti è così non migliorerà mai: con degli interventi possono ottenere miglioramenti significativi. Intorno ai 3 anni i sintomi possono vedersi in modo evidente,ma spesso si fatica ad individuare la sindrome e le sue variabilità. SINDROME DI RETT Si tratta di una condizione riscontrata per ora solo nel sesso femminile, in cui uno sviluppo che all’inizio è apparentemente normale è seguito da:  perdita parziale o completa del linguaggio perdita parziale o completa delle capacità motorie e dell’uso delle mani rallentato  rallentamento dell’accrescimento cranico in generale esordisce tra i 7 e i 24 mesi. Caratteristiche

  • Perdita progressiva della motricità fine: perdita dei movimenti intenzionali delle mani a favore dei movimenti stereotipati di torsione • Perdita progressiva della motricità grossa: andatura mal coordinata o instabile e/o di movimenti del tronco • Rallentamento dell’accrescimento cranico • Disfunzione della comunicazione • Compromissione delle interazioni sociali • Possono essere presenti disturbi del sonno, difficoltà respiratorie, crisi epilettiche. • Quasi sempre segue un grave deficit mentale Quattro stadi clinici
  1. Fra i 6 e i 18 mesi: rallentamento e stagnazione dello sviluppo psicomotorio, disattenzione verso l’ambiente circostante e verso il gioco, primi sporadici stereotipi con le mani, rallentamento della circonferenza cranica.
  2. Fra i 18 e i 3 anni: rapida regressione dello sviluppo, compaiono manifestazioni di tipo autistico, perdita del linguaggio e dell’uso funzionale delle mani, comportamenti autolesivi.
  3. Fino ai 10 anni: lo sviluppo si stabilizza, diminuiscono gli aspetti di tipo autistico, recuperato il contatto emotivo con l’ambiente. Hanno frequenti attacchi epilettici.
  4. Dopo i 10 anni: migliora il contatto emotivo, gli attacchi epilettici sono più controllabili. Diversi problemi impediscono spesso alle ragazze di camminare. SINDROME DI ASPERGER: autismo ad alto funzionamento Sindrome caratterizzata dallo stesso tipo di anomalia qualitativa dell’interazione sociale che è proprio dell’autismo, insieme ad un repertorio limitato, stereotipato e ripetitivo di interessi e di attività. La sindrome differisce dall’autismo perché non vi è nessun ritardo nel linguaggio o nello sviluppo cognitivo. Spesso è associata a marcata goffaggine. C’è una tendenza a persistere nell’adolescenza e nella vita adulta. Nelle fasi precoci della vita adulta si verificano occasionalmente episodi psicotici. Caratteristiche
  • Scarsa empatia • Poca abilità a formare amicizia e conseguente isolamento sociale • Linguaggio monotono e pedante • Scarsa comunicazione non verbale • Profondo interesse in tematiche circoscritte (tempo, trasmissioni televisive, orariferroviari, ecc.) • Movimenti goffi e posture bizzarre. SCHIZOFRENIA E SINDROMI SCHIZOTIPICA E DELIRANTE

Assume un approccio a spettro. Le persone ricevono una diagnosi a spettro a seconda del numero e del grado di deficit, a partire dal disturbo schizotipico di personalità caratterizzato da sintomi di bizzarria e stravaganza ma senza interruzione del grado di realtà, alla schizofrenia, dove le allucinazioni e i deliri sono preminenti. I pazienti affetti da schizofrenia (incidenza 1% ) possono:

  • ridere mentre raccontano un episodio tragico
  • avere allucinazioni
  • crede che ci siano delle forze che dirigono i suoi pensieri
  • che i suoi pensieri siano così potenti da influenzare le persone
  • assumere posizioni motorie bizzarre DISFUNZIONI Ci sono disfunzioni in diversi ambiti di primaria importanza: il pensiero, la percezione e l'attenzione; il comportamento motorio;lo stato affettivo o emozionale. CAUSE: Fattori genetici unito ad altri elementi che contribuiscono come disturbi del sonno,utilizzo di stupefacenti,alta competizione sociale. Quindi anche fattori ambientali. Sintomi caratteristici Ci sono disfunzioni in diversi ambiti di primaria importanza:
  • il pensiero, la percezione e l'attenzione; • il comportamento motorio; • lo stato affettivo o emozionale nonché il funzionamento nei diversi ambiti dell'esistenza Sintomi positivi
  • L' eloquio disorganizzato si riferisce all'incapacità di organizzare le idee e di parlare in modo che un ascoltatore possa comprendere. I discorsi di uno schizofrenico sono incoerenti, i frammenti di pensiero e le immagini non sono connessi e risulta difficile capire esattamente ciò che egli vuole dire.
  • Le allucinazioni esperienze sensoriali in assenza di qualunque stimolo ambientale. Le allucinazioni di tipo uditivo sono assai più frequenti di quelle di tipo visivo. Le più comuni sono quelle che si riferiscono ad una voce che ripete i pensieri della persona, o a voci che litigano fra loro.
  • I deliri sono invece convinzioni contrarie alla realtà dei fatti. Lo schizofrenico ne soffre in quanto non si rende conto della sua condizione; egli appare assolutamente inconsapevole di ciò che gli succede e ritiene che sia tutto normale. Egli è convinto di essere suo malgrado il bersaglio di un agente esterno che gli impone determinate sensazioni, oppure che i suoi pensieri vengano emanati e che gli altri possano venirne a conoscenza.
  • Comportamenti catatonici come: eccitamento, postura rigida, mutacismo e stupore. Sintomi negativi L' abulia , o apatia, è una mancanza di energia e un'apparente assenza di interesse per quelle che sono le consuete attività quotidiane. I pazienti possono trascurare l'abbigliamento e l'igiene personale, i capelli sono spettinati, le unghie sporche, i denti non lavati. Inoltre essi mostrano grande difficoltà nel portare avanti le attività lavorative, scolastiche o domestiche e trascorrono gran parte del tempo sedendo qua e là senza far nulla. L' alogia è un disturbo negativo del linguaggio che può assumere diverse forme. Nella povertà di eloquio la quantità di linguaggio prodotto è fortemente ridotta; nella povertà di contenuto dell'eloquio la quantità di eloquio è adeguata ma trasmette poche informazioni e tende ad essere

Si ha una paura marcata e persistente. Essa è sproporzionata rispetto al reale pericolo; Non può essere controllata; Permane per un periodo prolungato ;L’individuo riconosce che la paura è irragionevole Sintomi: tachicardia, vertigini, disturbi gastrici, senso di soffocamento, sudorazione eccessiva, ecc. Fobia scolare Nei bambini che rifiutano la scuola si può manifestare una vera e propria fobia della scuola contraddistinta da un comportamento di evitamento della scuola grave e pervasivo. Le cause: Ansia da separazione; Immaturità; Esperienze traumatiche precedenti; Nuova situazione familiare; Difficoltà di apprendimento o comportamento; Difficoltà di integrazione e socializzazione ➢ Esordio: solitamente 5/6 anni qualche volta 10-11 anni o in adolescenza 12-15 anni può essere brusco (fulmine a ciel sereno) o dopo un periodo di difficoltà a frequentare ➢ Prevalenza: di solito maschi (80% di figli unici, primogeniti o prediletti)Sintomi: tachicardia, vomito, sudorazione, nausea, diarrea, dolori addominali, al petto agli arti, sonno disturbato. Altri sindromi fobiche esempi... Agorafobia

  • Timore per le situazioni in cui è difficile scappare o ricevere soccorso. • Può essere secondaria all’insorgenza di attacchi di panico. • Sintomi: uscire soli a stare a casa soli, frequentare luoghi affollati, prendere autobus o aeroplano, essere su un ponte o in ascensore Claustrofobia
  • Paura irrazionale per gli spazi stretti e chiusi. • Il disagio è dovuto dalla sensazione di costrizione.
  • Sintomi: locali senza finestre, ascensori, tunnel, cinema, metropolitana ALTRE SINDROMI ANSIOSEDisturbo da attacchi di panico Si caratterizza per attacchi inaspettati e ricorrenti con una sintomatologia caratterizzata da palpitazioni, nausea, senso di soffocamento, capogiri, sudorazione, tremori, apprensione, terrore. In tale sindrome si può prevedere la presenza o assenza di agorafobia. Può comparire il età adolescenziale ma anche, sia pure raramente, in epoca puberale. ➢ Disturbo d’ansia generalizzata ➢ Disturbo misto ansioso-depressivo ➢Altri disturbi ansiosi misti ➢Disturbo ansioso non specificato SINDROME OSSESSIVO COMPULSIVA Disturbo di ansia aratterizzato da ossensioni e compulsioni. Si presenza maggiormente nell'adolescenza ma può presendarsi anche nell'infanzia e età adulta. Può interferire nelle attività quotidiane e ci sono fasi di miglioramento e peggioramento,raramente tende ad essere un episodio occasionale. I pensieri ossessivi sono idee, rappresentazioni o impulsi che si presentano ripetutamente alla mente del soggetto e vengono percepiti come fastidiosi. Gli atti o i rituali compulsivi sono comportamenti stereotipati che vengono più volte ripetuti,sono una risposta alle ossessioni. Seguite da sollievo temporaneo. Es disinfettare le mani perchè sempre piene di germi,portare guanti per prevenire pensiero di essere stato contaminato. I sottotipi del disturbo ossessivo-compulsivo
  • … da controllo Il soggetto ha timori ricorrenti e controlli protratti e ripetuti, correlati al dubbio di aver dimenticato qualcosa o di aver fatto un errore Es. Ho chiuso la porta di casa,il gas.
  • … da contaminazione Il soggetto ha delle ossessioni connesse al rischio di contagi o contamin. Es. Lavaggio di mani
  • … da accumulo Il soggetto ha l’impulso di accumulare e conservare oggetti, anche insignificanti e deperibili es. giornali, pacchetti di sigarette vuoti, bottiglie vuote
  • … da ordine e simmetria Il soggetto è intollerante al disordine o all’asimmetria. Es. Libri, penne, abiti, ecc. devono risultare perfettamente allineati, simmetrici e ordinati secondo una precisa logica
  • … da superstizione eccessiv a Il soggetto ha pensieri superstiziosi portati all’eccesso. L’esito degli eventi viene legato al compimento di certi gesti. Es. Ho rovesciato il sale devo fare….
  • Ossessioni pure Le ossessioni sono senza compulsioni. I pensieri ossessivi riguardano l’avverarsi di situazioni altamente improbabili. Es. Paura di diventare omosessuale, pedofilo, ecc. DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS Si presenta come una risposta ritardata protratta ad un trauma o situazione stressante (di breve o di lunga durata) di natura eccezionalmente minacciosa o catastrofica, in grado di provocare grave malessere nella maggior parte delle persone. Causa profonda sofferenza nella persona ed il soggetto ha una paura molto intensa dell'evento traumatico (es militari tornati da guerra;aggressione personale,ostaggio) Sintomi del disturbo includono ansia, ripetuti episodi in cui viene rivissuto il trauma in ricordi intrusivi (“flashbacks”), sogni sgradevoli o incubi. Non per dorza se si vive trauma si sviluppa il disturbo,dipende dalle risorse che la persona ha. L’esordio segue il trauma. Il decorso è fluttuante ma la guarigione si verifica nella maggior parte dei casi. In una piccola percentuale di soggetti la condizione può presentare un decorso cronico per molti anni e un passaggio ad una durevole modificazione della personalità. Nei bambini il PTSD ha delle caratteristiche differenti rispetto a quelle dell'adulto: i sentimenti di paura intensa e orrore possono esprimersi nei bambini con un comportamento disorganizzato o agitato. Il bambino può manifestare il ripresentarsi di ricordi spiacevoli ricorrenti e intrusivi con giochi ripetitivi in cui vengono espressi temi o aspetti riguardanti il trauma. Difficile che ci sia il flashback se molto piccolo. Tende a giocare giochi ripetitivi e in cui ci sono elementi che ricordano il trauma. Infine, a differenza dell'adulto, nel bambino i sogni possono essere spaventosi senza un contenuto riconoscibile e possono manifestarsi rappresentazioni ripetitive specifiche del trauma. SINDROMI SOMATOFORMI disturbi riferiti al corpo. I problemi psicologici assumono una forma fisica. I sintomi non vengono spiegati da una causa fisiologica, sfuggono al controllo volontario e sono legati all’ansia. Incidenza fra il 15 e il 50%. Rapporto donne–uomini 2:1. La sintomatologia comprende disturbi psichici e fisici, ma i pazienti tendono a mettere in risalto solo quelli fisici. A livello psichico: ansia, nervosismo, irritabilità, affaticabilità, difficoltà di concentrazione. Compromettono il funzionamento di un organo e causano molta sofferenza. Innescati da situa di sstress e viene diagnosticata dai medici nel momento in cui il soggetto continua ad essere preoccupato e turbato dei sintomi e va ad interferire con le attività quotidiane. Spesso quando viene detto che causato da problemi psicologici i pazienti perdono fiducia nel dottore e si sentono presi in giro.

Preoccupazione riguardante l’alimentazione, desiderio o senso di compulsione a mangiare Tentativo di mitigare gli effetti ingrassante del cibo (vomito, purghe, digiuni, farmaci) Percezione di se stesso come troppo grasso ALTRI DISTURBI ALIMENTAZIONE... disturbo evitante e restrittivo assunzione del cibo non include immagine distorta del corpo. Tipicamente si sviluppa durante l'infanzia ma può avvenire anche in seguito. Manca interesse per mangiare o temono che magiare alcuni alimenti abbia conseguenze negative come soffocamento. C'è deficit nutrizionale e sottopeso. Disturbo da Binge-eating: mangiare una quantità di cibo significativamente maggiore di quella di quella di cui si ha bisogno. Non è accompagnato da condotte compensatorie. Frequentemente è associato con l’obesità, ma è possibile che una persona di peso normale soddisfi i criteri. ORTOESSIA Attualmente questo disturbo non è ancora riconosciuto come patologia, come l'anoressia e la bulimia, per cui non è annoverato nel DSM. Caratteristiche: fobia per i cibi che si ritengono non sani o contaminati ossessione delle componenti caloriche (zuccheri e grassi). DISTURBO DEL SONNO Il sonno è necessario per la sopravvivenza e permette al corpo di ricaricarsi. Esiste il sonno rem in cui il nostro cervello ha attività molto intensa,le palpebre si muovono e alcuni muscoli possono contrarsi in modo involontario. In questa fase si sogn. Il sogno non rem che rappresenta la maggior parte del nostro sonno e può includere il parlare In questa categoria vengono inclusi i disturbi del sonno in cui le cause emozionali sono ritenute essere un fattore primario. Nel bambino è la modalità più consona di espressione del disagio (es seguito ad un divorzio).Nel neonato la regolazione del sonno è una funzione omeostatica duale, cioè lo stato psichico della madre ha una profonda influenza nel sonno del bambino. I DIVERSI DISTURBI DEL SONNO queste sono principalmente legate al bambino Severe insonnie (I e II semestre): il sonno non è soddisfacente derivata della relazione del caregiver. Disturbi del ritmo del sonno : sono legati a problemi fisici o dell’ambiente primario (trascuratezza, incostanza, carenza o eccesso di stimolazioni). Disturbo di addormentamento : il bambino manifesta insoddisfazione di altri bisogni primari o dei conflitti riguardo la separazione, il controllo della situazione o, dopo i 3 anni, alla gelosia e alla paura. Disturbi durante il sonno : indicano un conflitto specifico che il b sta vivendo in quel momento. Sonnambulismo : stato di coscienza alterato in cui sono simultaneamente presenti fenomeni del sonno e della veglia. Durante l’episodio l’individuo si alza dal letto e cammina, mostrando bassi livelli di consapevolezza. Al risveglio non c’è consapevolezza dell’evento. Terrori notturni (pavor nocturnus): episodi notturni di estremo terrore e panico associati ad intensa vocalizzazione, movimenti del corpo ed alti livelli di attivazione del sistema nervoso vegetativo. Incubi : Esperienza onirica di ansia o paura e di un ricordo molto dettagliato del contenuto del

sogno. Durante l’episodio non c’è vocalizzazione apprezzabile né movimenti del corpo. DISTURBI DELLA PERSONALITÀ E DEL COMPORTAMENTO SINTOMI CARATTERISTICI: Deviazioni significative del modo in cui l’individuo medio di una data cultura percepisce, pensa e si pone in relazione con gli altri. Le modalità di comportamento devono essere stabili e a comprendere molteplici sfere di comportamento e funzionamento psicologico. Frequentemente il comportamento è associato a sofferenza soggettiva ed a problemi di funzionamento sociale. DISTURBI DI PERSONALITA' SPECIFICI I Disturbi di Personalità costituiscono delle modalità inflessibili di percepire, reagire e relazionarsi alle altre persone e agli eventi; tali modalità riducono pesantemente le possibilità del soggetto di avere rapporti sociali efficaci e soddisfacenti per sé e per gli altri. La maggior parte delle persone con un Disturbo di Personalità risulta insoddisfatta e sofferente rispetto alla propria esistenza , inoltre, presenta numerosi problemi interpersonali sul lavoro o nelle situazioni sociali. Sono molto frequenti sintomi depressivi, ansia, abuso di sostanze o disturbi alimentari. I soggetti con un Disturbo di Personalità sono ignari che il loro pensiero o i propri modelli di comportamento sono inappropriati e disfunzionali: quindi, tendono a non cercare l’aiuto di uno specialista. DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITA' Disturbo che riguarda la relazione,impedisce di realizzare relazioni che durano nel tempo,ma tendono a fallire. Drammatizzano molto,esagerando aspetti della loro vita,sentimenti e tendono a passare come vittime quando molto spesso sono loro i carnefici. Può essere devuto a traumi derivati dall'infanzia come abusi. Caratteristiche: Instabilità dell’umore e dell'immagine di sè;Instabilità nel comportamento: Instabilità nelle relazioni Impulsività: l’autodistruttività (tentativi di suicidio, automutilazioni, tentativi di suicidio) e una forma più generale di impulsività (abuso di sostanze, disturbi alimentazione, scoppi verbali, guida spericolata). Ha un’immagine di sé distorta e difficoltà con gli altri: è egocentrico,ha timori di abbandono, aggressività. Ha scoppi di rabbia molto intensi e reazioni molto sproporzionate rispetto all'evento che sta vivendo. Nel bambino si possono vedere episodi di bullismo o tendenza a distruggere le sue cose o quelle degli altri. PERSONALITA' NARCISISTICA Caratteristiche: può manifestarsi fin dall'infanzia e perdurare. Soggetto che ha bisogno costante di ammirazione e fatica ad entrare in empatia con gli altri. È sulla difesa nei confronti degli altri e risponde con senso di superiorità. Le situa competitive riescono a dimostrare la sua superiorità e per questo lo rendono felice ;ha credenza esagerata nel loro proprio valore o importanza; possono essere sensibili ai fallimenti, alla sconfitta, o alla critica davanti un fallimento possono facilmente manifestare rabbia o depressione pensano di essere ammirati o invidiati; pensano di essere autorizzati a soddisfare i propri bisogni senza attendere. Ha paura di non essere apprezzato abbastanza per il livello che lui crede di avere. Adolescenza atteggiamento teatrale dando impressione di essere perfetto DISTURBI DELLE ABITUDINI E DEGLI IMPULSI Il sogg ha comportamenti ripetuti che non riesce a controllare e non hanno motivazioni razionali che danneggiano interessi personali ma anche delle altre persone. GIOCO D'AZZARDO PATOLOGICO: il soggetto non riesce a fare a meno di giocare,andando a discapito di aspetti di vita familiare/sociali e lavorativa. Va ad impoverire tutte le relazioni. Vi è un